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Full text of "Perequazione fondiaria, testo della legge 1. marzo 1886 n. 3682 e regolamento 2 agosto 1887 n. 4871"

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Digitized by the Internet Archive 

in 2011 with funding from 

University of Illinois Urbana-Champaign 



http://www.archive.org/details/perequazionefondOOital 



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TESTO DELLA LEGGE 1° MARZO 1886 ì. 3682 

E REGOLAMENTO 2 AGOSTO 1887 N. 4871 ■ 

CON COMMENTO DELLA LEGGE 

TAVOLE DI CONFRONTO COL REGOLAMENTO E NOTE 

PER CIASCUN CAPO DI QUESTO 

dell'avvocato 

PROF. ARONNE RABBENO 



SECONDA EDIZIONE 




VERONA 

LIBRERIA ALLA MINERVA 



DRUCKER & TEDESCHI 

j PADOVA 

LIBRERIA ALL'UNIVERSITÀ 9 



1887. 



Diritti riservati. 



Vorona ISsT - Stab. G. Civelli. 



336.2 

rt/p 
mi 



ALLA 

VENERATA MEMORIA 

DI 

MARCO MINGHETTI 



AI LETTORI 



Intitolo questo mio libro al nome del compianto illu- 
stre statista e legislatore per la parte preclara da esso 
presa nello svolgimento della legge importantissima alla 
quale dedicai laborioso studio. 

Ma unitamente a quel gran nome, la storia parla- 
mentare registra pur quelli del Messedaglia, del Magliani, 
del Gerardi e del Fornaciari, della Camera dei Deputati, 
e del Finali e Depretis, del Senato. I quali tanta parte 
presero nella discussione di massima e degli articoli, 
da renderla fra le più importanti del Parlamento Ita- 
liano. 

Dalla stessa raccolsi per quest'opera le più interes- 
santi parti dei discoidi dei lodati oratori che servono 
come ottimo commento alla legge 1° Marzo 1886. Ciò 
per quanto riguarda il diritto costituito. 

Porto poi fede che gli studi che pubblico nell'ultima 
parte di questo libro sul catasto giuridico probatorio 
saranno prese in considerazione da cui spetta, per le leggi 
ferende che devono completare la nostra codificazione 
catastale. 

ARONNE RABBENO. 



AVVERTIMENTO DEGLI EDITORI 



Nel maggio di quest'anno pubblicammo il libro del 
Prof. Aronne Rabbeno sulla Perequazione fondiaria clic 
incontrava l'approvazione delle persone competenti come 
lo attestano parecchie importanti recensioni che si leg- 
gono nelle migliori Riviste Italiane e Straniere; nonché 
la diffusione dell'opera per la quale si esaurì ben presto 
la edizione. 

Il solo appunto che udimmo ripetere dagli acquirenti 
dell'opera, è la mancanza del Regolamento alla Legge 
i.° marzo 1886. Ma cotale mancanza non è ad attri- 
buirsi all'autore, poiché cominciata la stampa nella fi- 
ducia che il Regolamento fosse promulgato in breve ; il 
lungo indugio frapposto alla pubblicazione che seguì soln 
nel 2 agosto 1887, non permise all'editore di tenere i 
fogli stampati oziosi, e si fece la pubblicazione del libro 
senza il Regolamento, nel concetto che servisse in ogni 
modo per lo studio della importante Legge ed a prepa- 
rarne lo studio a coloro che la devono applicare. E di- 
fatti la previsione non fu delusa, come lo dimostra il 
cennato esaurimento della edizione. 

Ora che è pubblicato il Regolamento, V autore die 
opera ad uno studio sugli organici degli uffizi Catastali, 
alla tavola di confronto tra gli articoli della Legge 



— IV — 

i.° marzo 1886 colla indicazione delle pagine ove si tro- 
vano le note di commento ai medesimi, e gli articoli del 
Regolamento ed a compilare delle note a ciascun capo 
del Regolamento stesso fornendoci così il materiale per 
una seconda edizione, la quale per cotali aggiunte ren- 
derà completa V opera. 

Agli acquirenti della prima edizione sarà dato di 
completarla mediante il Regolamento colle tavole e note 
che sarà pubblicato a parte. 

Drucker & Tedeschi 



PARTE PRUA 



Sunto storico del catasto e delle leggi di perequazione fondiaria. 



CAPO PRIMO. 

Considerazioni generali sulla legge 1.° marzo 1886 
sul riordinamento della imposta fondiaria. 

1. Prima di intraprendere la lunga e spinosa via che avremo 
a seguire per lo studio di questa nuova legge, certo la più im- 
portante fra le tributarie, i nomi del Messedaglia e del Minghetti 
devono venire invocati, siccome quelli degli autori di uno fra 
più importanti lavori legislativi che si conoscono presso di noi; 
vogliam dire., della relazione che sui progetti di legge sul rior- 
dinamento della imposta fondiaria fu da essi presentata alla Ca- 
mera il 20 Marzo 1884. Per questo lavoro, la detta relazione, 
sarà il faro che ci illuminerà per giungere al porto : e non ci 
sgomentano né il burrascoso mare delle lotte, né gli scogli che le 
difficoltà di ogni specie ci presentano, per trovare la via più 
breve e più sicura che ci conduca a comprendere bene la legge 
ed a presentarla nel suo vero aspetto tanto nei rispetti fìnanziarii 
che nei rapporti giuridici coi varii istituti che si riferiscono alla 
proprietà, al credito fondiario ed al sistema probatorio. 

Storia del riordinamento della legge. 

2. Premettiamo un breve quadro di storia della legge, che 
prima si chiamava di ce perequazione fondiaria )) ed ebbe poscia 
il titolo .di (( riordinamento dell'imposta fondiaria ». Una legge 



- 4 - 

del 14 Luglio 1864 (art. 14) così sanciva « Dentro il mese di 
(( Febbraio 1887 al più tardi il Ministro delle Finanze presen- 
« terà al Parlamento il nuovo progetto di perequazione del tri- 
« buto fondiario tra le provincie del Regno ». La interpretazione 
di questo articolo fu larga, non intendendosi limitata la perequa- 
zione tra le Provincie ed i Comuni e tra i Comuni ed i singoli 
contribuenti, ma generale al Regno ; in altri termini si volle 
colla perequazione l'unità tributaria non soltanto nelle varie zone, 
ma nei rispetti dei singoli individui, sanzionandosi anche per 
quel riguardo il principio di ragione eterna formulato in tutti i 
liberi statuti, che i cittadini tutti sono eguali davanti alla legge, 
in forza del quale una delle prime e più importante leggi è 
quella che regola le imposte. 

In ossequio adunque all' art. 14 della detta legge 14 Lu- 
glio 1864, furono un dopo l'altro presentati quattro progetti di 
legge : 

a) Quello che formava il titolo II del progetto di legge 
presentato il 21 Aprile 1869 pel riordinamento delle imposte 
dirette (Cambray Digny); 

b) Quello del 31 Maggio 1874 sulla perequazione dell' im- 
posta fondiaria, riprodotto il 21 Gennajo 1875 in seguito ai lavori 
di una commissione nominata nel 1871 e presieduta dal generale 
Menabrea (Ministero Minghetti); 

e) Quello del 10 Marzo 1881 sul riordinamento dell' im- 
posta fondiaria (Ministero Depretis); 

d) Finalmente quello del 28 Aprile 1882 sul riordinamento 
dell'imposta fondiaria, identico a quello che ora studiamo, ripre- 
sentato il 21 Dicembre dell' anno medesimo e sul quale aveva 
riferita una commissione presieduta dal deputato Leardi. Dopo 
la deplorata morte di esso, la relazione restò affidata ai nominati 
due campioni Messedaglia e Minghetti ; i quali presentarono la 
splendida relazione cui già abbiamo accennato. 

DiSTRIBtfZlONE DELLA LEGGE. 

3. La distribuzione generale della legge è in due parti; e due 
sono appunto i titoli dello schema di legge : nella prima vengono 
stabilite le norme per la formazione, con metodo uniforme, di 



o — 



un catasto geometrico. Nella seconda quei provvedimenti che, 
sebbene a rigore estranei alla formazione del catasto, si repu- 
tano necessari per assicurare il buon esito della importante ope- 
razione. La relazione della prima parte fu affidata al Messedaglia, 
quella della seconda al Minghetti. 

4. Secondo il progetto di legge sul quale verte la lodata re- 
lazione e che forma soggetto dei nostri studi, lo stato opera la 
perequazione generale dell'imposta fra i singoli contribuenti fon- 
diari in un unico stadio, mediante un catasto eseguito diretta- 
mente da esso e dal quale comuni e provincie non sono chia- 
mati che a titolo di cooperatori. Intorno a questo concetto da- 
remo in seguito maggiori particolari. Frattanto però conviene 
avvertire che i limiti che la legge pone alle sue disposizioni, 
sono nell'orbita dell'imposta fondiaria nel più stretto senso, ossia 
dei terreni e loro annessi, ad esclusione dei fabbricati, che re- 
stano ancora regolati dalla \egge del 26 Gennajo 1865. In due 
punti soli si deve applicare la legge nuova, e cioè nella desi- 
gnazione in mappa dei perimetri di tutti i fabbricati che la 
commissione parlamentare vuole sia adottata senza distinzione ; 
e riguardo i fabbricati rurali, sui quali vi fu discrepanza fra il 
ministro e la commissione parlamentare, poiché il primo voleva 
annetterli al catasto dei fabbricati, per gli effetti delle tasse, 
mentre la seconda volle tenerli uniti al fondiario. Vedremo in 
seguito come questa questione importante sia stata davanti il 
Parlamento proposta, discussa e definita. 

Infine altra considerazione generale è a farsi per gli studi 
che sorgono pel catasto probatorio o giuridico il quale sarebbe 
una vera conquista della civiltà ed è reclamata altamente dalla 
condizione triste della odierna proprietà nostra ; ma, comunque 
raccomandato, esso sfugge alla odierna legge, poiché diretta- 
mente non vi è contemplato. A questa importante tesi dedi- 
cheremo una parte di questo lavoro. Indirettamente però anche 
la odierna legge si riferisce al concetto del catasto giuridico, 
specialmente siccome addentellato per un futuro progetto di legge, 
che, se sarà possibile, noi ci auguriamo sia pedissequo alla pre- 
sente legge colla quale dimostreremo in seguito la sua neces- 
saria colleganza. Così pure facciamo voti che venga del pari 
presentato l'altro progetto riservato nella discussione della odierna 



- 6 - 

legge (v. Seduta 3 Febbraio 1886) sui modi di imporre le tasse 
Comunali e Provinciali il quale, per ottenere gli efletti desiderati 
per la proprietà fondiaria, deve seguire immediatamente la legge 
sul riordinamento dell' imposta fondiaria. Invero è assai doloroso 
il verificare come i bilanci della maggior parte dei Comuni ita- 
liani, gravino tanto la povera proprietà fondiaria colle sovraim- 
poste, che in molti Comuni non possono i proprietari avvantag- 
giarsi dell' esonero graduale dei 3/10, poiché le sempre cre- 
scenti imposte Comunali, superiori alle dirette, ci tolgono colla 
mano sinistra quello che il Governo ci offre colla mano destra. 
Oh non è codesta tale una esorbitanza che fa reclamare urgenti 
provvedimenti legislativi ? Ma frattanto studiamo la legge attuale 
così com' è. 



Vicende istoriche del catasto. 

Il catasto in Roma. 

5. Da Roma traggono loro fonti non soltanto le istorie uni- 
versali politiche e di civiltà, ma anche di quasi tutti gli istituti 
giuridici che vi sono in Italia. 

A Roma la genesi della proprietà privata si rinviene nella 
proprietà pubblica (ager publicus), il quale, col mezzo di una 
investitura, si convertiva in ager privatus. 

L'imposta nelle sue origini si desumeva dall' ager publicus 
poiché la proprietà privata ne andava immune, quando l'asse- 
gnazione era fatta in pieno dominio optimo jure. Più tardi, sotto 
l'Impero, V ager publicus s'ingrossò colle conquiste, poiché ai 
vinti si confiscavano i beni talvolta per metà o per due terzi, 
rare volte pel totale, come accadde per Capua nella seconda 
guerra punica. Le proprietà conquistate si ripartivano in pieno 
dominio tra i privati, sia collettivamente mediante costituzione 
di colonie (ager colonicus) che trapiantavano così parte della 
madre patria sul territorio dei vinti, qualche volta per assegna- 
zioni (singulari viritim, ager viritanus). Nelle colonie ogni citta- 
dino otteneva una porzione eguale a sorte, tenuto però calcolo 
della bontà dei terreni, così come si praticò da Romolo nelle 



origini di Roma. I terreni incolti si lasciavano alla libera occu- 
pazione dei privati (jpossessiones agn occupatomi) perchè li col- 
tivassero e pagassero allo Stato un canone rispondente ad un 
terzo del prodotto del terreno, ovvero un quinto del prodotto 
degli alberi; rimanendo il loro un possesso precario, che poteva 
sempre essere revocato. Vi era infine un ultima parte che lo 
Stato teneva in amministrazione diretta o locava a tempo ; ed era 
costituita da terre coltivate, pascoli, silvani (silvae pascuae saltus) 
selve da taglio e da alto fusto (silvae ceduae), laghi e fiumi per 
la pesca, saline, miniere (metalla). Le istorie ci narrano dei 
Consoli speciali per le selve e per le saline : le prime erano ve- 
nerate come sacre e non venivano, come al dì d' oggi, deturpate 
e sfrenatamente distrutte colla scure, le seconde (saline) erano 
custodite come elementi necessari per la pubblica sussistenza e 
per la igiene ; ma non sembra fossero come al dì d' oggi una 
fonte di proventi all' erario. 

I prodotti dei beni riservati e delle selve, sotto il titolo di 
vectigal, costituivano la fonte massima dei proventi dell'erario. 
Era la rendita reale in antitesi del tributo ed imposta personale. 
Ai tempi di Cesare Y intero agro pubblico fu esaurito onde in 
quell' epoca in Italia non vi era veruna imposta diretta prediale. 

Nelle Provincie di conquista, tranne qualche specialità ed ec- 
cezione ed assegnazioni peculiari, tutto il territorio si riguardava 
di dominio dello Stato e si chiamava stipendio delle milizie. I 
vinti proprietarii del suolo si consideravano come semplici usu- 
fruttuarii, ed erano soggetti ad un tributo, che si pagava solita- 
mente in natura, sotto forma di decima od in genere di una 
quota di frutti : ovvero in denaro : od anco in natura bensì, ma 
per quantità fissa, indi pendente dalla misura variabile del pro- 
dotto. Nel primo caso aveansi il tributavi soli ed i fondi tribu- 
tarli o decumani, nel secondo l'imposta si chiamava stipendio 
nel senso proprio della parola, e fondi stipendiarli erano i fondi 
obbligati. 

La riscossione aveva luogo per distretti provinciali ; e, nelle 
città greche che possedevano già un censo proprio, questo ser- 
viva di base alla partizione. 

Si rinvengono traccie di censimento in Sicilia, per le decime, 
e di appalto in Asia, fatto da Cesare 706 anni prima di Gesù 



- 8 — 

Cristo; ma di un censo regolare generale fondato sulla misura 
e sulla stima non si parla che verso la fine della Repubblica 
Romana e durante l'Impero: allora si ebbe in proposito un 
concetto più esteso. 

Si riconobbero due necessità pratiche: l'una di accertare ma- 
terialmente la proprietà stabile, l'altra di ripartire con equità e 
a comodo dell' erario, il tributo prediale, dapprima nelle Provincie 
e più tardi, cessata ogni distinzione fra suolo Italico e Provin- 
ciale, in tutto l' Impero. 

Per l'accertamento si cominciò colla misura geometrica: la 
stima venne più tardi. Interessava allo Stato il conoscere il do- 
minio suo e quello dei privati ed i limiti che si consideravano 
sacri (Dio Termine); e da cotali contingenze e per la necessità 
di così fatto servizio pubblico derivò l' istituto degli cu/rimensores, 
che sotto l'Impero costituirono un istituto anche di carattere 
giudiziario in materia di proprietà immobile e di regolarizza- 
zione di confini. Dei più rinomati agrimensores le istorie ante- 
riori all' epoca di Cristo registrano i nomi e se essi non usavano 
istrumenti meccanici perfezionati come al dì d' oggi, avevano 
però il groma, che fu illustrato dal nostro G. R. Ventura ed 
era la macchina machinula coi quali il geometra, collocandosi 
al centro del territorio da dividere e misurare, tracciava due rette 
fondamentali ed ottenevano cotali risultati che, giudicando dalle 
illustrazioni che si danno di cotali istrumenti, si riconosce che 
la base di esso poteva servire per accomodarvi un sistema giu- 
ridico corrispondente (1). Ed il sistema di uso degli istrumenti 



(1) Vedi Groma e Squadro ovvero Storia dell'agrimensura Italiana 
dai tempi antichi al secolo XVI pel prof. Giovanni Rossi, Torino-Firenze 
1877. Riconosciuto non essere possibile una vera arte agrimensoria senza 
un [strumento atto a tracciare sul terreno un angolo retto; si immaginò dagli 
antichi il Groma, il quale per molto tempo era rimasto un mistero, ma fu 
posto in luce da Gio. Battista Ventura Reggiano, in un libro stampato a Bo- 
logna nel 1814, intitolato commentarli sopra la storia e le teorie dell'Ottica. 
Quel lavoro fu poi sfruttato dai Tedeschi, i quali diedero una descrizione 
esatta della così detta Stella o Groma degli antichi che servì per certo lino 
alla scoperta dello squadro, che avvenne nel 1500 dopo Feliciano di Le- 
sezio e Galilei, e poscia Tartaglia, Cardano, Ferrari, Alberti Oddi, ed altri 
minori, che riempirono di loro fama il mondo (v. Rossi sopradetto). 



- 9 - 

geodetici era simile al nostro. Motae, signae erano le palline, 
rigar la pattinata, il raggio, pedare, significavano misurare una 
linea o una superficie; e posdismos era l'operazione materiale. 
Ma sopra tutto l' attenzione del geometra era rivolta alla esatta 
delimitazione (limitatici), ed alla apposizione di termini (termi- 
natio) delle cui forme si trovano fino 40 specie dagli eruditi. 
Né mancava l' equivalente alla nostra mappa (forma tipus, ac 
factum) che era una tavola incisa in bronzo, ove fìguravasi il 
terreno rilevato e diviso, da cui traevansi delle copie in lino 
finissimo (linteum mappa) in mancanza del più comodo mezzo 
odierno eli riproduzione, la carta da disegno. Non è ben accer- 
tato, ma si crede che quei tipi fossero in giusta scala, ossia per 
linee proporzionali (rationalibus lineis). Vi andava pure annessa 
una scrittura dichiarativa (scriptura, scriptum formae). La stima 
viene tardi, quando l'istituto agrimensorio raggiunse il suo svi- 
luppo. Forse il modello delle stime venne dall'Egitto, ove si rese 
necessario lo intervento della scienza matematica che già vi era 
dall'Arabia importata, per potere ottenere un esatto rilevamento 
dei terreni allo scopo di riconoscere e ristabilire i confini, di con- 
tinuo obliterati per le innondazioni del Nilo. Nel periodo da 
Trajano a Diocleziano vi è qualche indicazione sommaria sul 
modo con cui si faceva la stima e veniva stanziato il tributo pre- 
diale. Si distinguevano i terreni per classi di colture e con una 
formula specifica data da Ulpiano nel digesto (50, 5, 4), per la 
quale le classi erano (arva, vineae, olivae, prato, pascila, lacus 
piscatorii et portus salinae). Si invocava per esse la denunzia 
dei privati cui dimandavasi il prodotto, come pure l' estensione 
e la qualità del possessore ecc. 

Da prima all'imposta erano estranei molte classi di cittadini, 
ma sotto Diocleziano cessò ogni immunità e subentrò la ugua- 
glianza dei cittadini davanti la imposta. 

Col sistema Romano di censimento, che abbiamo accennato, 
per ottenere la perequazione dell'imposta figura un elemento che 
fece discorrere molto gli eruditi : era il caput o jugum. 

Pare fosse la grossa unità estimale ce i singuli territori si 
ce trovavano imposti in ragione di tanti capita o jugà, a valor 
(( capitale, e quando si sgravava l'imponibile, lo si faceva talvolta 
(( mediante il condono di un certo numero di tali unità ». Il Sa- 



— 10 - 

vigny prima, ma poi più chiaramente il Macards, dimostrano come 
il caput ojugum stesse in rapporto colla classificazione che ser- 
viva di base al censo di Diocleziano. Il jugum aveva una base 
reale, ma disforme secondo le qualità delle colture. Chiamavansi 
censitores gli ufficiali delegati alla formazione dei ruoli e pere- 
quatores gli stimatori. Non è ben certo come ed in quali epoche 
si rivedesse il censo, né come si provvedesse alla conservazione, 
in seguito alle mutazioni che si verificano nello stato dei fondi 
ed in quello dei possessori. Il censo come tale non faceva stato 
di diritto : però in qualche caso esso poteva fornire un titolo 
prevalente di prova in giudizio (census et monumenta publica 
potiora testibus esse senatus censuit, 1. 10 Dig. de probat.). 

Il catasto nel medio evo. 

6. Dopo i cenni sul catasto presso i Romani, tracciamo sin- 
teticamente le sue vicende medioevali percorrendo rapidamente 
la via che ci condurrà alla méta che ci siamo prefissa. Allo 
scomparire dell'Impero Romano l'imposta cangia di assetto e 
di carattere, e nelle nostre repubbliche medioevali presenta nella 
sua generalità un carattere prettamente personale anziché reale, 
e ritrae dell'antico tributum Romano e dell' eisfora Ateniese; 
quale si addiceva agli Stati il cui fondamento e la cui sostanza 
era il lavoro. Tuttavia si trova anche nei Governi delle Repub- 
bliche una certa distinzione fra i vari redditi, a seconda della 
loro natura, ed è per quella via che si torna man mano alla 
forma reale e distinta dell' imposta fondiaria. 

Catasto nella repubblica fiorentina. 

7. Il tipo ideale in siffatto riguardo ce lo fornisce la Repub- 
blica Fiorentina. Il Canestrini colla sua opera (La scienza e 
l'arte di stato nella Repubblica Fiorentina) ci porge materia ab- 
bondante di studio. Firenze ebbe l' Estimo, poi il Catasto, da ul- 
timo la Decima: il primo si dice creato nel 1288, ma si ritiene 
che quello non fosse che un riordinamento di quanto già esi- 
steva fin da quando Firenze cominciò a reggersi a comune (se- 
colo XI). 



- 11 — 

L'estimo era la stima dei beni mobili ed immobili sul valore 
più basso dei frutti o prodotti, che valutavasi al 5 od al 6 °/ 
costituendo con essa il capitale, poi allibravasi, cioè stimavasi in 
ragione di uno per cento del capitale costituito e questa tassa- 
zione costituiva la lira, cioè la quota in cui veniva estimato il 
contribuente. L' imposta ordinaria era di dieci lire e poiché la 
lira corrispondeva all' uno per cento della rendita, dieci volte la 
lira corrispondeva alla decima. 

La forma di codesta registrazione era complicata e la tassa, 
sebbene grave, non arrivava certo nemmeno da lungi alla gra- 
vezza che, coi cumuli delle imposte Erariali, Comunali e Provin- 
ciali, si arriva al giorno d'oggi, specialmente in varii terreni spe- 
requati che rendono poco più dell'imposta mentre in taluno essa 
riesce persino superiore alla rendita. 

Nel 1427 subentrò in Firenze il catasto, che fu semplice- 
mente una forma riveduta ed emendata del primo. La stima pel 
catasto come per l'estimo basava sulle denunzie con norme mi- 
nute e severissime. Le così dette poste miserabili, ossia i nulla 
tenenti, che sarebbero i capiti censi dell'antico censo Romano, 
potevano pagare per volontà ; con che erano ammessi al godi- 
mento degli uffizi pubblici, riservati agli ordinari contribuenti. 

Quote minime e tasse progressive. 

8. Le vicende istoriche si ripetono e si rassomigliano al volger 
dei rinascimenti e delle decadenze : cotali poste miserabili cor- 
rispondono alle minime tasse il cui pagamento eleva l'operaio 
al godimento dei diritti politici giusta la odierna nostra legge 
elettorale. Cotale ripetizione applicare la vorremmo al rinascimento 
od alla decadenza ? Al primo, non al secondo, la vogliamo attri- 
buire, poiché colla odierna legge elettorale si ripete quanto av- 
veniva nell'epoca delle maggiori nostre glorie, a quella cioè dei 
Comuni e delle Repubbliche nostre medioevali. Ed un' altra si- 
mile ripetizione di quei fasti medioevali noi invocheremo, ed 
è la tassa unica e progressiva che talvolta pensiamo possa curare 
la piaga che ogni dì si espande, della concentrazione della ric- 
chezza territoriale. Diciamo che vorremmo che per quel riguardo 
si ripetessero i fasti medioevali, poiché sulla fede dei nostri clas- 



- 12 - 

sici possiamo assicurare che della scala od imposta progressiva 
si trova traccia nella istoria del catasto Fiorentino fino dal se- 
colo XIV e viene accertata l'applicazione continua nel XV e XVI 
secolo (v. relazione Messedaglia p. 27). E che si trattasse proprio 
di tassa unica basti l'osservare come il catasto, al pari dell' estimo, 
colpiva l'intera sostanza, fosse essa immobile o mobile, le rendite 
iscritte sullo Stato ed il guadagno industriale con norme diverse 
di valutazione. Solo nel 1494 in Firenze la imposta prediale si 
staccò dalle altre, e si prese per base il catasto del 1427. I ter- 
reni si vollero stimati al più basso valore dei prodotti, e pei fab- 
bricati ebbesi ricorso ai contratti di acquisto e di affìtto. 

Nessuna traccia ancora di una stima peritale analitica, nes- 
suna fissità d'imposta ed anzi aumenti normali e straordinari 
ad arbitrio, ossia a libera discrezione dei governanti. 

Queste sono le vicende del catasto fiorentino e, può dirsi, to- 
scano. Nessuna misura geometrica; nulla che consenta a raf- 
frontare ad un vero e proprio catasto geometrico quale s'intende 
nei tempi nostri: trattasi di semplice catasto descrittivo, e non 
è poco anche quello, in confronto alle zone come la nostra di 
Reggio e di Modena, che non hanno veruna traccia di catasto 
come vedremo in seguito. 



e 



Il catasto milanese. 

9. Il Ducato di Milano, che comprendeva : Milano, Cremona, 
Lodi, Pavia, Como, Novara, Alessandria, Tortona, Vigevano, fu 
colpito verso la metà del 1500 da Carlo V per un nuovo carico 
di 25000 scudi mensili pel mantenimento delle truppe; e poiché, 
come osservammo, nei Governi medioevali, avessero le forme di 
Repubblica o di Principati, le imposte erano personali e tende- 
vano a sperequare assai ; al sopraggiungere della detta taglia 
del prepotente Imperatore, si sentì maggiormente il bisogno già 
latente di una perequazione e riordinamento generale della im- 
posta diretta. Da ciò l'origine dell'estimo e catasto, conosciuto 
sotto il nome di Carlo V, decretato nel 1546 ed affidato tutto 
ai così detti Tribunali dei Prefetti dell'estimo, muniti di pieni 
poteri e formati di persone estranee al Dominio, a maggior 
garanzia di indipendenza ed imparzialità. 



- 13 - 

Cotale Tribunale decise di formare due categorie separale, 
una di tutti i fondi stabili entro lo Stato di Milano, l'altra del- 
l' industria in genere, assegnando a ciascheduna di esse il proprio 
contingente sul contributo totale. Epperciò per la prima riesciva 
un' imposta reale, mentre per la seconda rimaneva della sua na- 
tura personale. Ma circa l' estimo degli stabili le decisioni di co- 
testo Tribunale non approdarono a verim risultato, poiché dopo 
cinquant' anni di lavori e di lotte incorsero errori gravissimi ed 
ommissioni di ogni specie tali da alterare radicalmente il ri- 
sultato. Non mappe,, non misura esatta, imperfetta di conseguenza 
la stima basata sui contratti di vendita. Distinti bensì i ter- 
reni in ragion di coltura, ma non per la bontà intrinseca e 
così trattati ad eguale stregua i buoni e gli ottimi, come i 
mediocri e cattivi. Arrogi che gli immobili non venivano censiti 
ed imposti senza eccezione nel luogo ove si trovavano situati, 
ma addetti ora all' uno ora all' altro luogo a norma della qualità 
o residenza dei possessori. Il Governo Imperiale aveva posto 
giustamente la norma che ogni immobile fosse censito per gli 
effetti dell'imposta nel rispettivo territorio, e si invocarono al- 
l' uopo i canoni dell' antico diritto Romano, e vi furono liti e resi- 
stenze ostinatissime ; ma la stranezza dell'applicazione dell'imposta 
durò colà per secoli fino cioè al 1718, in cui fu fatta ragione al 
principio di ragione e si riconobbe la necessità di un nuovo ca- 
tasto generale del Ducato di Milano, che fu affidato ad una prima 
giunta del censimento, che si rese celebre. Poi si affidò l' inca- 
rico ad una seconda e la prima funzionò nel periodo del 1718 
al 1733 e l'altra dal 1749 al 1758 e questa fu presieduta dal- 
l'illustre Pompeo Neri, già celebre pel catasto del Ducato di Mi- 
lano e che dettò per esso una classica relazione. 

Lo studio di quelle relazioni e del detto catasto milanese può 
certo essere di buona guida nell'applicazione dell'odierno catasto 
generale italiano. Ne sfioriamo appena le basi fondamentali. 

Tre specie o forme di contributo erano da regolarsi, i tri- 
buti fondiario di tre specie, il fondiario o prediale che comprende 
1' estimo dei terreni e dei fabbricati, quello del mercimonio e la 
contribuzione o colletta personale. Noi ci occupiamo solo della 
fondiaria e così dei terreni e fabbricati ; e qui la prima innova- 
zione fu che la misura si volle non soltanto descrittiva e nume- 



-- 14 - 

rica, ma figurata altresì in carta e mappe regolari in grande 
scala, in guisa da rappresentare i più minuti accidenti del ter- 
reno e della possidenza, appezzamento per appezzamento, secondo 
le varie colture. 

Fu quel sistema una vera conquista dell'arte dei periti esti- 
matori. Nella misura di superficie l'unità adottata fu la pertica 
milanese che equivale a 654 metri quadrati. I Comuni ebbero 
facoltà di destinare proprii assistenti presso i periti governativi. 
Le mappe vennero rilevate colle tavolette pretoriane, giudicate 
migliori dello squadro. Furono pubblicate le mappe perchè cia- 
scuno potesse farvi osservazioni. Le misure e le qualità dei ter- 
reni furono regolarmente distinti; ma quanto alla delimitazione 
e confìnazione non se ne trova traccia alcuna. Era soltanto la 
riforma tributaria del catasto che si voleva; al giuridico non si 
pensava nemmeno, e perciò non furono curati i dati che giovano 
ai rapporti tra i singoli proprietari nei rispetti dei confini e dei 
passaggi di proprietà. I lavori del censimento milanese sulle 
accennate basi proseguirono regolarmente fino al 1732. Le stime 
vi furono regolate sui valori in corso dei redditi delle varie 
specie di colture e delle piante che vennero stimate cadauna, 
si prelevarono le somme approssimative degli infortuni, ma non 
le spese di produzione o manutenzione. Determinata la rendita 
imponibile, essa venne capitalizzata al 4 %, in ragione di 25 
volte la rendita stessa. Esposto il catasto, furonvi 4533 reclami 
pei quali fu rimessa ai periti la rivista generale di tutta la stima, 
che fu eseguita e rivista dal collegio degli ingegneri per modo 
che furono tre volte rivedute. Nel 1733 il censimento dei terreni 
toccava il suo termine quando scoppiò la guerra e le mappe con 
tutti gli allegati furono spediti nella fortezza di Mantova. 

10. Dalla guerra l'antico ducato di Milano uscì mutilato, 
avendo perduto tutti i territori situati al di là del Po, del Ticino 
e del Lago Maggiore. Ma per lo Stato così come era rimasto 
fu nel 1749 istituita la nuova giunta, che potè dare alla luce, 
auspice Don Pompeo Neri, una completa relazione sull'estimo 
dei terreni nel 1750. Mancava il censo per gli edilizi, e per quello 
si prese per norma l'affitto reale o presunto nei rispetti delle case 
di città, determinandone due terzi, ossia un terzo per equipararli 
al valore già lontano di 25 anni, a cui rìferivansi i terreni e un 



- 15 - 

terzo per spese di manutenzione, in vista del naturale deperi- 
mento, compresovi pure il rischio per l' incendio ; e così allibra- 
ronsi per un solo terzo del loro valore locativo. La stessa norma 
seguivasi per le case d'affìtto in campagna. All'opposto le case 
da massaro e colono, quelle di villeggiatura o di ordinaria abi- 
tazione venivano censite per il solo perticato cioè per l'area, 
assimilata all' aratorio. 

Non seguiremo le vicende della detta giunta prima che fosse 
proferita la sentenza definitiva dell'estimo, che seguì nel 5 no- 
vembre 1759, con effetto al 1.° Gennajo 1760. 

Dopo di che la giunta fu sciolta ed affidata la conservazione 
del catasto ad un delegato del censo in ciascuna Provincia, e 
ad un cancelliere del censo in ciascuna pieve o distretto. Il la- 
voro della giunta ed il controllo che ne seguì fu classico e me- 
rita di essere studiato ; ma si ottenne con ciò una perequazione ? 
La risposta è che la perequazione non fu certo completa, per la 
grande quantità delle esenzioni richieste, le quali, soltanto per 
parte del clero, arrivavano alla somma di diciasette milioni di 
scudi ; e fu soltanto in forza di una convenzione colla Corte di 
Roma, che la giunta potè far cedere il clero nelle pretese, fa- 
cendosi una valutazione convenzionale del reddito dei beni del 
clero aquistati prima del 1755. 

Colle stesse norme del censimento milanese venne poi ese- 
guito anche quello dell' ex Ducato di Mantova fissando 1' epoca 
censuaria normale al 1774, e compilandosi le mappe collo stesso 
sistema del milanese. 

11. Cotale censimento dei Ducati di Milano e di Mantova è 
stato il primo esempio dato dal paese nostro ed anche dagli 
Stati stranieri limitrofi di un catasto geometrico parcellare, fatto 
per una vasta regione, e nel quale, oltre la misura, vi fosse una 
base geometrica figurata, mediante mappe in grande scala cioè 
di 1 a 2000 dal vero. 

Il catasto nel Lombardo-Veneto. 

12. Questo raro esempio fu di genesi e fondamento del fu- 
turo catasto del Lombardo- Veneto. 

La Repubblica di Venezia ed i vari Governi dei territori di 



- 16 - 

Verona e Vicenza aveano per le tasse gli antichi istituti di cen- 
simento che accennammo avere avute le nostre repubbliche 
medioevali, di carattere complessivo dei redditi stabili ed indu- 
striali, con predominio del carattere personale. Un tributo di do- 
veroso ricordo si deve su questo riguardo al nome del conte 
Carlo Montanari mantovano, che fu uno dei martiri della nostra 
Indipendenza ed il cui nome, scolpito nei marmi sacrati alla 
patria, sarà benedetto sempre da chi sospirò per ottenerla e si 
gloria della recuperata nostra unità ed indipendenza. Il Monta- 
nari fu autore di una pregevole memoria, stampata negli atti 
dell'accademia di agricoltura commercio ed arte del 1854 ed 
intitolata: il censo stabile delle Provincie ex venete. Ora prose- 
guiamo- a studiare la sorte subita dal censimento milanese e 
mantovano dopo la rivoluzione francese. 

Costituzione di Lione. 

43. La Costituzione di Lione del 26 Gennajo 1802 sanciva 
l'uniformità dei pesi e delle misure, l'unità di leggi criminali e 
civili, del catasto prediale e del sistema di pubblica istruzione ; e 
per tutto il territorio della Repubblica cisalpina disponevasi che 
gli astronomi di Brera stendessero la carta topografica di Lom- 
bardia del 1788, e misurassero l'arco del meridiano. Ma non fu- 
rono quelli che preliminari che sparsero bensì grandi raggi di 
luce che dovevano poscia resistere alle future tenebre della rea- 
zione mantenendo anche a dispetto di essa il focolare dello in- 
civilimento; poiché non si fecero pel catasto durante il primo 
Regno Italiano che delle discussioni scientifiche, e l' attuazione 
ne fu paralizzata sempre dalle guerre del 1779 al 1814. Un 
frutto di quelle discussioni ce lo ha dato un nostro concit- 
tadino G. B. Ventura, rappresentante del popolo neh" anno VI 
repubblicano, col suo rapporto sopra il nuovo campione di mi- 
sura lineare basato sul meridiano terrestre, memoria eruditissima 
che ha forniti materiali scientifici pei futuri progressi dell'arte 
agrimensoria, pei quali si renderà più agevole e perfetto il futuro 
nostro catasto. Il concetto di un campione comune ebbe poscia 
un avvenire, dappoiché non soltanto scienziati di ogni nazione 
portarono ai relativi studi il tributo del loro sapere, ma i Go- 



- 17 — 

verni tutti dei popoli civili crearono quell'istituto mondiale che 
funziona a Parigi per la conservazione del tipo vero del metro 
lineare nel quale istituto tanto collaborarono il padre Secchi 
ed il prof. Govi. Quei grandi uomini mantennero all' estero le 
splendide tradizioni, che i nostri vecchi e specialmente i concit- 
tadini nostri, Venturi, Spallanzani, Paradisi, Bolognini, lasciarono 
siccome vere glorie patrie ; essi sono sorti d' un lampo al primo 
apparire del sole della libertà, ad attestare al mondo che sotto 
il benefico influsso di essa lo ingegno umano piglia maggiore 
slancio e maggiore vigore ; tali da procacciare alle scienze le più 
preziose conquiste. 

Ma proseguiamo, che la via lunga ne sospinge. 

Il catasto dopo la ristaurazione del 1815. 

14. La restaurazione straniera del 1815 non fu in Lombardia 
esiziale pel catasto: le classiche tradizioni della vecchia giunta 
del censo non furono abbandonate, anzi per decreti Imperiali au- 
striaci costituivasi in Milano nel 1818, e così precisamente un 
secolo dopo la prima del Ducato milanese, una nuova giunta del 
censo per tutto il Regno Lombardo-Veneto: nel 1825 si decre- 
tava che dovesse in esso uniformarsi per V estimo alle norme 
dell'antico milanese e nel 1826 si disponeva alle operazioni 
di stima dei terreni. Più tardi nel 1854 i lavori si estesero pure 
ai terreni di vecchio censo nell'alta Lombardia e a qualche altro 
Comune; e dopo la conquista della nostra indipendenza, per la 
legge 23 Giugno 1877, si proseguirono anche nella bassa Lom- 
bardia. 

Troppo grave sarebbe il compito il fare un minuto esame 
del sistema tenuto pel censimento del già Regno Lombardo-Ve- 
neto : però ci occorre tenere nota dei punti principali. 

Lo stato dei fondi e delle colture fu riferito al giorno 27 
Maggio 1828, allo scopo di non difficoltare i miglioramenti in 
corso e rendere perequabili i risultati all' obbligo nei possessori 
di avere a fornire le prove di uno stato diverso dal presente, al- 
lorché intendessero profittare del benefizio, ed escluso rigorosa- 
mente ogni deterioramento intenzionale in frode 'al catasto. 

Le basi della stima furono i prodotti del triennio 1823-24-25, 

2 



- 18 - 

gli infortuni furono detratti, i fondi irrigui col benefizio del- 
l' acqua. Si ritiene che il nuovo corso della proprietà rurale darà 
un valore doppio di quello stabilito pe Ducato di Milano. 

Teniamo nota del sistema seguito per l'estimo dei fabbricati 
rurali. Si stimarono i varii fondi secondo le loro caratteristiche, 
detraendo dalla rispettiva rendita netta una quota varia, corri- 
spondente al fitto presumibile per i fabbricati di cui dovrebbero 
essere forniti secondo le diverse specie di coltura; i fabbricati 
esistenti si valutarono poi a parte, secondo la loro consistenza, 
ed il valore locativo e colle stesse norme dei fabbricati civili. 

Compiuta la stima anche dei fabbricati fissando per essi 
l'epoca censuaria a partire dal 1828, i miglioramenti ed amplia- 
menti posteriori alla detta epoca, sopra aree già allora fabbricate 
furono e sono tuttora esclusi dall'estimo. Le tariffe d'estimo delle 
diverse qualità e classi dei terreni furono pubblicate l'anno 1838 
e si fece luogo a reclami pei quali, con decreti del 1841, fu trac- 
ciata una procedura che si doveva tenere davanti la giunta del 
censo, nello intento di ottenere tanto la perequazione esterna tra 
territorio e territorio, quanto la interna fra possessione e posses- 
sione e fondo e fondo, entro ciascun territorio singolo. Le mappe 
stesse dopo che furono rilevate subirono ancora una rettificazione 
in due successivi momenti : cioè all' atto del classamento e dopo 
i reclami dei possessori. La nuova giunta, come l' antica milanese, 
decideva da sola prò tribunali, tutti gli atti non potevano espri- 
mere che voti e pareri e tutto l'incarto procedeva colle forme 
e modo degli atti amministrativi. Il lavoro era tuttavia pendente 
quando si fece luogo alla annessione delle Provincie Venete al 
Regno d' Italia. 

La giunta del censimento cessò, e, proseguendosi il lavoro con 
decreto del 31 Maggio 1883, furono deferite ad una commissione 
compartimentale di Deputati eletti dai Consigli provinciali le 
competenze che prima spettavano alle Giunte e congregazioni 
Centrali. Per tal modo proseguirono i lavori, e nel 1884 potè 
attivarsi il nuovo censo in 25 Comuni bergamaschi e 5 manto- 
vani, nel 1873 in 209 Comuni dell'alto milanese, nel 1876 nel- 
P intera Provincia di Como. Ma rimangono tuttavia pendenti varie 
Provincie che già possedevano il vecchio censo milanese fra cui 
quella di Mantova, comprendente i distretti mantovani, ove fino 



- 19 - 

all' anno scorso continuava sulle dette basi i lavori del censi- 
mento. Che ne sarà di cotali lavori dopo che la odierna legge 
sarà in vigore lo vedremo in seguito. 



l o 



Il catasto della Toscana e di Lucca. 

15. La storia antica catastale toscana si presenta confusa e 
poco ammaestratrice, poiché, malgrado della buona volontà del 
grande Leopoldo I.°, che fece compiere nella Provincia di Pistoia 
un catasto che poteva servire di modello, per gelosie interne fu 
paralizzato il lavoro, e soltanto dopo la rivoluzione francese quel 
Governo ne ordinò il proseguimento, e quando venne la ristau- 
razione del 1814 le misure dei terreni erano compiute in 24 co- 
munità e cominciate in altre 16. 

Il catasto ora vigente in Toscana va diviso in 4 categorie: 
1.° Catasto di terraferma; 
2.° Id. dell'isola d'Elba e Pianosa; 
3.° Id. dell'isola del Giglio; 
4.° Quello riformato o recente di Lucca. 

La sua organizzazione è dovuta ad un motu-proprio sovrano 
del Granduca del 17 ottobre 1817, che fu seguito dalle massime 
fondamentali del 1819. 

Il catasto era strettamente geometrico particellare e dovea 
comprendere i terreni ed i fabbricati. 

La misura ebbe per base la triangolazione generale che il 
padre Inghirani delle Scuole Pie, uno dei membri della Deputa- 
zione, aveva già condotta a termine per suo particolare studio 
fino dal 1817. 

Ad unità si volle il vecchio braccio fiorentino. Il rilevamento 
particellare seguì colla tavoletta cogli assortimenti di lindi, bus- 
sula, traguardi o cannocchialetto. Le mappe ritraggono tutti 
particolari del terreno assai minuto. La stima è per processo 
peritale analitico per modo che la rendita fosse secondo lo stato 
di essa il più permanente che fosse possibile. 

A norma del prezzo fu preso il quarantennio che va dall'epoca 
della libertà monetaria in Toscana, cioè l'anno 1768 fino al 1807. 
Lo stato dei fondi fu riferito qui pure alla data in cui venne 
ordinato il catasto. In Toscana come nelle altre provincie il ca- 



- 20 - 

tasto fu avversato, pure proseguì il lavoro ordinato per le isole. 
Invero dell'isola d'Elba si fece un catasto in due anni dal 1840 
al 4842 e la Pianosa in soli quattro mesi nel 1842 e l'isola del 
Giglio nel 1873-74 ebbe come le altre un catasto parcellare geo- 
metrico : così che quelle isole si trovano in buone condizioni ca- 
tastali. 

Il catasto ex pontificio. 

16. Fu ordinato nel 1816 e ne fu affidata l'esecuzione sulle 
basi e sistema del catasto lombardo. 

L'unità superficiale è la tavola di 1000 metri quadrati di cui 
10 fanno un ettaro sicché la misura è a sistema metrico deci- 
male. Invece l'unità monetaria per le stime è stato lo scudo ro- 
mano da 100 bajocchi, che a Roma si ragguagliava a lire 5.75 
ma che comunemente si valuta ital. lire 5.20. Quanto alle stime 
e mappe, esse sotto il Governo italiano furono intraprese e molto 
avanzate anche in quelle provincie dal 1809 al 1813 ; ma erano 
assai errate le misure e col nuovo catasto si intese rettificarle. 

Troppo per le lunghe ci condurrebbe lo indicare le basi di 
quel censimento e le sue vicende : ne riproduciamo solo il se- 
guente riassunto storico: 

ce Le norme per la stima erano state date, come si è detto, 
ce negli anni 1819 e 1823 ; l'anno 1824 fu speso in lavori pre- 
ce paratorii, allo scopo specialmente di perequare i prezzi dei ge- 
« neri ; l'anno seguente 1825 si cominciò l'operazione, la quale 
ce fu portata a termine in tre anni, ossia colla fine del 1827, per 
ce quanto concerne la graduazione e la formazione delle tariffe. 
ce Gli anni successivi dal 1828 al 1835 andavano spesi in retti - 
ec fìcazioni, studi perequativi, calcolazioni, risposta ai reclami e 
ce formazione dei catastini per le partite dei singoli contribuenti; 
ce nell'anno stesso 1835 ebbe luogo l'attivazione ». (V. Relazione 
p. 60). 

Se nonché quella attuazione non fu che provvisoria per la 
verificata inesattezza delle mappe per il che nel 1842 fu istituita 
una Giunta di Revisione la quale faceva rinnovare le stime, e 
nel 1871 si trovava già compiuta in tutte le provincie meno che 
nelle Romagne, le quali furono staccate nel 1860 dal rimanente 



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dello Stato, epperciò vi rimase in vigore il catasto provvisorio 
del 1835. 

Da ciò segue, ad onore del vero che gli Stati ex papali ag- 
gregati nel 1872 presentano una condizione catastale più precisa 
delle altre provincie, ed anzi poterono fornire gli estremi com- 
parabili fra gli estimi ed i valori venali che sono riassunti dalla 
Relazione (p. 61) nel seguente modo : 

ce Valore censuario 18766,16. 

ce Valore venale 47119,859. 

« Le due cifre quasi esattamente stanno nel rapporto di 40 
« a 100 ossia il valore censuario ragguaglierebbe, nel calcolo 
ce anzidetto, appena 4 /io del valore venale e questo eccederebbe 
ce sull'altro di due volte e mezzo ». Ci è grato (soggiunge la 
relazione) di aggiungere che un consimile servizio si viene con- 
tinuando anche per altre parti del Regno presso il Ministero 
delle Finanze e potrà essere di molto aiuto per il nuovo catasto 
generale da intraprendersi. 

Il catasto Parmense e Sardo e le nuove mappe Piemontesi. 

17. Il catasto Parmense (Parma e Piacenza) esso pure geo- 
metrico particellare, fu modellato sopra il francese. La forma- 
zione delle mappe fu preceduta da una rete trigonometrica per 
ogni Comune, il territorio fu diviso in Cantoni, di cui ognuno 
comprendeva più Comuni, ogni Comune fu diviso in più sezioni 
eguali, che vanno contraddistinte con lettera alfabetica. Le mappe 
sono da 1 a 2500 pei terreni, da 1 a 250 pei fabbricati di città 
e borgate, da 1 a 20000 per le piante d'unione dei singoli Co- 
muni. I prezzi furono quelli del periodo del 1787 al 1868, le 
stime ebbero compimento nel 1830. 

Il catasto Parmense è uno dei più ben fatti delle nostre Pro- 
vincie, ma furono osservate molto le forti sperequazioni anche 
all'interno di uno stesso Comune; e ciò è naturale, ove si prenda 
a termine di confonto la rendita effettiva presente, che deve avere 
notevolmente variato anche da fondo a fondo in confronto al- 
l'epoca oramai remota a cui si riferisce il catasto, anche pre- 
scindendo da errori commessi nelle origini. 

Anche l'isola di Sardegna ha un catasto a base geometrica, 



- 22 - 

e nel quale sono figurate in mappa le singole parcelle sulla scala 
di 1 per 10,000. Fu compilato colle forme procedurali degli altri 
catasti. L'estimo è in rendita ed in lire italiane. Con una legge 
del 1851 fu attuato, ma dichiarato provvisorio fino che una 
nuova legge non lo dichiarasse definitivo instituendo il censi- 
mento stabile parcellario. 

I lagni furono grandi, e continui fin da principio per la poca 
regolarità del censimento dell'isola, e nel 1871 la conservazione 
del catasto fu trovata in condizione che lasciava molto a desiderare. 

Quanto agli antichi stati Sardi di terra ferma, la legge del 
4 Giugno 1855 aveva ordinato un catasto geometrico parcellare 
per tutte le Provincie di terraferma dell' antico Regno Subalpino ; 
catasto che doveva comprendere tanto i terreni che i fabbricati ; 
e la cui direzione fu affidata all' ingegnere Rabbini. Le mappe 
cominciate nel 1858 e proseguite poi sono di 1 per 1500, pei 
territori molto divisi, di 1 per 1000 per le città e borghi consi- 
derevoli dispersi, e in taluni casi anche da 1 a 2000. Le stime 
non furono mai fatte. Come funziona ora? 

La maggior parte dei Comuni e delle antiche Provincie si 
trovano forniti di catasti più o meno regolarmente fatti, le cui 
origini sono per lo più ignote. La condizione di cotali catasti è 
deplorevole, come si rileva dall'inchiesta fatta nel 1871. Registri 
malconci e mancanti anche di fogli; molte mappe distrutte e di- 
sperse per le vicende dei tempi, alcuni perfino si trovano nelle 
mani di privati. 

Riassumendo la condizione di essi, bisogna distinguerli in 
quattro categorie o tipi di catasti cioè : 

1.° Catasti antichi di Piemonte e quindi delle antiche Pro- 
vincie : i più antichi di essi sono descrittivi e non portano nep- 
pure la indicazione della superficie. Oltre le mappe esiste un 
libro figurato, detto Campagnolo, sul quale sono disegnate a 
vista le figure dei fondi, e ciascuna di esse porta l' indicazione 
delle quote numeriche per la calcolazione della superficie. 

Vi è inoltre un registro detto cadastro o sommarione in cui 

sono descritti i beni ed il colonnario, ossia registro delle partite. 

2.° Nei Circondari di Novara, Palanza, Tortona, Voghera, 

Alessandria o Lomellina esiste il catasto a censo milanese, presso 

a poco sulle stesse basi che abbiamo accennate. 



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3.° L'estimo della Repubblica Ligure consiste in due re- 
gistri : P uno in cui sono notate le proprietà, senza distinzione 
di coltura e senza indicazione di superficie; l'altro è destinato per 
le mutazioni. L'estimo è a valor capitale in lire genovesi. 

4.° I catasti a sistema francese sono in parte masse di col- 
ture e in parte con mappe parcellarie. 

Questi catasti sono costituiti dalla matrice, in cui sono notati 
tutti i possessori, con l'indicazione dei beni rispettivi, dalla ta- 
bella indicativa o di sezione, in cui sono descritti i beni, dal 
libro delle volture e dalla mappa. 

In complesso dall'inchiesta del 1874 risulta che sopra Ì973 
Comuni dell' intero compartimento Ligure Piemontese ve ne 
aveva 827, con una superfìcie di 1467,032 ettari, forniti di ca- 
tasti geometrici e 1146, con una superficie di 2,241,908 ettari senza 
catasti o con catasti puramente descrittivi. 

Così si sono passati in rivista i catasti geometrici, non essen- 
dosi tralasciato che qualche residuo di antichi catasti francesi nel 
compartimento Ligure, Piemontese e di Massa-Carrara nel Mo- 
denese. 

18. Passando ai catasti descrittivi, cominciamo dal Napoletano. 
Ma lunga ed infruttuosa ci sembra sia a ritenersi la istoria dei 
precedenti che servirono ad organarlo ; e poiché vi è una rac- 
colta importante di tutto quanto riguarda il catasto napoletano, 
che si conosce sotto il nome di raccolta dei Franchini così a 
quella potrà ricorrere chiunque abbia vaghezza di addentrarvisi. 
Invece vediamo lo stato attuale del catasto napoletano. Esso è 
puramente descrittivo e punto geometrico : nessuna operazione 
di regolare misura che gli abbia servito di base : nessuna mappa 
figurata come negli altri. « L' inchiesta del 1871 ha condotto ad 
« un risultato che manifesta la condizione errata di quel catasto : 
« condizione che fu fatta palese con un fatto eloquentissimo. 
ce Mentre la superfìcie geografica del compartimento napoletano, 
ce compresi i territori di Benevento e Pontecorvo, i quali furono 
ce regolarmente misurati nel catasto ex pontifìcio, ragguaglierebbe 
ce in totale ettari 7,914,500, quella dei terreni produttivi sui dati 
« forniti dalle varie Intendenze di Finanza, non sarebbesi otte- 
« nuta che in ettari 5,640,644 presentando così una deficenza di 
« ettari 2,272,686 fatte le debite detrazioni 1170 ettari di strade 



- 24 — 

ce ed acque, vale a dire che la differenza equivale al 29 % del 
« totale. Ne è probabile che a tanto ammonti la somma di quelli 
« ritenuti improduttivi, ossia sterili ». Qual fede invero può 
aversi (scrivevasi dai commissari dell'inchiesta) nel dato della 
superficie dei terreni produttivi quale fu descritta in catasto 
giusta le denunzie dei possessori o sull'accertamento fatto a vista 
dai periti, e raramente con la misura diretta ? Da altra parte non 
è improbabile che molti beni sieno stati omessi nel catasto o vi 
sieno errori di ogni genere ; fatto sta che la sperequazione anche 
fra Provincia e Provincia è evidentemente eccessiva. 

Ecco il perchè se colla legge di perequazione generale sa- 
ranno colpiti anche in quelle Provincie moltissime estensioni che 
ora sono censite a vantaggio della intera proprietà dello Stato, 
spariranno anche colà le anomalie e le discrepanze che tra Pro- 
vincia e Provincia si verificano, le ime gravate eccessivamente, 
le altre alla stregua delle aliquote risultanti minimamente tas- 
sate. È questo argomento speciale che, aggiunto al generale che 
riguarda gli interessi della intera Nazione, persuase molti depu- 
tati a votare la legge di perequazione generale. 

La base del catasto attuale napoletano è per classi e tariffe, 
la stima è sintetica, sulla base del valore locativo e del valore 
venale, ossia sui prezzi d' affìtto e di acquisto. Esso però fu con- 
siderato provvisorio, la base della stima dovea durare fino al 1860 
e per qualche speciale coltura fino al 4880. 

I più gravi errori di quel catasto derivarono da ciò. La legge 
non prescrisse altro mezzo per avere indizio della estensione dei 
fondi, che il richiedere le dichiarazioni dei possessori. In caso di 
errore infine fu loro conceduto di reclamare, pagando le spese 
della misurazione. Gli operatori dal loro canto, quando le dichia- 
razioni, le denunzie o i rivelamenti mancavano, non si brigavano 
di sopperire altrimenti. Molte possessioni non furono nemmeno 
visitate per paura dei briganti che infestavano la contrada. Spesso 
dalle alture si esaminarono ad uno sguardo le condizioni dei 
terreni adiacenti. Sulle stesse norme più tardi si fece dai Bor- 
boni il catasto siciliano. Ora come si può credere con cotali basi 
alla eguaglianza desiderata del carico della imposta tra le Pro- 
vincie napoletane tra di esse e dell'intero compartimento con 
tutto il Regno? 



- 25 - 

L' estimo della pianura di Modena e Reggio venne rinnovato 
nel 1786 in base alle denunzie dei possessori, dalle quali doveva 
risultare la superfìcie e confìnazione di ciascun appezzamento e 
il genere di coltura. 

Appositi periti, raccolti sul luogo gli estremi estimali, dove- 
vano provvedere alla valutazione della rendita media costante, 
per ciascuna sezione o parrocchia, e giusta norme che partita- 
mente non conosciamo, ma che riuscivano (se abbiamo ben com- 
preso) ad una specie di stima diretta, allo scopo di determinare 
per ciascun corpo di terra la così detta rendita d'affìtto, e che 
combinata con una divisione dei terreni in quattro classi cioè, 
buoni, mediocri, inferiori ed infimi, forniva poi il così detto ade- 
guato per unità di misura, donde derivavasi la rendita di ciascun 
terreno. 

Si prendeva la media fra le due rendite, adeguata e di af- 
fìtto, e si capitalizzava al 5 °/ praticandovi poi delle detrazioni 
in ragione di un tanto per cento da fissarsi per ogni villa (o 
sezione) ; e dove risulta che i divari furono enormi da luogo a 
luogo, anche per l'intento che si ebbe di emendare con questo 
mezzo le sperequazioni che eransi manifestate per difetto di omo- 
geneità nel modo con cui venne condotta l'operazione. Ebbe luogo, 
cioè, li operazione compiuta, una specie di perequazione, che fu 
piuttosto una riforma in massa delle prime perizie. 

Furono chieste bensì le denunzie, ma solo per l'estensione, 
la quale non fu controllata, di regola, se non a vista : e solo in 
caso di sensibile differenza si è eseguita la misura. 

I prezzi dei generi furono riferiti al 1788, i prodotti all'epoca 
delle stime; le quali furono compiute dal 1789 al principio del 1791. 

L'estimo, a valor capitale, ebbe per unità monetaria la lira 
di Modena, equivalente a italiane lire 0,384. L'unità censuaria 
antica, conservata pure dal 1792 al 1798, era il soldario, rag- 
guagliato a lire censuarie modenesi 1,200. 

Nel 1798 durante la Repubblica Cisalpina, l'estimo si ridusse, 
conguagliando l' imponibile, a scudi milanesi, e lo scutato rimase 
dappoi, benché si denomini impropriamente lira imponibile. 

L'unità di misura è la biolca, pari a Ettari 0,289. 

II valore dei fabbricati rurali si aggiunse in più a quello dei 
fondi. 



- 26 - 

L'estimo della montagna delle Provincie Modenesi, detto com- 
posto (cioè concordato), perchè il relativo contingente Comunale 
d'imposta venne stabilito dietro opportuni accordi fra lo Stato 
e i singoli Comuni, è un estimo fondato sulle denunzie dei pro- 
prietari, nelle quali oltre alla denominazione e confìnazione, do- 
veva indicarsi l'estensione presunta, ed il valore consuetudinale 
precedentemente attribuito a ciascun corpo di terra. 

Queste denunzie furono unite per sezioni o ville, indicando 
per ciascuna le singole proprietà con un numero progressivo 
detto primario, e i singoli corpi di terra che la compongono con 
altro numero pure progressivo, detto subalterno o secondario; e 
procedendo mediante tariffe parziali per ogni sezione, espresse 
in lire e soldi locali modenesi e biolche censuarie di estensione, 
come nell'estimo della pianura. 

La lira originaria fu poi ridotta anche qui in scudi milanesi 
e l'estimo esprime il valore capitale. ^ 

Le denunzie furono controllate da apposite commissioni; ma 
non intervenne alcuna perizia, essendosi mantenuta ferma la re- 
gola del valore consuetudinale. I fabbricati rurali non furono 
censiti. 

Il catasto fu eseguito dal 1808 al 1817. 



Riassunto delle condizioni catastali del Regno. 

19. Il Regno è diviso in nove compartimenti catastali ; vale 
a dire : 

1. Piemonte e Liguria ; 

2. Lombardo-Veneto ; 

3. Parma e Piacenza ; 

4. Ex-Ducato di Modena ; 

5. Toscana ; 

6. Ex-Pontificio o Romano ; 

7. Provincie Napoletane ; 

8. Sicilia ; 

9. Sardegna. 

Alcuni di questi compartimenti hanno un catasto unico ; e 
sono Parma, la Sardegna e la Sicilia. 



- 27 - 

Gli altri comprendono più catasti, a norma dei differenti ter- 
ritori da cui sono risultati composti. 

Il Lombardo-Veneto ne ha tre : P antico milanese, il manto- 
vano (antico e trasformato) e il nuovo censo. 

Modena ne novera dieci, che sono stati or ora indicati. 

Il Napoletano ha il censo Romano in Pontecorvo e Benevento, 
e il Napoletano nel resto. 

L' ex-Pontificio ha il censo romano riveduto ; in alcune Pro- 
vincie, e quello non riveduto in altre. 

La Toscana conta quattro catasti diversi: il toscano di terra 
ferma, i due delle isole, ossia quello dell' Elba e della Pianosa e 
quello del Giglio, e il lucchese recente. 

Il Piemonte e la Liguria ne noveran quattro ; il francese, il 
piemontese antico (colle sue infinite suddivisioni), il milanese ed 
il ligure. 

Catasti stranieri. Francia. 

20. Sebbene prima che la Francia vantasse il suo catasto 
particellare come ora possiede ; in Italia già da secoli funzionasse, 
come vedemmo, il catasto milanese, che coi suoi difetti era però 
sulle stesse basi, pure bisogna convenire che le istituzioni cata- 
stali francesi esercitarono ed eserciteranno una grande influenza 
sui nostri poiché è dovuto alla Francia il merito di molte e vaste 
operazioni geometriche e cartografiche. 

Lunga e fortunosa sarebbe a narrarsi la storia antica del ca- 
tasto francese e per tenerci nei limiti di questo quadro sintetico 
la limitiamo al primo esperimento di un catasto generale tentato 
nel 1802 con cui miravasi ad accertare i contingenti comunali. 
Riescendo incompleto cotale esperimento, nel 1807 si ordinò 
un vero e proprio catasto particellare. Trascriviamo le parole di 
Napoleone il Grande, che sono sempre la espressione del suo 
genio in tutto ciò cui si applicava. Cotali parole hanno impressa 
l'orma sulla quale fu impiantato e completato lo istituto che 
ora funziona assai bene in Francia, ce Le mezze misure (disse 
ce Napoleone) fanno sempre perdere danaro e tempo. Il solo 
(( mezzo per togliersi d'imbarazzo è quello di fare eseguire im- 
« mediatamente il censimento generale delle terre in tutti i Co- 



- 28 — 

c( muni dell' Impero, con misura e stima di ogni parcella di pro- 
(( prietà. Un buon catasto particolare sarà il complemento del mio 
ce codice, in ciò che corcerne il possesso del suolo. Bisogna che 
(( le mappe siano abbastanza sviluppate, per servire a fissare i 
(( limiti della proprietà, ed impedire le liti ». 

Il concetto ispiratore dello istituto fu certo principalmente 
fiscale, per potere con sicurezza percepire le imposte prediali; 
ma nei rispetti della proprietà e dei proprietari, se esso non veste 
il carattere di probatorio, ha però il vantaggio della eguaglianza 
e perequazione, come si voglia chiamare, e della identificazione 
degli stabili e dei confini, i cui vantaggi si appalesano da sé. Il 
catasto ordinato da Napoleone il Grande nel 1807, interrotto da 
vicende politiche, proseguì sulle stesse basi in Francia e si trovò 
compiuto nel 1850. Esso comprende i terreni ed i fabbricati. 
La scala delle mappe è da 1 per 2000. Ha una estensione di 
52,305,700 metri. 

Belgio. 

21. Nel Belgio fra il 1802 ed il 1826 fu compiuto il catasto 
sul modello francese. 

Svizzera. 

22. I catasti dei Cantoni di Ginevra, Losanna, Vaud, Neu- 
chatel, Friburgo si trovano basati su intendimenti diversi dalla 
pura e semplice fiscalità e sono costituiti principalmente a scopi 
civili, in servigio generale della proprietà e solo sussidiariamente 
a scopo fiscale. 

Per avere un concetto esatto del catasto di Ginevra e di 
Vaud converrebbe studiare un commentario di esso che Simone 
Delapalud (1854) ha pubblicato. Ecco pertanto una traccia som- 
maria, salvo di ritornare sull' argomento quando compiremo 
qualche studio sul catasto giuridico probatorio. 

23. Il catasto di Ginevra ha la sua base parcellare e geome- 
trica, ed era stato da prima intrapreso all' unico scopo di servire 
al più esatto accertamento della proprietà immobile; epperciò 
richiedeva un sistema di conservazione rigoroso. Le mappe de- 



- 29 - 

vono essere perciò precise, per la figurazione, estensione e con- 
fìnazione. Stabilito il catasto, ossia Y inventario di tutti gì' im- 
mobili del Comune iscritti in ragione di capitali per ciascun 
proprietario, si procede alla tassa proporzionale dei fondi ossia 
all' estimo, che viene compilato da una commissione catastale 
composta di cinque membri almeno, nominati dal Consiglio co- 
munale, che fìssa i prezzi proporzionali dei fondi in natura giusta 
la qualità, giardini, vigne, prati, campi, boschi, pascoli ordinari 
e pasture estive. 

Quanto agli effetti civili, il catasto fa fede a favore dell' in- 
scritto fino a prova in contrario, fondata in un titolo regolare 
di acquisto o nella prescrizione, e F iscrizione stessa può essere 
impugnata per vizio nel titolo da cui dipende. 

24. Istituto analogo ha il Cantone di Friburgo e Soleuve, pa- 
rimenti a scopo civile. 

25. Basilea città pure ha un rilevamento particellare e libri 
fondiarii in servizio della proprietà ed altri diritti reali a sistema 
germanico. Basilea campagna ha soltanto allo studio un istituto 
analogo a quello di città, ed ora non ha che delle tavole parti- 
cellari. 

26. Nel Ticino evvi in corso di costituzione un catasto per 
solo oggetto fiscale. Zurigo lascia il governo dei catasti ai Co- 
muni, che hanno per la maggior parte buoni catasti. 

27. Berna ha un catasto a scopo tributario. 

28. Lucerna invece non ha che misure parziali, non obbli- 
gatorie e così Uri, Schwitz, Unterwalden, Glaris, Zug, Appenzel, 
San Gallo, Grigioni. Ivi la proprietà non è certo la principal 
parte della ricchezza, poiché non serve nemmeno per l'alimenta- 
zione delle popolazioni, che emigrano e prosperano coi loro com- 
merci, colle loro industrie e col loro lavoro in tutto il mondo. 
Per ogni dove voi trovate lo Svizzero industrioso, parco, econo- 
mico, laboriosissimo, perseverante e tenace, che, sotto forme e 
particolarità speciali, partecipa delle virtù proprie della razza se- 
mitica, sebbene tanto diverso nelle sue origini. 

29. Ma restiamo limitati all' argomento dei catasti ; e riassu- 
mendo le loro condizioni, è ad osservarsi che in Svizzera il ca- 
tasto serve, se non perfettamente, principalmente a scopi civili, 
ossia giuridici ed economici e solo limitatamente a scopi fiscali, 



- 30 - 

che non vi hanno in qualche caso alcuna importanza. Esso si 
risolve quindi essenzialmente nella parte geometrica, a cui si 
aggiunge, secondo il bisogno, anche F estimativa. 

In tale qualità il catasto si coordina per vario modo coi libri 
ipotecari e fondiari, e ne fa parte integrante; e lo si desidera 
perciò accompagnato da una rigorosa delimitazione delle pro- 
prietà e da un riconoscimento, con vario modo ed effetto, dei 
titoli corrispondenti. 

Non è dai catasti Svizzeri che si potrà apprendere molto per 
quanto riguarda la parte finanziaria ; bensì l'esempio è al sommo 
interessante per ciò che concerne gli uffizi civili del catasto, 
poiché l' importanza che vi si annette a quello scopo prevale a 
quella finanziaria. 

Catasto in Prussia. 

30. Il Regno di Prussia negli antichi suoi limiti e così prima 
del 1866, possedeva un esatto catasto governativo parcellare 
nelle due sue Provincie renane, compiutovi tra il 1818 e il 1834 
a modello francese. Nelle Provincie orientali, che rappresentano 
più di tre quarti dell'impero, non vi erano che catasti ed estimi 
locali nel più completo disordine, con 14 sistemi diversi. 

La Costituzione del 1848 aveva posto il principio della egua- 
glianza della imposta, il quale principio fu più ampiamente san- 
zionato in una legge 27 Ottobre 1850, e la questione della pe- 
requazione ivi non divenne meno palpitante che presso di noi, 
ma urtò violentemente contro i privilegi e le immunità esistenti 
e dopo discussioni teoriche che durarono un decennio, la pere- 
quazione deve avere la sua applicazione la mercè delle leggi, 
poiché sono tre leggi dell' istessa data che costituiscono un solo 
corpo, fra le quali una abolitrice delle immunità fondiarie, che 
rendeva possibile un catasto generale. Dopo di essa il catasto fu 
intrapreso e condotto a termine in brevissimo tempo e con spesa 
minima. 

Gli essenziali caratteri di cotale catasto, che furono poi > ripro- 
dotti in un sistema presso che identico neh" impero Austro- 
Ungarico sono i seguenti : 

Quando furono promulgate le dette leggi, si doveva a termine 



- 31 - 

di esse eseguire il riparto generale dell'imposta determinata, in 10 
milioni di talleri, fra i Comuni, e predisporre e agevolare possibil- 
mente anche quello fra privati che fu chiamato il subriparto divi- 
dendosi così l' operazione in due stadii. Ciò accadeva per le Pro- 
vincie orientali, ove tutto era a farsi : per le occidentali si prese 
per base il catasto particellare che dicemmo esistente pel primo 
stadio, cioè il riparto per Comuni; e furono prefiniti i termini per 
modo che si potesse riscuotere a carico rispettivo dei Comuni 
ripartiti tre mesi dopo la promulgazione della legge e così nel 
4.° Gennaio 1865. Il secondo stadio non avea termine, ma fu 
percorso in cinque anni. Si volle far presto ed a buon mercato 
e si giunse alla meta prima delle fortunate vicende di guerre 
e di politica, che resero cosi glorioso e grande l'odierno impero 
Germanico. 

Troppo lunga sarebbe la descrizione completa del catasto 
Prussiano; e basti perciò darne alcuni cenni sommari, che ser- 
vano ad illuminarci sulla grandiosa operazione catastale che ora 
appunto si compie presso di noi la mercè della legge 1.° Marzo 1886. 

Il catasto Prussiano e Germanico ha per unità superficiale il 
Marghen Prussiano (giornata da lavoro o jugero, pari ad Et- 
tari 02653225). 

L' unità monetaria era a quell' epoca il tallero, equivalente 
ad It. L. 3.75, ovvero a 3 marchi in oro di nuova valuta ger- 
manica, divisa in 30 grossi (Cent. 12.50) da dodici piccoli, sopra 
una superfìcie totale di 108829000 jugeri, pari ad Ettari 27784000, 
che è poco meno di quella del Regno nostro : non occorse però 
misurarne di pianta se non 13923000. 

Si operò contemporaneamente nelle varie provincie, ed anzi 
per 1' estimo si potè procedere nell' egual tempo in ogni singolo 
circondario, per mezzo delle commissioni locali, a cui ne venne 
deferita la formazione; non vi fu bisogno di alcuna triangolazione 
generale, anche pel fatto che le nuove misure di dettaglio si ri- 
ferivano a zone parziali di territorio, dove mancavano precedenti 
lavori da utilizzarsi e senza alcun nesso tra loro, perlocchè si 
stette contenti a semplici triangolazioni, poligonazioni e reti lo- 
cali, pei necessari collegamenti con punti trigonometrici noti e 
risultanti dalle operazioni già prima compiute. Nel rilevamento 
si lasciò agli operatori libertà di istrumento, salve le debite tol- 



- 32 - 

leranze e sulla considerazione che ognuno opera meglio collo 
strumento che gli è famigliare. Uno solo avrebbe adoperato la 
tavoletta pretoriana che oggi non è più molto usata in Germania. 
Vi si andò del resto colla massima energia, e troviamo che al 
1.° Gennajo 1864 nelle sole Provincie orientali per le operazioni 
del subriparto, il personale operante si componeva di ben 2755 
fra geometri, assistenti ed allievi. 

Codesto il metodo che rileviamo dalla relazione Messedaglia 
essersi seguito in Prussia per ottenere in breve tempo e poca 
spesa la esecuzione della, tanto bramata e discussa legge di ri- 
parto. Facciamo voti che codesto splendido esempio riesca per 
noi di grande ammaestramento. Torneremo a trattenerci su co- 
desto sistema di catasto quando ci occuperemo del giuridico 
probatorio. 

Catasti negli altri Stati della Germania. 

31. La Baviera va rinomata per le sue operazioni topogra- 
fiche, ha un catasto geometrico parcellare decretato fino dal 1808, 
arrestato nel 1814, rinnovato nelle misure nel 1864 e chiuso de- 
finitivamente nel 1872. 

La spesa del suo compimento si calcola 27 milioni di Marchi. 
La conservazione è fatta coi metodi più rigorosi. 

Per ima legge del 1861 tutti gli atti relativi ad immobili de- 
vono essere fatti a mezzo di Notaio e stare in esatto rapporto 
col catasto. La forza probatoria non appartiene però direttamente 
se non all'atto originale depositato presso V archivio notarile ; ed 
è quest'ultimo che adempie colà all'uffizio giuridico altrove at- 
tribuito al libro fondiario. 

Un'altra \egge provvide alla più esatta terminazione dei fondi. 
Per tal modo la Baviera è a considerarsi uno degli Stati in cui 
la forza probante del catasto è più agevole ad ottenersi, e perciò 
vi si rendono maggiormente prosperose le operazioni di credito 
fondiario. 

Durante il regno di Francesco V duca di Modena che aveva 
per moglie una Bavarese, qualche principio di imitazione degli 
Istituti bavaresi sui passaggi di proprietà si vide tracciato; poiché 
nel codice estense del 1851 era voluto Y atto scritto nei contratti 



- 33 - 

di vendita immobiliari : era introdotto il sistema della trascrizione 
per la quale occorreva la ricognizione notarile; ma, meglio an- 
cora, era prescritto, per una disposizione speciale, che negli atti 
trasmissivi della proprietà vi dovesse essere un estratto del censo. 
Il censo modenese era certo assai imperfetto; pure la pre- 
senza dell' estratto catastale negli atti di trasmissione era un 
grande elemento di prova giuridica ed è a deplorarsi che cotale 
obbligo sia tolto nella odierna nostra legge notarile. Teniamo 
nota di questa lacuna che può essere riparata colle leggi e re- 
golamenti che occorreranno in avvenire a compimento dei nostri 
ordinamenti relativi alla proprietà fondiaria. 

32. Nel Regno del Wurtemberg fu istituito un catasto par- 
ticellare nel 1848 e fu compiuto nel 4840. L'operazione si limitò 
alla sola parte geometrica e si conservò un estimo provvisorio 
regolato poscia nel 4824 e 4824 e riveduto man mano dappoi. 

Quello che ora esiste è strettamente particellare in classi e 
tariffe, detratti i carichi reali e le servitù e vi si tengono in evi- 
denza colle mutazioni che si verificano nelle colture, per modo 
che quel felice paese, così favorito dalla natura e così innanzi 
nello incivilimento, può per le sue facili istituzioni catastali pre- 
starsi più agevolmente ai trapassi ed alle operazioni in genere 
sulla proprietà fondiaria. 

33. La Sassonia ha un catasto particellare a scopo fiscale 
compiuto fra il 4835 al 4843 e non ha nulla che meriti una 
semplice attenzione. 

34. Il Baden, anch' esso così favorito dalla natura, così fortu- 
nato per le sue industrie tutte, cominciando dalle agricole, con- 
tava già delle buone operazioni geometriche e cartografiche fino 
dal secolo passato ; ed ha continuato anche nel presente. 

Con legge 25 Marzo 4852 fu ordinato un catasto geometrico 
che fu eseguito e compiuto con un metodo assai razionale e 
scientifico e sebbene presenti ora un catasto a scopo fiscale ha 
pregi singolari. Fra le altre cose meritevoli di studio è la ope- 
razione detta di depurazione dei fondi, per modo che la casa 
colonica riesca, per virtù o di vendite o di permute obbligatorie 
per legge, nel mezzo del predio. (4) Nella relazione Minghetti 



(1) Da una recente pubblicazione del dott. B. Schlitte (Die zusammen 

3 



- 34 — 

si accenna che nostri vecchi statuti si trova traccia di simili 
istituti. 

35. E noi soggiungiamo che non solo se ne trova traccia 
negli statuti nostri comunali, ma nel diritto romano avevasi lo 
istituto del retratto coattivo, che consisteva nelP obbligo del pro- 
prietario, la cui proprietà era circoita da tre lati da quella di 
un vicino, di vendere la terra circuita a prezzo di stima. Cotale 
istituto figurava anche nella legislazione estense, ma nell'odierno 
codice non se ne trova traccia (1). Il supremo interesse del mi- 
glioramento agricolo prevalente a quello speciale di proprietà era 
lo spirito che indettava codesto istituto. I nostri pubblicisti in 



lege der Grundsliiche) si rileva che, per virtù di codesta istituzione della 
depurazione, dal 1874 al 1883 si è fatta nelle sei antiche Provincie prus- 
siane la ridistribuzione di ettari 358,552 formanti 1,310,318 parcelle in 
366,443 parcelle, cioè una riduzione al quarto circa del numero di queste. 
E nel Granducato di Baden dal 1868 al 1883 fu fatta la riforma in 700 po- 
deri per oltre 58 mila ettari, con una riduzione del 28 % ne ^ numero delle 
parcelle. 

(1) Nelle costituzioni estensi del 1771 nel lib. II, tit. XXIX del retratto 
si trovano parecchie disposizioni per le prelazioni ispirate da norme legisla- 
tive di carattere feudale e per le enfiteusi. Ma due disposizioni si leggono 
a favore dell'agricoltura e nei rispetti della depurazione e rottondamento 
degli stabili. 

Riproduciamo cotali disposizioni : 

Art. 10. « Non avrà luogo il retratto nelle subaste giudiziali e nemmeno 
« nelle transazioni e nelle permute, quando le une e le altre portassero 
« cessioni di fondi a comodo scambievole per modo che le parti non avreb- 
« bono altrimenti stipulato il contratto ». 

Ma il più originale e caratteristico è V 

Art. 11. « Chiunque possederà una pezza di terra non eccedente la mi- 
« sura di tre biolche senza casa o anche con casa, ma che non serva al- 
« l'abitazione del padrone, potrà essere costretto a venderla a chi da tre 
« parti o da due interi lati vi confini con uno stabile fruttifero di esten- 
« sione almeno tre volte maggiore a giusta stima di periti, più il sesto a fa- 
ce vore dell'obbligato a vendere ». 

Il nostro codice civile che tante belle disposizioni contiene a vantaggio 
dell'agricoltura e del suo miglioramento ha omesso questa bella provvi- 
denza del legislatore estense per ridurre a ragione i proprietari cupidi o 
renitenti nei casi di importanti lavori rurali. 



— 35 — 

materia più volte patrocinarono lo istituto giuridico delle vendite 
e permute coattive allo intento dirette del miglioramento agri- 
colo, ma fin ora i legislatori sono sordi non ascoltando le aspi- 
razioni dei pubblicisti. Parci però che un gran male sia il per- 
durare di cotale sordità ai danni del miglioramento agricolo e 
facciamo caldi voti perchè fra le leggi che devono sorgere a per- 
fezionare il nostro catasto ordinario colla legge 1.° Marzo 1886 
colle discipline riservate nell'art. 8 sieno per figurare quelle che 
meglio conducono agli effetti giuridici probatorii, sorga anche 
quella che si riferisce alla cosi detta depurazione dei predii che 
sotto il nome di Feldboreinigung costituisce, come dicemmo, 
una delle istituzioni legislative agrarie più pregievoli del Gran- 
ducato di Baden, e che sarebbe per noi utilissima cosa lo 
imitare. 

36. L'Assia Darmstadt gode pure meritata riputazione pei la- 
vori geometrici che risalgono al secolo XVI, ma il vero catasto 
fondiario vi fu decretato con legge 13 Aprile 1824; reso da prima 
facoltativo ai Comuni l' ottenerla, fu proseguito poi per una legge 
41 Gennajo 1831. e nel 1878 doveva essere completo. 

• Vi fu una delimitazione in contradditorio, una terminazione 
stabile quando venne richiesta da un solo interessato e vi giovò 
molto una istituzione antica locale, i giurati di campo (Feld- 
geschwòrere ; ; ed antica è ivi pure la pratica di arrotondamento 
o liquidazione di fondi, di cui. si parlò precedentemente. Ciò che 
vi è di singolare in codesto catasto si è che esso serve a doppio 
uffizio fiscale e civile di accertare la proprietà e di ripartire la 
imposta. Quest' ultimo effetto si ottiene la mercè di una stima 
sommaria; per 1' altro il catasto si conserva da appositi uffìziali, 
alla dipendenza dell'amministrazione della giustizia, nelle cui 
mani depongono un esemplare i geometri incaricati della sua 
formazione. Tutte le mutazioni devono essere tenute in perfetta 
evidenza ed una legge del 29 Ottobre 1830 prescrive che i libri 
e le mappe debbano rinnovarsi almeno ogni 25 anni. 

37. Nel Granducato di Olemburgo evvi un catasto ad uso 
esclusivamente fiscale fatto per oggetto di perequazione fondiaria, 
cominciato nel 1836 e protratto fino al 1805. L'estimo è parti- 
cellare per qualità e classi di coltura: vi sono mappe da 1 
a 5000. 



- 36 - 

Una legge del 3 Aprile 1870 vi istituì i libri fondiari giusta 
il metodo ordinario Germanico. 

38. Il Granducato di Sassonia Weimar ha un catasto proba- 
torio che si può considerare un monumento nella sua specie. 
Esso risale al 1726, serve anche a scopo fiscale. 

39. Il Ducato di Sassonia Meiningen ha esso pure un catasto 
a scopo civile non propriamente probatorio regolato nei rapporti 
civili negli anni 1859-1862, e a cui tenne dietro nel 1872 un 
nuovo ordinamento dei libri fondiarii. La misura era stata as- 
sunta per trattato del Governo bavarese. Yi fu una generale ter- 
minazione e rettificazione di confini, in guisa che fra termine e 
termine la linea sia possibilmente retta. 

Catasto in Austria ed Ungheria. 

40. Foggiato con legge del 24 Marzo 1869 per i paesi sog- 
getti ai Consigli dell' Impero, fu con legge del 21 Marzo 1875 
adottato anche pei paesi Ungarici. Esso non riguarda che i ter- 
reni, esclusi i fabbricati anche rurali. Tutto il sistema di esecu- 
zione fu basato sulla falsa riga del Prussiano. I lavori anche in 
codesto Impero proseguirono con alacrità. Intanto con legge del 
28 Marzo 1880 ed altra 7 Giugno 1881 venne stanziata l'imposta 
dei terreni sulla base dell' estimo provvisorio, e salvo l' esito dei 
reclami, e col 1.° Gennaio del 1883 potè ripartirsi definitivamente 
P imposta in base al nuovo estimo del 23 Maggio 1883 e fu pro- 
mulgata una legge che regola la conservazione del catasto. 

Quanto all' Ungheria fu lo scorso anno essa pure in grado di 
porre termine al suo catasto decretato per essa nel 1875, e così 
impiegandovi un tempo minore di un decennio. 

41. A completare le operazioni catastali il Governo austriaco 
anche nei passi recentemente occupati, della Bosnia cioè e del- 
l' Erzegovina, oltre delle corti militari ordinò anche un rego- 
lare ri\ elamento catastale con mappe in grande scala, con divi- 
sione in nove colture aratorio, orti e giardini, prati, vigneti, pa- 
scoli ed ericaie, boschi, canneti, terreni improduttivi. Il metodo 
della costituzione di questo catasto è molto speditivo e ritrae di 
quello che da noi si compie in Sardegna. 



- 37 - 

In tutto l'Impero evvi un sistema di libri o tavole fondiarie 
all'uso germanico per la proprietà e i diritti reali sugli immobili 
antichissime per le loro origini, e già regolate con norme spe- 
ciali nelle singole Provincie o regioni di quell'Impero. 

42. Una legge del 25 Luglio 1871 riordinò le tavole stesse 
con principii uniformi. Si era trattato in altri tempi di adattarle 
al Lombardo-Veneto e forse per esso sarebbero state vantaggiose; 
ma cotali vantaggi avrebbero saputo d' amaro poiché dallo stra- 
niero sarebbero provenuti, ed in vantaggi stessi sarebbero stati 
accompagnati dai consueti balzelli coi quali si mungeva la pro- 
prietà fondiaria 'dal Governo austriaco. 

È però assai meritevole di studio il metodo pel quale si man- 
tiene in Austria la corrispondenza fra il catasto e le tavole fon- 
diarie ; e la opportunità o meno della istituzione di quelle presso 
di noi ed il metodo di porle in armonia col catasto formeranno 
soggetto di uno studio, che figurerà nella seconda parte di questo 
lavoro. 



Catasti nella Gran Bretagna e nell'Irlanda. 

43. L' Inghilterra aveva la sua vecchia Land-tax l'imposta 
fondiaria, basata su di un estimo che risalirebbe alla fine del 
secolo XVII, dichiarata redimibile nel \ 798 e che figura tuttavia 
in bilancio, nella parte non ancora redenta, per una somma di 
circa un milione di lire sterline. 

Il catasto non è geometrico, ma soltanto descrittivo. Ma allo 
scopo fiscale serve poco o nulla. In Inghilterra, contrariamente 
alla errata opinione di taluno che sostiene non essere quella 
proprietà fondiaria gravata da imposte colle Land-tax ed Income- 
tax, indirettamente la terra riesce pure esuberantemente colpita 
da imposte. 

Esiste poi in Inghilterra un antico registro del Doomsday 
Book, il libro del giudizio universale di Guglielmo il conquista- 
tore, che può offrire una certa rispondenza con quello che è per 
noi il catasto. Fino dal 1860 sono cominciati in Inghilterra i 
lavori sul catasto, la mercè di una commissione d'inchiesta par- 
lamentare, la quale riferì nel 1862; e nel 1867 fu introdotto nella 



- 38 - 

Camera dei Comuni un Bill a fine di stabilire in Inghilterra e nel 
Galles un estimo uniforme della proprietà per tutti gli scopi della 
tassazione e imposizioni locali: ma il lavoro non è ancora com- 
piuto nella Gran Brettagna. Invece nell'Irlanda l'estimo ufficiale 
cominciò nel 1827 per la più giusta riscossione delle tasse locali 
(country taxes), finì nel 1852 con quello che chiamasi l' estimo 
generale fondiario (the General Fenement Valuation), il quale 
dispone circa la stima uniforme delle terre e dei possessi in Ir- 
landa, che può essere adoperata per tutti gli stanziamenti pub- 
blici e locali ed altre tassazioni ; onde per questo riguardo V Ir- 
landa è più innanzi dell'Inghilterra di un quarto di secolo. 

La stima fu fatta sul prezzo fìsso di certi generi agricoli e 
dovea rimanere fìssa per quindici anni almeno in ciascuna se- 
zione territoriale: le modificazioni a cotale stima fìssa non pos- 
sono farsi che per deliberazione del gran Jury o rappresentanza 
generale della contea. Per la conservazione tengonsi in evidenza 
d'anno in anno le variazioni che avvengono nello stato dei pos- 
sessi e dei possessori. 

44. Ora ammainiamo le vele in codesto esame sommario dei 
vari sistemi catastali esistenti nell'Europa civile e procediamo a 
raccoglierne le conseguenze pratiche. 

a) È un fatto accertato che il rilevamento catastale è nella 
universalità degli stati considerato come un' opera indispensabile 
di civiltà ; 

b) I catasti geometrici sono in generale anche estimativi 
sulla base del reddito netto fondiario ; 

e) Per ottenere una giusta perequazione delle imposte quando 
si verificarono disparità si è ritenuto come in Prussia Austria ri- 
fare il catasto ; 

d) A due scopi precipui tende il catasto : il civile in ge- 
nere ed il tributario ; ed a questo più che a quello si diede fino 
ad ora la preferenza ; 

e) I catasti geometrici sono generalmente particellari, salvo 
il concetto della particella, che può essere di proprietà anziché di 
coltura, e la destinazione, quando il catasto è preordinato unica- 
mente a scopo civile e propriamente giuridico ; 

f) Il punto più grave e contestato, è quello della stabilità 
del catasto e dei modi di ottenere la sua movibilità ; 



- 39 - 

g) La questione più urgente per noi è quella di stabilire 
quali istituti nuovi o quali modificazioni agli esistenti si debbano 
creare per ottenere la più completa prova giuridica col catasto, 
per la quale sia possibile la pronta prova legale della proprietà 
e libertà dei predii. Ma tale tema formerà soggetto della quarta 
parte di questo lavoro. 



PARTE SECONDA 



Perequazione fondiaria delle Provincie dall' ex-Ducato di Modena 
e delle Provincie lombarde e del basso mantovano. 



CAPO SECONDO 

Perequazione fondiaria delle Provincie 
dell' ex-Ducato di Modena. 

45. La prima pagina della storia delle leggi che hanno per 
iscopo la giusta ed equa ripartizione della imposta fondiaria, che 
corrisponder deve alla eguaglianza derivata dai sani principii di 
ogni civile reggimento e che è sanzionata espressamente nello 
statuto nostro ; conviene studiarla nelle disposizioni relative al 
compartimento modenese. 

E poiché come vedremo in seguito le operazioni catastali in 
codeste Provincie procedettero sotto la illuminata direzione del 
prof. Razzahoni strenuo campione della perequazione e si com- 
piono i primi esperimenti dell' applicazione degli istrumenti per- 
fezionati, quale il tacheometro pei rilevamenti è assai interessante 
il conoscere le vicende di questi lavori che servir ponno di am- 
maestramenti per quelli che si compiranno per tutto il Regno. ' 

La imposta fondiaria del Regno fu perequata fra i diversi 
compartimenti per la ripartizione generale colla legge 44 Lu- 
glio 1864 di cui diamo il testo. 

Cotale legge nel suo progresso ha esercitata una influenza 
diretta non soltanto nelle Provincie modenesi, ma in tutto il 
Regno. 



- 42 - 
46. N. 4831. 

Legge pel conguaglio dell'imposta fondiaria 
fra le diverse Provincie dello Stato. i4 Luglio Ì864. 

VITTORIO EMANUELE II. 

per grazia di Dio e per volontà della Nazione 

Re d'Italia. 

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato : 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Art. 1. 

Il principale tributo fondiario a carico delle proprietà rustiche, 
urbane ed altre già soggette all'imposta prediale, è fissato in 
L. 110 milioni, escluso il decimo di guerra e le spese di ri- 
scossione. 

Il contingente di 110 milioni è così ripartito tra i diversi 
compartimenti catastali del Regno : 



2. 


Lombardia 


» 


17,717,478 


3. 


Parma e Piacenza . 


» 


2,508,719 


4. 


Ex-Ducato di Modena . 


» 


3,491,696 


5. 


Toscana 


» 


8,270,598 


a 


Ex-Pontificio . . . 


» 


11,570,675 


7. 


Provincie napoletane 


» 


33,530,353 


8. 


Isola di Sicilia . . 


. y> 


10,184,586 


9. 


Sardegna .... 

Total 


e L. 


2,646,789 




110,000,000 



Però negli anni 1864, 1865 e 1866 la ripartizione sarà fatta 
tra i singoli compartimenti nelle seguenti proporzioni : 

1. Piemonte L. 18,679,876 

2. Lombardia » 19,110,295 

3. Parma e Piacenza . . » 2,776,087 

Da riportarsi L. 40,566,258 



- 43 - 

Riporto L. 40,566,258 

4. Ex-Ducato di Modena . » 3,437,114 

5. Toscana 

6. Ex-Pontifìcio . . . 

7. Provincie napoletane 

8. Isola di Sicilia . . 

9. Sardegna .... 



7,820,040 

12,027,271 

33,895,334 

9,625,833 

2,628,150 



Totale L. 110,000,000 

Art. 2. 

I contingenti designati nell' articolo precedente verranno ap- 
plicati in ragione dei riparti d'imposta ora in vigore pei com- 
partimenti 3, 5, 7, 8 e 9. 

Pei compartimenti 2 e 6 i contingenti verranno applicati 
secondo i quadri A e B annessi alla presente legge. 

Pel compartimento 4 il Ministero delle Finanze applicherà 
il subriparto del contingente, tenuto conto della condizione e 
trattamento dei diversi estimi, e sentiti i Consigli provinciali ed 
il Consiglio di Stato. Gli aumenti d'imposta in conseguenza del 
subriparto non potranno oltrepassare in nessun caso il 50 °/ . 

Art. 3. 

La imposta principale sui fabbricati urbani in Piemonte e 
nella Lombardia di vecchio censo è stabilita nella misura del 
12 1/2 °/ delle rendite imponibili determinate a norma della 
legge del 31 Marzo 1851 vigente nelle antiche Provincie. 

II totale aumento d'imposta che è portato dalla presente 
legge sui terreni del compartimento N. 1 sarà nel 1864 distri- 
buito in contingenti speciali sui comuni o consorzi stabiliti per 
r imposta sui redditi della richezza mobile in ragione delle loro 
quote attuali. 

Però nei comuni o consorzi di censo lombardo il contingente 
sarà limitato in guisa che il totale sull'imposta principale non 
ecceda 14 centesimi per ogni scuto dell'estimo comunale o con- 
sorziale. La eccedenza d' imposta non distribuita per la prece- 
dente limitazione sarà compensata all' Erario coi proventi dei beni 
non censiti nel compartimento N. 1. 



- 44 — 
Questa disposizione avrà effetto negli anni 1864 e 1865. 

Art. 4. 

Per il 1864 il contingente del comune o consorzio sarà ri- 
partito fra i contribuenti in ragione della rendita netta dei ter- 
reni, la quale sarà valutata secondo la media dell' ultimo triennio 
o dell'ultima rotazione se questa eccede il triennio. 

La rendita netta sarà determinata nei modi prescritti da spe- 
ciale regolamento e colle norme indicate agli art. 11, 15, 18, 
19, 20, 21, 22, 23, 26 ; 31, 33, 35 e 36 della legge d'imposta 
sulla ricchezza mobile dalle commissioni comunali o consorziali 
ivi fissate sulle proposte degli agenti della Finanza assistiti da 
periti delegati dal Ministero delle Finanze. 

Per il 1865 P aumento d' imposta sarà distribuito in contin- 
genti provinciali in proporzione della rendita netta che fu deter- 
minata in ciascuna Provincia nelP anno precedente. 

I Consigli provinciali, sulla proposta degli agenti della finanza, 
e con le norme stabilite da Decreto Pieale, ripartiranno il con- 
tingente provinciale tra i comuni o consorzi della Provincia. L' au- 
mento d' imposta così ripartito in nuovi contingenti comunali o 
consorziali si distribuirà in ragione della rendita netta dei con- 
tribuenti determinala nell'anno precedente, salvo quelle rettifiche, 
che, ad istanza degli interessati e degli agenti della finanza, fos- 
sero ammesse dalle Commissioni. 

Nei casi in cui le operazioni di riparto sopra esposte non fos- 
sero ultimate col 30 novembre di ciascun anno, P intero contin- 
gente d' imposta sarà esatto in proporzione delle quote attuali. 

Art. 5. 

Per il 1868 il Ministro delle Finanze, sulla base delle pre- 
dette operazioni, e tenuto conto »di tutti gli elementi raccolti sugli 
affitti reali o presunti, uditi i Consigli provinciali e il Consiglio 
di Stato, delibererà il riparto di tutta P imposta fondiaria appli- 
cata al compartimento N. 1. 

Art. 6. 

In pendenza della prossima legge provinciale che dovrà prov- 
vedere in modo uniforme circa i pubblici servizi da porsi egual- 



- 45 - 

mente a carico di tutte le Provincie, la somma di sette milioni 
ora gravitante sul tributo fondiario delle Provincie piemontesi, 
sarde, lombarde, parmigiane e modenesi per rimborso allo Stato 
delle spese già provinciali, sarà sovrimposta in ragione dei nuovi 
contingenti alle medesime assegnati. 

Le Provincie toscane ed ex-pontifìcie continueranno intanto 
a provvedere direttamente alle proprie spese provinciali. 

Le Provincie napoletane e siciliane conserveranno pure, in 
via provvisoria, il sistema ora vigente di pagare le spese pro- 
vinciali in parte direttamente, ed in parte mediante rimborso allo 
Stato di L. 2,463,234 per le Provincie napoletane, e di L. 768,813 
per le Provincie siciliane. 

Art. 7. 

Finché non sarà unificato il sistema di percezione del tributo 
fondiario in ogni parte del Regno, nei compartimenti segnati 
coi N. 2, 4, e 5 dell' art. 1, si continuerà la riscossione a carico 
diretto dei contribuenti : negli altri compartimenti distinti coi 
numeri 1, 3, 6, 7, 8 e 9 lo Stato si rimborserà delle spese d'e- 
sazione mediante 1' addizionale di centesimi 3 per ogni lira di 
tributo principale ; e continueranno nel resto ad aver vigore 
nelle varie parti del Regno le norme attuali per la riscossione 
dell' imposta fondiaria, che saranno inoltre applicate alla riscos- 
sione delle altre imposte dirette. 

Art. 8. 

Il decimo di guerra sarà applicato al contingente principale 
stabilito neh" art. 1, ma non agli addizionali prescritti dagli ar- 
ticoli 6 e 7. 

Art. 9. 

Mediante V attuazione della presente legge cesseranno di aver 
effetto i diversi titoli d' imposta fondiaria sin qui vigenti e che 
si descrivono neh' annesso quadro C (1). 



(1) Se ne ommette la riproduzione perchè il quadro per la cessazione 
degli effetti non ha che una importanza storica, non attuale. 



- 46 — 

Art. 10. 

Sono aboliti tutti i privilegi e qualunque speciale esenzione 
dell' imposta fondiaria, dalla quale rimangono soltanto uniforme- 
mente esenti i seguenti immobili : 

1. I fabbricati destinati all' esercizio dei culti ammessi nello 
Stato ; 

2. I cimiteri e loro dipendenze sieno terreni o fabbricati ; 

3. I fabbricati ed i terreni demaniali dello Stato, costituenti 
le fortificazioni militari e loro dipendenze ; 

4. L' alveo dei fiumi e dei torrenti, la superficie dei laghi 
pubblici, le spiaggie, le roccie, le ghiaie, le sabbie nude e gli 
altri terreni per propria natura affatto improduttivi; 

5. Le strade nazionali, provinciali e comunali, le piazze, i 
ponti non soggetti a pedaggio, ed in generale tutti gli immobili 
di proprietà dello Stato sottratti alla produzione per un pubblico 
servizio gratuito. 

Tei terreni occupati dalle fortificazioni militari si accorderà 
una diminuzione proporzionata sui contingenti compartimentali o 
della Provincia. 

Art. 11. 

Dal 4.° gennaio 1864 l'imposta fondiaria sarà dovuta indistin- 
tamente da tutti gli altri immobili sin qui esenti di qualunque 
natura e pertinenza. 

L' aliquota d' imposta di questi beni sarà commisurata a quella 
vigente sul compartimento catastale a cui appartengono. 

Essi però non pagheranno per gli anni 1864, 1865 e 1866 
che due terzi dell' imposta medesima. 

Art. 12. 

Ai comuni o consorzi del compartimento N. 1, i quali non 
pagano imposta sui terreni, si applicherà nel 1864 un contin- 
gente in ragione di una lira per individuo secondo la popolazione 
risultante dal R. Decreto 10 maggio 1865, N. 1268. Questo con- 
tingente andrà in beneficio dell' Erario a norma dell' art. 3. 

I beni non censiti dello stesso compartimento, dei quali parla 
l'art. 1, della legge 1.° gennaio 1857 N. 1, compresi entro a co- 



- 47 - 

muni censiti, pagheranno un' imposta analoga a quella che è sta- 
bilita per i beni dello stesso comune o consorzio. 

Rispetto ai beni non censiti degli altri compartimenti, il Mi- 
nistro delle Finanze farà i provvedimenti necessari per istabilire 
sopra di essi una imposta analoga a quella del rispettivo comune 
o del territorio confinante. 

Il prodotto dell' imposta sui beni non censiti andrà in disgra- 
vio del rispettivo contingente compartimentale, ferma per il com- 
partimento N. 1 la parte che fosse dovuta in compenso all'Erario 
a norma dell' art. 3. 

Per i fabbricati rurali però continueranno le disposizioni ora 
vigenti nelle varie Provincie del Regno fino alla generale pere- 
quazione censuaria. 

Art. 13. 

Le quote non esatte per qualsiasi motivo di scarico, rilascio 
o moderazione accordata ai particolari o in altro modo non esi- 
gibili saranno compensate all' erario nell' anno successivo in ag- 
gravio dei contingenti rispettivi stabiliti dalla presente legge per 
le Provincie, pei compartimenti e per le categorie dei beni. 

Tali reimposizioni non potranno però eccedere il 3 p. % 
dell' imposta principale. 

Le rendite ulteriormente dichiarate dei fabbricati urbani del 
Piemonte e di quelli compresi nel territorio del vecchio censo 
di Lombardia si tasseranno con una aliquota d' imposta eguale a 
quella stabilita nella presente legge. 

Le variazioni d' imposta dipendenti da vendite accresciute o 
diminuite saranno tenute a calcolo nella determinazione dei con- 
tingenti annuali d' imposta. 

Art. 14. 

La presente legge non ha effetto che per gli anni 1864, 1865, 
1866 e 1867. Dentro il mese di febbraio 1867 al più tardi il 
Ministro delle Finanze presenterà al Parlamento il nuovo progetto 
di perequazione del tributo fondiario tra le Provincie del Regno. 

Ordiniamo che la presente munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta delle leggi e dei decreti del Regno d' Italia, 



— 48 - 

mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare 
come legge dello Stato. 

Data a Torino addì 14 luglio 1864 



VITTORIO EMANUELE. 



M. MlNGHETTI. 



47. Senza pretendere di dare un commento della trascritta 
legge la quale ha avuti precedenti legislativi estesi e complicati, 
crediamo utile il trascrivere il seguente tratto della Relazione del 
compianto Minghetti che sparge luce nella materia: 

Progetto di legge presentato dal presidente del Consiglio dei 
ministri ministro delle finanze (Minghetti) nella tornata della sera 
del 22 giugno 1864, per attuazione delle leggi sul conguaglio del- 
l' imposta fondiaria, e sui redditi della ricchezza mobile al 1.° lu- 
glio; sul dazio consumo al 1.° settembre 1864. 

Ornmissis. 

All'articolo secondo era detto che il criterio pel riparto del 
primo quinto del contingente annuale sarebbe stato l'imposta fon- 
diaria, quale sarebbe risultata dalla legge di conguaglio; 1' arti- 
colo 36 poneva poi a condizione dell'esecutorietà della legge al 
1.° gennaio 1864, che fosse entrata in vigore nello stesso tempo 
quella del conguaglio, altrimenti l' efficacia ne sarebbe prorogata 
in modo che d'ambedue fosse contemporaneo l'effetto. È bensì 
vero che il Senato, modificando in questa parte il progetto, cre- 
dette di dover rompere questo vincolo di connessione fra le due 
leggi, per renderle nella loro forma indipendenti l'una dall'altra, 
ma io in ogni incontro dichiarai, né ebbi, in verità contraddi- 
cente alcuno, che il vincolo, dirò così, morale fra le due leggi 
esisteva sempre, e che mi sarei regolato come se la condizione 
della contemporaneilà della loro esecuzione fosse scritta per vo- 
lontà dei legislatori. 

Per questa considerazione e per queste circostanze siamo 
giunti alla metà dell'anno 1884, senza che sieno state promul- 
gate due leggi, le quali recando una data fissa per l' esecuzione, 



- 49 - 

ove non fosse altrimenti provveduto, avrebbero in realtà un effetto 
retroattivo almeno di sei mesi. Tralascio di considerare il mi- 
nuto, complicato e difficile conteggio che occorrerebbe a liqui- 
dare tra la finanza dello Stato e i contribuenti, il dare o l' avere 
per la differenza tra rate pagate fino ad oggi sulla base delle 
leggi ancora vigenti e quelle che sarebbero per lo stesso periodo 
dovute in virtù delle nuove: vi prego piuttosto considerare se i 
novelli carichi da quelle leggi derivanti, già non lievi, sebbene 
ripartiti in un anno, non sarebbero, per avventura, troppo gravi 
condensandosi nello spazio di sei mesi. Da questa considerazione 
move il progetto di legge che ho 1' onore di presentarvi, il quale 
proroga al 1.° luglio l'esecutorietà delle due leggi. 

Ora ciò non si facesse, l'imposta sui redditi non fondiari, che 
in tutte le provincie del regno, o è nuova, o più grave, o diversa 
da quel che era arrecherebbe forse maggiore perturbamento, e 
sembrerebbe nei suoi effetti più gravosa. In quanto al congua- 
glio della fondiaria, a parte altre considerazioni, si perderebbe il 
vantaggio che si volle ottenere colla graduazione dal Parlamento 
votata; avvegnaché i due terzi dell'aumento che dal conguaglio 
conseguono, restringendosi in sei mesi, la somma da pagarsi in 
questo tempo sarebbe maggiore, che non per il conguaglio senza 
graduazione distribuito per tutto l'anno. 

48. Pei rapporti diretti che ha la infradicenda legge coll'ordi- 
namento dell' imposta delle Provincie modenese diamo il testo della 
seguente legge che pure le riguarda. 

N. 3719. 

Legge portante modificazioni alla Legge 
per l'imposta sulla ricchezza mobile. 28 maggio Ì867. 

VITTORIO EMANUELE IL 

per grazia di Dio e per volontà della Nazione 
Re d'Italia. 

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato, e promulghiamo quanto segue: 

4 



— 50 - 

Art. 1. 

L'imposta prediale dei fondi rustici verrà riscossa sulla base 
del relativo contingente stabilito dalla Legge 14 luglio 1864, 
N. 1831, per l'anno 1866 pei compartimenti catastali del Piemonte 
e Liguria, ex ducato di Modena, Toscana, Sicilia e Isola di Sar- 
degna; e sulla base del contingente relativo stabilito per l'anno 
1867 per i compartimenti catastali della Lombardia, di Parma e 
Piacenza, delle Provincie ex Pontifìcie e delle Provincie Napo- 
letane, come appare dalla unita tabella A (1), restando ferme 
nel resto le disposizioni della detta legge 14 luglio. 

L' imposta fondiaria sui fabbricati continuerà ad essere rego- 
lata dalla Legge 26 gennaio 1865, N. 2036, e l'aliquota sarà 
quella fissata dalla Legge 11 maggio successivo, N. 2276. 

Art. 2. 

Il contingente complessivo per le Provincie Venete e per 
quella di Mantova rimane stabilito in lire 12,248,300. 

Art. 3. 

Nei compartimenti in cui si trovano beni non censiti, fermo 
restando i contingenti fìssati nell'articolo 1, saranno compiute colle 
norme stabilite dal Regio Decreto 28 giugno 1866, N. 3023, le 
operazioni per l'accertamento della rendita netta dei beni non 
censiti. 

La rendita di questi beni sarà pel 1867 tassata coli' aliquota 
del dodici e mezzo per cento : il prodotto della quale andrà in 
disgravio dei beni già censiti nel rispettivo compartimento, in 
favore dei quali saranno operati i necessari compensi. 

Art. 4. 

Le rendite sui fabbricati, ommessi o sfuggiti nelle operazioni 
generali d'accertamento, dovranno essere accertate ed inserite 
nelle tabelle già formate secondo la Legge 2tl gennaio 1865. 

Le rettificazioni della vendita dei fabbricati, colle quali si tol- 



(1) Si oramette la riproduzione della tabella perchè non ha importanza 
attuale. 



- 51 - 

gono le duplicazioni e gli altri errori materiali occorsi nella 
compilazione delle tabelle, o con cui vi si inseriscono le rendite 
dei fabbricati sfuggiti alla catastazione, avranno il loro effetto 
tanto per l'imposta dell'anno 1866, quanto per quella del 1867, 
i compensi saranno liquidati sui ruoli dell'anno corrente. 

Art. 5. 

La tassa straordinaria del 4 p. % su ^ a entrata fondiaria, 
approvata col Regio Decreto 28 giugno 1866, N. 3023, è abolita. 

Però in aumento della imposta fondiaria sui beni rustici e 
sugli urbani di cui agli articoli 1 e 2 della presente Legge, si 
pagheranno due decimi della imposta stessa. 

Questi due decimi saranno esenti da sovrimposte comunali e 
provinciali. 

Art. 6. 

Le disposizioni degli articoli precedenti avranno effetto dal 
1.° luglio 1866 a tutto l'anno corrente 1867. 

Quanto alle Provincie Venete ed a quella di Mantova saranno 
applicate pel solo anno 1867. 

Art. 7. 

L' imposta sui redditi della ricchezza mobile sarà riscossa nella 
misura stabilita dal Regio Decreto 28 giugno 1866 N. 3023. 

Saranno osservate per 1' applicazione delle stesse le norme 
stabilite dalla Legge 14 Luglio 1864, N. 1830, e dal citato Regio 
Decreto, in tutto ciò che non è diversamente disposto colla pre- 
sente Legge. 

Art. 8. 

La imposta, di cui all' articolo precedente, sarà dovuta e com- 
misurata sui redditi dell' anno precedente a quello nel quale si 
fa P accertamento. Però il contribuente, al quale sarà cessato 
un cespite di reddito nell'anno 1867, potrà domandarne la ridu- 
zione o il rimborso sull'imposta dell'anno medesimo. 

Trattandosi di redditi contemplati nel primo capoverso del- 
l' articolo 24 della Legge 14 luglio 1864, la cessazione si inten- 
derà verificata colla esazione del capitale, e proporzionatamente 
alla quota esatta, se l'esazione sia stata parziale. 



52 - 



Art. 9. 



Quando i redditi di ricchezza mobile, contemplati nel 2.° e 
3.° capoverso dell'articolo 24 della Legge 14 luglio 1864, non 
sono superiori alle 400 lire imponibili, sono esenti da imposta. 

I redditi di ricchezza mobile, contemplati nel primo capo- 
verso dell' articolo 24 della stessa Legge, saranno tassati su tutto 
l'ammontare loro, ancorché inferiori alle 400 lire imponibili. 

Quando i redditi di ricchezza mobile, contemplati nel 2.° e 
3.° capoverso sopracitati, sono superiori alle lire 400 imponibili ma 
non alle lire 500, e quando, tenuto conto degli altri redditi deri- 
vanti da ricchezza mobile contemplati nel 1.° capoverso dell'arti- 
colo 24 della Legge suddetta, il contribuente abbia in complesso 
un reddito superiore alle lire 400 imponibili, ma non alle lire 500, 
i redditi imponibili, contemplati nel 2.° e 3.° capoverso dell' arti- 
colo 24 della Legge citata, godranno della esenzione corrispon- 
dente a lire 100 di reddito imponibile, e sul resto sarà applicata 
l'aliquota normale. 

Quando al reddito imponibile complessivo di un contribuente, 
comunque composto, sia superiore a lire 500 imponibili, sarà 
tassato per l'intero suo ammontare. 

Quando nella stessa colonia agraria si trovano associate due 
o più famiglie, dovrà essere separatamente dichiarato, accertato 
e imposto il reddito di ciascuna famiglia. 

Questa disposizione verrà applicata anche all'associazione di 
due o più famiglie di fìttaiuoli che coltivano colle proprie braccia 
i terreni affittati. 

Art. 10. 

Le Giunte comunali procederanno alla revisione annuale della 
lista, includendovi quei contribuenti che non furono compresi 
nelle operazioni d' accertamento fatte nel Comune per l' anno pre- 
cedente e cancellandovi coloro che, per trasferimento di domi- 
cilio, per morte o per altra causa, cesseranno di essere soggetti 
all'imposta in quel Comune. 

Art. 11. 

Soltanto i nuovi iscritti nella lista del Comune dovranno fare 



- 53 - 

la dichiarazione prescritta dall'art. /Il della legge 14 Luglio 1864 
sopra citata. 

Gli altri contribuenti potranno fare anch'essi la nuova di- 
chiarazione, o riferirsi all'accertamento fatto nell'anno prece- 
dente, o indicare le rettificazioni, o ommettere del tutto di fare 
una nuova dichiarazione, nel quale ultimo caso s' intende ricon- 
fermata quella fatta nell' anno precedente. 

La conferma, la rettificazione o il silenzio terranno luogo di 
nuova dichiarazione per tutti gli effetti legali. 

L' agente delle tasse è autorizzato a rettificare d' ufficio Y ac- 
certamento già fatto, dandone avviso ai contribuenti. 

Tanto le rettificazioni richieste dai contribuenti, quanto quelle 
proposte dall'agente finanziario, saranno rivedute nella stessa 
guisa che le nuove dichiarazioni. 

Art. 12. 

Contro le decisioni della commissione centrale non è am- 
messo ulteriore richiamo in via amministrativa, salvo il ricorso 
all'autorità giudiziaria a tenore delle vigenti leggi; però non si 
potrà deferire all'autorità giudiziaria nessuna decisione delle 
commissioni concernente la semplice estimazione dei redditi. 

I ricorsi contro la estimazione dei redditi di ricchezza mobile 
imponibile, o contro l'applicazione della legge, purché le com- 
missioni locali abbiano pronunziato il loro giudizio o siano tra- 
scorsi trenta giorni dalla presentazione del ricorso alle medesime, 
non sospendono la spedizione dei ruoli, ne impediscono la ri- 
scossione della imposta, salvi i compensi che fossero dovuti. 

Qualsiasi ricorso sarà intimato al contribuente se prodotto dal- 
l' agente del Governo, e, se dal contribuente, questi deve sempre 
inoltrarlo per mezzo dell' agente delle tasse. I termini, i modi e 
le forme relative saranno determinate dal regolamento. 

Art. 13. 

Le disposizioni degli art. 7, 9, 10, 11 e 12 avranno effetto 
dal 1.° Gennaio 1867 e saranno applicate anche pel secondo se- 
mestre 1866. 

Art. 14. 

L' accertamento in corso pel secondo semestre 1866 dei red- 



- 54 - 

diti di ricchezza mobile servirà eziandio per 1' anno 186? e si 
spedirà per i tre semestri un unico ruolo di riscossione. 

I pagamenti si fanno in sei rate eguali: la prima un mese 
dopo la pubblicazione dei ruoli, la seconda il 31 Gennaio, la 
terza il 31 Marzo, la quarta il 31 Maggio, la quinta il 31 Luglio, 
la sesta il 30 Settembre 1868. 

Art. 15. 

Per le Provincie venete e per quelle di Mantova i pagamenti 
delle imposte sui redditi di ricchezza mobile che si riferiscono 
soltanto al 1867, si faranno in tre rate eguali, l'ultima delle quali 
scadrà il 30 Settembre 1868. 

Art. 16. 

La esecuzione di sovraimposte comunali e provinciali am- 
messe dall' ultimo capoverso dell' art. 15 del decreto 28 Giugno 
1866, N. 3023, è esteso anche agli stipendi, pensioni ed altri as- 
segni fissi che sono riscossi dagli impiegati delle Provincie e dei 
Comuni. 

Art. 17. 

La presente legge andrà in vigore lo stesso giorno in cui 
verrà promulgata. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno 
d' Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Dato a Torino, addì 28 Maggio 1867. 

VITTORIO EMANUELE 

Ferrara. 



49. Allo scopo stesso di chiarire V oggetto precipuo della tra- 
scritta legge la facciamo seguire dal presente brano di relazione. 

Progetto di legge presentato dal ministero delle finanze (De- 
pretis) nella tornata del 1.° aprile 1867 per modificazioni alla 



- 55 - 

legge sulla imposta di ricchezza mobile ed alla tassa sul]' entrata 
fondiaria. 

Ommissis. 

Rispetto alla tassa sull' entrata fondiaria, non si può discono- 
scere, o signori, che le censure mosse al sistema delle notifiche, 
procedettero in ispecie dai proprietari dei beni rustici ed urbani, 
ai quali più che alle altre classi di contribuenti riesce molesto 
l' obbligo imposto dalla legge di svelare le proprie attività e pas- 
sività. 

Se si avverte che i proprietari di fondi, sono fra le diverse 
classi sociali quelli più abituati al vivere ritirato e casalingo, 
laborioso e sobrio, ed agli sforzi di parsimonia, di cure e di lavoro 
per riparare in segreto ai dissesti cui soggiacciono nelle annate 
meno propizie, sarà facile rendersi conto della ripugnanza che 
prova questa classe di contribuenti. 

Volendo far ragione alle manifestazioni dei proprietari due 
strade si paravano davanti : o rinunziare alla tassa 4 p. % un " 
posta sull'entrata fondiaria, ovvero introdurre nelle leggi rela- 
tive a questa tassa, modificazioni che siano immediatamente rea- 
lizzabili. 

Il partito di rinunciare alla tassa in momenti in cui è neces- 
sario ricorrere ad estremi rimedi per provvedere ai bisogni strin- 
gentissimi della pubblica finanza, deve necessariamente escludersi; 
quello invece di studiare modificazioni di applicazione immediata, 
merita la più seria attenzione. 

La combinazione che si affacciava da taluni, come la più 
ovvia, è quella di sopprimere la tassa del 4 p. % su ^ a entrata 
fondiaria, o di sostituirvi un aumento all'attuale tributo fondiario 
nella misura, per esempio di due decimi. Ma siffatta combina- 
zione, quantunque assicurasse alla finanza una rendita di circa 
24 milioni, quasi eguale a quella collocata in bilancio, tuttavia 
non può essere accettata per quelle medesime considerazioni che, 
in seguito a profonde discussioni, indussero e la Commissione 
pei provvedimenti finanziari, e la Camera nell'anno passato, a 
non accettarla. 

Non conviene dimenticare che la misura dell'attuale tributo 
fondiario è considerata per alcune parti d' Italia, come la mas- 



— 56 — 

sima possibile almeno fino a tanto che durino gli attuali catasti 
come mezzo di riparto; e ciò appunto perchè, non essendo il 
tributo fondiario un'imposta ragguagliata all' entrata netta del 
contribuente, quando, per l' insufficienza del mezzo di riparto del 
contingente, la quota di tributo individuale supera certi limiti, 
non può essere più pagata senza un troppo grave sacrifizio. Mi 
parve quindi della più evidente giustizia che si lasciasse ai con- 
tribuenti, che trovassero troppo grave ed intollerabile un nuovo 
aumento d'imposta, di attenuarla e di meglio conguagliarla alla 
loro vera ed effettiva entrata. 

E gioverà altresì rammentare che l' imposta siili' entrata fon- 
diaria fu adottata per la gravissima considerazione che, a man- 
tenere ferma l'economia della legge d'imposta sui redditi di ric- 
chezza mobile, si riconobbe la necessità di procedere all'accer- 
tamento contemporaneo ed universale delle attività e delle 
passività di ogni natura, affinchè queste portate in deduzione 
ripartitainente su tutti i cespiti d'entrata sotto l'impulso dell'in- 
teresse di ciascuno dei contribuenti, servissero di sicuro riscontro 
pei diritti dell' erario, e viemmeglio si giungesse allo scopo di 
un' equa ripartizione delle pubbliche gravezze. 

Si è per queste considerazioni che venni condotto a studiare 
il temperamento che ho l' onore di sottoporre alla vostra delibe- 
razione. Il quale temperamento consiste nel ridurre la misura 
dell'imposta sulla entrata fondiaria in limite da escludere ogni 
legittimo malcontento, e nel rendere facoltativa ai contribuenti 
alla tassa sulla entrata fondiaria la dichiarazione della entrata 
medesima, autorizzando gli agenti delle tasse ad inscrivere d' uf- 
ficio, nel difetto di dichiarazione, una entrata fondiaria imponi- 
bile ragguagliata su basi determinate, come avrò occasione di 
esporre ragionando delle disposizioni che vi si riferiscono. 

50. Dopo la promulgazione della legge li Luglio 4864 un grido 
d'allarme si sollevò fra i proprietari delle Provincie modenesi 
per lo esorbitante riparto di contingente ad esse con quella legge 
attribuite. 

Il compartimento modenese composto delle tre Provincie di 
Modena, Reggio d'Emilia e Massa-Carrara, che nel 1859 era ca- 
ricato di un' imposta prediale fra terreni e fabbricati, comprese 



- 57 - 

le spese provinciali, per Lire 2,082,133. 31 si vide gravato eli 
L. 3,491,696, senza le spese provinciali e senza i decimi poste- 
riormente aggiunti. 

E poiché non ignoravasi che la imposta fondiaria nel mode- 
nese era già la più elevata fra tutti i compartimenti del Regno, 
ad eccezione della sola Lombardia, ed era stata di recente ac- 
cresciuta di un sesto dal Duca, e dopo di lui di altra quota dal 
dittatore Farini, così al semplice annunzio della nuova quota di 
contingente si potè intuitivamente affermare, che solo errori 
materiali di calcolo dovevano aver prodotto simile risultato. 

Né il giudizio fu riconosciuto contrario al vero, imperocché 
dopo molte lagnanze e reclami, la Camera nella sua tornata del 
24 Gennaio 1868 faceva obbligo al sig. Ministro delle Finanze 
di instituire una commissione competente coli' incarico di pren- 
dere in esame gli elementi che avevano servito di base alla 
determinazione del contingente d'imposta fondiaria nel com- 
partimento modenese e proporre quei provvedimenti legislativi 
ed amministrativi che avrebbe ravvisati consentanei a ragione 
e giustizia. 

La commissione venne infatti istituita con Decreto Ministeriale 
15 Febbraio 1868, e furono chiamati a farne parte, oltre diversi 
deputati al Parlamento per le singole provincie modenesi, come 
delegati speciali delle provincie stesse, il cav. Cesare Arno già 
commissario per Modena in quella commissione del 1861 che 
aveva presentate le basi della legge 14 Luglio 1864, e i direttori 
delle imposte dirette di Parma e Modena. 

Gli studi più coscienziosi e minuti, coadiuvati dall'opera di uffi- 
ciali governativi all'uopo consultati e chiamati in seno della com- 
missione, diedero per istabiliti i seguenti fatti : 

1. Che neh' attribuire al compartimento modenese il reddito 
imponibile su cui venne poi commisurata la quota contingenziale, 
si erano erroneamente compresi nel calcolo L. 996,487.00 di red- 
dito imponibile presuntivamente ed in via di semplice ipotesi ap- 
plicato ai beni censibili e non censiti; onde il contingente stesso 
era colpito di un indebito aggravio d' imposta per L. 242,255.00. 

2. Che altro indebito aggravio per L. 7975.16 era derivato 
per inesattezza di stralcio dei fabbricati dai terreni in coerenza 
alla legge 26 Gennaio 1865. 



- 58 - 

3. Che per nessuna ragione si avrebbe dovuto aggiungere 
al reddito imponibile del compartimento modenese la cifra di 
Lire 1,585,363. 91 al preteso titolo di conguaglio colla lira cen- 
suaria del compartimento parmense. 

4. Che similmente gli aumenti portati al reddito imponibile 
dei caseggiati nelle due città di Modena e Reggio in ragione 
del 58 1/2 °/o> e( * all'estimo composto della montagna nelle tre 
Provincie in ragione del cento per cento a titolo di perequazione 
interna, sortivano dalla base dei calcoli sui quali erano stati 
fìssati i rapporti tra la rendita censuaria e la rendita reale, e 
indebitamente erano concorsi ad accrescere la massa del reddito 
imponibile dell'intero compartimento. 

5. Che un danno pure risentiva lo stesso compartimento 
da ciò che i fabbricati rustici per l'antico estimo modenese con- 
siderati quali strumenti del fondo, erano stati valutati e censiti 
coi terreni e non si erano potuti stralciare, tuttoché esenti, dopo 
la legge 26 Gennaio 1865. 

6. Si rilevavano inoltre le enormi sperequazioni interne fra 
Provincia e Provincia e fra le varie parti di territorio in ciascuna 
di esse, secondo che appartenevano alla pianura od al colle cen- 
sito col vecchio estimo modenese o alla montagna caricata di 
un estimo detto composto o contingenziale, oppure fornite di 
catasto geometrico, quale l'antico Ducato di Massa-Carrara e le 
frazioni aggregate per trattati al modenese e provenienti dal 
principato di Lucca, dal Granducato di Toscana, dagli Stati par- 
mensi e dal Regno Lombardo-Veneto. 

7. E poiché gli apprezzamenti stessi circa la valutazione di 
rapporto fra la lira censuaria e la lira effettiva erano stati meno 
esatti, vuoi per la confusione e varietà degli estimi, vuoi per 
eccezionali condizioni economiche ed agricole che nel decennio 
1849-60 avevano influito ad esagerare il prezzo dei terreni nel 
modenese; la commissione proponeva un conguaglio tra il com- 
partimento stesso e i limitrofi di Parma e Toscana, coi quali 
erano facilitati i confronti e resi più sicuri i calcoli per analogia 
e comunanza d' estimi con varie frazioni del modenese. 

Lungo e non necessario sarebbe anche il riassumere per 
sommi capi tutto il lavoro compiutosi dalle Deputazioni provin- 
ciali e dalle commissioni speciali delle Provincie modenesi nelle 



- 59 - 

quali ebbero parte principale il compianto nostro amico deputato 
Fiastri e 1' odierno campione della perequazione che tuttavia si 
batte sulla breccia on. comm. Fornaciari. Il risultato di cotale 
lavoro vide la luce colla legge 4 Gennaio 1880 di cui riferiamo 
il testo. 

51. — N. 5222. (Serie 2). 

Legge concernente l'imposta fondiaria 

nel compartimento modenese. 4 Gennaio Ì880. 

(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 12 Gennaio 1880, N. 8). 

UMBERTO I. 

per grazia di Dio e per volontà della Nazione 

Re d'Italia. 

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: 

Art. 1. 

A cominciare dal 1880 il contingente d'imposta fissato dalla 
legge 28 Maggio 1867 N. 3719 pel compartimento modenese, 
viene provvisoriamente ridotto a lire 2,860,445.84, e sarà ripar- 
tito fra le provincie del detto compartimento giusta la tabella A 
annessa alla presente legge. 

Art. 2. 

La diminuzione portata ai contingenti delle provincie di Mo- 
dena e Reggio andrà in ciascuna provincia a sgravio esclusivo 
dei terreni ad estimo della pianura e del colle. 

Art. 3. 

Sarà provveduto a cura del Governo col concorso di semplici 
commissioni alla perequazione dell'imposta sui terreni nel com- 
partimento modenese mediante la formazione di un catasto a base 
di misura e di stima. 

Le mappe esistenti saranno aggiornate. 



- 60 — 



Art. 4. 



Sono a carico del Governo le retribuzioni ordinarie e straor- 
dinarie del personale tecnico catastale esecutivo e direttivo, non 
che le spese, comprese quelle di materiale, per l'impianto dei 
nuovi documenti catastali e per le relative copie, e quelle per la 
pubblicazione e attivazione dei nuovi catasti. 

Sono a carico dei comuni e delle provincie tutte le altre spese 
e più specialmente : 

A carico dei comuni: 

a) Le mercedi dei canneggiatori, degli indicatori, degli uo- 
mini di servizio o di fatica, e di ogni altra persona occorrente 
per lavori materiali e di ordine ; 

b) L'alloggio degli operatori catastali ed i mezzi di tra- 
sporto di cui abbisognano nell'interno del comune; 

e) L'affitto e riscaldamento dei locali d'ufficio di ispezione 
coi relativi mobili ; 

A carico delle provincie: 

L' affitto e riscaldamento dei locali per V ufficio di ispezione 
coi relativi mobili ; 

Sono pure a carico rispettivo dei comuni e delle provincie 
le spese delle commissioni. 

Art. 5. 

Con l' attuazione del nuovo catasto sarà ripristinato e ripar- 
tito con uniforme aliquota il contingente compartimentale stabi- 
lito dalla legge 28 Maggio 1867 N. 3719. 

Le quote di contingente non esatte dal 1880 fino alla attua- 
zione del nuovo catasto, saranno nel termine non minore di al- 
trettanti anni, compensate all'erario col mezzo della reimposi- 
zione su quei comuni i quali abbiano avuto a sopportare in base 
al vecchio estimo un carico minore di quello che dovranno sulle 
risultanze del catasto nuovo, e proporzionalmente al nuovo mag- 
gior carico. 

Agli aumenti d' imposta in conseguenza di detta reimposi- 
zione, sarà applicato l'articolo 2, alinea 3, della legge 14 Luglio 
1864 N. 1831. 



61 



Art. 6. 

È data facoltà al Governo di provvedere mediante regolamento 
da approvarsi con decreto reale, a quanto occorre per Y esecu- 
zione della presente legge e più specialmente gli è data facoltà 
di fissare le norme per la formazione delle nuove mappe e l'ag- 
giornamento delle esistenti ; per la determinazione delle mas- 
sime e dei processi estimali ; e per la costituzione e nomina delle 
commissioni ; non che di fissare i modi e i termini per la pre- 
sentazione, 1' esame e la risoluzione dei reclami e per Y attua- 
zione del nuovo catasto. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d' Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma 4 Gennaio 1880. 



UMBERTO 



Il Guardasigilli. 
Villa 
A. Magliani 



Tabella A, 

Subreparto del contingente d'imposta del compartimento cata- 
stale modenese per provincia : 

1. Modena L. 1,227,253.04 

2. Reggio Emilia ...» 1,321,541.05 

3. Massa Carrara ...» 311,651.75 



Totale L. 2,860,445.84 

Visto il Ministro delle Finanze 
A. Magliani. 

52. Per lo interesse e colleganza che codeste leggi precedenti 
hanno con quella 1 Marzo 1886 specialmente a soggetto di questo 



- 62 - 

lavoro ci occorre trattenerci brevemente sull' art. 3 della detta 
legge 4 Agosto 1880 che ripetiamo. 

Art. 3. 

« Sarà provveduto a cura del Governo col concorso di sem- 
« plici commissioni alla perequazione dell' imposta sui terreni nel 
<c compartimento modenese mediante la formazione di un catasto 
« a base di misura e stima ». 

« Le mappe esistenti saranno aggiornate ». 

Per la esecuzione di questa disposizione di legge fu appro- 
vato con R. Decreto 8 giugno 1882 N. 839 uno speciale Rego- 
lamento di cui diamo il testo. 



N. 839 (Serie 3). 



Regio Decreto 



che approva il regolamento per la formazione del nuovo catasto 
nel compartimento modenese. 8 Giugno 1882. 

UMBERTO I. 

per grazia di Dio e per volontà della Nazione 

Re d' Italia. 

Vista la legge 14 Luglio 1864 n. 1831 ; 
Vista la legge 28 Maggio 1867 n. 3719 ; 
Vista la legge 4 Gennaio 1880 n. 5222, (Serie 2). 
Sulla proposta del ministro delle Finanze. 
Udito il parere del consiglio di Stato e sentito il Consiglio 
dei ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 

È approvato 1' unito regolamento firmato d' ordine nostro dal 
ministro delle finanze, per la formazione di un catasto a base di 
misura e di stima, allo scopo della perequazione dell' imposta 
fondiaria, nel compartimento modenese. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 



- 63 — 

Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei de- 
creti del Regno d' Italia, mandando a chiunque spetti di osser- 
varlo e di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 8 giugno 1882. 

UMBERTO. 

Registrato alla Corte dei conti 

addì 3 luglio 1882 

Reg.o 121 Atti del Governo a fp 50 

Ayres. 

{Luogo del Sigillo) 

V. Il Guardasigilli 

G. Zanardelli 

A. Magliani. 



REGOLAMENTO 

per la perequazione dell'imposta fondiaria 
nel compartimento modenese 



TITOLO I. 
Principi e norme fondamentali del nuovo catasto. 

Art. 1. 

Il nuovo catasto dei terreni del compartimento modenese, or- 
dinato con la legge del 4 Gennaio 1880, sarà formato a base di 
misura e di stima, secondo i principii e le norme seguenti. 

Art. 2. 

La misura ha per oggetto di rilevare la figura e di determi- 
nare la estensione superficiale delle singole proprietà e delle di- 
verse qualità di coltura colla formazione di mappe collegate a 
punti trigonometrici. 

Art. 3. 

La stima ha per iscopo di determinare la rendita netta dei 
terreni, mercè 1' applicazione di tariffe, le quali esprimano, per 



— 64 — 

ciascuna qualità di coltura e per grado di feracità o classe, la 
rendita di un ettare. 

Art. 4. 

I fabbricati rurali si valutano in ragione del fitto reale o pre- 
sunto, ridotto del 30 per cento per le spese di manutenzione. 



Art. 



o. 



La rendita dei terreni si determina in base al loro fitto ed 
in mancanza di contratti d' affìtto normali, colla valutazione dei 
prodotti depurata dalle spese di cui agli articoli 95 e 96. In questo 
caso serviranno di criterio per gli opportuni confronti le risul- 
tanze dei contratti di compra e vendita. Dalla rendita dei terreni 
va dedotta una quota percentuale pei fabbricati rurali. 

Non ha luogo alcuna detrazione per decime, canoni, livelli, 
diritti di pascolo, debiti e pesi ipotecari, compensi e simili, e per 
fitti di acque. 

Art. 6. 

Non si determina alcuna rendita a termini dell' articolo 40 
della legge 14 Luglio 1864, n. 1831 : 

1.° pei fabbricati destinati all' esercizio dei culti ammessi 
nello Stato. 

2.° pei cimiteri e loro dipendenze, sieno terreni o fabbricati; 

3.° pei fabbricati e terreni demaniali dello stato costituenti 
le fortificazioni militari e loro dipendenze ; 

4.° per l'alveo dei fiumi e dei torrenti, per la superfìcie dei 
laghi pubblici, per le spiaggie, le roccie, le ghiaie, le sabbie nude 
e gli altri terreni per propria natura affatto improduttivi ; 

5.° per le strade nazionali, provinciali, comunali, per le 
piazze, i ponti non soggetti a pedaggio, e in generale per tutti 
gli immobili di proprietà dello Stato sottratti alla produzione per 
un pubblico servizio gratuito. Fra le strade comunali si inten- 
dono comprese le strade soggette alla sorveglianza dei comuni 
menzionate agli articoli 18 e 19 della legge 20 marzo 1865, al- 
legato F. 

Art. 7. 

La misura delle proprietà, la loro divisione in colture e l'as- 



-as- 
segnazione a ciascun appezzamento della rispettiva classe è ese- 
guita da periti rilevatori e stimatori diretti e sorvegliati da ispet- 
tori e sotto-ispettori. Sovraintende a tutti la direzione generale 
delle imposte dirette. 

Art. 8. 

Una giunta tecnica è incaricata della formazione delle tariffe 
di stima, e la decisione dei reclami è affidata : 

a) ad una commissione censuaria comunale : 

b) ad una commissione censuaria provinciale ; 
e) ad una commissione censuaria centrale. 

TITOLO IL 

Dei funzionari e delle commissioni concorrenti 
alla formazione del catasto. 

Capitolo I. 
Della giunta tecnica. 

Art. 9. 

La giunta tecnica è composta di sette periti, tre nominati dai 
consigli provinciali del compartimento, e quattro dal Ministero 
delle Finanze, fra i quali lo stesso ministro designa il presidente. 

Art. 10. 

La giunta tecnica ha il mandato : 

a) di accertare le qualità di coltura esistenti nei singoli 
comuni del compartimento ; 

b) di distinguere ognuna di esse in varie classi, secondo i 
diversi gradi di feracità; 

e) di determinare la rendita netta per ciascuna qualità e 
classe ed in ragione di un ettare. 

Art. 11. 

Per compiere il suo mandato la giunta tecnica : 

a) richiede agli uffici pubblici e consorziali i dati e i do- 
cumenti che le occorrono, e che le verranno gratuitamente ri- 
lasciati : 



b) accede alle proprietà ; 

e) chiama presso di sé, per consultarla, qualunque persona 
crede atta a fornirle informazioni. 

Capitolo IL 
Della commissione censuaria comunale. 

Art. 12. 

La commissione censuaria comunale è composta di 5 o 7 o 
9 persone secondo 1' importanza e le condizioni speciali del co- 
mune. 

Ai componenti la commissione sono aggiunti due supplenti, i 
quali come gli effettivi vengono scelti fra i possidenti più noti 
per esperienza e probità. 

La commissione elegge fra i suoi componenti il presidente. 

Art. 13. 

Il consiglio comunale, determinato giusta il precedente arti- 
colo il numero dei componenti la commissione censuaria, procede 
alla loro nomina in sessione straordinaria, alla quale interver- 
ranno anche per mezzo di rappresentanti i maggiori contribuenti 
all' imposta dei terreni in numero eguale a quello dei consiglieri 
comunali e con diritto di voto. 

Nel numero dei maggiori contribuenti vengono pure compresi 
gli enti morali. 

Art. 14 

Per V adempimento di quanto è disposto dal precedente ar- 
ticolo il prefetto della provincia invita le giunte comunali a for- 
mare entro 15 giorni un elenco dei maggiori contribuenti all'im- 
posta dei terreni in numero eguale a quello dei consiglieri in 
carica. 

Il detto elenco rimane affìsso all' albo pretorio per 15 giorni 
entro i quali è ammesso ricorso alla deputazione provinciale. 
Trascorsi i 15 giorni e decisi i reclami, il sindaco entro li 10 
giorni successivi convoca in seduta straordinaria i consiglieri co- 
munali ed i predetti maggiori estimati con lettera da consegnarsi 
almeno 5 giorni prima della adunanza. 



- 67 - 

Nella lettera, oltre del giorno della riunione, si dovrà indi- 
care che, ove la prima adunanza non riesca legale per man- 
canza di numero, se ne terrà 5 giorni dopo una seconda, le di 
cui deliberazioni saranno valide per qualsiasi numero degli in- 
tervenuti. 

I maggiori estimati possono farsi rappresentare da speciali 
incaricati muniti di mandato risultante anche da semplice dele- 
gazione sulla stessa lettera di invito colla firma autenticata dal 
sindaco. 

Art. 15. 

Quando i comuni non adempiano alle prescrizioni dei prece- 
denti articoli, il prefetto designa d' ufficio le persone che devono 
comporre le commissioni censuarie comunali. 

Art. 16. 

II sindaco notifica agli eletti la loro nomina, e ne fa pubbli- 
care i nomi. 

Possono non accettare Y incarico i senatori, i deputati al par- 
lamento, i consiglieri di Stato, della corte dei conti e tutti i membri 
della magistratura giudiziaria. 

Possono egualmente non accettare P incarico coloro che non 
hanno la residenza nel territorio del comune ; le persone inette 
all' ufficio per infermità, e coloro che hanno compiti 65 anni di età. 

Coloro che rifiutano P incarico incorrono in una pena pecu- 
niaria da lire 20 a 200 da applicarsi giusta le norme delle leggi 
vigenti. 

Sono considerati rifiutanti P incarico quelli che entro 8 giorni 
dalla lettera di notificazione della nomina non rispondono, e quelli 
che non intervengono ad alcuna delle tre prime adunanze della 
commissione. 

Art. 17. 

La commissione comunale rimane in carica per tutta la du- 
rata delle operazioni catastali ; né cessa dalle sue funzioni per lo 
scioglimento del consiglio comunale. 

Essa ha il mandato : 

a), di indicare alla giunta tecnica le colture esistenti nel 
comune e il numero delle classi in cui a suo avviso ciascuna 



— 68 - 

coltura può essere divisa, nonché di somministrarle in via orale 
o scritta tutte le ulteriori notizie che fossero per occorrerle ; 

b) di procedere alla scelta degli indicatori che devono as- 
sistere e prestare il loro concorso alle operazioni censuarie ; 

e) di ricorrere tanto in via assoluta che comparativa in 
prima istanza alla commissione censuaria provinciale, ed in se- 
conda istanza alla centrale contro la qualificazione e la cassa- 
zione dei terreni e le relative tariffe di estimo determinate dalla 
giunta tecnica ; 

d) di concorrere col perito stimatore in contradditorio delle 
commissioni dei comuni limitrofi o loro delegati alla ricognizione 
dei confini territoriali ; 

e) di dirigere e sorvegliare la delimitazione della proprietà 
a senso del titolo III, capriolo III ; 

f) di assistere, ove richiesta, il perito stimatore nelle sue 
operazioni ; 

g) di decidere in prima istanza i reclami dei possessori di 
cui all' art. 116. 

Per le attrihuzioni di cui alle lettere e?, e, f, la commissione 
può delegare uno o più dei suoi componenti. 

Art. 18. 

I commissari effettivi e supplenti, che senza preavviso e senza 
giustificati motivi non intervengono alle adunanze della commis- 
sione, ed impediscono colla loro assenza di deliberare per man- 
canza di numero, incorrono ogni volta nella pena pecuniaria da 
lire 5 a 20 da applicarsi secondo le norme delle leggi vigenti. 

II presidente della commissione trasmette al prefetto il pro- 
cesso verbale, da cui risultano i rifiuti e le assenze dei commis- 
sari effettivi e supplenti. 

Il prefetto, esaminate le circostanze di fatto, rimette, se crede, 
il verbale all' autorità giudiziaria, onde proceda all' applicazione 
della pena. 

Art. 19. 

In caso di assenza o di impedimento del presidente, assume 
la presidenza dell' adunanza quello fra li commissari effettivi 



- 69 - 

presenti, che ha ottenuto maggior numero di voti nelle elezioni, 
e a parità di voti il più anziano d' età. 

Art. 20. 

Quando la commissione, malgrado ripetuti inviti, non adem- 
pia al suo mandato, sul rapporto dell' ispettore del catasto, sen- 
tite le spiegazioni e il parere della deputazione provinciale, il 
prefetto può con decreto motivato ordinarne lo scioglimento e 
promuoverne la rinnovazione. 

Capitolo III. 
Della commissione censuaria provinciale. 

Art. 21. 

La commissione censuaria provinciale risiede nel capo-luogo 
della provincia ed è composta: 

a) del prefetto della provincia o da chi per esso, che la 
presiede ; 

b) di un delegato effettivo con un supplente nominato dal 
ministro delle finanze ; 

e) di due delegati effettivi con un supplente, nominati dal 
consiglio provinciale ; 

d) dell' ispettore provinciale delle imposte dirette ; 

e) del perito nominato dal consiglio provinciale per la giunta 
tecnica ; 

f) di uno dei quattro periti nominati per la stessa giunta 
dal ministro delle finanze. 

L' ispettore del catasto può assistere alle sedute della com- 
missione provinciale, ma senza voto deliberativo. 

Art. 22. 

La commissione provinciale decide in prima istanza i reclami 
delle commissioni comunali sulle tariffe a termini dell'articolo 17, 
lettera e, ed in seconda ed ultima istanza i reclami dei posses- 
sori e del perito stimatore contro i giudizi della commissione co- 
munale. 



- 70 - 

Capitolo IV. 
Della commissione censuaria centrale. 

Art. 23. 

La commissione censuaria centrale è composta: 

a) di un consigliere di stato che la presiede ; 

b) di un membro del consiglio superiore dei lavori pubblici ; 
e) di un delegato del ministero di agricoltura, industria e 

commercio ; 

d) del direttore generale delle imposte dirette e del catasto ; 

e) di due impiegati superiori tecnici della direzione gene- 
rale predetta delle imposte dirette e del catasto ; 

f) di tre altre persone scelte dal ministro delle finanze fra 
le più esperte della materia. 

Art. 24. 

La commissione centrale decide definitivamente i ricorsi sulle 
tariffe delle commissioni comunali e della giunta tecnica contro 
le deliberazioni della commissione censuaria provinciale, come 
all' articolo 106, ed ha sede presso il ministero delle finanze. 

Però il ministro delle finanze, in seguito a reclamo a lui pre- 
sentato, potrà richiedere alla commissione stessa un secondo giu- 
dizio che sarà irrevocabile. 

La commissione centrale sarà inoltre consultata sui quesiti che 
fossero proposti o dalla direzione generale delle imposte dirette, 
o dalla giunta tecnica o dalle commissioni. 



Capitolo V. 

Disposizioni comuni alle diverse commissioni 

ed alla Giunta tecnica. 

Art. 25. 

Non possono far parte della stessa commissione gli ascendenti 
e discendenti, lo suocero, il genero, ed i fratelli, e nessuno può 
appartenere a più commissioni. 



- 71 - 

Art. 26. 

La giunta tecnica e le tre commissioni censuarie avranno un 
segretario. 

Quello della giunta tecnica sarà nominato dal ministro delle 
finanze ; quello della commissione censuaria comunale sarà scelto 
dal sindaco fra gli impiegati del comune ; quello della commis- 
sione provinciale sarà scelto dal prefetto fra gli impiegati della 
intendenza, e quello della centrale dal ministro delle finanze fra 
gli impiegati della direzione generale delle imposte dirette e del 
catasto. 

Art. 27. 

La giunta tecnica e le commissioni non possono deliberare 
se non è presente la metà più uno dei rispettivi componenti. 

Esse deliberano a maggioranza assoluta di voti, e in caso di 
parità si astiene il componente meno anziano d' età, purché non 
sia relatore. 

Art. 28. 

I componenti le commissioni si asterranno dal prendere parte 
alle deliberazioni riguardanti l'interesse proprio e quello dei loro 
congiunti ed affini sino al terzo grado civile di parentela. 

Art. 29. 

I supplenti devono intervenire alle adunanze delle commis- 
sioni sia per tenersi in corrente sulP andamento delle operazioni 
che per fornire schiarimenti e coadiuvare le commissioni stesse 
nei loro lavori ; però non hanno voto deliberativo che in assenza 
dei delegati effettivi ; delle quali assenze ne sarà sempre fatta 
menzione nei verbali. 

Art. 30. 

L' invio dei reclami alle commissioni, o delle decisioni di esse 
alla giunta tecnica od al perito stimatore, viene fatto con elenco 
in due esemplari, uno dei quali firmato dal consegnatario è re- 
stituito al mittente con ricevuta. Presso le commissioni deve es- 
sere tenuto un registro nel quale vengono annotati la data, l'ar- 
rivo dell' elenco di cui sopra, il numero dei reclami, e il nome 



- 72 - 

dei reclamanti. In altro registro sono indicate le deliberazioni, le 
quali saranno poi sottoscritte da coloro che vi presero parte, e 
dal segretario. Il giudizio delle commissioni sui richiami dev'esser 
motivato, e pronunziato possibilmente entro 30 giorni dalla loro 
presentazione. 

Art. 31. 

Per risolvere i reclami le commissioni sono autorizzate a pro- 
cedere a visite locali, alle quali deve essere invitato il ricorrente 
almeno tre giorni prima della visita. 

Le commissioni devono inoltre sentirlo in persona quando ne 
abbia presentala domanda, facendo constatare l'invito dagli atti. 

Art. 32. 

Nel caso che per morte e per altra cagione venga a man- 
care taluno dei componenti la commissione si provvedere alla 
sostituzione giusta le norme ordinarie prestabilite. 

Art. 33. 

I presidenti delle commissioni firmano il carteggio ufficiale 
distribuiscono il lavoro, curano 1' osservanza dei termini, e ri- 
spondono della conservazione dei documenti. 

Capitolo VI. 
Degli ispettori, sotto-ispettori e penti. 

Art. 34. 

Per la sorveglianza dei lavori di cui all' art. 7 ogni provincia 
avrà un ispettore, ed ogni circondario un sotto-ispettore, il quale 
dipenderà dall' ispettore della provincia a cui appartiene il cir- 
condario. La nomina di questo personale sarà fatta dal ministro 
delle finanze. 

I locali di uffizio, i mobili ed i mezzi di riscaldamento per 
gli ispettori e sotto-ispettori saranno somministrati dalle provincie. 

Art. 35. 

I periti rilevatori saranno distribuiti in squadre, ognuna delle 
quali consterà di due ingegneri, di cui uno capo-squadra, di uno 



— 73 - 

scrittore, di due porta-stadia, di un indicatore e di un uomo di 
servizio quando occorra. 

I porta-stadia e gli uomini di servizio sono scelti dal capo- 
squadra, che ne propone la mercede da determinarsi dal comune 
a termini dell' art. 4 a) della legge. 

La scelta dell' indicatore e la determinazione della di lui mer- 
cede è di spettanza della commissione censuaria comunale. 

Art. 36. 

I periti rilevatori ed i periti stimatori di cui all' art. 7 do- 
vranno essere ingegneri o periti agrimensori. Essi saranno sot- 
toposti ad un esame, che pei periti rilevatori verserà sulla geo- 
metria pratica e specialmente sulla celerimensura, e per gli sti- 
matori sulla geometria pratica e sulla stima dei fondi rustici. 

Gli esami si terranno davanti ad una commissione nominata 
dal ministro delle finanze, la quale farà dei concorrenti rico- 
nosciuti idonei due graduatori e, V una dei periti rilevatori, P altra 
dei periti stimatori. 

II programma dell' esame è stabilito dal ministro delle finanze, 
e dal medesimo ministro sarà pur fatta la nomina dei periti ri- 
levatori e stimatori seguendo le graduatorie della predetta com- 
missione esaminatrice. 

Art. 37. 

Possono essere senza esame nominati periti stimatori quelli 
che da tre anni servono Y amministrazione catastale, e rilevatori 
quando consti che abbiano operato coi metodi celerimetrici. 

Art. 38. 

Quando occorra di sostituire stabilmente dei periti o di chia- 
marne in servizio temporaneo, il ministro delle finanze prowe- 
derà scegliendo nella graduatoria di cui all'art. 36, e nel caso 
di deficienza provvederà intimando un nuovo concorso per esame 
colla modalità prescritta nel medesimo articolo. 

Art. 39. 

I periti rilevatori devono provvedersi a proprie spese degli 
istrumenti che possono occorrere e che verranno adottati tanto 



- 74 - 

pei lavori di campagna che di tavolo, esclusi gli strumenti di 
precisione, che saranno forniti dal governo con obbligo di resti- 
tuzione. 

Art. 40. 

Giusta Y alinea b) dell' art. 4 della legge 4 gennaio 1880 ad 
ogni comune spetta di provvedere i periti di alloggio e di mezzi 
di trasporto nelP interno del comune per le operazioni catastali ; 
Y alloggio consisterà in una camera conveniente per ciascun pe- 
rito con mobilie, e biancheria. 

Per Y alinea e) dello stesso art. 4 il comune dovendo prov- 
vedere al locale d' ufficio, questo sarà un solo per ogni comune, 
e di ampiezza sufficiente in rapporto al numero dei periti, ed il 
comune stesso dovrà provvederlo di mobilio e di mezzi di ri- 
scaldamento. 

I locali d' ufficio coi relativi mobili e mezzi di riscaldamento 
per gli ispettori e sotto-ispettori sono forniti a termini dello stesso 
articolo 4 dalle rispettive provincie. 

Art. 41. 

Le operazioni di rilevamento e tutti i laveri suscettibili di 
verificazione e sorveglianza immediata possono essere date a cot- 
timo. 

In questo caso anche i comuni potranno mettersi d' accordo 
coi cottimisti per la quota di spesa, che loro spetta. 

TITOLO III. 
Delle operazioni clie precedono il rilevamento. 

Capitolo I. 
Delle reti trigonometriche. 

Art. 42. 

Pel rilievo e pel collegamento delle mappe saranno formate 
reti trigonometriche appoggiate ai vertici delle reti geodetiche 
stabilite dall' istituto topografico militare. 

Saranno impartite speciali istruzioni intorno alla formazione 
delle nuove reti, al calcolo delli suoi elementi e delle coordinate 



— 75 — 

rettangolari, alla conservazione dei punti sul terreno, ed alle ve- 
rifiche delle operazioni. 

Art. 43. 

La spesa del personale tecnico destinato alle operazioni tri- 
gonometriche è a carico del governo, e quelle del personale di 
servizio, della provvista e del collocamento dei segnali, e dei 
termini trigonometrici è a carico della rispettiva provincia. 

Capitolo IL 
Della delimitazione dei territori comunali. 

Art. 44. 

Le operazioni relative alla delimitazione dei territori comu- 
nali comprendono. 

l.° la ricognizione delle linee di confine dei comuni ; 
2.° il collocamento dei termini territoriali ove manchino; 
3.° la compilazione dei processi verbali. 

Art. 45. 

La ricognizione dei confini territoriali si fa dal perito rilevatore 
capo-squadra in compagnia di delegati della commissione cen- 
suaria comunale, e dei comuni limitrofi. 

L' assenza di questi ultimi, quando sieno stati regolarmente 
invitati, e le contestazioni non ancora risolute sulle linee di con- 
fine, non sospendono il corso delle operazioni. I terreni conte- 
stati sono intanto compresi nel comune che ne ha il possesso di 
fatto. 

Art. 46. 

Riconoscendo la mancanza di qualche termine o segnale, o 
1' opportunità di aggiungerne altri sulle linee non contestate, il 
perito rilevatore coli' intervento dei delegati delle commissioni co- 
munali procederà al piantamento dei nuovi termini a spese co- 
munali. 

Art. 47. 

I risultati delle ricognizioni anzidette sono dal perito rileva- 
tore rappresentante con tipo dimostrativo, e descritti in un prò- 



- 76 - 

cesso verbale firmato in concorso dei delegati delle commissioni 
comunali. 

Capitolo III. 
Della delimitazione della proprietà. 

Art. 48. 

Tre mesi prima del principio del rilevamento il sindaco ne dà 
avviso agli abitanti del comune con manifesto da pubblicarsi in 
due domeniche successive, e invita i possessori dei fondi a deli- 
mitare le loro proprietà in contradditorio dei possessori dei fondi 
limitrofi, a definire fra loro le contestazioni già esistenti o che 
in quella occasione sorgessero sui confini, ed a piantare i ter- 
mini necessarii per fissarli in modo stabile. 

Le dette operazioni sono dirette e vigilate da un delegato 
della commissione comunale, e pei comuni divisi in frazione, ove 
lo si reputi conveniente, da un delegato per ciascuna frazione. 

Art. 49. 

I proprietari, a giorno ed ore fisse, vengono dai delegati in- 
vitati a trovarsi sulla faccia del luogo mediante lettere che sa- 
ranno loro recapitate dal messo comunale almeno 5 giorni prima 
di quello fissato per la convocazione. Il delegato assiste i pro- 
prietari nella delimitazione delle loro proprietà, vigilando a che 
tutte le linee di confine sieno determinate in modo certo e sta- 
bile, mediante un sufficiente numero di termini. Se le parti non 
ne sono allora provviste il delegato procura che di comune ac- 
cordo piantino provvisoriamente dei picchetti, per indi ridurre i 
punti ove i termini devono essere posti. Il collocamento dei ter- 
mini avrà luogo, al più tardi, 15 giorni dopo. 

Sorgendo contestazioni sulla delimitazione, il delegato procura 
di com porle all' amichevole, o di farle definire da arbitri scelti 
dai contendenti preferibilmente fra i proprietari presenti. 

Art. 50. 

Quando la linea di confine viene in tutta la lunghezza deter- 
minata da un muro o da una strada pubblica non è necessario 
di piantare termini. 



- 77 - 

Quando la linea di confine è determinata da un palancato, 
da uno steccato, da un fosso, da una siepe, ecc. si piantano alle 
sue estremità due termini soltanto, ed in modo da indicare a chi 
appartiene il palancato, lo steccato, il fosso, la siepe, ecc. 

Quando la linea di confine va ad incontrare il ciglio di una 
strada pubblica basta piantare i termini sui punti prossimi al- 
l' incontro del ciglio stesso. 

Art. 51. 

I proprietari nelle operazioni di delimitazione possono farsi 
rappresentare da altra persona, il di cui mandato può risultare 
anche da semplice lettera privata colla firma del proprietario 
autenticata dal sindaco. 

II inandato si presume nel comproprietario indiviso, nei ge- 
nitori, nel figlio, nel coniuge, nel fratello, nello zio, nel nipote, 
nel fattore o agente, nel fittaiuolo, e nel colono, che si presen- 
tino muniti della lettera di convocazione indirizzata al proprie- 
tario. 

I minori e gli interdetti sono rappresentati dai rispettivi tu- 
tori, e gli enti morali dai rispettivi amministratori e loro inca- 
ricati. 

Art. 52. 

Scorsi i 15 giorni di cui all' articolo 49, il delegato fa di 
nuovo la ricognizione dei contorni delle proprietà della sezione 
in tutti i luoghi ove furono provvisoriamente collocati i picchetti, 
e quando essi non fossero per anco stati surrogati da termini di- 
spone che vi sieno collocati d' ufficio. 

II comune potrà farsi rimborsare dalle parti le spese soste- 
nute per il piantamento dei termini mancanti. 

TITOLO IV. 
Del rilevamento. 

Capitolo I. 
Della definizione e determinazione degli appezzamenti. 

Art. 53. 
Si ritiene come appezzamento da rilevarsi distintamente e da 



-78- 
segnarsi con un numero progressivo quella determinata porzione 
di terreno o quella costruzione che è situata nello stesso comune, 
appartiene allo stesso possessore, ed ha una stessa qualità di col- 
tura o la stessa destinazione. Sono perciò considerate come ap- 
pezzamenti distinti : 

a) Le singole parti di una stessa proprietà, sebbene conti- 
gue quando differiscono fra loro per qualità di coltura ; 

b) i fabbricati colle loro dipendenze, come cortili, pozzi, aie 
e simili ; 

e) Y area circoscritta delle linee esterne delle fortezze dello 
Stato, delle chiese e dei cimiteri ; 

d) le cave, le miniere, le terre salifere, e gli stagni di 
acqua salsa unitamente ai terreni da loro dipendenti : 

e) le strade ferrate colle loro dipendenze, non compresi i 
fabbricati di cui alla lettera b ; 

f) le strade ed i ponti soggetti a pedaggio ; 

g) le strade private quando non appartengono ai possessori 
dei terreni fronteggianti ; 

h) gli argini principali lungo i fiumi ed i torrenti. 

Art. 54. 

Le strade private, i canali, i rivi, i fossi, e i collettori pri- 
vati delle acque di scolo si considerano far parte degli appezza- 
menti che attraversano ; e quando sieno divisori di appezzamenti 
spettanti a diversi possessori si attribuiscono per metà a ciascuna 
di esse, semprechè non risulti altrimenti dalle indicazioni dei 
possessori. 

Art. 55. 

Sono da rilevarsi senza che costituiscano distinti appezzamenti 
da numerizzarsi : 

a) le strade e le piazze pubbliche di cui all' art. 6 ed i 
laghi, gli stagni, i serbatoi, ed i corsi d' acqua che non sono di 
proprietà privata ; 

b) le fontane pubbliche e i monumenti nazionali. 

Art. 56. 
Ogni appezzamento è rilevato e qualificato nello stato di col- 



- 79 - 

tura o di destinazione nel quale trovasi all' atto del rilevamento, 
e giusta la nomenclatura di cui alla tabella, allegato A. 

Tuttavia i terreni che al tempo suddetto sieno in via di ri- 
duzione a nuova e migliore coltura vengono rilevati e descritti 
secondo la natura e la destinazione che avevano precedentemente. 

Capitolo IL 
Della intestazione dei possessori. 

Art. 57. 

Nei libri censuari di ciascun comune i fondi collocati nel 
territorio di esso sono intestati ai rispettivi possessori, quali 
vengono indicati all' atto del rilevamento. 

I beni in contestazione vengono intestati all' attuale posses- 
sore di fatto con indicazione della vertenza. 

Art. 58. 

I beni in libera amministrazione e pieno godimento dei ri- 
spettivi possessori si indicano sotto il cognome, il nome e la pa- 
ternità dei possessori stessi. 

Le donne, se nubili, si indicano col cognome del padre, e 
se maritate o vedove si aggiunge il cognome ed il nome del 
marito. 

Qualora una persona abbia più cognomi, questi si scrivono 
di seguito neh" ordine, in cui essa suole firmare. 

Art. 59. 

La comproprietà e la comunione dei beni si indica col co- 
gnome, col nome e colla paternità dei singoli comproprietari da 
iscriversi successivamente e per ordine alfabetico. Qualora taluno 
dei possessori in comune percepisca una quota-parte determinata 
di prodotti al nome di esso si aggiunge l' indicazione della ri- 
spettiva quota. 

Art. 60. 

Nei casi di enfiteusi o livello, usufrutto, diritto di uso o di 
abitazione, la intestazione porta in linea principale il cognome, 
il nome e la paternità dei rispettivi enfiteuti o livellari, usufrut- 



- 80 - 

tuari od usuari, e in linea seconda il cognome, il nome e la 
paternità di chi ha la proprietà nuda ed il dominio diretto. 

Art. 61. 

I minori, gli assenti, gli interdetti e gli inabilitati si inscri- 
vono in linea principale sotto il particolare loro cognome, nome 
e paternità, ed in via secondaria col cognome, col nome e colla 
paternità dei rispettivi tutori, curatori od amministratori. 

Art. 62. 

Neil' intestazione delle eredità giacenti e di altre proprietà 
provviste temporaneamente d' amministratore legale si indica in 
via principale il cognome, nome e la paternità del precedente 
possessore, e in via secondaria il cognome, il nome e la pater- 
nità del rispettivo amministratore. 

Ari. 63. 

Gli enti morali si inscrivono colla particolare loro denomi- 
nazione o destinazione, aggiungendo quelle indicazioni secon- 
darie che valgono a distinguere in modo preciso gli uni dagli 
altri. 

Gli enti morali ecclesiastici, i beni dei quali sono posseduti 
dai rispettivi beneficiati od investiti, si iscrivono primieramente 
col titolo e colla denominazione dell'ente, in secondo luogo col 
cognome e col nome di quelli che li posseggono. Nel caso di 
benefìcio vacante, i beni si iscrivono in linea principale all'ente 
cui spettano, e in linea secondaria all'economato generale dei 
benefizi vacanti. 

I beni appartenenti allo Stato si iscrivono sotto la denomi-- 
nazione di Demanio dello Stato. 

Art. 64. 

Nel caso di omonimia di più possessori si aggiunge la pro- 
fessione, il sopranome, il luogo di nascita od altra indicazione 
che valga a distinguere 1' un possessore dagli altri. 

Per la designazione esemplificata dei possessori veggasi 1' al- 
legato B. 



- 81 - 

Capitolo III. 
Dell'accertamento dei possessori e dei loro possessi. 

Art. 65. 

I periti rilevatori per avere le più precise indicazioni delle 
proprietà invitano mano mano i singoli possessori a trovarsi a 
giorno ed ora determinata sui loro fondi. 

Gli avvisi sono spediti almeno due giorni innanzi col mezzo 
di servienti o messi comunali, i quali notano in apposito elenco 
le persone a cui li hanno consegnati. 

Art. 66. 

Nei giorni ed ora fissati il perito rilevatore, assistito da un 
indicatore dato dal comune, si reca sul fondo e quivi procede 
alla perlustrazione del perimetro delle singole proprietà seguendo 
le indicazioni che gli sono fornite dai possessori intervenuti, e 
raccogliendo tutti quei dati che verranno stabiliti da relative 
istruzioni. 

Art. 67. 

Se non ostante le disposizioni del titolo III, capitolo III, fosse 
rimasta tuttavia pendente taluna contestazione sui confini, il pe- 
rito rilevatore interpone i suoi buoni uffici per comporle ami- 
chevolmente senza però ritardare il corso delle operazioni. 

In caso di non seguita conciliazione terrà nota dei possessi 
controversi. 

Art. 68. 

Saranno provvisoriamente attribuite al demanio dello Stato 
gli appezzamenti dei quali il perito rilevatore, malgrado tutte le 
possibili indagini, non abbia potuto conoscere i possessori. 

Capitolo IV. 
Delle operazioni di misura. 

Art. 69. 
Nelle operazioni del rilievo degli appezzamenti, esclusLi me- 

6 



- 82 - 

todi meramente grafici, si terrà di preferenza il sistema moderno 
della celeriniensura. 

Art. 70. 

Non sono rilevate le strade che appartengono al proprietario 
del fondo che attraversano, se non hanno carattere permanente, 
né i corsi d' acqua non divisori di appezzamenti se non hanno 
una direzione costante, ed una larghezza di oltre un metro. 

Art. 71. 

Nei comuni già provveduti di mappa le predette operazioni 
sono limitate a quelle meramente necessarie, affinchè il catasto 
riesca in tutto conforme alle prescrizioni del presente regola- 
mento. 

Art. 72. 

Le operazioni di rilevamento di cui ai precedenti articoli 
sono altresì estese ai fabbricati civili riuniti in città, borghi, 
villaggi, o sparsi per la campagna, sebbene già soggetti all' im- 
posta di quotità stabilita dalla legge 26 gennaio 4865, n. 2136, 
quando non se ne possegga la mappa o la si abbia di antica 
data, queste aree saranno dedotte da quelle degli appezzamenti 
entro cui si troveranno contenute. Sarà rilevato soltanto il peri- 
metro esterno dei centri urbani, o aggregati di fabbricati dei 
quali sia stata di recente formata o messa a giorno la mappa. 

Art. 73. 

Nelle mappe rilevate col sistema della celeriniensura oltre ai 
perimetri degli appezzamenti dovranno essere tracciate tutte le 
linee di costruzione che hanno servito a rilevarle, nonché i nu- 
meri indicanti le loro lunghezze e la grandezza degli angoli 
misurati. 

Le scale delle mappe saranno nel rapporto di 1 : 2000, ed i 
fogli su cui si disegnano saranno eguali e di forma rettangola. 
Laddove alcune parti del terreno sieno frazionate in piccoli ap- 
pezzamenti se ne faranno degli allegati nella scala di 1 : 1000, 
ed anche occorrendo di 1 : 500. 

Ogni foglio di mappa porta un numero d' ordine progressivo 



- 83 - 

e viene datato e sottoscritto dal perito, e munito del visto del- 
l' ispettore, e del sotto-ispettore. 

Art, 74 

Per ogni comune si forma il quadro di insieme dei fogli 
che compongono la mappa, e in esso si scrive la denominazione 
del comune e delle circoscrizioni amministrative in cui è com- 
preso, e si disegnano la linea territoriale, i contorni di ciascun 
foglio, le principali strade, i corsi d' acqua, e il perimetro delle 
città, borghi, villaggi, casali ecc. 

Pei quadri d' insieme la scala sarà regolata a seconda della 
ampiezza del comune. 

Art. 75. 

Contemporaneamente al rilievo della mappa il perito compila 
la tavola censuaria indicandovi per ciascun appezzamento : 

a) il numero con cui è segnato nella mappa; 

b) il numero subalterno pei fabbricati divisi fra più pos- 
sessori ; 

e) il possessore di essa all' atto del rilevamento, ed il modo 
di possesso; 

d) la sua denominazione d' uso o quella del luogo dove è 
posta ; 

e) la qualità di coltura o la destinazione delle aree. 
Nella tavola censuaria sono inoltre predisposte le colonne 

occorrenti per la indicazione della superficie dell' appezzamento, 
per F altimetria dei punti rilevati per l' iscrizione della rendita, 
e per 1' applicazione del grado consorziale quando ne sia il caso. 

Art. 76. 

In base alla tavola censuaria è formato 1' elenco alfabetico 
dei possessori coi rispettivi numeri di mappa, dai quali si de- 
sume la matricola di cui all' articolo 139. 

Art. 77. 

Compiuta la mappa questa viene verificata da speciale dele- 
gato ministeriale col concorso di delegati della commissione cen- 
suaria comunale, secondo le norme che verranno stabilite da 



- 84 - 

apposite istruzioni, nelle quali si determineranno le tolleranze 
da ammettersi nelle misure lineari. 

Art. 78. 

I fogli di mappa che presentassero gravi errori e differenze 
superiori alle tolleranze accordate sono immediatamente rinnovati, 
e la relativa spesa salvo le reciproche loro ragioni giuridiche è 
posta a carico per sette decimi del perito rilevatore, per- due 
decimi del sotto-ispettore del circondario, e per un decimo del- 
l' ispettore provinciale. 

A guarentigia del rimborso di tali quote di spesa sulla re- 
tribuzione mensile dei periti sarà fatta la ritenuta del 10 per 
cento, su quella dei sotto-ispettori del 6 per cento e su quella 
degli ispettori del 3 per cento. 

Art. 79. 

Verificata la mappa e riconosciuta accettabile, le aree degli 
appezzamenti si determinano mediante i numeri dei quali, a 
senso dell' articolo 73 ogni mappa dev' essere munita qualora 
sia stata rilevata col sistema della celeriniensura, od in caso di- 
verso col planimetro polare o con qual' altro metodo si venisse 
a riconoscere più conveniente. 

Le tolleranze per la verificazione del calcolo delle aree sa- 
ranno determinate da apposite istruzioni. 

TITOLO V. 
Della formazione delle tariffe e dei relativi reclami. 

Capitolo I. 
Della qualificazione. 

Art. 80. 

La qualificazione ha per oggetto di distinguere i terreni in 
ciascun comune secondo la varia loro coltura o produzione spon- 
tanea o destinazione, giusta la nomenclatura e le definizioni di 
cui nella tabella allegato A. 

Esistendo in qualche territorio una coltivazione non compresa 
nella tabella, vi si dovrà aggiungere. 



- 85 



Art. 81. 



I terreni sono di qualità semplice, se danno soltanto prodotto 
di suolo o di soprassuolo : sono invece di qualità mista se danno 
ad un tempo stesso prodotto di suolo e di soprassuolo, purché 
entrambi di qualche importanza. 

Non costituiscono qualità mista né poche piante, ancorché da 
frutto, sparse sui fondi, né le file di alberi o siepi all' intorno, 
quand' anche fossero gelsi, ulivi e simili. 

I diversi prodotti che si ottengono dalla rotazione agraria 
non valgono a costituire qualità distinte, ma si ritengono tutti 
compresi in quella generica predominante di seminativo, ri- 
saia, ecc. 

Art. 82. 

Si fanno qualità subalterne distinte : 

a) dei terreni posti in piano, in colle, in monte, in alpe; 

b) dei terreni non difesi da argini ; 

e) dei boschi soggetti a servitù forestale. 

Quando un comune sia tutto in piano, in colle o in monte 
basta indicarlo sul frontispizio della tavola censuaria. 

Non si fanno qualità distinte dei terreni destinati ad eccezio- 
nali coltivazioni, essi vengono assimilati ai migliori terreni adia- 
centi. 

Capitolo IL 
Della classificazione. 

Art. 83. 

La classificazione dei terreni ha per oggetto di dividere ove 
occorra ciascuna qualità di coltura in classi, e di determinarne 
nel tempo stesso le caratteristiche per distinguere una classe 
dall' altra. 

I gradi di feracità vanno desunti dalla vera ed effettiva ren- 
dita dei terreni considerati nello stato di coltura in cui si tro- 
vano. 

La classificazione dei terreni di un comune è affatto indipen- 
dente da quella degli altri comuni ; devesi perciò fare in ogni 



comune e per ogni qualità di coltura una speciale divisione di 
classi. 

Art. 84. 

Per ogni qualità di coltura la prima classe comprende i ter- 
reni più fertili del comune, e 1' ultima i meno fertili. 

La differenza tra una classe e 1' altra deve possibilmente es- 
sere costante, ed il numero delle classi, salvo casi eccezionali 
non superiori a cinque. 

Art. 85. 

Pei terreni soggetti ad ordinarie inondazioni o progressivi 
movimenti lavinosi che importino spese periodiche, o per levare 
gli insabbiamenti, o per regolarne la superfìcie stata sconvolta, 
o per altri simili danni si può fare una classe distinta. 

Art. 86. 

Nella classificazione devesi tener conto della combinazione 
della quantità colla qualità dei prodotti, potendosi verificare che 
il terreno, il quale dà il migliore prodotto non tenga poi il primo 
posto rispetto alla quantità del prodotto stesso, e ciò tanto ri- 
guardo al prodotto del suolo che del soprassuolo. 

Art. 87. 

Non va tenuto conto nella classificazione degli avvenimenti 
straordinari e saltuari, come rotte d' argini, gravi corrusioni, 
inghiaiamenti e simili, da cui derivi la perenzione totale o par- 
ziale del fondo, o la perdita della potenza ed attività produttiva. 

Art. 88. 

La giunta tecnica espone in un prospetto per ogni comune 
e per ogni qualità di coltura le caratteristiche che distinguono 
una classe dall' altra ed indica, sotto la loro speciale denomina- 
zione o mediante i loro confini naturali, le zone o frazioni del 
territorio in cui prevalgono le caratteristiche suddette. 



- 87 - 

Capitolo III. 
Della formazione delle tariffe. 

Art. 89. 

In base agli affìtti od agli altri dati di cui all'articolo 5 sarà 
fissato per un ettare di ciascuna qualità e classe dei terreni la 
rendita netta, che costituisce la loro tariffa d' estimo. 

Art. 90. 

I contratti d' affìtto da servire per base alla formazione delle 
tariffe saranno quelli del decennio 1872-1881, dovranno avere 
data certa, ed una durata non superiore a quella ordinariamente 
in uso nel comune. 

Art. 91. 

Per ottenere il fitto normale che rappresenti la rendita or- 
dinaria dei terreni si faranno a quei contratti che contenessero 
speciali condizioni le deduzioni od aggiunte riferibili alle condi- 
zioni stesse. 

Per quegli affitti nei quali non siavi il fatto contemplato dal- 
l' articolo 1620 del codice civile si dedurrà una quota corrispon- 
dente ai compensi che possono essere dovuti al proprietario per 
casi fortuiti. 

Art. 92. 

Negli affìtti che comprendono terreni di varie colture si farà 
dalla giunta tecnica in base a confronti o ad informazioni locali 
il riparto del fitto complessivo fra le diverse qualità di coltura. 
Nei comuni ove manchino contratti d' affitto potranno servire di 
norma quelli di comuni limitrofi, che si trovino in condizioni 
pressoché eguali. 

Art. 93. 

Quando la valutazione abbia luogo per stima diretta dei pro- 
dotti a senso dell' art. 5 ne sarà determinata la quantità che 
d' ordinario se ne ricava coi mezzi e metodi di coltura ordinaria 
più comunemente usati nel territorio. 



- 88 - 



Art. 94. 



Il prezzo da attribuirsi ai prodotti sarà quello medio desunto 
dalle statistiche ufficiali del dodicennio 1870-1881 esclusi però 
i due anni di massimo e minimo prezzo, e qualora le dette sta- 
tistiche non offrano dati sufficienti, si ricorrerà ad altre ufficiali 
informazioni, fra cui quelle delle camere di commercio. 

Art. 95. 

I prodotti lordi determinati come sopra si valutano al netto 
mercè deduzioni di quota parte di essi per i seguenti titoli: 
1.° Spese di coltivazione secondo gli usi locali. 
2.° Infortuni atmosferici. 
3.° Opere di difesa e di scolo. 
4° Spese di amministrazione. 

Art. 96. 

Pei terreni soggetti da ordinarie inondazioni o movimenti 
lavinosi che danneggiano principalmente il prodotto si farà inoltre 
una deduzione speciale determinata sull' intervallo che passa da 
un infortunio all'altro, e sulla parte del prodotto totale che ogni 
volta viene danneggiato. 

Art. 97. 

Per gli infortuni atmosferici si fanno le seguenti deduzioni : 

Ai prodotti seminativi, vigneti e gelseti in pianura . ^io 

Idem idem in colle !/g 

Idem idem in montagna 1 /7 

Idem degli oliveti e castagneti in colle e pianura 1 /g 

Idem idem in montagna i /n 

Idem dei boschi cedui e legname da costruzione V20 

Idem delle risaie 1/9 

Idem dei prati 1/^ 

Idem dei pascoli e terreni vallidi 1 /2o 

Art. 98. 

Laddove i proprietari dei terreni sono per opere di difesa e 
di scolo costituiti in società sotto il titolo di comprensori con- 



- 89 - 

sorzi, le deduzioni delle spese di cui al n. 3 dell' articolo 95 
vengono commisurate alle effettive tasse consorziali alle quali i 
terreni sono soggetti. 

Art. 99. 

Per le spese di amministrazione si deduce dai prodotti il 3 
per cento. 

Art. 100. 

I contratti di compra e vendita da servire di criterio pei 
confronti, giusta l'art. 5, saranno del dodicennio 1870-1881, 
esclusi quelli che per circostanze eccezionali presentino rilevante 
eccesso o difetto di prezzo. 

Pei comuni ove manchino contratti di compra-vendita si po- 
tranno assumere a confronto i limitrofi che riguardano fondi in 
condizione pressoché eguale. 

Art. 101. 

Per desumere dai valori capitali la rendita, la giunta tecnica 
accerterà ed applicherà il saggio medio dell' investimento del 
denaro per lo acquisto di fondi del comune. 

Art. 102. 

I risultati delle operazioni di cui nei precedenti articoli sono 
iscritti in un prospetto e rappresentano la tariffa del comune, 
ossia la rendita netta in danaro di un ettare per ciascuna qua- 
lità e classe di terreno. 

Appiedi al prospetto saranno indicate le deduzioni da farsi, 
giusta 1' articolo 98 per tasse consorziali. 

Le tariffe vanno corredate di una relazione colla quale si 
rende conto della loro complicazione. 

Capitolo IV. 
Dei reclami contro le tariffe. 

Art. 103. 

La giunta tecnica comunica le tariffe dei comuni del com- 
partimento alle commissioni censuarie comunali. 



- 90 - 

Queste esaminano le tariffe del proprio comune tanto in via 
assoluta, cioè avuto riguardo soltanto alle circostanze del comune, 
quanto in via comparativa, istituendo confronti colle tariffe dei 
comuni limitrofi, e nel termine perentorio di quaranta giorni 
presentano, se occorre, osservazioni e reclami alla commissione 
provinciale. 

a) sulla qualificazione ; 

b) sulla classificazione ; 

e) sulla valutazione delle singole qualità e classi, ossia 
sulle rendite tariffali. 

Art. 104. 

Il richiamo sulle qualificazioni indica le qualità di coltura che 
fossero omesse nella tariffa, e che esistessero nel comune, ovvero 
quelle colture che fossero indicate nella tariffa, e che non si tro- 
vassero nel comune. 

Il richiamo sulla classificazione indica le classi che la com- 
missione comunale giudichi eccedenti o mancanti. 

Il richiamo sulle rendite tariffali dev'essere appoggiato a cir- 
costanze di fatto, e specificare sempre la quantità dell'aumento 
o del ribasso che si reputi fondato tanto in via assoluta che com- 
parativa. 

Art. 105. 

I richiami di cui agli articoli precedenti sono inviati alla 
giunta tecnica, che li spedisce al più presto colle proprie osser- 
vazioni al presidente della commissione provinciale. 

Art. 106. 

II giudizio della commissione provinciale mediante la giunta 
tecnica viene comunicato alla commissione censuaria comunale. 
Questa nel termine di 30 giorni può ricorrere in appello alla 
commissione centrale inviando anche in tal caso il ricorso a 
mezzo della giunta stessa perchè possa accompagnarlo con le 
proprie osservazioni. 

Può del pari la giunta tecnica appellare, e in questo caso ne 
avverte la commissione comunale con lo stesso avviso con cui 
le notifica la parte dispositiva della decisione della commissione 
provinciale indicando i motivi dell' appello. 



- 91 - 

Nel termine di 30 giorni da questa notificazione la giunta 
invia alla commissione centrale il suo appello motivato. 

I ricorsi della giunta e della commissione comunale espon- 
gono il fatto ed i punti controversi, e sono corredati di tutti gli 
atti del giudizio compresa la decisione. 

Art. 107. 

L'invio e la notificazione dei ricorsi e delle decisioni ven- 
gono eseguiti fra la giunta e le commissioni mediante pie^o 
raccomandato a mezzo della posta, dalla quale V officio mittente 
esige le ricevute di ritorno, che conserva e annota in apposito 
registro. 

Dalla data della ricevuta decorrono i termini di cui gli arti- 
coli 103 e 106. La mancanza di reclamo entro i detti termini 
rende definitivo l'operato della giunta, e la decisione della com- 
missione provinciale. 

Art. 108. 

Rilevata la mappa, ed anche contemporaneamente al rilievo 
di essa se è possibile, il perito stimatore procede al classamento 
che ha per oggetto di attribuire a ciascun appezzamento, consi- 
derato nello stato di coltura cui si trova addetto, la classe che 
presenta caratteristiche conformi o prossime al grado di feracità 
e alle particolari condizioni dell' appezzamento stesso. 

Art. 109. 

Quando un appezzamento della stessa coltura non possa es- 
sere collocato tutto nella stessa classe per notevoli differenze di 
feracità, va diviso in più parti corrispondenti ai diversi gradi 
della sua feracità giusta l'articolo 81. 

Art. 110. 

Sono parificati al migliore dei terreni adiacenti : 

a) i terreni tenuti a semplice scopo di delizia, come giar- 
dini, aiuole, viali, laghetti; 

b) quelli occupati a scopi industriali da cave, torbiere, mi- 
niere e simili, insieme colle loro dipendenze; 



- 92 - 

Sono parificate ai seminativi di prima classe del rispettivo 
comune ; 

e) le terre salifere, le saline e gli stagni di acqua salsa 
qualora siano produttivi ; 

d) le strade ferrale colle loro dipendenze, esclusi i fabbri- 
cati compresi nel catasto urbano ; 

e) i canali destinati alla irrigazione ed alla attivazione di 
opifìci e simili. 

Le strade private di cui all' articolo 53, lettera g sono pari- 
ficate ai seminativi di ultima classe del comune. 

Art. ili. 

Contemporaneamente al classamento il perito stimatore pro- 
cederà alla determinazione della rendita dei fabbricati rurali, 
cioè di quelli non compresi nel catasto urbano, giusta il disposto 
dall' articolo 4 e secondo le speciali istruzioni che saranno al- 
l' uopo impartite. 

TITOLO VII. 
Dei richiami contro i risultati dei nuovi catasti. 

Capitolo I. 
Della pubblicazione della mappa e degli atti relativi. 

Art. 112. 

Il perito stimatore notifica a ciascun possessore un estratto 
nel quale sono indicati tutti gli appezzamenti che gli apparten- 
gono ; la loro denominazione d' uso e quella del luogo dove sono 
posti, col rispettivo numero di mappa, e colla rispettiva qualità 
o destinazione, classe e superfìcie. 

La notificazione dei delti estratti deve essere compiuta in 15 
giorni. 

Coloro che non abbiano ricevuto 1' estratto possono farne ri- 
chiesta al perito. 

Art. 113. 

I messi fanno constare della consegna degli estratti mediante 



- 93 - 

annotazione da farsi sugli elenchi, che riceveranno dal perito 
stimatore insieme agli estratti medesimi. 

Se il possessore ha domicilio, residenza o dimora nel comune, 
T estratto viene consegnato nella casa di sua abitazione a lui 
stesso o ad uno della famiglia od a persona addetta al suo ser- 
vizio. 

Se all' incontro il possessore ha domicilio, residenza o dimora 
fuori del comune, 1* estratto viene consegnato nella casa colonica 
al colono od all' affittuario del fondo o ad uno della loro fami- 
glia, e in mancanza viene affìsso all' albo pretorio. 

Per le società, le corporazioni e gli altri enti morali la con- 
segna è fatta al loro rappresentante od a chi ne fa le veci. 

Art. 114. 

Compiuta la notificazione degli estratti il perito stimatore 
deposita la mappa e gli atti relativi nell' ufficio comunale ; e 
tosto il sindaco, con manifesto da pubblicarsi in due domeniche 
successive, notifica, che i detti atti sono ivi depositati per 60 
giorni, affinchè ogni possessore possa esaminarli e presentare le 
sue osservazioni o i suoi richiami avvertendo che il detto ter- 
mine, da computarsi dalla data della pubblicazione, è perentorio 
e che spirato non viene ammesso per qualunque causa alcun 
richiamo. 

Il comune è responsabile della custodia e della conservazione 
dei documenti pubblicati, ed è tenuto a rinnovarli a sue spese 
nel caso di guasti, deturpazioni o smarrimenti non derivanti da 
forza maggiore. 

Art. 115. 

Il perito stimatore ed in mancanza di esso un delegato idoneo 
della commissione comunale assiste alla pubblicazione per dare 
ai possessori tutte le spiegazioni che richiedessero, sia per l'esatta 
intestazione della loro ditta, sia per la ricognizione della loro 
proprietà sulla mappa e sui relativi atti, come per il modo di 
compilare ove occorrano i reclami. 

L' assistente nel corso della pubblicazione invigila onde la 
mappa e gli atti relativi non vengano dai possessori menoma- 
mente alterati, né in alcun modo deturpati. 



- 94 — 

E assolutamente proibito a chicchessia di estrarre lucidi o 
copie dalla mappa e dagli atti relativi. 

La commissione comunale assiste, vigila, ed occorrendo prov- 
vede al buon andamento della pubblicazione. 

Capitolo IL 
Della presentazione dei reclami. 

Art. 116. 

I possessori possono presentare osservazioni e reclami: 

a) sulla intestazione o sulla iscrizione dei beni ; 

b) sulla delimitazione o figura dei rispettivi appezzamenti 
e sulla loro superfìcie ; 

e) sulla qualità di coltura, e sulla destinazione delle aree 
non coltivate e dei fabbricati rurali ; 

d) sul classamento, ossia sull' applicazione della classe ; 

e) sull' omissione od applicazione del grado consorziale nel 
caso di terreni soggetti a contributo consorziale ; 

f) sulla rendita attribuita ai fabbricati rurali. 
Non è ammesso richiamo sulle tariffe d' estimo. 

Art. 117. 

Sull' applicazione della classe non si può ricorrere in via as- 
soluta, ma soltanto in via comparativa colf indicare i fondi dello 
stesso comune, che in confronto di quello del ricorrente, quan- 
tunque della medesima natura od anche migliori, nondimeno 
sarebbero stati collocati in una classe più bassa. 

Nei richiami sulla superfìcie i possessori devono produrre il 
documento da cui desumono che la superfìcie attribuita nel 
nuovo catasto a talun appezzamento non è esatta. 

Tali documenti possono consistere in un atto legale d'acquisto 
di divisione, od in un tipo firmato da perito patentato. 

Anche in mancanza di documenti può essere domandata la 
verifica della superfìcie ; ma in questo caso il possessore deve 
previamente obbligarsi a sostenere la spesa se il richiamo risul- 
terà infondato. 



- 95 - 

Art. 118. 

Nel termine di cui air articolo 114, il possessore restituisce 
1' estratto all' assistente alla pubblicazione, firmato da esso o da 
un suo rappresentante o procuratore con dichiarazione di ade- 
sione, ovvero con osservazioni e reclamo sull' estratto stesso od 
in foglio a parte esente da tassa di bollo. 

Il mandato, la procura o l' incarico può risultare anche sem- 
plicemente da lettera con firma autenticata dal sindaco da unirsi 
allo estratto. 

Art. 119. 

L' assistente alla pubblicazione riconosce se i reclami che gli 
vengono presentati sono o no regolari. Se li trova regolari ne 
rilascia ricevuta distaccandola da un registro a matrice, e atterga 
ad essi la data della presentazione ed il numero progressivo ; se 
irregolari indica ai possessori il modo di compilarli o di rettifi- 
carli per essere però in ogni caso ripresentati prima che scada 
il termine di cui all' articolo 114 

La ricevuta rilasciata alla presentazione dei richiami è l'unico 
titolo il quale provi che i richiami stessi sono stati prodotti nel 
termine prescritto. 

I richiami e le dichiarazioni di adesione possono anche es- 
sere orali, ed in tal caso 1' assistente li compila esso gratuita- 
mente e li firma a nome dei possessori, se questi sono illetterati, 
ed alla presenza anche di due testimoni, quando trattisi di di- 
chiarazione df adesione. 

Se nel corso della pubblicazione e nel coadiuvare i posses- 
sori nei loro esami 1' assistente scopre errori od ommissioni nelle 
partite di altri possessori non presenti, ne prende nota per re- 
digere negli ultimi giorni della pubblicazione gli occorrenti re- 
clami d' ufficio ove non li avessero prodotti i possessori stessi. 

Art. 120. 

Coloro che nel corso della pubblicazione non abbiano pre- 
sentato osservazioni o reclami si ritengono avere pienamente 
accettato i dati inscritti nell' estratto e negli atti pubblicati. 



- 96 - 

Art. 121. 

La mappa e gli atti relativi, gli estratti restituiti, i reclami 
presentati all' assistente o da esso compilati d' ufficio, il registro 
delle ricevute, ed infine un esemplare del manifesto di cui al- 
l' articolo 114 sono dal sindaco con dichiarazione della seguita 
pubblicazione consegnati al perito. 

Capitolo III. 
Della istruzione dei reclami. 

Art. 122. 

Il perito stimatore esamina i reclami presentati dai posses- 
sori ; procede, occorrendo, a visite locali e trovandoli fondati li 
ammette, salvo il disposto dell' articolo 127. 

Le visite locali vengono eseguite in concorso dei possessori, 
ed anche senza di essi se, malgrado l' invito non intervengono, 
facendo però constare che 1' avviso fu loro dato a domicilio tre 
giorni almeno prima delle visite stesse. 

Art. 123. 

Se trattasi di reclami contro il classamento, il perito stima- 
tore sente i proprietari ed i loro coloni fittabili ed agenti e pa- 
ragona la proprietà oggetto del reclamo cogli altri appezzamenti 
della medesima classe. 

E se dietro tale esame il reclamo gli resulti infondato e che 
piuttosto talun altro degli appezzamenti citato a confronto sia 
stato posto in una classe troppo bassa, ne fa V opportuna retti- 
ficazione dandone avviso agli interessati, i quali avranno facoltà 
di reclamare entro 30 giorni dal ricevuto avviso. 

Art. 124. 

Nei reclami contro Y applicazione del grado consorziale il 
perito stimatore verifica anzitutto se le indicazioni del catasto 
sieno conformi ai dati ricevuti dalla giunta tecnica, e se trova 
che nessun errore sia occorso sente la stessa presidenza del con- 
sorzio per le opportune rettifiche. 



- 97 - 

Art. 125. 

Il perito stimatore dà man mano avviso agli interessati dei re- 
clami relativi agli oggetti di cui alle lettere a, b, e, e, f dell' arti- 
colo 116, che ha ammessi giusta F art. 122, e trasmette alla com- 
missione censuaria comunale con voto motivato e come all' articolo 
30 quelli che crede infondati, insieme ad un elenco di quelli indi- 
cati alla lettera d del predetto articolo 116. 

A corredo dei reclami trasmette pure alla commissione la ta- 
vola censuaria. 

Capitolo IV. 
Delle decisioni delle commissioni censitane comunali. 

Art. 126. 

La commissione procede all' esame dei reclami e alle visite 
locali che occorressero, come all' articolo 31, e pronuncia le sue 
deliberazioni. 

Il giudizio non può estendersi oltre i limiti della catastazione, 
salvo il disposto del seguente articolo. 

Art. 127. 

La commissione comunale ha sempre facoltà di passare i ter- 
reni ad una classe più alta, e ciò anche nel caso che siavi reclamo, 
o che il reclamo sia stato ammesso dal perito stimatore a termini 
dell' articolo 122. 

Valendosi di tale facoltà la commissione ha l'obbligo di sen- 
tire in persona il possessore e di notificargli poi con le norme del- 
l' articolo 113, la variazione, se abbia luogo, affinchè nel termine 
dei 30 giorni dalla notificazione egli possa ricorrere alla commis- 
sione provinciale. 

Decorso il detto termine senza reclamo la classe e la rendita 
proposta dalla commissione comunale diventano definitive. 

Art. 128. 

Il presidente insieme ai ricorsi e ai relativi documenti, tra- 
smette le testuali deliberazioni della commissione al perito stima- 
tore, il quale entro 30 giorni successivi a quello in cui gli per- 

7 



- 98 - 

vennero le deliberazioni medesime, deve notificare al ricorrente 
la parte despositiva inviandogli apposito avviso. 

Questo avviso è recapitato dal messo comunale nei modi indi- 
cati nell' articolo 113. 

Il messo ritira sempre la ricevuta dal consegnatario ; se questo 
non può o non vuole firmare, il messo fa espressa dichiarazione 
del motivo pel quale manca la firma del consegnatario. 

Le notificazioni si fanno constare da relazioni in doppio" ori- 
ginale sottoscritte dal messo, nelle quali devono essere indicati 
il giorno, il mese e V anno della notificazione, la persona a cui 
P avviso fu consegnato e la qualità del consegnatario se questi 
non è il possessore. 

Un originale della relazione è rilasciato al possessore o al 
consegnatario dell' avviso, e l' altro è restituito al perito. 

Possono i contribuenti richiedere il perito stimatore di vedere 
il testo della deliberazione, ed anche ottenerne copia in carta 
semplice mediante il corrispettivo indicato al N. 8 della tariffa 
annessa alla legge 11 agosto 1870 sulle volture catastali. 



Capitolo V. 
Dei ricorsi in appello alle commissioni provinciali. 

Art. 129. 

Dalle deliberazioni della commissione comunale tanto i posses- 
sori come il perito stimatore possono ricorrere alla commissione 
provinciale entro il termine di 30 giorni dalla notificazione del- 
l' avviso di cui all' art. 128. 

I ricorsi dei possessori sono consegnati al perito stimatore, il 
quale ne rilascia ricevuta distaccandola da un registro a matrice 
agli effetti dell'articolo 119 ultimo paragrafo. 

Possono anche essere consegnati al sindaco, il quale ne ri- 
lascia parimente la ricevuta. 

II perito stimatore quando appella procede come all' articolo 
106. Scorso il termine di 30 giorni senza reclamo del possessore 
o del perito il giudizio della commissione comunale diventa defi- 
nitivo. 



- 99 - 

Art. 130. 

Pei reclami in appello verrà seguito il procedimento indicato 
dagli articoli 126 e 128. 

La commissione provinciale non può in verun caso pronun- 
ciare prima che sieno decorsi 30 giorni da quello della notifica- 
zione dell' appello. 

La sua deliberazione non può estendersi oltre i limiti della 
contestazione. 

I ricorsi sia del perito stimatore che del possessore in appello 
dalle deliberazioni della commissione censuaria comunale devono 
essere corredati di tutti gli atti del giudizio di prima istanza, 
comprese le deliberazioni stesse. 

Devono essere comunicati al perito anche i contro ricorsi ed 
i documenti prodotti dai possessori contro gli appelli da esso 
presentati. 

Le decisioni della commissione provinciale sono definitive. 

Art. 131. 

Nella occasione delle visite locali per la definizione dei re- 
clami jìei privati possessori, le mappe devono essere corrette e 
condotte a rappresentare lo stato delle proprietà all' epoca della 
visita seguendo le norme vigenti per la conservazione del catasto. 

Vi si introducono però tutte le variazioni topografiche e le 
divisioni di proprietà verificatesi sino a quel giorno. 

Art. 132. 

Le rettificazioni da farsi sui dati catastali in dipendenza dei 
reclami si riportano in un foglio da sovrapporsi ad ogni reclamo. 
Sul detto foglio si indicano i numeri di mappa per i quali si ri- 
corre, V oggetto del reclamo, ed in seguito le deliberazioni mo- 
tivate del perito stimatore e delle commissioni. 

Quando poi il possessore convenga nella insussistenza del 
reclamo viene invitato a fare analoga dichiarazione a piedi del 
reclamo stesso, ed in tal caso si accenna sul sovraesposto foglio 
la rinuncia del possessore. 



- 100 - » 

Art. 133. 

Definiti i reclami si moltiplica la superfìcie di ciascun ap- 
pezzamento per la tariffa della rispettiva qualità e classe ed i 
risultati depurati proporzionalmente della rendita attribuita ai 
fabbricati rurali a sensi dell' articolo 5 e diminuiti della tassa 
consorziale per quegli appezzamenti che vi sieno soggetti, si ri- 
portano nella colonna della tavola censuaria predisposta per la 
iscrizione della rendita. 

TITOLO Vili. 
Dell'attuazione del nuovo catasto. 

Capitolo unico. 
Art. 134. 

In base alla tavola censuaria compiuta a senso degli articoli 
precedenti si procede alla formazione del registro delle partite. 

Sullo stesso foglio non si inscrive più di una partita e se un 
possessore ha il godimento di più beni sotto diversi modi di pos- 
sesso, per esempio a titolo di proprietà, piena di livello, di usu- 
frutto e simili, si aprono nel registro tante partite diverse e suc- 
cessive quanti sono i modi di possesso. 

Art. 135. 

Compiuti e resi esecutori i catasti di tutti i comuni del com- 
partimento, il contingente compartimentale nella misura fissata 
dalla legge del 28 maggio 1867 N. 3719 viene ripartito con una 
aliquota uniforme su tutti i terreni del compartimento, salvi gli 
effetti del disposto dal 1.° capoverso dell'articolo 5 della preci- 
tata legge 4 gennaio 1880. 

Art. 136. 

I nuovi estimi sono immutabili sinché non intervenga una 
nuova legge a modificarli. 

Sono però rettificabili in ogni tempo gli errori materiali di 
fatto incorsi nelle scritture censuarie, cioè quelli di copia, di cal- 
colo e di applicazione della tariffa. 



- 101 - 

Se la correzione degli errori di cui al precedente articolo dà 
luogo a rimborso di imposta indebitamente pagata, tale rimborso 
si fa decorrere dall'anno in cui venne chiesta la correzione o 
venne d'ufficio scoperto l'errore. 

Art. 137. 

Con Y attuazione del nuovo catasto cessa la conservazione dei 
catasti preesistenti. 

TITOLO IX. 
Della conservazione del nuovo catasto. 

Capitolo unico. 
Art. 138. 

Costituiscono il nuovo catasto in ciascun comune : 

a) la mappa, 

b) la tavola censuaria, 

e) il registro delle partite, 
d) la matricola dei possessori. 

Art. 139. 

La conservazione dei nuovi catasti si fa per duplicato giusta 
le norme del relativo regolamento. 

TITOLO X. 
Disposizioni diverse. 

Capitolo unico. 
Art. 140. 

Sono a carico dello Stato: 

a) le spese per gli ispettori, sotto-ispettori, periti rilevatori 
e stimatori, e per gli scrittori di cui agli articoli 7 e 35, 

b) le retribuzioni e le indennità di viaggio ai delegati gover- 
nativi presso la giunta tecnica, e le commissioni censuarie pro- 
vinciali, 

e) le spese degli strumenti di precisione di cui all'articolo 39, 



- 102 - 

d) le spese comprese quelle di materiale per V impianto dei 
nuovi registri catastali e per le relative copie, e quelle per la 
pubblicazione e l'attuazione dei nuovi catasti. 

Art. 141. 

Oltre alle spese indicate agli articoli 35 e 40 spetta ai comuni 
di provvedere all' ufficio della commissione comunale ed alle 
spese degli impiegati ed inservienti della medesima. 

Per queste spese i consigli comunali in sessione ordinaria o 
convocati in sessione straordinaria provvedono nei loro bilanci 
allo stanziamento dei fondi necessari. 

Art. 142. 

Il ministro delle finanze può disporre che sopra domanda dei 
comuni e sul favorevole parere dei prefetti, le spese indicate nel- 
1' articolo 4 lettera a) della legge sieno anticipate con fondi dello 
Stato e per conto dei comuni, dai quali vengono rimborsate 
giusta le vigenti norme di contabilità per essere poi reintegrate 
al capitolo del bilancio da cui furono prelevate. 

Art. 143. 

Sono sostenute e ripartite in proporzione degli attuali con- 
tingenti di imposta fondiaria le spese : 

a) per l'affitto dei locali di ufficio della giunta tecnica cor- 
redati di mobilio e dei mezzi di riscaldamento ; 

b) per il personale d'ordine e di servizio della medesima 
giunta, e per gli oggetti di cancelleria; 

e) per le indennità o spese vive di trasferta occorrenti per 
le ispezioni locali dei membri della commissione centrale, ovvero 
da queste fatte eseguire da speciali periti per la migliore istru- 
zione e decisione dei reclami. 

Il riparto di dette spese viene approvato e reso esecutorio dal 
prefetto di Modena. 

Art. 144. 

Spetta a ciascuna provincia di provvedere coi fondi propri, 
oltre a quanto è indicato all'articolo 40, al pagamento delle spese: 



- 103 - 

a) per affìtto dei locali d'ufficio della rispettiva commissione 
provinciale, corredati di mobilio e dei mezzi di riscaldamento ; 

b) per trasferta ed indennità in causa di ispezioni locali 
eseguite da membri della commissione provinciale, o da queste 
ordinate e fatte eseguire da speciali periti ; 

e) per il personale d' ordine ; per gli oggetti di cancelleria 
e per quant' altro occorra al servizio della commissione provin- 
ciale. 

Art. 145. 

I sindaci con manifesto devono sempre avvisare il pubblico 
del principio delle operazioni catastali nel comune, facendo spe- 
ciale invito ai proprietari, possessori, affittuari e coltivatori di 
beni di non frapporre ostacoli alla esecuzione dei lavori, e di 
dare anzi al personale che ne è incaricato 1' assistenza e le infor- 
mazioni di cui possa abbisognare. 

Art. 146. 

I pieghi raccomandati di cui all'articolo 107 sono ammessi 
dagli uffici postali in franchigia. 

È del pari ammesso in franchigia tutto il carteggio fra gli 
uffici censuari provinciali e comunali la giunta tecnica e le com- 
missioni in dipendenza delle disposizioni contenute nel presente 
regolamento, purché diretto sempre all' ufficio senza indicazione 
del nome della persona che lo esercita, e porti sulla soprascritta 
il contrassegno a bollo somministrato dalla direzione generale 
delle poste, od in mancanza di questo la qualità del mittente, colla 
sua firma. 

Art. 147. 

Compiute le rispettive operazioni, gli atti ed i verbali della 
giunta tecnica e della commissione censuaria centrale saranno 
depositati neh' archivio di Stato in Modena, e quelli delle com- 
missioni censuarie comunali e provinciali saranno trasmessi alla 
rispettiva intendenza di finanza che ne curerà la conservazione. 

Sono altresì depositati neh' archivio di Modena le mappe ori- 



- 104 - 

ginali ed i relativi atti, le minute dei dati, dei calcoli e dei piani 
trigonometrici, nonché le minute delle operazioni di rilevamento. 

Roma li 8 giugno 1882. 

Visto oV ordine di S. M. 
Il ministro delle finanze - A. Magliani. 



Allegato A. 
Nomenclatura e definizione dei terreni. 

Seminativo. — Terreno la cui coltivazione è variamente avvi- 
cendata o a soli cereali od anche a legumi, canapa, lino 
e simili, e talvolta viene anche alternata con qualche anno 
di riposo. 

Seminativo irriguo. — Terreno come sopra, che all' uopo si 
irriga con acqua propria o d'affitto. 

Seminativo vitato. — Terreno con filari di viti sostenute e tese 
con legname secco e canne. 

Seminativo arborato-vitato. — Terreno come sopra, quando le 
viti sono assicurate e tese sopra alberi vivi, e diano una 
parte di prodotto principale. 

Seminativo con gelsi. — Terreni come sopra, sparsi di gelsi in 
tale quantità da fornire normalmente una parte impor- 
tante del prodotto. 

Vigneto. — Terreno piantato a viti, disposte regolarmente ed in 
tale quantità che il suolo sottostante renda in altri generi 
un piccolo prodotto. 

Risaia stabile. — Terreno irriguo che si coltiva sempre a riso. 

Risaia a vicenda. — Terreno irriguo ove la coltivazione del 
riso si alterna a certi periodi con coltivazione di altra 
natura. 

Prato. — Terreno produttore di foraggio erbaceo e falciabile 
almeno una volta all' anno. 

Prato irriguo. — Terreno come sopra, il quale gode il beneficio 
di una regolare irrigazione con acqua propria o d'affitto. 

Prato arborato-vitato. — Terreno come sopra, nel quale si col- 



- 105 - 

tivano anche le viti assicurate e tese sopra alberi vivi 

come al seminativo arborato-vitato. 
Prato con gelsi. — Terreni come sopra, sparsi di gelsi in tale 

quantità da formare normalmente una parte importante 

del prodotto. 
Prato artificiale. — Terreno coltivato ad erba spagna. 
Canapaia. — Terreno destinato a continua produzione di canapa. 
Giardino. — Terreno rivestito di piante da fiore, da frutto, da 

ornamento per uso e per diletto privato. 
Orto. — Terreno coltivato stabilmente ad ortaggi. 
Orto irriguo. — Terreno come sopra, che si irriga con acqua 

propria o d'affitto. 
Agrumeto. — Terreno tutto piantato di aranci, cedri, limoni e 

simili. 
Frutteto. — Terreno piantato regolarmente di alberi fruttiferi in 

quantità tale che il loro prodotto sia il principale da te- 
nersi in conto. 
Oliveto. — Terreno tutto piantato di olivi, in quantità tale che 

il loro prodotto sia il principale e prevalga ad ogni altro 

del suolo sottostante. 
Castagneto. — Terreno tutto piantato di castagni fruttiferi. 
Bosco d' alto fusto forte. — Terreno popolato di alberi d' alto 

fusto forte (roveri, quercie, cerri, olmi, frassini, carpini e 

simili), servibili per legnami da costruzione o da lavoro. 
Bosco d' alto fusto dolce. — Terreno popolato di alberi d' alto 

fusto dolci (pioppi, ontani, tigli, salici, platani e simili), 

servibili come sopra. 
Busto d'alto fusto misto. — Terreno popolato di alberi d'alto 

fusto forti e dolci. 
Bosco resinoso forte. — Terreno popolato d'alberi resinosi forti, 

quali larici, ginepri e simili, servibili come sopra. 
Bosco resinoso dolce. — Terreno popolato di alberi resinosi 

dolci, quali abeti, pecchi. 
Bosco resinoso misto. — Terreno popolato di alberi resinosi forti 

e dolci. 
Bosco ceduo forte. — Terreno popolato di ceppaie basse, e di 

capitozze di essenza forte la cui legna tagliasi a certi pe- 
riodi determinati d' anni. 



- 106 - 

Bosco ceduo dolce. — Terreno popolato di basse ceppaie o capi- 
tozze dolci, la cui legna tagliasi come sopra. 

Bosco ceduo misto. — Terreno popolato di basse ceppaie o capi- 
tozze forti e dolci la cui legna tagliasi come sopra. 

Pascolo. — Terreno produttore di erbaggi utili come foraggio, 
che non si possono economicamente falciare, ma che si 
fanno pascolare soltanto dal bestiame. 

Pascolo in alpe. — Terreno produttore di erbaggio come sopra, 
ma che per essere collocato in regioni alte non può venire 
utilizzato che in alcuni mesi dell' anno. 

Gerbaia. — Terreno che presenta poche erbe cattive, muschi, ecc. 

Argine o ripa erbosi. — Argine o ripa producente erbe che si 
può falciare almeno una volta all' anno. 

Brughiera. — Terreno vestito di erica utile da strame. 

Palude da strame. — Terreno acquitrinoso produttore di piante 
erbacee, palustri, inutili come foraggio. 

Palude da giunchi o canne. — Terreno acquitrinoso produ- 
cente canne o giunchi. 

Lago o stagno da pesca. — Stagno o lago da cui ricavasi qualche 
prodotto commerciale da pesca. 

Cava di — Terreno da cui si scava argilla, marna arenaria, 
gesso, pietra, ecc. 

Miniera di — Terreno da cui si estrae ferro, argento, rame, 
piombo. 

Torbiera. — Terreno da cui si estrae regolarmente la torba. 

Canale di scolo d' irrigazione. — Lista di terreno entro la quale 
scorrono acque di scolo o di irrigazione. 

Alveo abbandonato. — Particella costituita dal terreno già oc- 
cupato dall' alveo di un fiume o torrente, e che venne 
abbandonato in seguito a cambiamenti avvenuti nel corso 
delle acque e che talvolta può essere coperta promiscua- 
mente di ghiaia e sabbia, di vinchi, cespugli, ecc. 

Sterile. — Terreno coperto di ghiaie e sabbia nude di roccie, 
di rupi, ed affatto sterile. 

Cimitero. — Terreno cinto da muro ove si seppelliscono i morti. 

Fabbricato civile. — Fabbricato di ordinaria abitazione o per uso 
di villeggiatura o per altra destinazione, il quale fa già 
parte del catasto urbano. 



- 107 - 

Opificio. — Fabbricato ad uso di opifìcio, cioè molino ad acqua, 
a vapore, a vento, sega idraulica, a vapore, maglio, gual- 
chiera, fucina, fornace da calce, da stoviglie, da gesso da 
mattoni, da gazometro, cartiera, filatura, manifattura di 
panno, ecc. ecc., già compreso nel catasto urbano. 

Fabbricato colonico. — Fabbricato per uso dell' agricoltore, cioè 
casa colonica, stalla, fienile, tettoia, granaio, tinaia, torchio 
da vino, frantoio da olive, brillatoio da riso, bigattiera, ecc. 

Aia. — Terreno dipendente da fabbricati colonici, il quale serve 
per la battitura e trebbiatura dei grani e per altri usi 
rurali! 

Cortile. — Terreno dipendente da frabbricati. 

Qualità subalterne. 

Terreni difesi da argine mantenuto a carico dello Stato, delle 
Provincie, e dei consorzi (opere idrauliche di seconda categoria). 

Terreni difesi da argine mantenuti a carico di consorzi (opere 
idrauliche di terza categoria). 

Terreni in golena. 

Terreni in piano, in colle, in monte. 

NB. Si potranno del pari aggiungere altre qualità subalterne 
con denominazioni analoghe alle circostanze. 



Allegato K. 
Designazione del possessore. 



Proprietari. — Barbieri cav. Vincenzo fu Agostino. — Malaspina 
marchese Giovanni di Antonio. — Gasagli Petronio di 
Carlo. — Ferrari sacerdote Giuseppe di Bartolomeo. ■ — 
Guidetti Armando di.... (padre ignoto). — Lusetti Rosalia 
fu Domenico. — Tosi Teresa di Marco, maritata Ferretti. 
— Vezzani Amelia fu Paolo, vedova Veroni. — Martini 
Marietta del fu Siro. 

Comproprietari. — Burani Domenico, Saverio, Anna e Maria ma- 



- 108 - 

ritata Guidotti, fratelli e sorelle, fa Antonio. — Ligalme 
Maria di Pietro, vedova Ruozi e Marconi Martino e Luigi 
fratelli fu Cesare. — Soncini-Moretti dottor Giovanni, fu 
Lodovico, per 4/4; Ronzon Anna di Paolo per 2/4: Ron- 
zoni Maria di Francesco maritata Astolfì per 4/4. 

Enfiteuti e livellari. — Gerlini avv. Gennaro di Francesco, li- 
vellano a Garani ingegnere Effisio. 

Usufruttuari. — Bonacini Emilio, fu Antonio, usufruttuario, e 
Marani Onofrio di Ambrogio, proprietario. — Fantini 
dott. Luigi, di Giacomo, usufruttuario, ed Ospedale Pari- 
setti di Reggio, proprietario. 

Amministrati. — Peretti avv. Giovanni, fu Paolo, assente, am- 
ministrato da Bonezzi Luigi fu Pietro. — Bertolani fu 
Marco del fu Martino, eredità giacente amministrata da 
Bertoni Luigi di Alfonso. 

Enti morali laicali. — Demanio dello Stato. — Provincia di Mo- 
dena. — Comune di Massa. — Società anonima di assi- 
curazioni contro gli incendi, avente sede in Venezia. — 
Manicomio di San Lazzaro in Reggio. — Asilo infantile 
di Guastalla. — Collegio-convitto Antonio Allegri in Cor- 
reggio. 

Enti morali religiosi. — Parrocchia di San Pellegrino in Reggio, 
in amministrazione dell' Economato generale dei benefizi 
vacanti in Bologna. — Parrocchia di Pieve-Rossa di Ba- 
gnolo, posseduta dal sacerdote Rossi Giacomo fu Carlo. 
— Università israelitica di Modena. 

NB. I titoli e le distinzioni vanno sempre indicati. Nel caso 
però di omonimia di più possessori, si aggiungerà il soprannome, 
il luogo di nascita, od altra indicazione che valga a distinguere 
1' un possessore dagli altri. 

Ora resta a vedere che cosa siasi fatto nelle provincie mo- 
denesi sul fondamento della detta legge e regolamento fino a 
tutt' oggi. 

53. Ma le istruzioni per la formazione della rete trigonome- 
trica furono approvate soltanto con decreto ministeriale del 2 feb- 
braio 4884, e nel mese stesso si mandò sul luogo un primo nucleo 



- 109 - 

di ingegneri scelti nel ruolo del personale tecnico di finanza 
perchè iniziassero le operazioni di triangolazione. 

Queste si intrapresero contemporaneamente nelle due provincie 
di Modena e di Reggio, e furono condotte con molta energia e 
con molto interessamento sotto la direzione del prof. Razzaboni, 
direttore della scuola di applicazione per gli ingegneri in Rologna, 
cui fu affidato P incarico di dirigere la formazione del nuovo catasto 
alla dipendenza di questa Direzione Generale. 

Appena i primi operatori ebbero sufficiente pratica nelle ope- 
razioni trigonometriche e nel maneggio del teodolite, altri se ne 
applicarono allo scopo di aumentare il numero delle squadre e di 
estendere il campo delle operazioni. 

Ed infatti i lavori progredirono sempre regolarmente e con 
piena soddisfazione del direttore; per modo che nel maggio 1885, 
cioè dopo poco più di un anno da che erano incominciati, e con 
un personale molto limitato quale si addice all'indole di quelle 
operazioni, i lavori di campagna si trovarono quasi esauriti nelle 
due provincie di Modena e di Reggio, e si potè intraprendere la 
ricognizione dei punti trigonometrici nella provincia di Massa. I 
lavori proseguirono anche nel 1886 e furono estesi in una super- 
ficie di circa 700,000 ettari. 

Una seconda commissione intanto proponeva il Regolamento 
del rilievo parcellare, il quale Regolamento fu approvato col 
decreto 10 febbraio 1886. L'uno e l'altro di cotali decreti e Rego- 
lamenti si leggeranno di seguito. 



54. 

Istruzioni per la formazione della rete trigonometrica 
pel nuovo catasto del compartimento modenese 

Legge 4 gennaio 1880, N. 5222 (Serie 2. a J. 
e Regolamento 8 giugno 1882, N. 839 [Serie 3. a J. 

IL MINISTRO DELLE FINANZE 

Vista la legge 4 gennaio 1880, N. 5222, serie 2. a , per la pere- 
quazione dell'imposta fondiaria nel compartimento modenese; 
Visto P articolo 42 del regolamento per P esecuzione degli arti- 



- 110 - 

coli 3 e 6 della suddetta legge, approvato con regio decreto 8 
giugno 1882, N. 839, serie 3. a ; 

Determina: 

Sono approvate le annesse istruzioni relative alla formazione 
della rete trigonometrica per il nuovo catasto del compartimento 
modenese, al calcolo dei suoi elementi, allo stabilimento ed alla 
conservazione dei punti, sul terreno, ed alle verifiche delle ope- 
razioni. 

Roma, addì 2 febbraio 1884. 

Il Ministro 
A. Magliani. 

NB. La Commissione che consigliò le istruzioni come sopra 
approvate fu composta dei signori : 

1.° Razzaboni Cesare, Presidente; 

2.° Ruà comra. Cesare, Consigliere della Giunta pel Cen- 
simento di Lombardia; 

3.° Rosalba cav. colonnello Federico dell'Istituto Geografico 
Militare ; 

4° Riccardi prof. comm. Pietro della Regia Scuola Inge- 
gneri di Bologna; 

5.° Grazia cav. ing. Paolo, Capo della Sezione Tecnica di 
Finanza in Bologna ; 

6.° Cavani cav. prof. Francesco, della Regia Scuola Inge- 
gneri di Bologna. 



55. ISTRUZIONI 

sulla formazione delle reti trigonometriche pel nuovo catasto 
del compartimento modenese. 



Norme fondamentali. 

Art. 1. 



Pel rilievo e pel collegamento delle mappe catastali del com- 
partimento modenese, si formerà una rete trigonometrica appog- 



- Ili - 

giata ai vertici delle reti geodetiche stabilite dall'Istituto geogra- 
fico militare. 

Art. 2. 

La rete trigonometrica, di cui all' articolo precedente, viene 
formata da un sistema di triangoli ben condizionati, i cui lati 
non abbiano lunghezza maggiore di 8000 metri, a meno che non 
debbano servire direttamente al collegamento coi lati delle reti 
geodetiche dell'Istituto geografico militare. 

Per la determinazione dei punti di dettaglio, di cui all' arti- 
colo seguente, si formano, ove occorra, reti parziali mediante lo 
spezzamento dei triangoli della suindicata rete. 

Art. 3. 

Dai vertici dei triangoli della rete, formata come all'articolo 
precedente, assumendone per basi i lati, si determinano, con non 
meno di tre visuali, tutti quei punti di dettaglio che sono neces- 
sari per appoggiarvi il rilievo parcellare, stabilendoli preferibil- 
mente sul terreno. 

Art. 4. 

In casi speciali i punti di dettaglio si possono determinare 
anche con uno dei metodi seguenti : 

a) Misurando solo gli angoli agli estremi del lato comune 
ai due triangoli che determinano il punto di dettaglio, come nel 
metodo di cui all' articolo precedente ; 

b) Applicando il metodo detto di Pothenot con almeno quattro 
punti di riferimento. 

Art. 5. 

Il numero dei punti trigonometrici, tenuto conto delle dispo- 
sizioni dell' articolo 69 del regolamento per la perequazione della 
imposta fondiaria del compartimento modenese, deve essere, tra 
e Q lli già stabiliti dall'Istituto geografico e quelli da stabilirsi, 
approssimativamente di 6 in media per ogni 1000 ettari di terreno. 

Art. 6. 

La posizione dei punti trigonometrici, quando non possa de- 



- 112 - 

terminarsi in modo permanente sopra edifizi od altri oggetti sta- 
bili, viene indicata per mezzo di termini di pietra interrati a 
conveniente profondità ; ed anche, quando occorra, con pilastrini 
in muratura per la più sicura loro conservazione. 

Art. 7. 

La posizione dei termini in pietra o dei pilastrini in mura- 
tura viene riferita e coordinata a punti fìssi circostanti, onde- po- 
terli facilmente ripristinare qualora venissero spostati o rimossi. 

Art. 8. 

Le osservazioni angolari debbono essere scritte e conservate 
in appositi registri. Le calcolazioni della rete trigonometrica e 
quelle relative ai punti di dettaglio, di cui agli articoli 3 e 4, 
debbono pure essere disposte ed eseguite in appositi registri ; e 
previe le debite verificazioni e correzioni, la rete stessa ed i punti 
suddetti vengono rappresentati su piani grafici; e le coordinate 
di questi punti e dei vertici della rete riunite opportunamente in 
appositi registri. 

Art. 9. 

I piani grafici, di cui all'articolo precedente, debbono essere 
coordinati e ragguagliati a quelli della carta d' Italia che l' Isti- 
tuto geografico militare sta formando nella scala di 1/100,000. 

Su questi piani grafici sono rappresentati i fogli catastali che 
debbono avere le dimensioni di 5' in 5', così da riuscire ciascuno 
di essi la ventiquattresima parte di uno dei fogli della carta sud- 
detta. 

Ciascun foglio catastale viene individuato da due numeri so- 
vrapposti, il superiore dei quali rappresenta il numero d'ordine 
del foglio stesso in quello della carta d' Italia indicato dall' infe- 
riore (mod. A). 

Le coordinate rettangolari di ciascun punto vanno riferite al 
centro del rispettivo foglio catastale. . 



- 113 - 

PARTE I. 
Operazioni di campagna. 

Paragrafo 1° 
Scelta, stabilimento e conservazione dei 'punti trigonometrici. 

Art. 10. 

La scelta dei punti vertici della rete trigonometrica e di quelli 
di dettaglio viene, per quanto è possibile, fatta contemporanea- 
mente colla scorta delle migliori carte topografiche e col mezzo 
di sestanti a riflessione. 

Fra i punti trigonometrici debbono essere compresi gli osser- 
vatori astronomici, le stazioni meteorologiche, i fari e gli idro- 
metri. 

Art. 11. 

I segnali che distinguono i punti trigonometrici sono di tre 
sorta : 

a) croci di campanili, di cupole, di frontoni di chiese, ban- 
deruole, aste anemometriche, parafulmini ed altri oggetti stabili 
e facili a prendersi di mira da notevole distanza; 

b) fumaioli di solida costruzione, frontoni di case, torri, bel- 
vederi e simili, sui quali devesi collocare una bandiera coli' asta 
verticale a cui dirigere la visuale nell'atto di misurare gli angoli ; 

e) pilastrini in muratura o termini di pietra per punti scelti 
sul terreno e su cui s' innalza pure un'asta con bandiera. 

Art. 12. 

I punti trigonometrici da stabilirsi sul terreno vengono prov- 
visoriamente individuati con piuoli infìtti nel suolo e collegati 
con misure ad oggetti stabili, per potervi in seguito collocare il 
segnale definitivo, come è indicato all'articolo 17. 

Art. 13. 

Nella scelta dei punti si deve avvertire che i triangoli della 
rete siano bene condizionati. Non si ammettono quelli che hanno 
un angolo maggiore di 120° o minore di 30°. 

8 



- 114 - 

I triangoli che servono alla determinazione dei punti di det- 
taglio devono essere presso a poco nelle stesse condizioni. 

Nella scelta dei punti, di cui alla lettera b dell'articolo 4, non 
si accettano quelli che determinano quadrilateri nei quali la 
somma degli angoli opposti sia compresa fra 150 e 210 gradi. 

Art. 14. 

Non si scelgono per punti della rete trigonometrica oggetti 
su cui, o presso la verticale dei quali, non si possa fare stazione. 

Potendo tuttavia accadere che in qualche sito, come ad esem- 
pio nei boschi e selve folte e molto estese, si debba accettare 
qual vertice della rete un punto su cui non sia possibile fare 
stazione, devesi allora aver cura di soddisfare almeno alle se- 
guenti condizioni : 

l a Che si possa far stazione sopra tutti i punti direttamente 
ad esso legati ; 

2 a Che gli angoli che hanno il loro vertice sul punto sud- 
detto formino un intiero giro di orizzonte. 

Art. 15. 

Per la conservazione dei punti trigonometrici indicati alla 
lettera a del precedente articolo 11, ritenuta la loro stabilità, 
altro non occorre che fare del luogo e dell'oggetto un disegno 
in prospettiva come viene prescritto dal successivo articolo 19. 

Art. 16. 

Per i punti trigonometrici indicati alla lettera b del citato 
articolo 11, onde potere ad ogni occorrenza ritrovare il vero sito 
del segnale e ricollocarvelo, si fissano saldamente nel muro due 
anelli di ferro entro i quali deve entrare l' asta che serve di 
segnale, e questi anelli si coordinano' con misure a spigoli od 
altri oggetti fìssi vicini. Per questi punti si fa pure un disegno 
in prospettiva ed una pianta indicante il modo con cui sono stati 
coordinati (tipo N. 1 e mod. B). 

Art. 17. 

I punti trigonometrici di cui alla lettera e dello stesso arti- 
colo 11, si fissano prima con pinoli, come stabilisce l'articolo 12, 



- 115 - 

i quali vengono poi sostituiti da termini in pietra a sezione ret- 
tangolare con un triangolo equilatero scolpito sulla faccia supe- 
riore ed una scanalatura intagliata in una faccia laterale, onde 
segnare il vero centro di stazione ed il sito preciso ove collocare 
l'asta colla bandiera (tipo N. 1 e mod. B). 

Art. 18. 

Sulla sommità delle montagne, ed in tutti i luoghi rocciosi 
ove non sia possibile piantare saldamente i segnali nel terreno, 
si costruiscono pilastrini in muratura di forma piramidale tronca 
a base quadrata, attraversati nel loro asse e per tutta l'altezza 
da un foro verticale ove innestare F asta colla bandiera. 

Il foro deve corrispondere ad un triangolo scolpito sovra un 
sasso collocato nel suolo alla base del pilastrino, oppure scolpito 
sulla roccia nuda se il pilastrino è costruito sul vivo di essa 
(mod. B). 

Art. 19. 

Perchè si possano con tutta facilità riconoscere i segnali e 
rimettere al vero sito i piuoli ed i termini e pilastrini che indi- 
viduano ogni punto trigonometrico, ed anche per evitare il pe- 
ricolo di confondere due punti che si trovino nella stessa visuale, 
si fa per ogni punto ed in appositi quaderni detti delle mono- 
grafie (tipo N. 1) : 

a) un disegno in prospettiva della forma del punto trigo- 
nometrico ed una breve descrizione del luogo ove si trova, come 
e da dove vi si accede e di quelle altre particolarità necessarie 
per riconoscerlo e distinguerlo ; 

b) una pianta figurativa la quale dimostri la posizione dello 
stesso punto, il modo e le misure con cui trovasi coordinato 
agli oggetti circostanti, come è prescritto all'articolo 12, ed inol- 
tre le direzioni ai punti osservati nel giro d'orizzonte su di esso 



eseguito. 



Art. 20. 



Di mano in mano che una zona è riconosciuta, cogli elementi 
del quaderno delle monografìe, si forma un grafico dimostrativo 
della ricognizione da unirsi ad esso (tipo N. 1). In questo grafico 



- 116 - 

fatto nella scala di 1/25000 si nota il numero d'ordine di cia- 
scun punto e si tracciano le direzioni ai punti circostanti da esso 
osservati. 

Art. 21. 

A misura che verrà ultimata la ricognizione di una conve- 
niente parte del territorio si formerà per essa, cogli elementi 
delle monografìe e col grafico di cui all'articolo precedente, il 
progetto definitivo della rete trigonometrica colla indicazione dei 
punti di dettaglio seguendo le norme prescritte all'articolo 13. 

Tale progetto sarà costituito da un grafico e da un elenco 
della successione dei triangoli da calcolarsi (tipo N. 2 e mod. D). 

Art. 22. 

Le monografie di cui sopra debbono essere redatte con esat- 
tezza e disegnate nitidamente, distinte con un numero d' ordine 
progressivo, avere un indice dei punti che vi sono contenuti e 
portare la data e la firma dell'operatore. 

I quaderni delle monografìe si uniscono agli atti che riguar- 
dano le operazioni trigonometriche del compartimento. 

Paragrafo 2° 

Misura degli angoli e rilievo dei dati per la riduzione 

al centro di stazione. 

Art. 23. 

La misura degli angoli sarà eseguita con teodoliti che diano 
l'approssimazione dei 10" alla prima lettura, e col metodo della 
reiterazione. 

Art. 24. 

Collocato il teodolite in stazione, prima di procedere alla mi- 
sura degli angoli, si faranno le verifiche e rettifiche necessarie 
al buon uso dello strumento. 

Art. 25. 

Quando non vi ha impedimento, la stazione si fa nel centro, 



— 1 IT — 

vale a dire si dispone lo strumento in modo che il centro del 
suo circolo orizzontale si trovi nella verticale del punto trigono- 
metrico. 

In caso contrario la stazione si fa nel sito più conveniente e 
vicino alla verticale del punto trigonometrico. 

Art. 26. 

In ogni punto di stazione colla scorta delle indicazioni del 
grafico di cui all' articolo 21, si misurano gli angoli delle dire- 
zioni ai diversi punti trigonometrici e di dettaglio, ad esso col- 
legati. 

Art. 27. 

Per il valore di ciascuno degli angoli dei triangoli della rete, 
si prende la media aritmetica di tre misure. 

Per il valore di ciascuno degli angoli che servono alla deter- 
minazione dei punti di dettaglio, si prende la media di due sole 
misure. 

Art. 28. 

I risultati delle osservazioni angolari si inscrivono nell'appo- 
sito registro (tipo N. 3). 

Art. 29. 

Allorquando le osservazioni angolari sono fatte da una sta- 
zione fuori del punto trigonometrico, dovendosi perciò procedere 
alla riduzione degli angoli al centro di stazione, per ogni posi- 
zione in cui viene collocato l' istrumento devesi misurare l'angolo 
della visuale diretta al punto trigonometrico, notandone il risul- 
tato neh' apposita colonna del registro delle osservazioni angolari 
(tipo N. 3). 

Per il valore di quest' angolo si prende la media di due misure. 

Inoltre si determina la distanza dal centro dello strumento 
alla verticale del punto trigonometrico, ripetendo non meno di 
tre volte le necessarie misure. Questa distanza viene pure no- 
tata nell'apposita colonna del registro delle osservazioni angolari 
(tipo N. 3.). 

Quando questa distanza non si è misurata direttamente, si 
rappresentano le operazioni fatte per ottenerla. 



- 118 - 

Art. 30. 

Misurati i tre angoli di un triangolo si deve riconoscere di 
quanto la loro somma differisca da 180°. Succedendo che la dif- 
ferenza ecceda la tolleranza, fissata dall'articolo seguente, si deb- 
bono ripetere le osservazioni difettose, conservando però le prime 
coli' annotazione annullate. 

Art. 31. 

Sulla somma degli angoli dei triangoli della rete è accordata 
la tolleranza massima di 40". 

Per i punti di cui all'articolo 14, sui quali viene a formarsi 
un giro di orizzonte d'angoli conchiusi, si accorda la medesima 
tolleranza nella differenza che vi può essere tra la loro somma 
e 360°. 

Art. 32. 

I registri delle osservazioni angolari (tipo N. 3) debbono es- 
sere tenuti e scritti colla massima pulitezza e precisione. Essi 
devono avere sulla copertina un numero d' ordine progressivo e 
la firma dell' operatore ; ed internamente, oltre ai dati raccolti 
come agli articoli precedenti, devono contenere per ogni stazione 
la data e 1' ora in cui essa venne incominciata ed ultimata, l' in- 
dicazione del tipo e del numero d' ordine del teodolite adoperato, 
del piano su cui è stato collocato lo strumento, delle condizioni 
atmosferiche e delle circostanze di fatto che abbiano durante la 
stazione, potuto avere un' influenza nelle osservazioni dei punti 
sull'orizzonte. 

PARTE II. 
Operazioni di tavolo. 

Paragrafo 1° 
Calcolazione dei lati dei triangoli. 

Art. 33. 

Le operazioni relative alla calcolazione dei triangoli si inco- 
minciano da quelle riguardanti i triangoli che hanno un lato 
comune colla rete dell' Istituto geografico militare. 



119 - 



Art. 34. 



I valori degli angoli delle direzioni azimutali si riepilogano 
sul registro (tipo N. 4) trascrivendoli dai registri delle osserva- 
zioni angolari (tipo N. 3). 

Art. 35. 

Dai riepiloghi delle direzioni azimutali, di cui all'articolo pre- 
cedente, si deducono i valori degli angoli dei diversi triangoli 
da calcolarsi e si inscrivono nel registro tipo N. 5. 

In questo registro si inscrivono pure gli elementi per le ri- 
duzioni al centro di stazione, ricavandoli dai registri delle osser- 
vazioni angolari (tipo N. 3). 

Art. 36. 

Riportati i dati di cui all'articolo precedente nel registro tipo 
N. 5, si procede alla calcolazione approssimata dei lati del trian- 
golo per ridurre al centro gli angoli delle direzioni azimutali. 

Art. 37. 

Terminata l'operazione per ridurre al centro gli angoli di 
un triangolo, se nella somma dei valori dei tre angoli di esso 
non si trova differenza a 180° eccedente il limite della tolleranza 
accordata dall' articolo 31, cioè di 40", si procede a quanto viene 
indicato nell'articolo seguente. 

Ove poi la differenza ecceda l'accordata tolleranza si rivedono 
le calcolazioni ed i registri di campagna allo scopo di scoprire 
la causa dell' errore. Se ciò non basta, si ripetono in campagna 
le necessarie operazioni. 

Art. 38. 

Quando la differenza fra la somma dei valori dei tre angoli 
di un triangolo è 180° è nei limiti di cui all'articolo 31, si pro- 
cede alla calcolazione definitiva dei lati di esso (registro tipo 
N. 5) ripartendo tale differenza sugli angoli col tenere conto dei 
seguenti criteri : 

1° Delle condizioni nelle quali si sono eseguite le misure 



— 120 — 

di ciascun angolo risultanti dalle indicazioni dei registri di cam- 
pagna ; 

2° Di rendere più facili le calcolazioni per mezzo delle 
tavole logaritmiche facendo in modo che le cifre dei secondi 
rappresentino sempre nei loro valori un multiplo del N. 5. 

Art. 39. 

Calcolati i triangoli in una data zona che hanno un lato- co- 
mune colla rete dell' Istituto geografico, si procede alla calcola- 
zione dei successivi in modo che si possa arrivare per diverse 
vie ad ottenere due valori di uno stesso lato della rete trigono- 
metrica. 

Per la differenza fra i due valori che in tal modo si vengono 
ad ottenere di uno stesso lato, è accordata la tolleranza di 0,25 
per 1000 metri. 

Art. 40. 

Se la differenza fra le lunghezze calcolate dello stesso lato 
non supera la tolleranza fissata nell'articolo precedente, si assume 
per lunghezza vera la media aritmetica dei due valori. 

Se la differenza è maggiore debbonsi rivedere le calcolazioni 
precedenti e le correzioni degli angoli ; ed ove ciò non basti a 
scoprire l'errore, devonsi ripetere in campagna le necessarie ope- 
razioni. 

Art. 41. 

Per la calcolazione dei triangoli che determinano i punti di 
dettaglio, di cui all'articolo 3, si eseguiscono prima le operazioni 
indicate negli articoli 34 e 35; e poscia, presi per base i relativi 
lati della rete, si compiono le calcolazioni, di cui all'articolo 36 ; 
ed in seguito, conchiusi gli angoli che non si sono misurati colla 
condizione che la somma dei tre angoli di ciascun triangolo dia 
180°, si procede alla calcolazione definitiva dei lati di essi (re- 
gistro tipo N. 5). 

Art. 42. 

Nelle differenze fra i valori dei lati comuni dei triangoli che 
determinano i punti di dettaglio è ammessa la tolleranza di 0,35 
per 1000 metri. 



- 121 - 

Nel caso che le differenze eccedano o no il prescritto limite 
si osserveranno le prescrizioni di cui all' articolo 40. 

Art. 43. 

Nella determinazione dei punti di dettaglio, di cui alla let- 
tera a dell' articolo 4, si segue lo stesso procedimento indicato 
dagli articoli precedenti 41 e 42. 

Art. 44. 

Nella determinazione dei punti di dettaglio, di cui alla let- 
tera b dello stesso articolo 4, si fa uso del registro tipo N. 6, 
scrivendovi primieramente i dati presi dai registri delle osserva- 
zioni angolari, ed eseguendo poscia tutte le calcolazioni per la 
risoluzione dei triangoli che determinano tali punti. 

Anche per i punti determinati con questo metodo si ritengono 
per i lati, di cui si vengono ad ottenere due diversi valori, le 
prescrizioni di cui all' articolo 42. 

Paragrafo 2° 

Calcolazione delle posizioni geografiche 

e delle coordinate rettangolari dei 'punti trigonometrici. 

Art. 45. 

La calcolazione delle posizioni geografiche di tutti i punti tri- 
gonometrici si fa colla formula di Delambre, servendosi dei lati 
dei triangoli già calcolati come piani. 

Per questa calcolazione serve il registro tipo N. 7, trascri- 
vendo su di esso i dati necessari presi dai registri di calcolazione 
dei triangoli (Tavola N. 1). 

Art. 46. 

Le coordinate rettangolari si ottengono dalla difTerenza fra la 
posizione geografica del punto che si considera e quella del centro 
del foglio preso come origine ; ed i valori dati da tale differenza 
si riducono in melri col mezzo di apposite tavole ausiliarie (ta- 
vola N. 2). 

Per queste calcolazioni si fa uso del registro tipo N. 8. 



- 122 — 

Paragrafo 3° 
Registri e piani grafici. 

Art. 47. 

Ultimate le operazioni di calcolazione si formano due registri 
di cui uno intitolato : Registro generale dei triangoli (tipo N. 9), 
e l'altro: Registro generale degli elementi dei punti trigono- 
metrici (tipo N. 10). 

Questi registri vengono distinti per foglio (articolo 9) e deb- 
bono contenere tutti i punti compresi nel foglio stesso. 

Ari. 48. 

Colla scorta degli elementi calcolati per ciascun punto ven- 
gono costruiti due piani grafici della triangolazione di tutto il 
compartimento, uno dei quali alla scala di 1/100,000 (mod. C) 
che comprenderà la sola rete ; e V altro alla scala di 1/25,000 
(mod. D) che, oltre i vertici della rete, comprenderà tutti i punti 
di dettaglio e le delimitazioni amministrative. 

Art. 49. 

Per la costruzione dei piani grafici, di cui all'articolo prece- 
dente, si debbono seguire le seguenti norme : 

a) Il piano grafico viene quadrettato secondo la divisióne 
stabilita di 5' in 5' con linee sottili segnate in nero ; 

b) Ogni punto è segnalo con un piccolo triangolo ed indi- 
viduato dalla sua denominazione e da un numero d' ordine pro- 
gressivo nel foglio a cui appartiene. I lati dei triangoli vengono 
distinti come segue : 

1° Quelli appartenenti alla triangolazione dell'Istituto geo- 
grafico con linee nere ; 

2° Quelli della rete trigonometrica catastale con linee rosse; 

3° Quelli dei triangoli dei punti di dettaglio con linee az- 
zurre. 



- 123 - 

PARTE III. 
Materiale. 

Paragrafo unico. 

Art. 50. 

Per V esecuzione di quanto viene stabilito negli articoli pre- 
cedenti saranno adoperati : 

a) Teodoliti ; 

b) Sestanti a riflessione ; 
e) Squadri agrimensorii ; 

d) Cannocchiali a mano di buona portata con custodie di 
pelle e tracolle ; 

e) Parasoli con bastoni di sostegno ; 

f) Decametri a rotolo ; 

g) Duplometri snodati ; 
h) Borse con tracolle ; 

i) Aste, bandiere, anelli di ferro ed altri oggetti occorrenti 
per lo stabilimento e la conservazione dei punti trigonometrici; 
k) Registri, quaderni per monografìe, stampati, ecc. 

Art. 51. 

I pilastrini in muratura, di cui all' articolo 18 devono essere 
eretti in forma di piramide tronca e delle dimensioni indicate 
nel mod. B. Gli anelli in ferro ed i termini di pietra, di cui agli 
articoli 16 e 17, devono essere di una sola forma e dimensione, 
come nello stesso mod. B. 

NB. Si ommettono i moduli che riguardano più particolar- 
mente i tecnici applicati ai lavori. 



- 124 



56. Istruzioni per il rilievo e la misura 

degli appezzamenti catastali del compartimento modenese. 

Legge 4 gennaio Ì880, n. 5222 (serie 2. a ). 
e Regolamento 8 giugno 1882, n. 839 (serie S. a ). 

IL MINISTRO DELLE FINANZE 

Vista la legge 4 gennaio 1880, n. 5222 (Serie 2. a ), per la 
perequazione della imposta fondiaria nel compartimento modenese; 

Visto il regolamento per la esecuzione degli articoli 3 e 6 
della suddetta legge, approvato con regio decreto dell' 8 giugno 
1882, n. 839 (Serie 3. a ) ; 

Determina : 

Sono approvate le annesse istruzioni per il rilievo e la mi- 
sura degli appezzamenti catastali del compartimento modenese. 



Roma, addì 10 febbraio 1886. 



R Ministro 
A. Magliani 



NR. La Commissione ordinatrice delle presenti istruzioni fu: 

1.° Razzaboni Cesare, Presidente ; 

2.° Borgomanero Cav. Ing. Luigi, Consigliere della Giunta 
del Censimento di Lombardia ; 

3.° Riccardi Prof. Comm. Pietro, della R. Scuola Ingegneri 
di Bologna ; 

4.° Grazia Cav. Ing. Paolo, Capo della Sezione Tecnica di 
Finanza in Bologna; 

5.° Caffari Ing. Giuseppe di R.eggio-Emilia ; 

6.° Cavani Cav. Prof. Francesco, della R. Scuola Ingegneri 
in Bologna. 



125 - 



57. ISTRUZIONI 

per il rilievo e ia misura degli appezzamenti catastali 
del compartimento modenese. 



Norme fondamentali. 

Art. 4. 

11 rilevamento delle mappe catastali viene fatto col tacheo- 
metro, ed appoggiato ai punti trigonometrici all'uopo stabiliti, a 
senso degli articoli 2, 42 e 69 del regolamento per la perequa- 
zione dell'imposta fondiaria nel compartimento modenese. 

Art. 2. 

Nelle operazioni di rilievo si procede anzi tutto alla delimi- 
tazione dei territori comunali. (Art. 44 al 47). 

Art. 3. 

Nel corso delle operazioni di rilievo i periti rilevatori com- 
piono l'accertamento dei possessori e dei loro possessi. (Art. 65 
al 68). 

Art. 4. 

Oltre al rilievo delle mappe e nel corso delle operazioni stesse 
di campagna, i periti rilevatori registrano i dati necessarii alla 
compilazione delle tavole censuarie per la parte che ad essi 
compete. (Art. 75). 

Art. 5. 

Le mappe vengono verificate da speciali delegati ministeriali 
col concorso di delegati delle Commissioni censuarie comunali. 
(Art. 77). 

Art. 6. 

Verificate le mappe vengono determinate le aree dei singoli 
appezzamenti. (Art. 79). 



- 126 - 

Art. 7. 

I fogli di mappa debbono avere le dimensioni di 30" in lati- 
tudine per 1' in longitudine, così da riescire la 50 a parte di uno 
dei fogli catastali della rete trigonometrica. La divisione dei fogli 
catastali si fa per modo che quelli intermedii di mappa abbiano 
la forma rettangolare, restando di forma trapezoidale solo gli altri 
situati alle estremità. 

Ciascun foglio di mappa viene individuato da un numero 
progressivo nel foglio catastale della rete trigonometrica cui ap- 
partiene. Tale numero è dato per coeffìcente ai due che indivi- 
duano il relativo foglio catastale. (Modello A). 

PARTE PRIMA 



TITOLO UNICO 
Disposizioni organiche. 

Capitolo I. 
Del personale. 

Art. 8. 

Le operazioni di rilievo, sono dirette e sorvegliate da un ispet- 
tore per ogni provincia e da un sotto- ispettore per ogni circon- 
dario, dipendente dall'ispettore della provincia a cui il circondario 
appartiene. Sovraintende a tutti la Direzione generale delle im- 
poste dirette col mezzo della Direzione speciale dei lavori cata- 
stali di tutto il compartimento. (Art. 7 e 34). 

Art. 9. 

Le operazioni di rilievo sono eseguite da squadre di periti rileva- 
tori, composte di due ingegneri, di cui uno capo-squadra e l'altro 
aiutante, di uno scritturale, di due porta stadie, di un indicatore 
e di un uomo di servizio quando occorra. (Art. 35). 

Art. 10. 

La residenza degli ispettori è fissata nei capo-luoghi di prò- 



- 127 - 

vincia, quella dei sotto-ispettori nei capo-luoghi di circondario e 
quella dei periti rilevatori nei capo-luoghi dei comuni. Per i pe- 
riti rilevatori però l'ispettore deve cercar modo che possano ri- 
siedere, quando sia possibile, nelle località centrali più adatte 
della zona di terreno su cui debbono operare. 

Art. 11. 

È ufficio degli ispettori, di dirigere e sorvegliare tutte le ope- 
razioni catastali di una provincia e più specificatamente di : 

a) mantenersi continuamente informati dell'andamento dei 
lavori delle Commissioni comunali, specialmente per ciò che ri- 
guarda le delimitazioni delle proprietà e farne rapporto al diret- 
tore quando gli stessi non fossero fatti in modo da secondare il 
regolare andamento delle operazioni catastali ; 

b) assistere alle adunanze delle Commissioni censuarie pro- 
vinciali, quando lo credano opportuno. (Art. 21) ; 

e) procedere a visite sopra luogo per verificare i diversi 
lavori di campagna e di tavolo, e dare tutte le opportune dispo- 
sizioni per il regolare e più sollecito andamento dei medesimi ; 

d) rassegnare mensilmente al direttore un rapporto sulla 
situazione delle operazioni catastali compiute nella provincia, re- 
datto in base alle visite di cui alla lettera e) ed ai rapporti dei 
sotto-ispettori di cui alla lettera h) dell'articolo seguente. 

Art. 12. 

È ufficio dei sotto-ispettori, di dirigere e sorvegliare le ope- 
razioni catastali di un circondario e più specificatamente di: 

a) procedere a frequenti visite nei comuni durante le ope- 
razioni di delimitazione delle proprietà, sollecitandoli ad eseguirle 
regolarmente ed a tempo debito e mantenendone informato l' i- 
spettore ; 

b) consegnare ai capi delle diverse squadre di periti rile- 
vatori, il materiale di cui al susseguente articolo 19 che deve 
essere fornito dal Governo, e verificare a senso dell' articolo 20 
quello che i detti periti debbono procurarsi a loro spese, nonché 
provvedere per la somministrazione ai periti stessi degli elenchi, 
registri e copie di cui all'articolo 22 ; 

e) trovarsi presenti al principio delle operazioni di rileva- 



- 128 - 

mento in ogni comune per poterle opportunamente ed uniforme- 
mente indirizzare ; 

d) coordinare le operazioni delle squadre che rilevano ter- 
ritori contigui ; 

e) verificare il più spesso possibile il lavoro quantitativo e 
qualitativo delle diverse squadre, i registri ed i giornali di lavoro, 
constatandone colla propria firma la loro regolarità ; 

f) verificare di quando in quando durante il corso delle 
operazioni lo stato degli strumenti e di tutto il materiale inser- 
viente alle diverse squadre ; 

g) ritirare le mappe e gli atti relativi dai periti rilevatori 
quando sia compiuto il rilievo di ciascun comune ; 

h) rassegnare mensilmente all'ispettore un rapporto su tutti 
i lavori catastali compiuti nel circondario, fatto in base alle vi- 
site sopra luogo ed ai rapporti dei periti rilevatori, corredandolo 
pure degli specchi e giornali che i periti stessi debbono a loro 
trasmettere a senso dell'articolo 55. 

Art. 13. 

I periti rilevatori debbono compiere tutte le operazioni di 
campagna e di tavolo ottemperando a quanto viene stabilito da 
queste istruzioni ed a quanto sarà loro prescritto in qualunque 
tempo dagli ispettori e sotto-ispettori. 

Art. 14. 

Gli scritturali, oltre alle incombenze direttamente loro asse- 
gnate nelle operazioni di campagna, possono essere impiegati 
anche nelle diverse operazioni di tavolo. Debbono quindi essere 
idonei al disimpegno tanto di queste, come di quelle. 

Art. 15. 

I porta-stadie e gli uomini di servizio sono scelti dai periti 
rilevatori capi-squadra (Art. 35) e debbono essere preferite per- 
sone delle località di rilievo purché adatte a tali lavori. 

Art. 16. 

Gli indicatori sono scelti dalle Commissioni comunali (Art. 35) 
e debbono possibilmente avere assistito alle delimitazioni delle 
proprietà. 



- 129 - 

Art. 17. 

I periti rilevatori corrispondono direttamente coi sotto-ispettori 
e questi cogli ispettori. 

Art. 18. 

Gli ispettori, i sotto-ispettori, e i periti rilevatori debbono es- 
sere muniti di certificati dei prefetti, perchè possano con essi farsi 
riconoscere dalle autorità locali e dai possessori. 

Capitolo II. 
Del materiale. 

Art. 19. 

Ogni squadra di periti rilevatori deve essere provveduta dal 
Governo del seguente materiale : 

a) di un tacheometro ; 

b) di tre stadie divise in centimetri ; 
e) di un regolo di celeriniensura ; 

d) di due regoli calcolatori del Mannheim ; 

e) di un ombrello con bastone di sostegno ; 

f) di tre paia di canne metriche ; 

g) di un rapportatore grafico centesimale ; 
h) di due copie di tavole celerimetriche ; 
i) di una copia di tavole logaritmiche ; 

k) di una copia di tavole per calcolare le coordinate retti- 
linee in funzione delle geografiche ; 

l) di registri, stampati, carta da disegno, ecc. 

Art. 20. 

Ciascun perito rilevatore deve provvedersi a proprie spese 
del seguente materiale : 

a) di uno squadro agrimensorio ; 

b) di un duplometro snodato ; 
e) di una borsa di pelle ; 

d) di trombe e fischietti per segnali ; 

e) di tutto ciò che può occorrere per piantare picchetti, 

9 



— 130 - 

tagliare rami, ecc., ed in fine di quant' altro sarà necessario 
tanto per i lavori di campagna come per quelli di tavolo. 

Questo materiale deve essere conforme ai tipi che verranno 
adottati a senso dell'articolo 39 del regolamento e deve essere 
verificato ed approvato dal sotto-ispettore. 

Art. 21. 

Il materiale provveduto dal Governo deve essere conservato 
colla maggiore possibile cura e sono ritenuti responsabili gli ope- 
ratori dei guasti che potessero per loro incuria avvenire nello 
stesso. 

Art. 22. 

Oltre al materiale di cui agli articoli precedenti, le diverse 
squadre di periti rilevatori vengono provvedute per la parte di 
territorio che ciascuna di esse deve rilevare: 

a) di un registro degli elementi trigonometrici, corredato 
del relativo grafico, contenente le coordinate geografiche, le ret- 
tilinee, gli azimut, le monografie ed i prospettini dei punti tri- 
gonometrici (Registro tipo n.° 1) ; 

b) di una copia degli elenchi delle strade pubbliche delle 
diverse categorie ; 

e) di un elenco dei fabbricati appartenenti al catasto ur- 
bano, estratto dal relativo registro delle partite ; 

d) di una copia dei verbali di delimitazione del territorio 
comunale per quelle parti per le quali sia stata compiuta nei 
comuni limitrofi ed alle cui operazioni non abbiano assistito. 

Art. 23. 

Di tutto il materiale, di cui agli articoli precedenti, provve- 
duto dal Governo e necessario per le diverse squadre operanti 
in un circondario, è consegnatario il sotto-ispettore, che deve 
poi distribuirlo alle squadre facendone regolare consegna ai capi 
delle stesse. 



131 



PARTE SECONDA 

OPERAZIONI DI RILIEVO E DI MISURA, 



TITOLO PRIMO 
Operazioni di campagna. 

Capitolo I. 
Delimitazione dei territorii comunali. 

I 
Art. 24. 

Stabilito l'incominciamento delle operazioni di rilievo in un 
comune, il sotto-ispettore del circondario ne dà regolare avviso 
alla relativa Commissione censuaria ed a quelle dei comuni con- 
finanti, per mezzo dei rispettivi sindaci, sollecitando da esse la 
nomina dei delegati che debbono assistere alla delimitazione del 
territorio comunale. 

Art. 25. 

Il perito rilevatore capo-squadra, avuta comunicazione del- 
l'esaurimento delle pratiche di cui all'articolo precedente, trasmette 
regolare invito alle Commissioni censuarie comunali, per mezzo 
dei rispettivi sindaci, fissando in esso il giorno, l'ora ed il luogo 
d' incominciamento della delimitazione territoriale. 

Art. 26. 

Il sotto-ispettore deve avere cura che alla operazione di deli- 
mitazione di un territorio comunale, oltre ai delegati dei comuni 
limitrofi vi assistano ancora possibilmente i capi delle squadre 
di rilievo nei comuni stessi per la parte che spetta a ciascuno 
di essi. 

Art. 27. 

L'assenza dei delegati dei comuni limitrofi, regolarmente in- 
vitati, e le contestazioni non ancora risolute sulle linee di con- 
fine non sospendono il corso delle operazioni. 



- 132 - 

I terreni contestati sono intanto compresi nel comune che 
ne ha il possesso di fatto. (Art. 45). 

Art. 28. 

La delimitazione di un territorio comunale consta delle se- 
guenti operazioni. (Art. 44). 

l.° della ricognizione delle linee di confine del comune ; 
2.° del collocamento dei termini territoriali ove manchino ; 
3.° della compilazione dei processi verbali. 

Art. 29. 

La ricognizione delle linee di confine viene rappresentata 
dal perito rilevatore con tipo dimostrativo. (Art. 47). 

II collocamento dei termini ove manchino e di quelli che si 
credesse opportuno di aggiungere sulle linee non contestate, viene 
fatto, a spese comunali, dal perito rilevatore coli' intervento dei 
delegati comunali. 

Nei processi verbali vengono descritti i risultati delle ricogni- 
zioni delle linee di confine e di tutte le altre operazioni fatte 
durante la ricognizione stessa. 

Questi processi verbali, come pure i tipi dimostrativi della 
ricognizione, vengono redatti in triplo originale e separatamente 
per ogni tratto di linea che segna il confine del comune con 
ciascheduno dei limitrofi. 

Ogni processo verbale viene firmato dai periti capi-squadra 
e dai rappresentanti dei comuni interessati. 

Art. 30. 

Ciascheduno dei due comuni interessati ritira un esemplare 
dei processi verbali di cui all' articolo precedente, ed il terzo 
esemplare viene trasmesso dal perito capo-squadra al sotto-ispet- 
tore del circondario, trattenendone copia per proprio uso. 

I periti capi-squadra dei comuni limitrofi che per il disposto 
dall'articolo 26 avessero assistito alla delimitazione territoriale, 
tengono pure copia dei processi verbali per quella parte che a 
loro interessa. 



- 133 - 

Capitolo IL 
Delle operazioni di rilievo. 

Art. 31. 

Le operazioni di rilievo hanno per iscopo la determinazione 
dei singoli appezzamenti del terreno, intendendo per appezza- 
mento quella determinata porzione di terreno, o quella costru- 
zione, che è situata nello stesso comune, appartiene allo stesso 
possessore ed ha una stessa qualità di coltura o la stessa desti- 
nazione. (Art. 53). 

Ogni appezzamento viene rilevato distintamente e segnato con 
un numero (numero di mappa) progressivo per uno stesso comune. 

Gli appezzamenti per i quali non si determina alcuna rendita 
non si numerizzano, ma si distinguono con lettere maiuscole in 
ordine alfabetico. 

Nei fabbricati si distinguono le proprietà ai piani superiori 
con numeri subalterni aggiunti al numero principale, applicando 
il primo alla proprietà posta nel rispettivo piano terreno ed i 
successivi alle diverse proprietà poste negli altri piani superiori 
o sotterranei. 

Nel caso che un fabbricato rurale si estenda anche sopra o 
sotto ad un altro, devesi farne cenno nella relativa descrizione. 

Durante le operazioni di rilevamento però ogni squadra ope- 
rante in un comune fa uso provvisoriamente di una distinta 
numerazione di mappa. 

Art. 32. 

Si debbono considerare come appezzamenti distinti per il di- 
sposto dell'articolo precedente : 

a) le singole parti di una stessa proprietà, sebbene con- 
tigue, quando differiscono fra loro per qualità di coltura ; 

b) I fabbricati o porzioni di fabbricati destinati ad uso ci- 
vile colle loro dipendenze, come cortili, pozzi, e simili. 

I fabbricati o porzioni di fabbricati destinati ad uso rurale 
colle loro dipendenze come cortili, pozzi, aie e simili. 

Le aie ed i cortili quando non siano contigui ai fabbricati da 
cui dipendono. 



- 134 - 

Le corti, anditi ed altri spazii comuni a diversi proprietarii ; 
e) l'area circoscritta dalle linee esterne delle fortezze dello 
Stato, delle chiese e dei cimiteri ; 

d) le cave, le miniere, le terre salifere e gli stagni d'acqua 
salsa unitamente ai terreni da loro dipendenti ; 

e) le strade ferrate, colle loro dipendenze, non compresi i 
fabbricati di cui alla lettera b); 

f) le strade ed i ponti soggetti a pedaggio ; 

g) le strade private quando non appartengono ai possessori 
dei terreni fronteggianti ; 

lì) gli argini principali lungo i fiumi ed i torrenti ; 
i) le proprietà il cui possesso sia controverso. 

Art. 33. 

Si rilevano, senza che costituiscano distinti appezzamenti da 
numerizzarsi : (Art. 55). 

a) le strade nazionali, provinciali, comunali e le piazze 
pubbliche, i ponti non soggetti a pedaggio, i laghi, gli stagni, i 
serbatoi ed i corsi d'acqua che non sono di proprietà privata, 
nonché le strade comunali soggette alla sorveglianza dei comuni 
e classificate come vicinali ; 

b) le fontane pubbliche ed i monumenti nazionali. 

Art. 34. 

Le strade private, i canali, i rivi, i fossi ed i collettori privati 
delle acque di scolo si considerano far parte degli appezzamenti 
che attraversano, e quando sieno divisori di appezzamenti spet- 
tanti a diversi possessori, si attribuiscono per metà a ciascuno di 
essi, semprechè non risulti altrimenti dalle indicazioni dei pos- 
sessori stessi. (Art. 54). 

Le dette strade si rilevano solo nel caso che abbiano carattere 
permanente e gli indicati corsi d'acqua solo quando abbiano lar- 
ghezza di oltre un metro. (Art. 70). 

Art. 35. 

Vengono rilevati i fabbricati civili riuniti in città, borghi, vil- 
laggi, o sparsi per la campagna, quando non se ne possegga la 
mappa o la si abbia di antica data. 



- 135 - 

Si rileva soltanto il perimetro esterno dei centri urbani od 
aggregati di fabbricati, dei quali la mappa sia stata di recente 
formata o messa a giorno. (Art. 72). 

Art. 36. * 

Nel rilievo delle strade nazionali, provinciali e comunali i fossi 
laterali che servono unicamente o principalmente agli scoli delle 
strade stesse, le contro banchine, le scarpe in rialzo, nonché le 
aiuole per deposito di materiali, debbono in generale considerarsi 
come parte delle strade stesse, salvo il prendere in ogni caso 
speciale per linea di confine, quella che fosse stata determinata 
nella operazione della delimitazione della proprietà. 

Art. 37. 

Le ripe lungo i fiumi e torrenti si rilevano separatamente 
facendone appezzamenti speciali quando la loro larghezza non 
sia minore di tre metri. 

Art. 38. 

Ogni appezzamento è rilevato e qualificato nello stato di col- 
tura o di destinazione nel quale trovasi all'atto del rilevamento, 
e giusta la nomenclatura di cui alla tabella modello B. 

Tuttavia i terreni che al tempo suddetto sieno in via di ri- 
duzione a nuova e migliore coltura vengono rilevati e descritti 
secondo la natura e la destinazione che avevano precedentemente. 
(Art. 56). 

Art. 39. 

Il perito capo-squadra deve successivamente nel corso delle 
operazioni di rilievo invitare regolarmente i singoli possessori a 
trovarsi sui loro fondi a giorno ed ora determinati per fornire 
le più precise indicazioni delle proprietà. (Art. 65). 

Questi avvisi debbono essere spediti almeno due giorni prima 
di quello stabilito, ed in modo che le operazioni di rilievo non 
abbiano perciò a subire ritardi ; e collo stesso criterio deve com- 
piersi dal capo-squadra tutta l'operazione dell' accertamento dei 
possessori e dei loro possessi. 

Non intervenendo un possessore od un suo rappresentante il 



- 136 - 

perito rilevatore deve attenersi alle dichiarazioni dell' indicatore 
comunale tenendone nota come è prescritto all'articolo seguente. 

Art. 40. 

Per l'operazione di cui all'articolo precedente devesi tenere 
un elenco speciale da firmarsi dal serviente o messo comunale 
che ha distribuito gli inviti e dal perito capo -squadra, nel quale 
elenco il perito stesso deve fare nota della persona intervenuta 
(Modello C). 

Art. 41. 

Nelle operazioni di rilievo si fa uso in via normale del tacheo- 
metro, determinando da ogni punto di stazione colle letture sulla 
stadia e sui circoli dello strumento, i tre numeri generatori di 
ciascun punto del rilievo. 

In casi speciali si potrà pure eseguire il rilievo di determi- 
nati punti intersecandoli da due stazioni contigue e determinando 
per essi, da ciascuna di queste, soltanto i due numeri generatori 
angolari. 

Art. 42. 

In sussidio del metodo normale, di cui all'articolo precedente, 
ed in tutti quei casi nei quali la pratica ne dimostri l'utilità, si 
applica alle operazioni di rilievo il metodo relativo all' uso dello 
squadro agrimensorio, appoggiandosi a linee fondamentali rilevate 
col metodo normale. 

Art. 43. 

I numeri generatori si inscrivono in apposito registro. (Re- 
gistro tipo n° 2). 

Gli schizzi (eidotipi) fatti sul terreno si redigono secondo le 
norme di cui al susseguente articolo 45 e si riuniscono in li- 
bretti (Modello £). 

I rilievi fatti collo squadro si rappresentano sugli eidotipi, od 
in allegati agli stessi. 

Art. 44. 

Nel registro (Tipo n° 2) si inscrivono : 

a) i numeri generatori come prescrive l'articolo precedente; 



- 137 - 

b) le lettere maiuscole colle quali si contraddistinguono le 
stazioni ; 

e) i numeri arabi coi quali si contraddistinguono i punti 
di rilievo ; 

d) le particolarità di ubicazione del punto di stazione ed il 
nome del proprietario del terreno, o quello della località ove esso 
si trova ; 

e) le particolarità di alcuni punti principali di rilievo ; 

f) la data dell'operazione. 

Art. 45. 

Sull'eidotipo si rappresentano : 

a) i punti trigonometrici collocati nella zona di terreno che 
si rileva, segnandone la posizione con piccoli triangoli contras- 
segnati dalla relativa numerazione e possibilmente dalla loro de- 
nominazione ; 

6) i punti di stazione dello strumento segnandone la posi- 
zione con un circoletto e distinguendoli per mezzo di lettere 
maiuscole, con esponenti numerici per una lunga serie di sta- 
zioni ; nonché alcuni elementi di riferimento di essi, quando sia 
possibile, per poterli all'uopo più facilmente rintracciare ; 

e) i punti di rilievo distinguendoli con numeri arabi e con 
numerazione indipendente per ciascuna stazione, ma avendo cura 
d'impedire la confusione dei numeri di una stazione con quelli 
delle circostanti ; 

d) le particolarità del terreno di cui negli articoli prece- 
denti e quindi tutti gli appezzamenti segnandone il contorno con 
linee continue (Modello D). 

e) la numerazione provvisoria di mappa contraddistinguen- 
done i relativi numeri arabi da quelli dei punti di rilievo col 
racchiuderli fra parentesi ; 

f) le denominazioni delle strade, case, corsi d'acqua, ecc. ; 

g) la data di sua costruzione. 

Inoltre nel rappresentare i confini delle proprietà si debbono 
indicare con appositi segni convenzionali i termini esistenti ed 
indispensabili alla loro determinazione, nonché quelli territoriali 
dei comuni e delle provincie. (Modello D). 



- 138 - 

Art. 46. 

Per ciascun appezzamento il nome del possessore ed il modo 
di possesso, secondo le regole esemplificate nel modello E, la 
qualità di coltura o di produzione spontanea di cui all'articolo 38, 
e la denominazione d'uso o quella del luogo dove è posto, ven- 
gono notati nel registro dei dati catastali (Tipo n° 3) in corri- 
spondenza dei relativi numeri di mappa. 

Art. 47. 

Per le contestazioni tuttavia pendenti sui confini di proprietà, 
il perito rilevatore cerca di comporle amichevolmente senza però 
ritardare il corso delle operazioni e, qualora non vi riesca, fa 
appezzamenti distinti dei terreni contestati come prescrive la let- 
tera i) dell'articolo 32 intestandoli all'attuale possessore di fatto 
colla indicazione di possesso controverso come nel modello E. 

Gli appezzamenti, dei quali, malgrado tutte le possibili inda- 
gini, non abbia il perito rilevatore potuto conoscere i possessori, 
deve attribuirli provvisoriamente al Demanio dello Stato. (Art. 68). 

Art. 48. 

Il primo punto di stazione per il rilievo di un comune deve 
essere direttamente collegato coi punti trigonometrici. 

Le stazioni successive di rilievo si collegano fra loro sempre 
direttamente per ciò che riguarda l'orientamento. Possono colle- 
garsi anche indirettamente per ciò che riguarda le distanze. 

Ogni punto di stazione viene fissato con un picchetto e coor- 
dinato possibilmente ad oggetti fissi vicini in relazione a quanto 
è indicato nell'articolo 45, lettera b). 

Art. 49. 

L'operazione di collegamento deve sempre avere un controllo. 
Nel confronto delle lunghezze che servono al controllo del colle- 
gamento diretto è accordata la tolleranza del 0,20 per 100 ; 
nel confronto di quelle che servono al controllo del collegamento 
indiretto è accordata la tolleranza del 0,30 per 100. 

Il capo-squadra deve compiere tali verifiche di controllo pos- 



- 139 - 

sibilmente nel corso dell'operazione od almeno alla fine di cia- 
scuna giornata di lavoro. 

Se le differenze risultanti dalle dette verifiche non superano 
le accordate tolleranze si prendono per valori delle relative lun- 
ghezze le medie aritmetiche, se invece le superano si debbono 
rifare le operazioni di collegamento. 

Art. 50. 

Le verifiche di controllo per il collegamento di due stazioni 
debbono sempre estendersi anche alla differenza di livello fra le 
stazioni stesse. 

Per il confronto fra i diversi valori di tale differenza di li- 
vello è accordata la tolleranza assoluta di metri 0,10. 

Anche per questa verifica si procede come è disposto nel- 
l'ultimo allinea dell'articolo precedente. 

Art. 51. 

Per il controllo e la verifica di tutte le operazioni di rilievo 
si debbono scegliere convenientemente punti di stazione che 
coincidano con punti trigonometrici o siano direttamente colle- 
gati con uno di essi e, quando non si possa altrimenti, in posi- 
zione tale che da essi siano visibili almeno quattro punti trigo- 
nometrici. 

Coi detti punti di stazione si stabiliscono le poligonazioni 
principali del rilievo, le quali debbono essere direttamente con- 
trollate e compensate dai punti trigonometrici e servire a loro 
volta al controllo ed alla compensazione di tutte le altre poligo- 
nazioni. 

Art. 52. 

Nel primo caso considerato dal primo allinea dell' articolo 
precedente il punto di stazione viene determinato di posizione 
dalle coordinate del punto trigonometrico. 

Nel secondo caso la posizione del punto di stazione si ottiene 
direttamente da quella del punto trigonometrico a cui è collegato. 

Nel terzo caso le coordinate del punto di stazione si determi- 
nano col metodo detto di Pothenot (Piegistro tipo n° 4) avver- 
tendo di evitare determinazioni in cui i quadrilateri risultanti da 



- 140 - 

tale punto e da tre fra quelli di riferimento abbiano la somma 
degli angoli opposti compresa fra 170 e 230 gradi centesimali. 
Il quarto punto di riferimento serve al controllo dell'operazione. 

'Art. 53. 

Da parecchi fra i punti di stazione, anche quando non siano 
scelti per servire all'applicazione del disposto dai due articoli 
precedenti, si deve collimare ai punti trigonometrici da essi- vi- 
sibili. Se però da un punto di stazione sono visibili molti punti 
trigonometrici si collima solo ad alcuni di essi, scegliendoli fra 
i più visibili e meglio situati. 

Art. 54. 

Alla fine di ogni giornata di lavoro deve ciascuna squadra 
disegnare in via provvisoria la poligonazione di rilievo, per assi- 
curarsi tosto di non avere commessi gravi errori materiali. 

Art. 55. 

Ogni perito rilevatore deve tenere in corrente il proprio gior- 
nale dei lavori, redigendolo secondo il modello F. 

Il perito capo-squadra deve mensilmente redigere uno specchio 
delle operazioni fatte dalla squadra da lui dirotta (Modello G) e 
trasmetterlo coi giornali dei lavori al sotto-ispettore corredandolo 
di una relazione sulle operazioni stesse. 

Art. 56. 

Durante le operazioni di campagna, nelle giornate piovose, 
nelle festive ed in tutti quei giorni o porzioni di giorni nei quali 
per un qualunque giustificalo motivo non si possono eseguire 
lavori di campagna, debbono i componenti una squadra di rilievo 
occuparsi in alcune delle operazioni di tavolo di cui agli articoli 
seguenti di queste istruzioni. 

Art. 57. 

I sotto-ispettori debbono invigilare 1' adempimento del pre- 
scritto dall'articolo precedente e stabilire quali siano le operazioni 
di tavolo nelle quali devesi al caso occupare una data squadra 
di rilievo. 



- 141 - 

TITOLO SECONDO 
Operazioni di tayolo. 

Capitolo I. 
Formazione delle mappe. 

Art. 58. 

I punti di stazione sono determinati da un sistema di coor- 
dinate aventi per origine il centro del rispettivo foglio catastale. 

I punti di rilievo, vengono determinati di posizione da un 
sistema di coordinate ortogonali aventi l'origine nel relativo punto 
di stazione e per assi il meridiano e la perpendicolare dello stesso. 

Art. 59. 

In casi speciali si possono rappresentare sulle mappe i punti 
di rilievo per mezzo delle loro coordinate polari, servendosi al- 
l'uopo di un rapportatore grafico colle divisioni in mezzi gradi. 

Art. 60. 

A facilitare la costruzione delle mappe, i diversi fogli delle 
stesse, di cui all'articolo 7, vengono preventivamente divisi in 
quadretti aventi un decimetro di lato, a partire dal centro di 
ciascun foglio catastale. 

Art. 61. 

Ogni comune deve essere rappresentato separatamente nei 
suoi diversi fogli di mappa. 

I detti fogli componenti la mappa di un comune debbono 
avere una numerazione speciale progressiva. 

Ciascun foglio deve avere un margine su due soli lati con- 
tigui e cioè sul lato sud e su quello ovest. Il primo deve essere 
di m. 0,03 ed il secondo di m. 0,06 (Modello H). 

Art. 62. 

Le operazioni di calcolazione delle coordinate si eseguiscono 
in via normale con tavole numeriche. Si possono però anche 



- 142 - 

usare i regoli speciali di celeriniensura od altri melodi, pei quali 
si sia riconosciuto la sufficiente approssimazione dei risultati. 

Ad assicurare l'esattezza di tali operazioni devono queste es- 
sere sempre eseguite da due operatori. 

Art. 63. 

Prima di procedere alla rappresentazione sulla mappa dei 
punti di stazione, e quindi delle poligonazioni di rilievo, si deb- 
bono queste verificare e compensare coi punti trigonometrici 
come è indicato nel precedente articolo 51. 

Per queste verifiche è accordata la tolleranza data dalla for- 
inola : 

0,2 + 0,002 d 
ove d rappresenta, per ciascuno degli assi coordinati, la somma 
aritmetica delle coordinate dei diversi vertici della poligonazione. 

Art. 64. 

Se le differenze fra i vari valori delle coordinate di un punto, 
che si determinano, per la verifica di una o più poligonazioni, 
sono inferiori alle quantità che si ottengono applicando a cia- 
scuna coordinata la formola di cui all'articolo precedente si pren- 
dono per valori di esse coordinate le medie aritmetiche, e gli 
scartamenti da queste si ripartiscono sulle coordinate dei diversi 
vertici delle poligonazioni in ragione del loro numero. 

Se le accennate differenze superano la tolleranza si rifanno 
tutte le operazioni necessarie per togliere gli errori da cui sono 
prodotte. 

In modo analogo si procede quando la verifica si fa cadere 
sopra un punto trigonometrico ritenendo allora come esatte le 
coordinate di questo, date dalla triangolazione. 

Il disposto da questo articolo e dal precedente si applica pure 
alle poligonazioni chiuse. 

Art. 65. 

I risultati delle calcolazioni delle coordinate si notano ne 
Registro tipo n° 2. 

Le verifiche e compensazioni delle poligonazioni si fanno nel 
Registro tipo n° 5. 



- 143 - 

Art. 66. 

Le calcolazioni, per la parte del Registro tipo n° 2 che ri- 
guarda Paltimetria, non si fanno che in seguito a speciale ordi- 
nanza del direttore dei lavori catastali, colle regole che in tale 
caso saranno dallo stesso prescritte. 

Art. 67. 

Sulle mappe (Modello II) si rappresentano i punti trigonome- 
trici, quelli di stazione, le altre particolarità di rilievo, e più 
specificatamente : 

a) i limiti dei diversi appezzamenti segnandoli sempre con 
linee continue. 

I perimetri dei fabbricati si disegnano sempre con linee con- 
tinue ; 

b) le particolarità del terreno di cui all'articolo 33, segnan- 
dole con linee continue, e quelle di cui all'articolo 34 con linee 
punteggiate in quanto non dividano appezzamenti (Modello I) ; 

e) i principali manufatti come ponti, viadotti, ecc., deli- 
neando con punteggiature le costruzioni sotterranee (Modello i"); 

d) i numeri di mappa colle regole prescritte all' articolo 
seguente ; 

e) la linea territoriale di confine del comune coi termini 
territoriali nella precisa loro posizione (Modello I); 

f) i termini delle proprietà necessari alle determinazioni 
delle linee di confine (Modello I). 

Art. 68. 

La numerazione della mappa di ciaschedun numero deve farsi 
in modo regolare e continuato, incominciando ordinariamente 
all'angolo Nord-Ovest del territorio, e procedendo sino a toccare 
il confine territoriale verso Est, indi retrocedendo verso Ovest, 
e andando così di seguito sino a terminare all' angolo Sud-Est. 
Debbono gli operatori avere l'avvertenza di esaurire la numera- 
zione di tutte le figure contenute in un perimetro distinto da 
confini naturali, come strade, corsi d'acqua, ecc., prima di pas- 
sare al successivo ed in questo passaggio mantenere i numeri 
progressivi sempre contigui fra loro, evitando possibilmente la 
saltuarietà nella numerazione. 



— 144 - 

Nel caso di mappa molto frazionata, la numerazione deve 
incominciarsi nell'interno dell'abitato principale del comune per 
procedere in serie continuativa, dopo esauriti i perimetri del 
centro abitato, verso l'angolo Nord-Ovest, e continuare colla re- 
gola sopra esposta. 

I numeri di mappa definitivi si contrappongono tosto ai cor- 
rispondenti prowisorii nella relativa colonna del registro dei dati 
catastali di cui all'articolo 46. 

Art. 69. 

Per quei centri od aggregati di fabbricati urbani dei quali 
esistono mappe regolari di recente formate o messe a giorno, e 
di cui all'articolo 72 del regolamento, si fa pure la numerazione 
di mappa colle regole dell'articolo precedente. 

Art. 70. 

Tutta la mappa si delinea in nero. Si dà una tinta di car- 
mino ai fabbricati, unendoli con graffe alle loro dipendenze. 

Le strade, i corsi d'acqua, i confini territoriali, ed in gene- 
rale le diverse particolarità del terreno, si rappresentano e si 
coloriscono come nei modelli H ed I. 

Art. 71. 

Le mappe si costruiscono nella scala di 1 : 2000. 

Tanto per gli aggregati di case, quanto per le zone di ter- 
reno che siano molto frazionate, non si rappresenta il dettaglio 
sulla mappa, ma se ne fanno allegati nella scala di 4 : 1000 ed 
occorrendo anche di 1 : 500 (Articolo 73). 

Alle parti delle mappe di cui si fanno allegati si dà interna- 
mente in contorno una tinta sfumata di colore giallo, e si scrive 
nel mezzo di esse una lettera maiuscola che serva a contraddi- 
stinguere e denominare i diversi allegati (Modello K). Agli alle- 
gati poi si dà la sfumatura dello stesso colore nel loro contorno 
e nella parte esterna. 

La formazione degli allegati deve essere autorizzata dal sotto- 
ispettore. 



- 145 - 

Art. 72. 

Delineata la mappa, si procede alla sua scritturazione, seguendo 
le regole esemplificate nei Modelli / ed L. 

Art. 73. 

Quando la linea di confine di un comune percorre una strada 
od un corso d'acqua, si debbono questi rappresentare nella loro 
precisa grandezza, indicando con una linea speciale l'andamento 
del confine sia nel mezzo che lateralmente a detta strada o corso 
d'acqua (Modello H). 

Art. 74. 

Per ciascun comune si forma un quadro d'insieme dei fogli 
che ne costituiscono la mappa alla scala di i : 20000. Per i co- 
muni molto estesi si può adottare la scala di 1 : 40000 od anche 
altra più piccola previa l'autorizzazione del sotto-ispettore. 

Nel quadro d'insieme si scrive la denominazione del comune 
e delle circoscrizioni amministrative in cui è compreso e si di- 
segnano la linea territoriale, i contorni di ciascun foglio, le prin- 
cipali strade, i corsi d'acqua ed il perimetro delle città, borghi, 
villaggi, casali, ecc., come nel Modello M (Art. 74). 

Art. 75. 

Compiuta la numerazione degli appezzamenti colle regole di 
cui all' articolo 68, si compila per ogni foglio il repertorio dei 
numeri di mappa (Modello IV). 

Art. 76. 

In base al registro dei dati catastali di cui all'articolo 46, i 
periti rilevatori compilano il quaderno degli elementi del rilievo 
per la formazione della tavola censuaria (Modello O), disponendo 
in esso i dati stessi secondo l'ordine progressivo della numera- 
zione definitiva della mappa. 

I dati relativi agli appezzamenti distinti con lettere dell'alfa- 
beto e di cui nel terzo allinea dell'articolo 31, si registrano in 
fine del detto quaderno. 

Oltre al suddetto quaderno, i periti rilevatori compilano un 
elenco delle strade pubbliche comprese le vicinali (Modello P). 

10 



- 146 - 

Art. 77. 

La colonna del quaderno di cui all'articolo precedente predi- 
sposta per altimetria, non viene riempita che in seguito ad or- 
dinazione speciale del direttore dei lavori catastali e colle regole 
che dallo stesso saranno all'uopo prescritte. 

Art. 78. 

In base al quaderno di cui all'articolo 76, debbono i periti 
rilevatori formare 1' elenco alfabetico dei possessori coi rispettivi 
numeri di mappa (Art. 76) (Modello Q). 

Art. 79. 

Ogni foglio di mappa viene datato e sottoscritto dai periti 
rilevatori, indicandovi la parte da ciascuno di essi rilevata, e deve 
essere munito del visto del sotto-ispettore del circondario e del- 
l' ispettore della provincia (Art. 73). 

Capitolo II. 
Verifica delle mappe. 

Art. 80. 

Compiuta la mappa di un comune, l'ispettore della provincia 
ne rende avvisato il direttore dei lavori allo scopo che esso possa 
prendere le necessarie disposizioni affinchè gli appositi delegati 
ministeriali e quelli della Commissione censuaria comunale pro- 
cedano alla verifica della mappa stessa (Art. 77). 

Art. 81. 

La verifica della mappa viene fatta dai delegati di cui all'ar- 
ticolo precedente per mezzo di operazioni di tavolo e di campagna. 

Debbono essere presenti alle operazioni di verifica l'ispettore, 
il sotto-ispettore ed i capi delle squadre che hanno eseguito il 
rilievo e la costruzione della mappa. 

Art. 82. 

Nelle verifiche di tavolo si esaminano : 



- 147 - 

a) i collegamenti fra le stazioni, verificando se in essi vi 
è la tolleranza stabilita dall'articolo 49; 

b) le poligonazioni di rilievo, verificando se soddisfano al 
prescritto degli articoli 63 e 64; 

e) le coordinate dei punti di rilievo ; 

d) la rappresentazione grafica delle particolarità del terreno 
e degli appezzamenti in confronto ai dati dei registri e degli 
eidotipi ed al disposto dell' articolo 67 ; 

e) il delineamento e la scritturazione, verificando se soddi- 
sfano al disposto degli articoli 70, 72 e 73 ; 

f) la linea territoriale in confronto ai dati dei registri ed 
eidotipi ed ai tipi dimostrativi e processi verbali delle delimita- 
zioni comunali ; 

g) la numerazione ed il repertorio dei numeri di mappa, 
osservando se soddisfano alle prescrizioni degli articoli 68, 69 e 75; 

h) gli allegati di mappa ed il quadro d'insieme, procedendo 
in modo analogo a quello seguito nella verifica della mappa ed 
osservando se soddisfano al disposto degli articoli 71 e 74. 

Art. 83. 
Nelle verifiche di campagna si fanno le seguenti operazioni : 

a) si determina possibilmente la posizione di qualche sta- 
zione di rilievo, o di qualche punto principale, collegandolo a 
punti trigonometrici ; 

b) si rileva qualche linea poligonale arbitraria, collegandola 
a punti trigonometrici ; 

e) si fa il rilievo parziale di qualche appezzamento; 

d) si tracciano linee rette fra punti ben determinati e si 
misurano direttamente, collegando ad esse pure con misura di- 
retta le particolarità del terreno circostante; 

e) si confronta qualche eidotipo colle particolarità del ter- 
reno in esso rappresentato. 

Si procede infine a tutte quelle operazioni ed indagini che 
si ritengono necessarie per accertarsi dell' esattezza ed attendibi- 
lità della mappa sia nell'insieme che nei suoi particolari. 

Art. 84. 
Compiute le operazioni di cui all'articolo precedente, se ne 
confrontano i risultati coi dati della mappa. 



- 148 - 

In queste operazioni di confronto per le verifiche di cui alle 
lettere a e b, è accordata per le misure lineari la tolleranza del- 
l'articolo 63. 

Per le altre verifiche è accordata quella determinata dalla 
seguente scala : 



sino . . a 100 m tolleranza del 0. 40 per cento 

da 100 a 300 id. 0. 35 » 

da 300 a 600 id. 0. 30 » 

da 600 a 1000 id. 0. 25 » 

sopra . a 1000 m id. 0. 20 » 

Art. 85. 

Se le verifiche fatte sulla mappa non la dimostrano costruita 
secondo le regole stabilite, e se le differenze fra le misure lineari 
di verifica e quelle di mappa superano le tolleranze accordate 
dall' articolo precedente, il delegato ministeriale ne ordina tosto 
la rinnovazione, applicando il disposto dall'articolo 78 del rego- 
lamento. 

Se le verifiche fatte dimostrano la mappa regolarmente co- 
struita e le differenze, di cui sopra, si trovano inferiori alle ac- 
cordate tolleranze, il delegato ministeriale approva la mappa, ap- 
ponendovi la propria firma con opportuna dichiarazione (Modello M). 

Art. 86. 

Se nel procedere alle verifiche si riscontrano errori facilmente 
correggibili, il delegato ministeriale ordina le relative correzioni 
sulla mappa, e, se occorre, le fa annotare sui registri ed eidotipi. 
Dopo averne poi verificata l'esecuzione, ne fa l'approvazione col 
modo prescritto dal secondo allinea dell'articolo precedente. 

Art. 87. 

Di tutte le operazioni di verifica si fa un processo verbale, 
che deve essere firmato da tutti i presenti alle operazioni stesse. 

Nei processi verbali si indicano per disteso tutte le fatte ope- 
razioni di verifica e le correzioni di cui all'articolo precedente. 

I processi verbali di verifica vengono trasmessi dal delegato 
ministeriale alla Direzione dei lavori catastali, la quale in base 



- 149 - 

ad essi prende gli ulteriori provvedimenti e, quando nulla osti, 
rilascia al perito analoga dichiarazione. 

Art. 88. 

La mappa e gli atti relativi, al termine delle verifiche di cui 
agli articoli precedenti, ove non sia disposto altrimenti dalla Di- 
rezione dei lavori, vengono dai periti rilevatori consegnate re- 
golarmente al sotto-ispettore. 

Capitolo III. 

Misura delle aree. 

\ 
Art. 89. 

Compiute le operazioni di cui agli articoli precedenti, si pro- 
cede alla calcolazione delle aree dei singoli appezzamenti per 
mezzo delle coordinate ortogonali dei loro vertici, desunte dal 
Registro tipo n° 2, servendosi del Registro tipo n° 6. 

In casi speciali si possono anche calcolare le aree degli ap- 
pezzamenti per mezzo delle coordinate polari dei loro vertici, 
servendosi del Registro tipo n° 7. 

Art. 90. 

Quando un appezzamento sia stato rilevato da più stazioni, 
se ne calcola l'area riducendo preventivamente le coordinate or- 
togonali dei suoi vertici ad una stessa origine. 

Art. 91. 

Le aree degli appezzamenti o frazioni di essi, rilevati col me- 
todo relativo all'uso dello squadro agrimensorio, si calcolano coi 
relativi dati di rilievo. 

Art. 92. 

Le calcolazioni delle aree debbono sempre essere eseguite in 
doppio ed i risultati di esse opportunamente confrontati. 

Per la superfìcie da inscriversi nel registro di calcolazione, 
si tiene conto soltanto di tre decimali, ossia, delle deciare, au- 
mentando di una unità l'ultimo decimale qualora il susseguente 
che si trascura non sia minore del numero 5. 



- 150 - 

Sulle copertine dei libretti di calcolazione, i calcolatori ap- 
pongono la loro firma dopo le operazioni di confronto. 

Art. 93. 

I sotto-ispettori, terminate le calcolazioni delle aree di una 
mappa o di una parte di essa, provvedono per la verifica delle 
calcolazioni stesse in conformità alle disposizioni che verranno 
date dalla Direzione dei lavori. 

Art. 94. 

Le calcolazioni delle aree possono eseguirsi, in seguito a spe- 
ciale prescrizione della Direzione dei lavori,. col mezzo del plani- 
metro polare o con qual altro metodo si venisse a riconoscere 
più conveniente. 

In tali casi, per la verifica della misura delle aree, sono ac- 
cordate le seguenti tolleranze : 

sino a Ea. 0. 1 . . . PI. per cento 

da Ea. 0. 1 ad » 0. 5 ... il 0. 5 » 

da » 0.5 ad » 4.0 .. . il 0.3 » 

al di sopra di » 1. ... il 0. 2 » 

Art. 95. 

Terminata e verificata la calcolazione delle aree, i sotto-ispet- 
tori provvedono perchè i risultati della stessa siano registrati 
nell'apposita colonna del quaderno di cui all'articolo 76. 

NB. Anche per queste Istruzioni si ommettono i moduli che 
come i precedenti riguardano i tecnici addetti ai lavori. 



Catasto nel Lombardo Veneto e Bassa Lombardia. 



58. Cominciamo questo capo colla trascrizione della Legge 23 
Giugno 1877 che è la guida delle odierne operazioni in quelle 
zone. 



- 151 - 
N. 3904 (Serie 2. a ). 

Legge che riunisce in un solo compartimento catastale 
i territorii Lombardo-Veneti di nuovo censo. 23 Giugno Ì877. 
(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 23 Giugno 1877, N. 148). - 

VITTORIO EMANUELE IL 

per grazia di Dio e per volontà della Nazione 

Re d' Italia 

\ 

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato ; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Art. 4. 

È approvata l' aggregazione al compartimento lombardo di 
censo nuovo dei 239 comuni fatta nel 1869 e nel 1874. A co- 
minciare dal 1.° Gennajo 1878 il territorio veneto di nuovo censo, 
il territorio lombardo di eguale censo, compresi i detti 239 co- 
muni, e la provincia di Como, formeranno un unico comparti- 
mento catastale all'effetto di ripartire su di essi con unica ali- 
quota l'attuale loro quota d'imposta sui terreni. 

Il maggiore aggravio all'imponibile, derivato dall' attivazione 
del censo nuovo nei predetti 239 comuni e nella provincia di 
Como, sarà ripartito tanto sul territorio rimasto di censo vecchio, 
che su quello di censo nuovo, in ragione dei rispettivi contin- 
genti attuali d'imposta. 

Art. 2. 

Il Ministro delle Finanze è autorizzato a continuare il censi- 
mento dei territori della Rassa Lombardia e della parte della 
provincia mantovana ancora dotati di vecchio censo, osservate le 
prescrizioni che regolano il censo nuovo. 

Man mano che si compie il censimento, le parti censite sa- 
ranno riunite con la loro quota di contingente al compartimento 
menzionato nell'art. l.° per l'effetto ivi indicato. 



- 152 - 

Art. 3. 

Le operazioni di censimento, nei terreni di cui all'art. 2, do- 
vranno essere compiute nel termine di quattro anni dalla pub- 
blicazione della legge. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Dato a Torino addì 23 Giugno 1877. 

VITTORIO EMANUELE 

Depretis. 

59. Le vicende subite da questo Catasto si riassumono in breve 
come segue : 

Il nuovo censimento delle provincie lombardo-venete si può 
dividere in quattro stadi. 

Nel primo stadio, in ordine alla sovrana patente 23 Dicembre 
1817, veniva eseguito il nuovo censo di tutte le provincie venete, 
e di quelle lombarde, nelle quali vigeva l'estimo provvisorio. Le 
operazioni relative del nuovo censo dei detti territori venivano 
compiute interamente nel 1854 sotto la direzione superiore della 
Giunta del censimento creata col decreto imperiale 31 Dicem- 
bre 1818. 

Nel secondo stadio, colla sovrana risoluzione 12 Agosto 1854 
veniva ordinato : 

a) di rinnovare le stime di tutti i fabbricati nel territorio 
soggetto al vecchio censo di Milano ; 

b) di riunire i terreni della parte alta dell'antico territorio 
della Lombardia, cioè nei trenta comuni bergamasco-mantovani 
nell'intera provincia di Como, nella parte alta della provincia di 
Milano. 

Tutte le dette operazioni venivano compiute nell'anno 1875. 

Nel terzo stadio, in ordine ai decreti ministeriali 4 Marzo 1865 
N. 6445-317, 13 Marzo 1867 N. 1331-2155, 17 Marzo 1874, 
N. 16228-2894, e 9 Giugno 1874 N. 33104-6288, veniva com- 
piuto il ricensimento dei dodici comuni che erano compresi nei 



- 153 - 

distretti di Castiglione delle Stiviere e Canneto, e le relative ope- 
razioni vennero ultimate nelP anno 1879. 

Nel quarto stadio, colla legge 23 Giugno 1877 venne autoriz- 
zato il ricensimento della bassa Lombardia pel quale si eseguirono: 

1. Tutte le misure ; 

2. Le stime della provincia di Milano che furono pubblicate 
nel 1881, e per l'attuazione dei cui catasti non rimase che la 
definizione dei reclami. 

3. Le stime della maggior parte della provincia di Pavia, 
che dovrebbero pubblicarsi nell'anno successivo, restando poi da 
eseguirsi quelle delle provincie di Cremona e Mantova, che per 
le prime s'intraprenderanno nella rimanente campagna censuaria. 

In nessuna delle suindicate sovrane risoluzioni, o leggi, o de- 
creti fu prescritta la contemporaneità delle stime, pubblicazioni 
e risoluzioni dei reclami. Fu invece esplicitamente ordinato col- 
Particolo 23 della patente 1817 e colle sovrane risoluzioni 16 
Luglio 1835 ed 8 Aprile 1845, e quindi anche colla legge 23 
Giugno 1877 e con vari decreti ministeriali, tra i quali quelli 
soltanto del Mantovano, in numero di 40, richiedevano la rinno- 
vazione delle mappe. 

Per tutti indistintamente gli altri comuni il lavoro da farsi 
riguardava soltanto l'applicazione del nuovo estimo. La rinnova- 
zione delle mappe del Mantovano fu ultimata nel 1881 ; nel qual 
anno si è così esaurita in modo definitivo la parte geometrica 
nel 1881: del -ricensimento, salvo pochi lavori che si dovessero 
autorizzare in seguito per le mappe del comune di Bozzolo e per 
una frazione del comune di Goito posta a sinistra del Mincio. 

Prima però, e precisamente nel 1879, il nuovo censo era 
stato attivato in due comuni della provincia di Cremona e in 10 
della provincia di Mantova, i quali sono tuttavia i soli in cui 
abbia avuto pieno effetto la legge del 1877. 

Il complesso dei lavori che, in sul finire del 1881, rimaneva 
da compiersi per l'attuazione di quella legge, venne accertato e 
reso di ragione pubblica nella voluminosa relazione della Com- 
missione istituita con decreto ministeriale del 9 Agosto 1881, 
relazione che fu presentata alla Camera dei Deputati nella tor- 
nata del 17 Dicembre di detto anno che può essere consultata 
con utilità da chiunque versi negli studi di codeste materie. 



— 154 - 

Riassumiamo ciò che era a farsi. 

Erano da farsi tutti i lavori, compresi i prospetti di qualifi- 
cazione e classificazione pei 240 comuni censuari della provincia 
di Cremona, e pei 48 della provincia di Mantova. Dovevasi inoltre 
completare la stima per 26 comuni censuari della provincia di 
Pavia, pei quali erano già in pronto i prospetti di qualificazione 
e classificazione. 

Era da farsi, oltre che per i suaccennati 240 comuni censuari 
di questa ultima provincia, pei quali la stima era già com- 
pleta. 

Si doveva inoltre provvedere alla risoluzione dei reclami pei 
395 comuni censuari del basso Milanese, pei quali era già se- 
guita la pubblicazione. 

Riguardava naturalmente tutti i comuni censuari fin qui in- 
dicati il numero di 809. 

Di tutto questo lavoro, ecco la parte che era stata compiuta 
nel biennio 1882-83 : 

4.° Si esaurì la risoluzione dei reclami sui dati catastali 
per i 395 comuni censuari del basso Milanese, e si ultimò da 
parte della Commissione mista l'esame dei reclami prodotti dalle 
pubbliche rappresentanze sulle tariffe d' estimo per 305 di quei 
comuni, rimanendo da esaminare i reclami dei residui 90 comuni 
che erano quelli compresi nei mandamenti di Lodi 1.° e 2.°, di 
Borghetto, di Casalpusterlengo, Codogno e Maleo ; 

2.° Si completarono le stime per la provincia di Pavia, e 
fu attuata la pubblicazione dei catasti e delle tariffe d'estimo pei 
terreni della stessa provincia ; 

3.° Si eseguirono i prospetti di qualificazione e classifica- 
zione per i 242 comuni della provincia di Cremona, nonché per 
27 della provincia di Mantova, non rimanendo più da compilarsi 
che i prospetti degli altri 18 comuni del Mantovano ; 

4.° Finalmente si effettuò il classamento e la stima per 
64418 ettari del Cremonese sui 139304 ettari da ricensirsi in 
quella provincia. 

Facendo la differenza tra questi e i dati precedenti, emerge 
senza che occorra una inutile ripetizione, la situazione dei lavori 
di ricensimento alla fine del 1883. 

Nel periodo compreso fra il 1.° Gennaio 1884 e il 30 Giugno 



- 155 - 

1885, il progresso realizzato nei lavori di ricensimento si può 
riassumere come appresso ; 

a) Fu compiuto l'esame dei reclami sulle tariffe d' estimo 
dei terreni per i 90 comuni censuari residuati nella provincia 
di Milano ; 

b) Fu eseguita la definizione dei reclami prodotti da pri- 
vati possessori contro i dati catastali stati pubblicati nella parte 
lombarda della provincia di Pavia; 

e) Fu combinato il classamento dei terreni nella provincia 
di Cremona per altri 56 mila ettari circa, rimanendone così da 
classare meno di 20 mila ettari in tutta la provincia ; 

d) Fu ultimata la formazione dei prospetti di qualificazione 
e classificazione dei terreni per i 18 comuni residui della pro- 
vincia di Mantova ; 

e) Si incominciò il classamento dei terreni in alcuni dei 
comuni più vasti della provincia di Mantova terminandolo per 
un complesso di 14,618 appezzamenti con circa 22 mila ettari 
di estensione ; 

f) Finalmente si è compiuta una serie di lavori di tavolo 
che tornerebbe meno opportuno esporre in cifre e che riguar- 
dano specialmente la definizione dei reclami prodotti dai privati 
possessori sui dati catastali della provincia di Pavia, non che la 
predisposizione degli atti da pubblicarsi nella provincia di Cre- 
mona. 

Un altro lavoro abbastanza importante, cui attese la Giunta 
del censimento di Lombardia nel detto periodo è quello della 
lustrazione speciale sui boschi montuosi della provincia di Brescia. 

Le relative operazioni di campagna furono condotte a totale 
compimento nell'anno 1884 ; i risultati ottenuti furono pubblicati 
regolarmente; e nel 1.° Settembre del corrente anno si comple- 
tarono al tavolo i lavori di campagna predisponendo così il ma- 
teriale, sia per la più sollecita risoluzione degli eventuali reclami, 
sia per la regolare applicazione del nuovo estimo (1). 

In Parlamento si discusse spesso sull'argomento dei ritardi 
nella esecuzione della legge catastale del 1877. 

Ma considerando ai lavori da eseguirsi alla fine del 1881 per 



(1) Tutti questi dati sono desunti dalle relazioni ufficiali. 



- 156 - 

il ricensimento della bassa Lombardia ed al riparto annuale dei 
lavori stessi, quali risultano dall'allegato K alla relazione della 
Commissione d'inchiesta del 1881, l'arretrato a tutto il 1884 non 
era gran cosa. 

Esso si riduceva al classamento dei terreni per 22 mila et- 
tari in provincia di Cremona e per 21 mila particelle in pro- 
vincia di Mantova, oltre ai lavori di attuazione del nuovo censo 
nella parte alta della provincia di Milano, attuazione che secondo 
quel preventivo doveva essere eseguita nel 1884. 

Non era tutto in pronto per addivenire a quelP attuazione 
nel 1884, ma non mancavano che lavori d'indole amministrativa 
che la Giunta del censimento si affidava di portare a compimento 
nel 1885 ; cosicché il ritardo avrebbe di poco oltrepassato Y anno. 

Senonchè un'altra causa di ritardo fu portata necessariamente 
dai lavori della Commissione compartimentale istituita col regio 
decreto del 31 Maggio 1883. 

Quella Commissione, sostituita alle Congregazioni centrali da 
gran tempo soppresse, sia per reintegrare in ogni sua parte l'orga- 
nismo del Catasto lombardo-veneto, sia per assicurare sempre 
più la perequazione delle tariffe estimali della bassa Lombardia 
con quelle delle altre provincie del Lombardo -Veneto, si pose 
all'opera appena costituita ; 

Ma il suo lavoro è tutt'altro che semplice, perchè si deve 
risolvere in un giudizio di confronto, da provincia a provincia, 
di tariffe, che, come è ben noto, si riferiscono all'epoca censuaria 
del nuovo censo, cioè al 1828. 

Gli studi e le indagini sulle tariffe del basso Milanese e della 
provincia di Pavia, in confronto con quelle della provincia di 
Bergamo già perequate colle altre delle provincie Venete, sono 
già molto innanzi (V. relazione del Ministero di Finanza sui la- 
vori del Catasto a tutto il 1885). 

Ma evidentemente non è questo un argomento su cui le de- 
liberazioni si possono attendere molto sollecite, tanto più in vista 
del conflitto grave di interessi che sorge fra una parte e l'altra 
di quel compartimento. 

Del resto la Giunta del censimento per la parte che la ri- 
guarda, non ebbe gran fatica a rispondere alle sollecitazioni 
fattele. 






- 157 - 
Come la Commissione d'inchiesta del 1881 aveva avvertito 
che col sistema catastale lombardo-veneto « il Tempo da impie- 
garsi nella catastatone di un territorio, grande o piccolo che 
n,vJT "ì P, U V abbreviare al di «a di un certo limite » così il 
Direttore della Giunta del censimento dimostrò che a' termini 
dei regolamenti in vigore questo limite minimo non può essere 
inferiore a dieci anni. V 

Secondo questo sistema di censimento (disse i) Direttore della 
Giunta in una sua recente nota) i diversi stadii delle relative 
operazioni ben difficilmente possono percorrersi in un peri od 
di tempo minore di dieci anni ; e cioè uno per la misura • uno 
per i prospetti di qualificazione e classificazione; uno pCi ca- 
samento ; uno per la predisposizione degli atti da pubblicarsi • 
uno per la pubblicazione; due per l'esame sopra luogo dei re- 
clami privati e di quelli delle pubbliche rappresentanze, com- 
preso quello domandato alla Deputazione provinciale ed al a Con- 
gregazione centrale (ora Commissione compartimentale) ; u„ 
per il disimpegno delle mansioni del Collegio dei periti e della 
Giunta; uno per lo allestimento degli atti relativi alla conserva- 
zione, e finalmente uno per la attivazione 

i.° ÌLTtmT la sorte di tutti codestl Wi d °p° la >■«■ 

Dopo la promulgazione di essa, i lavori che si compievano 
negli scorsi anni dalla Giunta del censimento furono Lpel 
Vedremo nelk terza parte di questo lavoro le influenze e le 
coheganze delle vecchie leggi e delle vecchie operazioni su 
nuovo censimento generale. 

rot a H al 1 Reg0,ament ° J P0Ì Che SÌ Sta «*&>**> rileveremo come 
nuova |™e. " S P 0nd ~ e *— Potranno armonizzare colla 



PARTE TEEZA 



Testo della Legge 1.° Marzo 1886. 



CAPO TERZO. 



60. Riordinamento dell'imposta fondiaria. 

Legge N. 3682 Serie S. a 

UMBERTO I. 

per grazia di Dio e per volontà della Nazione 
Re d'Italia. 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato ; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Art. 1. 

Sarà provveduto, a cura dello Stato, in tutto il Regno, alla 
formazione di un catasto geometrico particellare uniforme fon- 
dato sulla misura e sulla stima, allo scopo : 

4. Di accertare le proprietà immobili, e tenerne in evi- 
denza le mutazioni; 

2. Di perequare l'imposta fondiaria. 
E ciò nei modi e termini prescritti negli articoli seguenti. 

Art. 2. 

La misura avrà per oggetto di rilevare la figura e la esten- 
sione delle singole proprietà e delle diverse particelle catastali, 



- 160 - 

e di rappresentarle con mappe planimetriche collegate a punti 
trigonometrici. 

La particella catastale da rilevarsi distintamente è costituita 
da una porzione continua di terreno o da un fabbricato, che 
siano situati in un medesimo comune, appartengono allo stesso 
possessore, e sieno della medesima qualità e classe, o abbiano 
la stessa destinazione. 

Saranno rilevati per la loro area anche i fabbricati urbani e 
gli altri enti non soggetti all'imposta fondiaria. 

Art. 3. 

Il rilevamento sarà eseguito da periti delegati dall'Ammini- 
strazione del catasto, coi metodi che la scienza indicherà siccome 
i più idonei a conciliare la maggiore esattezza, economia e sol- 
lecitudine del lavoro. 

Le mappe catastali esistenti e servibili allo scopo saranno 
completate, corrette e messe in corrente, quand' anche in origine 
non collegate a punti trigonometrici. 

Le nuove mappe saranno, di regola, nella scala di 1/2000. 
Dove sia richiesto dal maggiore frazionamento della particella, 
potranno essere nella scala di 1/1000 e di 1/500. 

Art. 4. 

Prima che comincino le operazioni di rilevamento, si proce- 
derà alla ricognizione della linea di confine {delimitazione), ed 
ove sia necessario, alla posizione dei termini {terminazione) : 

a) dei territori comunali o singole frazioni di comuni aventi 
patrimonio separato ; 

b) delle proprietà comprese nei singoli comuni. 

Art. 5. 

La delimitazione e la terminazione del territorio comunale si 
farà dalla Commissione censuaria comunale in concorso di quelle 
dei comuni limitrofi, o loro delegati, e coli' intervento dei pos- 
sessori interessati, o loro rappresentante da avvisarsi con le norme 
clie verranno stabilite nel regolamento. 

L' assenza però di questi ultimi, o delle rappresentanze di al- 



- 161 - 

cuni dei comuni limitrofi, come pure le contestazioni rimaste in- 
solute, non sospenderanno il corso della operazione. 

I terreni contestati saranno intanto compresi nel comune al 
quale di fatto appartengono. 

Art. 6. 

La delimitazione e la terminazione delle proprietà comprese nei 
singoli comuni saranno eseguite sotto la direzione di un delegato 
dalla rispettiva Commissione censuaria comunale, e sotto la vi- 
gilanza della Commissione stessa, in contradditorio coi rispettivi 
possessori, da avvisarsi come all'articolo precedente, i quali po- 
tranno farsi rappresentare mediante semplice dichiarazione au- 
tenticata dal sindaco. L'assenza loro non sospenderà il corso 
della operazione. 

Le controversie che insorgessero rispetto alla linea di confine 
saranno composte amichevolmente dalla Commissione, o decise 
per mezzo di arbitri nominati dai contendenti, o risolute dalla 
Commissione, giusta lo stato di fatto e per gli effetti del rileva- 
mento senza pregiudizio delle competenti ragioni di diritto. 

I termini stabili saranno riferiti in mappa, e di tutte le ope- 
razioni occorse e delle relative dichiarazioni dei possessori, si 
redigerà atto in due esemplari, da conservarsi l'uno presso il 
comune, l'altro presso l'Amministrazione catastale. 

Art. 7. 

Alla delimitazione e terminazione terrà dietro il rilevamento 
da farsi dai periti governativi catastali coli' intervento di delegati 
dalle Commissioni censuarie comunali se trattasi di confini co- 
munali, e con l'intervento dei possessori interessati se trattasi 
di confini interni. 

L' assenza però dei rappresentanti dei comuni limitrofi e dei 
possessori non sospenderà il corso delle operazioni, potendo i 
periti catastali servirsi di indicatori locali. 

I beni saranno intestati ai rispettivi possessori quali risulte- 
ranno all'atto del rilevamento. Quelli in contestazione saranno 
intestati al possessore di fatto, con relativo annotamento, e con 



riserva di ogni diritto. 



11 



- 162 - 

I beni dei quali non si potessero conoscere i possessori, sa- 
ranno provvisoriamente intestati al Demanio dello Stato. 

Art. 8. 

Con altra legge saranno determinati gli effetti giuridici del 
catasto e le riforme che occorressero a tal fine nella legislazione 
civile. Il Governo dovrà presentare il relativo disegno di legge 
entro due anni dalla promulgazione della presente legge. 

Art. 9. 

La stima dei terreni ha per oggetto di stabilire la rendita 
imponibile, sulla quale è fatta la ripartizione della imposta, me- 
diante la formazione di tariffe di estimo, nelle quali è determi- 
nata, comune per comune, la rendita stessa per ogni qualità e 
classe. 

Art. 10. 

Di regola ogni comune amministrativo avrà una sola mappa 
ed una sola tariffa. Le eccezioni a questa regola dovranno essere 
autorizzate dal Ministro delle Finanze, con decreto speciale, sulla 
proposta delle Giunte tecniche o delle Commissioni censuarie 
comunali e sentite le Giunte comunali. 

Art. 11. 

La tariffa esprime, in moneta legale, la rendita imponibile 
di un ettaro per ciascuna qualità e classe. 

La rendita imponibile è quella parte del prodotto totale del 
fondo che rimane al proprietario, netta dalle spese e perdite 
eventuali. 

I fondi saranno considerati in uno stato di ordinaria e du- 
ratura coltivazione, secondo gli usi e le condizioni locali, e la 
quantità del prodotto sarà determinata sulla base della media 
del dodicennio che precede l'anno della pubblicazione della pre- 
sente legge, ovvero di quel periodo più lungo di tempo che per 
alcune speciali colture fosse necessario a comprendere le ordi- 
narie vicende delle medesime. 

Non si terrà conto di una straordinaria diligenza o trascu- 
rala. 



- 163 



Art. 12. 



I terreni saranno rilevati nello stato di coltura o destinazione 
nel quale si troveranno all'atto del rilevamento. 

Non si avrà tuttavia riguardo a quei miglioramenti che il 
possessore dimostrerà di aver fatto posteriormente al 1.° gennaio 
1886, né a deterioramenti intenzionali a frode del catasto o di- 
pendenti da circostanze affatto accidentali e transitorie. 

Le norme per l'applicazione di queste disposizioni saranno 
stabilite dal regolamento. 

Art. 13. 

Ogni particella sarà considerata da se, senza riguardo alla 
sua connessione con altri fondi o con esercizi industriali, e a 
rapporti personali del possessore. 

Art. 14. 

La valutazione di ciascun prodotto sarà fatta sulla media dei 
tre anni di minimo prezzo compresi nel dodicennio 1874-1885, 
tenuto conto del disagio medio della carta, e giusta le norme da 
stabilirsi nel regolamento. 

La Commissione centrale di cui all' art. 23, sentite le Com- 
missioni provinciali, potrà in vista di speciali circostanze, modi- 
ficare la media dei prezzi dei singoli prodotti. 

Saranno detratte cogli stessi criteri : 

1. Le spese di produzione, conservazione e trasporto se- 
condo gli usi e le condizioni di ciascun luogo ; 

2. Le spese e i contributi per opere permanenti di difesa, 
di scolo e di bonifica, compreso il contributo per opere idrau- 
liche di seconda categoria; 

3. Le spese di manutenzione del fondo e dei fabbricati ru- 
rali occorrenti e di reintegrazione delle colture ; 

4. Una quota per le spese di amministrazione ; 

5. Una quota per i danni provenienti dagli infortuni. 

Si terrà conto con una proporzionale detrazione dal reddito 
imponibile, anche dei danni provenienti dalle inondazioni ordi- 
narie, dalle lavine e frane, dalle servitù militari, dal vincolo fo- 



- 164 - 

restale e per i terreni prossimi a vulcani in attività, dai feno- 
meni vulcanici e metereologici propri di quelle contrade. 

Art. 15. 

Saranno compresi nel catasto i fabbricati rurali di che al- 
l' art. 8 della legge 6 giugno 1877, n. 3684, e cioè le costruzioni 
rurali coi loro accessori, quando appartengono allo stesso pro- 
prietario dei terreni cui servono e sieno inoltre destinate : 

a) all' abitazione di coloro che attendono col proprio lavoro 
alla manuale coltivazione della terra ; 

b) al ricovero del bestiame necessario per quella coltiva- 
zione o alimentato da quei terreni ; 

e) alla conservazione e prima manipolazione dei prodotti 
agrari dei terreni, nonché alla custodia e conservazione delle 
macchine e degli attrezzi che servono alla coltivazione dei ter- 
reni medesimi. 

I detti fabbricati e le aree che occupano saranno esenti da 
imposta. 

Art. 16. 

Le acque di irrigazione s' intenderanno comprese pel loro 
effetto utile nella stima dei terreni cui servono. Nel caso però 
di terreni irrigati con acque in tutto od in parte di affìtto o con- 
cesse a canone, sarà fatta dal reddito una proporzionata detra- 
zione per il costo dell'acqua. 

Art. 17. 

Saranno escluse dalla stima fondiaria le miniere, le cave, le 
torbiere, le saline, colla superfìcie occupata stabilmente per la 
relativa industria, e le tonnare. 

I laghi e stagni di pesca si stimeranno per la loro rendita netta. 

I terreni destinati a scopo di delizia, a colture che richiedono 
speciali apparecchi di riparo o riscaldamento, o in generale sot- 
tratti per qualsivoglia altro uso alla ordinaria coltivazione, in 
quanto non siano da considerarsi, giusta l'art. 15 come acces- 
sori dei fabbricati rurali, si valuteranno parificandoli ai migliori 
tra i terreni contigui. 

Non si attribuirà alcuna rendita : 



- 165 - 

a) ai fondi indicati dall'art. 10 della legge 14 Luglio 1864, 
n. 1831, ed è abrogato il disposto del 2.° allinea, n. 5, del detto 
articolo ; 

b) alle strade vicinali contemplate dall'art. 19 della legge 
20 Marzo 1865, allegato F; 

e) alla superfìcie occupata dai canali maestri per la con- 
dotta delle acque. 

Art. 18. 

Presso il Ministero delle Finanze sarà istituito un Ufficio ge- 
nerale del catasto, tecnico ed amministrativo, al quale apparterrà 
la direzione e la vigilanza di tutte le operazioni catastali. 

Art. 19. 

Per le operazioni di stima saranno istituite Giunte tecniche, 
il numero e le attribuzioni delle quali verranno determinati dal 
regolamento. 

Queste Giunte saranno composte di periti nominati per metà 
dal Ministro delle Finanze, per l'altra metà dai Consigli delle 
Provincie interessate e di un presidente nominato dal Ministro 
delle Finanze. 

Ogni comune potrà esigere che un suo delegato sia sentito 
dalla Giunta tecnica circa la qualificazione, la classificazione e 
la tariffa del suo territorio. 

Art. 20. 

L' Ufficio generale del catasto regolerà i lavori delle Giunte 
tecniche, per la uniformità dei criteri e dei procedimenti allo 
scopo della generale perequazione. 

Art. 21. 

L' applicazione delle qualità e classi sarà fatta da periti ca- 
tastali, assistiti dalle Commissioni censuarie comunali. 

Art. 22. 

Saranno istituite Commissioni censuarie, una comunale per 
ciascun comune, una provinciale per ciascuna provincia, ed una 
centrale. 



- 166 - 
Art. 23. 

Le Commissioni comunali saranno nominate dai Consigli in 
una seduta straordinaria alla quale sarà invitato ad intervenire, 
con diritto di voto un numero dei maggiori contribuenti all' im- 
posta fondiaria uguale a quello dei consiglieri comunali. Esse 
eleggeranno il proprio presidente. 

Le Commissioni provinciali saranno composte di un presi- 
dente nominato dal Ministro delle Finanze, e di commissari no- 
minati per una metà dallo stesso Ministro, e per Y altra dal Con- 
siglio provinciale in seduta straordinaria. 

La Commissione centrale sarà nominata dal Ministro delle 
Finanze e presieduta da esso o da un vice-presidente da lui 
delegato. 

Un terzo almeno de' suoi componenti dovrà essere scelto fra 
i membri del Consiglio di Stato, della Corte dei conti, del Con- 
siglio superiore dei Lavori Pubblici e della Magistratura giudi- 
ziaria. 

Il numero dei componenti queste Commissioni sarà determi- 
nato nel regolamento. 

Art. 24. 

Salvo i casi di esenzione, che saranno stabiliti dal regola- 
mento, l'ufficio di membro delle Commissioni censuarie comu- 
nali e provinciali è obbligatorio. Coloro che si rifiuteranno di 
accettarlo incorreranno in una pena pecuniaria da lire venti a 
lire duecento. 

Art. 25. 

Nel caso di mancanza delle nomine demandate ai Consigli 
comunali e provinciali nell' art. 23, sarà provveduto, rispettiva- 
mente, dal prefetto o dal Ministro delle Finanze. 

Art. 26. 

Le Giunte tecniche, compiuti i lavori di qualificazione, clas- 
sificazione e tariffa dei comuni di una provincia ne pubbliche- 
ranno i prospetti e li comunicheranno alla Commissione provin- 
ciale, notificando a ciascuna Commissione comunale quelli del 
rispettivo comune e dei comuni limitrofi. 



- 167 - 

Le Commissioni comunali pubblicheranno questi prospetti al- 
l' albo del comune. 

Art. 27. 

Contro le proposte delle Giunte tecniche, le Commissioni co- 
munali potranno reclamare alla Commissione provinciale, tanto 
in via assoluta, quanto in via comparativa, sulla qualificazione, 
classificazione e tariffa del proprio comune. 

I reclami saranno presentati alla Giunta tecnica, la quale li 
trasmetterà colle proprie osservazioni alla Commissione provin- 
ciale. Questa emetterà il proprio voto motivato, e lo comuni- 
cherà alla Giunta tecnica e alla Commissione comunale, le quali 
potranno presentare alla stessa Commissione provinciale i loro 
ulteriori reclami. 

La Commissione provinciale, fatte le indagini, le verifiche ed 
i confronti che stimerà opportuni, trasmetterà tutti questi atti 
alla Commissione centrale colle sue osservazioni e proposte, allo 
scopo della congruenza e proporzionalità delle tariffe dei comuni 
della provincia. 

Art. 28. 

La Commissione centrale, avuti i reclami delle Commissioni 
comunali, colle osservazioni e coi voti delle Giunte tecniche e 
delle Commissioni provinciali, e sentito l' Ufficio generale del ca- 
tasto, stabilirà le tariffe di tutti i comuni censuarì, le pubblicherà, 
e comunicherà a ciascuna Commissione provinciale quelle della 
sua provincia e delle provincie finitime. 

Contro le tariffe così proposte dalla Commissione centrale le 
Commissioni provinciali potranno reclamare, in via comparativa, 
nell'interesse dell'intera provincia o di alcun comune di essa, 
alla Commissione medesima. 

Questa, sentito, sai reclami ricevuti, il voto dell'Ufficio ge- 
nerale del catasto, e fatte le opportune verificazioni e rettifiche, 
approverà in via definitiva le tariffe di tutti i comuni censuari. 

Art. 29. 

Le mappe, i risultati della misura e dell'applicazione delle 
qualità e delle classi alle singole particelle dei terreni, saranno 



- 168 - 

pubblicati a cura dell'Amministrazione catastale. Le mappe sa- 
ranno depositate all' Ufficio comunale, ed ostensibili. 

I possessori potranno reclamare alla Commissione comunale 
sulla intestazione e sulla delimitazione, figura ed estensione dei 
rispettivi beni, e sull'applicazione della qualità e della classe* Po- 
tranno reclamare altresì, per quanto li riguarda, le Giunte co- 
munali ed altri enti interessati. 

In questa sede non sono ammessi reclami contro le tariffe. 

La Commissione comunale trasmetterà i reclami col proprio 
voto alla Commissione provinciale, la quale, sentite le osserva- 
zioni del perito a ciò delegato dall'Amministrazione del catasto, 
deciderà in via definitiva. 

Si potrà ricorrere alla Commissione centrale soltanto per vio- 
lazione di legge, o per questioni di massima. Però l'Ammini- 
strazione del catasto, e la Commisione provinciale, od anche la 
minoranza di essa potranno ricorrere alla commissione centrale 
nel caso che ritenessero erronei i criteri seguiti in singoli co- 
muni, nell'applicazione delle qualità e classi. 

Art. 30. 

I modi e i termini delle pubblicazioni, dei reclami e dei pro- 
cedimenti contemplati nei precedenti articoli, saranno stabiliti col 
regolamento. 

Art. 31. 

Nulla è innovato in quanto riguarda la competenza dell'au- 
torità giudiziaria in materia di catasto alle disposizioni della legge 
20 Marzo 1865 sul Contenzioso amministrativo. 

Art. 32. 

Le Giunte tecniche, le Commissioni censuarie, i loro delegati 
ed i periti catastali avranno diritto di accedere, per gli effetti 
della presente legge, alle private proprietà. 

Chiunque farà opposizione sarà soggetto ad una pena pecu- 
niaria da lire dieci a lire cento. 



Art. 33. 



Costituiscono il catasto : 
1. La mappa particolare ; 



- 169 - 

2. La tavola censuaria ; 

3. Il registro delle partite ; 

4. La matricola dei possessori. 

Art. 34. 

Il catasto sarà conservato e tenuto in corrente, in modo con- 
tinuo ed anche con lustrazioni periodiche, delle mutazioni che 
avvengono nello stato dei possessi e dei rispettivi possessori. 

Le volture catastali saranno obbligatorie, e non potranno esser 
fatte che sulla fede di atti pubblici, e di scritture private con 
sottoscrizioni autenticate da notaio, o accertate giudizialmente. 

Art. 35. 

Daranno luogo a variazioni neh' estimo catastale : 
In aumento : 

1. L'alluvione, la formazione di isole, il ritiro e la devia- 
zione di acque; 

2. L' introduzione di beni non ancora censiti o di beni cen- 
siti tra i fabbricati urbani; 

3. Il passaggio di suolo pubblico in proprietà privata; 

4. La cessazione di esenzioni dall'imposta fondiaria stabilite 
da questa o da altre leggi. 

In diminuzione : 

1. La perenzione totale o parziale dei beni, o la perdita 
totale della potenza produttiva per forza maggiore o per naturale 
esaurimento ; 

2. Lo stralcio di un terreno dal catasto fondiario pel suo 
trasporto al catasto dei fabbricati urbani ; 

3. Il passaggio dei beni dalla categoria degli imponibili a 
quella degli esenti dall'imposta fondiaria. 

Nessuna mutazione sarà operata nella qualificazione, classifi- 
cazione e tariffa, nell'applicazione di qualità e classe ai singoli 
terreni. Tuttociò resterà invariato fino alla revisione generale 
del catasto. 

Art. 36. 

La revisione generale del catasto non potrà farsi prima che 
siano trascorsi trent'anni dall'epoca della sua attivazione. 



- 170 — 

Art. 37. 

Le esenzioni temporanee dall'imposta fondiaria, stabilite da 
leggi speciali, continueranno a sussistere per tutto il tempo fis- 
sato, malgrado la revisione generale del catasto che avvenisse 
nell' intervallo. 

Art. 38. 

Nel caso che per parziali infortuni non contemplati nella for- 
mazione dell'estimo venissero a mancare i due terzi almeno del 
prodotto ordinario del fondo, l'Amministrazione delle finanze 
potrà accordare una moderazione dell'imposta dell'anno. 

Nei casi straordinari di gravi infortuni, non preveduti nella 
formazione dell'estimo, i quali colpiscono determinate zone di 
terreno o determinate colture, si provvedere con speciali dispo- 
sizioni legislative. 

Art. 39. 

Colla legge di approvazione del bilancio si stanzierà per ogni 
anno la spesa occorrente per la formazione del catasto. 

Le proposte di stanziamento saranno corredate da una rela- 
zione dimostrativa dello stato e dell'andamento dei lavori. 

Art. 40. 

Saranno a carico del Governo tutte le spese per la forma- 
zione del catasto ad eccezione delle seguenti : 
Saranno a carico delle provincie : 

a) le retribuzioni e le indennità ai delegati provinciali per 
le Giunte tecniche ; 

b) le spese necessarie per le rispettive Commissioni pro- 
vinciali ; 

e) i locali, coi relativi mobili, ed il riscaldamento per gli 
uffici delle Giunte tecniche e per quelli di ispezione. 
Saranno a carico dei comuni : 

a) le spese di delimitazione e terminazione dei territori 
comunali ; 

b) le spese necessarie per le rispettive Commissioni co- 
munali : 



- 171 - 

c) i locali, coi relativi mobili, e riscaldamento per gli uffici 
degli operatori catastali del comune ; 

d) le mercedi degli indicatori e le spese per le pubblica- 
zioni e le notificazioni da farsi nel comune. 

Le spese della delimitazione e terminazione delle private pro- 
prietà saranno a carico dei rispettivi possessori. 

Art. 41. 

Tutti gli atti occorrenti per la delimitazione e terminazione, 
per la formazione del catasto e pei reclami e procedimenti re- 
lativi saranno esenti da qualunque tassa di registro o bollo. 

I contratti di permuta e di vendita immobiliare che saranno 
stipulati in occasione della delimitazione prescritta nell'art. 6 
della presente legge allo scopo, riconosciuto ed attestato dalle 
Commissioni censuarie comunali, di rettificare e migliorare i 
confini e la configurazione dei beni, qualora il valore di ciascun 
immobile permutato e, rispettivamente, il prezzo di vendita non 
superi le lire 500, non saranno soggetti, rispetto al trasferimento, 
che alla tassa fìssa di una lira, e potranno essere stesi, anche 
per atto pubblico, sopra carta con bollo da centesimi 50. 

Inoltre le relative tasse di archivio, di inscrizione nei reper- 
tori notarili, o delle volture catastali, non che quelle della tra- 
scrizione ipotecaria e gli emolumenti dei conservatori e gli ono- 
rari dei notari saranno ridotti alla metà. 

Queste disposizioni resteranno in vigore per un decennio a 
contare dal giorno della promulgazione di questa legge. 

Art. 42. 

Laddove le miniere, cave, torbiere, saline e tonnare sono at- 
tualmente censite e soggette a sovrimposta fondiaria provinciale 
e comunale, il Ministro prima di attuare il catasto dovrà pro- 
porre al Parlamento i provvedimenti opportuni a favore delle 
Provincie e dei comuni ai quali venisse con ciò sottratta una 
parte degli enti sovrimponibili. 

Art. 43. 

È data facoltà al Governo di provvedere, con regolamento 
deliberato dal Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, 



- 172 - 

e da approvarsi con decreto reale, alla esecuzione della presente 
legge, e, specialmente di stabilire le norme per la formazione 
delle nuove mappe e per la revisione e F aggiornamento delle 
esistenti, per la delimitazione e la terminazione dei fondi, pei 
procedimenti estimali, per la costituzione e la nomina delle Com- 
missioni censuarie, e di stabilire i modi e i termini per la pub- 
blicazione e notificazione dei dati catastali, e per la presentazione, 
1' esame e la risoluzione dei reclami. 

Il Governo fisserà altresì le norme per la constatazione dei 
danni agli effetti degli sgravi d'imposta, di che all'art. 38. 

Art. 44. 

Le disposizioni della presente legge saranno applicate anche 
nella formazione del catasto del compartimento Modenese ordi- 
nato colla legge 4 gennaio 1880, numero 5222 (serie 2. a ). 

Art. 45. 

I contingenti compartimentali che risultano dalle leggi 14 Lu- 
glio 1864, 28 Maggio 1867, 16 Giugno 1871 e 4 Gennaio 1880, 
le quali stabiliscono il principale dell'imposta fondiaria non po- 
tranno essere aumentati per venti anni dalla data della presente 
legge, salvo le disposizioni seguenti. 

Art. 46. 

Compiute tutte le operazioni catastali si provvederà per legge 
all'applicazione del nuovo estimo. 

In base all' aliquota del sette per cento sul reddito imponibile, 
si fisserà il contributo generale del Regno. 

Se questo contributo oltrepassasse i cento milioni sarà, pro- 
porzionalmente diminuita l'aliquota. 

Gli aumenti e le diminuzioni che si verificassero giusta F ar- 
ticolo 35 nei redditi catastali, le quote non percette per ragione 
di scarico, moderazione e inesigibilità nei casi determinati dalla 
legge e dal regolamento non daranno luogo a mutazioni nel con- 
tributo generale del Regno. 

Pei comuni nei quali F imposta, per effetto dell' applicazione 
della nuova aliquota, supererà l'attuale imposta erariale, gli au- 
menti saranno distribuiti gradatamente in dieci anni. 



173 - 



Art. 47. 



I lavori per la formazione del catasto saranno intrapresi entro 
due anni, al più tardi, dalla promulgazione della presente legge 
e continuati senza interruzione in tutti i compartimenti del Regno. 

Se alcuna provincia chiederà, per mezzo del suo Consiglio, 
che i lavori siano accelerati e condotti a termine nel suo terri- 
torio, e si obbligherà di anticipare la metà della spesa, la di- 
manda sarà accolta, senza pregiudizio del normale andamento 
dei lavori nelle altre parti del Regno. 

Ove la provincia richiedente avesse un catasto geometrico 
particella re con mappe servibili agli effetti di questa legge, il ri- 
censimento dovrà essere compiuto entro sette anni dalla comu- 
nicazione al Governo della" relativa deliberazione del Consiglio 
provinciale. 

Per le provincie suddette sarà applicata, per decreto Reale, 
in via provvisoria, l'aliquota d'imposta del sette per cento al 
nuovo estimo accertato, salvo l'applicazione, senza effetto retro- 
attivo, dell'estimo definitivo, e della aliquota comune coli' attiva- 
zione generale del catasto in tutto il Regno. 

II rimborso dell' anticipazione della spesa sarà fatto dal Go- 
verno entro due anni dall'applicazione dell'estimo provvisorio. 

Art. 48. 

Fino all' applicazione del nuovo catasto, l' imposta sui beni 
censibili e non censiti apparterrà direttamente all'Erario, restando 
così derogato all'art. 12 della legge 14 Luglio 1864. 

Per l'accertamento dei beni censibili e non censiti, rimanendo 
ferme fino al compimento delle nuove operazioni catastali le di- 
sposizioni delle leggi ora vigenti, sono nonpertanto abolite le di- 
sposizioni del decreto napoletano del 10 Giugno 1817 circa le 
multe a carico dei possessori di terreni non rilevati in catasto, 
quando lo scoprimento abbia luogo per effetto delle operazioni 
di rilevamento disposte dalla presente legge. 

Sono parimente abolite fin da ora le disposizioni dell'anzidetto 
decreto che attribuiscono le multe ai delatori. 

Non avrà luogo reimposizione dell'imposta corrispondente a 
discarichi per eccesso di estensione censita, se non in quanto 



- 174 - 

P imposta sui detti beni non bastasse a reintegrare i contingenti 
compartimentali. 

Art. 49. 

Il primo decimo di guerra aggiunto al principale dell'imposta 
fondiaria è abolito a cominciare dal 1.° Gennaio 1886. 
Il secondo decimo cesserà col 1.° Luglio 1887. 
Il terzo decimo cesserà col 1.° Luglio 1888. 

Art. 50. 

La facoltà nelle provincie e nei comuni di sovrimporre ai 
sensi della legge 20 Marzo 1865, n. 2248, alla imposta erariale 
sui terreni e fabbricati è limitata complessivamente a 100 cen- 
tesimi per ogni lira d'imposta in principale. 

Salvo gli effetti delle disposizioni contenute negli art. 52 e 
53, tale limite non può essere oltrepassato che per legge speciale. 

Art. 51. 

Sarà provveduto con altra legge al riordinamento del sistema 
tributario dei comuni e delle provincie. 

Art. 52. 

I comuni e le provincie possono mantenere i centesimi ad- 
dizionali di sovraimposta ai terreni e fabbricati ammessi nei 
loro bilanci, purché non eccedano il limite medio rispettivamente 
raggiunto nei bilanci 1884-85-86. 

Le relative deliberazioni dovranno essere approvate, quanto 
ai comuni, dalla competente autorità tutoria e quanto ai Consigli 
provinciali per decreto Reale, sentito il Consiglio di Stato. 

Restano ferme le condizioni richieste dall'art. 15 della legge 
11 Agosto 1870, n. 5784. 

Art. 53. 

Le spese che le provincie votassero, a titolo di anticipazione, 
per l'accelerata formazione del catasto, giusta l'art. 47, non sa- 
ranno prese a calcolo nel determinare i limiti dell'imposta fon- 
diaria provinciale fìssati dagli art. 50 e 52. 

A misura che le spese suddette saranno rimborsate dallo 



- 175 - 

Stato, la somma del rimborso andrà in diminuzione della so- 
vrimposta votata nell'anno. 

Art. 54. 

Verrà distribuita a carico di tutti i compartimenti del Regno 
la parte di contingente la quale dovrebbe ricadere sulle provincie 
venete e lombarde di nuovo censo per effetto del ricensimento 
della bassa Lombardia e del Mantovano, autorizzato dalla legge 
23 Giugno 1877, n. 3904, (serie 2. a ). 

Il Governo è autorizzato a sospendere le operazioni di detto 
ricensimento in quei territori nei quali al 1.° Gennaio 4888 non 
fossero ultimate, commisurando i relativi contingenti secondo il 
rapporto del vecchio al nuovo estimo che sarà riconosciuto più 
conforme ai risultati dei ricensimenti compiuti. 

Compiuti i lavori del catasto nel compartimento Modenese, 
sarà applicata alle provincie che lo compongono la disposizione 
del 4.° allinea dell'art. 47. Per le spese sostenute finora dalle 
provincie suddette nella formazione del nuovo catasto, lo Stato 
non dovrà loro compenso alcuno ma non verrà loro chiesta al- 
cuna ulteriore anticipazione pel sollecito suo compimento. 

I comuni del compartimento Ligure-piemontese che, colle 
leggi 29 Giugno 1882 e susseguenti di proroga, vennero messi 
in tempo a tornare agli antichi allibramenti, pel riparto dei ri- 
spettivi contingenti godranno di questo beneficio fino all'attua- 
zione del catasto stabilito dalla presente legge. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservare e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addì 1.° Marzo 1886. 



UMBERTO. 



Visto: il Guardasigilli, Tajani. 



Depretis. 
A. Magliani. 



— 176 — 

Riproduzione degli articoli colle note. 

61. — Art. 1. Sarà provveduto, a cura dello Stato, in tutto il Regno, 
alla formazione di un catasto geometrico particellare uniforme fondato sulla 
misura e sulla stima, allo scopo : 

1. Di accertare le proprietà immobili, e tenerne in evidenza le mu- 
tazioni ; 

2. Di perequare l'imposta fondiaria. 

E ciò nei modi e termini prescritti negli articoli seguenti. 

Nota all'Art 1. 

Il punto di partenza che abbiamo preso in questo lavoro, fu 
l'affermazione dei principii che informar doveano codesta legge di 
ripartizione delle imposte colla formazione di un catasto geome- 
trico parcellare uniforme fondato sulla misura e sulla stima per 
lo scopo precipuo dello accertamento della proprietà immobiliare, 
il quale accertamento servir deve per ottenere la bramata pere- 
quazione dell' imposta fondiaria. 

Il lavoro nostro in queste succinte note, trova dunque il suo 
punto fìsso nella seduta della Camera dei Deputati nella quale 
fu votata la chiusura della discussione generale. Per la quale 
chiusura come ben giustamente esponeva il deputato Corrado 
nella tornata del 18 Gennaio 1886, non era più lecito discutere 
nel principio la istituzione del catasto allo scopo finanziario ed 
in parte civile e come mezzo di perequazione. 

Poi nella discussione dei singoli articoli, lo stesso deputato 
Corrado affrontò la tesi degli effetti civili e probatori del catasto 
che avrebbe dovuto promuovere come pregiudiziale facendo im- 
portanti osservazioni. Ma poiché la materia riferibile al catasto 
probatorio è contemplata dall'Art. 8 della legge, ci riserviamo 
di fare le osservazioni nostre nella nota relativa a quelP articolo 
e così seguiremo un tale sistema per economia di studi e per 
non ripeterci. 

Il deputato Romano elevò pure questione sulla spesa di ca- 
tasto ; il che formando soggetto dell'Art. 39 della odierna legge, 
per l' accennato motivo ci tratterremo su di esse nella nota 
relativa a quell' articolo. 



- 177 - 

Il deputato Plebano elevò una critica sul sistema parcellare 
circa il modo col quale le parcelle si costituiranno temendo si 
compiano frodi ed i più deboli fra i proprietari sieno vittime 
dei più furbi. Il deputato Gherardi della commissione difese il 
modo di formazione delle parcelle colle seguenti parole che 
trascriviamo a vantaggio dei periti cui incombe la formazione, 
ce Esse vengono compiute dai periti i quali lavorano sulla base 
ce e colla scorta della scienza e della esperienza e di istruzioni 
« studiate ed uniformi sotto la vigilanza degli interessati e delle 
(( rappresentanze locali, mentre il sistema delle tariffe per classi 
« esclude pressoché interamente il pericolo che prevalga l'in- 
« teresse dei potenti e disonesti e soccomba quello degli onesti 
ce e dei deboli ». — Lo stesso relatore poi dimostra essere fa- 
cile il controllo delle operazioni peritali per scongiurare le temute 
frodi. Il Regolamento che sta ora compilandosi e pel quale la- 
vorano varie commissioni parlamentari verrà certo in soccorso 
della legge per ispirare e dirigere i lavori tecnici che conducano 
alla giustizia ed alla eguaglianza, basi fondamentali della sospi- 
rata perequazione. 

Non possiamo trattenerci nei particolari degli emendamenti 
per questo articolo e soltanto per essi faremo come 1' ape che 
raccoglie succo pel miele e dalla discussione degli emendamenti 
rileviamo tosto una osservazione importante nei discorsi del 
deputato Curzio nella seduta 18 Gennaio 1886 che sosteneva il 
bisogno di ottenere colla legge che si discute il catasto proba- 
torio e voleva vedere scolpito nelP art. 1° il concetto della fina- 
lità giuridica e civile (come esso singolarmente si esprime) ac- 
cennando poscia che più presto di abbracciare istituti stranieri, 
quale il libro fondiario od il sistema tavolare, conviene rendere 
pubblici i passaggi di proprietà per successione legittima me- 
diante analoghe riforme della trascrizione; della quale osserva- 
zione faremo tesoro quando ci occuperemo più particolarmente 
di questa materia, poiché entra d'essa nella corrente d'idee più 
sane che siensi manifestate in questo periodo di svolgimento 
delle tesi sul catasto probatorio giuridico. Gli altri emendamenti 
proposti all' articolo non furono adottati e soltanto ebbe prospera 
ed opportuna sorte la proposta del deputato Curioni di aggiun- 
gere al dettato dell'Art. 1° del progetto di legge la parola uni- 

12 



— 178 -- 

forme il che fu accolto dalla commissione parlamentare e per 
verità rischiara meglio il concetto della unità e della uniformità 
che è sperabile avrà il novello catasto. 

62. — Art. 2. La misura avrà per oggetto di rilevare la figura e la 
estensione delle singole proprietà e delle diverse particelle catastali, 'o di 
rappresentarle con mappe planimetriche collegate a punti trigonometrici. 

La particella catastale da rilevarsi distintamente è costituita da una por- 
zione continua di terreno o da un fabbricato, che siano situati in un me- 
desimo comune, appartengano allo stesso possessore, e siano della medesima 
qualità e classe, o abbiano la stessa destinazione. 

Saranno rilevati per la loro area anche i fabbricati urbani e gli altri 
enti non soggetti all' imposta fondiaria. 

Nota all'Art. 2. 

La sola modificazione che dietro le risultanze della discus- 
sione fu portata all' articolo corrispondente che figurava nel 
progetto, e che dopo la parola con mappe fu aggiunta 1' altra 
planimetriche che non era nel progetto stesso e tolta invece la 
parola superficiale che figurava dopo la parola estensione. Te- 
niamo però conto delle principali osservazioni che furono fatte 
a questo articolo per la luce che arrecano alla intelligenza del 
medesimo e per l' utilità pratica che la luce stessa arrecherà 
nella esecuzione delle relative operazioni. Notiamo prima di tutto 
le parole del relatore Minghetti che giustificano lo accoglimento 
dell' aggiunta : 

« È una modificazione fatta per soddisfare una specie di scru- 
« polo. Si era detto da prima estensioni superficiali ; ma poi si 
(( è considerato che questa estensione potrebbe essere anche 
« curvilinea seguendo le sinuosità altimetriche dei terreni. E 
« siccome le piante debbono essere planimetriche e rilevate to- 
cc pograficamente, così si è detto di togliere la parola superfi- 
c< ciale ». 

L'onorevole Francica fece qualche osservazione sulle parole 
od abbiano la stessa destinazione sostenendo che per la compi- 
lazione delle parcelle codesta espressione della legge possa far 
cadere errore in alcune categorie tassabili in modo diverso di 
quello che meriterebbero. 

Plebano teme che contemplando l' articolo i fabbricati urbani, 



- 179 - 

si pregiudichi la questione che sarà fatta in seguito sul modo 
di tassare i medesimi. 

Tegas si trattiene sul concetto dei punti trigonometrici senza 
la indicazione del quasi sieno e da chi debbano essere forniti. 

L' on. Fornacciari teme che 1' articolo possa ingenerare dei 
dubbi sul modo di fare i rilevamenti ed opina che si debba 
chiarire che il primo rilevamento che verrà fatto dai periti ri- 
levatori, dovrà limitarsi alle qualità di colture e non estendersi 
fino alle classi, perchè crede che i giovani ingegneri che sono 
destinati per certo a fare le prime operazioni parcellarie, non 
sarebbero adatti per fare le divisioni per classi per la quale 
operazione si richiede esperienza .grande per giudicare i gradi 
di feracità dei terreni. 

Il più importante della discussione sono le risposte del Com- 
missario regio Messedaglia. 

All' onorevole Francica sul valore della parola destinazione 
rispose cose chiare e categoriche e ne riportiamo le parole, che 
sono per sé stesse un commento : 

« L' onorevole Francica ha domandato specialmente a me, e 
ricordo che me lo domandò anche fuori della Camera, significa- 
zione precisa della parola destinazione. 

« Io non posso che ripetergli ciò che gli risposi allora e che 
risulta anche dalla relazione. Non tutti gli enti catastali si pos- 
sono classificare per qualità di coltura; bisogna classificarli anche 
per ragione di qualche altro uso. Per esempio, il caso più spic- 
cato da noi è il catasto dei fabbricati rurali. Non possiamo fare 
una classifica di fabbricati rurali per qualità di coltura. 

« A che cosa dunque dobbiamo rivolgerci ? quale altro cri- 
terio dobbiamo tenere in conto ? 1' uso speciale a cui il fabbri- 
cato può trovarsi destinato. 

ce E così per qualche altro caso, parlando più specialmente 
di aree. 

« Per esempio, fra le aree stesse 1' onorevole Francica ha 
indicato le aje per la trebbiatura del grano, le stalle, gli ovili. 
E ci possono essere anche altre aree soggette a catasto che non 
servono alla coltivazione, né possono essere considerate come 
puramente accessorie ai fabbricati rurali. A quale categoria si 
iscrivono allora questi terreni ? 



- 180 - 

ce Non si può mica introdurli nelle qualità di coltura, non 
si possono classificare come terreni coltivati, né come incolti 
che diano un frutto da sé. Dunque bisogna adoperare un altro 
concetto, che è quello della loro destinazione. Destinazione si- 
gnifica dunque V uso a cui serve un ente da introdurre in 
catasto che non si possa comprendere nella classificazione per 
qualità o classe. 

e: Questo è il senso della parola. 

« L' onorevole Francica dice : ma se voi trovate un' area che 
oggi non è coltivata, o coltivata male, potreste per avventura in 
uno spirito di fiscalità dire : quest' area potrebb' essere destinata 
a miglior coltura ? 

ce No, rispondo. Ciò sarebbe contrario alla sanzione stessa 
della legge. Si deve stimare e rilevare secondo lo stato attuale. 
E solo data facoltà al proprietario di dimostrare che certi miglio- 
ramenti non esistevano all' epoca della pubblicazione della legge. 

« Io non debbo mica andare a vedere a che cosa il proprie- 
tario potrebbe ulteriormente destinare quel terreno. Io lo prendo 
per quel che è. Se è nudo lo censisco per nudo. Se non ha 
coltura di nessuna sorte, se non ha carattere agrario, in questo 
caso piglio la sua destinazione, V uso a cui è destinato. Questo 
è il senso, ripeto. Per cui io non potei accettare l'emendamento ; 
e tanto meno poi nel modo come è formulato dall' onorevole 
Francica. 

ce Egli propone di ce sopprimere le parole : o abbiano la 
stessa destinazione ». Ma allora come fare le particelle dei fab- 
bricati ? Come distinguere la parte abitata dalla non abitata ? 
Le case di abitazione dalle stalle, dagli ovili, dai chiusi, ecc. 
Bisogna che proceda secondo 1' uso, la destinazione. 

ce Ovvero egli propone di aggiungere : ce hanno la stessa de- 
stinazione quelle particelle, che quantunque non coltivate, pure 
servono a stabilire la qualità e la classe ». Ma come ! Non e' è 
più questione di qualità o di classe quando si parla di destina- 
zione. 

(( Io non capisco. e' è qualità, o classe, o e' è destinazione. 
Sono due cose differenti. e' è un uso agrario o un uso non 
agrario, per dir così, nel senso della cultura. 

« Si continua : « Come le aie per la trebbiatura del grano, 



- 181 - 

ie staile, gli ovili, ecc. ». Ma queste appunto si classificano per 
destinazione. 

ce Si vorrebbe poi aggiungere : ce Sono escluse quelle parti- 
celle, che per loro naturai destinazione potrebbero essere atte a 
coltura più rimuneratrice ». 

ce Torno a ripetere, non e' è bisogno di dirlo. Non però 
escluse ; veh ! intendiamoci. Sono sempre in catasto, anche se 
improduttive. Portano un numero ma non portano stima. Even- 
tualmente, le particelle che per la loro destinazione potrebbero 
essere atte a coltura più rimuneratrice, stanno in catasto per la 
loro utilità produttiva se ne hanno ; e la possibilità di una col- 
tura più rimuneratrice non entra in considerazione fino alla re- 
visione generale del catasto. Questo è già nella legge ; e torna 
inutile anche F ultima parte dell' emendamento : « A queste par- 
ticelle sarà applicato F articolo 12 ». 

« Io perciò spero che dopo queste spiegazioni F onorevole Fran- 
cica non vorrà insistere nelle sue proposte. 

ce Ma egli diceva pure, che la parola ce destinazione » F ha cer- 
cata nei vocabolari, senza trovarvi alcun senso che possa fare 
eventualmente al caso attuale, a meno che un tal senso non sia di 
carattere tecnico; mentre, egli soggiungeva, in una legge non ci 
dovrebb' essere tecnicità. Ma scusi, una qualche tecnicità di lin- 
guaggio è pur sempre inevitabile ; e lo dico appunto perchè la 
voce destinazione è già nell'uso di alcuno dei nostri catasti. Un 
qualche grado di tecnicismo e' è in tutto : rilevamento, mappe, e 
che so io. Non si può farne a meno. 

ce L'ho già detto. Per destinazione si intende l'uso a cui l'og- 
getto è destinato dal momento che non è un' area coltivata, o che 
dia un prodotto agricolo per sé. Per tutto questo non potrei accet- 
tare l'emendamento ». 

Al Tegas per ciò che riguarda i punti trigonometrici risponde 
in sostanza che è considerata materia regolamentare, ed il rego- 
lamento li contemplerà. 

È poi molto interessante per la applicazione della legge nella 
esecuzione dei lavori quanto il Messedaglia rispose alle osserva- 
zioni dell' onorevole Fornacciari d' accordo anche col Minghetti 
che le dichiarò importanti. 

ce Anche all'onorevole Fornacciari ha dato una risposta, nella 



- 182 - 

quale io pienamente consento, P onorevole relatore della Com- 
missione. 

« Al primo tratto il perito non fa che rilevare il perimetro 
della proprietà, e la qualità secondo quella tabella che gli viene 
data. Per esempio, P onorevole Fornacciari sa meglio di me, che 
al regolamento per il nuovo catasto modenese va annessa' una 
tabella delle qualità da rilevarsi. Al primo momento il rilevatore 
non può andare più] in là. L' operazione di rilevamento, propria- 
mente detta, si può dire finisce qui ; ma Y operazione di mappa, 
e anche di rilevamento in certo senso per i necessari complementi 
e le necessarie rettificazioni continua sempre. La mappa e la stima 
si accompagnano passo passo perchè la stima è ordinata sulla 
mappa e la mappa sta in rapporto con la stima. E ciò vale 
naturalmente qualunque sia il metodo che s' intendesse tenere per 
la stima essa medesima. Per esempio, coloro che vorrebbero una 
stima per masse di coltura, non hanno da occuparsi che dei con- 
torni delle singole masse, e non delle linee interne. E parimenti, 
coloro che intendono procedere nella stima per proprietà intere, 
come l'onorevole Plebano, se ho ben compreso il suo concetto, 
non hanno da rilevare che i perimetri di queste. Noi invece, col 
metodo nostro, abbiamo bisogno tanto della particella di coltura 
come di quella di classe, salvo il momento a cui può opportuna- 
mente introdursi anche quest' ultima. 

« Dunque la mappa non è finita di primo acchito. Questa deve 
cominciare, la stima continua poi. Ora, da principio si introdu- 
cono le qualità, anche solo per approssimazione, ossia come meglio 
si può, salvo le necessarie rettificazioni in seguito anche per 
questo titolo. Ma poi, quando si viene al classamento delle sin- 
gole parcelle, ossia alla attribuzione sul terreno della competente 
qualità e classe, allora si introducono anche le linee di classi, e 
si rettificano le linee di perimetro della proprietà, e anche quelle 
delle qualità, per quanto occorresse. La mappa subisce, a quel 
momento, una prima rettificazione non solo, ma viene messa al 
corrente anche delle mutazioni che fossero avvenute nei pos- 
sessi. Poiché bisogna tenersi al corrente di tutto fino al momento 
della pubblicazione. 

« Dunque è esatta P osservazione che faceva P onorevole For- 
nacciari, che la classe non si può introdurre di primo tratto dal 



- 183 - 

perito primo rilevatore. Se mai si vuole introdurre anche la classe, 
come noi riteniamo, la sua introduzione va ritardata. D'altra 
parte, però mi sembra esatta anche la controsservazione che faceva 
il relatore della Commissione : che a questo punto della legge, 
non si tratta mica di indicare l'ordine cronologico delle opera- 
zioni, e di dire: a questo momento, si introdurrà la qualità; poi, 
si introdurrà la classe. 

« Qui si tratta di definire che cosa è la particella, e in che 
misura debba essere figurata in mappa. Ora la particella va figu- 
rata non soltanto per qualità, ma anche per classe; e così va 
tradotta in mappa. Bisogna che sia distinta anche per classe : perchè 
è questione non soltanto di formazione del catasto, ma anche, 
di conservazione; altrimenti, la particella che figurasse per una 
data qualità in classe diversa, non avrebbe una imposizione uni- 
forme ; e, quindi, qualora venisse a dividersi, bisognerebbe, poi, 
fare il riparto sotto una forma o sotto un' altra, con una opera- 
zione più o meno difficile, di quel tanto di imponibile che tocca 
all'una o all'altra parte. 

(( Per la conservazione del catasto è essenzialissimo che cia- 
scuna monade catastale, se così può dirsi, ciascuna particella abbia 
la sua imposizione uniforme : poiché, in tal caso, se una parti- 
cella si viene a dividere, V imponibile si divide nella stessa pro- 
porzione delle estensioni. 

« Ci sono bensì dei catasti che non hanno rilevato la classe. 
Per esempio, l'antico censimento milanese trovasi in questo caso; 
non vi si "è figurata in mappa che la particella di qualità ; e per 
distinguere poi la classe, o squadra (come si denomina), vi è 
bisogno dei subalterni descrittivi ; e questi subalterni descrittivi, 
nelle trasmissioni e divisioni successive della particella, creano un 
serio imbarazzo, una vera confusione ; e, a lungo andare, non si 
conserva più bene il catasto. 

(( Bisogna, ripeto, che la particella, quale monade catastale, sia 
omogenea: e, per essere omogenea, deve avere l'eguale imponi- 
bile per tutta la sua estensione; vale a dire per qualità e per classe. 

(( L'onorevole Fornacciari, poi aveva proposto un dubbio che, 
modestamente, si dichiarava poco competente a risolvere: vale a 
dire, se la parcella debba essere rilevata a vista, a occhio e croce, 
come si dice, o geometricamente. 



- 184 - 

(( Ecco ; si può fare anche a vista, ed è più spedito ; ma con- 
tentandosi di ciò, si va incontro a molti inconvenienti. 

« Bisogna che tutto sia rilevato geometricamente, se si vuole 
un rilievo completo ed esatto, che serva, o non accada poi quello 
che accade al catasto Sardo, di cui si lamenta lo stato di confu- 
sione, fors' anco perchè le particelle vi furono rilevate soltanto a 
vista. Se si vuole una mappa abbastanza esatta, servibile comple- 
tamente anche per la conservazione, bisogna che il rilievo sia 
completamente geometrico. 

« Avverto poi che il rilievo geometrico dove incontra le mag- 
giori difficoltà, non è tanto nel tracciare le linee interne delle 
classi, quanto invece nei perimetri delle proprietà, i quali hanno 
spesso un andamento irregolare, con angoli salienti o rientranti, 
e contorni spezzati o curvilinei, che obbligano a moltiplicare le 
battute; mentre le linee divisorie delle classi riescono rette più 
spesso o assai più regolari. 

(( L' onorevole Fornacciari accennava pure ad uno screzio che 
parrebbe esserci nell'art. 22, dove si dice che la classificazione 
sarà fatta da agenti catastali. Or egli dice, e dice benissimo : Se 
l'agente catastale, al momento della classificazione, deve fare la 
distinzione delle classi (quando ciò occorra per una stessa parti- 
cella di qualità, perchè non sempre occorre), a rettificare in 
generale la mappa, egli deve essere già un perito geometra. 

« Io credo che questo può essere sottinteso ; ad ogni modo, 
quando saremo all' art. 22, se occorrerà chiarire il concetto, o 
soggiungere anche qualche cosa per esprimere quali operazioni 
si potranno fare a questo stadio, mi pare che non ci sia alcuna 
difficoltà ». 

Abbiamo trascritto questo importante discorso del Messedaglia 
poiché ci sembra sia il miglior commento che si possa fare a 
vantaggio dell'applicazione della legge. 



63. — Art. 3. Il rilevamento sarà eseguito da periti delegati dall'Ammi- 
nistrazione del catasto, coi metodi che la scienza indicherà siccome i più 
idonei a conciliare la maggiore esattezza, economia e sollecitudine del lavoro. 

Le mappe catastali esistenti e servibili allo scopo saranno completate, 
corrette e messe in corrente, quand' anche in origine non collegate a punti 
trigonometrici. 



- 185 - 

Le nuove mappe saranno di regola, nella scala di 1/2000. Dove sia ri- 
chiesto dal maggiore frazionamento delle particelle, potranno essere nella 
scala di 1/1000 e di 1/300. 

Nota air Art. 3. 

Due furono le osservazioni fatte a questo articolo, la prima 
del deputato Curione il quale, molto opportunamente osservò che 
molti sono i metodi tenuti nella costituzione dei catasti esistenti 
per le operazioni geometriche dispostandosi fra i tecnici la pre- 
valenza dei sistemi di celeriniensura a quelli di allineamento o 
viceversa e considerando che in operazione così vasta come quella 
che si compirà in Italia possono tornare opportuni a seconda dei 
casi l' uno o Y altro metodo ; propose che invece della parola me- 
todo come si leggerà nel progetto si dovesse adattare metodi; il 
che essendo stato accettato dalla commissione figura nell'odierno 
articolo. 

Né meno fortunata ebbe la sorte una seconda proposta del 
deputato Lucchini, il quale sulla considerazione che all' art. 2.° si 
dice che le mappe dovranno essere collegate a punti trigonome- 
trici teme che poiché nella discussione generale della legge si 
promise dal governo che le provincie di mano in mano che 
avranno ultimate le loro operazioni di censimento potranno diman- 
dare di ottenere di pagare Y imposta fondiaria in ragione di un 
aliquota del 7 0/o sopra il nuovo reddito catastale, teme si ripete, 
che se non è espresso chiaramente, basti che sieno compiute le 
mappe nuove o completate le vecchie anche senza uopo che sieno 
congiunte con determinati punti trigonometrici e se si verificasse 
la mancanza di cotali punti, non potesse avere effetto la promessa 
applicazione preventiva della nuova aliquota ed ha perciò proposta 
Y aggiunta delle parole quanoV anche in origine non collegate 
da punti trigonometrici il che essendo pure stata accettata dalla 
commissione passò nell'articolo così come si trova espresso. 

Nella discussione di questo articolo al Senato, due osserva- 
zioni furono fatte dalla Commissione ; la prima riguarda il timore 
che per raggiungere la uniformità non si distruggano le mappe 
attualmente servibili, la seconda riguarda la scala delle mappe 
che pel frastagliamento della nostra proprietà fondiaria può es- 
sere opportuno di modificare. A queste osservazioni il Gommis- 



- 186 - 

sario regio Messedaglia rispose in sostanza che quanto alle prime 
sarebbero conservate le mappe che fossero giudicate servibili; 
quanto alle scale dimostra che per la proprietà molto frastagliata 
si può dipendere da 1000 a 1500. 

« Io conosco qualche mappa al 2000, ma intorno al centro 
del Comune verificandosi il caso di uno straordinario fraziona- 
mento di proprietà, si è aggiunta una mappa parziale allegata 
al 1000 e parmi fin anco al 500 per qualche minore sviluppo. 

« È caso raro che si debba ricorrere a quest' ultima scala e 
credo non sarebbe da adoperarsi come diceva, che per qualche 
parziale sviluppo in forma di allegato. 

ce Si trattengono poi sulla questione delle mappe esistenti in 
Lombardia, ma non ci tratteniamo d' avvantaggio, poiché posta la 
massima che non si riformano, se nonché le mappe non servi- 
bili conservando le buone, ora spetta alla commissione destinata 
all' accertamento il deliberare la esecuzione del catasto nelle Pro- 
vincie, ove sonvi catasti esistenti, dipenderà dalle relazioni che 
saranno date dalle commissioni incaricate all'uopo ». 

Per conto nostro e pel vantaggio della esecuzione della legge 
teniamo nota di indicazioni preziose date in questa circostanza 
dal Messedaglia sulle mappe. 

ce Nella bassa Lombardia, esso disse al Senato, tutte le mappe 
dell'antico censimento di Maria Teresa sono già belle e rifatte; 
in quanto, cioè, potessero servire al rincensimento di quei ter- 
ritori ossia conformate a quelle che sarebbero le mappe di nuovo 
censo Lombardo Veneto. Lo sono nella parte lombarda della 
provincia di Pavia, nel basso Milanese, nel Cremonese e Manto- 
vano, come già lo furono nella Lombardia alta, ossia a Como e 
nell' alto Milanese. Ciò non vuol dire per altro che sieno imme- 
diatamente servibili senz' altra variazione, giacché anche le nuove 
mappe si riferiscono pur sempre per le qualità e le classi di 
coltura quali furono riscontrate all'atto del rilevamento, il che 
potrà pur essere di sussidio del nuovo estimo. 

« Restano invece le mappe milanesi in quella parte del Pie- 
monte dove è ancora in vigore il vecchio censo milanese, cioè 
al di là del Ticino, nella Lomellina, nel Novarese, e perfino in 
una parte del circondario di Alessandria e di oltre Po Pavese. 
Ora se veramente vi sia una necessità di rifarle come è sem- 



- 187 - 

brato in Lombardia, non lo saprei dire, ma credo che se pur 
potranno servire avranno bisogno di lunga e paziente opera di 
correzione. 

ce Le mappe datano dal 1719 al 1723; sono vecchie assai e 
non sono complete così come le nuove si desiderano. 

« La particella, 1- appezzamento, nell' antico censimento mila- 
nese è designato dalla qualità della coltura come si denomina 
in quel censo, ma non figura in mappa distintamente la squadra, 
ossia quella che noi chiamiamo la classe cioè il grado di pro- 
duttività, per cui le mappe milanesi hanno bisogno dei subal- 
terni descrittivi, che hanno difficoltata di molto la censuaria co- 
munale in concorso di quelle dei comuni limitrofi, come pure 
le contestazioni rimaste insolute, non sospenderanno il corso 
della operazione. I terreni contestati saranno intanto compresi 
nel Comune al quale di fatto appartengono ». 

(Vedi tornata del Senato 27 Febbraio 1886). 

64. — Art. 4. Prima che comincino le operazioni di rilevamento, si 
procederà alla ricognizione della linea di confine (delimitazione), ed ove 
sia necessario, alla posizione dei termini (terminazione) : 

a) dei territori comunali o singole frazioni di comuni aventi patri- 
monio separato; 

b) delle proprietà comprese nei singoli comuni. 

Nota all'Art. 4. 

Gli onorevoli Spirito ed Orsetti fecero alla Camera le spese 
della discussione sulP art. 4.°, il primo nello intento di rispar- 
miare tempo vuole che la espressione ove occorra si riferisca 
alla apposizione dei termini, potendo in molti casi non occorrere 
che la designazione della linea di confine perchè i termini sieno 
posti; il secondo (Orsetti) vuole aggiungere — ove dice singoli 
comuni (Coma) anche le frazioni di Comuni aventi patrimonio 
separato. Il Minghetti disse che la Commissione ha trovato più 
conveniente che le commissioni locali procedano prima alla de- 
lineazione precisa alla posizione di termini. 

In pratica nelle provincie Modenesi ove cotale operazione si 
è già compiuta si vide applicare bene la disposizione che annot- 
tiamo. 



— 188 - 

Quasi tutti i Comuni procedettero alle delimitazioni ed alla 
apposizione dei termini e nei pochi casi in cui sonovi questioni 
sulla delimitazione resta riservata anche 1' apposizione dei ter- 
mini e ciò è opera esclusiva delle commissioni locali come osservò 
il Minghetti, il perito va poi dopo a fare i rilevamenti. 

Gli onorevoli Fusco e Fornacciari combattono la proposta Or- 
setti non rinvenendo utilità nel frazionare i Comuni per gli effetti 
catastali. Ma il Commissario regio Messedaglia dichiarò che il 
Governo non aveva difficoltà di accettare lo emendamento del- 
l' Orsetti (( visto appunto che siffatte frazioni di Comuni avendo 
ce un patrimonio ed un bilancio loro proprio, è necessario che 
ce conoscono la precisa linea del loro confine e che questo sia 
(( figurato in mappe. Basta solo che si mantenga il principio che 
(( nel nuovo catasto si prenderà per unità censuaria il comune 
ce amministrativo, con quelle sole eccezioni a cui accenna il pre- 
ce sente disegno di legge (art. 10) e non si moltiplichino i Comuni 
ce censuari, come ora accade in alcune Provincie, il che non è 
ce necessario ». 

Il Minghetti contentò poi l'onorevole Spirito con una sem- 
plice trasposizione delle parole, ove sia necessario, e P articolo 
passò nella sostanza come è nel progetto. 

65. — Art. 5. La delimitazione e la terminazione del territorio comunale 
si farà dalla Commissione censuaria comunale in concorso di quelle dei co- 
muni limitrofi, o loro delegati, e colf intervento dei possessori interessati, o 
loro rappresentante da avvisarsi con le norme che verranno stabilite nel 
regolamento. 

L'assenza però di questi ultimi, o delle rappresentanze di alcuni dei 
comuni limitrofi, come pure le contestazioni rimaste insolute, non sospende- 
ranno il corso della operazione. 

I terreni contestati saranno intanto compresi nel comune al quale di fatto 
appartengono. 

Nota air Art. 5. 

V onorevole Tegas si ferma sul concetto della legge di 
chiamare per la delimitazione il possessore e non il proprietario 
sembrandogli sfuggire ben tosto lo scopo del catasto giuridico 
probatorio che dovrebbe essere predominante nella legge. Teme 
che il chiamare il solo possessore possa far duplicare l'operazione 



- 189 - 

coli' intervento del vero proprietario e vorrebbe perciò sostituire 
quella parola all' altra di possessore. 

Nel progetto poi eravi dopo le parole — si farà da un perito 
delegato dalla commissione. — Per cotale parola perito Y onore- 
vole Fornacciari osservò che un perito che dovrebbe essere pagato 
non avrebbe altro incarico che quello della delimitazione, quindi 
una spesa inutile. Alla proposta del Tegas rispose il relatore che 
non si può parlare di proprietari se non si sia accertato quali 
persone abbiano il diritto di proprietà. Lo stesso non è (ei sog- 
giunge) quando noi parliamo di possessori ; poiché quando si 
tratta di possesso senza sottilizzare sulle varie spese e qualità dei 
possessi, basta che si accerti davanti ai periti e alla commissione 
che quella tale persona trovasi nel possesso di fatto dello immo- 
bile. Ora V intervento dei possessori non presenta difficoltà legali 
e d' altra parte neh' interesse del catasto, come istituto tributario, 
noi non abbiamo alcuna necessità dell'intervento dei proprietari. 

L' onorevole Buttino richiede si provvegga perchè sieno avvi- 
sati gl'interessati. L'Indelli vorrebbe che dopo la parola posses- 
sori si aggiungesse la congiuntiva (e). La richiesta del Buttino 
fu accolta colle parole che si leggono nell'articolo da avvisarsi 
con le norme che verranno stabilite dal Regolamento. 

Lo emendamento Fornacciari fu accolto levandosi le parole 
perito delegato e resta così eliminato lo intervento del perito. 

Restava solo in discussione la questione Tegas sui due con- 
cetti di possessori o proprietari pei quali è interessante trascri- 
vere quanto concludeva il Commissario regio Messedaglia. 

ce Io convengo pienamente coll'on. Gherardi non mi pare che 
si possa discutere di differenza tra possesso e proprietà. Davanti 
alle operazioni di catasto non ci sono che possessori: diversamente 
bisognerebbe istituire un giudizio apposito di speciale compe- 
tenza per decidere di un diritto maggiore di quello di un pos- 
sesso di fatto. Sono dunque d'accordo colla commissione e non 
posso accettare l' emendamento dell' onorevole Fornacciari e quello 
proposto colla commissione ». Fu infatti proposto l'articolo coi 
detti due emendamenti e fu approvato. 

Al Senato fu osservato che converrà statuire nel regolamento 
il modo di regolare lo scioglimento delle controversie che insor- 
gono nelle delimitazioni comunali. Depretis osservò che cotali 



- 190 - 

contestazioni vengono ora risolute in via amministrativa udite le 
ragioni ine inde e provveduto con decreto reale (seduta del 
Senato 27 Febbraio 1886). 

66. — Art. 6. La delimitazione e la terminazione delle proprietà comprese 
nei singoli comuni saranno eseguite sotto la direzione di un delegato' dalla 
rispettiva Commissione censuaria comunale, e sotto la vigilanza della Com- 
missione stessa, in contradditorio coi rispettivi possessori, da avvisarsi come 
all'articolo precedente, i quali potranno farsi rappresentare mediante sem- 
plice dichiarazione autenticata dal sindaco. L'assenza loro non sospenderà 
il corso della operazione. 

Le controversie che insorgessero rispetto alla linea di confine saranno 
composte amichevolmente dalla Commissione, o decise per mezzo di arbitri 
nominati dai contendenti, o risolute dalla Commissione, giusta lo stato di 
fatto e per gli effetti del rilevamento senza pregiudizio delle competenti ra- 
gioni di diritto. 

I termini stabili saranno riferiti in mappa, e di tutte le operazioni oc- 
corse e delle relative dichiarazioni dei possessori, si redigerà atto in due 
esemplari, da conservarsi l'uno presso il Comune, l'altro presso l'Ammini- 
strazione catastale. 

Nota all' Art. 6. 

Vari emendamenti furono proposti per questo articolo; ma 
il solo accettato dalla commissione ed approvato dalla Camera 
fu anche in questo caso quello proposto dall'onorevole Fornac- 
ciari che consiste nel levare la parola perito che nel progetto 
procedeva quello di delegato. Per ciò crediamo non inutile qual- 
che osservazione desunta dalla discussione ed anche per conto 
nostro. 

L' onorevole Di San Giuliano fece delle osservazioni giustis- 
sime sulle promiscuità, sulle permute e sulle rendite coattive ed 
anche arrotondamenti riferendosi alle leggi germaniche in pro- 
posito. Certo sonovi su tali importanti argomenti degli studi inte- 
ressantissimi a farsi nello interesse della proprietà fondiaria i quali 
studi da noi sono pur troppo negletti e quindi il nostro diritto 
costituendo se trova materie di studio nelle istituzioni estere, non 
trova ancora sufficienti materiali presso di noi; epperciò fac- 
ciamo voti che approfondiscono cotali studi per uniformare le 
future leggi speciali che pure si promulgheranno ai nostri istituti 



- 191 - 

ed alle nostre tradizioni. E p. e. ci conforta poco come dichia- 
rasi dubitarne il Minghetti in questa discussione il fatto rilevato 
dell' onorevole San Giuliano siccome derivato dalla legge di arro- 
tondamento Germanico della disposizione cioè della scomparsa di 
un gran numero di parcelle fondiarie, che accenna alla scomparsa 
della piccola proprietà a vantaggio del latifondo. Ma su questo 
argomento riparleremo nella quarta parte di questo libro quando 
ci occuperemo del catasto giuridico. Giuste furono le osservazioni 
fatte dall' onorevole Spirito sulla necessità della chiamata mediante 
avviso per l'apposizione dei termini dei possessori di fatto. 

Per parte nostra poi osserviamo sul secondo capoverso che 
quale patrocinante in causa di confine neh' occasione che nelle 
Provincie Modenesi nelle quali si procedette all'applicazione di 
questo articolo, prima delle altre provincie, abbiamo assistito i 
nostri clienti in contestazione alla apposizione dei termini e li 
abbiamo fatti apporre secondo lo stato attuale di fatto facendo e 
tollerando tutte le riserve nei verbali, come ammette la legge. 
Talvolta possono applicare anche più termini a seconda delle 
rispettive pretese facendosene menzione dalle commissioni. 

Nelle provincie Modenesi nelle quali le operazioni di cui agli 
art. 5.° e 6.° sono compiute, furono diramate le seguenti norme ed 
istruzioni per la delimitazione delle proprietà private. 

[Art. 5 e 6 della legge IP Marzo 1886 N. 3682 
e Art. 48, 49, 50, 51 e 52 del Reg. 8 Giugno 1882 N. 839). 

La delimitazione e la terminazione delle proprietà comprese 
nel Comune saranno eseguite sotto la direzione di un Delegato 
della Commissione Gensuaria e sotto la vigilanza della Commis- 
sione stessa, in contradditorio coi rispettivi proprietari. L' assenza 
di questi ultimi non sospende il corso delle operazioni. 

I proprietari, a giorno ed ore fissi vengono dal Delegato invi- 
tati a trovarsi sulla faccia del luogo mediante lettere che saranno 
loro recapitate dal messo Comunale almeno 5 giorni prima di 
quello fissato per la convocazione. Essi possono farsi rappresen- 
tare con semplice dichiarazione autenticata dal Sindaco. — Il 
mandato si presume nei comproprietari indivisi, nei genitori, nel 
figlio, nel conjuge, nel fratello, nello zio, nel nipote, nel fattore 



- 192 - 

o agente, nel fìttaiuolo e nel colono, che si presentino muniti 
della lettera di convocazione indirizzata al proprietario. — I mi- 
nori e gli interdetti sono rappresentati dai rispettivi tutori e gli 
Enti morali dai rispettivi amministratori e loro incaricati. 

Il Delegato assiste i proprietari nella delimitazione delle loro 
proprietà vigilando a che tutte le linee di confine sieno deter- 
minate in modo certo e stabile mediante un sufficiente numero 
di termini. Se le parti non ne sono allora provviste, il Delegato 
procura che, di comune accordo, piantino provvisoriamente dei 
picchetti per individuare i punti, ove i termini devono essere 
posti. Il collocamento dei termini avrà luogo al più tardi entro 
15 giorni. Dopo i 15 giorni il Delegato fa di nuovo la ricogni- 
zione dei confini e quando i picchetti provvisori non fossero 
peranco stati surrogati da termini stabili, esso dispone che vi 
siano collocati d'ufficio. Il Comune si farà rimborsare dalle Parti 
le spese sostenute per il piantamento dei termini mancanti. 

Le controversie che insorgessero rispetto alle linee di confine 
saranno composte amichevolmente dal Delegato della Commissione, 
o decise per mezzo di arbitri nominati dai contendenti preferi- 
bilmente fra i proprietari presenti, oppure saranno risolute dal 
Delegato giusta lo stato di fatto e per gli effetti del rilevamento, 
senza pregiudizio delle competenti ragioni di diritto. 

Non occorre che siano delimitate fra loro le proprietà con- 
tigue appartenenti ad uno stesso ^proprietario. 

Quando la linea di confine viene in tutta la lunghezza deter- 
minata da un muro o da una strada pubblica, non è necessario 
di piantare termini. 

Quando la linea di confine è determinata da un palancato, da 
uno steccato, da un fosso, da una siepe ecc. si piantano alle sue 
estremità due termini soltanto e in modo da indicare a chi appar- 
tiene il palancato, lo steccato, il fosso, la siepe. 

Quando la linea di confine va ad incontrare il ciglio di una 
strada pubblica, basta piantare i termini nei punti prossimi all' in- 
contro del ciglio stesso. 

Di tutte le operazioni occorse nella delimitazione e delle rela- 
tive dichiarazioni dei possessori si redigerà atto in due esem- 
plari da conservarsi l' uno presso il Comune e 1' altro presso la 
amministrazione catastale. 



- 193 - 

67. — Art. 7. Alla delimitazione e terminazione terrà dietro il rilevamento 
da farsi dai periti governativi catastali coli' intervento di delegati dalle Com- 
missioni censuarie comunali se trattasi di confini comunali, e coli' intervento 
dei possessori interessati se trattasi di confini interni. 

L'assenza però dei rappresentanti dei comuni limitrofi e dei possessori 
non sospenderà il corso delle operazioni, potendo i periti catastali servirsi 
di indicatori locali. 

I beni saranno intestati ai rispettivi possessori quali risulteranno all'atto 
del rilevamento. Quelli in contestazione saranno intesta*! al possessore di 
fatto, con relativo annoiamento, e con riserva di ogni diritto. 

I beni dei quali non si potessero conoscere i possessori, saranno prov- 
visoriamente intestati al Demanio dello Stato. 

Nota air Art 7. 

Senza fermarci d' avvantaggio sugli emendamenti proposti 
su questo articolo che non furono accolti, tratteniamoci breve- 
mente su quello proposto dall' onorevole Curioni il quale fece 
aggiungere un coma al progetto. 

II proposto emendamento Curioni è alla lettera il primo coma 
dell' art. 7 colla soppressione della parola perito che vi era dopo 
quelle Commissioni censitane Comunali, la quale parola periti 
fu conservata solo prima della parola governativa e ciò perchè 
il commissario Minghetti nello accettare l' emendamento Curioni 
vuole soppressa la parola periti, già trovati non necessari nelle 
commissioni comunali quando si approvarono i precedenti arti- 
coli, e ciò in seguito delle saggie osservazioni dell' on. Fornacciari. 

Dopo di che in questo articolo è necessario soffermarci sul 
modo di porre F intestatura della parcella nei casi di contesta- 
zione riferibilmente al possessore di fatto. 

Già osservammo nel precedente articolo che si verifica in quei 
casi F apposizione di termini di confini in posizioni diverse a se- 
conda delle pretese dei proprietari contendenti. Ora a quali di 
essi dovranno attenersi i periti governativi catastali quando vanno 
a fare il rilevamento ai sensi dell' art. 7 ? Ce lo spiega chiaro la 
legge. Ai possessori di fatto. La ricerca dunque del perito rile- 
vatore deve limitarsi a chi lavora e chi gode (s' intende come 
vero e proprio possessore), non con un possesso per conto altrui 
come quello dell' affittuario o del livellano. Spieghiamoci meglio 

13 



- 194 - 

con un esempio : un corpo di terra A. è di proprietà B. ed è 
affittato a C. Il corpo di terra D. di ragione E. è affittato ad F. 
Nel mezzo di quei due corpi vi è una striscia di terreno in con- 
testazione e per essa pende un giudizio, vuoi petitorio, vuoi pos- 
sessorio. Se trattasi di petitorio si capisce da sé, che può essere 
in possesso estraneo del vero proprietario che lo rivendica. Ma 
anche se è possessorio, in pendenza del giudizio, può essere in 
possesso di fatto di persona diversa da quello che reclama il 
possesso di diritto. Or bene il perito non si deve preoccupare 
dei giudizi pendenti sia possessori* o petitorj ed intesta i pro- 
prietari R. od E. che in fatto godono anche mediatamente coi 
rispettivi affittuari la striscia contestata. 



affittato a G 



ragioni B 


5 

co 


ragioni E 


A 




o 
o 

O 

'8 




D 



affittato ad F 



E per chiarire meglio il concetto crediamo trascrivere le 
parole del Messedaglia che servono come sempre del migliore 
commento. 

(( Pare anche a me che V emendamento dell' onorevole Curioni 
avrebbe potuto meglio figurare nel Regolamento. Siccome però 
non si pregiudica nulla anche introducendolo nella legge, fosse 
pure per esuberanza. Sopprimendo la parola periti accetto 1' e- 
mendamento ». 

Relativamente alla proposta Spirito che voleva soppresso il 
il terzo comma dell' articolo, il Messedaglia risponde a difesa 
e schiarimento di esso capoverso. <r Noi per vero, non fac- 
ciamo nessuna questione di diritto in materia di Catasto, e se 
anche qualche volta diciamo riservato ogni diritto, lo facciamo 
in certo modo, ad esuberanza. Concretamente il caso si presenta 
così. Si va sulla faccia del luogo per rilevare un confine, questo 
confine pur guardando al possessore non sempre è definibile: 
rimangono delle zone contestate e, per esempio, in alcuni ca- 
tasti (e si dovrebbe far sempre), bisogna portare intanto in 
mappa la zona in contestazione. Questa zona in contestazione 



- 195 - 

deve avere il suo numero di mappa e poi deve avere la sua 
intestazione a qualcheduno nel documento descrittivo che ac- 
compagna la mappa e che si chiama in alcuni luoghi (il so- 
marione) documento che diventerà poi la base dei futuri re- 
gistri censuari, allora questa zona in contestazione a chi si deve 
intestare? Al possessore di diritto? ma non lo conosco, non è 
ufficio mio rintracciarlo. Dunque non posso guardare che allo 
stato di fatto, secondo le indicazioni che io possa raccogliere. 
È questo il concetto del possessore attuale di fatto ». 

ce È un concetto catastale se si vuole e non mi accupo se 
esso collimi esattamente al concetto giuridico di un possesso 
unico, in proprio senso; ma è un concetto necessario. Si guarda, 
cioè al possesso materiale, detentivo se così può dirsi, dal mo- 
mento che non si può andare più in là. E si riserva espressa- 
mente il diritto per la maggior possibile garantigia degli inte- 
ressati. Sarà una esuberanza, ripeto, ma ciò non pregiudica nulla; 
è una indicazione, un annottamento che può essere utile. Zona 
contestata per la quale s' intesta P attuale possessore di fatto o 
detentore, con riserva a lui di ogni diritto : è così che inten- 
diamo la cosa ». Ecco come quella chiara intelligenza del Messe- 
daglia commenta quel capoverso e cotale commento servirà certo 
di luce in pratica ai rilevatori. 

68. — Art. 8. Con altra logge saranno determinati gli effetti giuridici del 
catasto e le riforme che occorressero a tal fine nella legislazione civile. Il 
Governo dovrà presentare il relativo disegno di legge entro due anni dalla 
promulgazione della presente legge. 

Nota all' Art. 8. 

Non ci tratteniamo d'avvantaggio sulle proposte dell'ono- 
revole Curcio e Pellegrini e di S. Giuliano il primo per la sop- 
pressione, i secondi per emendamenti all' articolo che ora com- 
mentiamo, solo accenniamo che ben a proposito P onorevole di 
S. Giuliano sostenne si dovesse presentare il progetto di legge 
di cui parla P art. entro due anni. Ma non possiamo ommettere 
di tener nota delle parole proferite dal commissario Minghetti e 
dal ministro Magliani. Il Minghetti al dubbio promosso dai preo- 
pinanti che la riserva di futura legge potesse invalidare la con- 



- 196 - 

dizione giuridica degli odierni catasti disse : « Non poteva nascere 
il minimo dubbio che 1' esecuzione completa di questa legge por- 
tasse un pregiudizio qualunque agli effetti legali che derivano 
dalle leggi dei Catasti vigenti. Se ciò fosse, la Commissione si 
sarebbe altamente preoccupata di questo dubbio che Y onorevole 
Pellegrini ha messo innanzi ; ma la commissione è unanime nel 
considerare che questo dubbio non possa neppure sorgere, e che 
quegli effetti legali che i catasti vigenti danno, e se li danno 
colle operazioni catastali, non sieno per nessuna guisa menomati 
dalla legge presente ». 

Ed il ministro Magliani dichiarò quanto segue: 
ce Accetto 1' art. 8 nel modo come è proposto dalla commis- 
sione e ripeto le dichiarazioni già fatte dall' onorevole Relatore 
della commissione, che cioè questo articolo nel riferirsi ad una 
futura legge che determini agli effetti giuridici del nuovo catasto 
non avrà nessun effetto retrattivo e non potrà in nessun modo 
pregiudicare gli effetti giuridici qualunque essi siano di catasti 
attuali secondo le leggi presentemente in vigore ». ce II Ministro 
crede però che il preferire un termine troppo breve per la pre- 
sentazione del disegno di legge gli parve appunto cadere nel- 
1' inconveniente che si è deplorato, cioè di prescrivere una 
legge che poi non fosse nel termine prefisso presentata, non sia 
cosa opportuna. La materia è ardua : si tratta non solo di in- 
vestigare e definire gli effetti giuridici di un catasto probatorio, 
ma di vedere altresì quali modificazioni occorrono nella nostra 
vigente legislazione di procedura civile e fors' anche nel codice 
civile. Evidentemente questi studi richiederanno molto tempo 
ed è perciò che vorrei pregare 1' onorevole di San Giuliano di 
consentire che, invece di porre per termine la fine dell' anno 
1887 si dicesse entro due anni dalla promulgazione di questa 
legge ». Il voto del Ministro fu secondato ed il capoverso passò 
in quei termini. Teniamo gran conto di queste parole del Mi- 
nistro che esprimono il concetto che per arrivare alla meta del 
Catasto giuridico occorrono modificazioni ai nostri codici civile 
e di procedura civile, il che manifesta il pensiero che più presto 
che ricorrere per quello intento ad imitazione di istituti stranieri 
per le condizioni nostre non adatte, si perfezionino le nostre co- 
dificazioni e le nostre leggi speciali pur mantenendo intatte le 



- 197 - 

istituzioni nostre. In questo argomento ci tratterremo più di pro- 
posito nella quarta parte di questo libro. Frattanto però ci piace 
rifare un passo indietro per ricondurre quanto nello istesso senso 
esponeva 1' onorevole Gherardi alla Camera nel 18 gennaio 1886 
a proposito di coloro che nel discutere 1' art. 2 insistevano sul- 
V attuazione del catasto probatorio. 

Ecco le parole dell' onorevole Gherardi : 

(( Abbiamo quindi pensato, sin dal principio dei nostri studi, 
di limitarci, e ci siamo limitati a proporre quelle norme circa 
la formazione del catasto che ci parvero sufficienti allo scopo 
che esso possa servire di base sicura pel nuovo edificio del 
catasto probatorio, o dei libri fondiari, cosicché ove e quando il 
Parlamento italiano, dietro nuove indagini e nuovi studi, a 
vostro avviso indispensabili, deliberasse di dar vita al nuovo 
istituto, non si verificassero lacune ed insufficienze per difetto 
di previdenza da parte nostra, lacune ed insufficienze che po- 
trebbero essere cause di ostacoli e difficoltà molto gravi ». 

ce Ma il non avervi noi proposto un catasto probatorio non 
giustifica l'affermazione che viene così il catasto a mancare inte- 
ramente ogni fine civile, ogni fine giuridico. Ed io non ho che da 
fare appello agli onorevoli miei colleghi appartenenti a provincie 
nelle quali sono in vigore e abbastanza ben conservati i mi- 
gliori nostri catasti geometrici parcellari per assicurare la Ca- 
mera che, anche da solo, il catasto, quale da noi si propose, 
collegato all'istituto della trascrizione ipotecaria, presenta una 
tal somma di servigi e di vantaggi, anche nel riguardo della 
scienza delle proprietà e della tutela e della difesa dei privati 
diritti, e segnatamente, del minor numero delle contestazioni 
e dei litigi concernenti diritti, possessi, e ragioni immobiliari, 
da doverlo considerare come un grande progresso anche dal 
punto di vista della nostra legislazione civile ». 

« E perciò come non sono nel vero quelli tra i nostri ono- 
revoli colleghi i quali ci hanno accusato, o hanno supposto 
che noi volessimo abolire i titoli dell' acquisto della proprietà 
riconosciuti dalla nostra e da tutte le legislazioni civili per so- 
stituirvi il catasto, così non lo sono del pari quegli altri ora- 
tori i quali ci hanno rimproverato di non aver fatto niente, a 
questo riguardo. E proprio il caso di ripetere, che la verità 



- 198 - 

trovasi nel giusto mezzo. Imperocché se non abbiamo creduto 
per le ragioni già accennate nella relazione, e svolte poi nella 
discussione, opera opportuna e conveniente la immediata pro- 
posta, e attuazione sia di un libro fondiario, titolo di proprietà, 
sul modello di quelli in vigore, nella Prussia e nel Cantone 
di Vaud, sia dei libri tavolari, modo esclusivo per 1' acquisto 
dei diritti reali, quali sono in vigore nell' Austria, (e sulla pre- 
ferenza da darsi al primo, o al secondo, o ad altri sistemi, 
sarebbe stato ben grave e lungo il discutere), crediamo però 
che mediante il catasto, quale da noi si propone, si consegui- 
ranno, se non in tutto in gran parte, quegli scopi civili e giuridici 
che si ebbero in mira nella formazione del catasto ginevrino ». 

« Imperocché, quando un catasto geometrico parcellare e le 
relative mappe siano ben fatti e ben conservati, e ne abbiamo 
1' esempio e la prova in alcune parti del Regno, le inscrizioni 
ed i dati che ne risultano, specialmente nel riguardo della 
consistenza dei beni, delle servitù e delle ragioni che vi sono 
inerenti e dei possessi, si tengono a calcolo, siccome costituenti 
una valida presunzione, anche nei giudizi civili ». 

c( Che se rimane pur molto da fare, per mettersi a livello 
di quei paesi, i quali secondo la opinione dei più, sono per 
questo riguardo, alla testa del progresso legislativo, nondimeno 
avremmo il conforto di trovarci, pei vantaggi di un buon ca- 
tasto collegato all' istituto della trascrizione, quale è regolata 
dal nostro Codice, ben più avanti di molte altre nazioni, tra 
le quali possiamo annoverare la Francia, dove, per gli errori 
e per le imperfezioni di quel catasto e per altre ragioni che 
non voglio discorrere per non abusare del tempo e della bontà 
della Camera, la mancanza di sicurezza della proprietà immo- 
biliare, e i danni cui trovasi esposta la buona fede nelle re- 
lative contrattazioni, sono un tema di gravi e universali lagnanze 
delle quali si fecero e si fanno interpreti uomini insigni ». Così 
il Gherardi. 

È poi assai importante l'osservazione del relatore Finali al 
Senato che la riserva fatta di provvedere per accordare gli effetti 
giuridici al catasto, deve estendersi anche ai fabbricati, e ci con- 
viene tener nota anche per questa particolarità delle preziose 
osservazioni dell' illustre Messe daglia. 



— 199 — 

« Vi è una sola differenza fra i due catasfi ma ^ 

sopra il terreno; ed il catasto ,1 *' C ° me 6SS ° è 

non è tale che per l' L a georaetnco dei fabbricati 

taie cne per I area; quanto al corpo del fabbricato il „„ 
tasto e p:ù propriamente descrittivo; invece per Ì * ' 
l'efficacia giuridica della iscrizione ilcZZ^TèT^T 
nero di partenza, giacché serve a stabi, din to M"^ 

catasto giuridico probatorio. ^^^ per la nuova %ge sul 

«^^^ìlSil'si? per , r tto di siaMire ,a ** 

■nazione d tariffe di «lo „^i'T Ìmp0Sb ' medianle la for " 

- -dita stessa pì J^* ?2i ^^^^ —-, 



- 200 - 

Nota all'Art. 9. 

Questo articolo importantissimo non diede luogo alla Ca- 
mera veruna discussione. Contiene infatti discipline puramente 
tecniche che forse troveranno sviluppo nel regolamento e nelle 
istruzioni. Ognuno vede infatti la sua importanza poiché pone in 
chiaro che la ripartizione dell' imposta si farà sul fondamento 
della costituzione della rendita imponibile base della ripartizione 
dell' imposta la cui conseguenza complessiva sarà la perequa- 
zione. 

La detta rendita imponibile base del riparto come si costi- 
tuisce ? Quali ne sono gli elementi ? Ecco la parte tecnica indi- 
cata dall' articolo colla formazione di tariffe d' estimo sul fonda- 
mento delle qualità e classi dei terreni. Cotali tariffe sono fatte, 
ci dice 1' articolo, sul detto fondamento di qualità e classi. Le 
tarilfe stesse su tale fondamento si stabiliscono Comune per Co- 
mune, il che è provvido sempre per 1' elemento locale che pre- 
domina nelle operazioni e tanto maggiormente è apprezzabile 
in Italia, ove i caratteri delle varie zone così svariate e diverse 
si presentano nei vari Comuni. 

70. — Art. 10. Di regola ogni comune amministrativo avrà una sola 
mappa ed una sola tariffa. Le eccezioni a questa regola dovranno essere 
autorizzate dal Ministro delle Finanze, con decreto speciale, sulla proposta 
delle Giunte tecniche o delle Commissioni censuarie comunali e sentite le 
Giunte comunali. 

Nota air Art. 10. 

Anche per questo articolo l'onorevole Fornacciari fece una 
opportuna proposta. Invero nel progetto era pure posta per mas- 
sima che la regola generale dovea essere che ogni Comune non 
potesse avere che una sola mappa ed una sola tariffa e soltanto 
le Commissioni comunali sentite le Giunte comunali. Ma l'ono- 
revole Fornacciari molto giudiziosamente propose che oltre che 
alle Commissioni comunali anche le Giunte tecniche, sentite sempre 
le Giunte comunali, possano provocare il decreto speciale per 
dare ad un solo Comune più mappe o tariffe. Invero sebbene il 
Fornacciari non lo abbia espresso si comprende il di lui con- 






- 201 - 

cetto che le Giunte abbiano i dati ben più delle Commissioni 
per riconoscere la opportunità della eccezione. La Camera ha 
infatti tosto riconosciuta la ragionevolezza della proposta, e votò 
le parole e Giunte tecniche come propose il Fornacciari. 

Anche per questo articolo è interessante il raccogliere un 
buon commento dalle parole dell' illustre Messedaglia in seguito 
alle osservazioni fatte al Senato dal relatore Finali sulla scala 
delle mappe. 

« Di regola, ogni Comune amministrativo avrà una sola mappa 
ed una sola tariffa perchè necessariamente mappa e tariffa sono 
tra loro legate. Infatti la tariffa si fa per particelle e ciascuna 
particella deve figurare in mappa a norma della rispettiva qua- 
lità e classe da cui va distinta ; in altri termini, la tariffa si fa 
per qualità e classi di particelle ; quindi se vi è una sola tariffa, 
ne viene eli conseguenza che ci deve essere, estimativamente 
parlando, una sola mappa. 

(( Forse allora non si è riflettuto abbastanza alla difficoltà che 
poteva presentarsi nella interpretazione di questo passo preso 
alla lettera. Io credo però che l'interpretazione data dalla Com- 
missione sia la vera e non parmi che ci sia di bisogno di mutar 
nulla nel testo della legge e si possa commettere anche qui al 
regolamento. Basta soltanto che ciascun comune abbia una mappa 
a sé che sia distinta da quella dei comuni limitrofi e non attra- 
versi ai confini amministrativi corrispondenti. 

ce Ma questa mappa comunale può essere liberamente divisa 
in sezioni : è il sistema francese che abbiamo pure in qualche- 
duno dei nostri catasti e a cui non osta per nulla la voluta unità 
della mappa. È come dividere la mappa in più fogli e farne un 
atlante. Con che si può avere anche il vantaggio che accennava 
dianzi 1' onorevole Relatore di evitare i numeri di troppe cifre. 

ce Io stesso riflettei spontaneamente su questo articolo, do- 
mandandomi se avremo una numerazione unica progressiva per 
ogni comune come accade in qualche catasto, nel qual caso per 
comuni, assai vasti e di proprietà e qualità molto frazionate, 
potremo riuscire a numeri di 4 ed anche 5 cifre, a tanto po- 
tendo aumentare nel loro totale le particelle comprese, e cia- 
scuna dovendo andare contrassegnata da un proprio numero. 

« In tal caso la cifra può tornare incomoda ed anche dar 



- 202 - 

luogo più facilmente ad errori materiali. Tale inconveniente 
potrebbe essere invece evitato suddividendo la mappa in sezioni. 

« Sarà questo un punto da studiarsi nel regolamento, per 
ora senza pregiudicare in nulla la questione, mi limito ad av- 
vertire che, per mio giudizio, il tenore della legge non vi si 
opporrebbe. 

ce Che anzi siffatta considerazione panni potere assumere una 
speciale importanza in vista di ciò che già esiste e di confor- 
mità alla disposizione della legge che si possa utilizzare le mappe 
esistenti, quando possono ritenersi servibili pel nuovo catasto. 

ce Non solo noi abbiamo in qualche parte delle mappe già 
divise in sezioni ; ma sopratutto nel Lombardo- Veneto, il Co- 
mune amministrativo è stato spesse volte diviso in più comuni 
censuarj ciascuno dei quali con una propria mappa ed anche 
una propria tariffa. Vi si è preso cioè per unità censuaria non 
il Comune tutto intero, ma ciascuna frazione che avesse in ori- 
gine un patrimonio distinto suo proprio. Tantoché nel nuovo 
censo Lombardo-Veneto il numero dei Comuni censuarj è ri- 
sultato quasi doppio di quello dei Comuni amministrativi. E si- 
milmente è avvenuto per altre considerazioni, anche nel catasto 
ex pontificio. 

(( Oltreché i limiti originari dei Comuni amministrativi an- 
darono successivamente alterati in varie guise e le rispettive 
circoscrizioni non hanno più potuto rimanere le stesse in rap- 
porto colle censuarie di prima. 

(( Ora per la presente legge ciascun Comune amministrativo 
dovrà costituire di regola, e salvo le eccezioni autorizzate dalla 
legge stessa, un solo Comune censuario con una sola mappa e 
una sola tariffa ; e quando d' altronde sia il caso di potere uti- 
lizzare le mappe esistenti perchè ancora servibili e mantenere 
o alterare il meno possibile la relativa numerazione, sembra 
che il metodo più espediente sia quello di considerare ciascun 
Comune censuario come una semplice sezione del Comune am- 
ministrativo, per quanto concerne la mappa, e salvo di appli- 
care al Comune amministrativo tutto intero, una sola tariffa. 

(( Tuttociò, ripeto, dovrà essere diligentemente studiato e 
considerato nel regolamento, e nulla osta nella legge che ne 
sia ad esso riservata la definizione di corrispondenza all'opinione 



- 203 - 

su ciò espressa dalla Commissione. La mappa cioè potrà essere 
distinta in sezioni senza cessare per questo di essere unica per 
ogni Comune come deve essere unica in tariffa ; e questo me- 
todo potrebbe anche giovare allo scopo di meglio utilizzare, per 
quanto è possibile il materiale esistente. (Vedi seduta del Se- 
nato 27 Febbraio 1886). 

71. — Art. 11. La tariffa esprime, in moneta legale, la rendita imponibile 
di un ettaro per ciascuna qualità e classe. 

La rendita imponibile è quella parte del prodotto totale del fondo che 
rimane al proprietario, netta dalle spese e perdite eventuali. 

1 fondi saranno considerati in uno stato di ordinaria e duratura coltiva- 
zione, secondo gli usi e le condizioni locali, e la quantità del prodotto sarà 
determinata sulla base della media del dodicennio che precede Tanno della 
pubblicazione della presente legge, ovvero di quel periodo più lungo di 
tempo che per alcune speciali colture fosse necessario a comprendere le 
ordinarie vicende delle medesime. 

Non si terrà conto di una straordinaria diligenza o trascuranza. 

Nota all'Art. 11. 

Questo articolo è ritenuto uno dei capi saldi della legge. 
Invero esso determina le basi delle tariffe e, di conseguenza, della 
stima. Viva perciò fu la discussione sul medesimo, ma ciò che 
ha formato maggiormente soggetto di discussione fu la parola pro- 
prietario nel primo capoverso, nonché la media del dodicesimo 
e le altre, ovvero di quel periodo più lungo di tempo che per 
alcune colture fosse necessario, il quale inciso venne aggiunto 
uopo la discussione e non era nel progetto. 

Cominciamo dalla parola proprietario. 

Fra una serie di idee svariate e di molte parole cogliamo 
proprio quello che vi ha di concreto nella discussione per la 
sostituzione di questa parola. L' on. Billia chiese: « Questa pa- 
ce rola proprietario ha un significato diverso dalla parola posses- 
(f sore che si legge negli altri articoli ? » 

Il relatore Minghetti rispose : no ed il commissario Mes- 
sedaglia osservò : ce Proprietario nel senso censuario catastale 
equivale al possessore, al padrone. E quale è dunque la ren- 
dita che intendete contemplare ? Ora io rispondo all' onorevole 
Billia che intendiamo quella che appartiene al proprietario del 



- 204 - 

fondo in tale qualità, non nella sua qualità eventuale di col- 
tivatore, di conduttore del fondo, ossia la rendita fondiaria pro- 
priamente ». 

ce Questo concetto è stato esposto a più riprese troppo teo- 
ricamente forse, nella discussione generale, ma è stato sempre 
il concetto della Commissione, la quale lo ha introdotto anche 
nella relazione ed è pure il concetto del Ministero ». 

ce S' intende sempre la rendita patrimoniale, la rendita do- 
menicale propriamente detta. Io ho anche udito dire da ta- 
luno : ma tutto questo è un' astrazione, è un equivoco, è un 
errore economico. Io non entro a discutere questo per ora. 
Io spiegherò qualche punto di fatto secondo la mia esperienza. 
Alcuno, come me conoscerà le minute di stima del Lombardo- 
Veneto ; una minuta di stima è così fatta : prodotto totale, per 
(( unità di misura »; e ben inteso non dei singoli fondi, ma di 
quei tali tipi di fondi per qualità e classe comprese le colture 
promiscue che sono state analizzate accuratamente senza in- 
superabili difficoltà. Dico prodotto totale, in una prima colonna, 
specificando i generi ; seconda colonna parte padronale distin- 
guendo questa della parte colonica a sistema partitorio, che è 
quello che venne generalmente adottato nella stima, la metà; 
i due terzi, od altro per i singoli generi, secondo gli usi locali, 
e della parte colonica non se ne parla più. In una terza co- 
lonna si segnano i prezzi unitari da applicarsi alla parte pa- 
dronale; eppoi in altra colonna si indicano le detrazioni per 
depurare la rendita stessa e quindi ottenere la rendita netta 
che spetta al proprietario in tale sua qualità. Questo è il pro- 
cedimento del catasto Lombardo- Veneto. In qualche altro ca- 
tasto poi si è anche proceduto altrimenti ; si sono presi gli 
affìtti, i quali si sa, sono regolati sulla parte del padrone del 
fondo, e sempre come padrone anche se ne è coltivatore, salvo 
che nella pratica, secondo gli usi vi possono essere clausole e 
costumanze di cui si deve tener conto per avere un catasto 
abbastanza uniforme. Per esempio il catasto napoletano e si- 
ciliano è basato sul dato estimale degli affitti. In qualche altro 
caso invece si sono presi i prezzi di acquisto. Ebbene i prezzi 
di acquisto esprimono il valore del fondo ; il reddito corrispon- 
dente. Sarebbe dunque la rendita padronale o domenicale. Tale 



- 205 — 

sarebbe il concetto sempre adottato dalla commissione ed è 
quello che intendo ora di esprimere meglio per togliere ogni 
dubbio intorno a questo punto : vale a dire che la rendita netta 
che costituisce l'imponibile catastale debba rappresentare soltanto 
la parte padronale, non già il totale della rendita netta del fondo. 
Sono due i metodi diversi. Si può adottare l'uno o l'altro a 
volontà ». 

Queste esplicazioni dei concetti dell' aggiunta fatta dall' auto- 
revolissimo commissario regio Messedaglia ponno giovare nello 
indirizzo delle operazioni catastali e le riproducemmo letteral- 
mente per dimostrare meglio i criteri che devono regolare i 
tecnici nelle valutazioni, per le quali la legge lascia però piena 
libertà dei metodi: cosicché è possibile ogni perfezionamento che 
la scienza e la esperienza possano suggerire. 

A chiarire poi meglio il concetto che questo articolo non 
riguardi altro che il reddito padronale, il relatore Minghetti di- 
chiarò espressamente che 1' articolo non ha altro intento che di 
far stabilire la rendita padronale. 

ÀI Senato fu osservato dal relatore Finali che converrà affi- 
dare al Regolamento le discipline che riguardano il tempo entro 
il quale si debbano raccogliere i dati, ed il commissario Mes- 
sedaglia rispose credere infatti che sia materia da lasciare al Re- 
golamento. 

(( Quando il dodicennio non vi è, non si potrà naturalmente 
ricorrervi e bisogna contentarci di un termine meno lungo per 
assegnare il prodotto. Sono casi rari nel senso che possa andare 
modificata la qualità generica delle colture, come l'intendono in 
catasto e dove naturalmente si va per categorie alquanto larghe 
e comprensive, le quali non mutano per qualche variazione par- 
ziale di prodotti, ma siccome nella valutazione bisogna pure tener 
conto della qualità e quantità dei singoli prodotti compresi, così 
non v' ha dubbio che tali casi possono pure verificarsi ed avere 
una sufficiente importanza ». (Così il Messedaglia nella tornata 
del 27 Febbraio 1886). 

72. — Art. 12. I terreni saranno rilevati nello stato di coltura o desti- 
nazione nel quale si troveranno all'atto del rilevamento. 

Non si avrà tuttavia riguardo a quei miglioramenti che il possessore di- 



- 206 - 

mostrerà di aver fatto posteriormente al 1° gennaio 1886, uè a deteriora- 
menti intenzionali a frode del catasto o dipendenti da circostanze affatto 
accidentali e transitorie. 

Le norme per l'applicazione di queste disposizioni saranno stabilite dal 
regolamento. 

Nota all'Art. i2. 

Lunga discussione ha dato luogo questo articolo in ispe- 
cial modo per varie proposte di emendamenti fatte dagli onore- 
voli Corleo, Di Sant' Onofrio, Garnazza Amari, Di San Giuliano 
e Fili Astolfone: il più interessante è quello proposto dal Carnazza 
Amari che è preceduto da un lungo discorso in cui si discute 
sul modo di valutare i miglioramenti e sul modo di far constare 
anticipatamente lo stato della coltura dei terreni. Ma già avea 
risposto il ministro Magliani che cotale materia formerà soggetto 
di regolamento, ed inoltre si propose di rimandare la discus- 
sione dell' emendamento Carnazza Amari all' articolo 36 e fu 
accettato. Il solo emendamento accettato dalla Commissione fu 
quello di San Giuliano e Fili Astolfone di sostituire alle parole 
al giorno in cui si pubblicherà la presente legge in quelle più 
determinate dal i° Gennaio Ì886. 

73. — Art. 13. Ogni particella sarà considerata da se, senza riguardo 
alla sua connessione con altri fondi o con esercizi industriali, e a rapporti 
personali del possessore. 

Nota all'Art. i3. 

Un importantissimo discorso fu fatto dall' onorevole Pelle- 
grini alla Camera nella tornata del 21 Gennaio 1886 sulla tesi 
che si dovessero o meno prelevare dal valore estimativo delle 
parcelle il capitale rispondente agli oneri reali propriamente tali, 
livelli, decime, quartesi, partecipazione. Ma il Pellegrini fu com- 
battuto vittoriosamente dall' onorevole Gherardi, della Commis- 
sione. È però interessante il raccomandare agli studiosi ambidue 
cotali discorsi importanti sulla materia delle trattenute ed im- 
portante riesce il discorso del ministro Magliani, che illumina 
assai la disposizione della legge. 

Premesso il lodato Ministro che sono d'accordo tanto il Pel- 



- 207 - 

leprini che il Gherardi nel ritenere che sarebbe contrario alle 
buone regole della formazione del Catasto, il dedurre dal red- 
dito reale del fondo il montare delle decime, dei canoni, dei 
livelli e via discorrendo soggiunge : 

« Io non potrei compiere un catasto il quale tenesse conto 
sia delle ipoteche, sia di altri aggravi e di prestazioni prediali, 
o di debiti gravezze e rapporti personali dei possessori dei 
fondi. Il Catasto prende il fondo quale è, indipendentemente 
da qualunque altra operazione e la proposta dell' onorevole Pel- 
legrini turberebbe essenzialmente il meccanismo del Catasto; 
anzi andrebbe contro allo scopo del Catasto medesimo. » 

ce L' onorevole Pellegrini dice che la legge del 27 Marzo 1875 
che abolisce le ritenute, ha commesso una ingiustizia, poiché 
quella legge si è fondata sul criterio del lex dedit, lex abstulit, 
mentre il diritto delle ritenute dipendeva dalla costituzione 
stessa della proprietà del fondo. Aggiunge Y onorevole Pelle- 
grini che P abolizione del diritto di ritenuta talvolta sottopone 
le decime e le altre prestazioni prediali a pagare due volte 
P imposta sotto forma di ricchezza mobile e sotto forma d' im- 
posta prediale. Egli dunque reclama sostanzialmente una ri- 
forma della nostra legislazione tributaria sopra questo argo- 
mento, e tale riforma può consistere sia nelP abolizione della 
legge 27 Marzo 1875 che abolì il diritto di ritenuta; sia in 
una modificazione della legge d' imposta di ricchezza mobile, la 
quale dia il diritto al debitore delle decime di dedurre dal debito 
suo l'imposta prediale che abbia pagata. Posta la questione in 
questi termini, io domando ; ora è il momento, in occasione di 
una legge catastale di sancire una riforma, sia abolitiva della 
legge di imposta di ricchezza mobile ? A me pare che questa 
riforma non possa ora discutersi ne votarsi dalla Camera ». 

ce È perciò che il Ministero accogliendo in generale il con- 
cetto dell'onorevole Pellegrini, si riserva di fare gli studj ne- 
cessari per proporre al più presto dei provvedimenti che val- 
gano ad evitare P ingiustizia della quale egli si lagna ». 

« Una volta che il Ministero prende P impegno di risolvere 
la questione, sia in proposito della legge delle decime che è 
dinanzi alla Camera sia con provvedimento speciale legislativo, 
credo che il desiderio dell' onorevole Pellegrini potrà essere 



- 208 - 

soddisfatto in una forma tale da non turbare la economia delle 
operazioni catastali. Perciò se l'onorevole Pellegrini consentisse 
a rivolgere la sua domanda al Governo sotto forma di un or- 
dine del giorno, invitandolo a provvedere al più presto sopra 
questo grave argomento, il Ministero non avrebbe difficoltà ad 
accettarlo ». Così il Magliani nella tornata 21 Gennaio 1886. 
Inoltre l' ordine del giorno formulato nel senso sopra indi- 
cato, fu presentato ed accettato dalla Camera, per modo che 
anche codesta materia delle decime, prestazioni (e crediamo si 
dovrà aggiungere anche quella delle enfiteusi e dei censi ancora 
esistenti) e sul modo del loro apprezzamento negli ordinamenti 
catastali, formerà soggetto di una delle importanti leggi che sa- 
ranno necessario complemento del Catasto e costituiranno nello 
insieme un razionale Codice catastale. 

74. — Art. 14. La valutazione di ciascun prodotto sarà fatta sulla media dei 
tre anni di minimo prezzo compresi nel dodicennio 1 874-1 885, tenuto conto 
del disagio medio della carta, e giusta le norme da stabilirsi nel regola- 
mento. 

La Commissione centrale di cui all'articolo 23, sentite le Commissioni 
provinciali, potrà in vista di speciali circostanze, modificare la media dei 
prezzi dei singoli prodotti. 

Saranno detratte cogli stessi criteri : 

1. Le spese di produzione, conservazione e trasporto secondo gli usi 
e le condizioni di ciascun luogo ; 

2. Le spese e i contributi per opere permanenti di difesa, di scolo e 
di bonifica, compreso il contributo per opere idrauliche di seconda categoria; 

3. Le spese di manutenzione del fondo e dei fabbricati rurali occor- 
renti e di reintegrazione delle colture ; 

4. Una quota per le spese di amministrazione ; 

5. Una quota per i danni provenienti dagli infortuni. 

Si terrà conto con una proporzionale detrazione dal reddito imponibile, 
anche dei danni provenienti dalle innondazioni ordinarie, dalle lavine e 
frane, dalle servitù militari, dal vincolo forestale e per i terreni prossimi a 
vulcani in attività, dai fenomeni vulcanici e metereologici propri di quelle 
contrade. 

Nota air Art. i4. 

Questo articolo è uno dei più importanti della legge poiché 
tracciando le basi fondamentali delle stime, ed è perciò naturale 



- 209 - 

che la discussione sia stata viva per tutte le massime che in esso si 
formulano e maggiori ancora sarebbero state le discussioni, se 
fino da principio non si fossero posti d' accordo i deputati colla 
Commissione e col Ministero nel rimandare la discussione al pre- 
levamento del valore dei fabbricati rurali necessari alle varie 
colture (v. art. 23). 

Venendo alla parte principale della disposizione che si rife- 
risce alla valutazione del prodotto sulla media dei tre anni com- 
presi nel dodicennio 1874-1885 lo estremo del valore minimo 
prezzo non era facile a stabilire, e difatti diede luogo ad una 
lunga discussione e furono proposti molti emendamenti. L' ono- 
revole Fornaciaio, senza formulare un emendamento, fece una 
seria osservazione sulla valutazione elei prodotti secondo le varie 
epoche dell'anno rurale in cui vengono valutati. Molte altre os- 
servazioni importanti si leggono nel resoconto della memorabile 
seduta del 21 Giugno, in cui si discusse quell'articolo. Ed intatti 
il relatore Minghetti riassumendo e rispondendo alle varie pro- 
poste pronunziò un discorso dal quale desumiamo i concetti prin- 
cipali a vantaggio dell' esecuzione della legge. « La questione 
grave (esso dice) è stata principalmente quella della valutazione 
dei prodotti. La proposta di un solo anno non è sembrata accet- 
tabile perchè in realtà vi potrebbero essere degli sbalzi troppo 
gravi e tali da fare uno screzio grandissimo da una vera media 
equa e giusta come si vuole trovare. Il Governo e la Commissione 
sono d'accordo nell'accettare l'emendamento proposto modificato ». 
Il Relatore poi legge 1' emendamento che sono le parole stesse 
dei primo comma dell'articolo così come fu approvato. Risponde 
all'onorevole Fornacciari che prendendo quattro interi anni a vo- 
lere scegliere una data stagione di ciascun anno si avrebbe ve- 
ramente ad una cosa molto sottile. Ma osserviamo noi se la legge 
non può entrare in così minuti particolari, gioverà sempre la 
osservazione fatta per regolare il criterio degli estimatori. Sui 
capoversi, il Relatore tenne conto della richiesta dell'onorevole 
Jacur che vuole contemplate le opere per scolo e bonifiche; vo- 
lendo però aggiungere il concetto della stabilità di cotali opere 
colla parola 'permanente che esprime un concetto che dovrà bene 
essere tenuto a calcolo dal perito estimatore. Fu poi dietro varie 
richieste dei deputati Fusco, Pasquali ed altri che restò formu- 

14 



- 210 - 

lato come si trova il N. 5 dell'articolo che esaminiamo in cui 
sono contemplati tutti i vari cespiti che devono dar luogo alle 
detrazioni ». Ci fermiamo poi brevemente con una osservazione 
nostra sulle parole inondazioni ordinarie. Le inondazioni più 
frequenti e più gravi in Italia sono quelle del Pò. Di cotali inon- 
dazioni le maggiori e tremende sono quelle che derivano dalle 
rotture degli argini maestri e per avventura non sono frequenti, 
ma le più ordinarie inondazioni derivano specialmente nella 
parte dei terreni depressi che si trovano in prossimità del fiero 
fiume quando le acque si innalzano al disopra del livello degli 
scoli ; e per cotale altezza rigurgiterebbero con violenza negli 
scoli stessi per irrompere nelle campagne che non hanno altro 
sfogo per scolare le loro acque che il Pò. Per evitare in 
queir evenienza tale rigurgito a capo degli scoli stessi ove de- 
fluiscono nel fiume si trovano le cosidette chiaviche emissarie, 
le quali, quando il Pò è al livello ordinario, sono aperte, perchè 
le acque scolano naturalmente nel fiume, ma quando l'idrometro 
segna una determinata altezza si chiudono le paratoje per im- 
pedire il detto rigurgito. È allora che quei poveri campi depressi 
non scolano più nel benefico raccoglitore, divenuto impotente 
a soccorrerle, i fossi si riempiono e se continuano le pioggie, 
portano in essi il contingente degli scoli dei terreni superiori ed 
i più depressi rimangono inondati delle così dette acque interne, 
finché le chiaviche non si aprono e più ancora fino che non 
ricomincia il consueto deflusso. In quelle epoche sventurate ri- 
mangono talora per lungo tempo coperti i fertili campi, qualche 
volta riboccanti di fiorenti messi, che non si possono raccogliere 
e restano là a far provare ai poveri agricoltori le pene di Tan- 
talo e non rare volte si prolunga talmente cotanta jattura, che 
le messi si disperdono. Or bene non è a dubitarsi che per gli 
stabili che in cotali condizioni trovansi debbano nella valutazione 
per la stregua dell'imposta, cotali condizioni essere considerate, 
come le ordinarie inondazioni contemplate dall'articolo che' esa- 
miniamo. 

Sulle osservazioni fatte al Senato (Seduta 28 Febbraio 1886) 
dal relatore Finali; a) che il modo di valutazione stabilito sopra 
i minimi che davanti alla Camera la Commissione parlamentare 
voleva escludere nella formazione delle medie, porta una dimi- 



- 211 - 

nuzione nella valutazione positiva dei prezzi e dei valori; b) che 
occorre un criterio molto discreto e severo nell'applicare le de- 
trazioni perchè potrebbe verificarsi che a forza di deduzioni 
sparisce tutta la rendita ; e) che fra le deduzioni non sono suffi- 
cientemente considerate le spese di manutenzione del fondo e 
dei fabbricati rurali occorrenti, e di reintegrazione delle colture, 
il ministro Magliani rispose che non poteva dissentire del tutto 
nel ritenere che la media del dodicennio intero potrà cagionare 
una qualche diminuzione del reddito imponibile e considera che 
la diminuzione non sarà molto ragguardevole. 

ce In vero se il valor medio dei cereali nell'ultimo dodicennio 
è diminuito sensibilmente per cause a tutti note, e specialmente 
per la crisi generale dei prezzi, non si può dire lo stesso per 
il vino, per Y olio, per gli agrumi, per i frutti, per i foraggi e 
per altri prodotti del terreno, sicché la perdita di rendita impo- 
nibile che deriverà senza alcun dubbio, ma non in misura molto 
grande, nella valutazione dei cereali, potrà essere in parte com- 
pensata dal maggior prezzo che in questo dodicennio hanno 
avuti gli altri prodotti. Ad ogni modo si tratta di cosa puramente 
congetturale, sulla quale sarebbe impossibile, anche per difetto 
di statistiche complete del prezzo dei vari prodotti dei terreni 
negli ultimi dodici anni, fondare un sicuro giudizio ». 

(( Ma l'onorevole Relatore ha chiesto sostanzialmente due spie- 
gazioni : ecco la prima: Il criterio della media dei tre anni mi- 
nimi si applica anche al valore delle detrazioni considerate in 
questo articolo ? Vale a dire quando si farà la detrazione delle 
spese di coltivazione, dei salari, della mano d'opera e via dicendo, 
si terrà anche conto della media dei tre anni in cui furono mi- 
nime queste spese, oppure si prenderà la media del dodicennio? 
Ebbene io dichiaro che al Ministero è sembrato chiaro che non 
si possa adottare per le detrazioni un criterio diverso da quello 
che si adopera per la estimazione del reddito imponibile e ciò 
è detto nell'articolo stesso con le parole saranno detratte cogli 
stessi criteri. « Quali sono i criteri indicati nella prima parte 
dell'articolo ? Essi si riassumono nella metà degli ultimi tre anni 
minimi. Ora se le detrazioni si debbono fare cogli stessi criteri, 
è evidente anche per la lettera stessa dell'articolo che si debbono 
fare in base alla media dei tre anni minimi ed adottata questa 



- 212 - 

intelligenza che mi pare la sola conciliabile collo spirito e colla 
lettera dell'articolo, verrà anche attenuato sensibilmente il danno 
temuto 2>. Una seconda spiegazione è stata domandata : allorché 
nel numero terzo di questo articolo si parla di spese che influi- 
scono sul prodotto, s'intende anche comprendervi le spese di 
manutenzione dei canali che servono alla irrigazione dei fondi ? 
e io non esito a dire che la risposta deve essere affermativa, 
imperocché quando si parla di spese di manutenzione se ne parla 
in un senso generale. (( Si debbono detrarre le spese le quali 
servono alla produzione del suolo, secondo i criteri che abbiamo 
'accennati e quindi anche la manutenzione dei canali )>. Queste 
importanti dichiarazioni del Ministro possono e debbono avere 
una grande influenza nelle stime di singole fattispecie allorché 
si tratti di dubbi sulle deduzioni ammissibili o meno. 

Nella stessa seduta fu accennato dal relatore Finali al pericolo 
di troppo gravi deduzioni per stabilire il prodotto netto pure lo 
riducono a troppo angusti estremi che ricorse agli atti dell'in- 
chiesta Agraria. È perciò importante riferire le parole del sena- 
tore Jacini al riguardo, poiché ebbe esso tanta parte nella detta 
inchiesta. Ecco le sue parole : 

(( Sento il dovere di dichiarare, (disse il Jacini) che la Giunta 
per la inchiesta agraria assume la responsabilità soltanto di tutti 
quei dati che essa stessa ha riconosciuti ventilati e di chiarati 
esatti, ma non assume mica di tutti quelli che contengono i nu- 
merosi volumi a garanzia della sua imparzialità, la Giunta do- 
veva dare pubblicazione a tutte le notizie da essa inchiesta ai 
privati e raccolte, salvo però di accettarle o quando- le avesse ve- 
rificate esatte, o a non accettarle in caso contrario e salvo a 
pronunziare il suo giudizio in proposito quando lo riputava utile. 
(V. tornata del Senato 28 Febbraio 1886). ce Difatti soggiungiamo 
noi, molti non furono accettati, il che vuol dire che alle occa- 
sioni bisogna andar cauti a basare giudizi sulle risultanze degli 
atti dell'inchiesta i cui dati devonsi per acquistare sicurezza, 
controllare ». 

75. — Art. 15. Saranno compresi nel catasto i fabbricati rurali di che 
all'articolo 8 della legge 6 giugno 1877, n. 3684, e cioè le costruzioni 
rurali coi loro accessorii, quando appartengono allo stesso proprietario dei 
terreni cui servono e sieno inoltre destinate : 



- 213 - 

a) all'abitazione di coloro che attendono col proprio lavoro alla ma- 
nuale coltivazione della terra ; 

b) al ricovero del bestiame necessario per quella coltivazione o ali- 
mentato da quei terreni ; 

e) alla conservazione e prima manipolazione dei prodotti agrari dei 
terreni, nonché alla custodia e conservazione delle macchine e degli attrezzi 
che servono alla coltivazione dei terreni medesimi. 

I detti fabbricati e le aree che occupano saranno esenti da imposta. 

Nota all'Art. 45. 

L' articolo 15 del progetto che era un ampliamento dello 
svolgimento dei principii fondamentali per stabilire i criterii di 
stima, d' accordo fra il Ministero e la Commissione fu abolito, 
epperciò si discusse l'articolo 16 del progetto che divenne poscia 
V articolo 15 della legge. Tale articolo fino alla lettera C com- 
presa trovò delle osservazioni, ma non delle opposizioni. Ma fu 
per gli ultimi capoversi dell' articolo che si aprì una vera bat- 
taglia. Nei detti capoversi si tracciavano i criterii per la stima 
dei fabbricati rurali che si volevano esenti da imposta solo fino 
alla revisione generale del catasto. 

Non possiamo seguire la lunga ed arruffata discussione e di- 
scorsi di molti deputati la più parte dei quali propugnarono la 
esenzione completa dell' imposta sui fabbricati rurali siccome 
strumento di produzione. Ad un certo punto della discussione 
stessa ci piace riportare le seguenti parole del Minghetti « mi 
« preme solo di fare, una dichiarazione : la Commissione, pro- 
(( ponendo questo articolo, non ha avuto in mira in alcuna guisa 
(( intenti fiscali ; essa ha avuto in mira soltanto di trovare la 
« forma che rispondesse meglio alla giustizia ed all'equità ». 
Assai importante fu la discussione che seguì nella tornata del 
25 Gennaio 1886 alla Camera dei Deputati e consigliamo i 
tecnici a leggerla tutta con attenzione perchè possono attingervi 
vere rivelazioni sulla intelligenza della disposizione. Frattanto te- 
nendo conto che le maggiori battaglie furono date sul modo di 
valutazione dei fabbricati rustici riportiamo un riassunto del Min- 
ghetti. 

« Tutta l' argomentazione che hanno fatto i preopinanti è 
« stata questa: che bisogna intendere compenetrato nel fondo 



- 214 — 

ce il reddito dei fabbricati rurali ; che si deve ritenere il fondo 
« come instructus. La commissione concorda in questo concetto 
« e la differenza sta che esso sia espresso o non espresso nel- 
« 1' articolo ». 

Dopo tale riassunto della questione principale, fu posta in 
votazione appunto codesta dichiarazione espressa nel testo dell'ar- 
ticolo e dietro emendamento proposto dall'onorevole Sonnino fu 
votata la dichiarazione che si legge in fine : i detti fabbricati 
e le aree ecc. 

Al Senato, fu fatta la seguente dichiarazione importante del 
ministro Magliani : 

(( Io confermo qui in questa occasione la dichiarazione che 
ce feci alla Camera dei Deputati e che ripetesi nel seno della 
« Commissione. La casa rurale è definita per lo scopo e desti- 
le nazione sua e non per il posto in cui accidentalmente si trova ». 
(V. Seduta del Senato 28 Febbraio 1886). 

7G. — Art. 16. Le acque di irrigazione s' intenderanno comprese pel 
loro effetto utile nella stima dei terreni cui servono. Nel caso però di ter- 
reni irrigati con acque in tutto od in parte di affitto o concesse a canone, 
sarà fatta dal reddito una proporzionata detrazione per il costo dell' acqua. 

Nota air Art. i6 corrispondente all'Art, il del progetto. 

Anche la valutazione delle acque d' irrigazione contemplata 
in questo articolo è stata soggetto di viva discussione e di pro- 
poste di vari emendamenti, sebbene per verità il concetto fosse 
già così bene chiaramente formulato nel progetto che non fu 
suscettiva la dizione che di una aggiunta delle parole o concesse 
a canone opportunamente suggerite dal deputato Chimirri, poi- 
ché senz' altro le spese di irrigazione debbono considerarsi di 
coltivazione e quindi prelevabili dal valore di stima già contem- 
plate dall' art. 14 come chiaramente dimostrò 1' onorevole Ghe- 
rardi della Commissione, invocando anche l' autorità dell' immor- 
tale Cavour. 

Al Senato il senatore Jacini osservò che nel regolamento si 
dovrà tenere conto all' effetto utile delle acque irrigue e quindi 
per stabilire il valore delle terre irrigate, della distinzione che 
corre tra acque ed acque d' irrigazione, perchè ce ne sono di 



- 215 - 

fertilizzanti e di sterilizzanti ed utilizzate solo allo scopo che 
le arsure estive non distruggano interamente i prodotti ; e così 
pure che si terrà conto della quantità delle acque non» che delle 
ruote d' irrigazione rispettive. La qualità, la copia, il tempo in 
cui se ne può fare uso, il sapere che si possa sempre fare su 
di esse assegnamento quando occorrono o no, esercitano una 
grandissima influenza sull' indole dell' Agricoltura e sulla produ- 
zione. A queste osservazioni, il commissario Messedaglia disse che 
cotali avvertenze derivano dal concetto della legge espresso colle 
parole : Le acque d'irrigazione s'intenderanno comprese pel loro 
effetto utile nella stima dei terreni cui servono ; perciò poiché 
gli elementi indicati dal Jacini sono contemplati dalla legge, si 
dovrà invece tener conto a parte di quegli altri elementi i quali 
non fossero compresi nella stima della rendita. (V. Seduta del 
Senato 28 Febbraio 1886). 

77. — Art. 17. Saranno escluse dalla stima fondiaria le miniere, le cave, 
le torbiere, le saline, colla superficie occupata stabilmente per la relativa in- 
dustria, e le tonnare. 

I laghi e stagni di pesca si stimeranno per la loro rendita netta. 

I terreni destinati a scopo di delizia, a colture che richiedono speciali 
apparecchi di riparo o riscaldamento, o in generale sottratti per qualsivoglia 
altro uso alla ordinaria coltivazione, in quanto non siano da considerarsi, 
giusta l'articolo 15 come accessori dei fabbricati rurali, si valuteranno pa- 
rificandoli ai migliori tra i terreni contigui. 

Non si attribuirà alcuna rendita: 

a) ai fondi indicali dall'art. 10 della legge 14- luglio 1864, n. 1831, 
ed è abrogato il disposto del 2° alinea, n. 5, del detto articolo ; 

b) alle strade vicinali contemplate dall'art. 19 della legge 20 marzo 1863, 
allegato F: 

e) alla superficie occupata dai canali maestri per la condotta delle 
acque. 

Nota alV Art. 17. 

Ci affrettiamo ad osservare che la sola modificazione che de- 
rivò dalla discussione di questo articolo alla Camera al progetto 
del corrispondente articolo 16, fu la sostituzione della parola 
rendita netta degli stagni da pesca alle parole rendita natu- 
rale che si leggevano nel progetto. Cotale modificazione fu fatta 



- 216 — 

per opera della discussione interessante avvenuta tra l'onore- 
vole Crispi e l'onorevole Gherardi della Commissione e poscia del 
Parpaglia, le cui osservazioni si leggono nel verbale di seduta 
del 25 Gennaio 1886. Da esse in sostanza si evince che non 
possa essere colpita che la rendita derivata dagli accennati enti, 
prelevazione fatla in sostanza di tutte le spese, occorrendo per 
ottenere il reddito non altrimenti che per le produzioni del suolo 
al quale secondo il codice civile (Art. 416) sono equiparate. 

Lungo sarebbe il tener conto di una agitatissima discussione 
sull'articolo 17, rimasto in sospeso, che si legge nel verbale del 
26 Gennaio 1886 avvenuta tra varii deputati delle Provincie 
meridionali e la Commissione, siili' argomento delle esclusioni 
portate dal primo alinea dell' articolo predetto. 

L' articolo restò votato come si legge nella legge, ma poiché 
prevalse il concetto della esclusione dal catasto, delle torbiere, 
saline e tonnare, la Commissione, propose e fu accettato il se- 
guente ordine del giorno : 

« La Camera invita il Ministero a studiare le norme speciali 
« per 1' accertamento della rendita delle miniere, cave, torbiere, 
(( saline e tonnare da sottoporsi all' imposta della ricchezza mo- 
re bile ». 

Al Senato il senatore Jacini chiese spiegazione sulla espres- 
sione dei canali maestri di cui alla lettera e) dell'ultimo capo- 
verso. 

Il commissario Messedaglia rispose di non essere in grado 
di chiarire quale sia il concetto preciso da attribuirsi ai canali 
maestri di fronte allo intricatissimo sistema di condotta delle 
acque specialmente in alcune Provincie e crede che alle singole 
fattispecie occorrerà 1' opera di esperti per designarle. Assicurò 
poi il Jacini che nel Regolamento saranno indicate le norme 
precise per fare una distinzione tecnicamente la più esatta pos- 
sibile fra i canali maestri ed i canali distributori. (Seduta del 
Senato 28 Febbraio 1886). 

Per comodo degli studiosi di questo articolo trascriviamo le 
disposizioni delle leggi citate. 

(Art. iO della legge i9 Luglio 1864J. 

Sono aboliti tutti i privilegi e qualunque speciale esecuzione 



- 217 - 

dell'imposta fondiaria dalla quale rimangono soltanto uniforme- 
mente esenti i seguenti immobili : 

1. I fabbricati destinati all'esercizio dei culti ammessi dallo 
Stato ; 

2. I Cimiteri e loro dipendenze siano terreni o fabbricati ; 

3. I fabbricati ed i terreni demaniali dello Stato costituenti 
le fortificazioni militari e loro dipendenze ; 

4. L'alveo dei fiumi e dei torrenti, la superficie dei laghi 
pubblici, le spiaggie, le roccie, le ghiaje, le sabbie nude e gli 
altri terreni per propria natura affatto improduttivi ; 

5. Le strade nazionali, provinciali e comunali, le piazze, i 
ponti non soggetti a pedaggio, ed in generale tutti gli immobili 
di proprietà dello Stato sottratti alla produzione per un pubblico 
servizio gratuito. 

[Art. 19 della legge 20 Marzo 1865 allegato F) 

Tutte le altre strade non iscritte nelle precedenti categorie 
e soggette a servitù pubblica sono vicinali. 

78. — Art. 18. Presso il Ministero delle Finanze sarà istituito un Ufficio 
generale del catasto, tecnico ed amministrativo, al quale apparterrà la dire- 
zione e la vigilanza di tutte le operazioni catastali. 

Nota all' Art. 18. 
Nessuna osservazione è a farsi. 

79. — Art. 19. Per le operazioni di stima saranno istituite Giunte 
tecniche, il numero e le attribuzioni delle quali verranno determinati dal 
regolamento. 

Queste Giunte saranno composte di periti nominati per metà dal Ministro 
delle Finanze, per l'altra metà dai Consigli delle proyincie interessate e di 
un presidente nominato dal Ministro delle Finanze. 

Ogni comune potrà esigere che un suo delegato sia sentito dalla Giunta 
tecnica circa la qualificazione, la classificazione e la tariffa del suo territorio. 

Nota all'Art. 19. 

Questo articolo non incontrò difficoltà alcuna, soltanto per 
osservazioni di opportunità fu proposto dall' onorevole Billia Fé- 



- 218 - 

lice accettato dal ministro Magliani e votato dalla Camera nella 
tornata del 25 Gennaio 1886 1' ordine del giorno che trascri- 
viamo : 

« La Camera invita il Governo a valersi di preferenza per 
ce osservazioni di prelevamento, del personale tecnico, versato in 
ce materia che si renderà disponibile presso il Ministero dei la- 
(( vori pubblici in seguito alla cessione della costruzione delle 
« ferrovie alle società esercenti ». 

La opportunità e giustizia di questa raccomandazione si fa 
palese da sé, poiché non si potrebbe tollerare che per viste sieno 
pure d' ordine pubblico di seguito alla troppo nota legge ferro- 
viaria molli professionisti capi di famiglia giunti a maturi anni, 
carichi occorrendo di famiglia, fossero posti immeritatamente sul 
lastrico dal Governo che aveva posti in convenienti condizioni 
sociali. 

Ma occorre notare ancora che viva discussione diede luogo 
questo articolo nella tornata del 26 Gennaio 1886 in ispecial 
modo sui principi che regolar devono le nomine delle giunte 
tecniche per le operazioni di stima e relative attribuzioni e così 
su chi debba farne le nomine insistendo taluno sulP elemento 
elettivo comunale che dovrebbe prevalere al Governativo. Pre- 
valse la massima conciliativa della nomina mista sanzionata dal- 
l'articolo ed influì a persuadere la maggioranza il seguente di- 
scorso del Messedaglia che riteniamo ben premio dell'opera ri- 
produrre : 

ce II Governo accetta la nuova redazione di questo articolo, 
quale è stata presentata dalla Commissione ; ed è d'accordo con 
essa nel respingere gli emendamenti, che sono stati proposti al- 
l'articolo stesso. 

« Io prego la Camera di farsi un concetto chiaro di ciò che 
sono queste Giunte tecniche, perchè nel corso della discussione 
mi sembra sia avvenuto una certa confusione fra le Giunte 
tecniche e le Commissioni locali e provinciali. 

ce QuaP è il modo, con cui il Governo e la Commissione 
hanno concepito l' organismo esecutivo del catasto ? Lo hanno 
concepito con due specie di organi propriamente esecutivi, ed 
organi specialmente giudicanti. 

ce Le Giunte tecniche, le quali devono eseguire la stima ap- 



- 219 - 

partengono alla prima specie ; le Commissioni locali e con essi 
la Commissione centrale appartengono alla seconda. 

« Ora gli organi esecutivi del catasto devono essere alla dipen- 
denza del Governo, e riceverne l'indirizzo ; giacché il Governo che 
eseguisce la legge, e il catasto è fatto a cura dello Stato com'è 
detto nel primo articolo del presente disegno di legge. 

ce Del resto, è neh' intento, nella natura stessa dell'operazione 
da intraprendersi, che vi sia una unità di direzione, d'indirizzo ; 
altrimenti non si potrebbe giungere alla perequazione generale, 
non sarebbe a sperarsi un catasto uniforme. 

(( Bene inteso che anche negli organi esecutivi si deve fare 
una larga parte agli elementi locali ; senza di che non sarebbe 
possibile né di ottenere l' intento cui si mira, né di offrire le 
necessarie guarentigie. Questa parte per altro si deve fare fino 
a un dato punto, e non si può nemmeno discuterne con gli iden- 
tici criteri con cui farebbesi per le Commissioni giudicanti. 

(( In realtà, queste Giunte tecniche che cosa sono esse ? Sono 
collegi di periti stimatori, e non già Commissioni passaggere di 
accertamento, sono Uffici stabili, duraturi, che devono rimanere 
al loro posto. 

ce Sarà male dal punto di vista di qualcheduno, ma senza di 
ciò non si può ottenere un censimento uniforme, e portare in 
debito modo l'operazione al suo compito. 

ce Tutte le operazioni che devono essere fatte sistematicamente, 
devono avere una certa stabilità, una certa coordinazione. Lo 
esprime chiaramente l'art. 21 dove è detto che l'ufficio generale 
del catasto dovrà regolare i lavori delle Giunte tecniche per l'u- 
niformità dei criteri e dei procedimenti, allo scopo della generale 
perequazione. 

« La Giunta tecnica, che vi sarà in ogni provincia, non è la 
Commissione provinciale. Questa ha funzioni che, al punto di 
vista catastale, si debbono considerare giudicanti rispetto ai re- 
clami ; mentre la Giunta tecnica è ufficio essenzialmente peri- 
tale, tecnicissimo, lo dice la stessa parola ; deve preparare tutti 
gli elementi delle stime, stabilire la qualificazione e la classifica- 
zione, e formare poi la tariffa; sui dati che saranno principal- 
mente forniti del classamento ; dare in seguito il proprio voto 
sui reclami contro di essa; e così fino ad operazione compiuta. 



— 220 - 

(( Ora, dal momento che si vuole un catasto geometrico, ma 
estimativo ; insomma dal momento che il catasto va fatto secondo 
l'articolo primo di questa legge ; e che si deve poi provvedere 
mediante di esso alla perequazione generale; a me pare proprio 
affatto indispensabile che la direzione, indirizzo delle operazioni 
appartenga in principal modo al Governo, salvo, diceva,- una 
larga cooperazione degli elementi locali. Io non capirei codesti 
collegi di periti, dove il Governo non avesse la parte principale. 

ce Bensì io conosco due catasti recentissimi di Stati che val- 
gono e possono molto; quello, cioè, della Prussia e quello dell'Austria, 
dove le tariffe sono state fatte dalle Commissioni locali. Ma a 
fianco di queste Commissioni, funzionava in realtà tutto un or- 
ganismo governativo. Il presidente, e in un tempo relatore delle 
Commissioni, era nominato dal Governo ; ed era il presidente e 
relatore quegli che faceva la tariffa, la quale veniva poi esami- 
nata dalle Commissioni. Nella relazione è stato esposto e discusso 
punto per punto tutto questo. Noi anzi siamo stati così lontani 
da ogni sentimento di fiscalità, che abbiamo studiate accurata- 
mente queste varie combinazioni, e ci siamo pronunziati per 
quella che ci parve più consentanea alle condizioni nostre, ac- 
costandosi per l'insieme al sistema che diremo prussiano, senza 
però copiarlo del tutto. 

« A noi sembrò naturale che un elemento locale elettivo en- 
trasse in queste Giunte tecniche esecutive, come entra anche 
nelle Commissioni giudicanti ; le quali anzi all'infimo grado, ossia 
le Commissioni comunali, sono tutte elettive. Ma la direzione, 
ripeto, e non la sorveglianza soltanto, la direzione attiva, imme- 
diata, bisogna che resti nelle mani del Governo ; altrimenti si 
danneggierebbe il concetto generale della legge, e non si giun- 
gerebbe ad una buona perequazione; poiché questa va preparata 
sino dal primo momento, per il modo stesso col quale si opera, 
salvo le rettifiche ulteriori. E certo che se partiamo dal concetto 
di non vedere nello Stato altro che l'azione del fisco ; se l'opera 
dello Stato si considera unicamente come un male, un ulcera, 
come altra volta taluno aveva detto ; allora non resterebbe che 
abolirlo. 

« Questa sarebbe la soluzione pratica della cosa. Se dunque 
noi vogliamo un'operazione catastale coordinata, uniforme, razio- 



- 221 - 

naie, che conduca ad una vera e propria perequazione, bisogna 
che l'esecuzione, anche per la parte estimativa, resti essenzial- 
mente allo Stato. Lascio la parte geometrica, s' intende perchè 
nessuno ha ancora immaginato o proposto dei geometri elettivi. 
Cosicché a me pare che la composizione delle Giunte tecniche, 
quale è stata accettata dalla Commissione, soddisfi pienamente 
ad ogni esigenza. 

(( Con tre membri eletti dal Consiglio provinciale ; con tre 
membri nominati dal Ministro delle finanze ; con un presidente, 
inoltre, pur nominato dal Ministro delle finanze, è naturale che 
la maggioranza sarà dello Stato ; ma, oltrecchè è sperabile che 
non sieno frequenti i conflitti, è razionale ad ogni modo che ne 
risulti una preponderanza di quella parte che rappresenta l'inte- 
resse generale ; poiché questo deve farsi sentire, al suo giusto 
valore, e non venir mai meno, anche nelle singole provincie. E 
non panni davvero che si ecceda con cosiffatta combinazione. 

« Per conseguenza, adunque, io non potrei accettare l'emen- 
damento dell'onorevole Lazzaro, e gli altri che sono proposti ; e 
accetto puramente e semplicemente l'articolo come è stato for- 
mulato dalla Commissione ». 

Siamo ben soddisfatti di avere riportato per intero questo 
importante discorso del chiarissimo Messedaglia, certi che sarà certo 
assai gradito agli studiosi per la chiarezza dell'organico del no- 
vello istituto con quel concetto e scultoria forma che distinguono 
le menti superiori quale è quella del Messedaglia. 

80. — Art. 20. L'Ufficio generale del catasto regolerà i lavori delle Giunte 
tecniche, per la uniformità dei criteri e dei procedimenti allo scopo della 
generale perequazione. 

Nota all'Art. 20 rispondente all'Art. 21 del progetto. 

Nessuna osservazione fu fatta a questa disposizione così chiara 
che non richiede commento. 

81. — Art. 21. L'applicazione delle qualità e classi sarà fatta dai periti 
catastali, assistiti dalle Commissioni censuarie comunali. 



- 222 - 

Nota all'Art. Vi rispondente all'Art. 22 del progetto. 

Vi fu per questo articolo qualche discussione sul modo di 
funzionare delle Giunte tecniche nell'applicazione delle qualità e 
classi ed è interessante lo schiarimento pratico dato dall' onore- 
vole Fornacciari che diede luce alla discussione e fece passare 
l'articolo come si legge nella legge. 

Ecco le parole dell'onorevole Fornacciari : 

(( Io credo opportuno di dare all' onorevole preopinante una 
spiegazione, la quale, spero, varrà a dileguare un equivoco nel 
quale, secondo me, è incorso. 

c< Le Giunte tecniche hanno l'attribuzione di formare le tariffe 
senza tener conto delle varie particelle a cui debbono le tariffe 
stesse applicarsi. Le Giunte fanno una tariffa, dirò così, generica 
per ogni comune ; stabiliscono cioè, che nel comune A vi sono 
le tali qualità di coltura, che ciascuna qualità deve essere divisa 
in tante classi, e determinano per ciascuna classe, salvo il giu- 
dizio definitivo della Commissione centrale, il relativo reddito 
netto. 

(( Poi (ed è questo un punto importante della mia spiegazione 
all'onorevole Cornazza-Amari) lasciamo per norma dei periti clas- 
satori i così detti campioni, cioè: dopo avere stabilito nella ta- 
riffa che nel tal comune i prati saranno divisi, per esempio, in 
cinque classi, dicono anche : il tal prato noi l'abbiamo conside- 
rato come di prima classe, il tale altro di seconda, e via dicendo. 

« Ma il classamento di ciascuna particella cui dopo si procede 
è assolutamente indispensabile che sia fatto da periti, che devono 
essere in un numero assai grande, perchè le particelle sono mol- 
tissime, e non sarebbe possibile che una Giunta tecnica com- 
posta di cinque, sette o più persone potesse analizzare tutte 
queste particelle per fare l'assegnamento della rispettiva qualità 
e classe. 

(( Or dunque, secondo l'organismo che è stabilito per questo 
catasto, è evidente che le Giunte tecniche debbono fare soltanto 
le tariffe, salvo l'indicazione di qualche particella per campione. 
Ma questa è una particolarità tecnica che non è necessario in- 
dicare nella legge, ed i periti classatori poi sono quelli, come 
ho detto, che debbono applicare la tariffa alle singole particelle ». 



- 223 - 

82. — Art. 22. Saranno istituite Commissioni censuarie, una comunale per 
ciascun comune, una provinciale per ciascuna provincia, ed una centrale. 

Nota all'Art. 22 della legge rispondente al 23 del progetto. 
L'articolo fu approvato senza discussione. 

83. — Art. 23. Le commissioni comunali saranno nominate dai Consigli in 
una seduta straordinaria alla quale sarà invitato ad intervenire, con diritto di 
voto un numero dei maggiori contribuenti all' imposta fondiaria uguale a 
quello dei consiglieri comunali. Esse eleggeranno il proprio presidente. 

Le Commissioni provinciali saranno composte di un presidente nominato 
dal .Ministro delle Finanze, e di commissari nominati per una metà dallo 
stesso Ministro, e per l'altra dal Consiglio provinciale in seduta straordinaria. 

La Commissione centrale sarà nominata dal Ministro delle Finanze e pre- 
sieduta da esso o da un vice presidente da lui delegato. 

Un terzo almeno de' suoi componenti dovrà essere scelto fra i membri 
del Consiglio di Stato, della Corte dei conti, del Consiglio superiore dei 
Lavori Pubblici e della Magistratura giudiziaria. 

Il numero dei componenti queste Commissioni sarà determinato nel re- 
golamento. 

Nota all'Art. 23 della legge rispondente al 24 del progetto. 

Anche per questo articolo l'onorevole Fornacciari fu felice e 
fortunato proponente un' aggiunta all'articolo del progetto che fu 
accettata dalla Commissione e dal Commissario regio e votata 
dalla Camera. 

Ecco la sua proposta sul quarto capoverso che togliamo dalle 
stesse sue parole : ce E detto in questo capoverso che il terzo dei 
componenti la Commissione centrale dovrà essere scelto fra i 
membri del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e della 
Magistratura giudiziaria. Aggiungerò : E del Consiglio supe- 
riore dei lavori pubblici perchè mi pare che sia molto oppor- 
tuno l' introdurre nella Commissione centrale quesl' elemento 
tecnico, altrettanto si è fatto nel catasto del compartimento 
Modenese ed è perciò che io propongo questa piccola aggiunta ». 

Ma dobbiamo anche tener nota delle importanti parole del 
comm. regio Messedaglia che spiegano chiaramente la motivazione 
degli elementi che devono comporre le Commissioni. 

« Non è lo stesso. L' ufficio è diverso. Nella composizione 



- 224 - 

delle Giunte tecniche, ha interesse l'elemento locale. Ma quando 
veniamo alle Commissioni, badi l'onorevole Spirito, badi la Ca- 
mera che le Commissioni comunali sono tutte elettive, e ne ab- 
biamo detto il perchè anche nella relazione. Ma nelle Commis- 
sioni provinciali, dove importa la coordinazione e la perequazione 
delle tariffe, comincia ad entrare in qualche maniera l'elemento 
governativo che deve avere anche esso una certa preponderanza.. 
Poiché non si tratta punto, come dice l' onorevole Spirito, di 
Commissione d'interesse locale. Esse devono risolvere i reclami, 
e i reclami non solo di qualche privato, e poi devono avere 
parte nel conguaglio delle tariffe, ed è sul conguaglio delle ta- 
riffe che si fonda la possibilità della perequazione generale. 

« Egli è per questo che ci deve essere una certa uniformità 
di criteri, un certo indirizzo comune. Queste Commissioni non 
si devono occupare unicamente delle loro provincie, ma all' ul- 
timo stadio hanno da prendere in considerazione anche i rap- 
porti di tutte le altre provincie del regno. È per questo che noi 
insistiamo che, al secondo stadio, la maggioranza sia ancora go- 
vernativa, e che nella Commissione centrale, 1' elemento elettivo 
scompaia, e la sua composizione dipenda unicamente dal Governo. 
Ciò sta in rapporto con l'indole di questo istituto ». 

Al Senato, nella seduta 28 Febbraio 4886, il senatore Grif- 
fini desiderava che al Consiglio Superiore di Agricoltura fosse 
accordato un posto onorifico in questa Commissione, come è prov- 
veduto pel Consiglio Superiore dei lavori pubblici, Consiglio di 
Stato e Magistratura giudiziaria, ma il Depretis osservò che negli 
altri due terzi che erano liberi, si poteva provvedere ed il Ma- 
gliani poi assicurò che si sarebbe provveduto opportunamente 
nel regolamento. 

84. — Art. 24. Salvo i casi di esenzione, che saranno stabiliti dal regolamento, 
1' ufficio di membro delle Commissioni censuarie comunali e provinciali è 
obbligatorio. Coloro che si rifiuteranno di accettarlo incorreranno in una 
pena pecuniaria da lire venti a lire duecento. 

Nota all' Art. 24 rispondente al 25 del progetto. 

Nel progetto si leggevano infine dell'articolo dopo la parola,. 
duecento le parole a norma di legge. Il deputato Zuccone ed altri 



- 225 - 

con essi disputarono su queste parole potendosi credere che in- 
generassero un concetto di pena correzionale quale è considerata 
la multa che è tale ritenuta da L. 50 a 500 non potendosi nem- 
meno ritenere ammenda, poiché questa non può superare le 
L. 50. Gotali di spute provocarono schiarimenti nella tornata del 
26 Gennaio 1886 per parte del ministro Magliani e del relatore 
Minghelti. Dai quali schiarimenti risultò pacifico il concetto che 
non si versa in questi casi in tesi penale, ma semplicemente ci- 
vile, che essi dovranno applicarsi giusta le norme che saranno 
dettate dal Regolamento e seguiranno la sorte delle altre pene 
pecuniarie comminate in altre leggi finanziarie, come per la ric- 
chezza mobile ; e giudiziarie, come pei giurati. 

Furono fatte osservazioni anche sulle possibili giustificazioni 
legittime che possono essere presentate dai mancanti ed anche 
quelle non dubitiamo troveranno la loro fede naturale nel Rego- 
lamento. L'autorevole parola del ministro Magliani tagliò la testa 
alle questioni insorte specialmente dalle parole da applicarsi a 
norma di legge. Il Magliani adunque disse : ce Se la Commis- 
ti sione accetta, io proporrei di sopprimere le parole da ap- 
« plicarsi a norma di legge )). La proposta fu accettata dalla 
Commissione e P articolo fu votato senza le parole che erano 
state in quella seduta il dado della discordia. 

83. —Art. 25. Nel caso di mancanza delle nomine domandate ai Consigli co- 
munali e provinciali nell'art. 23, sarà provveduto, rispettivamente, dal pre- 
fetto o dal Ministro delle Finanze. 

Nota all'Art. 25 cornspondente al 26 del progetto. 

Solo un dubbio fu promosso dall' onorevole San Giuliano, se 
la deliberazione Comunale per la nomina contemplata in questo 
articolo si possa o no fare dal Consiglio in una prima convoca- 
zione, ma tale dubbio fu dissipato dal Mughetti che sostenne 
non doversi in questo caso fare eccezione alla legge Comunale 
e quindi richiedersi una seconda convocazione, ove per la prima 
non vi sia il numero legale; e l'articolo passò senz'altro così 
come fu proposto. 

80.— Art. 26. Le Giunte tecniche, compiuti i lavori di qualificazione, classifi- 

15 



- 226 - 

cazione, e tariffa dei comuni di una provincia ne pubblicheranno i prospetti 
e li comunicheranno alla Commissione provinciale, notificando a ciascuna 
Commissione comunale quelli del rispettivo comune e dei comuni limitrofi. 
Le Commissioni comunali pubblicheranno questi prospetti all'albo del 
comune. 

Nota all' Art. 26 rispondente al 27 del progetto. 
Nessuna osservazione. 

87. —Art. 27. Contro le proposte delle Giunte tecniche, le Commissioni co- 
munali potranno reclamare alla Commissione provinciale, tanto in via asso- 
luta, quanto in via comparativa, sulla qualificazione, classificazione e tariffa 
del proprio comune. 

I reclami saranno presentati alla Giunta tecnica, la quale li trasmetterà 
colle proprie osservazioni alla Commissione provinciale. Questa emetterà il 
proprio voto motivato, e lo comunicherà alla Giunta tecnica e alla Com- 
missione comunale, le quali potranno presentare alla stessa Commissione 
provinciale i loro ulteriori reclami. 

La Commissione provinciale, fatte le indagini, le verifiche ed i confronti 
che stimerà opportuni, trasmetterà tutti questi atti alla Commissione cen- 
trale colle sue osservazioni e proposte, allo scopo della congruenza e pro- 
porzionalità delle tariffe dei comuni della provincia. 

Nota all'Art. 27 rispondente al 28 del progetto. 
Veruna osservazione. 

88. — Art. 28. La Commissione centrale, avuti i reclami delle Commissioni 
comunali, colle osservazioni e coi voti delle Giunte tecniche e delle Com- 
missioni provinciali, e sentito V Ufficio generale del catasto, stabilirà le ta- 
riffe di tutti i comuni censuari, le pubblicherà, e comunicherà a ciascuna 
Commissione provinciale quelle della sua provincia e delle provincie finitime. 

Contro le tariffe così proposte dalla Commissione centrale le Commis- 
sioni provinciali potranno reclamare, in via comparativa, nell' interesse del- 
l' intera provincia o di alcun comune di essa, alla Commissione medesima. 

Questa, sentito, sui reclami ricevuti, il voto dell' Ufficio generale del ca- 
tasto, e fatte le opportune verificazioni e rettifiche approverà in via defini- 
tiva le tariffe di tutti i comuni censuari. 

Nota all' Art. 28 rispondente al 29 del progetto. 

Venne per parte dell'onorevole Francica posta sul tappeto la 



- 227 - 

questione che sia riservato il ricorso alla Cassazione di Roma 
contro le deliberazioni definitive di cui nel secondo capoverso 
dell'articolo. Ma è rimandata la discussione all' articolo 31. Del 
resto si propose dal deputato Franceschini l'aggiunta e sostitu- 
zione alle parole di tutte le Provincie come era nel progetto di 
quelle invece di tutti i Comuni e di tutte le Provincie del Regno. 
E cotale modificazione che pone questo articolo in armonia colla 
disposizione portata dall'art. 10 fu accettata dalla Commissione 
e votata dalla Camera. 

89. — Art. 29. Le mappe, i risultati della misura e dell'applicazione delle 
qualità e delle classi alle singole particelle dei terreni, saranno pubblicati a 
cura dell'Amministrazione catastale. Le mappe saranno depositate all'Ufficio 
comunale, ed ostensibili. 

I possessori potranno reclamare alla Commissione comunale sulla inte- 
stazione e sulla delimitazione, figura ed estensione dei rispettivi beni, e sul- 
l' applicazione della qualità e della classe. Potranno reclamare altresì, per 
quanto li riguarda, le Giunte comunali ed altri enti interessati. 

In questa sede non sono ammessi reclami contro le tariffe. 

La Commissione comunale trasmetterà i reclami col proprio voto alla 
Commissione provinciale, la quale, sentite le osservazioni del perito a ciò 
delegato dall'Amministrazione del catasto, deciderà in via definitiva. 

Si potrà ricorrere alla Commissione centrale soltanto per violazione di 
legge, o per questioni di massima. Però l'Amministrazione del catasto, e la 
Commissione provinciale, od anche la minoranza di essa potranno ricorrere 
alla Commissione centrale nel caso che ritenessero erronei i criteri seguiti 
in singoli comuni, nell'applicazione delle qualità e classi. 

Nota air Art. 29 rispondente al 30 del progetto. 
Nessuna osservazione fatta su questo articolo. 

90. — Art. 30. 1 modi e i termini delle pubblicazioni, dei reclami e dei 
procedimenti contemplati nei precedenti articoli, saranno stabiliti col regola- 
mento. 

Art. 30 rispondente al 31 del progetto. 
Veruna osservazione come sopra. 

9!.— Art, 31. Nulla è innovato in quanto riguarda la competenza dell'auto- 



- 228 - 

rità giudiziaria in materia di catasto alle disposizioni della legge 20 marzo 186S 
sul Contenzioso amministrativo. 

Nota all'Art. 31 rispondente al 32 del progetto. 

Nel progetto questo articolo era invece espresso colle seguenti 
parole : (( Contro le decisioni della Commissione non è ammesso 
ce ricorso all'autorità giudiziaria ». 

Importanti discorsi furono pronunziati nella tornata del 27 
Gennaio 1886 dagli onorevoli Placido e Curzio : del secondo ci 
piace riferire le seguenti scultorie parole : « Ma che che sia di 
ciò, il legislatore deve curare che la giustizia abbia luogo a 
qualunque costo : fiat justitia et pereat mundus. Proponendo 
oltre il mio ragionamento, in verità io credo che sia tale una 
miriade di possibili eventi che nasceranno nell'applicazione di 
questa legge che toccherà circa tre milioni e mezzo di proprie- 
tari e quaranta milioni circa di parcelle catastali, che neppure 
il mio concittadino l'Abate Giochino di Spirito profetico dotato 
potrebbe, cacciando lo viso in fondo, discernere qualche cosa di 
preciso. Quindi per poco che una persona si metta a pensare a 
tanti svariati eventi e possibili fatti si persuada che bisogna ne- 
cessariamente tenere aperta la porta dell' aula della giustizia 
come ultima speranza di chi si crede leso. E l'intervento del Ma- 
gistrato potrà riparare, se non a tutti, certamente a buona parte 
degli inconvenienti che si potranno verificare ». 

Anche gli onorevoli Francica ed Ernesto Giordano fecero im- 
portanti discorsi in quella seduta. 

Quest'ultimo formulò la questione in modo chiaro e concreto 
e ne teniamo nota perchè le sue parole servirono di base della 
votazione dell' articolo. 

« L'articolo 32 del progetto della Commissione propone di 
sottrarre all'autorità giudiziaria la competenza di qualunque que- 
stione possa sorgere in applicazione della legge che stiamo di- 
scutendo. Ora parmi che codesto sistema sia eccessivo ed inac- 
cettabile. Le questioni che l'applicazione della legge attuale farà 
sorgere saranno questioni talune di constatazione di fatti, di esti- 
mazioni e di apprezzamento di reddito ; ed io comprendo che co- 
deste questioni per la loro indole e per la loro natura speciale 
debbono essere sottratte alla competenza dell'autorità giudiziaria. 






- 229 - 

« Ma non saranno queste le sole questioni che sorgeranno 
nell'applicazione pratica di questa legge ; avremo questioni di in- 
terpretazioni della legge ; avremo questioni di violalazioni della 
legge stessa. Ora, come parmi eccessivo accordare alla autorità 
giudiziaria una competenza nelle questioni di estimazione dei red- 
diti, mi parrebbe eccessivo sottrarre alla medesima autorità giudi- 
ziaria la competenza di quelle questioni che riflettessero interpre- 
tazioni o violazione della legge. Il sistema della Commissione è 
d'altra parte contrario ad una legge fondamentale che vige 
intorno alla materia. 

« Avete udito parlare delle disposizioni della legge del con- 
tenzioso amministrativo, per le quali appunto sono sottratte al- 
l'autorità giudiziaria solamente le questioni che riguardino esti- 
mazioni catastali. 

ce Avendo cotesta opinione, mi assoccierei quindi alla modifi- 
cazione dell'articolo proposta dal collega Placido. Ma quella sua 
proposta parmi abbia il doppio difetto di specializzare troppo i 
casi nei quali si può ricorrere all' autorità giudiziaria, e per 
conto di restringere con una inopportuna specializzazione la fa- 
coltà che la legislazione vigente stabilisce. Perciò pure associan- 
dosi ai concetti che hanno ispirato all'onorevole collega Placido 
le sue modificazioni all' articolo 32, proposto dalla Commissione, 
mi permetterei di proporre una modificazione diversa, modifica- 
zione che significherebbe la dichiarazione pura e semplice che 
con questa legge non si vuole nulla innovare alle disposizioni 
che le leggi vigenti, e specialmente la legge sul contenzioso am- 
ministrativo 20 Marzo 1865, stabiliscono intorno alla materia del 
catasto. Questa è l'opinione che mi pare dovrebbe essere la più 
conforme alla legittima esplicazione della legge che stiamo discu- 
tendo sul riordinamento dell'imposta fondiaria, ed alla conserva- 
zione delle leggi vigenti. Se la Commissione consente in questa 
mia opinione, io la pregherei di volere accettare questo mio 
emendamento ». 

Dopo queste osservazioni il ministro Grimaldi accettò in mas- 
sima la remissione alla legge 20 Marzo 1865 e con essa fu vo- 
tato l' articolo. 

Ora riportiamo le disposizioni della legge 20 Marzo 1865 ap- 
plicabile alle insorgende questioni che riferir si possono alle 



- 230 - 

tariffe ed in generale in seguito ai reclami nella costituzione del 
catasto. 

Articolo 6. 

« Sono escluse dalla competenza delle autorità giudiziarie le 
« questioni relative all'estimo catastale ed al riparto di quota e 
« tutte le altre sulle imposte dirette sino a che non abbia avuto 
« luogo la pubblicazione dei ruoli. 

(( In ogni controversia d'imposta gli atti di opposizione per 
ce essere ammissibili in giudizio dovranno accompagnarsi dal cer- 
ee tiflcato di pagamento dell'imposta, eccetto il caso che si tratti 
« di domanda di supplemento. 

« Nelle controversie relative alle imposte così dirette come 
<t indirette la giurisdizione ordinaria sarà sempre esercitata in 
«. prima istanza dai tribunali di circondario, ed in seconda istanza 
« dalle Corti d'Appello ». 

Al Senato, nella Seduta del 28 Febbraio 1886, il senatore 
Ferraris sollevò una questione di competenza, pretendendo che 
questo articolo sia in antinomia colle altre disposizioni, specie 
coli' art. 6 di questa legge. 

Il ministro Tajani sostiene che nulla è innovato con questo 
articolo intorno alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria, e nulla 
è altresì mutato intorno alla giurisdizione del contenzioso, la 
quale non è che una eccezione alla giurisdizione dell' autorità 
giudiziaria. In altri termini regola ed eccezione in materia di 
giurisdizione contenziosa restano quali sono di fronte alla pre- 
sente legge. 

Il ministro Magliani chiarendo esso pure il dubbio, soggiunse 
(( che con questo articolo, non si introduce nessuna innovazione 
alla Legislazione attuale. 

<f Ora non vi è giurisdizione contenziosa dinanzi all'autorità 
giudiziaria in materia catastale, finché non sieno formati i ruoli. 
Rimane dunque inviolato questo principio. Ecco tutto. 

« Quest'articolo 31 potrebbe anche riputarsi inutile, poiché 
quando non si deroga esplicitamente ad una legge, questa legge, 
resta ; ma non di meno, per eliminare qualunque possibilità di 
dubbio, si è voluto anche ripetere qui che nulla è innovato alla 
legislazione attuale ». 



- 231 - 

Con questi schiarimenti è tolto ogni dubbio di competenza, 
ed allorché sorgono opposizioni sono di competenza dell'autorità 
amministrativa, giusta le norme del contenzioso amministrativo 
e le disposizioni che abbiamo riprodotte superiormente. 

92. — Art. 32. Le Giunte tecniche, le Commissioni Censitane, i loro delegati 
ed i periti catastali avranno diritto di accedere, per gli effetti della pre- 
sente legge, alle private proprietà. 

Chiunque farà opposizione sarà soggetto ad una pena pecuniaria da lire 
dieci a lire cento. 

Nota all' Art. 32 rispondente al 33 del progetto. 

Al Senato, nella ripetuta seduta del 28 Febbraio 1886, il se- 
natore Finali richiese una dichiarazione sulla inviolabilità del do- 
micilio perchè non si verifichino inconvenienti analoghi che si 
ebbero nella occasione di accessi alle private proprietà. 

Il ministro Magliani fa osservare la differenza che corre tra 
podere e domicilio : ce ad ogni modo le posso assicurare (soggiunse 
il Magliani) che nel regolamento saranno stabiliti termini e di- 
sposizioni così precise da evitare qualunque possibilità di abusi 
in questa materia ». 

93. — Art. 33. Costituiscono il catasto : 

1. La mappa particellare ; 

2. La tavola censuaria ; 

3. Il registro delle partite; 

4. La matricola dei possessori. 

Nota all'Art. 33 rispondente al 34 del progetto. 
Approvato senza osservazioni. 

M. — Art. 34. Il catasto sarà conservato e tenuto in corrente, in modo con- 
tinuo ed anche con lustrazioni periodiche, delle mutazioni che avvengono 
nello stato dei possessi e dei rispettivi possessori. 

Le volture catastali saranno obbligatorie, e non potranno esser fatte che 
sulla fede di atti pubblici, e di scritture private con sottoscrizioni autenti- 
cate da notaio, o accertate giudizialmente. 



- 232 - 

Nota all'Art. 34 rispondente al 35 del progetto. 

Gli onorevoli Maj occhi e Visocchi fecero nella tornata del 27 
Gennaio 1886 delle sensate osservazioni sulla conservazione del 
catasto e sul Regolamento del 24 Dicembre 1870 relativo alle 
agenzie delle tasse, riconosciuto insufficiente per la conserva- 
zione, ed è interessante il discorso del ministro Magliari, che 
trascriviamo, poiché viene a constatare maggiormente la insuf- 
ficienza che tutti noi ravvisiamo negli attuali agenti delle tasse 
alla conservazione dei catasti, comunque grossolani ed imperfetti 
come attualmente sono. Ecco le parole del Magliari : 

g L' onorevole Majocchi ha trattato un argomento molto im- 
portante, quello della conservazione del catasto. E difatti, se è 
diffìcile e importante formare un catasto, è non meno difficile e 
importante conservarlo bene. Io non ho difficoltà a convenire 
con lui che le discipline oggi vigenti per la conservazione dei 
catasti sono deficienti. Ed è indubitato che dovendosi formare 
un regolamento generale per 1' esecuzione di questa legge, una 
parte essenziale del nuovo regolamento sarà consacrata a stabi- 
lire i modi, le forme più acconcie per la retla conservazione del 
catasto ; e in questo studio, che sarà certo molto importante, non 
si ommetterà di tener conto delle savie osservazioni che furono 
fatte dall'onorevole Majocchi. Non si conserverà dunque tale e 
quale il regolamento del 1870, sia perchè questo regolamento, 
per l'esperienza che se ne è fatta, e per gl'inconvenienti verifi- 
catisi, è già apparso meritevole di riforma, sia ancora perchè è 
necessario che il nuovo regolamento di conservazione del catasto 
sia messo in armonia con la legge che ora si sta discutendo, 
ce Quanto poi all'onorevole Visocchi, gli dirò che la conser- 
vazione del catasto presso le agenzie delle imposte era una ne- 
cessità dello Stato in certa guisa transitorio in cui si è trovata 
l'amministrazione per ordinamento degli uffici esecutivi delle im- 
poste dirette, ma io credo che anche a questo proposito riforme 
opportune si debbono introdurre nei servizi amministrativi. 

ce Non è temerario il dubbio che l'agente delle imposte non 
sempre abbia tutte le attitudini necessarie per una retta conser- 
vazione del catasto ; e che l'ufficio, com'è costituito oggi, sia di- 
sadatto ad un compito così grave. 



- 233 - 

« Perciò potrà forse attuarsi un concetto più razionale, quello 
cioè di riunire l'ufficio del registro, quello delle imposte e quello 
della conservazione del catasto, insieme con 1' agenzia delle im- 
poste che deve accertare i redditi, formare i ruoli, e adempiere 
alle altre incombenze che la legge e i regolamenti le attribuiscono. 

« Quando si potesse costituire a questo modo un congegno am- 
ministrativo così importante, io credo che si avrebbero maggiori 
garanzie di buon servizio anche nelP interesse dell' Amministra- 
zione finanziaria. 

ce Questo studio dovrà essere fatto in occasione del regolamento 
di cui ho parlato, e sarà fatto anche coordinatamente ad altre 
modificazioni organiche dei servizi pubblici che saranno una con- 
seguenza necessaria dell'applicazione di questa legge importan- 
tissima )). 

Per parte nostra troverà fede lo sviluppo di codeste idee 
espresse sul coordinamento degli uffìzi nella parte di questo libro 
ove si tratterà del catasto probatorio. 

Le osservazioni stesse alle quali in sostanza la Commissione 
fece eco determinarono la votazione dell'articolo nel modo sopra 
espresso, accompagnato però dall'ordine del giorno Maj occhi del 
tenore seguente : 

(( La Camera riconoscendo che la matematica esattezza nelle 
« variazioni sui registri censuari e l'uso diligentissimo dei me- 
cc desimi sono una condizione essenziale del valore del catasto, 
ce invita il Ministero a compilare un analogo regolamento più 
ce semplice di quello del 24 Dicembre 1870 inserendovi altresì 
ce disposizioni che valgano ad assicurare la perfetta conservazione 
« del catasto in duplo esemplare ». 

Dopo di ciò ci occorre fare una osservazione sulle ultime 
parole dell'articolo o accertate giudizialmente (le firme). 

La verificazione giudiziale delle firme non ha un istituto a sé 
nel codice di rito. Non si può credere che sia sufficiente per tale 
accertamento la verificazione delle firme per via amministrativa, 
poiché la parola giudizialmente ne esclude il concetto, dunque 
cotale accertamento a debole avviso nostro non si può ottenere 
che in contradditorio e perchè osservammo che nel codice di rito 
non vi è un procedimento speciale per la verificazione delle firme 
apposte alle scritture private, è perciò giocoforza ritenere che cotale 



- 234 - 

accertamento non si possa ottenere che con un giudizio formale 
ed il titolo giudiziario valido per effettuare le volture non possa 
essere in quei casi, che una sentenza passata in giudicato. Sem- 
brerà questa interpretazione troppo rigida ma speriamo sarà ri- 
parata nel regolamento. 

95. — Art. 35. Daranno luogo a variazioni nell' estimo catastale : 
In aumento : 

1. L'alluvione, la formazione di isole, il ritiro e la deviazione di acque; 

2. L' introduzione di beni non ancora censiti o di beni censiti tra i 
fabbricati urbani ; 

3. Il passaggio di suolo pubblico in proprietà privata; 

4. La cessazione di esenzioni dall' imposta fondiaria stabilite da questa 
o da altre leggi. 

In diminuzione : 

1. La perenzione totale o parziale dei beni, o la perdita totale della 
potenza produttiva per forza maggiore o per naturale esaurimento ; 

2. Lo stralcio di un terreno dal catasto fondiario pel suo trasporto 
al catasto dei fabbricati urbani ; 

3. Il passaggio dei beni dalla categoria degli imponibili a quella degli 
esenti dall' imposta fondiaria. 

Nessuna mutazione sarà operala nella qualificazione, classificazione e ta- 
riffa, nell'applicazione di qualità e classe ai singoli terreni. Tuttociò resterà 
invariato fino alla revisione generale del catasto. 

Nota alV Art. 35 rispondente al 36 del progetto. 

Discussione viva per svariate proposte di emendamenti diede 
luogo questo articolo specie per riguardo ai casi di diminuzione 
per le quali si volevano da talun deputato disposizioni più espli- 
cite. Ma la Commissione, capitanata dal Minghetti, trovò una for- 
mula molto elastica colle parole aggiunte all'articolo al N. 1, o 

LA PERDITA TOTALE DELLA POTENZA PRODUTTIVA PER FORZA MAG- 
GIORE o per naturale esaurimento. Ognuno vede la generalità 
di questo concetto che si presta perciò a molte applicazioni. È 
poi riservato al regolamento una determinazione maggiore delle 
eventualità contemplate dall'articolo, che con quella semplice ag- 
giunta fu approvato nella seduta del 27 Gennaio 1886. Ma è d'uopo 
anche riprodurre la parte più importante di un discorso del mi- 
nistro Magliani che riassume la discussione sull' articolo : 

« Nel discorso 9 Dicembre 1886 esposi su questo argomento. 



- 235 - 

Con parole molto vivaci V onorevole Spirito e 1' onorevole Fran- 
ceschini mi hanno chiamato in causa, e perciò anche le loro 
apostrofi io posso aggiungere a quel complesso di amarezze che 
mi ha procurato questo disegno di legge e che, del resto, mi 
sono grate; imperocché tanto è maggiore la soddisfazione di com- 
piere un dovere, guanto il compimento del dovere più costa. 

(( Ora io dirò all'onorevole Spirito e all'onorevole Franceschini, 
che io non disdico nulla di ciò che ebhi a dichiarare alla Camera 
nel mio discorso del 9 Dicembre scorso ; manttngo le stesse di- 
chiarazioni e le medesime idee. 

ce E che cosa dissi allora alla Camera ? 

(( Che si potevano prevedere due casi ; un caso d' infortunio 
abbastanza generale, ma non comune a tutto il regno, che fa- 
cesse mutare lo stato delle colture e della produttività di larghe 
zone di terreno. E citai l'esempio della Francia e di altri paesi. 
Allora (io dissi) il Parlamento avrà il modo di provvedere assai 
più agevolmente che non possa oggi, poiché noi stabiliamo un 
imposta di quota, e non più di contingente. Ora la Commissione 
ha formulato precisamente questo concetto che mirava a miglio- 
rare la legge e che io annunziai alla Camera neh' aggiunta al 
paragrafo 1° dell' articolo che si discute. 

(( Previdi, o signori, l'altra ipotesi, e la doveva prevedere, poiché 
è un ipotesi considerata da una legge napoletana ancora in vi- 
gore, vale a dire che, in un anno od in due anni, per intemperie 
di clima, per cause più o meno straordinarie, ma considerate 
nel catasto, venga a mancare la massima parte del prodotto del 
fondo ; in questo caso si fa luogo ad una moderazione di im- 
posta, la quale però si reimpone sui proprietari del circondario 
e della provincia. 

« Ora è conveniente adottare questo sistema? Io dissi che con- 
veniva studiarlo ; ma ora aggiungo che la sede opportuna non è 
certo l'articolo 36 che discutiamo. 

« In questo articolo si parla delle mutazioni stabili che si de- 
vono introdurre nel catasto, e quelle devono essere circoscritte, 
tassative, ben determinate, ma non si parla né può parlarsi delle 
modificazioni d'imposta e degli esoneri parziali, che si possono 
accordare eventualmente in un anno, o in un altro con reimpo- 
sizione sugli altri contribuenti. E questa una materia molto diversa. 



- 236 - 

ce Quindi, allorquando l'onorevole Spirito e l'onorevole France- 
scani, richiamando le parole che io pronunziai, domandarono 
che, in quest' articolo, si consideri anche il caso di una perdita 
di una quantità maggiore o minore del prodotto, sbagliavano di 
fede ; non si può ottenere una mutazione stabile nel catasto per 
danni o cause accidentali, passeggiere e transitorie. A fatti tran- 
sitori si provvede con provvedimenti transitori ; altrimenti il con- 
cetto del catasto sarebbe offuscato. 

ce È allora dunque, ripeto, la fede nella quale va studiato 
l'argomento del quale parlava l'onorevole Spirito. 

ce L'articolo 47 del disegno di legge concede al Governo la 
facoltà di determinare, per regolamento, molte cose importantis- 
sime per la formazione del catasto, per la sua applicazione e 
conservazione. 

ce E neir articolo 40, prevedendosi appunto il caso di quote, 
non percette per ragione di scarico, per moderazione o per altra 
causa, si sa che saranno reimposte nell'atto successivo. 

ce Ora quando si discuterà 1' articolo 47, il Ministero non avrà 
nessuna difficoltà di consentire che si dia facoltà di determinare 
nel regolamento anche quei casi specialissimi, nei quali possa 
esservi luogo a moderazione di una quota dell'imposta cogli ac- 
certamenti più rigorosi da farsi, salva reimposizione sui proprie- 
tari del circondario. E lo stesso regolamento determinerà anche 
il modo di fare la reimposizione delle altre quote non esatte o 
moderate e non esigibili e nei casi previsti dalla legge. 

ce Non bisogna adunque, o signori, confondere due concetti di- 
versissimi. Altro è il concetto della stabilità del catasto, che deve 
mantenersi assolutamente, perchè il catasto non può subire mai 
alcuna variazione per diminuzione accidentale di redditi; altro è 
il vedere se l'Amministrazione debba avere, per legge, la facoltà, 
regolata con opportune discipline, di concedere in determinati 
casi, moderazioni di imposta, come le concede oggi la legge 
napoletana, salva la reimposizione. Ond'è che io pregherei che 
gli onorevoli proponenti e la Camera di rimandare questa que- 
stione all'articolo 47 e di votare, senz'altro, l'articolo 36' rispon- 
dente si disse al 35 della legge ». 

Dopo questo importante discorso V articolo fu votato come si 
legge nella legge. 



- 237 - 

96. — Art. 36. La revisione generale del catasto non potrà farsi prima 
che siano trascorsi trent' anni dall' epoca della sua attivazione. 

Nota all'Art. 36 rispondente all'Art. 37 del progetto. 
Nessuna osservazione. 

97. —Art. 87. Le esenzioni temporanee dall'imposta fondiaria, stabilite da 
leggi speciali, continueranno a sussistere per tutto il tempo fissato, malgrado 
la revisione generale del catasto che avvenisse nell' intervallo. 

Nota all'Art. 37 rispondente all'Art. 39 del progetto. 
È approvato senza osservazioni. 

98. —Art. 38. Nel caso che per parziali infortuni non contemplati nella for- 
mazione dell' estimo venissero a mancare i due terzi almeno del prodotto 
ordinario del fondo, 1' Amministrazione delle finanze potrà accordare una 
moderazione dell' imposta dell' anno. 

Nei casi straordinari di gravi infortuni, non preveduti nella formazione 
dell'estimo, i quali colpiscono determinate zone di terreno o determinate 
colture, si provvederà con speciali disposizioni legislative. 

Nota all'Art. 38 rispondente al 39 e 40 del progetto. 

Questo articolo fu dissusso ed approvato nella seduta della 
Camera del 1° Febbraio 1886 così come fu proposto dal Ministero 
ed accettato dalla Commissione in sostituzione degli art. 39 e 40 
del progetto. Ma anche in questa discussione le parole del ministro 
Magliani chiariscono lo spirito della legge, epperciò ci facciamo 
un dovere di riportarle. Esse rispondono ad una proposta del- 
l' onorevole Spirito tendente a fare assumere al legislatore un 
obbligo più positivo di accordare una moderazione d' imposta 
sostituendo alle parole potrà accordare le altre sarà accordata, 
modificazione però che come si legge nell' articolo non fu accet- 
tata. Ecco dunque le parole del ministro Magliani : 

« Se si dicesse : l' amministrazione accorderà, si darebbe 
all' amministrazione l' obbligo di procedere d' uffizio anche senza 
la domanda del contribuente : Ommissis. Ma è poi da consi- 
derarsi che non esiste una differenza sostanziale fra 1' emenda- 
mento dell' onorevole Spirito e 1' articolo proposto dal Ministero 



- 238 - 

essendo di per sé cosa evidentissima che 1' amministrazione non 
si rifiuterà mai di accogliere la domanda del contribuente; ma 
non può T amministrazione stessa assumersi l' impegno di pro- 
cedere ex uffìzio quando il contribuente non lo domandi ». 

Il deputato Spirito chiese atto di questa dichiarazione del 
Ministro che servirà di lume nei casi sventurati di parziali' in- 
fortuni non contemplati nella formazione dell' estimo che sottrag- 
gono due terzi del prodotto ordinario del fondo di un anno. È 
perciò assai interessante il tener nota di tale dichiarazione. 

Ci piace osservare le precise determinazioni di questo articolo 
che valgono meglio di quelle contemplate dagli art. 1616-1617 
codice civile che si riferiscono al ristoro che in simili casi può 
essere richiesto dai conduttori ai locatori, poiché l'estremo voluto 
specialmente nei casi di locazione per più anni dall'art. 1617, 
della compensazione cioè dei raccolti di più anni, presenta molte 
difficoltà legali. Più piano ed applicabile riesce l'art. 4618 per le 
locazioni di un anno che ammette l'esonero, quando la perdita 
è superiore alla metà in una proporzione rispondente alle per- 
dite. L' annotato articolo è invece più esplicito colla determina- 
zione in ogni caso di due terzi del prodotto ordinario dello sta- 
bile. Cotale triste avvenimento non sarà poi raro pei frequenti 
strani fenomeni climaterici che si ripetono ora più che mai in 
varie zone e che attentano troppo di frequente a principali 
prodotti. 

Il capoverso poi di questo articolo fu votato nella tornata del 
27 Gennaio 1886 come aggiunta all' art. 35 rispondente al 36 
del regolamento epperciò ci riportiamo alla nota appiedi di quel- 
1' articolo ed al discorso del ministro Magliari. 

Su categoriche osservazioni del relatore Finali il ministro 
Magliani pronunziò al Senato un discorso meritevole di essere 
riassunto perchè porta lume alla interpretazione dell' articolo. 

Riferendosi alle due condizioni alle quali 1' articolo vincola il 
diritto di ottenere la moderazione o rilascio di imposta per gl'in- 
fortunj straordinari, e cioè la prima che manchi la rendita per 
due terzi; la seconda che si tratti di un infortunio straordinario 
non considerato dal catasto (cosa assai rara) quanto alla prima 
sulla richiesta del relatore se le spese delle verificazioni tecniche 
locali, dovranno anticiparle i proprietari che domandano la mode- 



- 239 - 

razione o 1' esonero parziale delle imposte ? Risponde il ministro 
Magliani affermativamente, soggiungendo: 

ce Anche pei regolamenti napoletani le spese dovevano essere 
anticipate. Per conseguenza 1' amministrazione stabilirà nel rego- 
lamento esecutivo della legge che non si darà luogo a verifica- 
zioni speciali dei danni lamentati dai proprietari che chiedono 
moderazione d' imposte, se non quando sia autorizzata la spesa 
occorrente per le verificazioni e le procedure necessarie ; quindi 
sotto questo aspetto nessun danno vi sarà per ia finanza. 

ce La seconda domanda e più importante se vi sarà perdita 
per la finanza o vi sarà reimposizione ? 

ce Io confermo la dichiarazione che feci nel seno della Com- 
missione cioè : che vi sarà reimposizione e la necessità della 
reimposizione si desume dall' art. 46 dove si dice : « Gli aumenti 
e le diminuzioni che si verificassero giusta l'art. 35 dei redditi 
Catastali, le quote non percette per ragione di scarico, modera- 
zione e inesigibilità nei casi determinati dalla legge e dal rego- 
lamento, non daranno luogo a mutazioni nel contributo generale 
del Regno « il che significa in altre parole che daranno luogo 
a reimposizione sul contributo generale del Regno questi tre 
casi : lo scarico, quando si conosce che l'imposta non era dovuta 
per errore incorso nella formazione del ruolo : la moderazione 
caso riguardante 1' articolo che si sta discutendo ; l' inesigibilità 
quando si sia proceduto inutilmente agli atti esecutivi mobiliari 
ed immobiliari. 

« Questi tre casi daranno luogo alla procedura della reimpo- 
sizione. Ma per operare codesta reimposizione è egli necessario 
di costituire i contingenti speciali dell' imposta ? Io dico di no. 
Oggi si stabilisce un' imposta di qualità con un contributo gene- 
rale inviariabile. I contingenti speciali spariscono e non possono 
essere più ricostituiti. Vuol dire adunque che la reimposizione 
si farà sul contributo generale che il concetto della legge deve 
rimanere inalterato ». 

Ma qui 1' onorevole Finali dice : 

« Rifarete i ruoli che comprendono circa 6 milioni di partite 
per 1' aggiunzione di una piccola quota di reimposizione ? 

(( Ora non si tratta di aggiungere ai ruoli quella sola piccola 
quota che deriva dalle reimposizioni per le moderazioni che sono 



- 240 - 

casi eccezionabilissimi, ma per le inesigibilità che sono casi molto 
frequenti. 

« Noi abbiamo forti somme d'imposta non esatte, abbiamo 
errori di ruoli. La reimposta si fa nell' anno appresso quando 
l'amministrazione ha fatto il conto esatto di ciò che non ha ri- 
scosso per inesigibilità, per moderazione o per iscarico e che 
deve riscuotere nell' anno successivo. 

ce In ogni modo Y amministrazione non sarà imbarazzata più 
di quello che lo sia oggi, che pur si procede a reimposizione per 
scarico e per inesigibilità d' imposta. Questi schiarimenti del mi- 
nistro Magliani sono certo interessantissimi, e servir possono alle 
amministrazioni finanziarie nei casi di reimposizioni per scarico 
ed inesigibilità; di chiare e precise istruzioni epperciò ne danno 
preciso conto ». 

99. — Art. 39. Colla legge di approvazione del bilancio si stanzierà 
per ogni anno la spesa occorrente per la formazione del catasto. 

Le proposte di stanziamento saranno corredate da una relazione dimo- 
strativa dello stato e dell'andamento dei lavori. 

Nota all' Art. 39 rispondente al 42 del progetto. 
È approvato senza discussione. 

100. — Art. 40. Saranno a carico del Governo tutte le spese per la for- 
mazione del catasto ad eccezione delle seguenti : 

Saranno a carico delle provincie : 

a) le retribuzioni e le indennità ai delegati provinciali per le Giunte 
tecniche ; 

b) le spese necessarie per le rispettive Commissioni provinciali ; 

e) i locali, coi relativi mobili, ed il riscaldamento per gli uffici delle 
Giunte tecniche e per quelli di ispezione. 
Saranno a carico dei comuni : 

a) le spese di delimitazione e terminazione dei territori! comunali ; 

b) le spese necessarie per le rispettive Commissioni comunali. 

e) i locali, coi relativi mobili, e riscaldamento per gli uffici degli 
operatori catastali del comune ; 

d) le mercedi degli indicatori e le spese per le pubblicazioni e le 
notificazioni da farsi nel comune. 

Le spese della delimitazione e terminazione delle private proprietà sa- 
ranno a carico dei rispettivi possessori. 



241 



Nota all'Art. 40 rispondente all'Art. 43 del progetto 
trasformato in 44. 

Per le grandi differenze che hanno portato al progetto la di- 
scussione di questo articolo, trascriviamo l' art. 43 come era 
formulato nel progetto. 

Art. 43 : « Saranno a carico del Governo le attribuzioni or- 
dinarie e straordinarie del personale tecnico, direttivo ed esecu- 
tivo come pure tutte le altre spese necessarie per le rispettive 
Commissioni comunali e provinciali. 

Saranno a carico particolare dei Comuni : 

a) le mercedi degli indicatori e quelle del personale di 
basso servizio ; 

b) V alloggio degli operai catastali e i mezzi di trasporto 
pei medesimi neh' interno del comune ; 

e) le spese delle notificazioni da farsi nel comune. 
Saranno a carico delle provincie : 

a) T affìtto dei locali per gli uffici degli operatori; 

b) l'affìtto e il riscaldamento dei locali per l'uffizio d'ispe- 
zione. 

Le spese della delimitazione e terminazione delle private pro- 
prietà staranno per metà a carico del comune e per metà dei 
possessori interessati ». 

Ci compiacciamo di constatare che 1' onorevole Fornacciari 
compatriota ed amico di chi scrive abbia anche per questo arti- 
colo proposto un così razionale emendamento al progetto che 
accettato di buon grado dalla Commissione parlamentare e dal 
Commissario regio, comunque combattuta da varj preopinanti. 
Sebbene avesse 1' onorevole Fornacciari consentito al Chimirri 
che si aggiungesse che sarebbero a carico dei proprietari le spese 
di opposizione di termini, in seguito anche alla dichiarazione del 
commissario Minghetti che cotale spesa risolvendosi in sostanza 
nella apposizione di pichetti che non costano nulla, passò nella 
tornata del 28 Gennaio 1886 negli stessi termini proposti dal 
Fornacciari. 

Ci piace prima di tutto codesta dichiarazione del Minghetti 
che il proprietario non ha che la spesa dei picchetti e dei termini 

16 



- 242 — 

se non vi sono pel resto non debbono i proprietari sostenere 
veruna spesa. 

Poi crediamo che il discorso dell' onorevole Fornacciari sia il 
migliore commento a questo articolo e lo riportiamo nella sua 
integrità. 

« Fornacciari. Propongo un emendamento un po' complicato 
a questo articolo, perchè con esso se ne variano parecchi capo- 
versi. 

ce L'articolo che discutiamo si riferisce al riparto delle spese 
per le operazioni catastali fra lo Stato, le provincie e i comuni. 

ce L'articolo, quale ci è proposto dalla Commissione, pone a 
carico dei comuni spese che, pare a me, debbono essere soste- 
nute dallo Stato ; ne meite altre a peso delle provincie, che io 
credo debbano andare piuttosto a carico dei comuni, e ne dimen- 
tica una, che va evidentemente sostenuta dalle provincie. 

ce Comincio da questa. Essa riguarda le rimunerazioni e le 
indennità da corrispondersi ai delegati delle provincie per le 
Giunte tecniche. Le provincie nominano i loro delegati, che do- 
vranno far parte delle Giunte tecniche, ed è naturale che le re- 
tribuzioni ad essi spettanti siano a carico delle provincie che gli 
hanno nominati. In tal modo mi sembrano meglio tutelati gli 
interessi e direi quasi la dignità delle provincie, le quali, mentre 
nominano per difendere le loro ragioni i rispettivi delegati, gli 
devono anche retribuire. 

ce Di ciò non si parla nell'articolo che discutiamo, dimodoché 
ne conseguirebbe che questa spesa dovrebbe andare a carico dello 
Stato. Io invece propongo di metterla a carico delle provincie. 

« Neil' articolo propostoci è poi detto che le provincie debbono 
provvedere i locali per gli uffici degli operatori catastali nei sin- 
goli comuni. A me pare che per le provincie questo carico sia 
eccessivo, e quindi propongo di restringere il debito delle pro- 
vincie all'affìtto dei locali e relativi mobili e riscaldamento degli 
uffici per le Giunte tecniche e d' ispezione, che saranno provin- 
ciali e circondariali, mentre poi gli uffici per gli operatori cata- 
stali io gli porrei a carico del comune poiché è naturale che il 
comune possa più facilmente provvedere a questo bisogno. 

« Per ciò che riguarda le spese a carico comunale 1' articolo 
di legge propostoci dice che le delimitazioni e terminazioni dei 



- 243 - 

territori comunali saranno fatte per metà a carico del comune. 
A me questa divisione di spesa non pare conveniente ; e, siccome 
proporrò alcuni sgravii a vantaggio dei comuni, propongo che 
la spesa per la delimitazione e terminazione dei territori comu- 
nali sia fatta a carico esclusivo dei comuni interessati;, cioè senza 
concorso dello Stato. 

(( E quando si parla di basso personale di servizio si intende 
alludere specialmente, se si tratta di rilevamenti fatti col tacheo- 
metro, ai portastadia o canneggiatori propongo che siano stipen- 
diati dallo Stato per alleviare il carico dei comuni ed anche per 
una ragione di opportunità tecnica; perchè è molto conveniente 
che scelti alcuni di questi agenti, i quali abbiano acquistata una 
certa esperienza, possano passare da un comune all'altro; mentre, 
se sono pagati dai comuni, è naturale che potrebbero allacciarsi 
qualche pretesa che s' impiegassero le persone appartenenti al 
rispettivo comune che le paga e quindi nuove al lavoro. 

« Io dunque leverei questa spesa dal carico dei comuni. E 
così anche toglierei l'obbligo dell' alloggio e spese comunali per 
gli operatori stessi. 

ce Gli uffici siano a carico dei comuni, ma l'obbligo di fornire 
l'alloggio agli operatori mi pare che potrebbe suscitare difficoltà 
gravissime, perchè è naturale che, se il comune deve provvedere 
questo alloggio, bisognerà che sostenga una forte spesa, essendo 
che le pretese di questi operatori saranno piuttosto esagerate, 
mentre il Governo, con una piccola indennità, compresa anche, 
se si vuole, nella rimunerazione che si dà all'operatore catastale, 
credo che se la potrà cavare e quindi con minore spesa. 

ce Così e' è un altro carico che l' articolo di legge propostoci 
darebbe ai comuni, e sarebbe quello dei mezzi di trasferimento 
degli operatori catastali neh 1 ' interno del comune. 

ce Ora se i comuni fossero obbligati a fornire i mezzi di tra- 
sporto a questi operatori, accadrebbe facilmente il caso che gli 
operatori stessi avrebbero delle grandi pretese; mentre mi risulta 
che nelle operazioni di altri catasti, essendo questa spesa a ca- 
rico del Governo, ci sono prescrizioni che ne diminuiscono l'en- 
tità perchè, per esempio, si dice : per il percorso di tre chilo- 
metri l'operatore non ha diritto ad alcuna indennità di trasferi- 
mento. 



- 244 - 

ce Insomma pare a me che queste spese, se saranno fatte 
dallo Stato, possano ridursi a minor somma, perchè la loro en- 
tità dipende in buona parte dalle esigenze di persone che sono 
nominate dal Ministero, e che quindi accamperanno minori pre- 
tese, sapendo che è lo Stato che sostiene queste spese. 

ce D'altra parte io mi preoccupo molto dell'aggravio che al- 
trimenti ne ridonerebbe ai Comuni ed è perciò che ho proposto 
anche questa modificazione. 

(( Finalmente c'è la spesa della delimitazione e terminazione 
delle proprietà private, ed io credo che debba stare a carico dei 
rispettivi possessori, poiché sono essi cui specialmente interessa 
apporre i termini alle loro proprietà, e che non sia per conse- 
guenza necessario di mettere una metà della spesa a carico del 
comune e l'altra metà a carico del possessore, come si diceva 
nel disegno di legge perchè queste divisioni dei carichi danno 
luogo a molte complicazioni. 

« Io dunque propongo che l'articolo sia emendato così come 
mi permetto di leggerlo alla Camera e che passerò poi al banco 
della Presidenza : 

ce Saranno a carico del Governo tutte le spese per la forma- 
zione del catasto, ad eccezione delle seguenti : 

Saranno a carico delle provincie : 

a) le retribuzioni e le indennità ai delegati provinciali per 
le Giunte tecniche ; 

b) le spese necessarie per le rispettive Commissioni pro- 
vinciali ; 

e) i locali, coi relativi mobili, ed il riscaldamento per gli 
uffici delle Giunte tecniche e per quelli d'ispezione. 
Saranno a carico dei comuni : 

a) le spese di delimitazione e di terminazione dei territori 
comunali ; 

b) le spese necessarie per le rispettive Commissioni comunali; 
e) i locali, coi relativi mobìli, ed il riscaldamento per gli 

uffici degli operatori catastali del comune; 

d) le mercedi agli indicatori e le spese per le pubblicazioni 
e notificazioni da farsi nel comune. 

« Le spese per la delimitazione e terminazione delle private 
proprietà saranno a carico dei rispettivi possessori. 



- 245 - 

ce Aggiungo una spiegazione riguardo alla parola pub blicazioni, 
perchè non si creda che queste possono portare un grave carico 
ai comuni. 

<( È inteso che le mappe, e così le copie di esse, le deve fare 
il Governo per mezzo dei suoi agenti; ma queste mappe devono 
essere pubblicate nei rispettivi comuni. Bisogna adunque che il 
comune dia un luogo adatto per le pubblicazioni, e di più è 
necessario che deleghi un assistente, perchè le mappe stesse non 
siano guastate da coloro che vanno ad esaminarle, ed anche per 
dare a coloro che volessero presentare qualche ricorso le oppor- 
tune spiegazioni e le indicazioni necessarie, affinchè i ricorsi 
siano fatti nei termini e nelle forme che saranno dal regolamento 
prescritti. 

(( Io ho voluto dare questa spiegazione, perchè non si credesse 
che le pubblicazioni potessero importare una spesa grave a ca- 
rico dei comuni. 

« Confido pertanto che la Commissione, con la quale ho già 
avuto l'onore di conferire, e che si è mostrata favorevole al mio 
emendamento, vorrà anche innanzi alla Camera confermare la 
sua benevola adesione agli emendamenti che propongo, e confido 
del pari che l'onorevole Ministro delle finanze e il regio Commis- 
sario vorranno accettarlo ». 

Ed è anche assai importante l'altra parte del discorso For- 
nacciari che rispondendo alle obbiezioni fattegli, dimostra come 
i legislatori sieno sulla via non soltanto delle provvisioni del 
catasto negli intenti esclusivamente fiscali, ma anche del proba- 
torio. Si trattiene Y on. Fornacciari a combattere 1' obbietto che 
deriverebbero maggiori aggravj alle Provincie ; poscia continua 
il discorso. 

ce Io credo già di aver mostrato col mio emendamento di ar- 
recare uno sgravio rilevantissimo ai comuni, per le spese del 
basso personale, per gli alloggi dei periti, per le spese del tra- 
sferimento di essi nell'interno dei comuni, le quali vengono tutte 
assunte dallo Stato, che viene così molto aggravato, in confronto 
di quanto lo sarebbe stato coli' articolo della Commissione, e 
quindi il valore di più sarebbe un pretender troppo. Mi pare 
insomma che si arrivi col mio emendamento fino a quell'estremo 
limite, oltre il quale non si potrebbe ragionevolmente andare. 



- 246 - 

(( Vengo ora alla seconda obbiezione, cbe riguarda i proprietari. 

« Mi pareva su questo punto che l'onorevole presidente della 
Commissione avesse già data all'onorevole Chimirri una spiega- 
zione tale, da non lasciare più dubbio alcuno sulla entità di questa 
spesa. 

<( Ma, poiché l'onorevole preopinante è ritornato sull'argo- 
mento, dirò che la delimitazione delle proprietà viene fatta dagli 
stessi possessori, i quali possono essere assistiti da un delegato 
della Commissione comunale, ma però senza loro spesa, perchè 
i delegati delle Commissioni comunali stanno a carico dei rispet- 
tivi comuni. 

ce Dopo bisogna provvedere e collocare materialmente i ter- 
mini, e tutta la spesa si pone a carico dei privati. 

(( Ma si dice : lo scopo del catasto è tutto fiscale, dunque non 
dovete caricare di alcuna spesa per farlo il privato proprietario. 

(( A questo riguardo prego di riflettere che, come è stato 
detto più volte nella presente discussione, la terminazione deve 
essere la base per fare del catasto anche un istituto giuridico, 
che ci siamo riservati di determinare in apposito disegno di legge 
con quali norme vorremo regolare, per modo che la terminazione, 
se non attualmente, dovrà certo avere neh" avvenire un effetto 
importantissimo a guarantigia della proprietà privata. Or dunque 
non è soltanto il fìsco che abbia interesse e che questa opera- 
zione sia fatta, ma anche, anzi principalmente, i privati. 

Quindi, trattandosi di una spesa piccola e di un effetto avve- 
nire utilissimo ai proprietari (perchè, lo ripeto, abbiamo messo 
nella legge un articolo che ci impegna a convertire in seguito 
il catasto in probatorio), mi pare che non ci sia proprio motivo 
di insistere perchè io modifichi il mio emendamento, che è già 
stato accettato e dal Governo e dalla Commissione. 

101. — Art. 41. Tutti gli atti occorrenti per la delimitazione e terminazione, 
per la formazione del catasto e pei reclami e procedimenti relativi saranno 
esenti da qualunque tassa di registro o bollo. 

I contratti di permuta e di vendita immobiliare che saranno stipulati in 
occasione della delimitazione prescritta nell'art. 6 della presente legge allo 
scopo, riconosciuto e attestato dalle Commissioni censuarie comunali, di ret- 
tificare e migliorare i confini e la configurazione dei beni, qualora il valore 
di ciascun immobile permutato e, rispettivamente, il prezzo di vendita non 



- 247 - 

superi le lire SOO, non saranno soggetti, rispetto al trasferimento, che alla 
tassa fissa di una lira, e potranno essere stesi, anche per atto pubblico, sopra 
carta con bollo da centesimi 50. 

Inoltre le relative tasse di archivio, di inscrizione nei repertori notarili, 
e delle volture catastali, non che quelle della trascrizione ipotecaria e gli 
emolumenti dei conservatori e gli onorari dei notari saranno ridotti alla metà. 

Queste disposizioni resteranno in vigore per un decennio a contare dal 
giorno della promulgazione di questa legge. 



Nota all'Art. 41 rispondente al 43 del progetto. 

Nel progetto non si leggeva che il primo comma, i due capo- 
versi furono proposti dal deputato Gerardi della Commissione e 
non crediamo si possa far di meglio che trascrivere i discorsi del 
Gerardi stesso e del ministro Magliani che chiariscono bene la 
disposizione. 

ce Gerardi (della Commissione). L' onorevole collega Sonnino 
ha già esposte le ragioni economiche dello emendamento aggiun- 
tivo che proponiamo alla Camera. Io chiedo il permesso di esporre 
anzitutto ai miei onorevoli colleghi un argomento il quale può 
parere di troppo dettagliato, ma torna utile nel senso che è bene 
che il Parlamento vegga il lato vero e pratico delle cose. 

ce È un argomento aritmetico, è una specilìca notarile delle 
spese che occorrono per il trasferimento di un immobile del 
valore di 50 lire. 

(( Prego i miei onorevoli colleghi di prestarmi la loro bene- 
vola attenzione, perchè qui parliamo spesso della necessità di 
venire in sussido dei piccoli proprietari ; ma le parole non val- 
gono a nulla se non sono seguite da provvedimenti efficaci. 

Ecco la Distinta delle spese : 

Bollo per originale e scritturazione . . . . L. 2. 20 

Tassa d' archivio » 0. 50 

Repertori » 1.00 

Onorario » 5. 00 

Copiatura pel registro, bollo e scritturazione . » 1.60 

Onorario » 2. 00 



Da riportarsi L. 12. 30 



- 248 - 

Riporto L. 12. 30 

Tassa . . » 2. 40 

Scritturazione » 1.00 

Onorario » 2. 00 

Voltura censuaria dato che i numeri sieno tre : 

Domanda e bollo L. 0. 60 

Scritturazione » 0. 50 

Tassa pel primo numero )) 1.20 

Tassa graduale di Centesimi 20 » 0. 40 

Spese di viaggio agli uffici » 1. 00 

Copia per trascrizione » 3. 40 

Onorario » 2. 00 

Domanda di trascrizione bolli » 2. 40 

Scritturazione » 1. 00 

Onorario » 2. 00 

Tassa di trascrizione bolli » 2. 40 

Scritturazione » 1.00 

Onorario » 2. 00 

Tassa di trascrizione )> 3. 60 

Id. annottamento nel registro generale . . » 0. 25 

Id. per iscrizione nel registro particolare . » 1.20 

Spese di accesso all' uffizio » 2. 00 

L. 44. 65 

ce La proporzione di questa spesa scema naturalmente a norma 
che il valore dell'immobile aumenta. 

c( Ora noi abbiamo pensato che se nella occasione della de- 
limitazione prescritta da questa legge, si potesse dar modo, spe- 
cialmente ai piccoli proprietari, di rettificare i confini e di mi- 
gliorare la configurazione dei fondi, aggiungeremo un benefìzio 
notevole agli altri che possiamo sperare dalla formazione del 
catasto. 

« Ma tutto ciò è assolutamente impossibile se le spese dei 
trapassi immobiliari per valori dalle 100 alle 500 lire assorbono 
una parte tanto considerevole dei valori stessi. 

« Né a rimuovere questo ostacolo basta la sola esenzione 
della tassa proporzionale di registro, perchè come appare dalla 



- 249 - 

nota di cui ho dato lettura, la spesa risulta tanto e tanto soverchia 
per le altre tasse, per gli emolumenti, onorari, ecc. 

« Mi parve quindi necessario di proporre la riduzione alla 
metà anche di tutte queste altre spese, senza fare eccezione 
nemmeno per gli emolumenti dei conservatori e per gli onorari 
dei notai. 

ce Per questa grande opera del catasto si richiedono dei grandi 
sacrifici. Lo Stato va incontro ad una spesa rilevantissima e molte 
parti d'Italia devono rassegnarsi all'abbandono di sistemi, di 
tradizioni e di consuetudini antiche, e molti di noi al sacrificio di 
convincimenti e di opinioni nel campo della economia e del diritto. 

(( Ebbene, non vi par giusto che qualche sacrifìcio, forse 
soltanto apparente, lo sopportino anche quelle persone, le quali, 
pel loro ufficio, possono ripromettersi un indiretto, ma certo van- 
taggio dal miglioramento delle condizioni delle proprietà immo- 
biliari, delle facilitazioni dei trapassi e delle transazioni che sa- 
ranno la conseguenza della formazione del catasto? 

(( Ecco perchè coli' aggiunta che ho P onore di proporre si 
domanda un tenue sacrifìcio anche ai conservatori delle ipoteche, 
canonici beneficati dei Ministri delle finanze e di grazia e 
giustizia, ed anche ai miei colleghi del notariato. 

« Si tratta, lo ripeto, di un sacrificio apparente, così per essi, 
come per la finanza, poiché sarà compensato dal grande numero 
di atti che per tal modo si rendono possibili e si faranno, e che 
altrimenti non si farebbero. 

(( E quanto ai miei colleghi di tabellionato ho troppa fede 
nel loro patriottismo per dubitare che non accolgano di buon 
animo questa tenue falcidia dei loro onorari, poiché so benissimo 
che al pari dei poveri medici condotti residenti fra le popola- 
zioni delle campagne, mentre vi si consacrano, con inadeguato 
compenso, gli uni alla cura della salute, gli altri alla sicurezza 
della proprietà e dei diritti, vi esercitano tutti apostolato di ci- 
viltà e di progresso. 

((. Finisco col dichiarare che da parte mia, se P onorevole 
Ministro delle finanze vi acconsente, non ho nessuna difficoltà 
di modificare la mia aggiunta nel senso proposto dall'onorevole 
Sonnino, portando cioè da un quinquennio a un decennio la 
durata delle proposte disposizioni ». 



- 250 - 

Magliani. ce Una disposizione molto analoga a quella proposta 
dall' onorevole Gerardi ebbi a proporre io stesso nell' omnibus 
finanziario, all' allegato concernente le tasse di registro e di bollo. 
Anzi il concetto che ispirò la proposta del Governo era più largo. 

ce Sicché la Camera ben vede come io non possa avere nes- 
suna difficoltà di accettare l'articolo aggiuntivo dell' onorévole 
Gerardi che esprime il medesimo concetto. 

(( Non credo che ne deriverà grave detrimento alla pubblica 
finanza, specialmente se 1' onorevole proponente volesse consen- 
tire di limitare la somma a 300 lire, cifra che mi pare suffi- 
ciente per raggiungere lo scopo cui egli mira. Ed in questo caso 
non avrei difficoltà di accettare anche la proposta dell'onorevole 
Sonnino Sidney per estendere dai 5 ai 10 anni questa condizione 
di favore, ben inteso per altro che questa disposizione medesima 
di favore dovrebbe essere anche prima dei dieci anni, qualora 
prima di questo tempo fossero compiute le operazioni di delimi- 
tazione e confìnazione dei terreni in esecuzione della legge che 
stiamo discutendo )). Con queste parole il ministro Magliani ac- 
cettava la proposta delle registrazioni privilegiate per le rettifica- 
zioni di confine. 

Non parci però espresso abbastanza chiaramente dall'articolo 
il modo di stabilire il valore perchè goda il benefizio delle esen- 
zioni. Quanto alle vendite quando il prezzo sia entro le L. 500 
e sia constatato con un certificato delle Commissioni comunali 
catastali che vengono fatte allo scopo di rettificare i confini non 
può esservi dubbio. Ma nelle permute ? le espressioni dell'arti- 
colo quando il valore di ciascun immobile permutato e rispet- 
tivamente il prezzo di vendita non superi, lasciano qualche 
cosa a desiderare. 

Noi ci figuriamo due casi: a) che il valore dei due appez- 
zamenti permutati sia eguale ; b) che sieno disuguali e quindi 
si verifichi un conguaglio ; nel primo caso il contratto di per- 
muta secondo la legge di registro va tassato sulla base del va- 
lore di una delle parti permutate. Infatti in sostanza la permuta 
non è che il postulato di due compre e vendite rispettiva tra 
due proprietari della metà del loro terreno ; ora dal tenore del- 
l' articolo è naturale che per ottenere 1' esenzione basta il prezzo 
degli stabili cadauno non superi le L. 500. Ma nel secondo caso 



- 251 - 

se si verifica un conguaglio è a ritenersi una vendita separata 
ed infatti 1' uffìzio del registro colpisce il conguaglio di una tassa 
proporzionale pel passaggio di proprietà. Ora pare a noi che se 
il valore di permuta sia entro le L. 500 ed il conguaglio non 
supera le L. 500, considerandosi avvenuto una permuta fino a 
concorrenza del valore dei beni permutati ed una vendita per la 
parte superante ; quando il valore di questa non sia superiore 
alle L. 500, tutto il contratto di permuta e di vendita pel con- 
guaglio debba godere la esenzione. Questo sembraci sia la con- 
seguenza logica basata sulle teoriche dei contratti di compraven- 
dita e di permuta in relazione al detto articolo. Ma si persuade- 
ranno di ciò gli ufficiali del registro e più di essi gli ispettori, 
i quali per fiscaleggiare su gli atti sconvolgono i principi più 
rudimentali delle obbligazioni e dei contratti e creano cavilli su 
cavilli dei quali le loro fervide fantasie ne hanno fonti inesau- 
ribili, per mungere le tasche dei poveri contraenti ed applicare 
la legge sotto 1' aspetto il più gravemente fiscale ? Ne dubitiamo. 

Spetterà però alla diligenza ed energia delle parti e dei pa- 
trocinanti a far valere i puri principi di diritto civile e di inter- 
pretazione di leggi speciali per far stabilire dalle autorità am- 
ministrative e giudiziarie massime di giustizia ed equità che 
rendano maggiormente possibile lo scopo della legge, che è di 
facilitare le rettificazioni di confine ai vantaggi del catasto e del- 
l'agricoltura. 

Al Senato nella seduta del 28 Febbraio 1886 il senatore 
Ferraris fece una ragionevole censura delle parole trascrizione 
{ipotecaria osservando giustamente la poca esattezza della espres- 
sione che può lasciar dubitare che anche per iscrizioni ipotecarie 
che derivassero da quei contratti si intendesse estesa la esenzione 
della tassa. Anche il senatore Griffini fece simili osservazioni, 
ambidue invocano che nel Regolamento si esprima chiaramente 
il concetto che si debba applicare la riduzione della tassa alla 
pura e semplice trascrizione. Il ministro di grazia Tajani sostenne 
che da quelle parole non si può concepire la esenzione, senonchè 
alla pura trascrizione. 

Il ministro Depretis toccò meglio e più da vicino la questione 
giuridica che può derivare da quella inesatta frase e ne riferiamo 
le parole « pur riconoscendo che l'espressione della legge tra- 



- 252 - 

scrizione ipotecaria; tuttavia è chiaro che la legge si riferisce 
alle trascrizioni che sono la conseguenza della vendita per gli 
effetti legali che le leggi civili danno alla trascrizione per titolo 
d' acquisto. 

« In questo senso e non in altro deve intendersi la disposi- 
zione letterale di questo comma dell' art. 41. 

« Oltre ciò il regolamento chiarirà facilmente e farà sparire 
ogni dubbio )). 

Vedremo se ciò accadrà, ma intanto col massimo rispetto dei 
senatori Ferraris e Griffìni e dei due ministri Taiani e Depretis 
ci permettiamo di osservare che nessuno di essi ha rilevato la 
vera questione che si può presentare in pratica per la contem- 
plata trascrizione con esenzione di tassa. 

Ognuno sa che in conseguenza dell'art. 1969 in relazione col 
1933 codice civile in seguito della trascrizione del contratto di 
vendita, quando siavi insoluto tutto o parte del prezzo si fa luogo 
alla iscrizione d'uffizio dell'ipoteca legale a garanzia del venditore. 
Ed il dubbio cade ad avviso nostro (e non fu rilevato), se la 
dimidiazione delle tasse si limiti al puro diritto fisso della tra- 
scrizione come è voluto dalla tariffa ipotecaria ; ovvero si estenda 
anche alla tassa d' iscrizione d' ipoteca che in quei casi viene 
presa, come si disse d'uffìzio. È questo il vero dubbio che non 
fu chiarito abbastanza e vedremo se nel regolamento si chiarirà. 
Pare a noi che per accordare un vero benefìzio ed una facilita- 
zione alle piccole vendite necessarie alle rettificazioni, si dovrebbe 
accordare la dimidiazione anche alla tassa d'iscrizione legale la 
quale così faciliterebbe le vendite con dilazione al pagamento. Ma 
un' altra osservazione fu fatta dal senatore Cencelli sull' ultimo 
comma con cui si dispone che le facilitazioni cessano coli' ultimo 
decennio, nella considerazione che le operazioni catastali non si 
possono certo compiere in un decennio ed è importantissima la 
risoluzione del dubbio che si trae dagli schiarimenti dati al ri- 
guardo dal chiarissimo Commissario regio Messedaglia di cui 
riferiamo le parole : 

« Avverto che queste disposizioni si riferiscono alle permute 
od alle vendite che possono compiersi in occasione della delimi- 
tazione e terminazione, che è un fatto assai preliminare e precede 
anche al rilevamento. E siccome ò disposto dalla legge espressa- 



- 253 - 

mente che le operazioni dovranno cominciare in modo simultaneo 
e continuarsi con tutta l'energia per tutta l'estensione del Regno, 
è certo che non dopo dieci anni, ma molto prima avremo oltre- 
passato lo studio preliminare della delimitazione ; tanto è vero 
che la Commissione della Camera aveva dapprima pensato ad un 
termine di soli cinque anni che poi per maggior comodo e sicu- 
rezza si è portato a dieci. 

« Il catasto ben potrà durare vent'anni, ma per Y insieme delle 
sue operazioni, non certo per quelle a cui solo può riferirsi il 
termine anzidetto ». 

102. — Art. 42. Laddove le miniere, cave, torbiere, saline e tonnare sono at- 
tualmente censite e soggette a sovrimposta fondiaria provinciale e comunale, 
il Ministro prima di attuare il catasto dovrà proporre al Parlamento i prov- 
vedimenti opportuni a favore delle provincie e dei comuni ai quali venisse 
con ciò sottratta una parte degli enti sovrimponibili. 

Nota all'Art. 42, rispondente all'Art. 46 del progetto. 

Una importante discussione fu fatta per questo articolo nella 
tornata del 28 Gennaio 4886 sul modo di colpire i terreni sui 
quali si esercitano da accolliti di Comunisti o frazioni pei diritti 
di pascolo legnatico che si appellano nella loro generalità diritti 
d'uso. Importanti discorsi dei deputati Indelli e Zucconi e del 
ministro Grimaldi conducono alla conclusione che non* è questa 
la sede di contemplarli. Invece dopo essersi prese atto della di- 
chiarazione del Governo intorno alla ripartizione delle tasse sui 
terreni gravati da servitù di usi civici, la quale dichiarazione in 
sostanza consiste nella riserva di formulare speciali disegni di 
legge per regolare tutti i rapporti fra i proprietari e gli utenti ; 
fu votato l'articolo come si legge di sopra. 

103. —Art. é3. È data facoltà al Governo di provvedere, con regolamento 
deliberato dal Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, e da appro- 
varsi con decreto reale, alla esecuzione della presente legge, e, specialmente 
di stabilire le norme per la formazione delle nuove mappe e per la revi- 
sione e T aggiornamento delle esistenti, per la delimitazione e la termina- 
zione dei fondi, pei procedimenti eslimali, per la costituzione e la nomina 
delle Commissioni censuarie, e di stabilire i modi e i termini per la pub- 
blicazione e notificazione dei dati catastali, e per la presentazione, Y esame 
e la risoluzione dei reclami. 



- 254 - 

Il Governo fisserà altresì le norme per la constatazione dei danni agli 
effetti degli sgravi d' imposta, di che all'art. 38. 

Nota all' Art. 43, rispondente all' Art. 47 del progetto. 

Non meno importante discussione nella tornata del 28 Gen- 
najo 1886 si fece tra vari deputati, la Commissione, il ministro 
Magliani ed il Commissario regio che ebbe per risultato l'ag- 
giunta proposta dal deputato Franceschini adottata da tutti che 
costituisce 1' ultimo capoverso : 

II Governo fisserà altresì le norme per la constatazione dei 
danni agli effetti di sgravio dell'imposta ; il che di conseguenza 
formerà soggetto di articoli del Regolamento che esamineremo 
a suo tempo. 

Al Senato nella tornata del 28 Febbraio 1886 si osservò dal 
relatore Finali che fra le facoltà le quali espressamente sono in- 
dicate all'art. 43 dovea esservi pur quella della conservazione del 
catasto, ma il non esservi non toglie che il Governo non usi 
della facoltà stessa che per altre cure analogo l'articolo contempla. 

Ed anche in questa occasione il Messedaglia portò il tributo 
della propria intelligenza e sapienza. 

ce Posso assicurare (esso rispose al Finali) che questa facoltà 
era considerata ed è nelle idee del Governo come è già implici- 
tamente inclusa nella disposizione della legge ove è detto che 
ce è data facoltà al Governo di provvedere con regolamento de- 
liberato nel Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato 
e da approvarsi con Decreto Reale alla esecuzione della presente 
legge ». 

Questa è la norma generale ; poi si aggiunge « e specialmente 
di stabilire le norme per la formazione delle nuove mappe » con- 
templando alcuni casi che hanno rapporto coi vari articoli della 
legge, dove questa si è espressamente riferita al Regolamento. 
Forse si è sorvolato senza avvedersi a quest' altro caso impor- 
tantissimo della conservazione del catasto anche per il riguardo 
che questa potrà assumere nuova importanza in seguito all'altra 
legge prevista, con cui dovranno regolarsi gli effetti giuridici del 
catasto, in attesa della quale sarebbe forse intempestivo di san- 
cire fin d' ora nel Regolamento le norme che dovrebbero servire 
per la conservazione definitiva. 



- 255 - 

« Siffatta legge, che dovrebbe essere proposta entro due anni, 
potrebbe, in rapporto coi principi che sarà per sancire, variare 
alquanto anche le condizioni richieste per la più esatta conser- 
vazione del catasto e gli effetti civili, considerarlo più strettamente 
in rapporto colla conservazione delle ipoteche, introdurre forse 
anco in quest' ultima delle mutazioni che la accostino al sistema 
seguito in qualche altro Stato, dove la conservazione delle ipo- 
teche sta alla dipendenza immediata del Ministro di grazia e 
giustizia, siccome il naturale conservatore e tutore del diritto ». 

Facciamo una parentesi per conto nostro. Nella parte quarta 
di questo lavoro svolgeremo noi pure più ampiamente questo 
concetto di coordinazione degli Uffizi allo intento diretto di ot- 
tenere il bramato catasto giuridico probatorio, ma frattanto pro- 
seguiamo a raccogliere quanto esprime il Messedaglia sull' argo- 
mento. 

ce Con che non intendo per mia parte di pregiudicare alcuna 
questione di merito in argomento ; rilevo soltanto una circostanza 
che potrebbe consigliare di soprassedere per ora alle norme 
per la conservazione definitiva del catasto, in vista della nuova 
legge che si attende e ritenuto che tali norme non dovranno 
servire che a catasto compiuto. 

(( Vi sono bensì due casi speciali a cui bisogna provvedere 
in fempo, l' uno dei quali immediato, e 1' altro eventuale e meno 
remoto che quello del catasto generale. 

« Il primo è di quella conservazione provvisoria che si deve 
fare durante l' operazione stessa del catasto, cui accennava l'ono- 
revole Relatore, e ha risposto l'onorevole Presidente del Consiglio. 

« E qui io credo che abbiamo in paese delle norme molto 
opportune; abbiamo delle pratiche già seguite e che possono 
servirci di guida. 

« L'operazione del catasto trapassa via via per più stadj, du- 
rante i quali si verifica naturalmente anche una specie di con- 
servazione, che lo tiene più o men bene al corrente delle 
mutazioni che possono verificarsi nell'intervallo. 

ce Si incomincia il rilevamento, e la mappa va accompagnata 
dal rispettivo sommarione, o come altrimenti si chiami, che ne 
è il documento descrittivo e in cui si contiene anche l'elenco 
dei possessori ; poi quando si viene all' atto del così detto clas- 



- 256 — 

samento, ossia P attribuzione ai singoli fondi della competente 
qualità e classe, si perfeziona e si compie la mappa, portandovi 
le linee interne delle classi, e nel medesimo tempo si può met- 
tere in corrente anche di altre mutazioni sopravvenute. 

ce Più oltre conviene pubblicare il catasto, per far luogo ai 
reclami sieno questi generici contro le tariffe da parte dei corpi 
a ciò chiamati per legge, ovvero individuali da parte dei pri- 
vati, perciò che li riguarda singolarmente presi, e che è il così 
detto catasto di 'pubblicazione, il che dà luogo a nuove rettifi- 
cazioni che servono a portare a giorno la mappa e i registri. 

(( Si viene finalmente all'ultimo stadio che è quello del ca- 
tasto di attivazione, al quale si può far precedere un termine 
per le volture occorrenti, potendo altresì giovarsi di quelle che 
devono già essere eseguite nei catasti esistenti. 

ce Accenno a codesto procedimento, che sarebbe quello seguito 
nel Lombardo-Veneto e che corrisponde all'intento desiderato della 
necessaria conservazione durante P operazione stessa del catasto. 

(( La stessa conservazione definitiva dovrebbe poi cominciarsi 
con una lustrazione, giacché al momento in cui si viene ad atti- 
vare il catasto non tutto può trovarsi esattamente al corrente e 
giova che non s' indugino le necessarie rettificazioni. Tutto ciò 
potrà essere d' altronde nuovamente studiato e perfezionato, pur 
partendo da quelle pratiche che già s'incontrano, come or ora 
accennava in alcuno dei nostri migliori catasti. 

<r L'altro caso a cui potrà essere necessario di provvedere in 
tempo e prima che avvenga P attivazione definitiva del catasto 
per tutto il Regno, è quello delle Provincie a cui colla presente 
legge si accorda la facoltà di chiedere sotto certe condizioni che 
si anticipi per essi il nuovo estimo, attuandolo intanto in via 
provvisoria. 

e II termine a ciò fare è invero alquanto lungo, di sette anni 
e potrebbe anche darsi che in questo intervallo non sia per anco 
sancita quella legge sugli effetti giuridici del catasto a cui or ora 
alludeva. 

(( Converrà per tanto provvedere a codesta eventualità e pre- 
disporre le norme per la conservazione del catasto anche per 
siffatto caso di antecipata e provvisoria attivazione del catasto in 
singole provincie. 



- 257 - 

ce Per cui quando sarà il caso di fare il Regolamento biso- 
gnerà tener d' occhio tutte queste combinazioni, e cioè la con- 
servazione definitiva, subordinata alla possibilità di nuove norme 
in vista della legge promossa sugli effetti giuridici del catasto 
provvisorio per le provincie e che lo ottenessero anche prima e 
quando più specialmente riguarda la tenuta in evidenza del ca- 
tasto durante l' esecuzione stessa del medesimo, e che è il punto 
a cui urge il provvedere senz' altro indugio. 

ce Nessun dubbio, ripeto, che tutto questo dovrà entrare nel 
regolamento per la generale esecuzione della legge, se anche non 
sia stato in essa specificato distintamente, come si è creduto bene 
di fare per altri casi ». 

Queste importanti osservazioni del Messedaglia oltre di chia- 
rire bene il senso della ìegge, per modo di essere per la mede- 
sima il migliore commento, tracciano la via della esecuzione di 
essa ; accennano agli addentellati per collegare la tela della fu- 
tura legislazione complementare tanto necessaria per ottenere 
una completa codificazione catastale. Il perchè col riportare te- 
stualmente le osservazioni e dichiarazioni stesse, crediamo di 
rispondere ad un serio uffìzio giovevole ad un tempo, ai fun- 
zionari Governativi cui incombe la esecuzione della legge, ed 
ai futuri Legislatori. 

104. — Art. 44. Le disposizioni della presente legge saranno applicate 
anche nella formazione del catasto del compartimento Modenese ordinato 
colla legge 4 gennaio 1880, numero 5222 (Serie 2 a ). (V. il testo a pag. 59). 

Nota all' Art. 44 corrispondente prima nel progetto al 46. 

Questo articolo passò senza osservazioni nella tornata del 
1° Febbraio 1886. 

105. — Art. 45. I contingenti compartimentali che risultano dalle leggi 
14 luglio 1S04 (a), 28 maggio 1867 (b), 16 giugno 1871 e 4 gennaio 1880, le 
quali stabiliscono il principale dell' imposta fondiaria, non potranno essere 
aumentati per venti anni dalla data della presente legge, salvo le disposi- 
zioni seguenti. 



(a) Vedi il testo di questa legge a pag. 42. 

(b) Vedi il testo di questa legge a pag. 49. 



17 



- 258 - 

Nota all' Art. 45. 

Non avendo riprodotto la infradicenda legge che si riferisce 
alle Provincie Romane, assieme alle altre che riguardano i com- 
partimenti Modenesi e Lombardo-Veneto che si leggono nella 
parte seconda di questo libro a pag. 40 e seguenti, crediamo 
di riprodarla in questa sede per completare la esposizione di 
tutte le leggi che sono citate dall'art. 45. 

Tenore dell' Allegato B della legge i6 Ghigno i87i N. 260. 

Art, 1. 

Il principale tributo fondiario a carico delle proprietà rustiche 
già soggette all'imposta fondiaria nella Sezione catastale romana 
(attuale Provincia di Roma) è fissato in lire 3,329,223. 

Però nell'anno 1872 il detto tributo è limitato in L. 2,989,764, 
e nell'anno 1873 e sino a che il riparto dell'imposta fondiaria 
è fatto secondo 1' art. 1 della legge del 28 Maggio 1867, N. 3719, 
il detto tributo è limitato in L. 3,195,003. — Vedi Gelerif. 1867, 
pag. 1129 e 1613-14. 

Art. 2. 

Il contingente di cui all' articolo precedente sarà applicato in 
ragione dell' estimo censuario riveduto. 

Il Governo provvedere entro il corrente anno alla pubblica- 
zione ed attivazione dallo stésso estimo riveduto, e darà le norme 
per le risoluzioni dei reclami. 

L' aumento o diminuzione che in detto estimo risulterà dal- 
l' esito dei reclami, modificherà proporzionalmente il contingente 
fissato coli' articolo precedente. 

Art. 3. 

Sono aboliti tutti i privilegi e qualunque speciale esenzione 
dalla imposta sui terreni, dalla quale rimangono soltanto esenti 
i seguenti immobili: 

1. I cimiteri e le loro dipendenze ; 

2. I terreni demaniali dello Stato, costituenti le fortifica- 
zioni militari e le loro dipendenze; 



- 259 - 

3. L'alveo dei fiumi e dei torrenti, la superfìcie dei laghi 
pubblici, le spiaggie, le roccie, le ghiaie, le sabbie nude e gli 
altri terreni per propria natura affatto improduttivi; 

4. Le strade nazionali, provinciali e comunali, le piazze, i 
ponti non soggetti a pedaggio, ed in generale tutti gli immobili 
di proprietà dello Stato sottratti alla produzione per un pubblico 
servizio gratuito. 

Pei terreni occupati dalle fortificazioni militari si accorderà 
una diminuzione proporzionata sul contingente stabilito all'art. 1. 

Art. 4. 

Dal 1.° Gennaio 1872 l'imposta di contingente sarà applicata 
a tutti gli altri fondi rustici fin qui esenti, di qualunque natura 
e pertinenza. 

L' aliquota ci' imposta su questi beni sarà quella che risulterà 
a carico dei beni già soggetti all' imposta, ed il suo ammontare 
formerà aumento al contingente fissato all'art. 1. Essi però pa- 
gheranno pel 1872 soltanto due terzi. 

Art. 5. 

Il ministro delle Finanze darà le disposizioni necessarie per 
stabilire sui fondi rustici ammessi in catasto e non censiti una 
imposta analoga a quella gravante i beni censiti. 

Il prodotto dell'imposta sui terreni non censiti andrà in di- 
sgravio del contingente sopra stabilito. 

Art. 6. 

Le quote' non esatte per qualsiasi motivo di scarico, rilascio 
o moderazione accordata ai particolari od in altro modo non 
esigibili, saranno compensate all'Erario nell'anno successivo in 
aggravio del contingente stabilito per la Provincia. 

Tali reimposizioni non potranno però eccedere il 3 per cento 
dell'imposta principale. 

Art. 7. 

Dal 1.° Gennaio 1872 cesseranno di aver vigore i diversi ti- 
toli d' imposta fondiaria fin qui vigenti per conto dello Stato 
nella Sezione e Provincia di Roma, cioè imposta principale, de- 



- 260 - 

cimo per le strade nazionali, ventesimo pel nuovo catasto, cen- 
tesimo già destinato per la riedificazione della Basilica Ostiense. 
Parimente da detta epoca cessa di aver vigore la tassa a ca- 
rico dei Comuni di lire 510,936,54, stabilita con Sovrano Editto 
Pontifìcio del 7 Ottobre 1866. 

Art. 8. 

Dallo stesso giorno 1.° Gennaio 1872 entreranno in vigore 
nella Provincia di Roma le leggi per V unificazione d' imposta 
sui fabbricati 26 Gennaio 1865, N. 2136, ed 11 Agosto 1870, 
N. 5784, allegato F ; come pure 1' articolo 1 della legge 11 mag- 
gio 1865, N. 2276, salvo il disposto dell' ultimo alinea dell' arti- 
colo 4 rispetto ai fabbricati già esenti. — Vedi Celerif. 1865, 
pag. 258 e 827. 

Art. 9. 

Alla imposta principale sui terreni e sui fabbricati saranno 
applicati i decimi addizionali in corso nelle altre Provincie del 
Regno. 

Art. 10. 

Finché non sia attuato il sistema uniforme di percezione del 
tributo fondiario in ogni parte del Regno, lo Stato si rimborserà 
nella Provincia di R.oma delle spese di riscossione mediante 
1' addizionale di centesimi 3 per ogni lira di tributo principale. 

Art. 11. 

Gol 1.° Gennaio 1872 andrà pure in vigore in detta Provincia 
la legge sulle volture catastali dell' 11 Agosto 1870, N. 5784, al- 
legato G, e la legge del 3 Maggio 1871, N. 202, Serie 2. a — 
Vedi alle pag. 568-69. 

Il termine del quale è parola all' art. 1 della legge del 3 mag- 
gio 1871, N. 202, Serie seconda, scadrà il 30 Giugno 1872. 

Art. 12. 

Per 1' attivazione dell' estimo riveduto dei terreni e per 1' ac- 
certamento della rendita dei fabbricali nella Provincia di Roma, 
è autorizzata la spesa di L. 100,000 nel bilancio del 1871. 



- 261 - 



Art. 13. 



Provvisoriamente, fino a che non saranno esecutorii i ruoli 
del 1872, la riscossione delle imposte sui terreni e sui fabbricati 
sarà operata sui rispettivi ruoli dell'anno 1871, salvo il supple- 
mento od il compenso del meno o del più pagato. 

106. — Art. 46* Compiute tutte le operazioni catastali si provvederà 
per legge all' applicazione del nuovo estimo. 

In base all'aliquota del sette per cento sul reddito imponibile, si fisserà 
il contributo generale del Regno. 

Se questo contributo oltrepassasse i cento milioni sarà, proporzional- 
mente diminuita l'aliquota. 

Gli aumenti e le diminuzioni che si verificassero giusta l'articolo 3o nei 
redditi catastali, le quote non percette per ragione di scarico, moderazione 
e inesigibilità nei casi determinati dalla legge e dal regolamento non da- 
ranno luogo a mutazioni nel contributo generale del Regno. 

Pei comuni nei quali Y imposta, per effetto dell'applicazione della nuova 
aliquota, supererà l'attuale imposta erariale, gli aumenti saranno distribuiti 
gradatamente in dieci anni. 

Nota all'Art. 46 corrispondente all'Art. 41 del progetto. 

La discussione di questo articolo cominciò nella tornata del 
28 Gennaio e proseguì in quella del 1° Febbraio 1886. 

Varie osservazioni furono fatte dall'onorevole Sonnino special- 
mente sulle ultime parole salvo le disposizioni seguenti che il 
Sonnino voleva soppresse. Ma poiché il soggetto e lo sviluppo 
delle ragioni ebbe luogo appunto sulle disposizioni seguenti che 
seguirono ne tennero conto con quelle. 

Molti dubbi si sollevarono da varj Deputati pel timore che 
queste disposizioni potessero alterare l'aliquota del 7 p. O/o al- 
l' imponibile accertato. Non possiamo riportare gì' importanti di- 
scorsi di varj Deputati per sviluppare cotali dubbi, i quali discorsi 
provocarono le seguenti dichiarazioni del ministro Magliani che 
bisogna riportare nella loro integrità poiché servono di chiaro 
commento all' articolo e manifestano impegni assunti dal Governo 
nella applicazione della legge ; i quali non potranno essere smen- 
titi coi fatti siccome costituenti la base fondamentale della pere- 



- 262 — 

quazione fondiaria e della stabilità della imposta generale fon- 
diaria e della fissata dell' aliquota. 

Ecco adunque le dichiarazioni del Ministro : 

ce L'articolo che si discute include due concetti essenziali : il 
primo è la determinazione del contributo generale fondiario del 
Regno, il secondo l'invariabilità di cotesto contributo generale. 
In qual modo si stabilisce il tributo fondiario del Regno ? appli- 
cando P aliquota del 7 p. O/o all' imponibile accertato ; il 7 p. O/o 
è dichiarato il massimo dell' aliquota. 

(( Ma vi è un' altra massima, quella del contributo, che non 
può eccedere nel complesso la somma di cento milioni. Da ciò 
deriva evidentemente che, se l'applicazione dell'aliquota del 
7 p. O/o all' imponibile accertato dal nuovo estimo portasse ad 
una somma di contributo generale superiore ai cento milioni, 
bisognerebbe diminuire V aliquota, poiché non si può supporre 
la somma di cento milioni. Ed al contrario se l'applicazione del- 
l' aliquota del 7 p. O/o portasse una cifra inferiore ai cento mi- 
lioni il contributo generale rimarrebbe inferiore ai cento milioni. 

ce Questa è la spiegazione chiara, evidente, secondo me, del- 
l' applicazione dell'aliquota del 7 p. O/o all' imponibile netto, colla 
condizione però che il contributo generale non ecceda i cento 
milioni. 

« Ciò posto, tutte le difficoltà e tutti i dubbi che sono stati 
messi innanzi circa la possibilità di aumentare 1' aliquota, cadono 
di per sé. 

« Il Governo ha promesso un' aliquota massima del 7 p. O/o, 
e questa aliquota può discendere, ove dia un contributo mag- 
giore di cento milioni, non vi è dunque da lamentare né incoe- 
renza, né ritiro di promesse e dichiarazioni già fatte. 

ce Ma in questo articolo vi è anche un secondo concetto, il 
quale non solo è finanziario, ma è connaturale alla materia della 
quale noi trattiamo ; il contributo generale del Regno, una volta 
stabilito nel modo che ho detto, deve rimanere inalterato, e perchè 
sia tale, e il bilancio dello Stato possa fare sicuro assegnamento, 
come ha sempre fatto, sopra quella parte dell' entrata pubblica 
che risulta dalla imposta diretta, è necessario che le mutazioni 
in aumento od in diminuzione non alterino il contributo generale. 

« Ora vi sono due casi previsti non solo in questa ma nelle 



- 263 - 

leggi vigenti, due casi di mutazione ; quello della perenzione del 
fondo, l'altro della inesigibilità. 

<r Quindi è evidente che, per mantenere intatto il contributo 
generale in entrambi i casi, la diminuzione del prodotto dell'im- 
posta ; deve porsi a carico degli altri contribuenti, così ne viene 
la conseguenza necessaria, che si verifica anche oggi, che mentre, 
cioè, rimane fìssa l'aliquota generale perchè il contributo gene- 
rala non muta, si verifica invece qualche alterazione nei contri- 
buti speciali; alterazione temporanea, che non muta l'aliquota 
del 7 p. O/o, né il contributo generale dell'imposta. In conse- 
guenza poiché l' articolo che discutiamo corrisponde esattamente 
ai principii propri della materia ed al doppio concetto di stabi- 
lire un' aliquota massima e un contributo generale fìsso, io credo 
che i dubbi posti innanzi da alcuni oratori non abbiano alcun 
fondamento e che la Camera possa con tranquilla coscienza votarli. 

« Quanto poi all'onorevole Romeo, gli dirò che è inutile la 
spiegazione che egli domanda, perchè è evidente che questo ar- 
ticolo speciale della legge garantisce la invariabilità degli attuali 
contingenti per venti anni e che tale periodo non si può abbre- 
viare se il catasto nuovo fosse compiuto prima dei venti anni, 
e venisse pubblicata prima dei venti anni la legge nuova che 
fissasse il nuovo estimo e invece dell' aliquota per avere i cento 
milioni se ne fissasse uri' altra, è evidente che essa andrebbe in 
vigore dopo il ventennio che è stabilito dall' articolo già votato 
dalla Camera. Sicché qualunque dichiarazione a questo proposito 
mi pare inutile ». 

Al Senato nella tornata del 28 Febbraio 1886 fuvvi una discus- 
sione finanziaria importantissima intorno a questo articolo tra il mi- 
nistro Magliani ed il relatore Finali, il quale lo definì la somma fi- 
nanziaria di questa legge. Il dubbio che preoccupa il Pigiatore è che 
la determinazione dell'aliquota non superiore al 7 p. O/o possa 
dare un serio strappo alla finanza dello Stato ed eruditi impor- 
tanti discorsi furono pronunziati che lo spazio non ci permette 
riportare per intero, ma chiunque vuole approfondire la materia 
converrà ricorra a quella lettura. 

Il ministro Magliani alla sua volta fece discorsi importantis- 
simi per dimostrare l'assunto già sostenuto davanti alla Camera 
che il temuto strappo alle finanze non avverrà. 



- 264 - 

« Insomma, dice il Magliani alla fine di un suo importante 
discorso, le informazioni degli Ufficiali tecnici ai quali ho posto 
il quesito in questi termini, sono state tali da poter indurre il 
Ministero, non nella certezza, ma nella presunzione che l'aliquota 
del 7 p. O/o applicata alla rendita imponibile che risulterà dal 
nuovo catasto potrà dare una somma presso a poco di 100 milioni. 

ce Evidentemente noi non possiamo fare previsioni per un 
lungo periodo di 20 anni, e se compiute le operazioni catastali 
si troverà che il vaticinio contrario sia vero, indubbiamente il 
Parlamento, provvedere a stabilire l'aliquota più alta. Il Parla- 
mento non è legato con questa legge né si può dire che con 
essa sia compromesso il futuro. 

« Di qui a 20 anni, o signori, quale sarà la condizione eco- 
nomica del paese, quali saranno le condizioni del bilancio dello 
Stato ? )) (Fin qui il Magliani). 

È molto difficile il prevederlo. Facciamo voti che le previ- 
sioni ottimiste del Ministro prevalgano sulle pessimiste del rela- 
tore Finali e la proprietà fondiaria si possa pel nuovo catasto 
sentire sollevata dai gravi pesi che la percuotono ora, sì da re- 
stare gravemente offesa. Dopo l'anzidetta viva discussione l'arti- 
colo passò al Senato negli stessi termini che alla Camera. 

107. — Art. 47, 1 lavori per la formazione del catasto saranno intrapresi 
entro due anni, al più tardi, dalla promulgazione della presente legge e 
continuati senza interruzione in tutti i compartimenti del Regno. 

Se alcuna provincia chiederà, per mezzo del suo Consiglio, che i lavori 
siano accelerati e condotti a termine nel suo territorio, e si obbligherà di 
anticipare la metà della spesa, la dimanda sarà accolla, senza pregiudizio 
del normale andamento dei lavori nelle altre parti del Regno. 

Ove la provincia richiedente avesse un catasto geometrico particellare 
con mappe servibili agli effetti di questa legge, il ricensimento dovrà essere 
compiuto entro sette anni dalla comunicazione al Governo della relativa 
deliberazione del Consiglio provinciale. 

Per le provincie suddette sarà applicata, per decreto Reale, in via prov- 
visoria, l'aliquota d' imposta del sette per cento al nuovo estimo accertato, 
salvo l'applicazione, senza effetto retroattivo, dell'estimo definitivo, e della 
aliquota comune coli' attivazione generale del catasto in lutto il Regno. 

Il rimborso dell'anticipazione della spesa sarà fatto dal Governo entro 
due anni dall' applicazione dell' estimo provvisorio. 



- 265 - 

Nota all'Art. 47 rispondente all'Art. 49 del progetto. 

Diversi emendamenti furono proposti per questo articolo. 

Con un brillante discorso l'onorevole Mussi patrocinò la mas- 
sima che per quelle Provincie che abbiano il catasto particolare 
ed assumono parte delle spese possono compiere 1' operazione 
del nuovo catasto in sette anni e godere in via provvisoria l'ali- 
quota del 7 p. O/o. Gli onorevoli Ganzi e Carmine seguirono 
T ordine stesso delle idee del Mussi che penetrarono nei concetti 
della Commissione espressi nella tornata 1° febbraio 1886 del 
relatore Gherardi e fecero votare i due capoversi che si leggono 
in questo articolo. 

108. — Art. 48. Fino all'applicazione del nuovo catasto, l'imposta sui 
beni censibili e non censiti apparterrà direttamente all'Erario, restando così 
derogato all'articolo 12 della Legge li luglio 1864. 

Per l'accertamento dei beni censibili e non censiti, rimanendo ferme fino 
al compimento delle nuove operazioni catastali le disposizioni delle leggi 
ora vigenti, sono nonpertanto abolite le disposizioni del decreto napoletano 
del 10 giugno 1817 circa le multe a carico dei possessori di terreni non 
rivelati in catasto, quando lo scoprimento abbia luogo per effetto delle ope- 
razioni di rilevamento disposte dalla presente legge. 

Sono parimente abolite fin da ora le disposizioni dell'anzidetto decreto 
che attribuiscono le multe ai delatori. 

Non avrà luogo reimposizione dell' imposta corrispondente a discarichi 
per eccesso di estensione censita, se non in quanto l' imposta sui detti beni 
non bastasse a reintegrare i contingenti compartimentali. 

Nota all'Art. 48 rispondente al 48 già 50 del progetto. 

Come fu proposto questo articolo non aveva che il primo comma. 

I capoversi sono proprio frutto della discussione. La battaglia 
la cominciò 1' onorevole Spirito, ma fu proseguita dal Sonnino e 
dall'onorevole Fusco ebbero il premio della vittoria coli' appro- 
vazione di ambidue i capoversi. Il tema dei beni censibili e non 
censiti e dell' abolizione delle multe per le mancate denunzie è 
troppo importante, perchè possiamo dispensarci dal riassumere 
la discussione con quella concisione e brevità che ci proponiamo 
sempre di tenere. 

Prima però di presentare le osservazioni dei discutenti per 



- 266 - 

la intelligenza più facile delle loro osservazioni ripetiamo in questa 
sede il testo dell'art. 12 della legge che viene derogato, sebbene 
ne abbiamo riportate per intero al N. 46 di questo libro. 

oc Ai Comuni o Consorzi del dipartimento N. 1* i quali non 
pongono imposta sui terreni, si applicherà nel 1864 un con- 
tingente in ragione di una lira per individuo secondo la po- 
polazione risultante dal R. Decreto 10 Maggio 1865 N. 1268. 
Questo contingente andrà a benefizio dell' Erario a norma 
delV art 3. 

« I beni non censiti dello stesso compartimento dei quali 
parla Vari. 1, della legge 1° Gennajo 1857 N. 1, compresi 
entro a comuni censiti, pagheranno un'imposta analoga a quella 
che è stabilita per i beni dello stesso comune o consorzio. 

« Rispetto ai beni non censiti degli altri compartimenti, il 
Ministro delle Finanze farà i provvedimenti necessari per sta- 
bilire sopra di se una imposta analoga a quella del rispettivo 
comune o del territorio confinante. 

ce II prodotto dell'imposta sui beni non censiti andrà in 
disgravio del rispettivo contingente compartimentale, fermo per 
il compartimento N. 1 la parte che fosse dovuta in compenso 
all' Erario a norma dell' art. 3. 

« Per i fabbricati rurali però continueranno le disposizioni 
ora vigenti nelle varie Provincie del Regno fino alla generale 
perequazione fondiaria )). 

L'onorevole Spirito nella tornata del 2 Febbraio 4886 aprì la 
campagna oratoria col fare varie osservazioni sul modo di leggi- 
frare la imposta sui beni censibili e non censiti sul modo di va- 
lutazione, ed a chi gioverà la imposizione sui beni non censiti e 
sulla necessità che la imposta sui beni censibili e non censiti sia 
determinata sulP aliquota unica ed eguale del 7 p. O/o, anziché 
sulle attuali aliquote che sono molto varie e molto elevate. 

Presero poi parte alla discussione gli onorevoli Spirito, Son- 
nino, Fusco e Chimirri, Minghetti della Commissione. Ma poiché 
nella votazione prevalsero oltre quelli dell'onorevole Spirito anche 
i concetti della Commissione e del Governo, registriamo solo le 
parole profferite dal Minghetti e Messedaglia che sono il miglior 
commento di questo articolo. 

Minghetti. ce Signori, a sentire gli onorevoli preopinanti, si 



- 267 - 

direbbe che questa questione dei beni censibili e non censiti 
siasi sollevata oggi per la prima volta, mentre in realtà nulla è 
innovato intorno ad essa, salvo in un punto, cioè a dire che il 
provento di questi beni va all'erario invece di andare a dimi- 
nuzione del compartimento. 

(( Quanto alla definizione loro, quanto al modo di tassarli, e 
via dicendo, tutto questo è prescritto nei catasti antichi, e non 
può farsi che secondo le regole con cui sono stati stimati e tas- 
sati gli altri beni contermini. Qui non si muta nulla, soltanto si 
stabilisce che il provento di tali beni va all' erario. Si noti poi 
che da 20 anni che la disposizione esiste, nessun compartimento 
ne ha avuto vantaggio perchè cotesti beni non si sono scoperti. 
Onde in realtà non vi è perdita per nessuno, e può esservi per 
P erario un guadagno notevole : perchè noi crediamo che colla 
lustrazione, col rilevamento particellare, cotesti beni censibili e 
non censiti si potranno scoprire. 

(( Dunque, ripeto, non v' è perdita di sorta, stando all' espe- 
rienza, perchè nessun compartimento se n' è vantaggiato, e v' è 
guadagno per P erario ; e questo è ben ragionevole. Si dimentica 
sempre che lo Stato perde tre decimi, e perciò se esso si rein- 
tegra in qualche parte, non è poi questa tal cosa da gettarsi via 
come attiva, anzi è da desiderarsi, da lodarsi come utile ; e perchè 
le spese del catasto non potrebbero essere sostenute almeno in 
parte, dal prodotto di questi beni censibili? 

« Dunque la Commissione non può accettare la proposta del- 
l' onorevole Spirito, come non può accettare quella dell'onorevole 
Sonnino, perchè non v' è ragione di dare un privilegio a questi 
beni, i quali sono in mezzo ad altri ben tassati, o tassati troppo 
gravemente. Ma perchè questo privilegio ? Forse perchè, fino ad 
oggi, sono stati esenti da tasse? 

(( Ma, quasi quasi, questo sarebbe il caso di aggravarli di più. 

ce Mi dice P onorevole Sonnino : ce Sappiate che sarà fra i 
beni demaniali ed ecclesiastici ora venduti che si troverà la 
maggior parte di questi beni censibili e non censiti ». 

(( Ora, questo è un errore, perchè quando fu fatto, special- 
mente nelle provincie meridionali, il catasto descrittivo, molti 
carichi furono gittati sui beni demaniali .... ed anche ecclesia- 
stici a sollievo dei privati. Per conseguenza la Commissione non 



- 268 - 

può accettare né l'emendamento dell'onorevole Spirito, nò quello 
dell' onorevole Sonnino. 

ce Quello che accetto è l' emendamento Fusco (P abolizione 
delle decime) e lo accetto perchè realmente non si può ammet- 
tere che nella rinnovazione di un' opera civile, come quella del 
catasto, si mantengano ancora alcuni residui, dirò medioevali, i 
quali non sono più conformi alla civiltà odierna. 

(( Finalmente, all'onorevole Toscanelli risponderò che il di- 
ritto comune risolve il suo problema. Dal momento che questi 
beni andranno ad essere imposti dal Governo, è chiaro che pos- 
sano e debbano essere sovrimposti dai comuni e dalle provincie ». 

Messedaglia. « Il Governo conviene con la Commissione, e 
non può accettare alcuno degli emendamenti che furono proposti, 
tranne quello dell' onorevole Fusco. 

(( Come bene diceva P onorevole presidente della Commissione, 
non è la prima volta questa che nella presente discussione si 
viene a parlare di beni censibili e non censiti. E quando si voglia 
avere il concetto preciso di ciò che sono, bisogna naturalmente 
riferirsi ai rispettivi catasti. Noi non abbiamo bisogno di darne 
veruna definizione. È ben censibile e non censito quello che 
secondo le leggi di catasto del territorio ove si trova, va rite- 
nuto tale. 

« Per esempio, quali sono i beni censibili e non censiti nel 
Napoletano ? Io non intendo disputarne cogli onorevoli Spirito e 
Chimirri, ma ecco quale sarebbe il testo delle disposizioni vi- 
genti colà : 

Decreto 10 Giugno 1817, articolo 2 : « Ogni terra colta od 
incolta, ogni suolo urbano con edifizi o senza, è soggetto a 
contribuzione per V intera sua estensione. Un errore in 'più o 
in meno di valutazione che non oltrepassi il ventesimo, non 
darà luogo ad aumento o diminuzione di contribuzione, salvo 
il riportare nei catasti la estensione vera ». 

Andiamo avanti : 

Articolo 39, dove si tratta delle rettifiche che possono esser 
domandate dai particolari : ce Per ottenere la rettifica dell' esten- 
sione (dunque si ammette una rettifica anche dal più al meno) 
il contribuente deve domandare che si faccia a sue spese la 
misura geometrica di tutti i suoi territori ». 



- 269 - 

ce E quale è Y effetto ? Articolo 44 : « Ogni proprietà, la 
quale non si trovi descritta nei catasti, o che essendovi descritta 
non lo sia per la sita vera estensione, è in ogni tempo oggetto 
di un ruolo suppletorio ». 

ce Questo è il tenore della legge: a me par chiaro che per 
beni censihili e non censiti in questo caso s' intenda non solo il 
corpo di quei beni che stanno a sé e che non figurano in nessun 
modo nel catasto, ma anche quel corpo di beni che vi figurano 
per una misura insufficiente, al di sotto della tolleranza del cinque 
per cento, accordata dalla legge. Ad ogni modo noi non discu- 
tiamo nemmeno se questa sia la interpretazione vera ; ci basta 
che essa rimanga impregiudicata, e ci rimettiamo senz'altro per 
il concetto dei beni censibili e non censiti a quello che è disposto 
nei rispettivi catasti. 

ce Ci sono, per esempio, catasti geometrici dove non è parola 
di beni censibili e non censiti per quanto concerne la esten- 
sione : ci sono soltanto dei beni mal censiti, e dei quali non è 
questione. E così dovrebb' essere, suppongo, anche in Francia, 
dove un catasto geometrico particellare esiste ormai per tutta la 
estensione del paese, con tolleranze minime dal mezzo all' uno 
per cento, e elove perciò non dovrebbero esistere di cotesti beni 
non censiti per omissione o deficienza della misura, o non po- 
trebbe dipendere che da imperfetta conservazione. 

ce Quanto ai semplici errori materiali che fossero occorsi, 
questi si rettificano in ogni tempo. 

ce Ad ogni modo, ripeto, noi domandiamo che nulla si pre- 
giudichi per tale rispetto, come invece farebbesi coli' emenda- 
mento dell'onorevole Spirito. 

ce Per quanto poi riguarda non soltanto il fatto dell' estensione 
che sia in eccesso od in difetto, ma il modo di valutazione, i 
catasti stessi provvedono a questo, come già accennava 1' onore- 
vole presidente della Commissione, e non si devono mica censire 
con le norme del nuovo catasto che si propone. Ciò sarebbe im- 
possibile, allorché per il metodo, anche solo per il tempo che si 
prescrive, di venti anni, o almeno sette, per la loro applicazione. 
E nemmeno sarebbe giusto. Bisogna regolarsi anche in ciò se- 
condo le prescrizioni dei catasti esistenti. E quindi neppure c'è 
luogo ad applicare un' aliquota speciale del 7 per cento, come 



- 270 - 

desidera Y onorevole Sonnino, ma si applica 1' aliquota co- 
mune. 

« Per quanto poi concerne 1' attribuzione del prodotto dei 
beni censibili e non censiti, piuttosto allo Stato che ai singoli 
compartimenti, io mi associo alle ragioni addotte dall' onorevole 
presidente della Commissione ; lo Stato assume a proprio carico 
la totalità, o quasi, della spesa del nuovo catasto, mentre i catasti 
locali sono andati a carico delle singole regioni a cui si riferi- 
scono ; il Napoletano ha pagato il proprio, il Veneto e la Lom- 
bardia il loro, il Piemonte i suoi. Qui invece e' è una spesa co- 
mune, generale dello Stato, a cui bisogna sopperire con un ca- 
rico comune, ed è conveniente perciò che lo Stato ne abbia 
qualche compenso, tanto più coli' abbandono che si fa dei tre 
decimi dell' imposta fondiaria, che non è lieve disgravio. 

(( Perciò, anche per questo motivo, mi sembra che non sia 
giusto V insistere che il prodotto dei beni censibili e non censiti 
segua la norma del 1864, col rimanere ai singoli compartiménti, 
ma sia più ragionevole che esso vada a vantaggio dello Stato ». 

Con queste importanti osservazioni si fece chiara la condi- 
zione dei beni censibili e non censiti e si vinse dal Governo la 
causa della devoluzione a favore dello Stato del nuovo censimento 
dei terreni non censiti. Sarebbe più lusinghiero per la proprietà 
fondiaria che andassero a favore degli altri beni che furono in- 
debitamente colpiti finora maggiormente in causa dei non cen- 
siti, ma di fronte alle replicate dichiarazioni che lo Stato ha duopo 
dalla proprietà fondiaria di cento milioni e che 1' aliquota non 
oltrepasserà mai in ogni modo il 7 p. O/o del reddito netto, bi- 
sognerebbe contentarsi che presto anche su tali basi venisse 
applicata la desiderata perequazione riparatrice di tante ingiu- 
stizie. Ma tale desiderato evento è ancora troppo lontano ! Rad- 
doppiamo gli sforzi per raggiungerlo. 

109. — Art. 49. Il primo decimo di guerra aggiunto al principale della 
imposta fondiaria è abolito a cominciare dal 1° gennaio 1886. 
Il secondo decimo cesserà col lo luglio 1887. 
Il terzo decimo cesserà col 1° luglio 1888. 

Nota all'Art. 49. 

Della importante discussione che ebbe luogo il 2 Febbraio 1886 



- 271 - 

sulF intestato articolo diamo una specie di quadro sinottico per 
far meglio gustare uno dei più importanti discorsi pronunziato 
dal compianto Minghetti di cui daremo il testo. 

Nello esordire della discussione l' onorevole Righi con un for- 
bito discorso sostiene che lo sgravio dei due decimi dovrebbe 
tornare a vantaggio delle sole Provincie più gravate d' imposte. 
Gibrario lo combatte perchè di quasi impossibile attuazione ed 
il principio peccherebbe di ineguaglianza. Sonnino e poi Fran- 
chetti temono che le finanze dello Stato non possano sostenere 
lo esonero dei due decimi, insistono perchè si sospenda la di- 
scussione fino alla discussione finanziaria. 

Il ministro Magliani rinfranca i peritosi assicurandoli sulla 
veracità della esposizione finanziaria e sulle forze delle risorse 
dello Stato atte a sostenere lo esonero. Finalmente il Minghetti 
chiarisce i concetti della Commissione ed ottiene favorevole vo- 
tazione dell' articolo così come si legge. Ecco adunque le parole 
importanti che anche in questa occasione pronunziò il Minghetti. 

ce Io potrei molto brevemente sciogliermi dal debito che ho, 
se non mi occorresse di chiarire quale sia la posizione della 
Commissione in questa grave questione, la quale, da un lato ci 
si presenta come una minaccia al bilancio, dall' altra ci si pre- 
senta come non giusta, dappoiché, invece di dar sollievo ai più 
aggravati, riversa su tutti il beneficio indistintamente. 

ce Ora la Commissione, nel suo primo concetto, si era data 
pensiero di entrambe le questioni. 

ce Allora eravamo ben lontani dalle concessioni che il Governo 
ha fatto e che la Camera ha di mano in mano votate. 

« La Commissione, volendo fare un' opera di civiltà vera, 
secondo tutte le regole della scienza e dell'arte, e prendendo 
per conseguenza un tempo assai largo, come era quello di venti 
anni, non poteva non impensierirsi del fatto (checché potesse dir- 
sene) che vi sono in Italia alcune provincie, alcuni circondari, 
alcuni comuni i quali si trovano gravati talmente da non potere 
attendere così lungo tempo prima di avere uno sgravio. 

« Questo concetto, che l'onorevole Righi ha espresso, la Com- 
missione lo sentiva fin dal principio del suo lavoro, ma essa non 
osava metter mano al principale dell' imposta, e per conseguenza 
aveva adottato un congegno che si potrà chiamare sottile, al quale 



- 272 - 

si potranno trovare difficoltà di esecuzione, ma che pure era ab- 
bastanza equo, e certamente non impossibile. La Commissione 
reputava che dai beni censibili e non censiti, potevano venire 
dieci milioni. E quindi diceva : poiché questi beni censibili e 
non censiti non hanno dato vantaggio ad alcun compartimento 
in questi ultimi anni, lasciate che se ne trovano, questa -tassa 
che se ne ritrarrà vada a benefizio di coloro che sono più ag- 
gravati. Non ne avranno danno alcuno i contribuenti di alcuna 
parte d'Italia, e ne avranno vantaggio coloro ai quali, ripeto, 
un' aspettativa di venti anni sarebbe stata soverchia. 

ce Tale fu il concetto della Commissione, la quale anche oggi 
non sa e non vuole, né per pompose declamazioni ne per altro 
schivare quella responsabilità che ebbe, quando ideò questo con- 
cetto. 

ce Senonchè, signori, il Governo entrò in una via assai più 
larga. 

« La Commissione vagheggiava come una lontana speranza, 
P abolizione dei decimi, come una speranza da realizzarsi prima 
ancora che fosse compiuto il catasto, ma dopo cinque, dieci e 
quindici anni. 

ce Ora, il Governo ha creduto opportuno di proporre 1' abo- 
lizione di questi decimi, subito per la prima parte ; dentro un 
anno per la seconda, e dentro un altro anno per la terza. 

« Che cosa poteva fare la Commissione in questa circostanza ? 
Poteva attenersi al suo primo pensiero ? No, perchè era molto 
più larga la parte che il Governo faceva all'agricoltura, le cui 
querele avevano giustamente risuonato nel Parlamento ; e le cui 
miserie non sono certamente esagerate, ma vere. 

ce La Commissione, dunque, perchè come avrebbe dovuto 
ostinarsi nel suo primo concetto ? 

ce La Commissione non era responsabile, né poteva esserlo, 
imperocché ad essa mancavano tutti gli elementi di cui si dee 
occupare il Governo della cosa pubblica, della economia e della 
finanza pubblica, degli interessi dell' agricoltura e degli interessi 
di tutti gli altri ceti della Società. La Commissione accettava, e 
non poteva non accettare, questa proposta. Ma allora cessava la 
ragione di quel vantaggio che si voleva dare coi beni censibili e 
non censiti alle provincie più aggravate. Imperocché neh' aboli- 



- 273 - 

zione dei tre decimi, e' era già compreso quel sollievo che la 
Commissione aveva pensato di proporre, altrimenti la cosa si 
sarebbe ridotta a dire : vogliamo per alcuni il disgravio, e non 
vogliamo che Y abbiano gli altri. 

ce Questo la Commissione non poteva volere ; quindi accettò 
il concetto del Governo. Ora mentre ha voluto far noto il suo 
pensiero, che è una giustificazione di quanto ha detto 1' onore- 
vole Righi, dichiara che al punto in cui siamo, non può accet- 
tare altro se non che il disgravio dei due decimi, sia fatto egual- 
mente in tutte le parti d' Italia e su tutti i contribuenti. 

ce Ora viene la questione proposta dall' onorevole Toscanelli. 
In verità io non comprendo come egli non trovi differenza fra 
la tassa sui fabbricati e la tassa fondiaria. 

(( Prima di tutto, qual' è la ragione precipua della crisi agraria 
di cui tanto lungamente si è parlato ? È la concorrenza stra- 
niera : la concorrenza americana per i grani, quella asiatica per 
le sete. E io non so che da qualche parte del mondo ci venga 
ai fabbricati una concorrenza ! 

« D' altra parte, la legge catastale, se non è stabile nel senso 
rigoroso della parola, lo è però tanto che abbiamo sancito un 
articolo per il quale non si deve mutarla se non dopo trent'anni, 
mentre l'imposta sui fabbricati è un'imposta che deve rettificarsi 
ogni cinque anni sulla base del reale affitto, sulla base cioè di 
ciò che realmente percepisce il proprietario. Se 1' onorevole To- 
scanelli mi dice che i fabbricati sono gravati molto, io sono del 
suo avviso ; ma io gli domando : perchè non fa la stessa argo- 
mentazione per la tassa sulla ricchezza mobile ? Anche la ric- 
chezza mobile è aggravata ; e un giorno bisognerà pensarci. Ma 
intanto cominciamo da questa agricoltura che soffre, che da tanto 
tempo era stata colpita da tutti i gravami, da tutti i tributi più 
acerrimi, e che oggi, in mezzo alle sue miserie, può trovare 
qualche ristoro in questa legge. 

ce Non possiamo accettare dunque neppure l' emendamento 
dell' onorevole Toscanelli. 

ce Ed ora vengo all' onorevole Sidney-Sonnmo e all'onorevole 
Franchetti. 

c( Essi non hanno considerato che il sospendere in tutto o 
in parte questo punto per trattare la questione finanziaria, in- 

17 



— 274 — 

nanzi di riprendere la questione della perequazione, non era 
pratico, e forse neppure giusto. 

(( Non era pratico, perchè non si possono avere due grandi 
questioni insieme alla mano : la questione della Finanza dello 
Stato, e la questione della perequazione che ha suscitato tante 
difficoltà, e sembra vicina ad entrare in porto. 

ce Non sarebbe poi, a rigore, giusto, perchè Y onorevole Mi- 
nistro delle finanze ha proposto una serie di provvedimenti che 
saranno discussi alla Camera, e coi quali egli ha creduto di 
poter sopperire non soltanto al diffalco che viene da altre aboli- 
zioni e da altre diminuzioni di bilancio, ma altresì ai due decimi 
da abolire ulteriormente, cioè nel 1887 e nel 1888. Egli vi ha 
posto innanzi dunque, un insieme di provvedimenti. 

« Io non li discuto; li discuterà la Camera. Dico che nelle 
cose pubbliche, non si può sciogliere tutto in una volta. Ma per 
arrivare al fine della perequazione e' è d' uopo presumere che 
quei provvedimenti siano votati, e se non saranno votati quelli 
che ve ne siano sostituiti degli altri. Imperocché o signori, se 
noi della Commissione non abbiamo potuto, poiché non era 
nostro campo come Commissione, entrare nella questione finan- 
ziaria, non potevamo però dimenticarci di essere cittadini e di 
essere deputati. E come tali, di essere zelanti quanti altri mai 
della solidità del nostro bilancio. Ma, ripeto, posto che sono pro- 
posti alla Camera alcuni provvedimenti che devono sopperire 
alla mancanza di questi due decimi, non vi era ragione perchè 
la Commissione dovesse sospendere la discussione di questo im- 
portantissimo e benefico atto della perequazione, intraprendendo 
una lunga discussione la quale non sappiamo dove possa condurci. 

(( Io capisco che 1' onorevole Ministro abbia detto all' onore- 
vole Sonnino e all' onorevole Franchetti d' essere pronto a discu- 
tere subito ; ma la Commissione non potrebbe seguirlo in questa 
via, come non potrebbe seguire Y onorevole Sonnino. 

ce La Commissione fa quello che deve fare, abbia ciascuno 
la sua parte, e ciascun giorno il suo ufficio. Oggi parliamo della 
perequazione e sono davanti alla Camera una serie di provvedi- 
menti che saranno discussi, e che, se non saranno approvati, 
saranno sostituiti da altri ; ma noi dobbiamo presumere che sa- 
ranno tali da riempire il vuoto di questi due decimi, 



- 275 - 

ce Egli è perciò che la Commissione, mentre respinge gli 
emendamenti dell' onorevole Sonnino e dell'onorevole Franchetti, 
si permetterebbe però per chiudere questa discussione in modo 
favorevole, di proporre il seguente ordine del giorno : 

ce La Camera, ritenendo che sarà provveduto alla deficienza 
delle entrate dello Stato derivante dall' abolizione del secondo e 
terzo decimo, prima che questa abolizione si compia, passa alla 
votazione dell' articolo 51 ». 

ce Con questa dichiarazione, con la quale intendo di respin- 
gere, a nome della Commissione, tutti gli emendamenti, racco- 
mando alla Camera la votazione dell' articolo ». 

L'approvazione poi dell'art. 49 della legge rispondente al 51 
del progetto avvenuta nella tornata del 2 Febbraio 1886 fu se- 
guita dall'ordine del giorno come fu proposto dalla Commissione, 
il quale lascia impregiudicata la questione finanziaria pel cui 
reintegramento i futuri legislatori potranno prendere que' prov- 
vedimenti che la condizione del bilancio richiederà. 

Tale ordine del giorno che è il postulato delle affermazioni 
ed assicurazioni del Ministro al riguardo, acquietò i vari deputati 
che avevano sollevati dubbi ; ultimo dei quali a prendere la parola 
su di essi, fu l'onorevole Franchetti. 

110. — Art. 50. La facoltà nelle provincie e nei comuni di sovrimporre 
ai sensi della legge 20 marzo 1865, n. 2248, alla imposta erariale sui 
terreni e fabbricati, è limitata complessivamente a 100 centesimi per ogni 
lira d' imposta in principale. 

Salvo gli effetti delle disposizioni contenute negli articoli o2 e 53, tale 
limite non può essere oltrepassato che per legge speciale. 

Nota all' Art. 50, rispondente al 52 del progetto. 

Comincia questo articolo con una disposizione importante, la 
quale, comunque debba essere seguita da una legge speciale di 
cui terremo conto a suo tempo, pure merita tutta 1' attenzione ; 
poiché anche per sola virtù di essa, può essere sperabile un 
freno alle imposizioni comunali e provinciali sulla proprietà fon- 
diaria, che rendono vieppiù triste la condizione sua e non le per- 
mettono di sollevarsi nemmeno coli' esonero dei decimi gover- 
nativi. 



- 276 — 

Nella tornata del 3 Febbraio importanti discorsi furono pro- 
nunziati dalli onorevoli deputati Bassini e Parpaglia, che non 
possiamo riprodurre nella loro estensione. L'onorevole Sonnino 
voleva che tutta la serie degli articoli che riguardano le imposte 
comunali e provinciali si discutessero nell'occasione della pre- 
sentazione della legge comunale e provinciale; il che fu soste- 
nuto virilmente dal deputato Lacava e combattuto vivamente dal- 
l' onorevole Rudinì. 

Ma non possiamo tralasciare di riportare un discorso del 
ministro Depretis che determinò V approvazione dell' articolo. 

Depretis. « Parlerò subito, e vedrò di assecondare il desi- 
derio espresso dalla Camera di venire alla chiusura di questa 
discussione. 

(( Dopo quello che con sì belle ed acconcie parole fu osser- 
vato dall' onorevole Di Rudinì, a nome della Commissione, io ho 
pochissime cose a dire. Farò solo alcune avvertenze. 

c( Devo ricordare che da qualche tempo sono universali le la- 
gnanze sullo stato della nostra agricoltura, e che per migliorarlo 
si sono chiesti provvedimenti di natura diversa. Ma quello del 
quale, posso dirlo, è stato universale ed incontestato il desiderio, 
è appunto una legge di perequazione accompagnata dall' aboli- 
zione dei tre decimi di guerra e da un limite alle sovrimposte 
delle provincie e dei comuni. 

(( Siamo già alla fine della legge di perequazione; e per 
essa sarà soddisfatto ad uno dei bisogni più urgenti della patria 
agricoltura. Abbiamo votata Y abolizione dei tre decimi, a ter- 
mini abbreviati, non avendo potuto, per ragioni finanziarie, ac- 
cettare la proposta, che pure fu fatta nella discussione generale 
di questa legge, della immediata abolizione dei tre decimi me- 
desimi, unita a qualche altro provvedimento. 

ce Ora si tratta di soddisfare questo altro desiderio, che, come 
dissi, fu universalmente manifestato, di mettere in limite un cen- 
tesimo addizionale delle imposte provinciali e comunali. 

« Per verità, io sono profondamente convinto che se il Par- 
lamento non adottasse questo provvedimento supplementare, per- 
mettetemi la parola, e complementare, della abolizione dei tre 
decimi, come 1' ha osservato troppo bene Y onorevole Di R.udinì, 
il nostro voto presto diventerebbe di assai minore importanza 



- 277 - 

di quel che fosse nelle nostre intenzioni, perchè quando i co- 
muni vedono diminuire P imposta a carico dei contribuenti, sic- 
come i bisogni si misurano ai desideri, che sono infiniti, e sic- 
come per soddisfare a questi desideri spesso non si cercano e 
non si studiano i buoni metodi o le ragioni, ma le occasioni ed 
i pretesti, è troppo facile che la diminuzione dei tre decimi sia 
in parte assorbita da altri bisogni e da nuovi centesimi addizio- 
nali, che sarebbero quelli che presentemente gravano la pro- 
prietà in Italia. 

ce Perciò io prego vivamente la Camera di votare questi prov- 
vedimenti, i quali furono ad un tempo proposti dalla Commis- 
sione che ha esaminata la legge comunale e provinciale, e dalla 
Commissione che esaminò il disegno di legge sulla perequazione 
fondiaria. 

ce I due articoli sui quali si è svolta la discussione debbono 
essere considerati come una disposizione sola ; anzi io credo che 
bisogna aggiungere all' art. 52 anche P art. 53, che riguarda 
1' assetto delle finanze dei comuni e delle provincie. Ora consi- 
derate queste disposizioni nel loro complesso, e riflettendo che 
una grandissima parte dei comuni e delle provincie hanno sor- 
passato il limite normale dell' imposta, quand' anche P art. 52, 
contenga nelle sue disposizioni qualche imperfezione e qualche 
inconveniente, consacrando lo statu quo della nostra legislazione, 
io credo che si fa cosa buona. 

ce I nostri comuni, o signori, per riguardo ai centesimi ad- 
dizionali, è cosa nota a chiunque abbia dato anche solo uno 
sguardo fugace alle nostre statistiche, vanno da zero ad oltre 
1000 centesimi, le provincie vanno da 25 centesimi sino a 100. 
Ora abbiamo veduto in questi ultimi anni, che i contribuenti 
hanno cominciato a sentire il peso, troppo lungamente prolun- 
gato a danno dell' agricoltura, dei centesimi addizionali perchè 
la crisi agraria ne ha rivelato P eccesso e per questo solo fatto 
diminuirono i centesimi addizionali. Di fatto negli ultimi esercizi 
è cominciata una diminuzione ; cosicché, se consideriamo che le 
spese dei comuni e delle provincie sono in parte facoltative, e 
i loro impegni possono essere, in parte, rimandate e ripartite 
in maggior numero di esercizi, e se consideriamo inoltre che, 
con queste disposizioni, noi consacriamo lo stàtu quo, cioè diamo 



- 278 - 

ai comuni ed alle provincie quelle stesse risorse, in ordine ai 
centesimi addizionali, che hanno avute e che hanno attualmente, 
io credo che noi non corriamo nessun pericolo di recare né in- 
cagli, né imbarazzi alla amministrazione dei comuni e delle 
Provincie ». 

Ommissis. 

ce Si è pure detto che bisogna provvedere alle finanze dei 
comuni. 

« Il Governo accetta Y articolo di legge proposto dalla Com- 
missione e senza poter rispondere del tempo entro cui questo 
lavoro potrà essere compiuto, perchè è un lavoro che, chi vi ha 
messo dentro il becco, anche solo leggermente, sa quanto sia 
diffìcile e quanto debba per necessità essere complicato; tuttavia 
questo lavoro potrà essere compiuto in un tempo relativamente 
breve, perchè abbiamo il vantaggio che il Governo ha affrettato 
la statistica dei comuni, che è l' elemento più necessario ai 
nostri studi. 

ce Ora io posso annunziare alla Camera che di tutti i comuni 
dello Stato, degli 8253 comuni, i bilanci stanno a disposizione 
del pubblico e dell' inclita guarnigione, presso la direzione ge- 
nerale di statistica. 

(( Cosicché, anche in questo argomento così arduo delle 
finanze dei comuni, non mancano gli elementi di studio : il la- 
voro sarà difficile, ma potrà essere compiuto, come dissi, in un 
tempo relativamente non lungo. 

ce Si è pure detto che il Governo non ha fatto nulla, o quasi 
nulla per i comuni ; si è quasi accusato il mio onorevole col- 
lega ed amico Magliani di avere dimenticato le sue teorie di 
economista, quando siede sul banco del Ministero. Ma insomma 
qualche cosa si è fatto anche per i comuni e le provincie. E 
non deve essere ancora dimenticato il recente condono di uo 
centinaio di milioni che si è fatto nella discussione delle con- 
venzioni ferroviarie. Devo ricordare pure che una ìegge da me 
presentata alla Camera, e dalla Camera approvata, e che è legge 
dello Stato .... 

« Si è dunque cominciato, e non si è proseguito, per ragioni 
che tutti devono apprezzare, cioè per lo stato delle finanze, a 






- 279 - 

dare, o, dirò meglio, a restituire ai comuni la sovrimposta della 
ricchezza mobile, che abbiamo loro tolta. 

(( È giusta invero Y osservazione che ne profittano solamente 
i grandi comuni .; ma sono anch' essi comuni. E a questi grandi 
comuni, che si trovano in condizioni finanziarie molto perico- 
lose, molto diffìcili, il Go\erno è venuto in aiuto con leggi spe- 
ciali. 

(( È inutile che io ricordi quali di questi comuni sieno stati 
dal Governo sostenuti nel vicino abisso finanziario sul quale si 
trovavano. 

(( La stessa legge degli alcool, io lo ricordo per dimostrare 
la buona volontà del Governo, per le fabbriche di seconda ca- 
tegoria, ha data una partecipazione ai comuni. Su questa strada 
si deve ancora procedere ; ma intanto non credo che sia giusta 
1' accusa che il Governo non si sia preoccupato della condizione 
dei comuni. 

ce E di più, amministrativamente, non ha il Governo usate 
tutte le possibili facilitazioni per tutti i comuni e principalmente 
pei comuni rurali nelle operazioni di credito colla Gassa dei 
depositi e prestiti ? 

« Basta confrontare le annualità passive, gli interessi ed am- 
mortamento compresi, che i comuni pagavano per l'addietro, in 
confronto di quanto possono pagare adesso, per vedere qual ri- 
levante vantaggio si sia fatto alle condizioni finanziarie dei co- 
muni. E una condizione speciale per i prestiti dei comuni si è 
pur fatta quando si è trattato della pubblica istruzione che ha 
tanto aggravati i loro bilanci, quantunque nessuno vorrà deplo- 
rare questa sorta di aggravi, destinati ad estendere F istruzione 
del paese, la sua cultura. 

ce E condizioni speciali di favore furono stabilite pel caso in 
cui i comuni dovessero provvedere con un imprestito a risanare 
i loro abitati. 

« Pertanto io non credo che il Governo meriti 1' accusa di 
aver trascurato il benessere e le condizioni finanziarie dei co- 
muni. 

(( Debbo ancora rispondere ad un' ultima osservazione. Si è 
quasi pensato che, limitando i centesimi addizionali, si fosse 
commesso un peccato di lesa Costituzione. Ma questo peccato 



- 280 - 

non l' abbiamo commesso noi, questo limite è nella nostra legis- 
lazione. 

« Se colla proposta che discutiamo si è cambiata Y autorità 
cui compete di consentire V allargamento del limite di questo 
cespite delle entrate comunali, non per questo si è combinata 
nella sua base fondamentale la legislazione vigente ! 

ce Io aggiungerò ancora l'esempio di paesi che certo non 
possono dichiararsi avversi ai principii più larghi di libertà ed 
all' autonomia dei comuni, e singolarmente della Francia : per 
un grande interesse generale, come quello di un imposta che 
viene a colpire la principale industria dello Stato, Y agricoltura, 
noi sappiamo che nel bilancio francese i centesimi addizionali 
sono votati col bilancio stesso dello Stato. 

« Cosicché, in verità, io non troverei che con questo prov- 
vedimento si venga menomamente a violare l' autonomia e la 
libertà dei comuni né lo spirito delle istituzioni costituzionali. 

« Poiché noi ci preoccupiamo non solo dell' amministrazione 
come ben disse 1' onorevole Di Rudinì, ma anche degli ammini- 
strati, ed oltre a ciò ci dobbiamo preoccupare di un grandissimo 
interesse del paese, che dobbiamo non solo tutelare, me difen- 
dere ed aiutare ». 

111. — Art. 51, Sarà provveduto con altra legge al riordinamento del 
sistema tributario dei comuni e delle provincic. 

Nota all'Art. 51, rispondente al 50 del progetto. 

Intorno a questo articolo parlarono a lungo nella seduta 
del 3 Febbraio 1886 in particolar modo il deputato Mussi sul 
soggetto della triste condizione dei comuni italiani indebitati 
ed accagionando il Governo di cotali condizioni. 

Il ministro Depretis rispose in merito e l'uno e l'altro sfog- 
giarono di rettorica e di una lotta atletica incruenta sul terreno 
politico ed amministrativo, senza influire sul merito dell'articolo, 
il quale in sostanza, come ognuno vede, manda alla legislazione 
dell' avvenire le disposizioni che si riferiscono al sistema tribu- 
tario comunale e provinciale. 

112. — Art. 52. I comuni e le provincie possono mantenere i centesimi 
addizionali di sovrimposta ai terreni e fabbricali ammessi nei loro bilanci, 



- 281 - 

purché non eccedano il limite medio rispettivamente raggiunto nei bilanci 
1884-85-86. 

Le relative deliberazioni dovranno essere approvate, quanto ai comuni, 
dalla competente autorità tutoria e quanto ai Consigli provinciali per de- 
creto Reale, sentilo il Consiglio di Stato. 

Restano ferme le condizioni richieste dall'articolo 15 della legge 11 ago- 
sto 1870, n. 5784. 



Nota all'Art. 52, rispondente al 54 del progetto. 

Vari emendamenti furono proposti nella tornata del 4 Feb- 
braio 1886 nello intento, specialmente per parte dell'onorevole 
Corleo, di frenare le spese comunali e provinciali, gravitanti sulla 
proprietà fondiaria. In questa discussione fu l'onorevole Rudinì, 
della Commissione, che diede schiarimenti soddisfacenti. — Rias- 
sumiamoli. 

ce Quando la Commissione studiò questo delicato argomento 
si preoccupò delle condizioni dell'agricoltura e ritenne che il 
primo, il più urgente e il meno dispendioso rimedio fosse 
quello di porre un limite allo aumento costante dei centesimi 
addizionali. 

ce Più tardi la Commissione propose l'abolizione dei tre decimi 
di guerra, abolizione graduata la quale avrebbe dovuto avere 
effetto in un numero considerevole di anni. Più tardi ancora, 
cedendo alle esigenze dell' agricoltura e più d' ogni altra cosa per 
un alto sentimento di convenienza politica, noi siamo arrivati 
fino all'abolizione pressoché immediata di tre decimi di guerra ». 

A questo punto io dico, basta : « l'appetito vien mangiando, 
lo so, ma io credo che noi non faremmo gl'interessi della pro- 
prietà se eccedessimo in concessioni, che non sono sufficien- 
temente giustificate. Credo che disposizioni date con questa 
legge sieno abbastanza severe verso le amministrazioni locali. 
Io credo altresì che essi metteranno le amministrazioni locali 
medesime in imbarazzi finanziari assai ragguardevoli, le faranno 
cioè entrare in un periodo di crisi per levarsi dal quale, con 
vantaggio della pubblica cosa occorrerà grandissimo accorgimento ». 
Considerate le difficoltà delle amministrazioni locali, crede l'ora- 
tore che bisogna pur lasciare un margine alle amministrazioni 



— 282 — 

locali, per provvedere ai nuovi incessanti bisogni della pubblica 
cosa. Scagiona poscia la Commissione dalla accusa di fare un 
passo indietro nella via della libertà richiedendosi dall' articolo 
il Decreto reale e 1' approvazione del Consiglio di Stato per gli 
aumenti dei centesimi addizionali che dichiara essere una buona 
guarantigia dei contribuenti e fa appello all'autorità degli inglesi 
che richiedono ih quei casi il potere centrale. Per quanto amanti 
sinceri della vera libertà, per conto nostro riconosciamo giusto 
l'assunto sostenuto dall' onorevole Rudini che ebbe l'onore della 
conferma nella votazione dell' articolo. 

Al Senato nella tornata 28 Febbraio 1886 tre specie di os- 
servazioni importanti furono fatte, alle quali rispose il ministro 
Depretis. — La prima fu del senatore Riberi, il quale teme che 
per alcuni comuni la limitazione portata possa creare imbarazzi 
specialmente quando debbano provvedere a spese obbligatorie 
per legge. Dietro cotali osservazioni il ministro Depretis rispose : 
(e Noterò che le disposizioni degli articoli 50 e 52 per la limi- 
tazione dei centesimi addizionali dei comuni e delle provincie, 
sono disposizioni vivamente reclamate nell'interesse dell'agricol- 
tura, cioè da un grande interesse nazionale. 

« L' onorevole Riberi fa alcuni casi ; anzi il caso principale 
su cui si è fermato, è quello di spese rese obbligatorie per legge 
ai comuni, per le quali i comuni stessi fossero costretti a sor- 
passare i centesimi addizionali, allora secondo le disposizioni di 
questo articolo occorrerebbe una legge, sia nel caso dell'art. 50 
sia nel caso dell'art. 52. 

« Il legislatore ha creduto con tale proposta di prendere una 
garantia seria e d' interessare in questa parte dell' amministra- 
zione comunale la ingerenza diretta del Parlamento. I casi in 
cui i comuni sieno costretti per legge ad assumere spese obbli- 
gatorie e che perciò solo siano pure obbligati a sorpassare i cen- 
tesimi addizionali, non sono così frequenti come lo crede l'ono- 
revole Riberi. 

(( Se si vuole eseguire la legge nella sua lettera e nel suo 
spirito bisogna che siano esaminati i bilanci comunali. 

« Ora noti Y onor. Riberi che le disposizioni dell' art. 52 si 
riferiscono alla media di un triennio e che nella media di questo 
triennio vi sono molte spese facoltative. Ora nelle spese facoltà- 



- 283 - 

tive ci sono anche molte economie possibili, cosicché se, esa- 
minando il bilancio, 1' autorità politica, che deve istruire le pra- 
tiche, troverà da fare osservazioni alla rappresentanza comunale, 
affinchè essa stia nei limiti voluti dalla legge, anche senza ri- 
correre al potere legislativo si otterrà questo risultato di non 
aumentare i centesimi addizionali e di procurare ai comuni una 
economia almeno in parte onde trovar posto per le spese che 
loro sono attribuite dalla legge. 

ce Del resto non vi è altro rimedio serio. Se vogliamo ab- 
bandonare il sistema di controllo e variare queste disposizioni 
con una larghezza maggiore, io credo che non eviteremo i pe- 
ricoli che si sono voluti imitare. Se poi vogliamo seriamente 
limitare i centesimi addizionali, credo che non ci sia altro ri- 
medio che quello che sta nelle disposizioni di questi due articoli. 
Dopo di ciò sulla disposizione che esaminiamo il senatore Gam- 
bray-Digny osservava che accade in molti luoghi che Y attuale 
rendita imponibile è eccessivamente bassa, perchè nei nostri 
catasti per perfetti che siano vi sono sperequazioni, epperciò 
quei comuni che hanno una rendita imponibile bassa, per far 
fronte alle spese più necessarie sono costretti di oltrepassare i 
centesimi addizionali. Ecco come rispose lo stesso ministro De- 
pretis a tale osservazione. 

ce La condizione dei comuni in rapporto alla quantità dei 
centesimi addizionali, che impongono sui terreni e purtroppo 
anche sui fabbricati, è diversissima. 

ce Ci sono circa 180 comuni che non hanno centesimi addi- 
zionali. Sono una rarità. Ce ne è un paio di migliaia che vanno 
dall' 1 fino a 100 e non oltrepassano i 100 centesimi, che cioè 
stanno nel limite legale. Ce ne sono 5000 all' incirca i quali 
sono tutti al disopra e vanno fino ai 100 centesimi. 

(( Ora i casi contemplati dalla legge sono due, quello deter- 
minato dall' art. 50 che riguarda i comuni benedetti dal cielo 
che non hanno ancora raggiunto il limite massimo dei centesimi 
addizionali, cioè che non hanno centesimi addizionali al disopra 
di 100: e fino a tanto. che non abbiano oltrepassata questa cifra 
di centesimi addizionali, la loro gestione è libera, salve natural- 
mente le prescrizioni di legge per certe spese e il caso dei co- 
muni che 1' hanno oltrepassata. 



- 284 - 

ce óra per questi comuni V art. 50 stabilisce che occorre una 
approvazione legislativa. 

« Quindi bisogna pensare a non turbare lo stato di fatto 
dell' economia dei comuni. 

« Il limite massimo è la media di un triennio, e se si con- 
sidera che questa media del triennio dà a disposizione del co- 
mune una sufficiente quantità di centesimi addizionali, si avrà 
una somma la quale provvede ai loro bisogni. E se necessità di 
leggi impongono ai comuni di oltrepassare questa media, in 
questo caso, se non potranno essere fatte economie, se la ne- 
cessità legale sarà dimostrata, ci vorrà una disposizione legisla- 
tiva ». 

Ma la più importante osservazione su questo articolo la fece 
il senatore Vitelleschi. 

Dalle parole del Depretis esso deduce che potrebbe parere 
che la concessione fatta ai comuni che hanno oltrepassato il 
limite della imposta fondiaria sia indefinita: ossia che un certo 
numero di comuni possa indefinitamente imporre più degli 
altri, privilegio degli amministratori che si risolve in una ingiu- 
stizia degli amministrati, ce Invero vi sono comuni che hanno 
sovraimposte non perchè l' estimo catastale della loro regione 
sia basso e che per conseguenza vi siano stati costretti dagli 
obblighi che loro incombono, ma hanno sovraimposte per eccessi 
di spesa non sempre giustificabili e non sono pochi. Ma qua- 
lunque possa essere la causa che ha determinato questo stato di 
cose, dovranno questi comuni rimanere indefinitamente in questa 
condizione di privilegio, e cioè di sovrimporre e di essere so- 
vrimposti per più di quello che per gli altri comuni sia con- 
cesso ? 

ce In quale epoca, in quale termine questi comuni saranno 
ricondotti alla legge generale, vale a dire a non potere sovra- 
imporre al di là del limite concesso ? 

ce Io desidererei che il Presidente del Consiglio volesse signi- 
ficarmi quale sarà questo termine, quando avrà un fine questo 
privilegio, altrimenti avremo in Italia una parte di comuni con 
sovraimposte maggiori ed in condizioni diverse dagli altri comuni. 

« Questo stato di cose aggiungerebbe un'altra sperequazione 
a quella che già è inerente al nostro sistema tributario per quel 



- 285 - 

che concerne le provincie e i comuni ; e questa nuova spere- 
quazione sarebbe tanto più grave in quantochè, come giustamente 
osservava il senatore Riberi noi non possiamo chiamarci estranei 
ai disordini che si sono prodotti nei loro bilanci dappoiché noi 
vi abbiamo indubitatamente contribuito con 1' accrescimento delle 
spese obbligatorie. Quindi a me pare che in questo articolo 
manchi un cenno che additi quale sarà il termine di questo 
privilegio )). Sono queste del senatore Vitelleschi parole d'oro 
che corrispondono a fatti che hanno riscontro nelle condizioni 
di molti fra i comuni del regno e ne informino tre importanti 
articoli della Perseveranza del 24, 25, 26 Luglio 1886 special- 
mente intorno alle condizioni del comune di San Benedetto Pò 
cui fecero eco altre dichiarazioni relative alle condizioni di co- 
muni della Brianza. Teniamo nota della risposta data in propo- 
sito dal ministro Depretis. 

« Il caso addotto dall' onorevole senatore Vitelleschi è il più 
grave di tutti quelli che furono finora citati ; si tratterebbe di 
comuni che pagano molto d' imposta erariale, e pagano anche 
molto per centesimi addizionali e per spese non troppo ragione- 
voli ; questo se non erro è il suo pensiero. 

(( Il caso non è contemplato, né risolto da questo progetto 
di legge e non lo può essere ; sarà risolto dalla legge comunale 
quando vedremo in quali limiti dovranno essere contenute le 
spese comunali, come dovrà essere amministrata l' azienda co- 
munale e come si dovrà riparare alle spese eccessive ». In questa 
legge non si fissano limiti per le imposte e però non vi può 
essere la risoluzione di questo caso. 

(( Io spero che quando sarà portata innanzi a questo alto 
Consesso la legge comunale e provinciale, ove si tratterà anche 
delle imposte, sarà allora il caso di porre un limite all' incon- 
veniente giustamente lamentato dall' onorevole senatore Vitelle- 
schi. Vi è poi sempre 1' azione amministrativa del Governo che 
può ricondurre a più giusti confini le spese facendo eseguire 
con rigore la legge del 1874 ». Così il Depretis. 

Seguendo lo stile usato, trascriviamo le disposizioni di legge 
citate dall'articolo e richiamate nella discussione. 



- 286 - 

Allegato G della Legge 11 Agosto 1870. 
Disposizioni relative ai comuni ed alle provincie. 

Art. 1. 

Alle facoltà accordate ai comuni nell' art. 118 della legge 
20 Marzo 1865 N. 2248, si aggiunge quella d' imporre tasse 
speciali di esercizio e rivendita di qualunque merce ad eccezione 
dei generi riservati al monopolio dello Stato. 

Art. 2. 

Sono assegnate ai comuni le tasse stabilite dai N. 31, 32, 33 
della Tabella annessa alla legge 26 Aprile 1868, e contemplate 
nell' art. 3 della stessa legge'; ferme le disposizioni di sicurezza 
pubblica riguardo agli esercizi predetti. 

Art. 3. 

I comuni potranno inoltre imporre una tassa sulle vetture 
pubbliche e private -e sui domestici. 

Art. 4. 

La tassa sulle vetture, dove sarà stabilita, sarà dovuta dai 
possessori o concessionarj di vetture sì pubbliche che private, 
tanto per uso proprio, che per oggetto di speculazione e per 
servizio altrui. 

Art. 5. 

La tassa sulle vetture private che sieno fregiate di stemmi 
ed emblemi gentilizi, potrà essere maggiore della tassa stabilita 
per le altre vetture private. 

Le gondole o barche di lusso sono parificate alle vetture. 

Art. 6. 

La tassa sulle vetture pubbliche sarà dovuta nel comune 
dove è stabilita la sede principale del servizio. 

Quando manchi un criterio per stabilire quale sia la sede 
principale del servizio delle vetture pubbliche questa si riterrà 
nel comune più popoloso. 



- 287 - 
Art. 7. 

Nascendo contestazione fra comuni della medesima provincia 
deciderà la Deputazione provinciale sopra reclamo dei contri- 
buenti che avessero pagati in due comuni diversi. 

Se i comuni appartengono a provincie diverse, deciderà con 
suo decreto il Ministro dell' interno. 

Art. 8. 

I comuni potranno dividere le vetture in varie categorie e 
sottoporle ad una tassa diversa. 

Art. 9. 

La tassa sulle vetture pubbliche di prima e seconda categoria 
per gli anni 1867, 1868, 1869, 1870 è ceduta ai comuni nei 
quali esistono od hanno la loro sede principale i relativi esercizi. 

Lo Stato restituirà ai comuni le somme riscosse per tale 
titolo dedotte però le spese di percezione. 

Art. 10. 

La tassa sui domestici, dove sarà stabilita, dovrà essere cor- 
risposta da chiunque tenga a sua disposizione domestici per ser- 
vizio suo e della sua famiglia, senza distinzione se i detti dome- 
stici ricevono o no V alloggio o il vitto dalle persone da cui di- 
pendono. 

Art. 11. 

La tassa sarà pagata nel comune dove si ha la residenza. 

Art. 12. 

Con Decreto Reale, sentito il Consiglio di Stato, saranno 
determinate le norme principali a seguirsi per l'applicazione delle 
tasse sulle rivendite ed esercizii sulle vetture e sui domestici. 

I Regolamenti comunali dovranno uniformarsi alle prescri- 
zioni che saranno date nel Decreto sopraccennato e dovranno 
essere approvati dalla Deputazione provinciale. 

Art. 13. 

È abrogato il Decreto legislativo 28 Giugno 1866 N. 3022 



- 288 - 

che stabilisce una tassa Governativa sulle vetture pubbliche, 
private e sui domestici. 

Sono però mantenute le esenzioni stabilite negli art. 11 e 12 
del decreto predetto. 

Art. 14. 

A cominciare dal 1° Gennaio 1871 e sino a che non sia prov- 
veduto con legge speciale, lo Stato cede alle provincie quindici 
centesimi della tassa Governativa imposta sui fabbricati esistenti 
in ciascuna provincia. 

Art. 15. 

È accordato un compenso ai comuni sull' Erario nazionale 
per gli anni 1871, 1872 e 1873 pagabile in rate semestrali ed 
eguali al 30 per cento della massima somma che essi potevano 
sovrimporre a titolo di centesimi addizionali alla tassa di ric- 
chezza mobile, sulla base dei ruoli del secondo semestre del 
1879 ed anno 1870. 

Le Deputazioni provinciali non potranno permettere che sia 
ecceduto il limite fissato dalla legge per la sovraimposta sulla 
tassa fondiaria, ove i comuni non si siano valsi del dazio di 
consumo, delle tasse concesse dalla presente legge e d' una al- 
meno delle altre tasse loro concesse col Decreto legislativo del 26 
Giugno 1866 e con la legge del 26 Luglio 1868 ne potranno i 
Prefetti rendere esecutorio il ruolo della sovraimposta sulla fon- 
diaria, in quella parte che eccede il limite fissato dalla legge, se 
non abbiano verificato il contemporaneo ordinamento delle tasse 
suddette. 

Art. 16. 

A partire dal 1° Gennaio 1871 sono classificate le tre spese 
obbligatorie dei comuni. 

l.° La metà delle spese pel corpo dei militi a cavallo isti- 
tuito nelle provincie Siciliane, ad eccezione degli ispettori che 
rimangono a tutto carico dello Stato. 

Tale concorso sarà però solo del quarto della spesa per il 
primo anno ; 

2.° Le spese per la vaccinazione nei comuni delle provincie 
Toscane ; 



- 289 - 

3.° Le spese relative ai fabbricati delle carceri pretoriali 
ed alla custodia e al servizio sanitario dei detenuti in queste 
carceri nei comuni delle provincie Venete e di Mantova. 

Art. 17. 

La quota dei comuni pel riparto delle spese relative ai mi- 
liti a cavallo, sarà stabilita in base alla spesa complessiva risul- 
tante dai ruoli organici della forza per ogni sezione, ed in ra- 
gione della rispettiva popolazione e del contingente principale 
dell' imposta fondiaria. Nel liquidare le rate dovute dai comuni 
si seguiranno le disposizioni dell' art. 25 della legge 20 Marzo 1865 
allegato B. 

Occorrendo di variare il ruolo organico, si eseguiranno le 
disposizioni dell'art. 24 della legge sopracitata, ma a luogo dei 
comuni saranno intese le Deputazioni provinciali. 

Art. 18. 

Le spese della Conservazione del virus (vaccino) passeranno 
fra quelle obbligatorie della provincia per la Conservazione del 
vaccino sarà fatta a cura della Deputazione provinciale. Sarà 
permesso alle provincie di costituire dei Consorzi a questo ef- 
fetto. 

Il Ministro delle Finanze 
Quintino Sella 

Art. 3 della legge concernente V avocazione allo Stato dei 15 
centesimi dell'imposta sui fabbricati già assegnati alle pro- 
vincie. 24 Ghigyio 1874 N. 1961. 

L'aumento dei centesimi addizionali sull'imposta fondiaria 
oltre il limite massimo fissato dalla legge, e salva la disposizione 
dell'alinea dell'art. 15, allegato della legge di Agosto 1870 
N. 5784, non sarà concesso ai comuni dalla Deputazione provin- 
ciale, se non è destinato a spese obbligatorie, o a spese facolta- 
tive che dipendono da impegni precedenti alla pubblicazione di 
questa legge ed abbiano carattere continuativo. Trattandosi di 
spese obbligatorie la Deputazione provinciale non concederà il 
detto aumento, se non è tenuto nei limiti del necessario per 
eseguire le disposizioni della legge. 

19 



- 290 — 

113. — Art. 53. Le spese che le provincie votassero, a titolo di anticipa- 
zione, per l'accelerata formazione del catasto, giusta l'art. 47, non saranno 
prese a calcolo nel determinare i limiti dell' imposta fondiaria provinciale 
fissati dagli articoli 50 e 52. 

A misura che le spese suddette saranno rimborsate dallo Stato, la somma 
del rimborso andrà in diminuzione della sovrimposta votata nell'anno. 

Nota all'Art 53. 
Nessuna osservazione. 

114.— Art. 54. Verrà distribuita a carico di tutti i compartimenti del 
Regno la parte di contingente la quale dovrebbe ricadere sulle provincie 
venete e lombarde di nuovo censo per effetto del ricensimento della bassa 
Lombardia e del Mantovano, autorizzato dalla legge 23 giugno 1877, n. 3904 
(Serie 2*). 

Il Governo è autorizzato a sospendere le operazioni di detto rincensi- 
mento in quei territori nei quali al lo gennaio 1888 non fossero ultimate, 
commisurando i relativi contingenti secondo il rapporto del vecchio al nuovo 
estimo che sarà riconosciuto più conforme ai risultati dei ricensimenti 
compiuti. 

Compiuti i lavori del catasto nel compartimento Modenese, sarà applicata 
alle provincie che lo compongono la disposizione d'i 4° alinea dell'art. 47. 
Per le spese sostenute finora dalle provincie suddette nella formazione del 
nuovo catasto, lo Stato non dovrà loro compenso alcuno ma non verrà loro 
chiesta alcuna ulteriore anticipazione pel sollecito suo compimento. 

I comuni del compartimento Ligure-piemontese che, colle leggi 29 giu- 
gno 1882 e susseguenti di proroga, vennero messi in tempo a tornare agli 
antichi allibramenti, pel riparto dei rispettivi contingenti godranno di questo 
beneficio fino all'attuazione del catasto stabilito dalla presente legge. 

Nota air Art. 54, rispondente air Art. 55 del progetto. 

Nella tornata del 2 Febbraio 4886 fu presentata un'aggiunta 
all' articolo 47 del progetto che ora costituisce il fondamento 
del secondo capoverso dell' art. 54. Ecco P aggiunta : 

« Compiuti i lavori del catasto del compartimento Modenese 
sarà applicata alle provincie componenti il compartimento stesso 
la disposizione del 4° allinea del precedente articolo, quantunque 
non venga da esse fatta P antecipazione di cui all'allinea 3 del- 
l' articolo medesimo ». 

Firmato dai deputati : Fornaciari, Sorniani-Moretti, Borsari, 



- 291 - 

Gandolfì, Levi, Basini, Quartieri, Fabbricotti, Fabrizj, Aroldi, 
Morandi, Basetti G. L. 

Giova poi riportare le parole profferite in quella seduta dal- 
l' onorevole Fornaciari sulla proposta aggiunta. 

« La mia proposta per )' aggiunta dell'articolo, ha principal- 
mente lo scopo di non ritardare il compimento delle operazioni 
catastali, ordinate dalla legge del 4 Gennaio 1880 pel comparti- 
mento Modenese. Premetto che queste operazioni sono già bene 
avviate e condotte a norma di apposito regolamento, le cui di- 
sposizioni combinano in gran parte con quelle della legge in 
discussione. 

ce Ma se si volesse applicare la disposizione dell' articolo che 
abbiamo ieri già votato (47), questi lavori non potrebbero essere 
accelerati, se non nel caso che le provincie interessate facessero 
V antecipazione della metà delle spese. Ora mi preme far rilevare 
alla Camera che le provincie Modenesi non si trovano in grado 
di fare questa antecipazione la quale è molto grave, perchè pel 
compartimento Modenese bisogna fare quasi per intero il rileva- 
mento geometrico e le mappe, e le provincie stesse sono molto 
aggravate, in quanto che hanno per opere idrauliche un contri- 
buto fortissimo e debbono del pari concorrere per la costruzione 
di ferrovie e di molte strade di serie e per altre spese, le quali 
hanno impegnate talmente le sovrimposte provinciali, che io 
credo, massime colle disposizioni che voteremo in seguito, sui 
limiti delle sovrimposte stesse, che sarebbe interdetto ad esse di 
poter fare la richiesta antecipazione. E se esse non fanno ante- 
cipazione, i lavori del compartimento Modenese non andrebbero 
con quella celerità che è a desiderarsi, perchè si è sempre detto 
che il catasto del compartimento Modenese dovea in certo modo 
servire come utile esperimento pel catasto generale. La proposta 
dunque che io assieme ad altri colleghi di quelle provincie ho 
presentato, ha per iscopo questo che in quelle provincie sia af- 
frettato il catasto senza bisogno dell' antecipazione, perchè credo, 
lo ripeto, che le dette provincie non saranno in grado di fare 
antecipazione ed allora che cosa accadrà ? Accadrà che quei la- 
vori per necessità di cose, saranno condotti con lentezza. Arri- 
vati poi alla fine dell' operazione catastale, io ritengo che sarà 
necessaria l'applicazione dell' aliquota del 7 per cento per una 



- 292 — 

ragione speciale che vado ad indicare ed è questa. Io suppongo 
che la provincia di Mantova per avere V aliquota del 7 p. O/o 
domanderà di poter fare l'immediato ricensimento del suo terri- 
torio a norma dell'attuale legge, perchè è una di quelle Pro- 
vincie che hanno già il. catasto geometrico. Della provincia di 
Mantova fanno parte i distretti Mantovani al di qua del Po, i 
quali sono finitimi alle provincie di Modena e Reggio. Si veri- 
ficherebbe adunque il caso, compiuto il catasto Modenese e il 
ricensimento Mantovano, che terreni attigui, le cui rendite sono 
accertate cogli stessi metodi, potrebbero avere una aliquota di- 
versa. Di qui la necessità che si imporrebbe alla Camera di 
adottare allora un provvedimento che autorizzasse ad imporre 
1' aliquota del 7 p. O/o alle provincie Modenesi. Sicché credo sia 
meglio provvedere ora a ciò che dopo un certo tempo dovremo 
fare per una evidente ragione di giustizia. Credo altresì che sia 
opportuno l'adottare la mia proposta, per la ragione che affret- 
tando i lavori nel compartimento Modenese si formerebbe già 
un corpo di periti catastali esperti, i quali potrebbero poi ser- 
vire opportunamente per le operazioni nel resto del Regno. 

« Se invece non si continuano quei lavori con molta alacrità, 
e ciò accadrebbe non facendo le provincie interessate P anteci- 
pazione di metà della spesa giusta V ultimo articolo votato, si 
andrà per le lunghe ed il benefizio che ho indicato, non si ot- 
terrà ». Fin qui il Fornaciari. 

La discussione di questo articolo fu sospesa nella detta seduta 
per far luogo a quella degli altri che abbiamo annotati, e fu 
ripresa nell'adunanza delli 4 Febbraio 1886 dopo che fu studiata 
dai deputati proponenti Y aggiunta nel seno della Commissione, 
la quale nella compilazione del capoverso sulla base della pro- 
posta di essa al quale si aggiunse P inciso : Per le spese soste- 
nute finora dalle provincie suddette (Modenesi) nella forma- 
zione del nuovo catasto, lo Stato non dovrà loro compenso 
alcuno, la quale aggiunta fu nella detta Seduta accettata dal- 
l' onorevole Fornaciari anche a nome dei suoi colleghi. Dopo di 
ciò crediamo non sia inutile il riassumere alcune fra le osser- 
vazioni più importanti sull' intestato articolo, ultimo della legge, 
il quale in sostanza passò alla Camera come fu proposto dalla 
Commissione. 



- 293- 

Sulla prima parte dell' articolo, il deputato Plebano trova che 
esso parte dalla legge del 22 Gennaio 1877 di cui tesse la storia 
e dimostra che contrariamente a quella legge che ebbe per ri- 
sultato di aggravare il compartimento Lombardo e questo articolo 
tende a sollevarlo a pregiudizio degli altri compartimenti che 
devono essi pure subire le modificazioni vantaggiose. Il deputato 
Gagnola difese V articolo concertato dalla Commissione special- 
mente con dati storici legislativi che raccogliamo dalle sue parole : 

« La legge del 1807 in forza della quale si iniziò il ricensi- 
mento del Lombardo-Veneto, richiedeva che le operazioni si esten- 
dessero a tutto il territorio, senza riguardo a quello che già 
aveva il catasto Milanese. 

« La patente stessa del 1817 prescriveva che le operazioni 
si estendessero a tutto il territorio, senza riguardo a quello che 
già aveva il catasto Milanese. 

« La patente stessa 1817 prescriveva che le operazioni si 
estendessero a tutto lo Stato e disponeva testualmente continui 
per ora lo stato attuale, ed ordinava che solo provvisoriamente 
si levasse la imposta fondiaria sul catasto in corso. 

« Il nuovo censo venne applicato dal 1845 al 1853 nelle Pro- 
vincie che non avevano il censo Milanese. Allora si parlò di 
fondere i due censimenti, ma questo non si voleva dai territori 
di censo vecchio. Però si decise che vi si procedesse e si ini- 
ziarono le operazioni per trovare il rapporto tra il reddito cen- 
suario ed il reddito reale nei territori di due catasti come base 
delle loro fusioni. Si procedeva allora in tempo prossimo al 1828 
epoca cui riferivasi lo stato dei fondi nel censo nuovo. Inoltre 
si fece ricorso non ad elementi così soggetti alla volontà ed alle 
condizioni nelle quali si trovano le parti, quali sono i contratti 
di compra e vendita, ma sibbene al reddito reale dei fondi e si 
eseguirono perciò delle perizie giudiziarie per non meno di di- 
ciotto milioni nei fondi dei due territori. I rapporti che risulta- 
rono da queste operazioni furono alquanto diversi tra 1' alta, la 
media e la bassa Lombardia e si adottò una cifra media cioè 
che una lira di rendita di vecchio censo, avesse a sostenere un 
tributo eguale a L. 2.64 di nuovo censo. Con risoluzione del 
Maggio 1854 venne ordinata l'applicazione. Ma si noti che tre mesi 
dopo, cioè con risoluzione 10 Agosto 1854 si ordinava anche la 



- 294 - 

continuazione delle operazioni del censimento del territorio a 
censo Milanese. 

a Le operazioni infatti continuarono lentamente per molte- 
plici cause, ma non si interruppe mai. 

« La unione di territori ricensiti ai territori di nuovo censo 
cominciò assai prima del 1876. Si è provveduto con una speciale 
disposizione per la Valtellina nel 1865. Nel 1874 erano compiute 
le operazioni per 209 comuni dell'alto Milanese nel 1876 ag- 
giunse la provincia di Como e finalmente lo furono 12 comuni 
nel Mantovano nel 1880. 

« Ma nel frattempo, sulla base dello spoglio di semplici con- 
tratti di vendita la Commissione creata per preparare la legge 
1864 alterò il coeffìcente di conguaglio dal vecchio al nuovo 
censo di 2.64 a 3.25 e la proposta passò nella legge. Però le 
successive operazioni di reincensimento vennero a correggere 
quell'errore contro il quale si era levato il membro più compe- 
tente della subcommissione lombarda, il marchese del Maino con- 
sigliere della Giunta del Censimento e contro cui aveva scritto 
e parlato il relatore stesso della legge del 1864 l' onorevole 
Allievi. 

« Vi ha di più. La legge 1877 ordinò si compiesse in quattro 
anni il ricensimento della bassa Lombardia ; ma poiché le ope- 
razioni procedevano lentamente si nominò una Commissione con 
Decreto Reale 9 Agosto 1881 affinchè prendesse in esame l'anda- 
mento delle operazioni stesse e le cause del ritardo. 

(( Orbene questa Commissione ebbe a rilevare con somma 
sua meraviglia che le operazioni di ricensimento riconducevano 
per la imponibilità alla proporzione del 1884 correggendo la al- 
terazione introdotta nel 1864. Vi è anzi da notare una circostanza 
ancora più convincente. La stessa Commissione ispettrice eseguì 
per saggio le operazioni di stima per trentanove comuni del 
territorio da ricensire. 

(( L'onorevole Ministro delle Finanze ha annunziato che dove 
sono compiute le stime cioè, nelle provincie di Milano emerge 
appunto un coeffìcente da 2.75 a 2.80 quale già la Commissione 
del 1881 per operazioni sue proprie aveva ritrovato. Io potrei 
dimostrare che per Como e per 1' alto Milanese, le cifre che sono 
risultate dal censimento sono conformi a quelle che emergevano 



- 295 - 

dal loro speciale rapporto col nuovo censo, secondo i lavori che 
condussero nel 1854 alla determinazione del coefficente medio 
di 2.64. È dunque dimostrato nel modo il più convincente che 
il territorio della bassa Lombardia ha sostenuto un sopragravio 
ingiusto dal 1864 in qua, cioè quello del 1807, del 1854 e del 
1877 : quindi abbiamo il dovere di compiere questa operazione 
imposta anche dalla perequazione interna. Non regge l'afferma- 
zione che i lavori che si fanno non sieno utilizzabili, io potrei 
dimostrare autorevolmente che i rilevamenti attuali sieno secondo 
lo stato d'oggi e come ben poco resti a fare per renderli quali 
li vuole la legge che stiamo discutendo ». 

Questo riassunto storico legislativo congiunto all'analisi dei 
fatti col sistema di esame, posero in chiaro la ragionevolezza 
delle disposizioni portate dai due primi allinea dell'intestato 
articolo. Ma era serbato al compianto Minghetti lo spargere 
luce anche su codesto riguardo e non ci dobbiamo dispensare 
dall' approfittarne. Premise il Minghetti che quando il Governo 
propose il condono di tre decimi espose anche che in pari 
tempo era necessario riparare ad una ingiustizia che era tra- 
scorsa per le provincie Lombardo-Venete colla legge 23 Giu- 
gno 1877, il che si può fare senza alterare la fissità dei contin- 
genti poiché col ripartire su tutti i compartimenti e come si 
dispone nel primo allinea dell'articolo il maggiore aggravio deri- 
vato al Lombardo- Veneto per la legge del 1877 equivaleva a dire 
che dall'abbuono generale a favore di tutti i compartimenti del 
Regno si dovesse prelevare L. 600,000 che rappresenta il detto 
maggiore aggravio del Lombardo- Veneto derivatogli dalla detta 
legge. Il lettore troverà il testo di quella legge al N. 68 ; e 
ad esso potrà ricorrere per la maggiore intelligenza delle osser- 
vazioni. 

Ma riportiamo il testo delle parole dell'on. Minghetti relatore 
che servono ad un tempo di commento alla detta legge 23 Giu- 
gno 1877 e del primo comma dell'articolo che stiamo annotando. 

« Ma i contingenti, soggiunse il Minghetti, salve le disposi- 
zioni che si sono accennate, rimarranno fermi per guisa che se 
per esempio neh' applicazione dell'aliquota del 7 p. 0/o ad una 
provincia vi fosse una diminuzione nel contingente provinciale, 
evidentemente questa andrebbe a danno dell'erario e non sarebbe 



- 296 - 

reimposta e questo è bene sia chiarito ancora. Che poi la legge 
del 1877 sia stata dura e mi sia lecito il dire, iniqua verso il 
compartimento Lombardo-Veneto egli è evidente perchè i risul- 
tati i quali venivano da un censimento nuovo e si credevano 
favorevoli, furono invece dannosi ed invece di sgravare quel com- 
partimento che si credeva il più aggravato, esso venne aggra- 
vato maggiormente di quello che era prima. 

ce Ora questa questione di equità bisogna tenerla presente e 
non bisogna per questione di poche centinaia di mila lire che 
verrebbero detratte da tre decimi sollevare una questione così 
grave ». — Queste osservazioni furono fatte dal Minghetti a 
schiarimento del primo allinea dell'articolo. 

Quanto poi al secondo, ecco le altre sue parole : 
ce II secondo capoverso non fa altro che stabilire, che ogni 
qualvolta al 1° Gennaio 1888 non sia finita l'opera del censimento 
nuovo, lo si debba sospendere ; ed in verità ci troveremo poi ad 
avere allora due operazioni allo stesso tempo e non sarebbe ra- 
gionevole ed allora si sospenderà commisurando i contingenti 
secondo il rapporto del vecchio e nuovo estimo sulla base dei 
risultamenti già ottenuti ». (V. Seduta della Camera dei Deputati 
5 Febbraio 1886). 

Nella stessa memoranda seduta il Presidente del Consiglio 
Depretis mentre riconobbe e confermò la ingiustizia che risul- 
tava alle provincie Lombardo-Venete caricate ultroneamente di 
L. 600,000, sostenne che non poteva il Governo sopportarne il 
carico oltre la diminuzione dei tre decimi dalla quale doveva 
prelevarsi la detta somma. 

Dopo tali discorsi che chiarivano il concetto del legislatore 
e dimostrano la giustizia riparatrice della disposizione, fu appro- 
vato dalla Camera come fu proposto dalla Commissione e con- 
cordato col Ministero e come si legge nel testo della legge. 
(V. Seduta 5 Febbraio 1886.) 

Appendice alla presente Nota. 

Compiutasi così la votazione degli articoli, il relatore Min- 
ghetti espose le piccole correzioni di forma agli articoli votati 
che furono accolti dalla Camera e che troviamo utile riassumere 
per completamento di queste note sulla discussione fatta sempre 



- 297 - 
nell' intento di interpretare le singole disposizioni e porre in 
chiaro le razionali di esse e poiché le correzioni stesse furono 
tutte approvate, le riassumiamo senza tener conto delle singolari 
approvazioni. 

Nella coordinazione della legge furono prima di ogni cosa, 
fuse in uno solo, i due titoli nei quali la legge era divisa. 

Nell'art. 1 la parola uniforme fu posta dopo la parola par- 
ticolare, per modo che fu approvata la dizione alla formazione 
di un catasto geometrico uniforme. All' articolo 6 fu ripetuto 
quanto appariva dall' art. 5 aggiungendovi le parole l'assenza loro 
non sospendeva il corso delle operazioni. All' art. 7 invece di 
agenti catastali fu sostituita la parola periti catastali e tolta la 
parola alcuni prima di quelle dell'assenza dei rappresentanti che 
prima figuravano. Nell'art. 11 fu soppresso il riferimento del- 
l'art. 14. Nell'art. 14 invece di detrazione sul reddito si pose 
detrazione dal reddito. All' art. 15 fu corretto un errore di gram- 
matica, alla parola appartengono fu sostituita 1' altra appartengano. 
Le modificazioni pel concetto di confronto delle parole ai mi- 
gliori di cui all' art. 17 fu rimandato a provvedervi il Regola- 
mento. All'art. 19 nel 1° capoverso invece delle parole da un 
'perito nominato figurano e di un presidente nominato. All'art. 21 
invece dai periti catastali = da 'periti Catastali. Al 23 penul- 
timo capoverso invece di il terzo sostituto un terzo. Nel 28 nel 1° 
capoverso alle parole uffìzio centrale due volte nel primo allinea 
furono sostituite l'altre Commissione centrale. Nel capoverso del- 
l' art. 29 alla parola superfìcie fu sostituita estensione. Nel 30 
invece di con regolamento col regolamento. Nel 35 al primo 
comma si sostituì alV estimo catastale invece dell' estimo ca- 
tastale che prima vi era. Al N. 2 invece di inscritti si dice non 
ancora censiti, invece lo stralcio dal catasto fondiario pel tra- 
sporto di un fondo al catasto dei fabbricati urbani si dice più 
chiaramente come si legge nell' articolo Lo stralcio di un ter- 
reno del catasto fondiario pel suo trasporto al catasto dei fab- 
bricati urbani. 

L'ultimo capoverso poi fu trasferito all' art. 38 e divenne 
infatti il secondo. L'ultimo capoverso dell' art. 38 come si è visto 
nel riassunto della discussione medesima. 

Finalmente fu aggiunta la copulativa e prima delle parole 



- 298 - • 

nelV applicazione di qualità di classe. All' art. 39 furono ag- 
giunte alla fine del primo comma le parole occorrenti per le 
spese del catasto. 

All' art. 43 fu aggiunto il riferimento cho si trova espresso 
colle ultime parole dell' articolo di che all' art. 38. 

Al 47 furono sostituite alle parole Y aliquota dell' imposta 
le altre Y aliquota dell'imposta. L' ultimo capoverso dell' art. 54 
fu invece posto nell' art. 48 ed invece del riferimento allo stesso 
articolo si deve dire sui detti beni. 

Nell'art. 50 dove diceva la facoltà nelle provincie e nei co- 
muni di sovrimporre all' imposta ecc. deve dirsi sovraimporre 
all' imposta ecc. Nel secondo capoverso vi fu un cangiamento nei 
riferimenti degli articoli. 

Finalmente nell' art. 54 furono aggiunte le parole il Governo 
è autorizzato a sospendere le operazioni di detto ricensimento 
in quei territori nei quali nel 1° Gennaio 1888 non fossero 
ultimate. 

Codeste modificazioni per la più parte di forma, poche per 
qualche punto importante e nello insieme per coordinamento delle 
varie disposizioni, furono approvate come furono proposte dal 
relatore Minghetti. 

Lo insieme della legge così come riesci coordinata e compi- 
lata fu votata nella seduta del 5 Febbraio 1886 con voti 290 fa- 
vorevoli contro 91 contrari. 



PARTE QUARTA 



Studi sul Catasto giuridico probatorio nei rapporti colla legge 

1° Marzo 1886, 

concernente il riordinamento della imposta fondiaria. 



CAPO QUARTO 



115. Gli uomini insigni che si distinguono e si innalzano 
al di sopra degli altri nei varj rami dello scibile umano, precor- 
rono colle loro idee i tempi nei quali vivono e manifestano pen- 
samenti tali che sembrano propri di epoche posteriori, siccome 
risultato del processo evolutivo che si svolge colla civiltà. Fran- 
cesco Melegari, parmense, fu nel principio del secolo giurecon- 
sulto fra i più stimati e poiché negli stati parmensi la ristau- 
razione politica del 1815 avea, la mercè di una illuminata Reg- 
gente, risparmiate le istituzioni, specie le legislative, negli anni 
1817-18-19 il Melegari fece parte della commissione ordinatrice 
del progetto del codice civile, compilato nel 1815, ed in un suo 
rapporto scriveva : ce Se la legge somministri dei mezzi sicuri 
ce per evitare, volendo, e l' una frode e l' altra, non sarà essa 
« umanissima, provvidentissima e quale avere la devono gli uo- 
« mini uniti in società ond' essere garantiti nei loro diritti e 
« protetti nelle loro giuste pretensioni ? Or bene : siffatta legge 
« vi è, tosto che la medesima, tenendo nota di tutte le muta- 
« zioni di proprietà, di tutte le imposizioni reali, offre alla co- 
« gnizione di ognuno chi è l'ultimo vero proprietario e quali 
« oneri trasmissibili ai terzi gravitano sugli stabili. I legislatori 
ce dell'Europa sembrano intimamente persuasi, almeno in genere, 
« di questa verità, ma la più parte di loro non ha adottato se 
« non mezze misure ». 



- 300 - 

Codesta aspirazione del Melegari fu secondata in parte col- 
P istituto della trascrizione applicata in Francia, poscia in Italia 
alcuni anni dopo. Lo stesso Melegari più oltre scriveva : ce il 
« Catasto presenta al pubblico il catalogo o repertorio delle 
et possidenze e del loro approssimativo valore ; il registro pre- 
ce senta un pubblico inventario le cui risultanze dovrebbero es- 
ce sere presentate con facilità al pubblico con indici generali ben 
ce fatti. L' Uffizio delle ipoteche rappresenta il passivo ». Erano 
codesti i prodromi di un catasto coordinato e disposto per modo 
da potere elevarsi ad elemento principale di prova giuridica, al 
quale si potrebbe coordinare P uffìzio ipotecario per raggiungere 
ciò che altri popoli inciviliti posseggono, gli elementi cioè pronti 
e sicuri pel maneggio facile, spedito, e senza spese e cure che 
ne paralizzano gli effetti, al servizio di tutte le traslazioni di pro- 
prietà, ma in particolar modo del credito fondiario ed agricolo. 
A questa meta ci condurranno gli odierni ordinamenti legislativi 
e quegli altri complementari che si propongono i nostri legisla- 
tori di aggiungere ? Veggiamolo. 

Nella relazione ministeriale Minghetti per la legge di ripar- 
tizione e perequazione che fu poi sanzionata il 1° Marzo 1886 si 
legge quanto segue : 

ce ci è sembrato che il punto ordinario di vista sotto 

ce cui si considera fra noi il catasto, e P uffizio che gli si attri- 
ce buisce di un semplice strumento tributario, allo scopo di stan- 
ce ziare e ripartire P imposta con quel maggior grado di unifor- 
ce mitàche può praticamente sperarsi, non sia ne il solo ed esclusivo, 
ce né per avventura il principale ; e che ad altro ufficio di ca- 
cc rattere civile e giuridico, sia pur da mirarsi, cioè il più esatto 
ce accertamento della proprietà immobiliare e relativi diritti reali ». 
Ma nella discussione parlamentare non si manifestarono che pal- 
lide aspirazioni, e per parte del Ministero non si ebbero finora 
che di quelle tali promesse dall' attender corto; speriamo can- 
geranno presto natura. In questo periodo di aspettazione di di- 
ritto costituendo, la stampa, specialmente scientifica, ha obbligo 
precipuo di occuparsi della grave questione : e ci affrettiamo a 
far plauso a chi ne diede la iniziativa. 

Un caro e stimato amico e collega dello scrivente, l'avvocato Ip- 
polito Luzzati, autore stimato della ce trascrizione » e dei ce privi- 



- 301 - 

legi », ne diede la iniziativa con alcune lettere nella Gazzetta del 
Popolo (1) delle quali vale la pena di farne un esame analitico, 
corredato delle osservazioni opportune. 

Il Luzzati nel primo capitolo dimostra la necessità del catasto 
geometrico e la precisa delimitazione fra le proprietà. Esso fa 
appello agli articoli 4473, 1475 del codice civile, che dice dettati 
appunto per la incertezza dei confini e delimitazione degli stabili. 
Non conveniamo in cotale apprezzamento sullo spirito onde sono 
dettati i citati articoli. Invero ci sembra che i principii ispiratori 
di essi abbiano lo intento di stabilire delle regole per determi- 
nare il prezzo della vendita, quando essa sia fatta per quantità; 
ma per cotali norme non è influente che vi sia o non vi sia il 
catasto geometrico. Non è per questo che noi vogliamo discono- 
scere la utilità della esistenza delle tavole catastali per regolare 
in genere i rapporti civili e rendere meno facili le contestazioni, 
convenendo col Luzzati che alla incertezza nella condizione di 
fatto della proprietà, corrisponde la incertezza delle sue condi- 
zioni giuridiche ; per lo che è un fatto che per cotali incertezze 
rimane relativamente senza conseguenze positive lo istituto della 
trascrizione nel nostro codice civile del 1866. E il Luzzati che 
ciò asserisce, e noi gli facciamo eco. 

In un successivo capo il Luzzati sostiene la tesi, che la man- 
canza di sicurezza della proprietà immobiliare e la grandissima 
difficoltà di provarne la estensione materiale non solo, ma l'ap- 
partenenza, oltre ad essere causa del numero esorbitante delle 
liti che si verificano in Italia sulle identità, sono la causa pre- 
cipua dello scarso svolgimento che trova presso di noi il credito 
fondiario. Il Luzzati enumera colle statistiche i motivi di cotale 
scarso svolgimento ed accenna appena alla difficoltà della dimo- 
strazione del possesso trentennale per acquisto o per successione, 
la quale dimostrazione sarebbe facilitata col catasto probatorio 
giuridico. Su cotali difficoltà che si presentano per le operazioni 
di credito fondiario, ci pare siavi premio dell' opera lo intratte- 
nerci. Primo estremo infatti della sicurezza del prestito di fronte 
alla nostra legislazione civile è che sia giustificata la proprietà 



(1) Raccolte e pubblicate in un opuscolo, dalla Unione Tipografica To- 
rinese nel 1886. 



- 302 - 

di chi costituisce l'ipoteca. Per cotale giustificazione adunque è 
necessario che il certificato censuario contenga la storia dei pas- 
saggi di proprietà retroattiva di un trentennio, che rappresenta 
il. termine della prescrizione. Seguendo le traccie di cotale istoria, 
fa duopo ricercare tutti i documenti autentici che comprovino i 
passaggi di proprietà, accompagnandoli delle note e certificati di 
trascrizione per quelle provincie e per quelle epoche in cui av- 
vennero i passaggi istessi di proprietà, nelle quali, secondo le 
relative leggi, era necessaria la trascrizione agli effetti verso i 
terzi. Mi spiego con un esempio : suppongasi che si tratti di un 
mutuo da farsi sopra proprietà poste nelle provincie lombarde 
che erano rette dalla legislazione austriaca, giusta la quale l'isti- 
tuto della trascrizione non esisteva. Or bene, se in quel caso è 
necessario giustificare i passaggi di proprietà mediante docu- 
menti autentici, sia che derivino da atti tra vivi che di ultima 
volontà, poiché vigeva in quelle provincie lo istituto della aggiu- 
dicazione ereditaria, cogli atti di aggiudicazione di eredità non 
può essere richiesta la prova della trascrizione, il cui istituto non 
era vigente. Cotale prova invece è richiesta soltanto pei passaggi 
di proprietà verificatisi dopo la unificazione della nostra legis- 
lazione e l'applicazione a quelle provincie, del codice civile, nel 
quale Y istituto della trascrizione ha sua piena efficacia. Così si 
applica dai vigenti istituti di credito uguale sistema, a norma 
delle condizioni legislative in cui si trovano le varie provincie, 
cogli atti di notorietà, mediante deposizioni giurate di quattro 
testi davanti il pretore. 

Codesto processo di dimostrazioni, in ordine alle quali sareb- 
bevi da notare una serie di inconvenienti, di che non abbiamo 
mancato di tener parola nel nostro ce Manuale del Credito Fon- 
diario » (Eredi Botta, 1886), crediamo sia un vero impedimento 
dirimente le operazioni di credito fondiario. Ed il Luzzati infatti 
nelle lodate lettere dimostra, come già dicemmo, tali dimostra- 
zioni riescire così insufficienti per ogni rapporto, che, senza un 
provvedimento radicale, divengono pressoché inutili gli studi ac- 
curati dei pubblicisti ed i perfezionamenti legislativi speciali per 
lo istituto, che per verità sono pregievoli. 

Non possiamo seguire il nostro egregio amico nelle sue suc- 
cessive lettere alla Gazzetta del Popolo, che alcune di esse si 



- 303 - 

riferiscono ad una critica al progetto della legge di perequazione, 
che ormai è legge positiva; vogliamo però fare apprezzare ai 
lettori la dotta dimostrazione che il Luzzati ha fatto della ne- 
cessità di una legge speciale, che sia sanzionata, come già è ri- 
servato nell'art. 8 della legge 1° Marzo 1886, nel periodo di 
preparazione del riordinamento dell'imposta fondiaria, e che si 
compia sul fondamento della legge stessa, per modo di ottenere 
il duplice fine del catasto agli effetti fiscali ed agli effetti giu- 
ridici; e ci compiaciamo che il nostro amico abbia dato un saggio 
del metodo comparativo con qualche critica analitica dei catasti 
stranieri. 

E poiché codesto metodo comparativo nella critica legislativa 
è uno dei più prelibati frutti del nuovo indirizzo scientifico 
anche nel campo delle questioni d'ordine puramente giuridico, 
ci proponiamo di presentare in successivi numeri un riassunto 
critico dei vari sistemi dei catasti giuridici esistenti, per aprire 
così il primo fuoco di fila nella incruenta battaglia che i giuristi, 
cui batte in cuore carità di patria ed ardore per la prosperità 
anche materiale di essa, devono combattere fino che arrivino a 
conquistare il Monte Sacro dei nostri legislatori; per ispirar loro 
il concetto di dotare Italia nostra al più presto di un catasto 
giuridico, che dagli esistenti presso nostri alleati nello incivili- 
mento, tragga ammaestramento e perfezione. 

116. Procediamo perciò allo esame delle condizioni dei cata- 
sti nei rispetti della condizione probatoria di essi, ed all'uopo pre- 
mettiamo 1 che fra i due scopi predominanti nello istituto catastale, 
il civile, cioè ed il tributario, quest'ultimo ha avuto finora il so- 
pravvento. È vero che è in vista specialmente del primo che si 
perfezionarono maggiormente i metodi di rilevamento : ma pochi 
Stati furono felici nello ottenere unitamente alla buona identifi- 
cazione degli stabili, il catasto probatorio, nel senso giuridico 
della parola. E perchè possiamo intenderci bene sul concetto 
dello Istituto di cui andiamo ad imprendere le cennate ricerche, 
conviene spieghiamo per quali motivi aspiriamo noi ad avere 
un catasto giuridico probatorio e quali estremi esso debba avere 
per essere atto all'oggetto cui si aspira. 

117. Il miglioramento agricolo non è possibile ove non sia 
bene regolata la proprietà fondiaria nei sensi della identità 



- 304 - 

delle confìnazioni, delle configurazioni e delle classificazioni del 
suolo e della certezza assoluta del possesso. Un argomento solo 
ne persuade. E possibile che un lavoratore sparga sul terreno 
le goccie del sudore della sua fronte e smunga il suo borsellino 
per raggiungere la fertilità di un suolo aspro ed ingrato, se 
predomina in lui il pensiero che dopo tante fatiche e dispendi, 
il vicino gli possa intentare una lite, per la quale possa es- 
sergli tolta o tutta o parte della sua proprietà ? Il movimento 
poi del credilo fondiario non è possibile (lo abbiamo altre 
volte provato) senza un catasto organizzato per modo che la 
identità dello stabile e del possessore possa venire colla mas- 
sima facilità dimostrata. Ma quali sono gli estremi del ca- 
tasto giuridico probatorio ? Identità dello stabile e del pos- 
sessore, ottenuta con certezza legale. Ecco gli estremi. Il Messe- 
daglia nella citata relazione dice, che il catasto giuridico c( do- 
(( vrebbe servire alla prova legale della proprietà in esso scritta 
« o figurata ; colle sue mappe farebbe stato giuridico di proprietà, 
ce accerterebbe il diritto nel suo titolo e nel suo oggetto ». Se 
non che a due classificazioni generali di catasti giuridici conviene 
avere riguardo ; a quelli cioè che pongono in essere una prova 
assoluta di proprietà, ed a quelli che non danno che una semplice 
presunzione juris tantum, la quale può venire distrutta da una 
prova in contrario. Di questa specie sono tutti i catasti dei popoli 
latini che la derivano dal diritto romano, giusta il quale come 
accade secondo il diritto moderno, le tavole catastali ad altri ele- 
menti di prova giuridica hanno preferenza, ma non valgono da 
sole a costituire la prova della proprietà (census et monumenta 
publica potiora testibus esse senatus censuit [1. 10 Dig. De pro- 
bat.]). I catasti degli antichi stati che compongono ora l' Italia 
hanno una indiretta influenza civile per lo istituto della trascri- 
zione, specialmente per le disposizioni portate dalli art. 1937 e 
1939 codice civile. Hanno avuta una influenza civile diretta, 
lorchè si trattò dello impianto del novello sistema ipotecario, 
specie quando colle disposizioni transitorie dell' odierno codice 
civile 30 Novembre 1865, art. 38, secondo capoverso, si ordinava 
la rinnovazione delle ipoteche a carico degli eredi ed aventi 
causa che appariscono nei libri censuari ; e quando coli' arti- 
colo 1987, con riferimento al 1978 si richiede la indicazione 



- 305 - 

del numero del catasto o delle mappe censuarie, ove sussistono, 
e di tre almeno dei suoi confini, ma più di tutto coll'art. 2084 
cod. civ. che ordina che nelle esecuzioni immobiliari il precetto 
deve contenere l'indicazione dei beni sui quali si vuole agire 
in espropriazione colle indicazioni volute dall'art. 1979. Questi 
se non erriamo sono i soli effetti civili diretti dei nostri catasti : 
nel resto questi hanno soltanto effetto fiscale. 

118. Quali sono adunque codesti catasti giuridici proba- 
tori negli odierni stati inciviliti, e vigenti attualmente ? Per for- 
marsi idee esatte, bisogna chiarire e distinguere bene il catasto 
dagli altri istituti che con esso si collegano. Per la Francia ed 
Italia, di codesta specie evvi lo istituto speciale della trascrizione, 
che non ha antiche tradizioni storiche, e deriva, come dimo- 
strammo fino dal principio, da un embrione d' idea di una legge 
francese repubblicana e poscia dagli studi di perfezionamento 
fatti dai giureconsulti italiani, sul sistema ipotecario, che diedero 
vita ad una legge speciale francese, quella del 1834, che riparò 
la dimenticanza del codice Napoleone che non avea tenuto conto 
della trascrizione, nello stesso modo che dimenticò l'enfiteusi, 
che tanta parte aveva allora nella proprietà fondiaria. Lo isti- 
tuto della trascrizione fu contemplato, comunque non perfet- 
tamente, nella detta legge speciale e riprodotto così com'era im- 
perfetto nei codici degli antichi Governi italiani di Parma e di 
Modena e poscia riprodotto tal quale nell'odierno nostro codice 
civile. Non è questo il momento di rilevarne i difetti ed il modo 
di emendarli per renderlo efficace sussidio del catasto a scopo 
civile. A suo tempo rileveremo cotali difetti ed esporremo il 
comunque povero nostro parere sulle più semplici riforme colle 
quali si potrà raggiungere la meta. Frattanto però diamo questo 
breve cenno, ponendo in rilievo come la base dell' istituto della 
nostra trascrizione, quanto ai suoi effetti, più presto che tra 
contraenti, è a ricercarsi soltanto nei rapporti dei terzi; mentre 
coi sistemi tavolari e dei libri del censo, giusta specialmente gli 
istituti tedeschi che esamineremo in seguito, gli effetti giuridici 
delle iscrizioni in quei registri sono a ricercarsi tra le parti 
contraenti in principal modo. Sulla quale differenza esporremo 
in seguito ulteriori nostre osservazioni. 

119. Per fare uno studio critico comparativo sui catasti 

20 



- 306 - 

esteri che vestono più o meno completo il carattere probatorio 
fermiamoci prima intorno agli Svizzeri; di Ginevra, cioè, Neuchatel, 
Friburgo e Saletto. Essi sono rivolti ad un tempo agli effetti fi- 
scali ed in parte agli effetti giuridici probatori. Già esponemmo 
al N. 22, nella prima parte di questo libro, che, per gli effetti civili, 
il catasto di Ginevra fa fede a favore dell' inscritto fino a prova 
in contrario, fondata in un titolo regolare di acquisto o nella 
prescrizione; e l'iscrizione stessa può essere impugnata per vizio 
nel titolo da cui dipende. Perciò non si può considerare essere 
un metodo di catasto probatorio assoluto, poiché potendo essere 
combattuto da prove contrarie, per le regole fondamentali del 
diritto, è a ritenersi che gli effetti giuridici suoi, creino una 
prova non juris et de jure, ma una praesuntio, cioè se ed in 
quanto non venga contraddetta da prove che la paralizzino; ed in 
cotali condizioni non si ottiene gli effetti cui si aspira dal catasto, 
specialmente per la attuazione del credito fondiario. 

A dimostrare meglio codesto carattere non assolutamente pro- 
bante del catasto di Ginevra, cui si uniformano anche quelli di 
Neuchatel, Friburgo e Saletto veggiamo come vi sono determinati 
gli effetti civili del catasto. Essi sono colà determinati da una 
legge organica 1° Febbraio 1841, la quale, all'art. 53, così suona: 

« Il catasto farà fede a favore di colui che vi è inscritto, 
« contro la persona che, pretendendosi proprietaria in tutto o in 
« parte, dell'immobile contestato, non giustificherà il suo diritto 
ce né con un titolo regolare di proprietà, né mediante la prescri- 
« zione, che esso avesse acquistata di conformità al diritto co- 
« mune. In nessun caso l'iscrizione nel catasto potrà coprire i 
(( vizi del titolo in virtù del quale è stata operata ». 

Da cotale disposizione si evince il carattere essenzialmente 
limitato e condizionato che può considerarsi di semplice presun- 
zione legale di codesto catasto, che viene da taluno citato come 
un tipo quasi perfetto di catasto giuridico probatorio. Piuttosto 
in Svizzera stessa sono a studiarsi gli istituti del Cantone di 
Vaud, che nei rapporti degli effetti giuridici sono i più efficaci 
che conosciamo. 

Infatti la legge 26 Gennaio 1882 del Cantone di Vaud regola 
le iscrizioni nei libri catastali di tutti i diritti reali, ed i loro 
effetti ; ed è caratteristico il valore giuridico che si attribuisce 



- 307 - 

alle iscrizioni. All' art. 32 della detta legge si legge : Il catasto 
costituisce, per ogni persona che vi è inscritta, il titolo di pro- 
prietà degli immobili designati nel suo capitolo. 

Oltre i registri di proprietà e dei diritti reali, vi è il re- 
gistro dei carichi (controle des charges) ed uno speciale per le 
ipoteche (controle des ipothéques). Per ogni distretto vi ha poi 
un registro speciale dei pignoramenti (controle des saisies), un 
registro di presentazione e un cartolario dei diritti reali. I nu- 
meri di questi varj registri e quelli del catasto sono ripetuti sul 
registro fondiario, che equivale alla tavola nostra censuaria ; e si 
mantiene cosi l'esatta corrispondenza tra i registri stessi combi- 
nando in certo modo i vantaggi del sistema personale con quelli 
del reale. 

L' iscrizione può anche essere puramente provvisoria, ossia 
una prenotazione giusta il sistema procedurale austriaco, da con- 
vertirsi a suo tempo in definitiva. 

Tutti i registri sono pubblici e possono esaminarsi da qua- 
lunque persona che giustifichi avervi interesse. Il proprietario 
può sempre ottenere l'estratto del capitolo che lo riguarda. 

Da questo profilo che abbiamo dato dello istituto creato nel Can- 
tone di Vaud colla legge del 1882, ci sembra risulti che esso sia ben 
meritevole di studio per parte dei nostri legislatori per le future 
leggi coordinatrici del catasto giuridico probatorio, specialmente 
per gli organici per dir così delle varie parti dello istituto, per 
le funzioni facili e pronte che si desiderano pei trapassi della 
proprietà fondiaria e movimento del credito fondiario ed agricolo. 

120. Ora esaminiamo brevemente il sistema tabellare ger- 
manico nei rispetti della prova giuridica della proprietà. Prima 
di ogni cosa, per comprender bene lo insieme del sistema ger- 
manico bisogna tener distinto l'istituto del catasto, dal libro 
fondiario o tabellario. Infatti il primo serve alla identificazione 
e designazione precisa degli stabili e della coltivazione loro, il 
secondo registra tutti gli oneri reali ed in sostanza tien luogo 
del nostro uffizio ipotecario, nei rispetti della trascrizione: il primo 
dipende dal dicastero di finanza, il secondo da quello di giustizia. 

La proprietà in Prussia si acquista, nei rapporti tra i con- 
traenti, mediante la iscrizione del catasto nel libro fondiario o 
tavolare, e cotale iscrizione ha i suoi effetti anche nei rapporti 



- 308 — 

dei terzi, a differenza della nostra trascrizione che, come ognuno 
sa, esercita l'uffizio nei rispetti dei terzi soltanto; mentre perle 
parti il titolo è il vero e proprio fondamento del passaggio di 
proprietà. 

Nel numero 30 alla prima parte di questo libro abbiamo 
esposto l'organico del catasto prussiano, ma non lo abbiamo 
considerato sotto l'aspetto giuridico. 

Tratteniamoci il più brevemente che ci sia possibile a ri- 
levare i caratteri giuridici di codesti istituti germanici. Quattro 
leggi furono promulgate a Berlino sotto la medesima data del 
5 Maggio 1872, e concernono : 

1.° L'acquisto della proprietà e dei diritti reali immobiliari; 

2.° L'ordinamento dei libri fondiari; 

3.° La divisione degli immobili; 

4.° I diritti di bollo e sulle mutazioni ; quest'ultima ognuno 
vede essere esclusivamente di natura finanziaria, ma le altre tre 
costituiscono proprio la codificazione catastale e degli ordinamenti 
che riguardano i passaggi e la constatazione della proprietà. Il 
Garatti, autore di una buona monografia al riguardo (Bologna Ti- 
pografia Azzoguidi -1885) la chiamerebbe legislazione fondiaria, 
ma noi non adottiamo codesta nomenclatura perchè troppo gene- 
rica e comprensiva di altre leggi speciali, p. e. del credito fon- 
diario e di molte disposizioni del Codice civile, mentre questa 
speciale legislazione prussiana riguarda il catasto, i modi di pas- 
saggio, di pubblicità e di constatazione. Piuttosto codesta materia 
noi la qualifichiamo sotto la denominazione di legislazione ca- 
tastale, la quale per verità abbraccia un complesso di leggi me- 
ritevoli di studi speciali e comparati. 

Ma chiudiamo bentosto la parentesi. Il concetto dominante 
nella prima legge prussiana 5 Maggio 1872 è quello di rendere 
pubblica la proprietà; accertarla legalmente, facendola dipendere 
da apposito registro che è il libro fondiario ; praticare altrettanto 
per tutti i diritti reali riguardanti gli immobili ed inoltre ren- 
dere l'ipoteca indipendente dalla obbligazione personale, impri- 
mendole un carattere di assoluta realità, dipendente dal solo fatto 
della iscrizione, creando a tale uopo il debito fondiario, diviso 
dalla ipoteca propriamente detta a tipo antico e che non si volle 
del tutto sbandita, commettendosi su ciò alla libera scelta degli 






- 309 - 

interessati fra Y uno e Y altro titolo. (V. Relazione Messedaglia- 
Minghetti pag. 330). 

Il codice catastale costituito dalle anzidette quattro leggi dovea 
applicarsi ai soli paesi dove è vigente il diritto civile prussiano 
contenuto nel Landercht, escluso altresì 1' Annover, a cui venne 
esteso più tardi, insieme a qualche altro paese ; non però a quelli 
delle provincie occidentali che ancora si reggono a diritto civile 
francese. 

I principii generali del sistema si riassumono nel seguente 
modo, cioè : 

Quanto all'acquisto della proprietà : 
1.° Non si riguarda come proprietario di un immobile se 
non chi è inscritto come tale nei libri fondiari; e così per ogni 
altro diritto reale. Prima della iscrizione non esiste che un di- 
ritto personale di credito (jus ad rem) ; Y iscrizione soltanto gli 
conferisce il carattere della realità (jus in re) ; 

2.° Il libro fondiario è il registro completo di tutti i diritti 
reali, cominciando da quelli di proprietà ; 

3.° Il catasto che serve all' accertamento materiale topogra- 
fico dell' oggetto ossia dell' immobile. 

Non possiamo diffonderci a lungo sul sistema ipotecario prus- 
siano, tanto diverso dal francese e dal nostro di conseguenza. 
Tuttavia ne diamo un breve cenno perchè ci serva in seguito 
per le deduzioni che saremo per fare sui concetti direttivi degli 
effetti giuridici del catasto, che saremo per studiare sulle nostre 
istituzioni. 

Dicemmo che l'istituto ipotecario germanico è sostanzialmente 
diverso dal nostro. Invero mentre pel nostro la ipoteca ha il suo 
fondamento in una obbligazione personale ed il vincolo reale non 
è che un accessorio ; pel germanico invece il diritto reale sta da 
sé come obbligazione principale e garantia reale ad un tempo e 
crea un ente, che è l'applicazione perfetta della mobilizzazione 
e monetazione del credito ipotecario. E cotale ente appellasi 
Gruìidschuldbrief, che devesi emettere all'atto stesso della iscri- 
zione e ne costituisce un titolo girabile. Si trasmette per cessione 
a parte o sul titolo ed anche per giro in bianco, e vi può an- 
dare unito un foglio di cedole o quietanze per gl'interessi, come 
nei titoli ordinari di rendita pubblica al portatore. La forza giù- 



- 310 - 

ridica di tali buoni consiste principalmente in ciò che al posses- 
sore del bono fondiario (come per gli effetti di cambio) non pos- 
sono mai opporsi altre eccezioni pel pagamento, se non quelli 
che gli sono personali, ossia che derivano dai suoi rapporti di- 
retti coll'opponente o quelle che si fondono nel bono stesso, 
ovvero dipendono da fatti di cui l'attore ha avuto cognizione 
quando ha acquistato il proprio diritto. Chi acquista il buono 
fondiario non ha che a verificare ciò che vi sta scritto; tutto il 
resto non è che una res inter alios acta. Tutta la dimostrazione 
di proprietà e di libertà risulta da quel bono, il quale è risultato 
ultimo di varie funzioni di istituti armonizzati tra loro. lì con- 
cetto è arditissimo e si può considerare come il risultato di un 
processo evolutivo giunto al colmo del suo perfezionamento. Ve- 
dremo in seguito in tesi astratta se si possa cotale risultamento 
ottenere presso di noi in presenza delle istituzioni che ci reg- 
gono senza scalzarle dalle fondamenta. 

E utile però in quest' ordine di considerazioni il tener nota 
di quanto avvenne in Germania, ove si vuole ad un tempo favo- 
rire lo impedimento al frazionamento delle proprietà che era 
creato dalle leggi restrettive feudali, che favorivano soltanto il 
concentramento, coll'abolizione di cotali leggi restrittive. Ma mentre 
dall' un lato si provvide alla liberazione degli accennati vincoli, 
dall'altra si promulgarono le leggi di depurazione od arroton- 
damento dei predj di cui già tenemmo parola nel N. 35 di questo 
libro, al quale rimandiamo il lettore per non ripeterci; dob- 
biamo bensì ripetere il rilievo fatto dal Dottor B. Schlitte, che, 
dopo codeste leggi, non si verificò guari una maggiore divi- 
sione della proprietà come sarebbe desiderabile, ma invece uno 
straordinario concentramento, espresso eloquentemente dal fatto 
che in sei provincie prussiane 4,310,318 parcelle, furono ridotte 
a 336,443. 

Questo straordinario concentramento della proprietà fondiaria 
sarà conseguenza di influenza delle leggi civili che si riferiscono 
alla proprietà fondiaria ; ovvero del sopravvento della legge eco- 
nomica su qualsiasi ordinamento civile o politico ? Ne lasciamo 
la soluzione al chiaro economista prof. Achille Loria che ha am- 
piamente e scientificamente trattata la tesi. Frattanto però avver- 
tiamo che la osservazione dei fatti che si compiono in Italia, 



- 311 - 

sembra dia completa ragione alla prevalenza della legge econo- 
mica, poiché a malgrado dell'abolizione dei feudi e delle affran- 
cazioni livellane del primo e secondo Regno d' Italia, a malgrado 
delle vendite che durante Y uno e l' altro Regno si eseguirono 
delle proprietà delle mani morte, il concentramento della proprietà 
in Italia si compie in modo spaventevole e tale da rendere ap- 
plicabile la nota sentenza di Plinio : « vero confitentibus lati- 
ce fundia perdidere Italiani nec non et Provincias » alla quale 
sentenza faceva eco Orazio coi seguenti versi nel Libro II , Ode XV: 

Iam pauca aratro iugera regiae 
Moles relinquent ; undique latius 
Extenta visentur Lucrino 
Stagna lacu, platanusque caelebs 
Evincet ulmos: tum violaria et myrtus, 
Et omnis copia narium 
Spargent olivetis odorem 
Fertilibus domino priori ; 

« Ormai le regie moli lasceranno pochi jugeri all' aratro, e 
così più largamente si estenderanno gli stagni del lago Lucrino, 
e il celibe platano vincerà gli olmi, e le viole ed i mirti ed ogni 
quantità di fiori spargerà 1' odore, negli oliveti già fertili pel 
primo padrone ». 

Non è questo il quadro vero delle devastazioni delle divise 
e fertili piccole proprietà che scompaiono per la potente legge 
dei milioni di questi nostri baroni, duchi e commendatori che 
in molte provincie presentano strano contrasto dei loro sprechi 
di tesori, coi dolori di tanti miserabili che mancano di tutto? 
E questo serio soggetto di meditazioni pei filosofi e pei reggitori 
degli Stati per studiare la parte patologica del fenomeno e cu- 
rarlo innanzi che divenga cancrena che corroda e distrugga la 
società. 

Ed il Jacini pure a pagina 54 sulla splendida relazione sulla 
Inchiesta Agraria deplora il latifondo, che va vieppiù estendendosi 
in Italia, e che non farà che aumentare, poiché i piccoli proprie- 
tari sono schiacciati dalle imposte e dalle condizioni sociali in ge- 
nere, che li fanno sparire dalla classe di proprietarj, e passare in 
quella dei proletarj. Certo è che questo è uno dei problemi sociali 



- 312 — 

che merita il più attento esame. Come arrestare, soggiungiamo 
noi questa valanga, che trascina tutta la piccola proprietà verso 
il latifondo, cui si aggiunge per forzata alluvione? Non è questa 
la sede di risolvere codesto arduo problema. Tuttavia non ci 
peritiamo di lanciare una frase. La imposta progressiva ! Certo 
questa parola farà arricciare il naso a parecchi proprietari ed 
anche a non pochi intransigenti. Ma che cosa risponderanno essi 
quando avranno occasione di leggere la relazione Messedaglia- 
Minghetti a pag. 27, che si può assicurare che dalla scala d' im- 
posta progressiva si trova traccia nella istoria del catasto fioren- 
tino fino dal secolo XIV e viene accertata 1' applicazione continua 
nel XV e XVI secolo ? 

Senonchè non è a meravigliarsi di queste pagine gloriose della 
storia dei nostri comuni, delle quali ben molte si possono por- 
tare in luce, e per accennare ad uno, fra gli Istituti democratici, 
basta ricordare nei rispetti delle leggi elettorali alla tassa minima 
volontaria, che esisteva presso parecchi comuni, per la quale ogni 
cittadino poteva volendo divenire elettore. Ci si perdoni la di- 
gressione che ci viene fatta per affinità di concetti. 

121. Continuiamo nell'esame critico dei catasti probatori. 
Anche in Austria dicemmo già esistere l'istituto della intavola- 
zione, la mercè di legge speciale, ma evvi una differenza carat- 
teristica fra questo ed il sistema tavolare prussiano. Secondo il 
primo, la iscrizione per sé stessa costituisce il titolo dell'acquisto ; 
per la seconda la iscrizione non è che un modo di tradizione 
dell' immobile, ma è però la iscrizione un elemento necessario 
pel trasferimento. 

Trascriviamo due disposizioni che si leggono nel codice uni- 
versale austriaco al riguardo, che ci danno un concetto dell'isti- 
tuto al § 431 : ce Per trasferire la proprietà di cose immobili 
ce deve l' atto dell' acquisto essere inscritto nei libri pubblici a 
ce tale fine destinati. Questa inserzione chiamasi inscrizione o 
c< intavolazione ». 

Leggiamo poi nelle preziose annotazioni del Basevi : ce Questo 
« paragrafo è derogato colla notificazione 16 Marzo 1816, che 
ce riguardava 1' applicazione del Codice austriaco alle provincie 
ce Lombardo- Venete dopo la ristaurazione del 1815 )). Già dicemmo 
al N. 41 di questo lavoro che il sistema tavolare non potè es- 



- 313 - 

sere applicato alle provinole Lombardo-Venete. E se ne capisce 
il perchè, e lo si deduce da quanto già esponemmo nei N. 13 e 
14 di questo lavoro sulle operazioni catastali dell' antico Ducato 
di Milano e delle provincie Venete e dello impianto speciale dei 
nostri uffìzi catastali, nonché dell' attuazione del sistema ipotecario 
francese durante il primo Regno Italiano, che fu conservato anche 
dopo la ristaurazione. Questi istituti non si potevano facilmente 
distruggere dall'occupatore straniero, né flagellare collo squadrone 
dell' ussero o col bastone del freiter. D' altronde agli stranieri 
premeva bene il catasto siccome mezzo fiscale per sfruttare la 
proprietà fondiaria dei paesi conquistati; poco loro caleva del 
regolamento dei diritti dei privati. 

Crediamo utile il riportare la nota del Basevi al detto para- 
grafo 431, che è importante pei nostri studi : 

« Tuttavia la tradizione deve aver luogo per trasferire la pro- 
(( prietà degli stabili, come si è notato al § 425, nel modo pre- 
ce scritto dall' art. 1605 del Codice Napoleone. Questo stato in- 
(( terinale di cose è ben lungi dal presentare i vantaggi che de- 
ce riverebbero dal semplice e plausibilissimo sistema del Codice 
ce austriaco. Perciò è desiderio universale che nella stessa guisa 
ce che la provvidissima sovrana patente 19 Giugno 1826, pubbli- 
ce cata colla notificazione governativa 25 Novembre successivo, 
ce ha liberato questo regno dagli enormi inconvenienti del sistema 
ce francese intorno alle ipoteche tacite legali indipendenti dal- 
ee l' iscrizione, così sia affrettata la pendente disposizione sovrana 
ce intorno alla trascrizione degli atti traslativi della proprietà degli 
ce immobili, come unico modo per operarne la tradizione ed in- 
cc torno alla inevitabile necessità della iscrizione dei diritti reali 
ce di servitù, di usufrutto, di retratto e simili. Con che se non in 
ce tutto, almeno in gran parte si godrà del vantaggio del sistema 
ce di assoluta pubblicità di cui godono le altre provincie della 
« monarchia. Il quale sistema è sicuramente il migliore, ed è 
ce di tanta utilità per la sicurezza delle pubbliche e private con- 
ce trattazioni, da meritare che si superino ad ogni costo le diffi- 
ce colta che si potrebbero incontrare per la sua pratica esecuzione, 
ce Sulle deplorate imperfezioni del sistema francese si veda la 
ce prefazione del Troplong al recente suo Commentario dei pri- 
cc vilegi e delle ipoteche ». 



- 314 - 

Il § 449 del Codice austriaco così suona : 

« In qual modo e con quali cautele in generale debba pro- 
cc cedersi nella trascrizione dei diritti reali, viene determinato 
« dalle speciali disposizioni sulla forma con cui le tavole provin- 
ce ciali e i libri fondiari debbono essere ordinati ». (Nota del 
Basevi). Questo paragrafo si riferisce al sistema tavolare che non 
è tra noi in vigore. 

Con questi dati che abbiamo raccolti speriamo aver espresso 
un concetto abbastanza chiaro dei due sistemi Prussiano ed Au- 
striaco che alla proprietà fondiaria si riferiscono. 

422. In Germania sonvi tre Stati, l'Assia Darmastdt, il Gran- 
ducato di Sassonia Weimar, e l'Assia Cassel, in cui, dal complesso 
delle leggi, risulta lo istituto del catasto veramente probatorio. 
Ivi la mappa fa stato di diritto ed in forma di prova assoluta 
conciliandosi colla iscrizione nel libro fondiario. 

Finalmente non possiamo terminare la parte di questo nostro 
studio senza riassumere le notizie di un sistema singolarissimo 
adottato recentemente in Australia. 

Il sistema si considera una nuova creazione di Roberto Tor- 
rens. Vedremo in seguito come in Italia registri nella sua storia 
medioevale qualche istituto anologo. Nei tempi nostri è conosciuto 
lo istituto Australiano sotto il nome del suo inventore Torrens 
già ufficiale di dogana, tesoriere e direttore del registro ad Ade- 
laide, colonia dell' Australia meridionale. Fu sancito con atto 
2 Luglio 1858, nell' Australia meridionale ed adottato poi nelle 
altre colonie Australiane e nella Colombia inglese, alle Isole Figi 
e nello Stato di Iowa agli Stati Uniti di America. Diamo una 
idea concettosa della istituzione. 

Quando un proprietario vuol porsi sotto il benefìzio dell'atto 
Torrens (e ciò ognuno è in facoltà di fare, e nessuno può esservi 
obbligato) presenta la sua domanda all'uffìzio del registro, corre- 
dandola colla descrizione e pianta degli stabili, che si pongono 
sotto il benefizio. Il registro verifica, per mezzo di esperti, l'auten- 
ticità dei documenti e poi fa pubblicare nei giornali la domanda 
del proprietario, ad intervalli determinati dalla legge, entro il di- 
stretto in cui è situato l' immobile. Scorsi sei mesi avviene una 
purga legale, od una specie di processo provocatorio o diffamatorio 
come lo chiamavano i Romani. sorgono opposizioni, e si adi- 



-- 315 - 

sce la giustizia, attendendo 1' esito del giudizio, o non vi sono 
reclami, ed allora il registro rilascia al postulante un titolo di 
proprietà definitivo, staccato da un registro a madre e figlia, che 
ne contiene il duplicato. Vi si comprendono i godimenti, le ser- 
vitù, le ipoteche ed altri oneri, che possono aggravare l'immo- 
bile. Il tutto in un foglio contenente pure una piccola pianta. 

La proprietà può trasmettersi per semplice girata sul titolo 
come per qualunque effetto girabile e colla semplice ricognizione 
della firma fatta da un Sindaco, da un Giudice o da un Notaio : 
l'immobile può venire intestatato al nome del nuovo acquirente. 
Le divisioni degli immobili si compiono mediante l'annullamento 
del primo titolo e colla emissione di altrettanti nuovi. Il titolo 
si deposita anche nelle banche e fa P uffìzio istesso dell' ente 
fondiario germanico. 

123. Questi dati generici li abbiamo, riassunti dalla pre- 
ziosa relazione Minghetti-Messedaglia la quale, come dicemmo, la 
trasse da articoli della Reforme économique e dal journal des 
Ec. Oct. 1882. Ma dobbiamo alla dottrina del Gli. Prof. Charles 
Gide, della facoltà di diritto di Monpellier e ad una sua preziosa 
monografia tratta dal Bollettino della Società di Legislazione 
comparata del 1886, le maggiori particolarità sul detto istituto; 
cosicché possiamo con tale aiuto presentare ai lettori nostri una 
esposizione completa su queir importante istituto, il cui studio 
cade molto opportuno per noi che siamo nel perìodo del diritto 
costituendo in questa materia. Per darci un concetto giusto del 
sistema Torrens, il Prof. Gide lo considera sotto tre diversi ele- 
menti a) Immatricolazione, bj Trasferimenti, e) Costituzione di 
diritti reali. 

La immatricolazione. 

Ogni proprietario che vuole porre la sua terra sotto V atto 
detto Torrens, e legalmente Real Property act (atto di pro- 
prietà reale) deve prima di tutto fare compiere la pianta o 
mappa che dir si voglia in una scala determinata dalla legge 
e farla certificare da un perito brevettato. Osserva il Gide che 
codesta mappa è molto semplice, la divisione della proprietà es- 
sendo stabilita in Australia, come nella più parte dei paesi nuovi, 
da un raggio di linee geometriche. 



- 316 - 

La mappa viene dal proprietario presentata con una dichia- 
razione che indica il suo diritto di proprietà con tutti i diritti e 
carichi che gravitano sull'immobile e di cui ha conoscenza. Per 
cotale dichiarazione il proprietario, che si trova in centro pro- 
vinciale, non ha d'uopo di ricorrere ad un'uomo di legge (pare 
che tutto lo studio sia di farne senza); poiché ne trova la for- 
mula sia all' uffizio del registro, che presso il primo cartolaio 
che trova ; basta che riempia gli spazj bianchi e vi apponga la 
sua firma, facendola certificare da un testimonio (non si parla 
di notai, che anch' essi sembrano aboliti da quel felice sistema) 
ed invia al Direttore del Registro (General Registrar) residente 
nella capitale, non obliando di unirvi un buono di posta per le 
spese per tutte le operazioni, le quali spese sono ridotte al meno 
possibile. 

Dal che si comprende agevolmente che questo sistema, oltre 
ad essere, come dicemmo, facoltativo (infatti in Australia sonovi 
ancora molte terre dello Stato soggette alla legge comune, ma 
il sistema Torrens tende a generalizzarsi), ha il carattere di Me- 
tropolitano, come lo qualifica il Gide, cioè di concentrare tutte 
le operazioni in un solo uffìzio risiedente nella Capitale, ove na- 
turalmente funzionano gl'impiegati più abili. Seguiamo il corso 
della dichiarazione spedita dal proprietario all'uffizio generale 
della Capitale. 

Quando il Direttore ha ricevuto l'incarto, lo confida ad uno 
o due giureconsulti chiamati esaminatori del titolo examiners of 
titìe), che incarica di esaminare i titoli di proprietà per proprio 
conto. Essi esaminano se la descrizione della proprietà sia fatta 
seguendo le regole, se i titoli di proprietà sieno indiscutibili, se 
veruna azione per evizione sia a temersi. 

Se il titolo di proprietà non è abbastanza stabilito, la domanda 
è rigettata, ed il richiedente non ha altro diritto che di richiedere 
che il Direttore del Registro dia in iscritto i motivi del suo rifiuto; 
e se i motivi non gli sembrano buoni, può citarlo davanti i Tri- 
bunali per far pronunziare Tammessione d'uffizio della domanda. 
Infine lungi dall'essere come il nostro Conservatore delle Ipoteche 
che trascrive od inscrive i contratti tal quali gli sono consegnati, 
il Direttere Generale del Registro è nel sistema Torrens quello 
che è il Conservatore tedesco, Grundbuch richter, un vero giudice 



- 317 - 

investito del potere giudiziario. È per tal modo che il Registra- 
tore Generale non soltanto deve discutere la validità del titolo, 
ma ha il potere di far comparire davanti di lui, sotto pena di 
una ammenda, che può elevarsi a lire cento, le persone che giu- 
dica necessario di udire e prestar loro il giuramento ; se al con- 
trario i titoli gli sembrano indiscutibili, i verificatori danno un 
avviso favorevole al Direttore del Registro e gli indicano sola- 
mente secondo i casi, quali sono le persone che conviene avvisare 
ed i termini che conviene osservare. Inoltre se il valore dichia- 
rato dal proprietario sembra non rispondente, il Direttore del 
Registro può esigere un certificato di un perito. Il Direttore del 
Registro fa allora inserire degli annunzi nei giornali della co- 
lonia, ed anche, se lo giudica necessario, nei giornali della colonia 
vicina e della Metropoli. Egli invia inoltre degli avvisi nominativi 
a tutte le persone più o meno interessate, e d'ordinario ai pro- 
prietarj vicini, per significare loro, che, se entro un determinato 
termine, che non può essere minore di un mese né oltrepassare 
i tre mesi, non vi è opposizione, la proprietà sarà classificata 
definitivamente sotto il regime del Real Property Act, ed il 
titolare ne diverrà proprietario incommutabile. Se per lo con- 
trario sorge una opposizione, viene sospesa la immatricolazione 
e comunicata la opposizione al richiedente, e non è eseguita se 
non quando esso ottenga il ritiro della opposizione, o per atto 
volontario, o per sentenza passata in giudicato ottenuta dal Tri- 
bunale. Dopo di ciò si dà corso alla immatricolazione ed ecco 
come avviene la medesima. 

Il Direttore del Registro registra due certificati perfettamente 
identici. In ciascuno di essi fa la descrizione dell'immobile, non 
soltanto riferendosi al piano annesso, ma riproducendo il piano 
stesso in margine del certificato, il quale deve indicare se si 
tratti di un diritto di proprietà completo o limitato, se quel 
certificato sia stato rilasciato a persona capace od incapace ; e 
dall' altro lato del foglio deve inscrivere tutti i carichi, le ipo- 
teche, gli affitti ecc. che possono gravare sulla terra. Egli deve 
avere la cura di lasciare un posto sufficiente per menzionare 
ulteriormente tutti gli atti che possono interessare quell'immo- 
bile. Di quel certificato, rilasciato in doppio, un esemplare viene 
custodito- dal Direttore del Registro e depositato neh' uffìzio, e 



- 318 - 

riunito in una filza mobile agli altri certificati che sono rilasciati 
dal medesimo uffìzio. Essi costituiscono il foglio numerato di una 
specie di registro, che non è altrimenti che il gran libro della 
proprietà fondiaria. L'altro esemplare dello stesso certificato viene 
rimesso al proprietario, al quale serve di titolo. Se lo stabile è 
colpito da usufrutto, il quale naturalmente vi si trova annotato, 
il certificato, come accade dei titoli di rendita pubblica nominale 
coli' annotamento del vincolo, rimane in possesso dell'usufrut- 
tuario perchè ne possa, come nella rendita godere e conservare 
la proprietà, goderne la rendita. Il certificato porta il numero 
del volume e del foglio matricola ove si trova inserito il cer- 
tificato corrispondente, all' oggetto di rendere tutte le ricerche 
pronte e facili ; le quali non sono poi indispensabili a farsi 
poiché è garantita dallo Stato la identità coli' altro depositato 
in uffìzio. Anzi per essere più sicuri di tali uniformità in taluna 
colonia si è ricorso alla riproduzione fotografica. Ma la maggiore 
importarza di cotale certificato glielo dà la legge coll'art. 33 così 
concepito : tutti i certificati regolarmente timbrati e segnati dal 
Registratore Generale faranno fede giuridicamente del loro con- 
tenuto e della loro immatricolazione e faranno prova che la per- 
sona che vi è contemplata è realmente investita dei diritti che in 
essi sono specificati. 

Se il certificato viene perduto, il proprietario fa una dichia- 
razione al Direttore del Registro perchè gli venga rilasciato un 
nuovo titolo ; e questo gli viene rilasciato a due condizioni, che 
il rilascio di codesto secondo titolo sia menzionato nel foglio del- 
l'originale matricola, e che si aspettino tredici giorni dopo l'av- 
viso nella Gazzetta Ufficiale ed in un' altro giornale. 

Traduciamo dalla preziosa monografia del Gide la seguente 
formula del certificato : 

Australia (arma reale) del Sud. 

NR. In testa vi è la mappa dello Stabile. 

(( Conformemente all' atto di vendita N. 560 in data 45 Feb- 
ee braio 1859 firmato da Adams Smitz, figlio di Adams, d' Ade- 
(( laide, negoziante, pel quale è desso investito di piena proprietà 
« comunque sottomesso a tutti i diritti reali e carichi che sono 



- 319 - 

« indicati a tergo di questo titolo, della terra situata nel Hundred 
« de Clave (contea di Clara), costituente la parte Sud-Ovest della 
« Sezione numerata 136 nel detto Hundred, e formata tirando 
ce una linea dall'angolo Nord-Est all'angolo Sud-Ovest della detta 
(( Sezione, la quale terra è di una estensione di 500 acri circa, 
« e confinata nel modo che apparisce sul piano designato in 
« margine e marcato da una linea grossa. La detta Sezione 
« numerata 136 è rappresentata sul pubblico registro del detto 
<sc Hundred e depositata all'uffizio del Registratore Generale. 

« La detta terra era stata concessa originariamente il 21 
« Agosto 1858 colla vidimazione e Sigillo di Sir Richard Grover 
ce Mac Donnell governatore capo della detta Provincia come ri- 
cc sulta dal Land Grant Voi. V. foglio 7 ora annullato. 

« In fede di che io ho sottoscritto col mio nome ed apposto 
« il mio Suggello il 16 Gennaio 1859. 

Il Registratore Generale 

a Segnato, Protocollato 

e rilasciato il 16 Gennaio 1859 

in presenza delli 

W. B. T. A. ». 

I vantaggi che presenta codesto titolo, che a ragione si con- 
sidera come la mobilizzazione della proprietà fondiaria, ognuno 
li comprende agevolmente; ed è ben a ragione preferito questo 
sistema di duplicazione del titolo rilasciato al proprietario col- 
l'altro che rimane all'Uffìzio del Registro, e che permette il rilascio 
di nuovo titolo, presentando così un mezzo legale di riproduzione 
in caso di perdita e di confronto nei casi di falsificazione. Co- 
desta qualità lo rende preferibile al certificato semplice che pure 
si rilascia dopo il compimento di analoghe formalità senza il 
controllo dell'Uffìzio Generale, come si pratica in alcune colonie; 
fra le quali Tunisi. 

Ma altra caratteristica del titolo Australiano è la garantia che 
lo Stato assume della sua identità e del suo valore giuridico ; 
riferiamo in proposito le parole caratteristiche del Gide : 

« Le proprietaire qui a son titre en main et qui a été enre- 
« gistré, n'a donc à s' inquieter de rien pour le passe, et ceux 
« qui traitent avec lui cornme aquereurs ou pretéurs sur hypo- 



— 320 - 

« thèque n'ont pas à s'en inquiéter davantage. La séverité est 
(( complète pour le propriétaire comme pour les tiers, et e' est 
ce là, on le sait, le grand desideratimi de toute organisation ser- 
« viciére, de tout regime hipothéquaire ». 

Trasferimento. 

Quando il proprietario che è inscritto nel regime dell' atto 
Torrens vuol vendere la sua terra, comincia dal redigere il con- 
tratto di vendita. A tale effetto trova, sia all'uffizio del registro, 
sia in negozio qualunque di stampati, le formule stampate por- 
tanti le clausole più usate dei contratti di vendita. Naturalmente 
codeste clausole non hanno venm carattere di obbligatorietà e 
le parti sono libere, se lo preferiscono, di redigere da sé il loro 
contratto di vendita, come meglio ad essi aggrada. Ma coli' uso 
di quelle formule che economizzano molto tempo e molte spese, 
chiunque, per poco che sia istruito, può compiere i suoi affari. 

Il venditore o F acquirente unitamente o separatamente (il 
più interessato è naturalmente l'acquirente) uniscono il certificato 
originario del titolo al detto atto di trasferimento ed inviano il 
tutto al Direttore Generale del Registro che come vedemmo ri- 
siede nella Capitale. Quando si tratta della vendita totale dello 
stabile inscritto, il Direttore del Registro fa menzione del trasfe- 
rimento nel foglio originale, che si trova nell' Uffizio centrale, vi 
nota il prezzo della vendita e redige un nuovo certificato al nome 
dell'acquirente rimettendone al medesimo il facsimile. 

Che se il proprietario vende una parte soltanto dello stabile, 
allora la bisogna diventa più complicata. In quel caso il Direttore 
del Registro apre una nuova partita per quella proprietà parziale, 
creando un nuovo foglio, colla mappa modificata. Rilascia poi 
all' acquirente parziale un nuovo certificato, riproducendo fedel- 
mente il nuovo foglio matrice colla nuova mappa in margine. 
Quanto al venditore, gli offre a sua scelta o di riprendere il 
suo certificato vecchio sul quale ben inteso si trovano inscritte 
le modificazioni che subisce l'immobile ; o di rilasciargli un nuovo 
titolo, sul quale figurerà solo la restante porzione invenduta. Ri- 
feriamo le parole dello stesso Torrens trascritte nella pregievole 
monografia del Gide che chiarisce l'organamento dell'istituto: 



- 321 - 

(( Quando l'acquirente di una terra vorrà venderla, il Regi- 
stratore Generale dovrà annullare il titolo originario e rilasciare 
all'acquirente un nuovo titolo, emanante direttamente dalla corona, 
come il primo. Ciò taglierà corto a tutte le difficoltà che sono 
inevitabili oggi per ritrovare il titolo originario a traverso della 
schiera numerosa degli acquirenti che cronologicamente si suc- 
cedono, ed in luogo di avere a sfogliare delle montagne di carte, 
noi non avremo ad esaminare che un documento semplice, che 
non sarà meno valido ed indiscutibile poiché, desso non differirà 
in nulla dal titolo di concessione originario (1) ». Queste parole 
scultorie del Torrens dimostrano uno dei più evidenti vantaggi 
del suo sistema, e cioè tanto nelle vendite che nelle operazioni 
di credito la sostituzione dell' esame delle provenienze, che so- 
stanzialmente è fatto dallo Stato coli' esame di un solo titolo 
all'ultimo intestato, che riassume e compenetra tutti i passaggi, 
riveduti dalla consulenza legale dello Stato, in luogo e veci delle 
altre consulenze legali che vuoi negli acquisti, vuoi nelle opera- 
zioni di credito sono cogli altri sistemi necessarie. Il lodato Gide 
riassume assai bene il meccanismo e gli effetti di questo si- 
stema e riportiamo le sue parole : 

(( Les choses se passent, en somme, tutt' à fait comme le trans- 
fert des rents sur 1' état. Le certifìcat du vendeur est annulé : 
un certifìcat nouveau est dèlivrè à l' acheteur par le service des 
titres et le transfert est inscrit su le folio du grand livre. C'est 
un mècanisme qui nous est très familier : il suffìt d' imaginer 
qu'on l'applique aux immeubles pour se faire un idée claire du 
sistème Torrens ». (V. Gide o. e. p. 22). 

Dopo di ciò veggiamo brevemente come si compino i cangia- 
menti nei casi di morte e nei casi di matrimoni. Nei primi l'e- 
rede od il legatario deve dirigere una dichiarazione al Direttore 
del Registro, coli' attestazione del Giudice di pace. Vi unisce il 
testamento o la immissione in possesso della eredità e tutti i 
documenti propri a provare la sua qualità di erede. Il Direttore 
del Registro fa pubblicare gli annunzi della successione nei gior- 
nali e se, trascorso un mese, non ha ricevuta veruna opposizione 



(1) Qui si allude al titolo originario di concessione, pel quale la terra, 
di proprietà dello Stato nella colonia, fu conceduta in proprietà privata. 

21 



- 322 - 

inscrive l'erede od il legatario in luogo e veci del decujus e gli 
rilascia un certificato in suo nome. 

Quanto è migliore questo sistema affidato allo Stato per l'ac- 
certamento dei passaggi di proprietà, di quello che non sieno 
i certificati di notorietà, imperfetti quando non sono bugiardi 
per frode, di cui si contentano i nostri istituti di credito, per 
stabilire legalmente i passaggi di proprietà pel lasso di trentanni ! 

È inutile ripetere le censure che in altre occasioni abbiamo 
fatto su codesto modo ibrido di constatare legalmente i passaggi 
di proprietà; censure le quali non possono essere scongiurate se 
non che dalle riforme al nostro istituto di trascrizione ; ed, anche 
senza adottare alla lettera il sistema Torrens, dalla coordinazione 
degli uffizj che riguardano la proprietà stabilare, in modo di 
ottenere i sospirati effetti dei catasti giuridici probatori, di cui 
parleremo in seguito. 

Costituzione di diritti reali. 

Quando un proprietario che ha messa la sua terra sotto il 
regime del Real Property act, vuole ipotecare la sua terra, cerca 
fra le formule che sono già, come dicemmo, in vendita ovunque, 
quelle che riguardano le costituzioni d'ipoteche; ne riempie i bian- 
chi, cioè vi scrive i nomi delle parti, la somma prestata, la misura 
degli interessi, il termine del pagamento, appone la firma e la 
fa certificare da un testimonio. Unisce a quell' atto il certificato 
di registrazione e lo trasmette al Direttore Generale del Registro, 
il quale fa menzione dell' iscrizione ipotecaria nel foglio matricola 
dell'immobile, ed ha cura di inscrivere pure la data e l'ora del- 
l' iscrizione. Esso riproduce come sempre le medesime menzioni 
dietro il certificato di proprietà e lo rimette nuovamente al pro- 
prietario : e così la ipoteca viene costituita. 

Come si compie la cancellazione dell' Ipoteca ? 

Il debitore fa firmare al creditore un'atto di scarico dietro 
all' atto di costituzione fa accertare la firma con un testimonio, 
ed invia quell' atto all' uffìzio del registro, accompagnato sempre 
dal certificato di proprietà. Nel foglio matricola viene fatta men- 
zione della cancellazione e vien posto un timbro di annullamento 
sulla menzione di iscrizione. Se il titolo rimane soverchiamente 



- 323 - 

caricato di iscrizioni e cancellazioni il proprietario si procura 
un nuovo titolo. 

Come si compiono i subingressi nelle iscrizioni ipotecarie ? 
Si fa un' atto di cessione del credito, ricorrendo alle solite 
formule, che si trovano pronte, si caricano, si rimettono come sopra, 
e, se vi è disponibile anche il certificato di proprietà, si fanno 
anche in esso le menzioni ; ma questa formalità non è indispen- 
sabile poiché può dipendere dalla mala fede del proprietario di 
non volerlo lasciare. Perciò deriva da questo fatto un'inconve- 
niente che molte volte nei titoli non si può conoscere chi siano 
i veri titolari della iscrizione i quali però si conoscono nel Re- 
gistro Ufficiale. 

Chiudiamo questa esposizione con un quadro sinottico dei 
principii caratteristici del sistema Torrens, che traduciamo dalla 
monografia più volte citata del Prof. Gide : 

4.° Carattere facoltativo del sistema: libertà per tutti i pro- 
prietarj di adottarlo o di attenersi al diritto comune. 

2.° Registrazione obbligatoria di tutti i diritti che possono 
gravitare su di un'immobile; cominciando dal diritto di proprietà 
e ciò, non soltanto per renderli opponibili ai terzi, ma anche per 
costituirli tra le parti. 

3.° Garantia dello Stato di fronte a proprietarj immatrico- 
lati, e responsabilità pecuniaria dello Stato verso gli aventi di- 
ritto, nei casi di errori commessi nella immatricolazione ed il 
rilascio dei titoli. 

4.° Pubblicità reale e non personale, cioè istituzione di un 
grande libro fondiario, nel quale un conto si trova aperto non 
già a ciaschedun proprietario, ma a ciaschedun dominio. 

5.° Rilascio a tutti i proprietarj registrati di un certificato 
che serve di titolo, rinnovabile a ciaschedun cambiamento di 
proprietario. 

6.° Facilità per tutti i proprietarj di costituire un prestito, 
col pegno della semplice consegna del suo titolo. 

7.° Diritto di verifica e poteri giudiziarj attribuiti ai fun- 
zionari incaricati della registrazione. 

8.° Concentrazione di tutte le operazioni relative alla regi- 
strazione nella capitale. 

9.° Estrema modicità dei diritti di registrazione. 



- 324 - 

IO. Soppressione di tutte le solennità nella redazione degli 
atti, ed impiego di formule stampate pei contratti usuali. 

Ognun vede che codesto decalogo contiene la sentenza di 
morte dei notai e degli uomini di legge. È questo un male ? 
Chi scrive noi crede, sebbene sia un' avvocato procuratore eser- 
cente. Se non che la soppressione od almeno la grande dimi- 
nuzione di essi sarà possibile soltanto, quando la organizzazione 
giuridica e sociale sarà sostanzialmente modificata e quando la 
codificazione civile si emancipi da tutta quella serie di inutili 
ceppi che essa sanziona pei minori, per le donne nubili e ma- 
ritate e per le doti, i quali ceppi non si trovano nelle colonie 
attuali, quale l'Australia, ove la codificazione ha già subito la sua 
evoluzione. Godesti ceppi furono già stigmatizzati da un genio 
precursore, Camillo di Cavour, il quale nella relazione sul co- 
dice di commercio Sardo, scriveva in proposito « chiudete una 
« porta al prodigo, egli ne aprirà cento alle sue dissipazioni ». 

124 Vedremo in seguito quali ammaestramenti potremo noi 
pure trarre da codesto Istituto; frattanto ci compiacciamo di rile- 
vare dalla monografia del Dott. Caratti, di cui già tenemmo pa- 
rola, il seguente tratto che ci ha condotti al pensiero del sistema 
australiano, da noi riassunto, compiacendoci come in epoca tanto 
lontana, si tentasse in Italia un metodo breve e semplice per la 
liberazione degli stabili dagli aggravi reali; non certo però collo 
intendimento della mobilizzazione del credito fondiario, di cui 
non si concepiva nemmeno l' idea. Veggiamo dunque che cosa 
scrive il Caratti su cotale sistema medioevale. 

« La soverchia piccolezza dei cornimi, le grette e futili animo- 
sità fra essi, le continue guerricciuole, le compagnie di ventura, 
le influenze straniere nel riguardo storico, favorirono il sorgere 
di Stati più grandi retti a governo tirannico sopra alle rovine 
dei liberi municipi italici; — nel riguardo giuridico, anche pel 
fatto della proibizione quasi generale ne' sudditi di un Comune di 
acquistar fondi in altro e per gì' inceppi messi al movimento eco- 
nomico, tolsero opportunità all'Italia di regolarsi convenevolmente 
con leggi e con istituzioni adatte alla nuova vita ». 

Tuttavia qualche cosa fu fatto a cura dei Visconti nel 1368 
pel Ducato di Milano. Essi stabilirono il giudizio delle gride « con- 
sistente in formalità di pubblicità, mediante proclamazioni, della 



- 325 - 

volontà di vendere, che davano diritto ai terzi interessati di avan- 
zare lo loro azioni entro i tre mesi da quelle, senza con ciò 
interrompere la vendita, ma salve le rivalse sul valore che rima- 
neva in deposito ; le quali ancora avevano V effetto di purgare 
l' immobile da eventuali ipoteche e di ricostituirlo libero, annul- 
lando tutte le possibili ragioni dei terzi sopra di esso, non appena 
scorsi i tre mesi di termine (sei per gli assenti e pei minori). 
Codesto modo di pubblicità si adottò anche nei casi di confische 
penali. L'istituto del giudizio delle gride fu accettato quasi total- 
mente in altri Stati d'Italia ed in alcuni come nel Piemonte, fu 
ammessa anche una procedura sommaria per i conflitti sulla 
proprietà e sui diritti limitanti la stessa )). 

125. Ultimato così il sintetico esame analitico dei fatti che 
si riferiscono al catasto probatorio giuridico nei varii Stati ove 
desso si tentò di istituire, siamo ad esporre brevemente e colla 
maggiore chiarezza che per noi sia possibile le nostre idee sulle 
conseguenze che si possono dedurre da cotale esame per l'opera 
legislativa che dovrebbe procedere parallela alla costituzione del 
catasto parcellario, ed il cui compimento fu, come dicemmo, ri- 
servato dalla legge 1° Marzo 1886. 

Ognuno che abbia seguito con attenzione codesto studio, di 
leggieri si farà capace che due sistemi costituiscono i caposaldi 
della pubblicità delle trasmissioni, quello cioè derivante dai libri 
fondiari prussiani, austriaci e svizzeri e la trascrizione vigente 
in Francia ed Italia. 

Il primo sistema ha la sua genesi in Germania ove funziona 
nelle tradizioni, nell' armonia cogli altri istituti, perfezionato da 
tutto un recente coordinamento legislativo che costituisce un 
tutto armonico da presentare gli estremi voluti per la prova della 
proprietà fondiaria e delle sue trasmissioni. Il sistema della 
trascrizione non ha, lo ripetiamo, tradizioni antiche né in 
Francia né in Italia ; ma ha un adentellato perfetto col nostro 
codice civile e di conseguenza e col sistema ipotecario sancito 
col medesimo e coll'organico dei nostri uffìzii ipotecarj. Da ciò 
un'immediata e diretta conseguenza, che cioè la istituzione dei 
catasti giuridici probatori a sistema germanico porterebbe di 
conseguenza la necessità di alterazioni radicali al codice nostro 
civile, e la distruzione degli uffizi nostri ipotecarj, che ci costano 



- 326 - 

milioni e pei quali esistono parecchi volumi di leggi scritte. E 
fatta codesta demolizione sarehbevi tutto un immenso edilìzio 
legislativo da costruire. Non sono metafore, né esagerazioni co- 
deste, sono verità di fatto di cui chiunque abbia cognizioni e 
pratica delle cose nostre è per sicuro compreso. 

Dopo accertate codeste conseguenze, che cosa si potrà sperare 
da noi pel progetto di legge « che determini gli effetti giu- 
cc ridici del catasto e le riforme che occorressero a tal fine nella 
ce legislazione civile » come sta scritto neh" art. 8 della legge 
1° Marzo 1886 ? 

Questa è la vera tesi cui devono essere rivolti gli studi dei 
nostri giuristi. 

Né questa è la sede, né io mi assumerei da solo di sugge- 
rire cotali riforme che devono essere studiate e ponderate da 
speciali commissioni legislative. Tuttavia non ci peritiamo di 
esporre alcune idee nostre generali che, per dir così, tracciano 
i profili dei provvedimenti che sarebbero necessarii. 

Poniamo per base che non vi ha che un partito solo da 
prendersi e cioè, non la demolizione, ma il mantenimento, col- 
l'opportuno perfezionamento, dei nostri istituti. Base fondamentale 
adunque del nostro istituto e non può essere altrimenti che la 
trascrizione. Ma così come è istituita nel nostro codice civile e 
negli organici degli odierni uffici ipotecar)', essa è ritenuta in- 
sufficiente al servizio specialmente del credito fondiario. 

Lo ha dimostrato il Luzzati specialmente nella introdu- 
zione alla seconda edizione della sua trascrizione e nelle sue 
lettere alla Gazzetta del Popolo di Torino; lo ha dimostrato il 
Caratti nella monografia che abbiamo esaminata. Lo ho dimo- 
strato io stesso nel mio Manuale del credito fondiario (Eredi 
Botta 1886), ove posi in rilievo la difficoltà che si trova nelle 
Provincie ove non vi era, come nel Lombardo-Veneto, il sistema 
della aggiudicazione di eredità, la difficoltà dico della prova dei 
passaggi per successione testamentaria o legittima. In pratica 
quale professionista nel condurre per miei clienti operazioni di 
credito fondiario trovai che codesti passaggi per successioni o 
testamenti per un trentennio, presentano le maggiori difficoltà 
di dimostrazione. Si ricorre è vero ai certificati di notorietà, ma 
oltre del tedio e dispendio che essi arrecano, non danno suffi- 



- 327 - 

ciente garanzia quei quattro testi giurati, molti dei quali spesso 
per una lira o due giurano di conoscere la successione legittima 
ài persone che non hanno mai viste né conosciute. 

La pubblicità adunque delle successioni legittime e testamen- 
tarie è manchevole presso di noi e bisogna rinvenire i rimedii 
nelle riforme dell' istituto della trascrizione. Questa ad avviso 
nostro è la parte più importante delle riforme il cui compito può 
essere affidato ad una speciale commissione legislativa. Ma non 
è soltanto codesta la materia di riforme dello istituto, per renderlo 
atto alle funzioni della mobilizzazione del credito fondiario. Molte 
altre disposizioni del nostro codice civile in materia conviene 
coordinare e sarà opera diligente degli studiosi il ricavare dalla 
dottrina e dalla giurisprudenza di venti anni i principii direttivi, 
nel nostro codice le fondamenta delle riforme, nelle quali non 
posso addentrarvi per non allontanarmi parecchio dalla via che 
percorro. Perciò per questo riguardo mi arresto per ora, salvo 
di seguire nell' annuario il corso di questi studi che saranno per 
fornirci i nostri pubblicisti giuristi. 

126. Ed ora poche osservazioni sugli organici degli uffìzi 
che ci possono far ottenere il compimento dell'opera. Ed all'uopo 
faccio ritorno al concetto d'onde sono partito, tratto dal Melegari, 
di riunire cioè e porre in armonia gli uffìzi di registro, catasto 
ed ipoteche, per trovare con facilità i mezzi giuridici di dimo- 
strazione e prova della proprietà. Credo non sia nuova questa 
idea, nemmeno per gli odierni reggitori del dicastero finanziario, 
poiché i giornali parlarono appunto di studi che si sarebbero pre- 
disposti per cotale congiunzione. E di vero è attualmente desi- 
derabile che il concetto passi dal campo degli studi a quello della 
esecuzione, poiché sarebbe di un grande ajuto alle ricerche ed 
anzi, per le brevi osservazioni che saremmo per fare, crediamo 
si potrebbero con quel mezzo ottenere gli effetti desiderabili del 
catasto giuridico probatorio, senza scalzare dalle fondamenta le 
nostre istituzioni. Invero vedranno i nostri futuri legislatori se sia 
il caso di cangiare tutte le fondamenta delle disposizioni del 
nostro codice civile nei rispetti delle disposizioni che si riferi- 
scono alle vendite, alle enfiteusi, alle servitù prediali, come sa- 
rebbe duopo, per adattarle ai concetti che informano gli istituti 
stranieri che abbiamo esaminati. Io provo per parte mia un 



- 328 - 

senso di ribrezzo al pensiero che ciò dovesse accadere, poiché 
io sono un caldo ammiratore del nostro codice civile, al quale, 
più si avanzarono i miei anni di esercizio di avvocato più mi 
affezionai : in esso ammiro il fondamento del codice Napoleo- 
nico, che è perfezionamento e sintesi del sapere romano, cui 
si aggiunsero le ultime parole che le scienze legislative ed eco- 
nomiche e la giurisprudenza di parecchi lustri ci avevano fornito. 
Il perchè per codeste riforme al codice civile cui si riserva la 
legge 1° Marzo 1886 converrà proprio procedere, come si suol 
dire, col piede di piombo. Secondo il mio debole avviso non 
vi sono che talune disposizioni che si riferiscono alla trascrizione 
che reclamano qualche ritocco e forse qualche nuova disposi- 
zione converrà aggiungere per completare lo istituto e renderlo 
omogeneo ed armonico col catasto che si sta compiendo, ed adatto 
meglio che ora noi sia alle funzioni che si richiedono pel credito 
fondiario. E ciò non può essere che opera di sommi civilisti ; 
sieno pure alti magistrati, purché si completino le commissioni 
con esperti economisti, conciossiachè ora nella compagine sociale 
sono le scienze economiche che esercitano la loro influenza con 
un indiscutibile primato nelle scienze d' ordine morale. Questi 
sono a mio avviso i criteri che devono guidare nelle novelle 
riforme riservate dalla detta legge speciale. 

Se non che a costo pure di cimentarmi a considerazioni che 
tacciare si possano di ardimentose, penso che lo ajuto principale 
alle prove di proprietà che si richiedono per gli effetti giuridici 
del catasto si possa derivare, oltreché dalle riforme del codice 
civile, dagli organici degli uffizi governativi. Epperciò, avvicinan- 
domi più direttamente al concetto del Melegari, che, comunque 
incompleto, è il faro che mi illumina in quest'ultima parte dei 
miei studi, esprimo, in forma affatto sintetica, quasi come un 
profilo, un mio concetto. 

Ecco il mio piano : 

In dipendenza diretta del Ministero di Finanza dovrebbero 
essere, come in sostanza lo sono ora: 

1.° Le Agenzie delle imposte e gli uffìzi di conservazione 
del novello catasto parcellario geometrico, giusta i regolamenti 
che si compileranno; 

2.° L' uffìzio del Registro ; 



- 329 - 

3.° L' uffìzio delle Ipoteche. 

Godesti tre uffizi dovrebbero possibilmente essere riuniti in 
un solo edifìcio. 

Ma un altro ufficio nuovo dovrebbe essere ad essi aggiunto 
e sarebbe il controllo, che dovrebbe essere l'ultima fonte puri- 
ficata dalla quale si potessero ottenere certificati che offrissero 
perfetta sicurezza per le attestazioni dei risultamenti della pro- 
prietà, identità e libertà degli Stabili. Cotale uffizio di controllo 
dovrebbe potere confrontare le risultanze del catasto geometrico 
parcellario; leggere nei registri di conservazione la istoria dei 
passaggi di proprietà; verificare negli uffizi ipotecari i risulta- 
menti delle iscrizioni e trascrizione e rilasciare un estratto solo 
dal quale tutto con certezza giuridica emergesse. 

Quell' estratto ove i registri fossero bene organizzati e con- ' 
trollati potrebbe avere per la nostra proprietà fondiaria una forza 
pari alla Grundschuldbrief prussiana, che ha, come dicemmo, 
tale forza giuridica probatoria da rendere, nei rispetti del valore, 
mobilizzata la proprietà fondiaria. 

E perchè non si potrebbe arrivare ad accordare a cotale cer- 
tificato la forza probatoria giuridica ? 

Questo sarebbe l' ideale delle riforme, per le quali mentre si 
corrisponderebbe perfettamente alle esigenze del credito fondiario 
ed alla maggiore possibile mobilizzazione del valore della pro- 
prietà fondiaria, si salverebbero le nazionali istituzioni giuridiche. 



INDICE GENERALE 



PARTE PRIMA 



CAPO PRIMO 



Considerazioni generali sulla legge 

1.° Marzo 1886 Pagina 

Storia del riordinamento della legge . » 

Distribuzione della legge » 

Vicende storiche del Catasto ... » 

Catasto in Roma » 

» nel medio evo » 

» nella repubblica Fiorentina . » 

Quote minime e tasse progressive . . » 

Catasto Milanese » 

» nel Lombardo Veneto ...» 

Costituzione di Lione » 

Catasto dopo la ristauraziòne del 1815 » 

» della Toscana e di Lucca . . » 

» ex Pontificio » 

» Parmense e Sardo e nuove 

mappe Piemontesi .... » 

Condizioni generali catastali del Regno » 

Catasti stranieri. Francia » 

» » Belgio » 

» » Svizzera » 

» » Prussia » 

» » Altri Stati Germanici » 

» » Austria-Ungheria . . » 

» » Gran Bretagna ed 

Irlanda .... » 37-39 » 43-44 



3 Numero 1 


ivi 


» 


2 


4-6 


» 


3-4 


6 


» 


5 


6-10 


» 


ivi 


ivi 


» 


6 


10-11 


» 


7 


11-12 


» 


8 


12-15 


» 


9-11 


15-16 


» 


12 


16-17 


» 


13 


17-19 


» 


14 


19-20 


» 


15 


20-21 


» 


16 


21-26 


» 


17-18 


26-27 


» 


19 


27-28 


» 


20 


ivi 


» 


21 


28-30 


» 


22-29 


30-32 


» 


30 


32-36 


» 


31-39 


36-37 


» 


40-42 



- 332 - 



PARTE SECONDA 



CAPO SECONDO 

Perequazione fondiaria delle Provincie 

e dell'ex Ducato di Modena . . Pagina 41 Numero 45 

Legge pel conguaglio dell'imposta fon- 
diaria fra le varie provincie dello 
Stato. 14 Luglio 1864 » 42-48 » 46 

Commento alla medesima .... » 48-49 » 47 

Legge portante modificazioni alla legge 
per l'imposta sulla ricchezza mobile. 
28 Maggio 1867 » 49-54 » 48 

Commento alla medesima .... » 54-59 » 49-50 

Legge concernente V imposta fondiaria 
nel compartimento Modenese. 4 Gen- 
naio 1880 » 59-61 » 51 

Relativo regolamento » 61-109 » 52-53 

Relative Istruzioni » 109-150 » 54-57 

Legge pel Catasto Lombardo-Veneto e 

bassa Lombardia. 23 Giugno 1877 . » 150-152 » 58 

Commento alla medesima .... » 152-157 » 59 

PARTE TERZA 



CAPO TERZO 

Testo della legge 1.° Marzo 1886. Rior- 
dinamento dell'imposta fondiaria Pagina 159-175 Numero 60 

Articolo 1 con nota » 176-178 » 61 

» 2 id '. . » 178-184 » 62 

» 3 id » 184-187 » 63 

» 4 id » 187-188 » 64 



■- 333 - 
Articolo 5 con nota Pagina 188 



9 

10 
lì 

12 
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30 
31 
32 
33 
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35 
36 
37 
38 
39 
40 
41 
42 
43 
44 
45 
46 



190- 
193- 
195- 
199- 
200- 
203- 
205- 
206- 
208- 
212- 
214- 
215- 

217-; 

221- 

223- 

224- 



226- 



227-: 



231- 
234- 



237- 

240- 

246- 

253- 

257- 
261- 



190 Numero 

192 » 

195 » 

199 » 

200 » 
203 » 

205 » 

206 » 
208 » 
212 » 

214 » 

215 » 
217 » 

ivi » 
221 

ivi 
222 
223 
224 

225 » 
ivi » 

226 » 
ivi » 

227 » 
ivi » 
ivi » 

231 » 

ivi » 

ivi » 

234 » 

236 » 

ivi » 

ivi » 

240 » 

ivi » 

246 » 

253 » 

ivi » 

257 » 

ivi » 

261 » 

264 » 



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95 
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102 
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105 
106 



- 334 - 

Articolo 47 con nota Pagina 264-265 Numero 107 

» 48 id » 265-270 » 108 

» 49 id » 270-275 » 109 

» 50 id. ...... . » 275-280 » 110 

» 51 id ...» ivi » 111 

» 52 id » 280-289 » 112 

» 53 id » ivi » 113 

» 54 id » 290-298 » 114 



PARTE QUARTA 



CAPO QUARTO 

Studi sul Catasto giuridico probatorio 
nei rapporti colla legge 1.° Marzo Ì886. 



Considerazioni generali . . . 
Condizione probatoria del Catasto 
Identificazione dello stabile 
Catasti giuridici probatorj esteri 

» » Svizzeri . . . 

Catasto Tabellare Germanico . 

» Austriaco .... 

» Stati Germanici . . 

» Australia (sistema Torrens) 

» ferendo in Italia . . . 



Pagina 299-303 Numero 115 



ivi 
303-305 

ivi 
305-307 
307-312 
312-314 
314-315 
315-327 
327-329 



116 
117 
118 
119 
120 
121 
122 
123-125 
126 



INDICE ALFABETICO 



Articolo 1 


» 


2 


» 


3 


» 


4 


» 


5 


» 


6 


» 


7 


» 


8 


» 


9 


» 


IO 


» 


11 


» 


12 


» 


13 


» 


14 


» 


15 


» 


16 


» 


17 


» 


18 


» 


19 


» 


20 


» 


21 


» 


22 


» 


23 


» 


24 


» 


25 


» 


26 


» 


27 


» 


28 


» 


29 


» 


30 



con nota della legge l.o Mar- 
zo 1886 . . . 



d. id 

d. id, 

d. id 

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d. id. 

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d. id 

d. id 

d. id 

d. id 

d. id 

id. id 

d. id 

d. id 

d. id 



Pag. 


176-178 


Num. 


61 


» 


178-184 


» 


62 


» 


184-187 


» 


63 


» 


187-188 


» 


64 


» 


188-190 


» 


65 


» 


190-192 


» 


66 


» 


193-195 


» 


67 


» 


195-199 


» 


68 


» 


199-200 


» 


69 


» 


200-203 


» 


70 


» 


203-205 


» 


71 


» 


205-206 


» 


72 


» 


206-208 


» 


73 


» 


208-212 


» 


74 


» 


212-214 


» 


75 


» 


214-215 


» 


76 


» 


215-217 


» 


77 


» 


ivi 


» 


78 


» 


217-221 


» 


79 


» 


ivi 


» 


80 


» 


221-222 


» 


81 


» 


223 


» 


82 


» 


223-224 


» 


83 


» 


224-225 


» 


84 


» 


ivi 


» 


85 


» 


226 


» 


86 


» 


ivi 


» 


87 


» 


226-227 


» 


88 


» 


ivi 


» 


89 


» 


ivi 


» 


90 



- 336 - 
Articolo 31 con nota della legge l.o Mar- 
zo 1886 . . . Pag. 

» 32 id. id » 

» 33 id. id » 

» 34 id. id » 

» 35 id. id » 

» 36 id. id » 

» 37 id. id » 

» 38 id. id » 

» 39 id. id » 

» 40 id. id » 

» 41 id. id » 

» 42 id. id » 

» 43 id. id » 

» 44 id. id » 

» 45 id. id » 

» 46 id. id . » 

» 47 id. id » 

» 48 id. id . » 

» 49 id. id » 

» 50 id. id » 

» 51 id. id » 

» 52 id. id » 

» 53 id. id » 

» 54 id. id » 

Catasto Australiano (sistema Torrens) . » 

» Austriaco » 

» della Toscana e di Lucca . . » 

» dopo la ristaurazione del 1815 » 

» ex Pontificio » 

» Giuridico ferendo in Italia . . » 

» in Roma » 

» Lombardo-Veneto .... » 

» Milanese » 

» nel medio evo » 

» nella Repubblica Fiorentina . » 

» Parmense e Sardo e nuove 

mappe Piemontesi .... » 

» Stati Germanici » 

» Tabellare Germanico ... » 

Catasti giuridici probatorj esteri . . » 

» » Svizzeri ...... » 



227-231 


Num. 


91 


ivi 


» 


92 


ivi 


» 


93 


231-234 


» 


94 


234-236 


» 


95 


ivi 


» 


. 96 


ivi 


» 


97 


237-240 


» 


93 


ivi 


» 


99 


240-246 


» 


100 


246-253 


» 


101 


ivi 


» 


102 


253-257 


» 


103 


ivi 


» 


104 


257-261 


» 


105 


261-264 


» 


106 


264-265 


» 


107 


265-270 


» 


108 


270-275 


» 


109 


275-280 


» 


110 


ivi 


» 


111 


280-289 


» 


112 


ivi 


» 


113 


290-298 


» 


114 


315-327 


» 123-125 


312-314 


» 


121 


19-20 


» 


15 


17-19 


» 


14 


20-21 


» 


16 


327-329 


» 


126 


6-10 


» 


5 


15-16 


» 


12 


12-15 


» 


9-11 


6-10 


» 


6 


10-11 


» 


7 


21-26 


» 


17-18 


313-314 


» 


122 


307-312 


» 


120 


303-305 


» 


118 


305-307 


» 


119 



- 337 - 
Catasti stranieri. Austria-Ungheria . . Pag. 

» » Belgio » 

» » Francia » 

» » Gran Bretagna ed 

Irlanda .... » 

» » Prussia » 

» » Stati Germanici . . » 

» » Svizzera » 

Condizione probatoria del Catasto . » 

Condizioni generali catastali del Regno » 

Considerazioni generali » 

» » sulla legge lo 

Marzo 1886 . » 

Costituzione di Lione » 

Distribuzione della legge » 

Identificazione dello stabile .... » 
Legge concernente V imposta fondiaria 
del compartimento Modenese. 4 Gen- 
naio 1880 . . . » 

Relativo regolamento .... » 

Relative istruzioni » 

Legge pel Catasto Lombardo-Veneto e 

Bassa Lombardia. 23 Giugno 1877 . » 

Commento alla medesima . . » 
Legge pel conguaglio dell'imposta fon- 
diaria fra le varie Provincie del 

Regno. 14 Luglio 1864 » 

Commento alla medesima . . » 
Legge portante modificazioni alla legge 
per l'imposta sulla ricchezza mobile. 

28 Maggio 1867 . . ' » 

Commento alla medesima . . » 
Perequazione fondiaria delle Provincie 

e dell'ex Ducato di Modena ... » 
Quote minime e tasse progressive . . » 
Storia del riordinamento della legge . » 
Testo della legge l.o Marzo 1886. Rior- 
dinamento dell'imposta fondiaria . » 
Vicende storiche del Catasto ...» 



36-37 


Num. 


, 40-42 


27-28 


» 


21 


ivi 


» 


20 


37-39 


» 


43-44 


30-32 


» 


30 


32-36 


» 


31-39 


28-30 


» 


22-29 


299-303 


» 


116 


26-27 


» 


19 


299-303 


» 


115 


3 


» 


1 


16-17 


» 


13 


4-6 


» 


3-4 


303-303 


» 


117 


59-61 


» 


51 


61-109 


» 


52-53 


109-150 


» 


54-57 


150-152 


» 


58 


152-157 


» 


59 


42-48 


» 


46 


48-49 


» 


47 


49-54 


» 


48 


54-59 


» 


49-50 


41 


» 


45 


11-12 


» 


8 


3 


» 


2 


159-175 


» 


60 


6 


» 


5 



REGOLAMENTO 2 AGOSTO 1887 N. 4871. 



PREMESSA 



1.° Prima che ci accingiamo alla riproduzione del Re- 
golamento, è utile di fare la esposizione degli organici 
degli uffizi del Catasto che, sono ordinati dalla Legge 
1.° Marzo 1886. L'articolo 18 della Legge stessa è cosi 
concepito: « Presso il Ministero delle Finanze sarà isti- 
« tuito un uffìzio generale del Catasto, tecnico ed ammi- 
« nistrativo al quale apparterrà la direzione e la vigilanza 
(( di tutte le operazioni catastali ». — Con questa dispo- 
sizione che non die luogo a veruna discussione nelle as- 
semblee legislative, si stabilì una massima che, per quanto 
potè lasciar luogo a qualche discussione di forma, non ne 
poteva rimanere alterata la sostanza, che consiste nel 
porre la base degli organici Catastali nel seno del Ministero 
di Finanza. In ossequio di codesta massima che ha, come 
vedemmo, salda radice nella citata Legge fondamentale, 
il Ministro Magliani presentò nel 18 Aprile 1887 la nota 
di variazione allo Stato di previsione del Ministero delle 
Finanze per l'esercizio finanziario 1887-1888, la quale 
contiene la esposizione degli organici di codesto nuovo 
ramo, ed essendo essa stata approvata dal potere legisla- 
tivo, è a considerarsi Legge dello Stato. Ma nella compi- 
lazione del Regolamento furono portate poche modifica- 
zioni riferentisi agli organici dell' istituto, e di cotali 
modificazioni ne terremo calcolo. 



— IV 



2.° Un sunto il più completo e sintetico possibile di 
cotale nota la quale tenuto conto delle anzidette varianti 
può essere esaminata alla occorrenza negli atti del Par- 
lamento, giudicammo essere il più utile e pratico lavoro 
che si debba premettere alla pubblicazione del Regola- 
mento per dare un concetto chiaro dell' organamento am- 
ministrativo per virtù del quale funzionerà il nuovo Ca- 
tasto. 

Riconosciuta la necessità di una sana pianta per un' o- 
pera di tanta gravità come il Catasto di un gran paese ; la 
nota di cui imprendiamo il sunto crede ragionevolmente 
premettere un cenno sulle attuali attribuzioni del personale 
tecnico di Finanza. Il personale tecnico fu costituito dal 
Pi. Decreto 6 Marzo 1881 N. 120 fondendo in unico ruolo 
gli antichi personali del Catasto e del macinato. Le attribu- 
zioni di quel personale sono quelle contemplate neir art. 9 
del regolamento 18 Dicembre 1879, N. 5397, nonché pa- 
recchie altre enumerate nella nota dai quali risulta che 
molta parte dei lavori affidati al personale tecnico è di 
natura catastale, comprendendo i servizi tecnici attinenti 
alla conservazione dei catasti esistenti alle lustrazioni dei 
terreni, al rilevamento ed alla identificazione dei fondi 
devoluti allo Stato per debito d' imposta, alla formazione 
di nuove ed all'aggiornamento di antiche mappe urbane. 
Dalle quali attribuzioni (dice la nota) si rileva che gran 
parte degli ordinari lavori degli odierni uffizi tecnici siano 
della natura di quelli che richiedonsi pel nuovo Catasto. 
Oltre di che evvi disponibile il personale che sta ulti- 
mando il rincensimento della bassa Lombardia alla di- 
pendenza della Giunta di Milano ed il Manipolo che sotto 
la Direzione del Prof. Razzaboni Direttore della Scuola 
di applicazione di Bologna, il quale Manipolo dopo di 
avere formato il nucleo principale delle squadre che ese- 
guirono con buon esito la triangolazione procede ora al 
rilevamento particellare nel territorio Modenese. Intorno a 



— V — 

codesti elementi la nota fa alcune considerazioni sul modo 
di utilizzare del personale esistente e sulla opportunità o 
meno di creare un corpo tutto speciale, e ventilati i sin- 
goli lati in cui si presenta la questione, si conclude che 
per non pregiudicarla, basterà per ora rinforzare con un 
limitato numero di nuove ammissioni il personale tecnico, 
delle Intendenze. 

Così si avrà campo di mettere a prova il personale 
già in servizio, e la esperienza dell'avvenire suggerirà 
quale sarà il miglior sistema di organizzazione del per- 
sonale tecnico. 

3.° Gli elementi che, come si disse, si rinverranno 
nel personale tecnico serviranno per la organizzazione 
dei lavori pel nuovo Catasto, ed air uopo il territorio dello 
Stato viene diviso in otto compartimenti : a capo dei quali 
trovasi un Direttore compartimentale munito di ampie 
attribuzioni e poteri per modo che egli sia in grado di 
provvedere completamente alla esecuzione di tutti i la- 
vori Catastali del Compartimento. Al Ministero si istituisce 
una Giunta Superiore tecnico amministrativa per eserci- 
tare la Suprema Direzione e vigilanza su tutte le opera- 
zioni catastali in conformità della Legge 1.° Marzo 1886. 
La Giunta non farà un uffìzio permanente, ma si con- 
vocherà ad intervalli in caso di bisogno, si compone di 
quindici membri (1), il Presidente, nove ispettori generali 
capi delle Direzioni compartimentali e dell' uffizio centrale 
e quattro consiglieri liberamente scelti fra le persone più 
segnalate per autorità e competenza nella materia. 

I cardini dell' organizzazione sono dunque la Giunta 
Superiore e le otto Direzioni compartimentali. Alla di- 
pendenza di queste verranno poi messi tutti gli uffizi 
Provinciali e locali che la Giunta Superiore crederà op- 
portuno di istituire (parole della nota). Quanto agli uffizi 



(1) Secondo Tari. 1° del Regolamento fu poi ridotta a nove membri. 



— VI — 



tecnici di finanza per la odierna riforma, vengono deli- 
mitati più razionalmente i servizii aggregando alla am- 
ministrazione del Demanio quelli che hanno indole più 
propriamente fiscale e lasciando al nuovo uffizio la sola 
parte che si attiene alla Conservazione degli attuali Ca- 
tasti, servizio di natura essenzialmente tecnico. 

4.° Ma il servizio della Conservazione del Catasto esi- 
stente deve venire modificato. È noto che 35 Provincie 
sono provvedute di regolare Catasto Geometrico, la cui 
conservazione ha luogo presso 1' Agenzia delle imposte. 
Ma la conservazione di esse e più di tutto quando sarà 
costituito il nuovo si richiederanno maggiori cure per la 
conservazione. Lo affidare come ora si fa la conserva- 
zione agli agenti delle imposte, è riconosciuto insuffi- 
ciente ed (come affermò il Messedaglia nella sua clas- 
sica relazione) « occorrono alla conservazione del Catasto 
« degli organi di particolare competenza ». Da ciò la 
necessità della costituzione di uffizi speciali per la con- 
servazione del Catasto riconosciuta dalla Nota nella quale 
si esprime il concetto della opportunità che le agenzie 
vengono esonerate dal Catasto per poterle coordinare cogli 
uffizi del registro « per dare maggiore semplicità ed ef- 
« fìcacia ai servizi importantissimi delle tasse sugli affari 
ce e delle imposte dirette ». 

5.° La necessità di un uffìzio speciale per la conser- 
vazione del Catasto è dunque riconosciuta ufficialmente 
dalla nota che riassumiamo ed è così evidente che non 
ha duopo di dimostrazione. Come si dovranno costituire 
cotali uffizi ? Quale sarà la circoscrizione di essi ? Per 
questa dappoiché le mappe e tutti i registri catastali si 
formano per Comune, il migliore uffizio ideale sarebbe 
quello che avesse sede in ciascun Comune, ma è riser- 
vato all'avvenire il provvedere ad una stabile circoscri- 
zione che risponda agli interessi dell'istituto colla desi- 
derabile economia. Quanto alla costituzione degli uffizi 



— VII 



di conservazione occorrendo cure indefesse e pazienti, 
specialmente per le tavole antiche, dalle quali desumere 
si possa la storia particolareggiata dalle singole proprietà, 
occorrerà più presto un personale adatto e competente 
vigilanza, che un'opera dispendiosa. 

Ma raccogliamo le parole stesse della nota nei rispetti 
del concetto del Catasto probatorio civile « gli effetti ci- 
« vili di un catasto non possono basarsi che su di una 
ce conservazione inappuntabile ; è dunque più che mai op- 
« portuno ora che si sta per intraprendere la formazione 
« di un catasto uniforme ed esatto coli' intendimento di 
« farlo in seguito servire anche agli scopi civili, di pre- 
« disporne la migliore conservazione conservando intanto 
« colla maggiore cura i catasti esistenti tanto più che 
« ancor questi voglionsi provvidamente utilizzare per la 
« nuova catastazione generale ». 

6.° La nota riassume poi la organizzazione che ab- 
biamo particolarmente esposta accennando al concetto che 
essa si attuerà in via di esperimento e così si chiude : 
« Così mentre si pongono stabilmente le basi dell'orga- 
« nizzazione catastale istituendo la Giunta Superiore, Y uf- 
« . fìcio amministrativo che ne dipende e la Direzione corn- 
ee partimentale con una spesa relativamente minima, si 
« provvede ancora al primo avviamento dei lavori e si 
« acquista un tempo prezioso per dare poi al personale, 
« dopo un utile periodo di preparazione e di prova, Tor- 
ce dinamento definitivo che meglio risponda alle varie 
« esigenze ed assicuri la riuscita della vasta e difficile 
« impresa ». 

Presentiamo un quadro Sinottico degli organici degli 
uffìzi del Catasto giusta la legge e regolamento che stiamo 
studiando : 

1.° Giunta Superiore del Catasto presso il Ministero 
di Finanza composta di 9 membri, che può essere com- 
pletato dai Direttori compartimentali. 



— Vili 



2.° Direzioni Compartimentali in numero di otto, 
per tutto il Regno. 

3.° Commissione Comunale di cinque membri. 

4.° Commissioni Provinciali di cinque membri. 

5.° Commissione Centrale presso il Ministero (quin- 
dici membri). 

6.° Giunte tecniche (17 membri). 



TAVOLA DI CONFRONTO 

tra gli articoli della Legge 1° Marzo 1886 e del Regolamento 
2 Agosto 1887 nonché delle pagine del libro Perequazione 
fondiaria ove si legge il commento ai singoli articoli della 
Legge. 



ARTICOLI 


ARTICOLI 


PAGINE 

del libro Perequazione fondiaria 


della Legge 
1° Marzo 1886 


del Regolamento 
2 Agosto 1887 


ove si leggono 

le note agli Articoli della Legge 

1° Marzo 1886 




54 e seguenti 




2 33 


192 a 196 


178 231 


3 


54 a 73 


185 e seguenti 


4 


45, 46, 47 


187 


5 


52 


188, 189 


6 


49, 50, 51 


190 


7 


55 a 73 


193 


8 


— 


195 a 199 


9 


74 a 99 


200 


10 


— 


201 


11 


100 a 147 


203 a 205 


12 


88 a 99 


206 


13 


— 


207 


14 


100 a 119 


208 a 213 


15 


128 a 129 


213 


16 


119, 120, 121 


214, 215 


17 


121 a 147 


215, 216 



- 2 



ARTICOLI 


ARTICOLI 


PAGINE 

del libro Perequazione Fondiaria 


della Legge 
1° Marzo 1886 


del ^Regolamento 
2 Agosto 1887 


ove si leggono 

le note agli Articoli della Legge 

1° Marzo 1886 


18 


1 a 6 


217 


19 


7 a 9 


218, 219, 220 


20 


Cap. 1° 


221 


21 


74 a 99 


222 


22 


10 a 22 


223, 224 


23 


10, 19, 22 


223, 224 


24 


36 


224, 225 


25 


37, 38 


225 


26 


39, 40 


225, 226 


27 


186, 187 


226 


28 


188 


226 


29 


183 a 191 


227 


30 


185 a 191 


227 


31 


185 a 191 


228, 229 per la competenza 


32 


— 


231 


33 


192 a 196 


231 a 232 


34 


197 a 202 


232, 233 


35 


— 


234 


36 


— 


235 


37 


— 


235 


38 


203 a 206 


237 a 240 


39 


207 a 210 


240 


40 


207 a 210 


241 a 246 


41 


— 


247, 248, 249, 250 


42 


" 


253 



- 3 



ARTICOLI 


ARTICOLI 


PAGINE 

del libro Perequazione fondiaria 


della Legge 
1° Marzo 1886 


del Regolamento 
2 Agosto 1887 


ove si leggono 

le note agli Articoli della Legge 

1° Marzo 1886 


43 





254 a 257 


44 


— 


257 


45 


— 


257 a 261 


46 


— 


261 a 264 


47 


211 a 220 


264 a 265 


48 


— 


265 a 271 


49 


— 


271 a 275 


50 


— 


275 a 280 


51 


— 


281 a 285 


52 


— 


285 a 290 


53 


— 


290 


54 


220 


291 a 298 



TESTO DEL DECRETO E REGOLAMENTO 



Il Numero 4871 Serie 3 a della Raccolta ufficiale delle leggi e 
dei decreti del Regno contiene il seguente decreto : 



UMBERTO I. 

per grazia di Dio e per volontà della Nazione 

Re d' Italia. 

Veduta la legge 1 marzo 1886, n. 3682 ; 

Udito il parere del Consiglio di Stato ; 

Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per le 
Finanze. 

Abbiamo ordinato e ordiniamo : 

Articolo unico. È approvato l'unico regolamento, deliberato 
dal Consiglio dei Ministri, e visto d'ordine Nostro dal Ministro 
delle Finanze, per l'esecuzione della legge primo marzo 1886, 
n. 3682, sul riordinamento dell' imposta fondiaria. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato 
sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del 
Regno d' Italia, mandando a chinque spetti di osservarlo e di 
farlo osservare. 

Dato a Monza, addì 2 agosto 1887. 

UMBERTO. 

A. Maglianl 
Visto: il Guardasigilli, Zanardelli. 



EEGOLAIENTO 



per l'esecuzione della legge 1.° marzo 1886, n. 3682 
sul riordinamento dell'imposta fondiaria. 



CAPITOLO I. 
Uffici del Catasto, 

Art. 4. 
Giunta superiore del Catasto. 

È istituita una Giunta superiore del catasto, composta di nove 
membri nominati per decreto Reale. 

Nei casi determinati dal successivo art. 4, intervengono nella 
Giunta, con voto consultivo, i direttori compartimentali. 

Art. 2. 

La Giunta ha un presidente e un vicepresidente parimenti 
nominati per decreto Reale. 

Essa risiede presso il Ministero delle Finanze e sta all' imme- 
diata dipendenza del Ministro, il quale può, quando creda presie- 
derne le adunanze. 

Art. 3. 

Spettano alla Giunta superiore l' indirizzo generale e la vigi- 
lanza di tutte le operazioni catastali, in conformità del presente 
regolamento e delle speciali istruzioni del Ministro delle Finanze. 



- 7 - 

Art. 4. 

La Giunta superiore delibera in seduta plenaria, con intervento 
dei direttori compartimentali, nei casi seguenti : 

a) sui metodi di rilevamento e sui limiti delle tolleranze 
da ammettersi nelle triangolazioni e nei rilevamenti particellari ; 

b) sul modo migliore di utilizzare le mappe esistenti e sulle 
norme da emanarsi perchè siano completate, corrette e messe in 
corrente ; 

e) sui criteri da prescriversi alle Giunte tecniche per la for- 
mazione dei prospetti di qualificazione e classificazione ; 

d) e, in generale, sulle istruzioni di massima relative alla 
formazione del catasto. 

Saranno altresì trattati in seduta plenaria tutti gli affari pei 
quali il presidente crederà opportuno Y intervento dei direttori 
compartimentali. 

Art. 5. 
Attribuzioni del presidente. 

Il presidente rappresenta la Giunta superiore e ne eseguisce 
le deliberazioni. Egli è altresì il capo dell'Amministrazione del 
catasto e dirige l'Ufficio centrale, nel quale sono concentrati tutti 
i servizi relativi al nuovo catasto. 

Come capo dell'Amministrazione catastale ha le facoltà e le 
attribuzioni che sono proprie dei capi delle Amministrazioni cen- 
trali, e provvede, sotto la sua responsabilità, all'andamento ordi- 
nario di tutti gli affari. 

Art. 6. 

Il presidente : 

convoca la Giunta superiore ; 

firma la corrispondenza ; 

esercita il potere disciplinare su tutti gf impiegati da lui 
dipendenti ; 

cura la esatta osservanza delle norme prescritte dalla Giunta 
superiore e fa i provvedimenti necessari per assicurarsi della uni- 
formità dei metodi e dei criteri seguiti nell'esecuzione dei lavori 
presso i vari compartimenti catastali, convocando anche presso 
di sé, ove lo creda, i direttori compartimentali; 



- 8 - 

fa al Ministro le proposte per le nomine e le promozioni 
di tutti gì' impiegati catastali di ruolo, promuovendo preliminar- 
mente le deliberazioni della Giunta superiore quando si tratti di 
direttori compartimentali. 

Art. 7. 
Direzioni compartimentali. 

I lavori per la formazione del catasto sono eseguiti per com- 
partimenti, da determinarsi per decreto Reale, in numero non 
maggiore di otto. 

In ciascuno di essi la direzione è esercitata, secondo le norme 
stabilite dalla Giunta superiore, da un direttore compartimentale 
con grado d' Ispettore generale. 

Da esso dipendono gli uffici locali che si vanno costituendo 
in ciascun compartimento. 

Art. 8. 
Organici e norme per V assunzione del personale. 

I ruoli organici del personale dell' ufficio centrale della Presi- 
denza e degli uffici compartimentali saranno approvati con decreto 
Reale ed allegati al bilancio. 

Art. 9. 

H personale tecnico sarà scelto nel personale degli uffici tecnici 
di finanza e della Giunta del censimento di Lombardia e nel per- 
sonale di ruolo addetto al catasto modenese. 

È in facoltà del Ministro delle Finanze, presi i concerti coi 
dicasteri interessati, di ammettere, in qualità di distaccati, nei 
lavori catastali impiegati tecnici degli altri Ministeri, ufficiali del 
Regio esercito e della Regia marina, che sieno stati incaricati, 
con successo, di lavori geodetici, idrografici o topografici. In caso 
di comprovata attitudine, i suddetti impiegati ed ufficiali possono 
essere ammessi in pianta nel personale catastale, sentito il parere 
della Giunta superiore. 

Potranno essere ammessi, previo esperimento, gli ingegneri 
che da due anni almeno, prestino servizio in qualità di straor- 
dinari nei lavori catastali. 

II personale di prima nomina sarà scelto per pubblico concorso. 



- 9 - 

Queste disposizioni non sono applicabili ai direttori e vice- 
direttori compartimentali. 

Il personale amministrativo sarà scelto fra gli impiegati del 
Ministero e delle Intendenze di finanza. 

Con decreto Reale, sarà regolata la carriera del personale 
catastale e saranno fissate le norme e le condizioni dei concorsi 
per l'ammissione. 

Nota al Capo L 

Se per lo studio della legge 1° marzo 1886 sul riordinamento 
dell' imposta fondiaria fu faro che ci illuminò nell'aspro e bura- 
scoso percorso la celebre relazione Minghetti Messedaglia di cui 
usufruimmo preziosi elementi; agli studi della Commissione Reale 
creata con decreto 11 marzo 1886 riassunti nella preziosa Rela- 
zione L. G. De Cambray Digny possiamo far capo per dare qualche 
breve nota riassuntiva di quegli studi in questo Regolamento. Se 
nonché la utilità di cotali note non emerge se non cumulando i vari 
concetti svolti nei diversi capi più presto che pei singoli articoli. 
Epperciò le note che crediamo vantaggiose a farsi si troveranno 
alla fine di quei capi del regolamento che le richiederanno. Ci 
dispensiamo dallo svolgere il concetto di questo capo, poiché 
nella premessa a questo regolamento abbiamo già esposto l'orga- 
namento fondamentale dello istituto catastale traendolo da docu- 
mento legislativo quale lo stato di previsione della spesa pel 1887-88 
che già osservammo doversi considerare legge dello Stato, epperciò 
alla detta premessa rimandiamo il benevole lettore. 

CAPITOLO IL 
Commissioni censnarie - comunali - provinciali e centrale. 

Art. 10. 
Commissioni comunali. 

Le Commissioni censuarie comunali si compongono di tre o 
di cinque membri effettivi e di due supplenti, ed hanno sede nel 
capoluogo del comune. 

Art. 11. 
La determinazione, nei limiti suddetti, del numero dei com- 



- 10 — 

ponenti le dette Commissioni si fa, insieme alla nomina dei me- 
desimi, nella seduta straordinaria di cui all'art. 23 della legge 
1° marzo 4886. 

Art. 12. 

Fra i maggiori contribuenti indicati nel suddetto art. 23 della 
legge 1° marzo 1886 non sono da comprendersi quelli che fanno 
parte del Consiglio comunale. 

I contribuenti che figurano intestati cumulativamente per lo 
stesso titolo nei registri del catasto, sono considerati come un con- 
tribuente unico, e devono farsi rappresentare da un solo delegato. 

Si considerano parimenti come un solo contribuente gli Enti 
morali, che, sebbene sieno distintamente intestati in catasto, sono 
rappresentati da una stessa Amministrazione. 

Art. 13. 

Per l'adempimento di quanto è disposto dai precedenti articoli, 
le Giunte municipali formano, entro un mese dall' invito che ne 
ricevono dal prefetto, l'elenco dei maggiori contribuenti all' im- 
posta fondiaria, regolata dalla legge 1° marzo 1886, comprese le 
donne, in numero eguale a quello dei consiglieri assegnati al 
Comune. 

II detto elenco viene pubblicato e tenuto affisso all'albo del 
Comune per 15 giorni consecutivi, durante i quali è ammesso 
reclamo alla Deputazione provinciale, che deve decidere entro i 
successivi 30 giorni. 

Nel caso di ritardo da parte della Deputazione provinciale, 
decide il prefetto. 

Queste decisioni sono inappellabili. 

Art. 14 

Trascorsi i 15 giorni, se non vi sono reclami, o decisi i re- 
clami, il sindaco, entro i 15 giorni successivi, con avviso da con- 
segnarsi almeno 7 giorni prima di quello indicato per la seduta 
aduna il Consiglio comunale e i suddetti maggiori contribuenti, 
per la fissazione del numero dei componenti la Commissione co- 
munale, e per la loro nomina. 

La seduta è legale quando il numero degli intervenuti non 



— 11 — 

sia minore della metà del numero complessivo dei consiglieri as- 
segnati al Comune e dei maggiori contribuenti. 

Ove la prima adunanza non riesca legale per mancanza di 
numero, il sindaco ne convoca una seconda pel settimo giorno 
successivo. 

Questa seconda adunanza è legale qualunque sia il numero 
degli intervenuti, e di ciò sarà fatta espressa menzione negli avvisi 
di prima e di seconda convocazione. 

Art. 15. 

I maggiori contribuenti possono farsi rappresentare anche con 
semplice delegazione stesa sulla lettera di convocazione, colla firma 
autenticata dal sindaco. 

Tale delegazione non può essere fatta a chi ha già voto per 
diritto proprio, e nessuno può assumere più di una delegazione. 

Nessuno può avere più di un voto. 

Chi avendo già voto per diritto proprio, o come consigliere 
comunale, ha inoltre la rappresentanza di alcuno dei maggiori 
contribuenti, deve delegarla. 

Art. 16. 

II sindaco pubblica i nomi degli eletti, notifica agli stessi la 
loro nomina, e li convoca entro un mese per la elezione del pre- 
sidente, facendo espressa menzione delle disposizioni contenute 
negli articoli 32 e 33. 

Art. 17. 

Le Commissioni comunali eleggono il proprio presidente fra 
i commissari effettivi. 

Art. 18. 

L'elenco dei maggiori contribuenti di cui l'art. 13 viene rive- 
duto e corretto ogni anno dalla Giunta municipale, all'epoca sta- 
bilita per la revisione della lista elettorale amministrativa. 

Il detto elenco, così rettificato, viene pubblicato e tenuto affisso 
per 15 giorni all' albo del Comune, per gli eventuali reclami alla 
Deputazione provinciale, a norma dell'art. 13. 



- 12 - 

Art. 19. 

Spetta alla Commissione comunale segnatamente: 

a) di fornire alla Giunta tecnica, ai periti, ed in generale 
agli uffici catastali, nonché alla Commissione provinciale, tutte 
le notizie ed informazioni, delle quali sia richiesta per le diverse 
operazioni occorrenti alla formazione del catasto; 

b) di nominare gli indicatori catastali fra persone probe ed 
esperte del territorio, e avuto riguardo al disposto dell'art. 50; 

e) di presentare osservazioni o reclami alla Commissione 
provinciale nei modi e termini stabiliti al capitolo IX, sulla qua- 
lificazione, classificazione e tariffa dei terreni del proprio comune, 
proposte dalla Giunta tecnica ; 

d) di pubblicare le norme relative alle denuncie per i mi- 
glioramenti eseguiti o da eseguirsi, e di ricevere le denuncie 
stesse giusta gli art. 88 e seguenti ; 

e) di far eseguire la delimitazione e terminazione del ter- 
ritorio comunale e delle proprietà in esso comprese, secondo le 
disposizioni del capitolo IV ; 

f) di assistere i periti catastali nei casi indicati dal regola- 
mento ; 

g) di dare voto motivato sui reclami dei possessori, come 
allo art. 179; 

h) di ricorrere alla Commissione censuaria centrale nel caso 
di violazione di legge o per questioni di massima. 

Art. 20. 
Commissioni provinciali. 

La Commissione censuaria provinciale si compone di un pre- 
sidente nominato dal Ministro delle Finanze, e di quattro com- 
missari effettivi, con due supplenti, nominati per una metà dallo 
stesso Ministro, e per l'altra metà dal Consiglio provinciale in 
adunanza straordinaria da convocarsi entro il termine di un mese 
dal ricevimento dell'invito. La Commissione provinciale risiede 
nel capoluogo della provincia. 

Art. 21. 

La Commissione provinciale : 



- 13 - 

a) dà voto motivato sui reclami delle Commissioni comunali 
contro le risultanze dei prospetti delle tariffe, come all'art. 27 
della legge 1° marzo 1886 ; 

b) fa le osservazioni e proposte che trova opportune sulle 
tariffe di tutti i comuni della provincia come all' art. 189 ; 

e) reclama contro le tariffe che le vengono comunicate dalla 
Commissione censuaria centrale, a norma dell' art. 191 ; 

d) decide in via definitiva i reclami prodotti dai possessori 
contro i resultati del catasto, salvo il disposto dell'ultimo capo- 
verso dell'art. 29 della legge 1° marzo 1886. 

Art. 22. 
Commissione censuaria centrale. 

La Commissione censuaria centrale è composta di quindici 
membri nominati dal Ministro delle Finanze, e cioè : 

a) di cinque commissari scelti fra i membri del Consiglio 
di Stato, della Corte dei Conti, del Consiglio superiore dei La- 
vori pubblici e della Magistratura giudiziaria, in guisa che cia- 
scuno di questi corpi vi sia rappresentato ; 

b) di un membro del Consiglio superiore di agricoltura; 

e) di nove altre persone scelte dal Ministro delle Finanze 
fra le più esperte della materia. 

La Commissione risiede presso il Ministero delle Finanze, ed 
è presieduta dal Ministro, o da un vicepresidente da lui nomi- 
nato fra i membri della Commissione stessa. 

Il presidente della Giunta superiore, o un membro della Giunta 
stessa da lui delegato, hanno facoltà d' intervenire alle adunanze 
della Commissione centrale, e di prendere parte alle discussioni, 
senza diritto di voto. Essi possono farsi assistere da un funzio- 
nario dell'Amministrazione catastale. 

Art. 23. 

La Commissione censuaria centrale, giusta le norme prescritte 
nei capitoli Vili e IX, decide : 

a) sui reclami intorno alle tariffe, e stabilisce le tariffe stesse 
in via definitiva per tutti i comuni del Regno; 

b) sui reclami della Giunta superiore del catasto e delle Com- 
missioni provinciali, od anche delle minoranze di queste, per 



- 14 — 

erroneità di criteri seguiti in singoli Comuni nell'applicazione 
delle qualità e classi ; 

e) sui reclami dei possessori ed enti interessati, delle Com- 
missioni, e della Giunta superiore per violazione di legge o per 
questioni di massima. 

La Commissione censuaria centrale, inoltre, su richiesta del 
Ministro, dà parere nel caso contemplato dall'art. 218. 

Art. 24 
Disposizioni comuni alle diverse Commissioni. 

Le Commissioni censitane comunali e provinciali sono assistite 
ciascuna da un segretario, e la Commissione centrale da quel 
numero di segretari che il Ministro giudica necessario. 

Il sindaco nomina il segretario della Commissione comunale, 
sentita la Commissione stessa. 

Il prefetto, di concerto coli' intendente di finanza, sceglie fra 
gli impiegati dell' Intendenza il segretario della Commissione pro- 
vinciale. 

Il Ministro delle Finanze sceglie fra gli impiegati dell'Ammi- 
nistrazione centrale delle finanze i segretari per la Commissione 
censuaria centrale. 

Art. 25. 

Le Commissioni censuarie, oltre al disimpegno delle funzioni 
indicate negli articoli precedenti, prestano il loro concorso alle 
diverse operazioni del catasto ogni qualvolta ne vengano richieste 
dai competenti uffici. 

Art. 26. 

I presidenti delle Commissioni ne dirigono i lavori, firmano 
la corrispondenza, curano l'osservanza dei termini, e provvedono 
alla conservazione dei documenti. 

Art. 27. 

I Commissari supplenti devono intervenire alle adunanze delle 
Commissioni, sia per tenersi in corrente sull'andamento delle 
operazioni, sia per fornire schiarimenti e coadiuvare le Commis- 
sioni stesse nei loro lavori. Essi però non hanno voto delibera- 
tivo che in assenza dei commissari effettivi. 



— lo — 

Nelle Commissioni provinciali i supplenti non hanno voto de- 
liberativo che in assenza dei commissari effettivi, rispettivamente 
nominati dalla stessa autorità. 

Art. 28. 

La Commissione censuaria centrale non può deliberare se non 
è presente la metà dei suoi membri. 

Le Commissioni provinciale e comunale non possono deliberare 
se non presenti tre membri. 

Le deliberazioni si prendono a maggioranza assoluta di voti, 
ed in caso di parità si astiene il più giovane dei commissari, 
che non sia relatore. 

Art. 29. 

I membri delle Commissioni devono astenersi dal prendere 
parte alle deliberazioni riguardanti l'interesse proprio, o quello 
dei loro ascendenti, discendenti, fratelli, sorelle, coniuge, suocero 
e genero ; altrimenti le deliberazioni stesse sono nulle. 

Art. 30. 

In caso di assenza o d'impedimento del presidente della Com- 
missione comunale, ne fa le veci quello fra i commissari effettivi, 
che ha ottenuto il maggior numero di voti nella elezione, e, a parità 
di voti, il più anziano di età. 

Per la sostituzione del presidente delle Commissioni provin- 
ciali provvede il Ministro all'atto della nomina dei commissari 



governativi. 



Art. 31. 



Non possono far parte della stessa Commissione ascendenti 
e discendenti, suocero e genero, e più fratelli. 

Nessuno può appartenere a più Commissioni nella stessa pro- 
vincia, né far parte di più Commissioni provinciali. 

I membri della Commissione censuaria centrale non possono 
appartenere ad alcun' altra Commissione censuaria. 

I periti catastali e i componenti le Giunte tecniche o la Giunta 
superiore non possono far parte di alcuna Commissione censuaria. 

Chi è eletto membro di più Commissioni, e non possa far 



— 16 - 

parte di tutte, ha sempre diritto di optare per quella che prefe- 
risce. 

Art. 32. 

Possono rifiutare di far parte delle Commissioni censuarie 
comunali e provinciali i senatori, i deputati al Parlamento, e tutti 
i funzionari dello Stato, civili e militari, in attività di servizio. 

Può egualmente rifiutare V ufficio chi non risiede nel co- 
mune e rispettivamente nella provincia, e chi è impedito da in- 
fermità permanenti, o ha compiuto i 65 anni di età. 

Non possono essere eletti coloro che non sono elettori am- 
ministrativi in alcun comune del Regno. 

Art. 33. 

Agli effetti dell' art. 24 della legge 1° marzo 1886 è consi- 
derato rifiutante l'ufficio anche colui che non risponde di accet- 
tare, e non interviene alla prima adunanza di cui all'art. 16, e 
così pure chi, avendo accettato, non interviene senza giustificati 
motivi, a tre adunanze successive. 

Art. 34. 

I sindaci e le Deputazioni provinciali devono trasmettere 
all'Intendenza di finanza i documenti, dai quali risulti il rifiuto 
di accettare l'ufficio di membro delle Commissioni comunali e 
provinciali. 

I presidenti delle Commissioni riferiscono all'intendente di 
finanza sulle assenze dei commissari contemplate nell'articolo 
precedente. 

L' Intendenza di finanza, avute le comunicazioni suaccennate, 
proceda a norma dell'art. 224 e seguenti. 

Art. 35. 

Nel caso che vengano a mancare taluni dei componenti le 
Commissioni comunali e provinciali, essi sono sostituiti colle 
norme ordinarie prestabilite. 

Cessano di far parte della Commissione censuaria centrale, 
e devono essere sostituiti con funzionari della stessa categoria, i 
commissari designati alle lettere a e b dell'art. 22, quando abbiano 
cessato dagli uffici ivi indicati. 



— 17 - 

Art. 36. 

Qualora i Consigli comunali e provinciali non facciano nei 
modi e nei termini prestabiliti le nomine ad essi demandate, prov- 
vedono, rispettivamente, il prefetto e il Ministro delle Finanze. 

Art. 37. 

Quando la Commissione comunale non adempia in tempo de- 
bito al suo mandato, il competente ufficio catastale ne provoca 
dal prefetto lo scioglimento e la rinnovazione. 

Per le Commissioni provinciali provvede il Ministro delle Fi- 
nanze, in seguito a relazione della Giunta superiore del catasto. 

Art. 38. 

I componenti le Commissioni censuarie comunali e provinciali 
rimangono in carica per tutta la durata delle operazioni catastali, 
e non cessano dalle loro funzioni per lo scioglimento dei rispet- 
tivi Consigli. 

Tuttavia essi hanno diritto di essere dispensati, quando vengano 
a trovarsi nelle condizioni indicate nei due primi comma del- 
l'art. 32, e, in ogni caso, dopo cinque anni di esercizio dell' ufficio. 

Cessano di far parte delle Commissioni censuarie coloro i quali 
perdono l'elettorato amministrativo. 

Nota al Capo IL 

Posto per base che a seconda della legge 4° marzo 1886 l'o- 
perazione totale del catasto si divide nelle seguenti parziali cioè : 

1. La delimitazione e terminazione dei territori ; 

2. La misura dei medesimi ; 

3. La stima che si compie mediante a) la qualificazione ; 

b) la classificazione; 

e) il classamento ; 

d) la tariffa; 
e poiché codeste fasi dell'operazione sono attuate da diversi organi ; 
il regolamento definisce in questo capo le funzioni che cotali or- 
gani compiono svolgendo il compito delle Commissioni censuarie- 
comunali-provinciali e centrali di cui si declinano le varie attri- 
buzioni. 



- 18 - 

CAPITOLO III. 
Giunte tecniche. 

Art. 39. 

Il numero dei membri delle Giunte tecniche incaricate delle 
operazioni di stima è di 7 in quelle provincie che hanno una 
estensione superiore a 500,000 ettari, od un numero di comuni 
superiore a 200, e di 5 in tutte le altre. 

Ogni Giunta tecnica ha un segretario nominato dal Ministro 
delle Finanze. 

Art. 40. 

Qualora il Consiglio provinciale non abbia, entro due mesi 
dal ricevimento dell' invito, nominati i suoi periti per la compo- 
sizione delle Giunte tecniche, in osservanza dell'art. 19 della legge 
1° marzo 1886, provvede il Ministro delle Finanze. 

Art. 41. 

La Giunta tecnica ha specialmente Y incarico : 

a) di accertare le qualità di coltura esistenti in ciascun co- 
mune della rispettiva provincia e di stabilire le classi in cui devono 
dividersi, sotto l'osservanza dell'art. 78 ; 

b) di formare la tariffa, determinando la rendita imponibile 
per ogni ettaro di terreno di ciascuna qualità e classe; 

e) di prestare il suo concorso nelle operazioni di stima se- 
condo le richieste dell'Amministrazione del catasto. 

Art. 42. 

Le Giunte tecniche non possono deliberare se non è presente 
la metà dei loro membri. 

Le deliberazioni si prendono a maggioranza assoluta di voti, 
e in caso di parità si astiene il più giovane dei periti, che non 
sia relatore. 

Art. 43. 

Le Giunte tecniche, nell'attendere ai loro incarichi, devono 
uniformarsi ai criteri ed ai procedimenti stabiliti dalla Giunta supe- 
riore allo scopo della generale perequazione. 



- 19 - 

A tale effetto la Giunta superiore esercita una continua vigi- 
lanza sui loro lavori e può farsi trasmettere, nei modi e nei ter- 
mini che essa prescriverà, tutti i prospetti, i dati e le indicazioni 
che crederà necessari. 

Art. 44. 

La Giunta superiore stabilisce i termini entro i quali le Giunte 
tecniche devono compiere le operazioni loro affidate e quando rico- 
nosca che esse non procedono colla necessaria sollecitudine, può 
provocare la rinnovazione parziale od anche totale delle Giunte 
stesse. 

Nota al Capo III. 

.Le Giunte tecniche provinciali sono una emanazione della 
Giunta superiore e dei Direttori compartimentali di cui seguono 
le massime stabilite ed agiscono secondo le istruzioni relative. La 
esecuzione di cotali massime ed istruzioni spetta naturalmente ai 
periti catastali i quali dipendono dalle Direzioni compartimentali 
con un organico che sfugge al Regolamento. 

CAPITOLO IV. 

Delimitazione e terminazione dei territori comunali 
e delle proprietà in essi comprese. 

Art. 45. 
Disposizioni 'preliminari per le delimitazioni 
e terminazioni. 

Prima che incomincino le operazioni del rilevamento partico- 
lare, l'Amministrazione del catasto invita i comuni a procedere 
alla delimitazione e terminazione dei territori comunali e delle 
proprietà in essi comprese. 

Art. 46. 

Il sindaco, ricevuto l' invito, ne dà comunicazione alla Com- 
missione censuaria comunale, la quale, con manifesto da pubbli- 
carsi a norma dell'art. 55 e in due domeniche successive, avverte 
i possessori che, trascorsi 30 giorni da quello della prima pubbli- 
cazione, darà principio alle operazioni di delimitazione e termi- 



— 20 — 

nazione, nelle quali essi potranno anche farsi rappresentare 
da altra persona, mediante semplice delegazione autenticata dal 
sindaco. 

Nel detto manifesto, la Commissione invita i possessori a pro- 
cedere immediatamente ad una preventiva deliminazione delle 
loro proprietà in contraddittorio dei possessori limitrofi, a com- 
porre le eventuali contestazioni sui confini, ed a piantare i ter- 
mini che fossero necessari per fissare in modo stabile i confini 
stessi, così che le singole delimitazioni siano fin d'allora poste nella 
evidenza necessaria per poterne a suo tempo redigere i verbali 
prescritti dall'art. 52. 

Nello stesso manifesto si avvisano i possessori che altrimenti 
sarà provveduto d' ufficio a loro spese. 

I termini possono omettersi qualora il confine sia determinato 
da una linea apparente, naturale od artificiale. 

Art. 47. 

Avvisi per V intervento degli interessati ai sopraluoghi 

delle Commissioni comunali. 

Decorso il termine di 30 giorni stabilito all' articolo prece- 
dente, la Commissione incomincia le sue operazioni, avvisando 
a domicilio i possessori di trovarsi sopra luogo in giorni deter- 
minati. L'avviso viene dato mediante lettera recapitata almeno 
cinque giorni prima. 

Invita parimenti la Giunta municipale del luogo, le Commis- 
sioni censuarie e le Giunte municipali dei comuni limitrofi, di 
mano in mano che deve procedere alla delimitazione e determi- 
nazione dei relativi confini territoriali. 

Le Commissioni censuarie dei comuni limitrofi invitano a loro 
volta i possessori dei terreni lungo la linea di confine ad assi- 
stere alla delimitazione e terminazione della linea stessa, per la 
parte che li riguarda. 

Art. 48. 
Confini di Provincia e di Stato. 

Pei tratti di confini comunali che sono pure confini di Pro- 
vincie, si avvisano del giorno della delimitazione e terminazione 



- 21 - 

le rispettive Deputazioni provinciali, perchè, volendo, interven- 
gano o si facciano rappresentare. 

Pei tratti di confini comunali che sono pure confini di Stato, 
la Giunta superiore del catasto provoca, ove occorra, dal Ministro 
delie Finanze le opportune disposizioni. 

Art. 49. 
Compito della Commissione comunale. 

La Commissione censuaria comunale verifica se tutte le linee 
di confine sono determinate in modo certo e stabile mediante un 
sufficiente numero di termini, e, ove ciò non sia, procura che 
si piantino provvisoriamente almeno dei picchetti, da sostituirsi 
con termini stabili al più presto possibile, e in ogni caso, entro 
30 giorni, scorsi i quali essa provvede d' ufficio. 

Quanto alla forma e al modo della terminazione possono se- 
guirsi le consuetudini locali, purché le linee di confine riescano 
ben disegnate sul terreno, all' effetto di facilitarne il rilevamento. 

Art. 50. 

Nelle operazioni di delimitazione e terminazione la Commis- 
sione comunale può farsi rappresentare da uno o più delegati, 
sui quali però deve sempre esercitare la sua vigilanza. 

Per tali operazioni la Commissione può ripartire fra i suoi 
delegati il territorio comunale. 

La scelta dei delegati, o di altri individui a servizio delle 
operazioni di delimitazione e terminazione, deve farsi possibil- 
mente fra persone atte ad essere adoperate anche come indica- 
tori nelle successive operazioni di rilevamento. 

Art. 51. 

Qualora taluna Commissione censuaria comunale non proceda 
colla necessaria sollecitudine nelle operazioni predette, il diret- 
tore compartimentale può assegnarle un termine pel compimento 
delle operazioni stesse, rendendone informata la rispettiva Giunta 
municipale. 

Contro questa assegnazione tanto la Commissione quanto la 
Giunta possono ricorrere, eutro 15 giorni, alla Giunta superiore 
del catasto. Trascorso il termine definitivamente assegnato, si 



- 22 — 

procede dall'Amministrazione del catasto, di concerto col prefetto, 
alle operazioni di delimitazione e terminazione. 

Art. 52. 
Verbali delle delimitazioni e terminazioni. 

Le operazioni di delimitazione e terminazione devono essere 
riferite in un processo verbale, il cui modulo sarà prescritto dalla 
Giunta superiore del catasto. 

I verbali delle delimitazioni e terminazioni dei territorii co- 
munali devono redigersi in tre esemplari, uno per ciascuno dei 
comuni interessati, e il terzo per l'Amministrazione centrale. 

I verbali delle delimitazioni e terminazioni delle singole pro- 
prietà si redigono in due esemplari, da conservarsi V uno presso 
il comune, l'altro presso l'Amministrazione catastale. 

I possessori hanno diritto di avere dal comune, a loro spese, 
copia dei verbali che li riguardano. 

Art. 53. 

Nei comuni, dove esistono mappe servibili ai sensi dell'art. 3 
della legge 1° marzo 4886, le operazioni di delimitazione e ter- 
minazione si eseguiscono soltanto nei casi nei quali la Giunta 
superiore del catasto la giudicherà indispensabile, e a norma 
delle istruzioni che saranno da essa impartite. 

Nota al Capo IV. 

La operazione preliminare della delimitazione è come si vede 
organata per modo che i proprietari possano provvedere ai loro 
interessi. Partendo da questo concetto fondamentale, come si vede, 
il regolamento prescrive una serie di avvisi pubblici e di inviti 
a domicilio, sia per informare il pubblico del giorno nel quale 
le operazioni sono per cominciare, sia per chiamare sul terreno 
a giorno fisso ciascun interessato, ma ingiunge alla Commissione 
comunale censuaria di procedere oltre anche in assenza dei chia- 
mati ; se ciò non fosse l'apatia e la trascuratezza di parecchi pro- 
prietari paralizzerebbe le operazioni. Suppliscono alla mancanza dei 
proprietari speciali delegati autorizzati dal Regolamento (art. 50) 
pratici dei luoghi, i quali sono certo di gran giovamento alle com- 
missioni comunali per la delimitazione come lo scrivente ha avuto 



- 23 - 

personalmente a verificare nelle operazioni di delimitazione già 
compiute nel compartimento Modenese. 

Alla predetta operazione succedono quelle di misura e stima 
di cui si vedrà in seguito e per tale riguardo si presentò ai com- 
pilatori del Regolamento una osservazione. Le operazioni stesse 
talora succedono in ordine cronologico le une alle altre, ma talora 
invece sono simultanee. Perciò il Regolamento nota i punti di con- 
tatto e le vicendevoli relazioni delle une colle altre. 

CAPITOLO V. 

Operazioni di misura. 

Art. 54. 

Compiute le delimitazioni e terminazioni, si procede alle ope- 
razioni di misura col mezzo di periti delegati dall' Amministra- 
zione del catasto. 

Art. 55. 
Disposizioni preliminari al rilevamento. 

Il perito catastale, tre giorni almeno prima d' intraprendere 
le dette operazioni in un comune, pubblica un manifesto per 
indicare il giorno e la località in cui le operazioni stesse avranno 
principio, affinchè i possessori possano intervenire sopra luogo, 
e dare al perito le indicazioni opportune pel rilevamento cata- 
stale dei loro possessi. 

Il suddetto manifesto viene affìsso all' albo del comune e nei 
principali luoghi abitati di tutte le sue frazioni, come pure in 
altre località a seconda delle consuetudini. 

Art. 56. 

Prima d' intraprendere il rilevamento della linea di confine 
territoriale con un altro comune, il perito invita la Commissione 
censuaria locale, e quella del comune limitrofo, a riconoscere 
sopra luogo in suo concorso la linea stessa. 

Art. 57. 

Scelta dell' indicatore. 

Nelle operazioni di misura il perito catastale viene accompa- 



- 24 - 

gnato da un indicatore, scelto preferibilmente fra il personale 
che avrà assistito alle operazioni di delimitazione e terminazione. 
La scelta dell' indicatore spetta alla Commissione censuaria 
comunale. Tuttavia il perito, previa autorizzazione dell' ufficio 
catastale da cui dipende, può esigere il cambiamento di esso. 

Art. 58. 
Rilevamento delle nuove ìnappe. 

La Giunta superiore del catasto stabilisce i metodi di rileva- 
mento, che giudica i più atti a conciliare la maggiore esattezza 
e sollecitudine dei lavori colla maggiore economia nella spesa, 
e dà le disposizioni e le istruzioni occorrenti. 

Stabilisce pure le norme e le condizioni, colle quali possa 
utilizzarsi il lavoro di privati operatori. 

Art. 59. 

Reti trigonometriche. 

I punti trigonometrici ai quali si devono collegare le mappe, 
vengono determinati di posizione da reti trigonometriche, basate 
sui lati di quelle dell' Istituto geografico militare. 

Art. 60. 
Aggiornamento delle mappe esistenti. 

La Giunta superiore, in seguito al parere della Commissione 
nominata dal Ministro delle Finanze per P accertamento dello 
stato delle mappe esistenti, stabilisce i criteri da seguire e i 
metodi da applicare, allo scopo di utilizzare, quanto più larga- 
mente si possa, le mappe stesse. 

Art. 61. 
Particella catastale. 

La particella catastale da rilevarsi distintamente è costituita, 
giusta l'art. 2 della legge 1° marzo 1886, da una porzione con- 
tinua di terreno o da un fabbricato, che siano situati nel mede- 
simo comune,, appartengono allo stesso possessore, e siano della 
medesima qualità e classe, o abbiano la stessa destinazione. 

La qualità è determinata dalle specie differenti di coltura, la 



- 25 - 

classe dalla differenza di produttività e di condizioni, come agli 
art. 76 e 78. 

Per destinazione s' intende l' uso cui serve un ente da intro- 
durre in catasto, sebbene non soggetto a coltura. 

La divisione per qualità viene eseguita all'atto del rilevamento, 
in base al prospetto delle qualità catastali formato, per tutto il 
Regno, dalla Giunta superiore; quella per classi si fa in seguito, 
all'atto del classamento, come all' art. 94. 

Art. 62. 

Costituiscono quindi particelle catastali, da rappresentarsi e 
da individuarsi separatamente all'atto del rilevamento, oltre gli 
appezzamenti di possessori diversi e quelli soggetti ad enfiteusi 
o livello : 

a) le singole parti di un medesimo possesso, sebbene con- 
tigue, quando differiscono fra loro per qualità di coltura ; 

b) i fabbricati o porzioni di fabbricati urbani insieme alle 
loro dipendenze come cortili, pozzi e simili ; 

e) i fabbricati o porzioni di fabbricati rurali, colle loro di- 
pendenze come cortili, pozzi, aie e simili; 

d) le aie ed i cortili, quando non siano contigui ai fabbri- 
cati cui servono ; 

e) i cortili, gli anditi, ed altri spazi comuni a diversi pos- 
sessori ; 

f) l'area circoscritta dalle linee esterne delle fortezze, delle 
chiese, dei cimiteri e degli spazi contigui destinati ad uso pub- 
blico ; 

g) le miniere, le cave, le torbiere e le saline, quando non 
siano sotterranee, e le tonnare, per la superficie occupata stabil- 
mente ad uso xlella relativa industria ; 

h) le valli e gli stagni da pesca; 

i) i terreni destinati a scopo di delizia, a colture che ri- 
chiedono speciali apparecchi di riparo o riscaldamento, ed in 
generale tutti i terreni sottratti per qualsivoglia altro uso all' or- 
dinaria coltivazione, in quanto non siano a considerarsi come 
accessori di fabbricati; 

k) le strade ferrate e le tramvie in quanto abbiano sede 
propria, colle rispettive dipendenze; 



- 26 - 

l) i ponti soggetti a pedaggio ; 

m) i canali, i viali, le strade, gli accessi e simili, di pro- 
prietà privata, quando non appartengono ai possessori dei terreni 
fronte ggianti ; 

n) gli argini principali lungo i corsi d'acqua ; 

o) le fontane pubbliche, i monumenti nazionali e le piazze 
pubbliche, in quanto non siano da considerarsi come unite alle 
strade o una continuazione alle medesime ; 

p) i terreni di territorio comunale o possesso controversi ; 

q) le spiaggie, le roccie, le ghiaie, le sabbie nude e gli 
altri terreni per propria natura affatto improduttivi ; 

r) e in generale, tutte quelle porzioni di terreno che di- 
versificano dal contiguo, o per qualità di coltura, o per destina- 
zione, o per altre speciali condizioni, escluse le prode ordinarie 
dei fondi, che ne formano parte integrante. 

Art. 63. 

Possono farsi particelle distinte anche per quei terreni che 
sono situati nello stesso comune, appartengono allo stesso pos- 
sessore e sono della medesima qualità, od hanno la stessa desti- 
nazione, quando sono divisi da fossi, muri, strade o da altre 
accidentalità naturali o artificiali permanenti del terreno. 

Nei comuni dove esistono mappe servibili, tali divisioni de- 
vono essere mantenute, colle rettifiche eventualmente occorrenti. 

Art. 64. 

Si rilevano pure, e si rappresentano in mappa, senza che co- 
stituiscano particelle catastali da numerarsi : 

a) le strade nazionali, provinciali, comunali e vicinali, le 
piazze pubbliche, i ponti non soggetti a pedaggio, ed in generale 
tutti gli immobili di proprietà dello Stato sottratti alla produ- 
zione per un pubblico servizio gratuito ; 

b) V alveo dei fiumi e dei torrenti ; 

e) F area di proprietà pubblica occupata da canali, laghi, 
stagni, serbatoi e simili ; 

d) i canali maestri per la condotta delle acque, indicati al- 
l'art. 144. 



- 27 - 

Art. 65. 
Scala delle mappe. 

Le nuove mappe devono di regola essere formate nella scala 
-di 1/2000. 

Per quelle parti di terreno che sono frazionate in piccole 
particelle, si fanno allegati nella scala di 1/4000, e, occorrendo, 
anche di 1/500. 

Pei comuni il cui territorio è nella maggior parte frazionato 
in piccole particelle, la Giunta superiore può disporre che Y in- 
tera mappa sia fatta nella scala di 1/1000, 

Art. 66. 

Nei casi eccezionali, di cui all'art. 10 della legge 1° marzo 1886, 
il comune si divide in sezioni per il solo scopo catastale, e le 
sezioni devono in generale essere determinate da strade, corsi 
d'acqua, o da altri limiti naturali od artificiali, e possibilmente 
da confini di proprietà. 

Anche nel caso che il comune venga diviso in sezioni, la 
Commissione censuaria comunale resta una sola per V intero co- 
mune amministrativo. 

Art. 67. 
Intestazioni dei possessori. 

Insieme alle particelle si rilevano i termini stabili, che se- 
condo le norme impartite dalla Giunta superiore del catasto, siano 
da riferirsi in mappa, e contemporaneamente si prende nota del 
nome dei possessori, della ubicazione e della qualità di coltura, 
o della destinazione di ciascuna di esse. 

Art. 68. 

I beni devono intestarsi ai rispettivi possessori, quali risultano 
all' atto del rilevamento, valendosi dei verbali delle relative de- 
limitazioni, e delle indicazioni che vengono fornite dai possessori, 
o da chi li rappresenta, e in mancanza di essi dall' indicatore che 
accompagna il Perito. 



— 28— 

Art. 69. 

Nel caso di beni in contestazione, il Perito catastale inter- 
pone i suoi uffici per un amichevole componimento, senza però 
ritardare il corso delle operazioni, e, qualora non vi riesca, in- 
scrive i beni contestati al nome del possessore di fatto, con re- 
lativo annotamento. 

I beni dei quali non si possano conoscere i possessori ven- 
gono dal perito provvisoriamente intestati al Demanio dello Stato. 

Art. 70. 

Nei casi di enfiteusi o livello, e di usufrutto, la intestazione 
deve portare in linea principale 1' enfìteuta o livellano, e 1' usu- 
fruttuario, ed in linea secondaria chi ha il dominio diretto o la 
proprietà del fondo. 

Art. 71. 
Revisione delle mappe. 

Le mappe devono essere rivedute e controllate per assicu- 
rarsi della loro perfetta regolarità ed esattezza, giusta le norme 
che saranno stabilite dalla Giunta superiore del catasto. 

Quando vengono riconosciute difettose, si correggono a spese 
di coloro ai quali gli errori sono imputabili. 

Art. 72. 
Ritenute da farsi al personale straordinario. 

Per gli operatori straordinari, a garanzia della responsabilità, 
di cui all' articolo precedente si fa sulla loro retribuzione una ri- 
tenuta da determinarsi dalla Giunta superiore, e da restituirsi a 
lavoro ultimato e riconosciuto regolare. 

Art. 73. 
Calcolo delle Aree. 

Verificata la mappa di un comune, si procede a calcolare le- 
aree delle singole particelle catastali, con quei modi che la Giunta 
superiore del catasto riconoscerà convenienti. 



- 29 - 

Nota al Capo V. 

Dicemmo già che i Periti catastali designati dai Direttori com- 
partimentali procedono alle operazioni di misura. Cotali Periti 
prendendo le mosse dai punti trigonometrici stabiliti dall' istituto 
geografico militare, cominciano dal suddividere con una triangola- 
zione più dettagliata, le zone di territorio loro assegnate dalle 
Direzioni compartimentali. Procedono poi a relevare i confini, sia 
comunali, sia dei privati possessori ed a riportarli in mappa no- 
tandone i termini stabili secondo le istruzioni date loro dalle Dire- 
zioni compartimentali e dalle Giunte superiori. Si vedranno in 
seguito le variazioni di procedimento nei luoghi ove esistono le 
mappe. La Giunta superiore nell' impartire siffatte istruzioni giu- 
dicherà quali operazioni sia possibile affidare a privati operatori. 
Così si forma la mappa la quale si divide in parcelle la quale 
secondo l'art. 2 della legge 1° marzo 1886 è costituita da una 
porzione continua di terreno o da un fabbricato, che siano si- 
tuati in un medesimo comune e classe o abbiano la stessa de- 
stinazione. 

Perciò per determinare i limiti della parcella è indispensabile 
tener conto non solo dei confini di proprietà o di comune stabiliti 
colla operazione preliminare precedentemente descritta, ma distin- 
guere eziandio la qualità, la classe, la destinazione. 

Le mappe sono tutte della scala dal 1 a 1000 e allegati anche 
sulla scala da 1 a 500. 

Le particelle si intestano a ciascun possessore in appositi do- 
cumenti e registri che fanno corredo alla mappa. Anche a questa 
operazione si invitano gl'interessati, ma sia che non intervengano 
sia che intervenuti abbiano tra loro contestazioni, non per questo 
il Perito arresta l'opera sua. Il rilevamento deve constatare le con- 
dizioni di fatto e tutto al più riportare come particelle separate 
i terreni contestati. 

Compiuta la mappa e determinata la estensione delle particelle, 
le Direzioni compartimentali, ne fanno fare la revisione. 



- 30 - 

CAPITOLO VI. 
Operazioni di stima. 

Qualificazione — Classificazione — Classamento. 

Art. 74. 

Le operazioni per la stima dei terreni sono : la qualificazione, 
la classificazione, il classamento e la tariffa. 

Art. 75. 
Prospetti di qualificazione e classificazione dei terreni. 

Le Giunte tecniche procedono innanzi tutto alla formazione 
di quadri e prospetti di qualificazione e classificazione dei ter- 
reni di ciascun comune con criteri e metodi uniformi per tutto 
il Regno. 

Tali criteri e metodi, allo scopo della generale perequazione, 
sono stabiliti dalla Giunta superiore del catasto, la quale deter- 
mina altresì i modi di raccogliere le opportune notizie. 

Art. 76. 
Qualificazione. 

La qualificazione consiste nel distinguere i terreni di ciascun 
Comune secondo le varie loro qualità, ossia secondo le specie 
essenzialmente differenti, tanto per la diversa coltivazione a cui 
vengono di solito destinati i terreni stessi, quanto per il diverso 
loro prodotto spontaneo, od anche per altre condizioni e circo- 
stanze notevoli e permanenti. 

Art. 77. 

Per indicare i terreni di una stessa qualità, devono usarsi 
denominazioni uniformi in tutti i Comuni, in base al prospetto 
formato dalla Giunta superiore del catasto, come all'art 61. 

Art. 78. 
Classificazione. 

La classificazione consiste nel suddividere ciascuna qualità 
in tante classi quanti sono i gradi notabilmente diversi dalla ri- 
spettiva produttività, tenuto conto di tutte le condizioni fìsiche 



- 31 - 

ed economiche influenti sulla determinazione della relativa ren- 
dita netta, precisando le caratteristiche e gli elementi che val- 
gono a distinguere una classe dall'altra, e fissando nel tempo 
stesso un certo numero di particelle, che rappresentino il merito 
medio di ciascuna classe, da servire come tipi per il successivo 
classamento. 

Non si tien conto delle piccole differenze per formare classi 
distinte. 

La Giunta superiore stabilisce il massimo numero di classi 
nelle quali ciascuna qualità può dividersi. 

Art. 79. 

La classificazione dei terreni di un Comune è indipendente 
da quella degli altri ; e perciò deve farsi in ciascun Comune e 
per ogni qualità, che lo richieda, una speciale numerazione pro- 
gressiva di classi. 

Art. 80. 

Compiuta la qualificazione e la classificazione, le Giunte tec- 
niche preparano gli elementi per la formazione delle tariffe, e 
contemporaneamente i periti catastali assistiti dalle Commissioni 
censuarìe comunali procedono al classamento sulla base del pro- 
spetto di qualificazione e classificazione compilato per ciascun 
Comune secondo il disposto degli articoli precedenti. 

Art. 81. 
Disposizioni preliminari al classamento dei terreni. 

Prima d'intraprendere le operazioni di classamento in un 
Comune, il Perito catastale invita la Commissione censuaria co- 
munale a nominare un indicatore, da scegliersi preferibilmente 
fra quelli che hanno assistito al rilevamento, il quale deve met- 
tersi a sua disposizione per tutta la durata delle operazioni stesse. 
Invita pure la Commissione ad assisterlo durante le visite sopra 
luogo, allo scopo di fornirgli tutte le notizie e informazioni di cui 
potesse abbisognare per il migliore disimpegno del suo mandato. 

Art. 82. 

Contemporaneamente, il Perito pubblica, nei modi soliti, un 



- 32 - 

manifesto per avvisare i possessori del giorno e della località, 
in cui avranno principio le visite. Tale manifesto deve essere 
pubblicato almeno cinque giorni prima. 

Art. 83. 

L'assenza dei possessori e delle Commissioni censuarie, o dei 
loro rappresentanti, non sospende il corso delle operazioni di 
classamento. 

Art. 84. 
Classamento. 

Il classamento, ossia l' attribuzione di qualità e classe, consiste 
nel riscontrare sopra luogo la qualità di ogni particella catastale, 
e nel collocarla in quella fra le classi prestabilite nel prospetto 
indicato all' art. 75, che, fatti gli opportuni confronti colle parti- 
celle tipi, ne presenta le caratteristiche ed i dati conformi, o più 
prossimi, rispetto al grado di produttività ed alle particolari con- 
dizioni della particella medesima. 

Art. 85. 
Epoca alla quale deve riferirsi lo stato di coltura dei terreni. 

I terreni devono essere qualificati ed inscritti in catasto se- 
condo lo stato di coltura o di destinazione nel quale si trovano 
all' atto del rilevamento, salvo il disposto dell' art. 12 della legge 
1° marzo 1886 rispetto ai miglioramenti e deterioramenti ivi 
indicati. 

Art. 86. 

I miglioramenti, di cui all'articolo precedente, sono quelli 
che possono fare variare i terreni di qualità, o anche di classe. 

Art. 87. 
Deterioramenti dei terreni effettuati dopo il 1° gennaio 1886. 

Se dopo il 1° gennaio 1886 si fossero fatti nei terreni, a frode 
del catasto, cambiamenti tali che, col diminuirne la rendita, ne 
avessero deteriorato la qualità o la classe, i terreni stessi ven- 
gono inscritti nel catasto colla qualità e colla classe, che sarebbe 
stata di loro competenza prima dei seguiti deterioramenti. 



- 33 - 

Art. 88. 
Dimostrazione dei miglioramenti posteriori al 1° gennaio 4886. 

Pei miglioramenti che si vogliono introdurre nei terreni prima 
che siano costituite le Commissioni censuarie comunali, i pos- 
sessori debbono produrre un certificato di tre altri possessori 
probi del Comune, nel quale siano chiaramente e con precisione 
indicati l' ubicazione, la denominazione e la superficie dei terreni 
da migliorarsi, i possessori confinanti, lo stato di coltura in cui 
gli stessi terreni si trovano, e le piantagioni fruttifere che esi- 
stono sui medesimi, nonché i miglioramenti che si vogliono ef- 
fettuare. 

Pei miglioramenti che fossero già eseguiti prima della pub- 
blicazione del presente regolamento, a dimostrare come lo furono 
dopo il 1° gennaio 1886, i possessori debbono produrre un cer- 
tificato analogo al precedente, nel quale, oltre lo stato anteriore 
dei terreni, siano descritti i miglioramenti introdotti. 

Art. 89. 

Per i Comuni forniti di mappe, comunque rilevate, sia che 
servano di base a catasti geometrici regolari per 1' esazione delle 
imposte, sia che servano ad altri usi, si devono citare i numeri 
di mappa, coi quali vanno distinte le singole particelle totalmente 
o parzialmente migliorate. 

Art. 90. 

I certificati, di cui all'art. 88, devono essere convalidati, per 
la varietà dell' esposto, da dichiarazione della Giunta municipale, 
e trasmessi all' Intendenza di finanza, presso la quale saranno 
conservati fino a che sieno costituite le Commissioni censuarie 
comunali. 

L' Intendenza potrà fare eseguire dal dipendente personale 
tecnico le verifiche che credesse necessarie per la constatazione 
dei fatti, avvertendone gli interessati, perchè possano intervenirvi 
o farsi rappresentare. 

Art. 91. 
Riguardo ai miglioramenti, che con qualsiasi operazione agri- 

3 



— 34 — 

cola si volessero introdurre nei terreni dopo costituita la Commis- 
sione censuaria comunale, il possessore per godere del benefìcio 
accordato dall'art. 12 della legge 1° marzo 1886, deve, prima 
ò" intraprendere le nuove operazioni, denunciare per iscritto alla 
Commissione stessa quali cambiamenti, o sostanziali migliorie, 
abbia divisato di eseguire, precisando i terreni nei quali intende 
effettuarli e lo stato di coltura dei medesimi, con tutte le indi- 
cazioni prescritte dagli art. 88 e 89. 

Art. 92. 

La Commissione comunale, man mano che riceve le denun- 
cie, da presentarsi in doppio esemplare, ne rilascia ricevuta sul 
duplo che restituisce al denunciante, verifica se sono regolari a 
tenore dei precedenti articoli, e premessa, ove occorra, una vi- 
sita sopra luogo, ne fa analoga attestazione sopra ciascuna de- 
nuncia, invitando i possessori a correggere le denuncie trovate 
irregolari. 

Art. 93. 

Trasmissione agli uffici catastali delle denuncie 
'per miglioramenti. 

Le denuncie riconosciute regolari vengono trasmesse al com- 
petente ufficio catastale all'effetto che siano prese in considera- 
zione all'atto del classamento. 

Art. 94. 

Qualora un appezzamento della stessa qualità non possa 
essere collocato per intero nella medesima classe, per notevoli 
differenze di produttività o per altre condizioni influenti, si di- 
vide in tante particelle, quante sono le diverse classi che ad esse 
rispettivamente competono. 

Art. 95. 

Pei fabbricati destinati in parte ad uso rurale ed in parte 
ad uso urbano si fanno particelle distinte per ciascuna parte. 

Art. 96. 

Per i terreni indicati agli art. 139 e 140 il classamento è 
regolato dalle disposizioni in essi contenute. 



- 35 - 

Art. 97. 

Neil' eseguire il classamento delle singole particelle il Perito 
deve avere gli opportuni riguardi a quelle circostanze particolari 
che, non essendo proprie della generalità della classe, non pos- 
sono contemplarsi nella determinazione della relativa tariffa, come 
nei casi indicati negli art. 124, 127, 133, 135, 140, 141 e 142. 

Art. 98. 
Rettificazione dei prospetti di qualificazione e classificazione. 

Qualora si riscontrassero in parecchie particelle delle diffe- 
renze di produttività e di condizioni troppo grandi e fuori dei 
limiti, entro i quali sono circoscritte le classi di una qualità, o 
non fosse descritta nel prospetto di qualificazione e classifica- 
zione una qualità corrispondente a quella che ad essa compete- 
rebbe, od anche si trovasse un numero troppo esiguo di parti- 
celle da collocare in una data qualità o classe, il Perito catastale 
deve riferirne all'ufficio da cui dipende, il quale propone alla 
Giunta tecnica le opportune modificazioni al detto prospetto. 

Le proposte devono essere corredate di tutte le notizie che 
valgono a giustificarle. 

In attesa delle decisioni della Giunta, il Perito sospende il 
classamento delle particelle alle quali si riferiscono le sue pro- 
poste. 

Art. 99. 
Operazioni contemporanee al classamento. 

Contemporaneamente alle operazioni di classamento si retti- 
ficano, in quanto occorra, la mappa, le intestazioni e ogni altro 
dato catastale, e si introducono le variazioni avvenute dopo il 
rilevamento. 

Si raccolgono altresì tutti quei dati e quelle notizie partico- 
lari che non siano state già raccolte dalla Giunta tecnica, mas- 
sime riguardo ai Consorzi di irrigazione, di difesa, di scolo, e 
di bonifica, nonché alle diverse condizioni, secondo le quali vi 
sono soggette le singole particelle; e ciò allo scopo di fornire 
alla Giunta stessa tutti gli elementi e le informazioni di cui po- 
tesse abbisognare per la difinitiva compilazione della tariffa. 



- 36 - 

Nota al Capo VI. 

Riassumendo sinteticamente quanto analiticamente si dispone 
in questo titolo si rileva come le operazioni che conducono alla 
stima sono : la qualificazione, la classificazione, il classamento, la 
tariffa. 

La qualificazione ha il suo fondamento nel prospetto generale 
di tutte le qualità di terreni compresi nel territorio del Regno 
che viene formulata e diramata dalla Giunta superiore. Golia no- 
menclatura dell'anzidetto prospetto le Giunte tecniche, mentre i 
periti procedono ai rilevamenti, stabiliranno le diverse qualità di 
terreni che si comprendono in ciascun comune. 

La classificazione consiste nel dividere in classi ciascuna qua- 
lità tenuto conto dei gradi diversi di produttività e fatto calcolo di 
ogni altra condizione influente costituendo altrettante tabelle. 

Il classamento si compie colle dette tabelle giusta le istruzioni 
mediate della Giunta superiore ed immediate degli Uffizi compar- 
timentali se nonché durante il classamento può avvenire una 
suddivisione delle mappe formate sui primi prospetti delle qualità. 
Sono così definitivamente determinate le particelle catastali. An- 
che questa operazione deve essere presenziata dalle Commissioni 
comunali censuarie, ma come sempre l'assenza di esse non 
arresta le operazioni. 

Era poi indispensabile disciplinare i miglioramenti. L'art. 12 
della legge 1° marzo 1886 dispone che non si possa tener conto 
dei miglioramenti che il proprietario dimostrasse di aver fatti 
posteriormente al 1° gennaio 1886. Questa disposizione ha suo 
fondamento in un concetto importante. 

Nel catasto Lombardo-Veneto e nel Toscano fu adottato il si- 
stema della data fissa, cui si riportava lo stato delle colture. In 
Francia, in Piemonte nel 1855 prevalse il sistema dell'attualità, con- 
siderando cioè i terreni come si trovano. Per noi vale una specie 
di sistema intermedio, cioè l'attualità a meno che il possessore 
non provi che i miglioramenti sono posteriori al 1° gennaio 1886. 
E tutto a vantaggio del possessore e in generale della industria 
agraria, perchè non si tien conto dei deterioramenti che non 
sieno fatti in frode del catasto e non si interrompono i miglio- 
ramenti durante il periodo delle operazioni catastali. Gli articoli 



- 37 - 

tutti di questo capo contengono tutte le norme disciplinari che 
si riferiscono ai miglioramenti che si portano alle proprietà che 
vanno censite e non hanno duopo di ulteriori schiarimenti. 

CAPITOLO VII. 
Operazioni di stima. 

Tariffa. 

Art. 100. 
Determinazione dei prodotti. 

Il prodotto totale dei terreni di ciascuna qualità e classe che 
deve servire di base alla determinazione della rispettiva rendita 
imponibile da stabilirsi nella tariffa, è costituito dal complesso 
dei prodotti naturali e propri del fondo, e cioè che si ottengono 
spontaneamente dal fondo stesso, o immediatamente dalla sua 
coltivazione, oppure, nei casi indicati nell' art. 106, che risultano 
da una prima manipolazione dei prodotti naturali. 

Non si tiene conto di qualsiasi vantaggio che il possessore 
del fondo può procurarsi convertendo con operazioni industriali 
i frutti naturali in prodotti di maggior pregio. 

Art. 101. 

Vengono per altro calcolati nella determinazione dei prodotti 
quei vantaggi che sono stati procacciati al fondo, anche arti- 
ficialmente, e coli' impiego di mezzi eccezionali, ogniqualvolta 
questi vantaggi siano stabili e permanenti. 

Art. 102. 

Nella stima dei terreni irrigui si tien conto della qualità più 
o meno fertilizzante delle acque, della loro quantità, del sistema 
d'irrigazione, e, in generale, di tutte le circostanze influenti sulla 
produzione. 

Art. 103. 

La specie e la quantità dei prodotti da determinarsi è quella 
che d'ordinario si ottiene coi mezzi e coi metodi di coltura, che 
sono più comunemente in uso nel territorio. 



- 38 - 

Non si ha perciò alcun riguardo, giusta il disposto dell' art. 11 
della legge 1° marzo 1886, alle diverse e non ordinarie produ- 
zioni, che si ottengono dai terreni di eguale natura coltivati con 
diligenza straordinaria o con metodi singolari, né alle produzioni 
troppo scarse di altri terreni dell' eguale natura, nei quali la col- 
tivazione è straordinariamente trascurata o cattiva. 

Art. 104. 

Per quelle coltivazioni, che si fossero introdotte posteriormente 
al 1874 e prima del 1886 e alle quali perciò non fosse appli- 
cabile il criterio del dodicennio 1874-1885, la quantità media dei 
prodotti può riferirsi al minor periodo di tempo decorso dall'in- 
troduzione della coltivazione stessa, oppure anche ad un periodo 
posteriore, che, unito al precedente, non superi un dodicennio, 
secondo che risulterà più conveniente allo scopo di stabilire il 
prodotto medio normale. 

Art. 105. 

Il prodotto da attribuirsi ad ogni ettaro di terreno di una 
data classe è il medio approssimativo, risultante sul complesso 
di tutte le particelle in essa comprese, avuto riguardo alle di- 
versità di estensione e di prodotto delle zone principali. 

Art. 106. 
Valutazione dei prodotti. 

I prezzi del dodicennio 1874-1885, in base ai quali deve farsi 
la valutazione di ciascun prodotto sulla media dei tre anni di 
minimo prezzo, giusta 1' articolo 14 della legge, vengono desunti, 
di regola, dalle mercuriali dei mercati ordinari di vendita, e, oc- 
correndo, dai registri di amministrazione degli enti morali o dei 
principali possessori, senza tener conto di quei maggiori van- 
taggi che possono derivare da speculazioni di commercio. 

In quei comuni, nei quali alcuni prodotti si vendono allo stato 
naturale, ma soltanto dopo una prima manipolazione, la valuta- 
zione si fa sulla base dei prezzi dei prodotti trasformati, dedu- 
cendo da questi le spese della trasformazione, tenuto conto del 
capitale impiegato e di ogni altro coefficiente dei prezzi medesimi 
in guisa da ricavarne il valore del prodotto allo stato naturale. 



- 39 - 

Nella determinazione dei prezzi anzidetti si ha riguardo alla 
spesa che può occorrere per il trasporto dei prodotti dai luoghi 
di custodia al mercato ordinario di vendita, donde i prezzi sono 
desunti. 

Art. 107. 

Nel caso che per alcuni comuni, malgrado le più diligenti 
indagini, non sia stato possibile raccogliere in tutto o in parte i 
prezzi suddetti, questi sono determinati in rapporto a quelli cor- 
rispondenti a analoghi prodotti, che si saranno stabilti per i comuni 
più prossimi, tenuto conto della diversità delle condizioni locali. 

Art. 108. 

La valutazione del disaggio medio della carta moneta si deve 
fare in base alle relative statistiche e pubblicazioni ufficiali. 

Art. 109. 

I prezzi raccolti e determinati secondo le norme indicate agli 
articoli precedenti, per i prodotti delle diverse qualità e classi 
dei terreni di ciascun comune, servono di base alla valutazione 
dei prodotti stessi nelle minute di stima, colle quali si determi- 
nano le corrispondenti tariffe estimali. 

Art. 110. 

Approvazione dei prezzi 

per parte della Commissione censuaria centrale. 

Prima di procedere all' anzidetta valutazione, la Giunta supe- 
riore del catasto dispone i prezzi in prospetti e li trasmette, colle 
sue osservazioni, alla Commissione censuaria centrale affinchè 
questa possa modificarli, ove lo creda necessario, in vista di spe- 
ciali circostanze, e sentite le Commissioni provinciali, giusta la 
facoltà ad essa riservata dal secondo comma dell'art. 14 della 
legge 1° marzo 1886. 

Art. 111. 
Determinazione della rendita lorda. 

Esaurito il compito della Commissione censuaria centrale, e 
riavuti i prospetti di cui sopra colle eventuali modificazioni intro- 



— 40 — 

dottevi dalla medesima, la Giunta superiore del catasto provvede 
affinchè, in base ai prezzi così definitivamente stabiliti per i di- 
versi prodotti di ciascun comune, venga determinata la rendita 
lorda da attribuirsi ad ogni qualità e classe di terreno, prescri- 
vendo all'uopo criteri e norme uniformi di procedimento. 

Art. 112. 
Deduzioni generali. 

Cogli stessi criteri stabiliti per la valutazione dei prodotti e 
colle norme che seguono si fanno le deduzioni indicate nell' arti- 
colo 14 della legge 1° marzo 1886. 

Non si fanno deduzioni per decime, canoni enfiteutici e livel- 
lari, diritti di pascolo e di legnatico, debiti e pesi ipotecari, com- 
pensi e prestazioni in genere. 

Art. 113. 
Deduzioni per spese di produzione. 

Per quei territori dove è in uso il sistema di colonia par- 
ziaria, le spese di produzione si ritengono consistere in quella 
quota parte di ciascun prodotto, che comunemente viene accor- 
data al colono in compenso delle sue prestazioni e delle spese che 
deve sostenere per tutti i lavori occorrenti ad ottenerlo, com- 
preso il collocamento nei luoghi di custodia. Detratta questa quota 
dall' intiero prodotto, la residua parte spettante al possessore, valu- 
tata coi prezzi stabiliti come sopra, costituisce la rendita padro- 
nale lorda. 

Da quest'ultima si detrae l'interesse del capitale fornito dal 
proprietario per scorte vive e morte, secondo le consuetudini 
locali. 

Art. 114. 

La ripartizione dei prodotti fra colono e possessore deve farsi 
in base al sistema colonico più generalmente adottato in ciascun 
territorio, con riguardo alla entità dei lavori e delle spese incom- 
benti ai coloni per le varie coltivazioni ed i diversi prodotti, se- 
condo le consuetudini e le condizioni locali. 

Art. 115. 

Con criteri analoghi si determina la parte padronale dei prò- 



- 41 - 

dotti per quei territori, nei quali, quantunque non sia praticato 
un sistema di colonia propriamente detto, si usa però generalmente 
dai possessori di far coltivare per proprio conto i terreni, pagando 
le opere non con effettivo danaro, né con una quantità determi- 
nata di generi, ma colla cessione ai lavoratori di una data parte 
del prodotto che effettivamente si raccoglie. 

Art. 116. 

Nei territori dove i possessori fanno coltivare i loro fondi per 
economia a proprie spese, o li coltivano essi medesimi, la valu- 
tazione delle spese di produzione può farsi col sistema che viene 
adottato per quello fra i territori più prossimi che si trovi in 
condizioni analoghe, tanto riguardo alle qualità di coltura, quanto 
riguardo ai prodotti e alle relative spese di coltivazione. 

Art. 117. 

Pei territori, o per singole qualità di coltura, cui non siano 
applicabili le disposizioni degli articoli precedenti, la valutazione 
delle spese di produzione si fa per analisi diretta. 

Art. 118. 

La determinazione delle anzidette spese deve farsi cogli stessi 
criteri stabiliti per la determinazione del prodotto medio, e cioè 
sulla base della media delle spese sostenute dalla generalità dei 
possessori per ciascuna qualità e classe, senza tener conto di quelle 
eccezionali, in più od in meno, derivanti da cure e diligenze 
straordinarie, o da cattiva amministrazione, non avendosi ri- 
guardo, giusta P art. 103, nemmeno alla maggiore o minore pro- 
duzione che ne consegue. 

Art. 119. 
Deduzione a titolo di irrigazione. 

Per i terreni irrigui, che vengono introdotti e stimati come tali 
in catasto, si deducono le spese che i possessori devono sostenere 
per la irrigazione. Si comprendono in esse quelle che, o sotto 
forma di contributo consorziale o direttamente, stanno a carico 
dei possessori per la manutenzione e l'espurgo dei canali di con- 



- 42 — 

dotta principali e secondari, per la manutenzione dei relativi edi- 
ficii o manufatti, e per la custodia e distribuzione delle acque. 

Art. 120. 

La misura della deduzione per le anzidette spese si determina 
in relazione a quelle che ordinariamente vengono sostenute, dai 
principali possessori del comune o dei comuni limitrofi, senza 
riguardo al capitale impiegato nella condotta delle acque. 

Art. 121. 

Nel caso di terreni irrigati con acque in tutto od in parte di 
affitto, o concesse a canone, si introduce nella stima una dedu- 
zione speciale, da stabilirsi, come per le altre deduzioni, in una 
misura annua media proporzionata al costo delle acque. 

Art. 122. 
Deduzione per opera di difesa. 

Le spese per opere permanenti di difesa, di scolo e di boni- 
fica, da computarsi in deduzione, sono quelle che si sostengono 
dai possessori o isolatamente, o riuniti in consorzi, allo scopo di 
mantenere i fondi nell'ordinario stato di coltivazione, secondo il 
quale vengono iscritti e stimati in catasto, e cioè le spese per la 
conservazione di argini privati o consorziali, per Y espurgo di fossi 
o canali di scolo e di bonifica, per Y esercizio di macchine idro- 
vore, per la manutenzione di muri, repellenti, chiaviche ed altri 
manufatti. 

Si comprendono quindi fra le dette spese quelle per le opere 
di fognatura, il contributo per le opere idrauliche di seconda cate- 
goria, ed in generale qualunque spesa o contributo che stia a 
carico dei possessori allo scopo anzidetto. 

Art. 123. 

Nella formazione delle tariffe però si contemplano, fra le de- 
duzioni da farsi per le spese indicate all'articolo precedente, sol- 
tanto quelle che riflettono tutte le particelle di una data classe, 
oppure quei gruppi di particelle, che si tengono distinti, entro la 
classe, con un simbolo speciale. 



- 43 - 
Art. 124. 

Le spese dell'anzidetta categoria, che riflettendo solo poche 
particelle, non possono contemplarsi secondo il disposto dell' ar- 
ticolo precedente nella formazione della tariffa di ciascuna qua- 
lità e classe, vengono prese in considerazione all' atto del classa- 
mento attribuendo alle particelle stesse, ove l' entità delle spese 
predette lo richieda, una classe inferiore. 

Art. 125. 
Deduzioni per spese di manutenzione dei fondi. 

Fra le spese necessarie alla manutenzione dei fondi nello stato 
di coltivazione ordinaria, secondo il quale vengono inscritti e valu- 
tati in catasto, si comprendono quelle che a tale scopo sosten- 
gono i possessori, specialmente di alcuni terreni in colle o in 
monte, per muri di sostegno, palafitte, o altre opere indispensa- 
bili alla conservazione dei medesimi in un piano coltivabile, e per 
impedire o arrestare le frane, le irruzioni di acque, e simili. 

Art. 126. 
Deduzioni per reintegrazione delle colture. 

Nella determinazione della rendita imponibile si deducono 
anche le spese occorrenti per la reintegrazione delle colture, spe- 
cialmente arboree. 

Per quei terreni che si coltivano soltanto a dati intervalli, 
lasciandoli in riposo un certo numero di anni consecutivi, che 
non può computarsi nella ruota agraria in uso per la generalità 
del territorio cui appartengono, si fanno, di regola, qualità e, ove 
occorra, classi distinte, semprechè si tratti di un certo numero di 
particelle. 

Art. 127. 

La tariffa per i terreni anzidetti si forma sulla base del pro- 
dotto medio, che se ne ottiene negli anni in cui vengono col- 
tivati, unito al prociotto naturale che mediamente essi danno du- 
rante gli anni di riposo, tenuto conto della spesa occorrente per 
rimetterli periodicamente a coltura, ed applicando anche in questi 
-casi i criteri e le norme stabilite per i terreni soggetti all'ordi- 
naria coltivazione. 



- 44 — 

Quando si tratti di poche particelle, la loro stima può farsi 
per parificazione alle analoghe qualità e classi di terreni aventi 
una rendila corrispondente a quella che esse producono. 

Art. 128. 
Deduzioni per manutenzione dei fabbricati rurali. 

La deduzione per manutenzione dei fabbricati rurali si applica 
soltanto a quelle qualità di coltura, per le quali in via ordinaria 
essi occorrono. 

Tale deduzione, limitatamente alle qualità per le quali viene 
ammessa, si applica sia ai terreni forniti di casa rurale, sia a quelli 
che ne sono privi. 

Art. 429. 

La deduzione, di cui all'articolo precedente, si determina in 
base alla media della spesa necessaria per la manutenzione dei 
fabbricati rurali effettivamente esistenti nel territorio in condi- 
zioni normali avuto riguardo alla estensione e alla qualità dei 
terreni cui servono, e ai danni speciali cui possono andar sog- 
getti per inondazioni, fenomeni vulcanici, frane e simili. 

Essa viene fissata in una quota parte della rendita lorda. 

Art. 130. 
Deduzioni per infortuni ordinari. 

Una speciale deduzione per infortuni ordinari si fa solo se e 
in quanto la diminuzione che ne risulta nel prodotto medio non 
sia già stata considerata nella determinazione del prodotto mede- 
simo. 

Art. 131. 
Infortuni atmosferici. 

Per i danni provenienti dagli infortuni atmosferici, cioè dalla 
grandine, dalla siccità, dalla brina e simili, la deduzione, in quanto 
sia da farsi giusta l' articolo precedente, si determina in una quota 
parte della rendita lorda, la quale quota varia a seconda dei diversi 
prodotti, che ne sono danneggiati, e della diversità delle circo- 
stanze locali. 

La determinazione della detta quota si fa in base agli oppor- 



- 45 - 

tuni studi da effettuarsi per i diversi territori, nonché ai dati e 
alle notizie desunte da pubblicazioni attendibili, o da raccogliersi 
sul luogo, tenendo conto della maggiore o minore frequenza con 
cui tali danni si verificano, e della maggiore o minore quantità 
di prodotto che ne risulta danneggiato. 

Art. 432. 
Danni provenienti da fenomeni vulcanici e meteorologici. 

Nello stesso modo e cogli stessi criteri si considerano i danni 
derivanti ai terreni, prossimi ai vulcani in attività, dai fenomeni 
vulcanici e meteorologici propri di quelle contrade, quando siano 
tali da diminuirne pressoché periodicamente i prodotti. 

Art. 133. 
Inondazioni ordinarie. 

I danni delle inondazioni ordinarie, procedenti da straripa- 
menti di laghi, fiumi, torrenti e canali, o da mancanza di scolo, 
che in alcune zone di terreno accadono quasi inevitabilmente 
ogni anno, od a brevi periodi presso che certi, e che cagionano 
una diminuzione ordinaria di prodotti sopra una determinata zona 
di terreni, si tengono a calcolo direttamente nella classificazione, 
cioè formando per tali terreni una o più classi speciali, oppure 
nel classamento, quando si tratti di poche particelle, abbassando 
la classe che altrimenti si sarebbe dovuta assegnare. 



'O* 



Art. 134. 

Si contemplano invece in modo analogo a quello prescritto per 
gli altri infortuni, con una deduzione speciale da farsi nella stima, 
i danni provenienti dalle inondazioni, che si verificano ad inter- 
valli irregolari e che danneggiano i prodotti di una maggiore 
estensione di terreno, oltre quelli delle zone che d' ordinario ven- 
gono inondate quasi tutti gli anni. 

Le inondazioni, da contemplarsi come sopra, sono quelle sol- 
tanto che danneggiano ì prodotti, e che, se cagionano talvolta 
qualche danno anche al fondo o alla sua superfìcie coltivata, questo 
danno non è tale da alterarne sostanzialmente e stabilmente la 
qualità e la forza produttiva, o da diminuirne la estensione. 



- 4G — 

Art. 135. 

I danni derivanti da lavine o frane, che occorrono quasi ine- 
vitabilmente ed a brevi intervalli, si considerano nella stima, o 
mediante la qualificazione e la classificazione, o mediante il clas- 
samento dei terreni che vi sono soggetti, secondo che si tratta 
di un rilevante o limitato numero di particelle. 

Art. 136. 
Danni per infortuni straordinari. 

Non si fa alcuna deduzione per i danni che provengono da 
eruzioni vulcaniche, rotte di fiumi, corrosioni gravi, inghiaiamenti, 
lavine, frane o altri infortuni affatto straordinari, ai quali si prov- 
vede secondo il disposto dell'art. 38 della legge 1° marzo 1886. 

Art. 137. 
Deduzioni per spese di amministrazione. 

Le spese di amministrazione da dedursi nella stima sono quelle 
relative alla custodia e alla vigilanza dei fondi e dei prodotti, alla 
direzione delle colture e dei lavori, e al trasporto dei prodotti 
stessi nei luoghi di custodia in quanto siano a carico del pro- 
prietario, al riparto, ove occorra, dei prodotti fra il proprietario 
e il coltivatore, e alla esecuzione delle vendite. 

La misura dell' anzidetta deduzione si determina, come per 
gli infortuni, in una quota parte della rendita lorda ed in pro- 
porzione alle diverse qualità di coltivazione, istituendo all' uopo 
gli opportuni studi, e assumendo in luogo i dati e le informa- 
zioni relative dai più esperti conoscitori delle aziende agrarie, 
dai principali possessori e dalle rappresentanze locali. 

Art. 138. 
Deduzione per spese di trasporto dei prodotti. 

In generale le spese di trasporto dei prodotti nei luoghi di 
custodia si computano tra le spese di produzione o di ammini- 
strazione a seconda dei casi, come agli articoli 113 e 137. In 
casi speciali si ha riguardo alle dette spese anche nella classifi- 
cazione o nel classamento, di cui agli articoli 78 e 84. Della 
spesa occorrente per il trasporto dei prodotti dal comune, in cui 



- 47 - 

se ne fa il raccolto, al mercato, donde si desumono i prezzi re- 
lativi, si tiene conto come all' art. 406. 

Art. 139. 
Laghi, stagni, ecc. 

I laghi e gli stagni da pesca e simili si stimano per la loro 
rendita netta desunta secondo gli ordinari procedimenti peritali. 

Nello stesso modo si stimano i pascoli, i gerbidi e quegli orti, 
frutteti e simili, per i quali, attesa la varietà, minutezza e mol- 
teplicità dei generi che vi si coltivano, e la incerta o difficile 
valutazione dei relativi prodotti, non fosse conveniente eseguire 
la stima in ragione diretta dei prodotti stessi. 

Non si considerano in catasto i diritti di pesca che non di- 
pendono dalla proprietà del fondo corrispondente. 

Art. 140. 
Terreni sottratti alla ordinaria coltivazione. 

Qualora nei casi di stima per parificazione indicati nell'art. 17 
della legge non si avessero terreni contigui, la stima si fa me- 
diante parificazione ai migliori fra i terreni più prossimi. 

All' area occupata dalle strade ferrate e dalle tramvie in sede 
propria si attribuisce una rendita media proporzionata a quella 
dei terreni che la fronteggiano. 

Per determinare questa rendita, la sede stradale si considera 
come divisa in altrettante porzioni quante sono le particelle di 
diverse qualità o classe contigue ai due lati della medesima, 
supposto che le linee di divisione fra queste particelle, dal punto 
d' incontro colla sede stradale vengano continuate fino al suo 
asse mediano con linee a questo normali. 

Art. 141. 
Terreni soggetti a servitù militari. 

Per i terreni soggetti a servitù militari, si tien conto dei 
danni continui o periodici che da coteste servitù possono risul- 
tare, o mediante la qualificazione e classificazione, o mediante il 
classamento. 



— 48 - 

Art. J42. 
Terreni soggetti a vincolo forestale. 

Per i terreni soggetti a vincolo forestale si tiene conto degli 
effetti di tale servitù nella classificazione, o nel classamento. 

Art. 143. 

Per quei terreni, che dopo la formazione del catasto venis- 
sero sottoposti a nuove o maggiori servitù militari, o a vincolo 
forestale e per quelli che ne venissero esonerati, si provvede 
con speciali disposizioni legislative. 

Art. 144. 
Canali maestri ecc. 

I canali maestri per la condotta delle acque, alla cui super- 
ficie, per l'art. 17 della legge, non si attribuisce alcuna rendita, 
sono quelli, principali o secondari, che portano le acque di ir- 
rigazione dal punto di presa sino all' ultimo podere cui servono. 

Nel caso però che la superficie occupata dai detti canali ap- 
partenga ai possessori dei terreni che attraversano e che ne seno 
irrigati, essa viene compresa nei medesimi, a seconda dei ri- 
spettivi diritti dei possessori. 

Con criteri analoghi sono da considerarsi i canali principali 
in cui si raccolgono le acque di scolo dei detti terreni per con- 
durle ad irrigare altri fondi inferiori. 



■o' 



Art. 145. 
Fabbricati rurali. 

Affinchè un fabbricato sia ritenuto rurale, ed escluso, per 
ciò, dalla stima, giusta l'art. 15 della legge 1° marzo 1886, non 
è necessario che sia situato sul fondo cui serve. 

Art. 146. 
Accessori dei fabbricati rurali. 

Sono accessorii, o dipendenze dei fabbricati rurali, i pozzi, i 
cortili, le concimaie, le aie e simili, quando siano esclusivamente 
e stabilmente destinati agli usi propri dell' agricoltura. 



- 49 



Art. 147. 



Non si comprendono fra gli accessorii dei fabbricati rurali 
gli orti, le aie provvisorie, e in generale tutti quegli spazi che 
vengono occupati solo temporaneamente per deposito di concimi, 
o di attrezzi o di prodotti agricoli, oppure che non servono esclu- 
sivamente alla prima manipolazione dei prodotti stessi, ma ben 
anche ad ulteriori usi o lavorazioni per fini industriali e com- 
merciali. 

Nota al Capo VII. 

Il capo saldo della stima è la tariffa. 

L'art. 11 della legge 1° marzo 1886 definisce la tariffa « Essa 
ce deve esprimere in moneta legale la rendita imponibile di un 
« ettare per ciascuna qualità e classe di terreni ». La rendita 
imponibile è quella parte del prodotto totale del fondo che resta 
al proprietario netta dalle spese e dalle perdite eventuali. (Vedi 
il detto art 11 della legge). Il Regolamento in questo capo spe- 
cifica i modi mercè i quali si deve stabilire il prodotto lordo e 
le detrazioni delle spese e delle perdite secondo i casi e condi- 
zioni diverse e secondo i sistemi di condotta delle agenzie agrarie. 

Vuole pure il terzo capoverso dell'art. 11 che i fondi vengano 
considerati in uno stato di ordinaria e duratura coltivazione se- 
condo gli usi e consuetudini locali. 

All' art. d4 la citata legge dispone che il prodotto lordo si 
determini sulla base dei risultati del dodicennio 1874-85 o di 
quel periodo maggiore che per qualche coltura speciale occorresse 
adottare per abbracciarne tutte le vicende. 

Per ottenere il prodotto totale si valuta in primo luogo la quan- 
tità, poi il prezzo. Rispetto alla quantità e alla natura dei pro- 
dotti, nel fare la media del dodicennio due cose sono principal- 
mente da avvertire tanto nel classamento che nella tariffa : in 
primo luogo bisogna tener conto delle rotazioni ed avvicendamenti 
agrari e delle diversità dei prodotti che in uno stesso terreno si 
succedono in un determinato periodo. Poscia conviene ritenere 
che i prodotti dei quali la stima deve tener conto, sono quelli na- 
turali del suolo prima di qualunque trasformazione e così l'uva 
e non il vino, l'olivo e non 1' olio e per evitare gli errori nella 



— 5U — 

valutazione della quantità e dei prezzi si valutano i prodotti dopo 
la prima manipolazione salve le deduzioni di cui in appresso. 

Avuta la media decennale della specie e quantità dei prodotti 
di un ettaro, si fa il conto del valore di quei prodotti sulla media 
dei- tre anni di minimo prezzo del dodicennio 1874-85 calcolato 
anche il disaggio della carta. I prezzi sono desunti dalle mercu- 
riali degli ordinari mercati di vendita col controllo dei registri 
delle Opere Pie e di qualche proprietario. Tali prezzi però per 
ciascun comune di ogni provincia sono fissati dalla Giunta supe- 
riore del catasto, mediante opportuni quadri o prospetti e salva 
l'approvazione della Commissione censuaria centrale che decide 
dopo avere sentite le Commissioni provinciali rispettive. Con questi 
elementi, le Giunte tecniche fanno il calcolo del valore del pro- 
dotto medio di un ettaro per ogni qualità e classe di ciascun 
comune della rispettiva provincia e ne stabiliscono la rendita lorda. 

Ora alle detrazioni. L'art. 14 della legge 1° marzo 1886 sta- 
bilisce che le detrazioni da farsi sulla detta rendita lorda, le spese 
di produzione, i contributi e le spese per opere di difesa e di 
conservazione del fondo e di reintegrazione della coltura, quelle 
di manutenzione dei fabbricati rurali, una quota di spese di am- 
ministrazione, una quota di danni provenienti dagli infurtuni e 
dalle inondazioni ordinarie dalle lavine, frane, servitù militari 
seguendo naturalmente le varie vicende e consuetudini locali. 
L'odierno Regolamento nel titolo che annottiamo disciplina se- 
condo i casi le altre detrazioni. 

Fu discusso dalla Commissione pel regolamento se si dovesse 
trattare delle detrazioni per servitù civica e fu deciso di non 
parlarne. Fu pure discusso se nelle detrazioni si dovessero dichia- 
rare esenti d' imposte le case di abitazione degli agenti o fattori 
Direttori delle aziende rurali, fu deciso di non parlarne nel Rego- 
lamento ma di tenerne nota nella relazione. (Vedi relazione Cam- 
bray-Digny pag. 15). 

Dalla quale annotazione è a ritenersi che la Commissione era 
favorevole alla deduzione per via di interpretazione della legge 
e non ha ritenuto necessario sanzionarla nel Regolamento. Vi è 
dunque tutto il fondamento di ritenere che debbano cotali abi- 
tazioni essere esenti da tasse. 

Compiute così le detrazioni disciplinate dal Regolamento alla 



- 51 — 

rendita lorda dell'ettaro di terreno di ciascuna qualità e classe 
ne risultano le tariffe delle quali le Giunte tecniche fanno una 
tabella per ciascun comune della rispettiva provincia. 

CAPITOLO Vili. 

Pubblicazione dei dati catastali risultanti dal classamento 
e trattazione dei relativi reclami. 

Art. 148. 
Disposizioni preliminari per la pubblicazione. 

Compiuto il classamento con tutte le corrispondenti operazioni, 
sia di campagna che di tavolo, e allestita dalla Giunta tecnica 
la tariffa da pubblicarsi, giusta V art. 183, la Giunta superiore 
del catasto provvede alla pubblicazione della mappa e degli atti 
relativi, nei quali sono riassunti i risultati della misura e della 
applicazione delle qualità e delle classi alle singole particelle. 

Art. 149. 

La detta pubblicazione si eseguisce nella sede del Comune 
amministrativo, sotto la sorveglianza della Commissione censuaria 
comunale, e coli' assistenza immediata del segretario della me- 
desima. 

Art. 150. 

Almeno un mese prima del giorno in cui deve incominciare 
la pubblicazione, l'Amministrazione del catasto ne avvisa il sin- 
daco del comune, invitandolo a predisporre un locale adatto, for- 
nito dei necessari mobili e di quant' altro occorre. 

Art. 151. 
Atti da pubblicarsi. 

Prima del giorno suddetto, si trasmettono ai sindaci, affinchè 
ne facciano la consegna alle rispettive Commissioni censuarie 
comunali le mappe e gli altri atti occorrenti, cioè : 

a) la tavola censuaria, consistente in un registro, che con- 
tiene tutti i numeri di mappa, disposti in ordine progressivo coi 
corrispondenti dati catastali rilevati all' alto del classamento, e 
la rispettiva superfìcie ; 



- 52 - 

b) gli estratti partitari della tavola suddetta, nei quali sono 
riassunti i numeri di mappa intestati a ciascun possessore, coi 
relativi dati ; 

e) Y indice dei possessori, in cui tutte le ditte censuarie 
del Comune sono disposte in ordine alfabetico, e sono indicati i 
numeri di mappa che appartengono a ciascuna di esse ; 

d) la tariffa delle diverse qualità e classi dei terreni pub- 
blicata dalla Giunta tecnica a norma dell'art. 183. 

Art. 152. 
Modi della pubblicazione. Atti da pubblicarsi. 

La Commissione comunale, ricevuti gli atti sopra indicati, li 
deposita nel locale a ciò predisposto dal sindaco, e pubblica im- 
mediatamente un manifesto, col quale : 

a) notifica agli interessati il luogo o le ore in cui gli atti 
stessi saranno ostensibili per 60 giorni successivi a quello fissato 
per T incominciamento della pubblicazione ; 

b) invita i possessori ad esaminarli, per riconoscere la re- 
golarità delle loro partite, ed a presentare i loro eventuali re- 
clami od osservazioni, avvertendo che il termine è perentorio ; 

e) invita altresì i possessori a denunciare tutte le variazioni, 
sia topografiche sia riguardanti enti censibili e non censiti, o 
viceversa, le quali fossero avvenute posteriormente alle opera- 
zioni di classamento dei terreni. 

Il termine, di cui al paragrafo a, in casi eccezionali, può, con 
deliberazione della Giunta superiore del catasto, essere prorogato 
fino ad altri 60 giorni. 

Art. 153. 

Il detto manifesto dev' essere pubblicato all' albo comunale, e 
rimanervi continuamente affisso durante il tempo accordato per 
la presentazione dei reclami. 

Deve anche essere affìsso negli altri luoghi soliti per le pub- 
blicazioni ufficiali, e se ne deve ripetere la pubblicazione in ogni 
giorno festivo e di mercato dello stesso periodo di tempo. 

Art. 154. 

Il locale destinato per la pubblicazione del catasto deve re- 



- 53 - 

stare aperto ogni giorno compresi i festivi, non meno di 6 ore, 
da fissarsi dalla Commissione censuaria, con riguardo al maggior 
comodo dei possessori. 

Tuttavia nel caso di comuni in cui vi siano pochi possessori, 
o si verifichino altre circostanze particolari, la Commissione cen- 
suaria, previo consenso della Giunta municipale e dell'Ammini- 
strazione del catasto, può limitare le operazioni di pubblicazione 
a dati giorni della settimana e ad un minor numero di ore, sem- 
pre però con riguardo al maggior comodo dei possessori. 

Art. 155. 
Incarichi dell'Assistente alla pubblicazione. 

L'Assistente alla pubblicazione deve fornire ai possessori o 
loro incaricati senza alcun compenso, tutte le spiegazioni che 
richiedano, sia per la esatta intestazione delle loro ditte, sia per 
la ricognizione dei possessi sulla mappa e sui relativi atti, sia 
ben anche riguardo il modo di compilare, per le partite ricono- 
sciute regolari, le corrispondenti dichiarazioni, e di redigere, ove 
occorra, osservazioni e reclami. 

Questi reclami devono essere numerati e inscritti in apposito 
protocollo a cura dell'Assistente il quale ne rilascia ricevuta. 

Art. 156. 

Le dichiarazioni relative alle partite che si riconoscono rego- 
lari, come pure le osservazioni ed i reclami possono farsi dai pos- 
sessori interessati o loro incaricati anche a voce all'Assistente, il 
quale in tal caso deve eseguire la compilazione, facendole firmare 
dai possessori stessi, o firmandole esso in vece loro, ove siano 
illetterati. 

Art. 157. 

Se l'Assistente, coadiuvando i possessori durante i loro esami 
o in qualsiasi altro modo nel corso della pubblicazione, scopre 
errori od omissioni nelle partite di altri possessori, ne prende 
nota per redigere le occorrenti osservazioni, o reclami d' ufficio, 
negli ultimi giorni che procedono le scadenze del termine fissato 
dall'art. 152 a, qualora non vengano prodotti prima dagli stessi 
possessori. 



— 54 — 

Art. 158. 

Spetta all'Assistente di sorvegliare in modo attento e continuo 
F ufficio di pubblicazione del catasto, affinchè la mappa e gli atti 
relativi non vengano dai possessori menomamente alterati, né in 
verun modo deturpati, foss' anche con semplici segni a matita. 

Art. 159. 
Facoltà ai possessori di avere copia degli estratti partitari. 

È proibito all' assistente e a chiunque altri di estrarre tipi o 
copie dalle mappe e dagli atti relativi. 

Si eccettuano dal divieto soltanto gli estratti delle partite, dei 
quali è data facoltà ai rispettivi possessori di trarre copia nel- 
F ufficio, o di farsela allestire a cura dell' assistente. Questi 
però non può occuparsene nell' orario destinato per la pubblica- 
zione, e non può autenticare la detta copia, né pretendere per 
F opera sua un compenso maggiore di centesimi due per ogni 
numero di mappa inscritto nell' estratto, e di centesimi cinque 
per ogni foglio che venga fornito dallo stesso assistente a pro- 
prie spese. 

Art. 160. 

Vigilanza e responsabilità per la conservazione 

degli atti catastali. 

La Commissione censuaria comunale vigila che 1' assistente 
adempia esattamente i doveri che gli incombono, e, occorrendo, 
provvede al buon andamento della pubblicazione. 

Il comune è responsabile della custodia e della conservazione 
dei documenti pubblicati, ed è tenuto a rinnovarli a sue spese 
nei casi di guasti, deturpazioni o smarrimenti non derivanti da 
forza maggiore, salvo al medesimo il diritto di regresso verso 
coloro che vi avranno dato causa. 

Art. 161. 
Reclami dei possessori. 

Tutti i possessori, direttamente o col mezzo di procuratori o 
incaricati, entro il termine di cui all'art. 152 a, sono autorizzati 
a presentare osservazioni e reclami alla Commissione censuaria 



— oo — 

comunale sulla intestazione, delimitazione, figura ed estensione 
dei rispettivi beni, nonché sull' applicazione della qualità, della 
classe e della destinazione. 

Il mandato può risultare anche da lettera con firma autenti- 
cata dal sindaco, da unirsi al reclamo. 

Art. 162. 

Per ogni comune devono farsi reclami separati, ancorché ri- 
flettano la stessa ditta, e in ciascun reclamo devono essere indi- 
cati distintivamente per ogni numero di mappa, o particella, il 
titolo e motivi pei quali si reclama. 

Art. 163. 

Nel solo caso che il reclamo riguardi Y estensione, esso può 
farsi complessivamente per più numeri di mappa, semprechè 
questi rappresentino poche particelle contigue e comprese in un 
solo perimetro. 

Agli effetti del catasto però non possono formare oggetto di 
reclamo le piccole differenze di estensione, comprese nei limiti 
di tolleranza, che saranno stabiliti dalla Giunta superiore. 

Art. 164. 

Nei reclami sulla estensione i possessori devono produrre i 
documenti, dai quali desumono che la superfìcie attribuita nel 
nuovo catasto alle particelle in quistione non è esatta. 

Tali documenti possono consistere in un atto legale d' acquisto 
o di divisione, come pure in un tipo regolare, firmato da un 
ingegnere, da un perito agrimensore o da un geometra. 

In questo caso le spese della verifica sono a carico dell' Am- 
ministrazione del catasto. 

Art. 165. 

Può domandarsi la verifica dell' estensione anche in mancanza 
di documenti giustificativi, ma il possessore reclamante deve ob- 
bligarsi a sostenere la relativa spesa pel caso che la domanda 
risulti infondata. 

Art. 166. 

I reclami sull'applicazione della classe, perchè possano essere 



- 56 - 

presi in considerazione, devono indicare le particelle dello stesso 
Comune, che in confronto con quella del ricorrente, quantunque 
della stessa qualità e della stessa produttività e in eguale condi- 
zioni, nondimeno risultassero collocate in una classe diversa. 

Art. 167. 

Qualora durante la pubblicazione vengano presentati reclami, 
che in tutto od in parte non siano conformi alle disposizioni degli 
articoli precedenti dove V assistente, prima eli inscriverli a proto- 
collo, inviare i reclamanti a rettificarli, indicandone loro il modo, 
e avvisandoli che devono essere ripresentati prima che scada il 
termine fissato all' art. 152 a. 

Art. 168, 

La ricevuta rilasciata all'atto della presentazione dei reclami 
è l'unico titolo per comprovare che essi vennero presentati nel 
termine prescritto. 

Coloro che durante la pubblicazione non presentassero os- 
servazioni o reclami, si ritengono avere pienamente accettato, 
per gli effetti del catasto, i dati inscritti nei rispettivi estratti 
delle partite e negli atti pubblicati. 

Art. 169. 
Chiusura della pubblicazione. 

Alla scadenza del termine fissato perla pubblicazione l'assi- 
stente chiude il protocollo dei reclami con analoga dichiarazione, 
in concorso della Commissione censuaria comunale, e fa poi 
constare sui relativi estratti delle partite il mancato intervento 
dei possessori, che non si sono presentati a riconoscerle. 

Art. 170. 

Esame dei reclami per parte dei funzionari del catasto 

ed operazioni contemporanee. 

Chiusa la pubblicazione, completati e riordinati tutti gli atti 
che vi si riferiscono questi si trasmettono ai rispettivi uffici del 
catasto, i quali procedono all'esame delle osservazioni e dei re- 
clami ed alle relative verificazioni sopra luogo, allo scopo d'in- 
trodurre, ove occorrano, nelle mappe e negli altri atti catastali 



- 57 - 

le variazioni topografiche, le divisioni di proprietà e le rettifiche 
domandate. 

Art. 174. 

In questa occasione le mappe coi relativi atti devono essere 
corrette e condotte a rappresentare lo stato delle proprietà al 
momento della visita, al quale uopo si rilevano e s'introducono 
in catasto gli aumenti e le diminuzioni di cui l' art. 35 della 
legge 1° marzo 1886. 

Art. 172. 

Contemporaneamente alle indicate operazioni i periti catastali 
eseguiscono le opportune verifiche, per fare le loro osservazioni 
sui reclami concernenti la qualità e la classe dei terreni e su 
quanto altro fosse emerso da esaminarsi, o da correggersi in se- 
guito alla pubblicazione della mappa e dei relativi atti. 

Art. 173. 

Fra le osservazioni che deve fare il perito, come all' articolo 
precedente, si comprendono anche le opportune proposte per 
correzioni o rettifiche di errori o imperfezioni, sia di misura, sia 
di qualificazione, classificazione, classamento od altro, che avesse 
a scoprire nel corso delle operazioni relative all'esame dei re- 
clami, e che non si fosse avvertito dagli interessati. 

Art. 174. 

Prima di procedere all' esame sopra luogo dei reclami con- 
cernenti la qualità e la classe dei terreni, il perito catastale deve 
provocare dalla Giunta tecnica le disposizioni occorrenti circa ai 
reclami, che fossero stati prodotti dalla Commissione censuaria 
comunale sulla qualificazione e classificazione. 

Art. 175. 

Concorso delle Commissioni comunali e dei possessori all'esame 

dei reclami sopra luogo. 

Alle verificazioni sopra luogo, relative alla definizione dei re- 
clami, deve assistere la Commissione censuaria comunale, o un 
suo delegato, affinchè possa mettersi in grado essa pure di pro- 
nunciare il proprio voto sui medesimi. 



- 58 — 

A tale uopo si prendono dal perito catastale gli opportuni 
concerti colla Commissione. 

Art. 176. 

Almeno tre giorni prima dell' incominciamento delle visite 
sopra luogo per l'esame dei reclami, il perito catastale fa pub- 
blicare nel comune un manifesto, per avvisarne gli interessati. 

Successivamente, egli deve rendere avvertiti a domicilio i sin- 
goli possessori reclamanti del giorno in cui avrà luogo la visita 
sopra i fondi, che formano oggetto dei rispettivi reclami, invi- 
tandoli ad intervenirvi. 

Art. 177. 

Sugli elenchi dei reclamanti, compilati a cura del perito ca- 
tastale, si fa constare dell'avviso dato a domicilio, come all'ar- 
ticolo precedente, mediante annotazione firmata dal messo inca- 
ricato della consegna. 

Se il possessore ha residenza o dimora nel Comune, l'avviso 
viene dato nella casa di sua abitazione a lui stesso, o ad uno 
della famiglia, o a persona addetta al suo servizio. 

In caso diverso, l' avviso viene dato all' agente, o al colono,, o 
allo affittuario del fondo, o ad uno della loro famiglia, ed in 
mancanza di essi viene affisso all'albo comunale. 

Art. 178. 

Le visite locali per l'esame dei reclami si eseguiscono in con- 
corso dei possessori reclamanti, o loro delegati, e anche senza 
di essi, se, malgrado l' invito, non intervengono, facendo però 
constare che 1' avviso era stato loro dato nei modi prescritti dal- 
l' articolo precedente. 

Art. 179. 
Voto della Commissione comunale. 

Compiute le verifiche e 1' esame dei reclami la Commissione 
censuaria comunale, entro il termine di trenta giorni, trasmette, 
per mezzo del perito a ciò delegato dall'Amministrazione del ca- 
tasto, il proprio voto coi relativi atti alla Commissione provinciale. 



- 59 - 

Art. 180. 

Osservazioni del perito catastale e trasmissione degli atti 

alla Commissione provinciale. 

Il perito, compiuti i lavori di tavolo corseguenti alle eseguite 
verifiche, trasmette il voto della Commissione comunale alla Com- 
missione provinciale, accompagnandolo colle sue osservazioni e 
cogli atti necessari. 

Art. 181. 
Decisioni della Commissione provinciale. 

La Commissione provinciale, esaminati i reclami, il voto della 
Commissione comunale e le osservazioni del perito catastale, e 
fatti gli ulteriori studi che stima opportuni, decide in via defi- 
nitiva sopra ognuno dei reclami medesimi, salvo il disposto nel- 
r ultimo capoverso dell'art. 29 della legge 1° marzo 1886, e tra- 
smette le decisioni cogli atti relativi alla Giunta superiore del 
catasto. 

Se spirati i 30 giorni, la Commissione censuaria comunale 
non ha trasmesso i reclami col suo voto, la Commissione pro- 
vinciale provvede a ritirare i reclami stessi, e decide anche senza 
il voto della Commissione censuaria comunale. 

Art. 182. 

In quanto la Commissione censuaria centrale accolga i re- 
clami ammessi dal suddetto ultimo capoverso dell'art. 29 della 
legge 1° marzo 1886, la Giunta superiore del catasto, di confor- 
mità alle decisioni della Commissione stessa, stabilisce i modi e 
termini per le eventuali operazioni di rettifica. 

Nota al Capo Vili. 

Questo capo disciplina le pubblicazioni del catasto e così pre- 
scrive i termini e la qualità degli atti da pubblicarsi ed i modi 
con cui essa si compie e gì' incarichi delle persone che devono 
compiere le pubblicazioni e la ingerenza per le medesime delle 
Commissioni censuarie comunali, nonché la responsabilità per la 
conservazione dei documenti pubblicati che è lasciata ai comuni. 



— 60 - 

Si provvede anche per reclami che per gli effetti delle pub- 
blicazioni possono venire fatti dai possessori. 

Tutto il procedimento relativo ai reclami stessi è tracciato in 
questo capo, la chiusura del quale contiene l'attribuzione alla 
Giunta superiore del catasto di stabilire i modi delle eventuali 
operazioni di rettifiche di conformità ai reclami. 

Dal complesso di tale procedimento parci si pronunciano tre 
stadi. Nel primo si presentano i reclami davanti le Commissioni 
comunali che emettono il loro voto. Le decisioni relative sono 
pronunziate dalle Commissioni provinciali. Secondo poi l'art. 29 
della legge 1° marzo 1886 si può ricorrere in terzo definitivo 
stadio alla Commissione centrale, ma soltanto per violazione di 
legge e per questioni di massima. 

CAPITOLO IX. 

Pubblicazione dei prospetti delle tariffe, e trattazione 
dei relativi reclami. 

Art. 183. 

Compiuti i lavori di qualificazione, classificazione e tariffa dei 
comuni di una Provincia, secondo le norme stabilite nei capi- 
toli VI e VII, la Giunta superiore del catasto ne fa pubblicare 
i prospetti delle rispettive Giunte tecniche. 

Allo scopo di collegare e perequare, fra le diverse Provincie, 
le tariffe relative alle principali qualità e classi di terreno, pos- 
sono farsi anche pubblicazioni parziali delle medesime per Pro- 
viucie contigue, prima che siano ultimate quelle dell'intera Pro- 
vincia. 

Art. 184. 

La pubblicazione delle tariffe nella Provincia si fa mediante 
inserzione delle tariffe stesse in un supplemento al foglio pe- 
riodico, che in ogni Provincia si pubblica a cura della Prefet- 
ture in conformità della legge 30 giugno 1876, n. 3195. 

Art. 185. 

Termine per la produzione dei reclami delle Commissioni 

censuarie comunali. 

I prospetti delle tariffe dei Comuni di ciascuna provincia si 



- 61 - 

comunicano alla Commissione censuaria provinciale, alla quale 
si comunicano altresì possibilmente, i prospetti delle tariffe dei 
Comuni limitrofi delle altre Provincie. 

I prospetti delle tariffe di ciascun Comune e quelli dei Co- 
muni limitrofi si comunicano anche alle Commissioni censuarie 
comunali, le quali, tosto che gli abbiano ricevuti, pubblicano un 
manifesto all'albo del Comune, con cui si notifica che i detti 
prospetti trovansi ostensibili neh' ufficio comunale durante 30 
giorni, decombili da quello indicato nel manifesto stesso. 

Art. 186. 
Presentazione dei reclami. 

Contro le risultanze dei prospetti delle tariffe, così pubblicati 
dalle Giunte tecniche, le Commissioni comunali possono presen- 
tare, per mezzo delle Giunte stesse, entro il termine di cui al- 
l' articolo precedente, i loro reclami alla Commissione provinciale 
sulla qualificazione e classificazione, come pure sulle tariffe del 
proprio Comune, tanto in via assoluta, cioè avuto riguardo alle 
condizioni particolari del Comune medesimo, quanto in via com- 
parativa, istituendo confronti colle tariffe delle stesse qualità di 
terreno nei Comuni limitrofi. 

Nel caso contemplato dal secondo comma dell'art. 183, se le 
tariffe pubblicate non riguardano Comuni confinanti con quelli 
di altra provincia, pei quali la pubblicazione di esse sia già av- 
venuta, i reclami possono farsi in confronto colle analoghe ta- 
riffe di Comuni non confinanti, semprechè però questi apparten- 
gano a provincie contigue. 

I reclami relativi alle tariffe devono indicare la quantità del- 
l' aumento o della diminuzione, che si reputi giusta, e preferi- 
bilmente esser fatti anche in via comparativa. 

Art. 187. 

Reclami della Commissione comunale contro il voto 

della Commissione provinciale. 

I reclami della Commissione comunale contro il voto della 
Commissione provinciale devono essere presentati a quest' ultima 
entro il termine di 15 giorni, decombili dall' avuta partecipa- 



- 62 - 

zione del voto suddetto, e non possono estendersi oltre il limite 
del primitivo reclamo. 

Art. 188. 
Esame dei detti reclami per parte della Commissione provinciale. 

La Commissione provinciale, qualora trovi che si possa far 
ragione in tutto od in parte alle osservazioni delle Commissioni 
comunali, deve provocare anche su di esse il parere della Giunta 
tecnica. 

Art. 489. 

Invio alla Commissione censuaria centrale dei reclami 
ed atti relativi. 

Esaurita la procedura prescritta agli articoli precedenti, la 
Commissione provinciale fatte tanto per le tariffe che furono ar- 
gomento dì reclamo quanto per le altre, quelle indagini, veri- 
fiche e confronti che reputa opportuni per tutti i Comuni della 
Provincia, trasmette alla Commissione centrale tutti gli atti re- 
lativi, colle sue osservazioni e colle proposte che crede neces- 
sarie per ottenerne la congruenza e la proporzionalità delle ta- 
riffe, sia nell'interno dei singoli Comuni e della Provincia in 
complesso, sia in relazione a quella dei Comuni confinanti colla 
medesima. 

Art. 190. 

Determinazione delle tariffe per parte della Commissione 
censuaria centrale. 

La Commissione censuaria centrale stabilisce le tariffe di tutti 
i Comuni censuari in conformità del primo capoverso dell' art. 28 
della legge 1° marzo 1886, ne fa la pubblicazione in apposito 
supplemento della Gazzetta Ufficiale, e comunica a ciascuna 
Commissione censuaria provinciale quella della sua Provincia e 
delle Provincie finitime. 

Art. 191. 
Reclami contro il giudizio della Commissione censuaria centrale. 

I reclami delle Commissioni provinciali contro le tariffe come 
sopra stabilite, devono essere prodotti, entro il termine di giorni 



- 63 — 

60 da quello della avuta comunicazione, alla suddetta Commis- 
sione centrale, la quale, approvate in via definitiva, giusta l'ar- 
ticolo 28 della legge, le tariffe di tutti i Comuni censuari del 
Regno, le trasmette, con analoga dichiarazione, alla Giunta su- 
periore del catasto. 

Nota al Capo IX. 

In questo capo si disciplina il procedimento di un' altra specie 
di reclami ben più importanti e cioè quelli che riguardano la 
qualificazione e classificazione delle tariffe la cui pubblicazione 
è ordinata dalla Giunta superiore. Nel primo capoverso dell'ar- 
ticolo 29 si dispone : « I possessori potranno reclamare alla Corn- 
ee missione comunale sulla intestazione e sulla delimitazione, fì- 
(( gura ed estensione dei rispettivi beni e sull'applicazione della 
« qualità e della classe. Potranno reclamare altresì, per quanto 
ce li riguarda le Giunte comunali ed altri enti interessati. In 
ce questa sede non sono ammessi reclami contro le tariffe ». 

Soltanto dopo la presentazione e ventilazione dei reclami si 
procede alla compilazione per parte della Commissione centrale 
delle tariffe di tutti i comuni modificandole occorrendo, sul cri- 
terio fondamentale di operarne la definitiva perequazione. 

Da cotali norme procedurali ben si rileva la vigilanza e di- 
ligenza che debbono venire usate dai proprietari nei periodi di 
costituzione del catasto e come per tutelare gli interessi indivi- 
duali e quelli dei singoli comuni convenga abbandonare quel- 
l'abituale apatia che domina funesta sì che paralizza le migliori 
iniziative. 

CAPITOLO X. 
Attivazione del «novo catasto. 

Art. 192. 
Operazioni preliminari all' 'attivazione del catasto. 

La Giunta superiore del catasto ricevute le tariffe a norma 
dell'articolo precedente, provvede all'allestimento degli atti ne- 
cessari per eseguire l' attivazione del catasto, cioè : 

a) la mappa particellare, nella quale ogni particella è con- 
trodistinta con proprio numero ; 



- 64 — 

b) la tavola censuaria, di cui all'art. 151, debitamente com- 
pletata, e coli' aggiunta, per ogni particella, della rendita impo- 
nibile ; 

e) il registro delle partite, nel quale sono raccolti, sotto il 
nome di ciascuna ditta censuaria, i numeri di mappa dei singoli 
enti catastali che le appartengono, colla superfìcie e rendita im- 
ponibile corrispondenti, e nel quale dovranno poi essere tenute 
in evidenza le ulteriori mutazioni di proprietà; 

d) la matricola dei possessori, in cui le ditte censuarie 
sono disposte in ordine alfabetico, coi dati necessari per la for- 
mazione dei ruoli dell'imposta fondiaria; 

e) tutti gli altri atti, che la Giunta superiore stimerà ne- 
cessari o utili per l' attivazione e la conservazione del catasto. 

Art. 193. 

La Giunta superiore del catasto, con manifesto da pubblicarsi 
in tutti i Comuni del Regno mediante affissione nei modi soliti 
per gli atti ufficiali, invita i possessori : 

a) a domandare per iscritto la registrazione sui nuovi libri 
delle partite delle variazioni di possesso avvenute dopo la pub- 
blicazione dei dati catastali, di cui al capitolo Vili ; 

b) a chiedere la correzione degli errori materiali di fatto, 
quali sarebbero quelli di conteggio, scritturazione e simili, che 
si avessero a riscontrare negli atti catastali. 

Art. 194. 

Nel suddetto manifesto si fissa un termine congruo a giudizio 
della Giunta superiore del catasto per la presentazione delle do- 
mande di cui all' articolo precedente, e si avvertono i possessori 
i quali per qualsivoglia titolo abbiano reclamato contro le risul- 
tanze pubblicate del nuovo catasto, che, entro il termine fissato 
come dianzi, possono prendere cognizione, presso l' ufficio di atti- 
vazione del catasto, del giudizio pronunciato definitivamente sui 
loro reclami dalla Commissione provinciale; e che, entro il ter- 
mine stesso, nel solo caso che si credessero gravati per violazione 
di legge o per questioni di massima, possono ricorrere alla Com- 
missione centrale per mezzo di detto ufficio. 



65 - 



Art. 195. 

In seguito alle suddette domande, si eseguiscono nei nuovi 
libri delle partite le variazioni di possesso avvenute dopo la pub- 
blicazione dei dati catastali, e si correggono gli errori materiali 
di fatto che fossero occorsi. 

Art. 196. 

Promulgata la legge pel l'applicazione del nuovo estimo, e 
compiute le operazioni indicate nell'articolo precedente, si for- 
mano in base alle risultanze dei nuovi registri partitari, i ruoli 
per la esazione della imposta. 

Incomincia all' ora lo stadio della conservazione del nuovo ca- 
tasto, e cessano le operazioni intese a mantenere in corrente i 
catasti preesistenti, i quali fino a nuova disposizione saranno 
custoditi presso gli uffici di conservazione del corrispondente 
nuovo catasto. 

Gessano parimenti la divisione del territorio del Regno negli 
otto Compartimenti, e le Direzioni compartimentali istituiti per 
la formazione del nuovo catasto. 

Nota al Capo X. 

Dopo compiute tutte le cennate operazioni preliminari si dà 
opera all'attivazione del nuovo catasto. Negli articoli di questo 
capo si rileva come per le materie contemplate nei medesimi si 
fa luogo ad altri reclami per parte dei possessori. Sui quali re- 
clami, come del pari di tutti gli altri dissopra contemplati, nel 
seno della Commissione pel regolamento, si sollevò la questione 
della ingerenza che dovesse eventualmente esercitare sulla ma- 
teria catastale, l'autorità giudiziaria. Ma avendo la legge netta- 
mente e perentoriamente disposto all'art. 31, che nulla è inno- 
vato per quanto riguarda all'autorità giudiziaria in materia di 
catasto ci riportiamo alle osservazioni da noi fatte nel libro sulla 
perequazione 228 e seguenti nelle note al detto art. 31 della ri- 
petuta legge. 



- 66 - 

CAPITOLO XI. 
Conservazione del Catasto. 

Art. 197. 
Modi della conservazione. 

La conservazione del catasto si fa per duplicato, e cioè sopra 
due copie di atti identici, da tenersi presso i rispettivi uffici spe- 
ciali, che ne saranno incaricati. 

Art. 198. 

Le epoche e i modi per le lustrazioni periodiche del catasto 
saranno stabiliti nel regolamento speciale prescritto neir art. 202. 

Art. 199. 
Introduzione di nuovi enti in catasto. 

Nel caso che, a sensi dell'art. 35 della legge 1° marzo 1886, 
si debbano introdurre in catasto nuovi enti, ai quali non si pos- 
sano attribuire le qualità e classi esistenti, si creano, per essi, 
speciali qualità e classi. 

Art. 200. 
Divisione di particelle. 

Nel caso di divisione di una particella, l'estimo si riparte in 
ragione di superficie, non ostante qualunque patto in contrario. 

Art. 201. 
Correzione degli errori materiali. 

Possono correggersi in ogni tempo gli errori materiali o di 
fatto che si riscontrassero nelle mappe o nelle scritture censuarie. 

Art. 202. 
Regolamento per la conservazione del catasto. 

Con regolamento speciale, da emanarsi all'atto in cui si ren- 
derà esecutivo il catasto, sarà provveduto per Y esatta applicazione 
di quanto è prescritto negli articoli precedenti. 

Nel detto regolamento s' introdurranno tutti quei miglioramenti 
che la pratica applicazione delle norme ora in vigore avrà sug- 



- 67 - 

gerito, e si daranno precise disposizioni, tanto riguardo ai criteri 
ed ai procedimenti, quanto riguardo al personale, affine di assi- 
curare la perfetta ed uniforme conservazione del catasto, sia negli 
uffici ai quali verrà affidato il primo esemplare del medesimo, 
sìa in quelli che ne dovranno tenere il secondo. 

Nota al Capo XI. 

Dopo compiute tutte le operazioni di costituzione, sarà pro- 
mulgata la legge per P applicazione del nuovo estimo e comincierà 
allora lo stadio della conservazione del nuovo catasto. Il nuovo 
organico (come dice l'art. 196 del Reg.), si sostituirà agli otto 
compartimenti ed alle Direzioni compartimentali. 

CAPITOLO XII. 
Moderazioni d'imposta. 

Art. 203. 
Procedimento per la moderazione d'imposta. 

Per conseguire la moderazione d'imposta consentita dall'ar- 
ticolo 38 della legge 4° marzo 1886, il possessore danneggiato 
deve entro quindici giorni dall' accaduto infortunio, presentare alla 
Intendenza di finanza della provincia, anche per mezzo dell'Agenzia 
delle imposte, un ricorso, nel quale devono essere indicati per 
ciascuna particella catastale, la quantità e qualità dei frutti per- 
duti e l'ammontare del loro valore. 

Art. 204. 

L' Intendenza di finanza, ricevuto il reclamo, ordina una veri- 
ficazione sopra luogo, ed invita il possessore ad assistervi, perchè 
possa fornire i necessari schiarimenti, e fare le osservazioni che 
crederà del suo interesse. 

Le spese di questa verificazione sono a carico del reclamante. 

Art. 205. 

L' Amministrazione delle finanze, nel giudicare sul merito della 
domanda di moderazione d' imposta, avrà riguardo alla qualità e 
classe attribuita in catasto ai terreni danneggiati. 



- 68 — 

Art. 206. 

Gli sgravi e rimborsi a favore dei contribuenti che hanno 
ottenuto moderazione d'imposta, e il pagamento delle spese per 
parte del reclamante, si eseguiscono nei modi e colle norme sta- 
bilite dal regolamento per la riscossione delle imposte dirette. 

Nota al Capo XII. 

Questo capo del Regolamento è importante perchè nell' art. 38 
è demandato ad altre disposizioni legislatore il provvedere ai casi 
d'infortuni se cotali disposizioni non figurano (e noi potevano 
figurare nel Regolamento), in esso si prescrivono le norme d' ac- 
certamento e le modalità per ottenere la moderazione delle im- 
poste. 

CAPITOLO XIII. 

Spese per la formazione del catasto. 

Art. 207. 
Spese a carico dei possessori. 

Fra le spese della delimitazione delle private proprietà che, a 
termine dell'articolo 40 della legge 1° marzo 1886, sono a carico 
dei rispettivi possessori, non si comprendono quelle delle Com- 
missioni censuarie e loro delegati, né quelle dei relativi verbali 
per uso dei comuni e dell' Amministrazione catastale. 

Art. 208. 

Le somministrazioni che le provincie ed i comuni devono fare, 
a termini dell'articolo 40, lettera e, della legge 1° marzo 1886, 
sono determinate dai rispettivi uffici superiori del catasto. 

Da tale determinazione i comuni possono reclamare alla Dire- 
zione compartimentale del catasto, le provincie alla Giunta supe- 
riore. 

Contro le rispettive decisioni è ammesso l'appello al Mini- 
stero delle Finanze. 

Art. 209. 
Preventivo annuale della spesa per la formazione del catasto. 

La Giunta superiore del catasto propone ogni anno, in tempo 



debito, il preventivo della spesa necessaria, per Tanno seguente, 
alle operazioni del catasto, affinchè il Ministro delle Finanze ne 
possa ottenere lo stanziamento colla legge di approvazione del 
bilancio generale dello Stato. 

Art. 210. 

Le spese incontrate dai comuni del compartimento ligure-pie- 
montese per la formazione di catasti comunali in conseguenza 
di precedenti leggi, saranno rimborsate in quanto possano i catasti 
medesimi servire agli effetti della legge 1° marzo 1886, e nei limiti 
della somma che verrà per essi risparmiata allo Stato. 

Nota al Capo XIII. 

Questo capo non fa che disciplinare la disposizione portata 
dall' art. 39 della legge 1° marzo 1886. 

CAPITOLO XIV. 
Condotta ed acceleramento eventuale dei lavori catastali. 

Art. 211. 
Incominciamento dei lavori. 

Istituite la G-iunta superiore del catasto e le Direzioni com- 
partimentali, comincieranno, al più tardi, il 1° marzo 1888, i 
lavori per la formazione del catasto in tutti i compartimenti, e 
saranno continuati senza interruzione. 

Art. 212. 

Le domande delle provincie per acceleramento dei lavori del 
catasto autorizzate dal 2° comma dell' art. 47 della legge 1° marzo 
1886, devono essere presentate al Ministero delle Finanze prima 
che i lavori stessi siano incominciati nel rispettivo territorio. 

A tale effetto le Direzioni compartimentali, tre mesi prima di 
intraprendere i lavori in una provincia, ne danno avviso alla Depu- 
tazione provinciale. 

Art. 213. 

L' anticipazione da farsi dalla provincia comprende la metà di 



- 70 - 

tutte le spese di personale e di materiali occorrenti nella pro- 
vincia e posti dalla legge a carico dello Stato. 

La Giunta superiore del catasto, fa, per ciascuna provincia 
richiedente, un preventivo totale approssimativo della spesa neces- 
saria, e determina la rata occorrente per il primo anno, e poi di 
anno in anno quelle degli esercizi successivi. 

La maggiore o minore spesa incontrata in un esercizio viene 
regolata nella previsione dell' esercizio seguente. 

Neil' ultimo anno si liquida la spesa definitiva totale, che sarà 
rimborsata dal Governo entro due anni dall'applicazione del nuovo 
estimo provvisorio. 

La Giunta superiore del catasto stabilisce pure, appena rice- 
vuto le domande, di quanto tempo potranno presumibilmente essere 
abbreviate le operazioni. 

Art. 214. 

Il Consiglio provinciale richiedente delibera sul modo di prov- 
vedere al pagamento della metà della spesa totale, sia mediante 
realizzazione di assegnamenti proprii della provincia, sia mediante 
assunzione di mutui, sia con imposizione di centesimi addizionali. 

Delibera inoltre ogni anno, cominciando dal primo, il relativo 
stanziamento della rata annuale da anticiparsi, la quale sarà com- 
presa tra le spese obbligatorie straordinarie del bilancio. 

Al pagamento delle rate annuali al Tesoro si provvede me- 
diante delegazioni sui ricevitori provinciali, divise per bimestre, 
alle scadenze delle Imposte dirette. 

Art. 215. 

Quando il Consiglio provinciale richiedente abbia preso la deli- 
berazione indicata nel precedente articolo, e, in caso di mutui, 
questi sieno stati effettivamente stipulati, si dà principio alle ope- 
razioni catastali nella provincia. 

La provincia che richiese l'acceleramento dei lavori catastali 
ha l'obbligo di continuare le occorrenti anticipazioni fino al ter- 
mine delle relative operazioni. 

Art. 216. 

Il termine dei 7 anni, entro i quali, giusta l' art. 47 della legge 



- 71 - 

1° marzo 1886, il ricensimento deve essere compiuto quando le 
Provincie richiedenti hanno un catasto geometrico particellare con 
mappe servibili, decorre dal giorno della comunicazione al Mini- 
stero della deliberazione del Consiglio provinciale, colla quale ven- 
gono presi i provvedimenti necessari per rendere la domanda effi- 
cace a termini degli articoli precedenti. 

Art. 217. 

La Giunta superiore del catasto determina quali fra le Pro- 
vincie richiedenti hanno mappe, presumibilmente e nel loro com- 
plesso, servibili agli effetti voluti dalla legge. 

In tale provincie si compilano le tabelle di qualificazione e 
classificazione, e si procede al classamento, giusta le norme pre- 
scritte al capitolo VI. 

Ove però nel corso delle operazioni venisse a risultare la ne- 
cessità di straordinarie rettificazioni, all' infuori di quelle occor- 
renti per le variate qualità e classi, e per non fatte lustrazioni, 
o di estesi rifacimenti o complementi, allo scopo di rendere le 
dette mappe servibili, le operazioni stesse saranno tuttavia pro- 
seguite, ma il maggior tempo per esse richiesto, e che la Giunta 
superiore stabilisce, non si computa nei sette anni di che all' ar- 
ticolo precedente, e la provincia deve anticipare, colle norme degli 
articoli 213 e 214, metà della maggiore spesa occorrente. 

Qualora, anche prima d'intraprendere il classamento, si venga 
a riconoscere la necessità di straordinarie operazioni di rettifica 
alle mappe, queste operazioni si potranno eseguire avanti del clas- 
samento stesso. 

Art. 218. 

Contro le deliberazioni prese dalla Giunta superiore del catasto 
in esecuzione del disposto del precedente articolo, le provincie, 
ove non preferiscano rinunciare all' acceleramento, possono recla- 
mare al Ministro delle finanze, il quale decide, sentita la Com- 
missione censuaria centrale. 

Art. 219. 

Nei casi contemplati negli articoli 216 e 217 la costituzione 
delle Giunte tecniche e delle Commissioni censuarie comunali e 



- 72 - 

provinciali si fa immediatamente, e i periti procedono alle ope- 
razioni prescritte dal presente regolamento, secondo le istruzioni 
impartite dalla Giunta superiore del catasto per modo che al più 
tardi entro cinque anni, non computato il maggior tempo even- 
tualmente occorrente per rendere le mappe servibili a tenore del- 
l' art. 217, venga compiuto il classamento, e siano esauriti i rela- 
tivi reclami. Entro i due anni successivi saranno definiti i reclami 
sulle tariffe, che devono provvisoriamente essere applicate, dopo 
ottenuto il giudizio della Commissione censuaria centrale e alle- 
stiti gli atti tutti necessari all'attivazione del catasto. 

Art. 220. 

Con speciale regolamento sarà provveduto alla conservazione 
dei catasti da attivarsi in via provvisoria per effetto delle dispo- 
sizioni contenute negli articoli 47 e 54 della legge 1° marzo 1886. 

Nota al Capo XIV 

La questione dell'acceleramento dei lavori per parte delle Pro- 
vincie che giusta la legge ha facoltà di richiederlo richiedeva 
attenzione perchè le Amministrazioni provinciali offrissero ga- 
rantie per le anticipazioni necessarie e ciò forma soggetto del- 
l' odierno capo. 

CAPITOLO XV. 

Disposizioni diverse relative al catasto. 

Art. 221. 

Visione e copia gratuita degli atti pubblici. 

Le Giunte tecniche e i periti catastali hanno diritto, pel di- 
simpegno delle loro funzioni, di esaminare gratuitamente i docu- 
menti e i registri esistenti nei pubblici uffici, e di trarne copia, 
senza pagamento di tassa o compenso qualsiasi. 

Art. 222. 
Diritto di accesso alle proprietà. 

Le Giunte tecniche, le Commissioni censuarie provinciali, le 
Commissioni censuarie comunali e i periti catastali col personale 
di servizio addetto ai medesimi per le operazioni del catasto, per 



- 73 - 

avere l'accesso alle private proprietà nelP adempimento dei loro 
uffici, devono essere muniti di un certificato rispettivamente, del 
prefetto della provincia, del sindaco del luogo, del direttore com- 
partimentale. 

In caso di opposizione, devono farsi assistere dal sindaco o da 
un consigliere comunale da esso delegato. 

Queste disposizioni e la sanzione della pena pecuniaria da 
lire 10 a lire 100 portata dall'art. 32 della legge pel caso di 
opposizione, devono essere pubblicate dal prefetto con apposito 
avviso, prima che incomincino nella provincia le operazioni cata- 
stali. 

Art. 223. 

Delle opposizioni previste nel precedente articolo si redigono 
processi verbali, nei quali devono essere indicati i presenti al 
fatto, e che vengono trasmessi all'Intendenza di finanza. 

Art. 224. 
Procedura "per le contravvenzioni. 

L'Intendente, di mano in mano che riceve i detti verbali, e 
così pure allorché gli pervengono i documenti e le note di cui 
all' art. 34, esamina se il fatto sia sufficientemente provato, e se 
costituisca contravvenzione. 

In caso affermativo, rimette i verbali, i documenti o le note 
di assenza al pretore locale, perchè proceda a termini di legge. 

Art. 225. 

Prima che il giudice competente abbia pronunciata la sua sen- 
tenza, il contravventore può, con domanda da presentarsi all' In- 
tendente e che è irrevocabile, chiedere che l'applicazione della 
pena pecuniaria sia fatta dall'Intendente stesso entro i limiti di 
legge. 

L'Intendente, stabilita la somma da pagarsi, invita il contrav- 
ventore a versarla alla Tesoreria e a consegnargli la ricevuta. 

In seguito all'istanza e alla consegna della ricevuta di depo- 
sito, l'Intendente si astiene dal promuovere l'azione giudiziale o 
ne fa sospendere il corso se già iniziata; pronuncia la sua deci- 
sione, ne rende avvertito il contravventore e dispone affinchè 



- 74 - 

l' Ufficio demaniale e la Tesoreria convertano il deposito in introito 
definitivo. 

Art. 226. 
Intangibilità dei segnali trigonometrici. 

La sorveglianza per assicurare la conservazione e la intangi- 
bilità dei segnali trigonometrici è affidata agli impiegati del ca- 
tasto e agli agenti della forza pubblica. 

Tanto gli uni come gli altri, nel caso che avvengano mano- 
missioni di segnali, denunciano i contravventori alla competente 
autorità giudiziaria, per i relativi procedimenti a termini di legge. 

Art. 227. 
Istruzioni speciali riservate alla Giunta superiore del catasto. 

Per la uniforme e esatta applicazione delle disposizioni del 
presente regolamento relative alla formazione del catasto, saranno 
impartite dalla Giunta superiore particolari istruzioni nei diversi 
stadi delle operazioni. 

Visto d'ordine di S. M. 

Il Ministro delle Finanze 

A. Magliani. 

Nota al Capo XV. 

La varietà delle disposizioni contenute in questo capo obbli- 
gherebbe a diffondersi troppo. Ma poiché esse sono chiare ci di- 
spensiamo da prolisse osservazioni. Raccomandiamo solo ai cul- 
tori di codeste discipline di approfittare della tavola di confronto 
per ricorrere alle nostre note, alla legge 1° marzo 4886 che ser- 
viranno a chiarire le disposizioni di esse e quindi l'applicazione 
delle discipline prescritte dal Regolamento. 



Indice Generale del Regolamento 



Premessa Pag. in 

Tavole di confronto » 1 

Decreto Reale pel' regolamento » 5 

Testo del regolamento » 6 

Capitolo I. 

Uffici del catasto » ivi 

Nota al Capo I t » 9 

Capitolo II. 

Commissioni censuarie comunali, provinciali e centrale .... » ivi 

Nota al Capo II » 17 

Capitolo HI. 

Giunte Tecniche » 18 

Nota al Capo III » 19 

Capitolo IV. 

Delimitazione e terminazione dei territori comunali e delle proprietà 

in essi comprese - » ivi 

Nota al Capo IV » 22 

Capitolo V. 

Operazioni di misura » 23 

Nota al Capo V » 29 

Capitolo VI. 

Operazioni di stima. — Qualificazione, classificazione, classamento . » 30 

Nota al Capo VI » 36 



76 - 



Capitolo VII. 

Operazioni di stima. — Tariffa Pag. 37 

Nota al Capo VII . » 49 

Capitolo Vili. 

Pubblicazione dei dati catastali risultanti dal classamene e tratta- 
zione dei relativi reclami » 51 

Nota al Capo Vili » 59 

Capitolo IX. 

Pubblicazione dei prospetti delle tariffe, e trattazione dei relativi 

reclami » 60 

Nota al Capo IX » 63 

Capitolo X. 

Attivazione del nuovo catasto » ivi 

Nota al Capo X » 65 

Capitolo XI. 

Conservazione del catasto » 66 

Nota al Capo XI » 67 

Capitolo XII. 

Moderazioni d' imposta » ivi 

Nota al Capo XII » 68 

Capitolo XIII. 

Spese per la formazione del catasto » ivi 

Nota al Capo XIII. » 69 

Capitolo XIV. 

Condotta ed acceleramento eventuale dei lavori catastali .... » ivi 
Nota al Capo XIV » 72 

Capitolo XV. 

Disposizioni diverse relative al catasto » ivi 

Nota al Capo XV » 74 




MI» i 




Li 1U1 



TESTO DELLA LEGGE t' MARZO 1886 N. 3682 

E REGOLAMENTO 2 AGOSTO 1887 N. 4871 

CON COMMENTO DELLA LEGGE 

TAVOLE DI CONFRONTO COL REGOLAMENTO E NOTE 

PER CIASCUN CAPO DI QUEJSTO 

dell'avvocato 

PROF. ARONNE RABBENO 



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dente alla Corte di Appello di Bologna: 

« Il Cuzzeri è un procedurista di primo ordine ; la 
(( prima edizione del suo Commento da tutti lodato fu ben 
« tosto esaurita. Questa non è una ristampa, ma opera da 
« capo a fondo rifatta, in cui colle più studiose e intelli- 
« genti cure si è tenuto conto di tutto ciò che può inte- 
« ressare la pratica del Fóro, e si è fatta una sintesi ve- 
ce ramente magistrale delle dottrine, e una critica arguta 
« sì di queste come della giurisprudenza, oltre a copiosi e 
« continui raffronti. Coscienziosamente consigliamo di prov- 
« vedersi di quest' opera chiunque non sia in grado di for- 
ce marsi o non abbia tempo di consultare per ogni que- 
« stione una intera raccolta di libri di procedura civile ». 



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ottenne che vi collaborassero, non solo gli egregi redattori prof. Vi- 
dari e Bolaffio, ma sì ancora gli altri giuristi che attendono al Com- 
mento delle singole parti del Codice. In tal modo il Commento è 
sempre messo al corrente della giurisprudenza, e V Annuario diventa 
un indispensabile complemento dell'opera dottrinale con tanto favore 
accolta dagli studiosi italiani. 

CONDIZIONI DI ASSOCIAZIONE 

L'opera consterà di 5 dispense di fogli 6 di stampa a tutta pa- 
gina nello stesso formato del nostro Commento al Codice di Com- 
mercio, al prezzo di L. 1,50 cadauna. 



IL 





DI 




ILLUSTRATO 

dagli Avvocati Ascoli Prospero — Bolaffio Leone, Direttore della Temi Veneta 

— Caluci Eugenio — Cuzzeri Emanuele, Direttore della Gazzetta Legale 

— Vivante Cesare, Prof. dell'Università di Parma — Supino Davide, 
Prof. dell'Università di Pisa — Morlara Lodovico — Marghieri Prof. Alberto. 



Il presente Commentario sarà diviso in sette volumi e cosi distribuito: 

y l # i, _ Titoli I a Vili del Libro I commentati dall' Avv. Leone Bolaffio. 

a II. — Titolo IX dal Prof. Alberto Marghieri. 

» III. — Titolo X dal Prof. Davide Supino. 

» IV. — Titoli XI a XIII dall'Avv. Eugenio Caluci. 

>, v. _ Titoli XIV a XVJ dal Prof. Cesare Vivante. 

„ vi. — Libro li dall'Avv. Prospero Ascoli. 

» VII, _ Libro III dall'Avv. Emanuele Cuzzeri. 

» » — Libro IV dall'Avv. Lodovico Mortara. 



CONDIZIONI DI ASSOCIAZIONE 

I. L' opera consterà di circa 40 fascicoli in-8 a due colonne di pay. 80 
al prezzo di L. 1,50 ciascuno. 

II. 11 pagamento dei fascicoli si effettuerà ad ogni quattro anticipatamente 
mediante invio di Vaglia di L. 6 alla Casa Editrice in Verona o Padova. 

III. L'assooiazione imporla elezione di domicilio in Verona. 

IV. Compiuta la pubblicazione dell'opera, se ne aumenterà il prezzo. 

V. Verrà dato in dono ai Soci il testo del Codice ch^ si è pubblicato in 
un volume a parte in nitida edizione. 



Pubblicate dispense 34.